Pronta la formazione 2026, con qualche dubbio marginale.

Dopo una offseason priva di clamorosi colpi di scena i Red Sox hanno iniziato gli allenamenti primaverili con un roster attivo di 26 uomini abbastanza ben definito, almeno nei suoi tratti essenziali, nella mente del manager Alex Cora. Difficilmente quindi assisteremo, nelle scarse tre settimane ancora disponibili, ad aperte competizioni per mostrare il proprio valore ed assicurarsi un posto nell’opening day a Cincinnati il prossimo 26 marzo.

Dalle dichiarazioni fin qui rilasciate da Cora è possibile individuare con una certa accuratezza giocatori titolati e lo faremo iniziando dai nove che costituiranno il line up iniziale: 

La scorsa settimana abbiamo saputo che Anthony sarà il lead-off della formazione seguito da Trevor Story che l’anno scorso ha segnato il miglior risultato della squadra, battendo in seconda posizione. Duran quindi va a battere per terzo, sperando che a questo punto le basi saranno abbastanza cariche in modo da dare a Contreras le migliori opportunità per brillare come cleanup hitter. Fortunatamente potremo schierare Abreu in protezione subito dopo Contreras (il nostro esterno destro potrebbe puntare a 30 fuoricampo dopo averne battuti 22 in sole 115 partite l’anno scorso).

D’altra parte è momento in cui non abbiamo proprio l’imbarazzo fra i battitori di potenza e accendiamo tutti lumi a Padre Maronno, affinché Willson e Wilyer stiano in salute e non capiti loro neppure un raffreddore. 

Il turno di battuta degli altri giocatori non è scolpito nel marmo, tranne Rafaela, la cui velocità suggerisce di farlo battere nono come ha giocato ì per gran parte della scorsa stagione. 

Per quanto riguarda i ruoli difensivi ancora Cora non ha annunciato dove giocheranno esattamente Mayer e Durbin (entrambi hanno giocato in seconda e terza posizione in questi spring training) ed è possibile che l’incertezza si prolunghi anche alla stagione regolare. 

Cora ha già detto che Rafaela e Abreu saranno esterni titolari al centro e a destra. Duran probabilmente giocherà al centro durante i day rest di Rafaela, e Anthony sarà schierato all’esterno destro quando Abreu è fuori. È improbabile che Duran e Anthony giochino in campo esterno contemporaneamente, il che significa che uno dei due sarà spesso il battitore designato, ma Cora dovrà trovare turni di battuta per Masataka “Palla al piede” Yoshida, costringendo almeno uno di quei giocatori a stare in panchina in alcuni giorni. Magari entrambi visto che anche Contreras potrebbe giocare come DH, specialmente se Casas riuscisse a tornare dall’infortunio al ginocchio già a maggio.

Per ora Yoshida ha un posto in panchina perché non ha altro posto dove andare. Ha dimostrato di essere un battitore solido a tratti, ma i Red Sox hanno opzioni più forti sia come esterno che come DH  e potrebbero ancora provare a scambiarlo prima dell’opening day. Sfortunatamente l’impresa sembra impossibile considerando i 37,5 milioni di dollari che gli sono dovuti per i prossimi due anni. Dato il perdurare di questa frustrante situazione sembra difficile che  Yoshida si faccia trovare sempre pronto ogni volta che gli capiterà un’occasione.

Insieme a lui sulla panchina si siederanno sicuramente Wong (come riserva di Narváez) e Kiner-Falefa come veterano che può mostrare una difesa sopra la media in qualunque ruolo da interno. 

Per l’ultimo posto sembra che siano in rialzo le quotazioni del nuovo arrivato Andruw Monasterio, acquisito nello scambio Durbin.  Monasterio ha impressionato Cora anche per la buona media battuta contro i mancini della scorsa stagione, seppur con un campione limitato (OPS .837 in 50 apparizioni al piatto). Questa caratteristica potrebbe compensare ciò che mancherà ai Red Sox finchè non tornerà Gonzalez, che è stato tra i migliori battitori contro i mancini della lega nelle ultime due stagioni.

Questa situazione lascia poco spazio sia a Eaton, un giocatore produttivo dalla panchina la scorsa stagione, e a Campbell, che si sta impegnando al massimo per tornare a giocare in prima squadra. Eaton e Campbell sarebbero probabilmente i primi a cui verrà data una chance in caso di infortuni, ma per il momento affiancheranno Nick Sogard e Mikey Romero in Tripla A.

Secondo FanGraphs la nostra rotazione avrà il miglior fWAR della Major League nel 2026: 18.1. Davvero bravi a fare previsioni, dato Crochet, Suárez, Gray e Bello saranno sicuramente i primi quattro titolari, anche se non necessariamente in quest’ordine nelle posizioni di rincalzo, ma sul nome del quinto titolare ancora c’è una piccola incertezza. 

Cora ha dichiarato che la squadra non utilizzerà una rotazione a sei e quindi, almeno all’inizio, Connelly Early e Payton Tolle sono destinati a continuare crescere a Worcester. Questo lascia Johan Oviedo in pole position per il quinto posto, potendo contare su un buon repertorio e maggiore esperienza. Tuttavia ha anche opzioni per le leghe minori ed è stato inefficace nella sua prima stagione. I Red Sox sanno che non è un prodotto finito a causa di problemi di controllo che, se non fossero risolti, i Red Sox potrebbero essere costretti a scambiarlo con Tolle o Early.

Kutter Crawford probabilmente inizierà l’anno nella lista infortunati, dato che si sta ancora riprendendo dagli interventi chirurgici a polso e ginocchio; ha appena iniziato ad affrontare i battitori in allenamento di battuta dal vivo. Patrick Sandoval, reduce dall’intervento di Tommy John, ha affrontato i battitori in allenamento di battuta dal vivo, ma non ha ancora giocato una partita e probabilmente non sarà pronto per un carico di lavoro completo da partente entro la fine del ritiro.

Tuttavia poichè a Cora piace avere un lanciatore di rilievo a inizio stagione in grado di proteggere il carico di lavoro dei partenti Sandoval potrebbe adattarsi a questo schema. Sebbene abbia giocato da titolare per gran parte della sua carriera, Sandoval ha un’esperienza limitata come rilievo e ha dichiarato all’inizio di questo ritiro che sarebbe disposto ad accettare qualsiasi ruolo disponibile. Inoltre, non ha altre opzioni, quindi dovrà essere inserito nel roster attivo dei Red Sox per tenerlo, a meno che non inizi la stagione nella lista degli infortunati.

Continuando a parlare di bullpen Aroldis Chapman e Garrett Whitlock sono confermati lanciatori per la fase finale della partita, mentre Slaten, Weissert e Kelly dovrebbero gestire il sesto e il settimo inning.

Tra i nuovi nomi c’è Ryan Watson, scelto quest’inverno con la Rule 5, che i Red Sox dovranno rimandare agli Athletics se non dovesse trovare un posto nel roster attivo.

Oltre a Chapman, Jovani Morán è l’unico altro mancino nel bullpen. Non ha alternative, e i Red Sox sono rimasti colpiti dalla sua velocità e versatilità, anche se continuano a cercare sul mercato un alternativa.

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Una soluzione per la seconda base

Finalmente i Red Sox hanno fatto una mossa di mercato razionalmente comprensibile, nel senso che sono andati a prendere un giocatore che effettivamente  va a colmare un evidente buco del roster. Qualche anno fa questo non avrebbe provocato alcun stupore, sarebbe stato del tutto normale, ma nei tempi che stiamo vivendo non era affatto scontato.  Anzi c’era il timore che con l’arrivo di  Isiah Kiner-Falefa si fosse considerato risolto il problema.  Invece dopo che diverse trattative (Pete Alonso, Alex Bregman Isaac Paredes) sono naufragate, questa settimana i Boston Red Sox hanno deciso di scambiare giocatori per Caleb Durbin, un giocatore che potrebbe risultare un fattore stabilizzante sia del campo interno, affetto da un alto il tasso di errori, sia del line up, che aveva bisogno di uno swing destrorso che tragga vantaggio dal muro che si erge sulla sinistra del Fenway Park.

​​La scorsa stagione, Durbin ha battuto .256 con un OPS di .721, 11 fuoricampo e 25 doppi in 136 partite con i Milwaukee Brewers. Ha rubato 18 basi e ha mostrato una forte disciplina al piatto con una percentuale di strikeout del 9,9%, ben al di sotto della media del campionato del 22%. Cora ha già detto che Durbin potrebbe battere come sesto del line up dopo Wilyer Abreu. Ha poi aggiunto “I don’t see Caleb becoming like he’s gonna hit 40 home runs, but he’s a guy that he’s gonna drive in runs, he’s gonna get on base, he’s gonna be part of the solution, right?” 

Io interpreto queste parole come: “Grazie, Caleb è un buon giocatore, ci serviva, ma ancora non vedo nessuno che possa sostituire l’ottimo clean up hitter che avete cacciato”. Magari mi sbaglio, ma forse Core voleva ricordare che disporre di uno che la caccia fuori, potrebbe far aumentare il numero di vittorie a fine stagione. 

Non è ancora stato annunciato dove giocherà Durbin, ma evidentemente farà coppia con Marcelo Mayer per coprire i cuscini di seconda e terza base durante gli allenamenti primaverili, mentre il club determinerà quale sia la posizione migliore per ciascuno di loro. Fino ad oggi sembrava che ci fosse una preferenza per Mayer in terza base, ma ora questa opinione potrebbe essere cambiata.

Corbin ha giocato seconda base per gran parte della sua carriera nelle leghe minori e ha inizialmente faticato a Milwaukee, dove doveva giocare in terza, all’inizio della sua stagione come rookie. Poi,  dopo un duro lavoro con il loro allenatore degli interni, è stato adattato al ruolo, concludendo la stagione con 2 out sopra la media. Sembra quindi pronto a giocare per Boston ovunque ci sia bisogno. Dall’ultima partita di Pedroia nel 2019, il club ha schierato ben 33 giocatori in seconda base. Ora si spera che, in un modo o nell’altro, possiamo trovare un po’ di stabilità in quel ruolo.

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Le petit pet

Finalmente l’attesa è finita. Per colmare la grossa lacuna nella difesa in campo interno, i Boston Red Sox hanno ingaggiato Isiah Kiner-Falefa con un contratto annuale, salvo imprevisti emergenti dalla visita medica.  Ora questa sarebbe stata una mossa perfetta se Boston fosse stata alla ricerca di un giocatore di utilità per dare profondità ad una formazione solida, ma rispetto alle esigenze della squadra è del tutto sconcertante.

Breslow aveva recentemente espresso il desiderio di aggiungere un forte interno difensivo, visti i recenti arrivi di lanciatori con un tasso più elevato di ground ball, come Ranger Suarez e Sonny Gray e IKF fornisce ai Red Sox un “difensore d’élite in più posizioni”, secondo una fonte interna alla squadra.

I numeri difensivi effettivamente rispondono a questa esigenza, Isiah Kiner-Falefa è una riserva perfetta da avere in squadra. Può coprire tre ruoli in campo interno e li gioca bene in tutti, forse meglio di chiunque altro attualmente nei Red Sox. Il problema è che le riserve ce le abbiamo già, quello che ci manca sono i titolari, a cominciare dalla seconda base. Per questo ruolo è in corso una giostra, con gente che sale e che scende, da quando Dustin Pedroia ha smesso, e che forse si sarebbe potuta evitare se Kristian Campbell fosse stato adeguatamente formato sul campo.

IKF quindi rischia di rappresentare un incremento marginale della qualità del roster, perchè per poter giocare titolare avrebbe bisogno di un DH che vada a battere per lui. Nel box è un battitore di contatto, che non incassa molti strikeout e oltretutto è destrorso, il che è importante per i Red Sox. Ma con questo le buone notizie sono finite. Kiner-Falefa ha giocato otto stagioni nella Major League. La sua media battuta in carriera è .262/.311/.349. Non ha mai registrato un OPS di .700 o più in una stagione intera e soprattutto non ha mai battuto più di otto fuoricampo, cosa che ha fatto solo due volte. A Breslow credo sia piaciuto per il costo ragionevole visto che viene da un finale di stagione piuttosto deludente a Toronto. Curiosamente 6 milioni di dollari lo stesso contratto annuale che Rob Refsnyder ha firmato con i Seattle Mariners in questa offseason.

Tuttavia non bisogna disperare. Fonti interne alla squadra ci dicono che sono ancora alla ricerca di un altro battitore potente, che rimedi alla scellerata cacciata di Devers. A meno di una settimana dall’inizio degli allenamenti primaverili sono dichiarazioni risibili. Il mercato free agent è esaurito e diventa sempre più difficile coinvolgere le altre franchigie in complicate trattative per uno scambio ad alto livello. 

PS Mercoledì mattina, i Red Sox hanno acquisito il ricevitore/interbase Mickey Gasper dai Washington Nationals tramite waiver. Gasper ha debuttato con i Red Sox nel 2024, prima di essere ceduto ai Minnesota Twins durante la offseason. Insomma ora abbiamo qualcuno che si possa accucciare dietro il box di battuta in casi estremi.

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La regola del silenzio

Ciao ragazzi, qualcuno di voi potrebbe aver notato la lunghissima pausa intercorsa dall’ultimo mio contributo su questo blog e potrebbe chiedermene conto, visto che dovrei essere io quello che anima la discussione.  Ebbene, non essendo stato ricoverato per abuso di Prozac, non posso offrire ragioni valide al perdurare del mio silenzio, salvo l’assoluta assenza di cose intelligenti da dire, o anche stupide, divertenti, ecc. Normalmente cerco sempre di attenermi alla celebre massima di Ludwig Wittgenstein «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere» (proposizione 7 del Tractatus logico-philosophicus), ma a una certa è obbligatorio rompere il silenzio.

A mia discolpa devo dire che, anche seguendo quotidianamente la stampa specializzata, è difficile ricavarne qualcosa. Non so se valga per l’intera MLB, ma sicuramente gli articoli che riguardano i Red Sox in genere si compongono di una rassegna delle carenze da colmare nel roster seguite delle opportunità disponibili sul mercato degli scambi e dei giocatori free agent. In genere però tutto questo chiacchiericcio non ha nessuna attinenza con quello che bolle veramente in pentola. A posteriori tutti sembrano brancolare nel buio, senza alcuna idea di come si sviluppino le trattative finché qualcuna finalmente va in porto e Jeff Passan può pubblicare un tweet in anteprima in cui ne annuncia l’esito (solitamente inaspettato).

Oramai siamo molto più vicini all’inizio degli spring training che dalla fine della scorsa stagione, i Red Sox continuano ad avere una sovrabbondanza di titolari in campo esterno, non hanno rimpiazzato l’ottimo slugger che avevano in organico fino a giugno, senza peraltro conservare l’ottimo terza base che ne aveva causato la dipartita. Ci sono ruoli in campo interno che non possono essere presidiati da giocatori sicuramente nella media MLB e il club non ha ancora capito come Masataka Yoshida e Triston Casas, che sembrano destinati a contendersi lil ruolo di DH, possano inserirsi nella formazione.

L’unica cosa di cui siamo certi è che nel 2026 saremo in grado di schierare una rotazione competitiva, con rincalzi che offrono sufficienti garanzie per fronteggiare possibili, o forse inevitabili infortuni. Pochi giorni dopo aver fallito l’ingaggio di Alex Bregman, i Red Sox hanno cambiato radicalmente direzione, aggiungendo il loro terzo partente in questa offseason per rafforzare ulteriormente una rotazione di partenza già nutrita. Al momento, la rotazione dei Red Sox vede Garrett Crochet al primo posto con Suárez al secondo, seguito dal nuovo arrivato Sonny Gray e dal partente cresciuto in casa Brayan Bello. I Red Sox hanno anche i partenti in fase di riabilitazione Kutter Crawford (operato al ginocchio) e Patrick Sandoval (operato a Tommy John), oltre a un altro acquisto di questa offseason, Johan Oviedo, come opzioni per il quinto partente. E questo senza contare i prospetti Connelly Early e Payton Tolle.

L’accordo quinquennale da 130 milioni di dollari con Ranger Suarez, ma rappresenta il contratto da free agent più lungo stipulato dal nostro CBO. L’unico precedente allo stesso livello è il contratto che Trevor Story ha firmato per sei anni e 140 milioni di dollari nel 2022.

Al momento, il monte stipendi di Boston, ai fini della CBTo, si dovrebbe attestare tra i 265 e i 270 milioni di dollari, al di sopra del limite della seconda fascia e il sesto più alto nel baseball per la stagione 2026. Sebbene i Red Sox non siano in grado neppure di avvicinarsi alle squadre finanziariamente più forti come i Dodgers, non solo spendono più che in passato, ma con questo sacrificano le loro future scelte al draft. Considerando che Breslow ha operato esattamente al contrario negli ultimi due anni siamo di fronte a un cambiamento notevole.

Oltretutto il mercato dovrebbe essere ancora in corso e la situazione dovrebbe cambiare, a meno che Breslow non pensi di poter affrontare una stagione schierando un lanciatore come interno e senza potenza nel box. Potendo escludere che la proprietà allenti ancora il cordone della borsa sembra verosimile che l’idea sia quello di attivare qualche scambio, attingendo al surplus di lanciatori e di esterni, anche se Breslow assicura che, almeno questi ultimi, dovrebbero essere al sicuro. Ma vai a sapere. L’unica cosa certa è che non ti dicono cosa stanno per fare.

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Come ascoltare Breslow e vivere felici

Avevamo anticipato che I Red Sox si sarebbero presentati ai Winter Meeting di Orlando, con la dichiarata intenzione di aggiungere un clean up hitter nel loro line up, rattoppando l’enorme buco nel roster provocato dalla scellerata cessione ai Giants di Devers. Questo era il principale obiettivo residuo, dopo aver ingaggiato Sonny Gray, il famoso n°2 della rotazione.

Almeno questo era il messaggio pompato dalla stampa amica, per nulla smentita dal club, che ha generato la diffusione innumerevoli dossier sulle caratteristiche tecniche e umane dei principali obiettivi. Senza grandi colpi di scena i loro dirigenti torneranno invece a Boston senza aver fatto mosse degne di nota e mancando i free agent più promettenti, Kyle Schwarber e Pete Alonso, che finiscono per firmare, rispettivamente con i Phillies e gli Orioles.

Non riesco proprio a penetrare la strategia comunicativa di Breslow. I Red Sox avrebbero avuto le risorse per tentare con Alonso, che ha accettato un contratto quinquennale da 155 milioni di dollari con i Baltimore Orioles, ma l’ha perso senza combattere presentando un’offerta inferiore sia in termini di durata che di importo rispetto a quella degli Orioles, come confermato da diverse fonti a conoscenza delle trattative. Perchè fare tanto chiasso per non concludere mai nulla?

Durante l’incontro con i media di mercoledì pomeriggio, Breslow non ha voluto entrare nei dettagli sulle trattative di Boston per Alonso. “The profile that I’ve talked about wanting to add, is certainly one that he would fit, but these things don’t always line up,” ha dichiarato. “We’ve got to make the best decisions that we can for the organization. And players have to make the best decisions for themselves and their families and now we’ve got to figure out another way to improve our roster.” Queste parole confermano sempre di più l’impressione di un front office in balia degli eventi, incapace di selezionare i propri obiettivi tattici, per la mancanza di un coerente quadro strategico. 

La scorsa stagione, i Red Sox hanno concluso al quindicesimo posto nella Major League per HR, con 186. Trevor Story ha guidato la squadra con 25 fuoricampo. Gli infortuni di Roman Anthony, Wilyer Abreu e Triston Casas, insieme allo scambio di Rafael Devers, hanno ridotto la produzione di fuoricampo della squadra, che quindi rimane un’area di cui c’è ancora bisogno di un rafforzamento, mentre sussistono carenze sui giocatori di posizione.

Ora il monte stipendi dei Red Sox si attesta sui 224 milioni di dollari, ovvero 20 milioni di dollari in meno rispetto alla prima soglia della tassa di lusso. Per raggiungere i propri obiettivi, è probabile che tale soglia verrà superata anche se l’uscita di scena di Schwarber e Alonso, rende improbabile il club superi la seconda soglia. 

Nel frattempo aumenta la pressione determinata da una divisione che si fa sempre più competitiva. Gli Orioles non solo hanno preso Alonso, ma anche il battitore Taylor Ward e il rilievo Ryan Helsley. I Toronto Blue Jays hanno ingaggiato il free agent Dylan Cease e il rilievo Cody Ponce. I pigiami devono ancora muoversi, ma non ci si aspetta che rimangano con le mani in mano.

In questo contesto Breslow torna a Boston senza nulla in mano, dopo una settimana deludente. L’unica cosa degna di nota è l’uscita di Grissom, l’ultimo giocatore rimasto dallo scambio di Sale, definita come la trattativa con il risultato peggiore di sempre nella storia Red Sox.

“We came in committed to doing what we can to improve our roster, the timing didn’t work out such that we were able to do that during these three days here in Orlando,” ha finito per dire Breslow. “But we’re going to head back to Boston and continue to work at putting the best team on the field that we can in 2026.” 

Continuano quindi le voci sull’interesse dei Red Soz per Eugenio Suarez, che ha battuto 49 fuoricampo in 159 partite la scorsa stagione, ma anche per Isaac Paredes di Houston e Ketel Marte  di Arizona. Si continua a dire che sembra proprio che Alex Bregman tornerà perchè rimane un obiettivo per via del suo solido attacco complessivo, della sua forte difesa e della sua leadership nello spogliatoio. Ma poi fonti interne dicono che sarà Marcelo Mayer il terza base per l’opening day. 

Alla fine dei Winter Meetings 2025, mentre si confermano i dubbi sulle capacità e l’affidabilità del CBO di approntare una squadra competitiva, continua la sarabanda di dichiarazioni contraddittorie con l’effetto di continue docce scozzesi per i tifosi, che avranno molto bisogno di assumere qualche inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (come il prozac), indicato per migliorare l’umore e ridurre sintomi di ansia e depressione. 

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Ci hanno hackerato Garcia?!

Non ho mai parlato dell’acquisto di Sonny Gray dai St. Louis Cardinals del 25 novembre, non perchè non me ne sia accorto, ma perché proprio non mi va. Gray non rappresenta certo il numero 2 della rotazione che ci permetterebbe un salto di qualità. Si tratta solo di un veterano maturo che va a rimpiazzare Giolito, si spera con una tenuta fisica migliore. Ci può stare, ma l’identikit di quello che ci servirebbe veramente assomiglia molto a quel Ryan che Breslow ha molestato questa estate, senza riuscire ad andare in buca. E Gray non gli assomiglia per niente.

Anche se la testa mi dice da tempo che non saremo accontentati e non ci sarà quindi nessun grande colpo di mercato, sopravvive una speranza mal riposta sostenuta dal cuore, che però oggi ha preso un brutto colpo quando il promettente esterno Jhostynxon Garcia ha preso la strada di Steel City per il lanciatore Johan Oviedo, nell’ambito di uno scambio che ha coinvolto cinque giocatori.

Era scontato che The Password ci lasciasse, visto l’affollamento di esterni nel roster di Boston, ma questa mossa ci priva di una pedina molto attraente da utilizzare in uno scambio di alto livello (che quindi plausibilmente non ci sarà) in cambio di un giocatore che ancora una volta Breslow sembra abbia pescato dalla discarica dei giocattoli difettosi. 

Le statistiche di Oviedo, (un ragazzone alto quanto me, ma di una stazza superiore di un quarto di quintale) sarebbero buone, almeno quelle risalenti a due anni fa. Nelle ultime due stagioni infatti Oviedo ha giocato solo nove partite da titolare. Alla fine della stagione 2023 ha subito un intervento Tommy John che ha vanificato l’intera stagione 2024. Al rientro, per un nuovo infortunio muscolare, ha dovuto rimandare il suo debutto stagionale fino all’inizio di agosto, ottenendo poi una media PGL di 3,57 in 40 1/3 inning. Niente di trascendentale, ma ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

Oviedo, con il suo arrivo, va a competere con Patrick Sandoval, Kutter Crawford, Hunter Dobbins, Brayan Bello, ecc per la rotazione centrale di Boston. Sono un numero così esorbitante che qualcuno di loro potrebbe entrare in qualche scambio entro la primavera. Ricordiamoci che dobbiamo trovare ancora un terza base e un valido sostituto di Devers.

Per fare spazio nel roster di 40 giocatori ai nuovi acquisti i Red Sox hanno designato Cooper Criswell, poco impiegato lo scorso anno, ma magistrale contro gli Astros nella sua unica occasione. Ora Criswell nei prossimi giorni sarà esposto alle deroghe e potrebbe partire per nuovi lidi, a meno che il contratto 800.000 dollari per un anno, stipulato all’inizio di questa offseason, non scoraggi i possibili acquirenti. Ancora una volta ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

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Un parassita di nome John W. Henry

Durante la stove league capita spesso di leggere sulla stampa come la “Luxury Tax” sia uno dei parametri principali che determina le politiche di mercato delle franchigie MLB, o, perlomeno, è un indice della voglia di vincere della proprietà. Forse questo merita un approfondimento per chiarire di cosa si sta parlando ed avere così la possibilità di farsi un’opinione personale con miglior cognizione di causa. 

Il nome ufficiale delle Luxury Tax è Competitive Balance Tax (CBT), ed è riferito a un sistema di norme che penalizza finanziariamente le squadre che superano determinate soglie sull’ammontare della spesa salariale totale impegnata per il loro roster. Si tratta di una sorta di tetto salariale “morbido”, che permette comunque alle squadre di superarlo sostenendo però dei costi aggiuntivi. 

L’obiettivo principale della CBT, introdotta nel 1997, è promuovere un maggiore equilibrio competitivo, riducendo il divario di valore dei roster tra le squadre con grandi risorse di mercato e quelle con risorse minori. Dopo quasi 30 anni possiamo serenamente affermare che questo obiettivo è decisamente fallito. Vediamo meglio come funziona.

Sono quattro i limiti salariali stabiliti dalla  CBT (241, 261, 281 e 301 milioni di dollari), con sanzioni pecuniarie (determinate dalla percentuale sull’importo in eccesso) sempre più severe. L’effettiva sanzione dipende anche dalla recidività in quanto aumenta progressivamente in caso di infrazioni consecutive per le prime tre stagioni. Oltre alle sanzioni finanziarie, le squadre che infrangono i limiti della CBT possono incorrere in penalità relative al draft, come l’arretramento di 10 posizioni della loro scelta più alta nel draft successivo. 

La CBT si applica al valore medio annuo (AAV) dei contratti garantiti e tutti i pagamenti da e verso altre squadre. Non è considerato esattamente l’importo effettivamente pagato ad ogni giocatore, per esempio quello derivante dai buyout delle opzioni contrattuali. Per stabilire l’effettivo AAV occorre inoltre considerare che:

  1. il valore dei contratti con pagamenti differiti è inferiore a causa della struttura dei pagamenti e si basa sul tasso di inflazione indicato nel contratto. 
  2. sono inclusi anche i compensi percepiti da giocatori non più presenti nel roster da 40 uomini, indipendentemente dal fatto che siano stati opzionati o rilasciati. 
  3. sono inclusi gli stipendi di tutti i giocatori presenti nel roster di 40 uomini, compresi quelli guadagnati militando nelle leghe minori.
  4. lo stipendio di un giocatore acquisito durante la stagione in corso pesa sull’AAV pro quota in base al momento dell’acquisizione.

Insomma, come vedete, è un gran casino fare i conti esatti della CBT effettivamente dovuta e quindi valutarne l’effettivo impatto sul mercato. Secondo me la stampa pone un’enfasi eccessiva su tali aspetti, che d’altra parte però costituiscono il solo parametro economico oggettivo relativo ai bilanci delle squadre di baseball, che per il resto non sono pubblici. Sarebbe molto più interessante avere maggiori ragguagli riguardo gli utili societari, che invece sono disponibili solo sulla base di stime di soggetti come Forbes.

Dalle informazioni sui contratti dei Red Sox, reperibili qui, è possibile vedere che l’AAV stimato per il 2025 è stato di $244.630.739, quindi superiore alla prima soglia CBT. Per questa stagione la cifra impegnata è notevolmente più bassa, ma, per fare un solo esempio, ora la terza base è ancora sguarnita mentre prima ci giocava Bregman per 40M. Per questo motivo le proiezioni della stampa specializzata prevedono per quest’anno un modesto incremento dell’AAV e questo si rifletterebbe in un’altra stagione senza nessuna chance di successo.  

Si conferma ancora una volta la modesta propensione della società a investire (non è che servisse proprio la sfera di cristallo!) che si traduce in una più che modesta propensione a vincere, anche se questo, sembra, non abbia inciso in modo catastrofico sugli utili. Naturalmente non è questo che ci racconta la comunicazione di FSG, che, anche quest’anno, ha fatto trapelare che sperano di concludere la stagione con una “modesta perdita”. Modestamente ritengo che siano tutte balle perché è arcinoto che le squadre della MLB siano molto, molto redditizie. Questa affermazione è dimostrabile almeno per gli Atlanta Braves che, essendo quotati in borsa, devono pubblicare trimestralmente i bollettini sulla loro situazione finanziaria. E sarebbe veramente strano che siano gli unici con il bilancio in attivo.Concludendo le squadre MLB (ma questo vale per qualsiasi impresa nello sport professionistico) sono galline che depongono uova d’oro. Un proprietario completamente imbecille, che però è bravo a fare il pesce in barile e non si sbatte per prendere iniziative rischiose per tentare di vincere, riesce comunque a fare degli ottimi profitti.  Ora non credo proprio che Mr Henry sia un imbecille, ma è molto chiaro che non ha più interesse a vincere con i Red Sox. Un proprietario così è un parassita che sfrutta la passione di tanti tifosi senza dare nulla in cambio. Bisognerebbe che passasse la mano, ma non a un’altro proprietario. Per le società sportive il modello vincente è quello di una proprietà detenuta da un azionariato diffuso composto principalmente da tifosi. I club con questo tipo di proprietà tendono a privilegiare la vittoria sportiva e quindi a reinvestire gli utili per acquistare i migliori giocatori e ammodernare le infrastrutture. Nel calcio il Real Madrid e il Barcellona sono gli esempi luminosi che si citano a supporto di tale affermazione, ma da poco è possibile anche citare la squadra degli Hearts, che domina il campionato scozzese, storicamente appannaggio dei binomio Celtic o Rangers.

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Arrivano i Winter Meeting del Moneyball

Gli annuali Winter Meeting della Major League Baseball inizieranno tra due settimane e finalmente potremo capire se le lacune  più importanti dei Boston Red Sox in termini di roster potranno essere colmate. In particolare ci sono due obiettivi che sono stati annunciati in modo preciso e reiterato, che riguardano l’acquisizione di: 

  1. un lanciatore partente di punta da inserire nella rotazione accanto o subito dopo Crochet 
  2. una mazza potente da piazzare al centro del lineup come clean up hitter. 

Nonostante ci siano altre carenze nel roster, che saranno invariabilmente trascurate, la realizzazione di questi principali obiettivi sarebbe indubbiamente di notevole giovamento. Resta il rammarico che per realizzarli occorre rimediare a disastri autoinflitti. C’è bisogno che ripeta che avevamo un buon clean up hitter, forse ottimo, ma che lo abbiamo cacciato per futili motivi? C’è bisogno che ripeta che per rimpiazzarlo adeguatamente probabilmente saranno necessarie maggiori risorse finanziarie di quelle risparmiate con lo scellerato scambio dello scorso 15 giugno? No, penso no, vero?

FanGraphs stima attualmente che i Red Sox spenderanno circa 204 milioni di dollari per la stagione 2026, ma è probabile che il club spenderà di ingaggi oltre la soglia della tassa di lusso di 244 milioni perché oltre free agency il club opererà anche nel mercato degli scambi.

Alla fine comunque, anche se tutto fosse fatto a puntino, sarebbero numeri piccoli, niente di paragonabile a quello che possono mettere in campo le franchigie più attrezzate. I Dodgers e gli Yankees sono state le uniche due squadre ad aver raggiunto i 700 milioni di dollari di fatturato nel 2024. I Dodgers hanno speso il 73% di questa cifra in stipendi, mentre gli Yankees il 50%. I Chicago Cubs e i Boston Red Sox, che sono rispettivamente al terzo e al quarto posto per fatturato, dovrebbero spendere almeno 280 milioni di dollari all’anno tra stipendi e tasse, per arrivare ad investire almeno il 50% di fatturato, ma non lo fanno e il divario con le prime della classe è destinato ad aumentare. 

I Los Angeles Dodgers del 2025 hanno vinto le World Series per il secondo anno consecutivo. Ci sono riusciti con un monte ingaggi di 400 milioni di dollari che sommati ai 150 milioni di dollari versati come tassa di lusso, portano il totale a 550 milioni di dollari. La squadra che più si avvicina a queste cifre (i Mets), ha impegnato un totale di 400 milioni di dollari tra monte ingaggi e tasse, e non è neppure arrivata ai playoff.

Oltre a una proprietà incredibilmente ricca e affamata di vittorie hanno il dirigente giusto per realizzare la loro visione. Andrew Friedman si è fatto le ossa con i Tampa Bay Rays con budget limitati. Ha imparato il valore della valutazione dei talenti perché non poteva permettersi contratti elevati con giocatori affermati. Dal 2015 la sua competenza nella valutazione dei talenti, unita all’enorme disponibilità salariale, ha reso i Dodgers la franchigia più forte della MLB. Negli 11 anni sotto la guida di Friedman, i Dodgers hanno raggiunto i playoff 11 volte, sono arrivati alla NLCS 7 volte e hanno vinto 3 World Series. 

Per raggiungere tali obiettivi i Dodgers hanno anche sfruttato le regole della MLB a proprio vantaggio. La MLB è ancora l’unica lega sportiva professionistica statunitense a non avere un tetto salariale. Le regole consentono anche alle squadre di differire gli stipendi dei giocatori. I Dodgers quindi hanno ingaggiato Shohei Ohtani con un contratto che vale 700 milioni di dollari, ma che hanno potuto differire fino al 2034 e oltre. Questo ha permesso loro di ingaggiare altri grandi giocatori come Glasnow, Snell e Yamamoto, e costruire così una squadra che darà filo da torcere a tutti per gli anni a venire.

Immagino che fino a quando le regole della MLB non muteranno per ripristinare un sano equilibrio competitivo difficilmente Mr. Henry sarà disponibile a ridurre i propri utili per potenziare gli investimenti. In questa congiuntura, per sperare di ribaltare le sorti, ci vorrebbe un genio a dirigere le operazioni di baseball invece del mentecatto che ci ritroviamo.

Ora però basta parlare di cose brutte. Nel frattempo la vita va avanti. Sono state apportate una serie di azioni minori e preparatorie dei Winters Meetings, alcune delle quali probabilmente avranno un impatto sulla squadra del 2026, e quindi è bene darci un’occhiata.

In tre distinti accordi la scorsa settimana, i Red Sox hanno ceduto tre rilievi che hanno avuto un ruolo a Boston negli ultimi due anni: Bernardino, Murphy e Guerrero, iniziando la ristrutturazione del bullpen. In cambio sono arrivati il ricevitore di Low-A Ronny Hernandez e due giocatori di utilità, Tristan Gray e Braiden Ward.

Dopo queste mosse e i mancini Justin Wilson e Steven Matz che se ne vanno come free agent Aroldis Chapman resta l’unico vero rilievo mancino attualmente nel roster di 40 giocatori. La squadra ha altri mancini come Payton Tolle e Kyle Harrison che potrebbero trovare spazio, ma allo stato attuale, avranno comunque bisogno di un lanciatore mancino in grado di coprire gli inning centrali, un compito spesso demandato a Bernardino, con risultati tutt’altro che disprezzabili. Nonostante questo Breslow ha osservato che, pur avendo valutato diverse opzioni per incrementare il bullpen, la loro priorità principali rimangono quelle enunciate in precedenza. Quando si dice che la questione è in buone mani!

Dei tre lanciatori ceduti, Bernardino ha avuto il maggiore impatto a Boston, con 55 o più presenze in ciascuno degli ultimi tre anni e una media PGL di 3,65. Murphy, al rientro dall’operazione di Tommy John la scorsa stagione, ha lanciato bene in alcuni punti critici. Guerrero, che ha debuttato alla fine del 2024, ha mostrato un potenziale con una palla veloce potente, nonostante un controllo discontinuo.

Le cessioni però sono state determinate dalla necessità di fare spazio nel roster di 40 giocatori per proteggere altri tre lanciatori dal draft Rule 5: il mancino Shane Drohan e i destrimani David Sandlin e Tyler Uberstine. Ognuno di loro si contenderà un posto nel bullpen in primavera, altrimenti saranno destinati alla squadra di Tripla A di Worcester.

Partente per gran parte della sua carriera, Sandlin, che ha una palla veloce da 100 mph, è passato al ruolo di rilievo la scorsa stagione dopo una promozione a Worcester. C’era la speranza che potesse dare il suo contributo nel finale di stagione 2025, ma le sue apparizioni come rilievo in Tripla-A non sono andate bene, una media PGL di 9,16.

Drohan giocherà probabilmente come lungo rilievo o come potenziale partente spot. La scorsa stagione, ha registrato una media PGL di 2,27 in 12 partite, per Worcester. Uberstine, alla sua prima stagione dopo l’intervento Tommy John, ha registrato una media PGL di 3,58 e una percentuale di strikeout del 27% in 25 partite, 21 da titolare, tra Portland, in Doppia A, e Worcester.

La scorsa settimana, i Red Sox hanno anche designato per l’incarico Nathaniel Lowe e il rilievo Josh Winckowski, per poi non presentare offerte per entrambi successivamente. Lowe ha aiutato i Red Sox a fine stagione, ma secondo MLB Trade Rumors avrebbe guadagnato 13 milioni di dollari in arbitrati e quei soldi sono più utili altrove. Winckowski, nonostante abbia giocato un ruolo chiave nel 2023, non ha avuto una stagione altrettanto forte nel 2024 ed è stato infortunato per gran parte del 2025. Essendo fuori dalle opzioni per le leghe minori il DFA è stata l’unica opzione disponibile.

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Prospettive per la free agency

Fra qualche giorno, alla fine della prossima settimana, inizierà la free agency e finalmente si farà sul serio. Ho pensato che fosse il momento giusto per una rassegna delle possibili mosse dei Boston Red Sox, almeno di quelle di cui parla la stampa.  

Una delle priorità che Breslow ha sottolineato in più di un’occasione è la necessità di potenziare l’attacco. Naturalmente qualsiasi squadra ha sempre in mente di potenziare l’attacco, ma per le squadre che si sono private volontariamente del loro miglior battitore diventa un issue particolarmente pressante. Senza fare il diavolo a quattro, ma anche il timido manager Alex Cora ha avuto modo di esprimere questa necessità:  “The teams that hit homers, they prevail. It’s hard to get three hits in a row”. Breslow lo avrà fissato incredulo, abbagliato da tanta saggezza e profondità di pensiero!

Quindi ora il problema è sostituire uno slugger in grado di far dimenticare Rafael Devers, e non guasterebbe affatto che si tratti di un destrimano, data la prevalenza di mancini nel line up. Diamo un’occhiata al mercato freeagent per vedere se la lacuna può essere colmata.

Quando si parla di potenza viene in mente il prima base dei Mets Alonso, che è stato uno dei migliori fuoricampampisti della lega, totalizzando non meno di 34 fuoricampo in ciascuna delle ultime cinque stagioni. Tuttavia, sebbene per l’attacco sarebbe un’enorme incremento, purtroppo stiamo parlando di un prima base molto mediocre dal punto di vista difensivo.  Alonso ha ottenuto un out above average di -9 nel 2024 e nel 2025. Per contestualizzare, la scorsa stagione, Abraham Toro ha registrato un OAA di -3 in prima base e Nathaniel Lowe un OAA di -5 e potrebbe essere un ostacolo ulteriore al miglioramento di una delle peggiori difese del campionato. Con tali premesse probabilmente verrebbe spostato a battitore designato, ma questo lascerebbe ancora vacante il cuscino di prima, se il ritorno di Casas tardasse o le prestazioni lo costringessero a un periodo in tripla A. 

Sono aspetti che i Red Sox dovranno valutare assieme agli aspetti economici. Alonso compirà 31 anni a dicembre e probabilmente è alla ricerca di un contratto lungo e costoso: si parla di sette anni, con un ingaggio superiore ai 175 milioni di dollari. Ma con tali premesse non potevamo tenerci Devers?

Schwarber è un altro nome che circola e, nonostante  sia mancino, sembrerebbe più adatto per  più che altro perchè si accontenterebbe di un contratto previsto più breve. Si tratta di un giocatore che ha apprezzato i due mesi a Boston, dopo essere stato ceduto dai Nationals alla scadenza del 2021, durante i quali ha avuto un impatto notevole sulla formazione e sul club, che tuttavia non gli hanno fruttato un’offerta adeguata, andando a fare sfracelli in quel di Philadelphia Phillies, con un contratto quadriennale da 79 milioni di dollari.

Boston ha un’altra possibilità ora. Schwarber ha trascorso la maggior parte degli ultimi due anni come battitore designato, ma per una buona ragione. Ha guidato la National League con 56 fuoricampo nel 2025 e non ne ha battuti meno di 38 in ciascuno degli ultimi quattro anni. In questo periodo, come giocatore di posizione, ha giocato 11 partite in prima base (10 prorio con Boston) e, sebbene abbia più di 800 partite come esterno sinistro, ne ha totalizzate solo 13 come esterno nelle ultime due stagioni. Potrebbe tornare a giocare in esterno ogni tanto? Forse, ma i Red Sox non hanno bisogno di un altro esterno.

Se i Red Sox dovessero ingaggiarlo, dovrebbero capire cosa fare con Masataka Yoshida, l’attuale battitore designato, inadatto a giocare in campo, e a cui sono dovuti 37 milioni di dollari per i restanti due anni di contratto. A 32 anni e a causa della sua scarsa flessibilità di ruolo, si prevede che Schwarber firmerà un contratto più economico di quello di Alonso, intorno ai quattro o cinque anni e 130-150 milioni di dollari. I Red Sox potrebbero assorbire lo stipendio di Yoshida (se riuscissero a trovare un partner commerciale) e comunque ingaggiare Schwarber per circa lo stesso prezzo di Alonso, ma si riproporrebbe invariata la domanda precedente, sull’opportunità di tenersi Devers.

Qui finisce l’elenco dei possibili sostituti di Devers, almeno fra i free agent americani. Lo so, non è una lista sterminata, ma sicuramente Breslow sapeva il fatto suo quando lo ha cacciato. Potrebbe rivolgersi al mercato dell’estremo oriente. Dalla Nippon Professional Baseball in questa offseason potrebbe arrivare Kazuma Okamoto o, in subordine Munetaka Murakami. In linea generale mi rende scettico il fatto che, a parte l’unicorno Shohei Ohtani, negli ultimi anni non è arrivato nessuno dal Giappone che non abbia avuto difficoltà ad adattarsi alle Major. Yoshida ne è un ottimo esempio e sarei cauto a ripetere l’esperienza..

Okamoto, 29 anni, destrimano, ha collezionato sei stagioni con 30 o più fuoricampo, ma non ha la stessa potenza del più giovane Murakami, che compirà 26 anni a febbraio. Murakami è stato due volte MVP e quattro volte All-Star. Batte con la mano sinistra e ha realizzato un record NPB di 56 fuoricampo nel 2022. Ma ha la tendenza ad abboccare agli “swing-and-miss”, un problema che potrebbe essere esacerbato nelle major con il lancio complessivamente migliore.

Entrambi hanno giocato la maggior parte delle loro partite in terza base in Giappone, con meno minuti di gioco in prima base, ma i valutatori ritengono che siano più adatti per la prima base nelle Major League. Entrambi hanno anche saltato alcuni incontri per infortuni la scorsa stagione. Data la sua età, si prevede che Murakami possa ottenere un contratto più lungo e redditizio, circa cinque anni, 150 milioni di dollari, mentre le proiezioni per un contratto con Okamoto sono di circa quattro anni, 100 milioni di dollari. Questi stipendi si aggiungerebbero alle commissioni di pubblicazione per ciascun giocatore, che sono determinate dall’entità del contratto.

Insomma nessuna delle opzioni prospettate, almeno secondo il mio modesto parere, sembrano in grado di ricucire l’enorme buco provocato da Breslow lo scorso 15 giugno, quando Devers fu fatto scendere dall’aereo diretto a Minneapolis. Senza considerare che la ricerca di uno slugger adeguato è solo uno dei compiti affidati a Breslow, che, per esempio, dovrà spendere un bel po’ per tentare di tenere Alex Bregman. Esternamente, i Red Sox hanno espresso interesse per una reunion di Bregman, ma le previsioni dicono che Bregman potrebbe firmare un contratto di sei anni da 182 milioni di dollari, con un valore medio annuo di poco più di 30 milioni di dollari per un accordo che inizierebbe dai suoi 32 anni. Questo non sembra proprio adattarsi agli standard dei Red Sox, soprattutto in termini di durata.

D’altra parte sembra difficile trovare un sostituto adeguato in terza base per un elemento che per il primo terzo di stagione è stato il battitore più produttivo di Boston, guidando l’attacco con una media battuta di .299 e un OPS di .938 in 51 partite. Bregman ha avuto un impatto enorme sul club, facendo da mentore ai suoi compagni di squadra esordienti, dando suggerimenti ai lanciatori e dimostrandosi la voce audace che è mancata al club negli ultimi anni. Dove lo trovano un altro come lui.

Per concludere la strada per tornare a rendere competitivi i nostri Red Sox sembra irta di ostacoli e il nostro ciberneta (che per Platone, era il timoniere della barca) non sembra in grado di condurci in porto. Animo, però. Potrebbe andare peggio. Magari nel 2026 si decide a cacciare Crochet, perchè non gli piace come il suo cognome si divide in sillabe. Chi può escluderlo?!

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La performance del CBO

Lo scorso anno ho sentito la necessità di suddividere in articoli l’analisi della stagione 2024. Dedicavo la quinta parte di quella corposa monografia all’operato di Alex Cora e concludevo che sarebbe stato illogico e poco proficuo porsi il problema dell’opportunità di un suo avvicendamento, visto che il sostituto avrebbe dovuto sceglierlo Craig Breslow. Nell’articolo dello scorso 8 ottobre ho indicato brevemente alcuni aspetti insoddisfacenti nel gioco della squadra di cui il manager – ed il suo numeroso staff – avrebbero dovuto rispondere (numero di errori, battute situazionali, corsa sulle basi), ma non per questo ho cambiato idea.

Secondo me il problema principale dei Red Sox risiede nell’accountability.  E’ una parola che non ha un esatto corrispettivo nella lingua italiana. Si traduce brevemente con responsabilità, ma in realtà si allude alla capacità di rispondere delle proprie azioni e dei risultati ottenuti di fronte ad altri soggetti capaci di valutarli e prendere le adeguate misure nel caso di prestazioni insufficienti. La mancanza di accountability in una organizzazione rende praticamente impossibile (o del tutto casuale) la risoluzione dei problemi e meno che mai l’instaurazione di cicli di miglioramento continuo.

Il soggetto apicale che dovrebbe intervenire quando la squadra mostra dei problemi, specialmente quando questi problemi sono ricorrenti e il manager – ed il suo numeroso staff – non li sanno risolvere o non li risolvono abbastanza velocemente è il Chief Baseball Officer. Il CBO è in ultima analisi il responsabile ultimo dell’andamento della squadra. Per trovare la figura che abbia ricoperto questo ruolo, di nome e di fatto, nei Boston Red Sox, bisogna risalire a Dave Dombrowski. Dopo di lui, i pallidi epigoni che si sono avvicendati, hanno operato in un ambito ben più ristretto. Vediamo cosa è successo in particolare sotto la gestione Breslow. Spoiler: non ne parlerò bene!

Non c’è dubbio che la storia dei Red Sox del 2025 sia una storia di miglioramenti. Il “numero di vittorie”, ovvero 89, è stato il totale più alto dal 2021 e la prima volta da quella stagione che la squadra ha realizzato un record superiore a .500. Quindi potremmo semplicemente pensare che siamo sulla strada giusta e che basti solo continuare così per migliorare indefinitamente, 

Purtroppo non è così e per capirlo occorre riepilogare brevemente quello che è successo nei vari reparti:

  • Offense:
    • I Red Sox sono leggermente migliorati in termini di attacco negli ultimi due anni, anche se sono sempre stati tra i primi 10 nelle statistiche principali. 
    • Il loro miglior battitore nel 2023 e nel 2024 è stato Rafael Devers. La sua assenza, nel 2025, è stata compensata dal miglioramento collettivo dei comprimari. Fra i singoli il contributo di Bregman, Story e Anthony è stato solido, mentre Duran, Rafaela, Abreu e Yoshida sono stati molto discontinui. Bisogna anche considerare il contributo di Gonzalez e Refsnyder contro i lanciatori mancini senza il quale non avrebbero mai potuto qualificarsi per i playoff.
    • Dal punto di vista situazionale, i Red Sox erano una squadra di media categoria nel 2023, ma hanno regredito drasticamente nel biennio successivo nel ranking per media battuta con RISP e per strikeout con RISP.
  • Pitching:
    • È chiaro che il lancio in generale è migliorato dal 2023. Già l’anno scorso avevamo una rotazione migliorativa, guidata dalle prestazioni di Houck, Pivetta e Criswell. Rinverdendo una tradizione per i lanciatori che lasciano Boston, Pivetta ha vissuto una stagione strepitosa sotto il solo di San Diego, mentre gli altri sono stati falcidiati dagli infortuni. Ciò nonostante nel 2025 si sono ripetuti a buini livelli perché hanno guadagnato un asso, Bello si è confermato come ottimo componente intermedio di rotazione e un Giolito sui livelli attesi, almeno fino a quando si è rotto poco prima dei playoff.
    • Il trend tuttavia non risulta confermato qualora si confronti il rank di WHIP, K/9 e BB/9. Il team di lanciatori non ha ottenuto abbastanza swing-and-miss e ha concesso troppi corridori in base. 
    • Per migliorare drasticamente la rotazione nel 2026 Breslow dovrebbe attingere al mercato free agent per prendere un solido lanciatore numero 2 o numero 3. Se invece si affiderà al ritorno di giocatori infortunati e rookie le ambizioni verranno fortemente ridimensionate. Per realizzare questi obiettivi avrà il sostegno della proprietà?
    • Con Chapman e Whitlock in testa, i Red Sox avevano il secondo miglior bullpen del baseball nel 2025, nonostante il ruolo di middle relief sia stato a tratti incerto, il back end si è comportato in modo ammirevole. Con quei due e il ritorno di Slaten, Breslow dovrebbe essere in grado avere un punto di forza in vista del 2026.
  • Defense
    • La difesa era pessima nel 2023 e nessuno ha fatto abbastanza per migliorarla. Sostituire Devers con Bregman in terza base e disporre di Ceddanne Rafaela uno dei migliori esterni centro del baseball avrebbe dovuto aiutare, ma non è servito a nulla. Eravamo 29° come numero di errori, ma siamo riusciti a peggiorare nel 2025. 
    • In generale l’efficacia difensiva è stata meno che mediocre. La ricezione è stato un problema costante negli anni precedenti e, sebbene non sia stato risolto, è stato abilmente spazzato sotto il tappeto dalle prestazioni di Narvaez

Questo breve resoconto ci dice che ci sono aspetti che il front office riesce a maneggiare ed altri che non considera prioritari con il risultato che nessuno se ne cura e nessuno sembra essere ritenuto responsabile delle cattive prestazioni che ne derivano. Si tratta di un colossale fallimento organizzativo che coinvolge tutto il management (e ritengo non sia estraneo alla fuga di personale esecutivo intermedio). Non ho visto alcuna prova che Craig Breslow abbia una filosofia organizzativa per questa squadra. Se non si dispone di un piano, non c’è modo di apportare correzioni lungo il percorso anche quando riguardino fondamentali come la difesa, l’hitting situazionale o la corsa sulle basi.

Ma oltre che sciatto organizzatore Craig Breslow si è anche dimostrato un pessimo dirigente anche in materie direttamente riconducibili alla sua persona come quello dei contratti a scadenza. Danny Jansen, James Paxton, Dustin May e Steven Matz sono tra le acquisizioni a scadenza che ha effettuato negli ultimi due anni. Nessuna di queste ha avuto un impatto significativo sul club, mentre altre squadre in lizza ne hanno tratto maggior giovamento.  A luglio i Seattle Mariners sembravano una squadra alla nostra portata e con carenze equiparabili alle nostre. Dopo aver risolto i loro problemi in prima e terza base, hanno vinto la division e si giocano gara 7 delle finali di lega.

Nel corso degli anni, le acquisizioni a scadenza hanno dimostrato di essere un fattore determinante per il successo nei playoff.  In questo ambito Breslow è stato letteralmente surclassato. E’ stato riferito che il suo atteggiamento durante le trattative, oltre ad essere stressante per lo staff, non riesce a creare un clima collaborativo con i dirigenti delle altre franchigie. Insomma Breslow sembra del tutto carente delle doti umane e dell’intelligenza emotiva che consentono di capire il contesto in cui ti muovi e aumentare le possibilità di concludere accordi vantaggiosi.

Queste scarse attitudini si sono rivelate anche all’interno. La situazione di Rafael Devers è stata la peggior gestione rispetto a qualsiasi altra vicenda che abbia coinvolto un giocatore di punta nella storia della MLB. Non starò a ripetere i dettagli, ma è stato veramente triste vedere i vari corifei diffondere a posteriori rumors diffamatori a carico del povero Ciccio, cervello di gallina ma cuore d’oro. Un copione che si ripete regolarmente dai tempi del pollo fritto di Francona.  

Dal punto di vista tecnico Breslow ha azzoppato irrimediabilmente una squadra in corsa per il titolo, privandosi della produttività di Devers senza ricevere praticamente nulla in cambio e senza nemmeno aver approntato un piano di riserva per la prima base e il battitore designato. Una volta usciti di scena Casas e Devers hanno faticato per tutto l’anno a trovare sostituti per entrambi i ruoli. 

Tutti questi aspetti pesano e non sono sufficienti a compensare le buone mosse dell’ultima offseason. Prendere Garrett Crochet è stato un accordo che ha cambiato la franchigia. Onestamente non credo che Breslow si aspettasse che Aroldis Chapman fosse così bravo, ma ha comunque il merito di averlo preso e prolungato il suo contratto per un anno più un’opzione. L’ingaggio di Alex Bregman è stato positivo, anche effettuato con una struttura contrattuale balorda (essenzialmente tre contratti annuali con opzioni di uscita) che consentirà a Bregman la possibilità di cercare altrove nel 2026. Alla fine firmare un contratto a lungo termine con Roman Anthony potrebbe essere stata la cosa più intelligente che abbia fatto da quando è diventato CBO.

I Red Sox hanno slancio dopo una stagione positiva, ma ci sono buchi da colmare e mosse da fare. Craig Breslow non sembra proprio la persona giusta da mantenere al timone per vincere un campionato. Non possiamo neppure sperare che arrivi qualcun altro che lo faccia.

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