Arrivano i Winter Meeting del Moneyball

Gli annuali Winter Meeting della Major League Baseball inizieranno tra due settimane e finalmente potremo capire se le lacune  più importanti dei Boston Red Sox in termini di roster potranno essere colmate. In particolare ci sono due obiettivi che sono stati annunciati in modo preciso e reiterato, che riguardano l’acquisizione di: 

  1. un lanciatore partente di punta da inserire nella rotazione accanto o subito dopo Crochet 
  2. una mazza potente da piazzare al centro del lineup come clean up hitter. 

Nonostante ci siano altre carenze nel roster, che saranno invariabilmente trascurate, la realizzazione di questi principali obiettivi sarebbe indubbiamente di notevole giovamento. Resta il rammarico che per realizzarli occorre rimediare a disastri autoinflitti. C’è bisogno che ripeta che avevamo un buon clean up hitter, forse ottimo, ma che lo abbiamo cacciato per futili motivi? C’è bisogno che ripeta che per rimpiazzarlo adeguatamente probabilmente saranno necessarie maggiori risorse finanziarie di quelle risparmiate con lo scellerato scambio dello scorso 15 giugno? No, penso no, vero?

FanGraphs stima attualmente che i Red Sox spenderanno circa 204 milioni di dollari per la stagione 2026, ma è probabile che il club spenderà di ingaggi oltre la soglia della tassa di lusso di 244 milioni perché oltre free agency il club opererà anche nel mercato degli scambi.

Alla fine comunque, anche se tutto fosse fatto a puntino, sarebbero numeri piccoli, niente di paragonabile a quello che possono mettere in campo le franchigie più attrezzate. I Dodgers e gli Yankees sono state le uniche due squadre ad aver raggiunto i 700 milioni di dollari di fatturato nel 2024. I Dodgers hanno speso il 73% di questa cifra in stipendi, mentre gli Yankees il 50%. I Chicago Cubs e i Boston Red Sox, che sono rispettivamente al terzo e al quarto posto per fatturato, dovrebbero spendere almeno 280 milioni di dollari all’anno tra stipendi e tasse, per arrivare ad investire almeno il 50% di fatturato, ma non lo fanno e il divario con le prime della classe è destinato ad aumentare. 

I Los Angeles Dodgers del 2025 hanno vinto le World Series per il secondo anno consecutivo. Ci sono riusciti con un monte ingaggi di 400 milioni di dollari che sommati ai 150 milioni di dollari versati come tassa di lusso, portano il totale a 550 milioni di dollari. La squadra che più si avvicina a queste cifre (i Mets), ha impegnato un totale di 400 milioni di dollari tra monte ingaggi e tasse, e non è neppure arrivata ai playoff.

Oltre a una proprietà incredibilmente ricca e affamata di vittorie hanno il dirigente giusto per realizzare la loro visione. Andrew Friedman si è fatto le ossa con i Tampa Bay Rays con budget limitati. Ha imparato il valore della valutazione dei talenti perché non poteva permettersi contratti elevati con giocatori affermati. Dal 2015 la sua competenza nella valutazione dei talenti, unita all’enorme disponibilità salariale, ha reso i Dodgers la franchigia più forte della MLB. Negli 11 anni sotto la guida di Friedman, i Dodgers hanno raggiunto i playoff 11 volte, sono arrivati alla NLCS 7 volte e hanno vinto 3 World Series. 

Per raggiungere tali obiettivi i Dodgers hanno anche sfruttato le regole della MLB a proprio vantaggio. La MLB è ancora l’unica lega sportiva professionistica statunitense a non avere un tetto salariale. Le regole consentono anche alle squadre di differire gli stipendi dei giocatori. I Dodgers quindi hanno ingaggiato Shohei Ohtani con un contratto che vale 700 milioni di dollari, ma che hanno potuto differire fino al 2034 e oltre. Questo ha permesso loro di ingaggiare altri grandi giocatori come Glasnow, Snell e Yamamoto, e costruire così una squadra che darà filo da torcere a tutti per gli anni a venire.

Immagino che fino a quando le regole della MLB non muteranno per ripristinare un sano equilibrio competitivo difficilmente Mr. Henry sarà disponibile a ridurre i propri utili per potenziare gli investimenti. In questa congiuntura, per sperare di ribaltare le sorti, ci vorrebbe un genio a dirigere le operazioni di baseball invece del mentecatto che ci ritroviamo.

Ora però basta parlare di cose brutte. Nel frattempo la vita va avanti. Sono state apportate una serie di azioni minori e preparatorie dei Winters Meetings, alcune delle quali probabilmente avranno un impatto sulla squadra del 2026, e quindi è bene darci un’occhiata.

In tre distinti accordi la scorsa settimana, i Red Sox hanno ceduto tre rilievi che hanno avuto un ruolo a Boston negli ultimi due anni: Bernardino, Murphy e Guerrero, iniziando la ristrutturazione del bullpen. In cambio sono arrivati il ricevitore di Low-A Ronny Hernandez e due giocatori di utilità, Tristan Gray e Braiden Ward.

Dopo queste mosse e i mancini Justin Wilson e Steven Matz che se ne vanno come free agent Aroldis Chapman resta l’unico vero rilievo mancino attualmente nel roster di 40 giocatori. La squadra ha altri mancini come Payton Tolle e Kyle Harrison che potrebbero trovare spazio, ma allo stato attuale, avranno comunque bisogno di un lanciatore mancino in grado di coprire gli inning centrali, un compito spesso demandato a Bernardino, con risultati tutt’altro che disprezzabili. Nonostante questo Breslow ha osservato che, pur avendo valutato diverse opzioni per incrementare il bullpen, la loro priorità principali rimangono quelle enunciate in precedenza. Quando si dice che la questione è in buone mani!

Dei tre lanciatori ceduti, Bernardino ha avuto il maggiore impatto a Boston, con 55 o più presenze in ciascuno degli ultimi tre anni e una media PGL di 3,65. Murphy, al rientro dall’operazione di Tommy John la scorsa stagione, ha lanciato bene in alcuni punti critici. Guerrero, che ha debuttato alla fine del 2024, ha mostrato un potenziale con una palla veloce potente, nonostante un controllo discontinuo.

Le cessioni però sono state determinate dalla necessità di fare spazio nel roster di 40 giocatori per proteggere altri tre lanciatori dal draft Rule 5: il mancino Shane Drohan e i destrimani David Sandlin e Tyler Uberstine. Ognuno di loro si contenderà un posto nel bullpen in primavera, altrimenti saranno destinati alla squadra di Tripla A di Worcester.

Partente per gran parte della sua carriera, Sandlin, che ha una palla veloce da 100 mph, è passato al ruolo di rilievo la scorsa stagione dopo una promozione a Worcester. C’era la speranza che potesse dare il suo contributo nel finale di stagione 2025, ma le sue apparizioni come rilievo in Tripla-A non sono andate bene, una media PGL di 9,16.

Drohan giocherà probabilmente come lungo rilievo o come potenziale partente spot. La scorsa stagione, ha registrato una media PGL di 2,27 in 12 partite, per Worcester. Uberstine, alla sua prima stagione dopo l’intervento Tommy John, ha registrato una media PGL di 3,58 e una percentuale di strikeout del 27% in 25 partite, 21 da titolare, tra Portland, in Doppia A, e Worcester.

La scorsa settimana, i Red Sox hanno anche designato per l’incarico Nathaniel Lowe e il rilievo Josh Winckowski, per poi non presentare offerte per entrambi successivamente. Lowe ha aiutato i Red Sox a fine stagione, ma secondo MLB Trade Rumors avrebbe guadagnato 13 milioni di dollari in arbitrati e quei soldi sono più utili altrove. Winckowski, nonostante abbia giocato un ruolo chiave nel 2023, non ha avuto una stagione altrettanto forte nel 2024 ed è stato infortunato per gran parte del 2025. Essendo fuori dalle opzioni per le leghe minori il DFA è stata l’unica opzione disponibile.

Share

Prospettive per la free agency

Fra qualche giorno, alla fine della prossima settimana, inizierà la free agency e finalmente si farà sul serio. Ho pensato che fosse il momento giusto per una rassegna delle possibili mosse dei Boston Red Sox, almeno di quelle di cui parla la stampa.  

Una delle priorità che Breslow ha sottolineato in più di un’occasione è la necessità di potenziare l’attacco. Naturalmente qualsiasi squadra ha sempre in mente di potenziare l’attacco, ma per le squadre che si sono private volontariamente del loro miglior battitore diventa un issue particolarmente pressante. Senza fare il diavolo a quattro, ma anche il timido manager Alex Cora ha avuto modo di esprimere questa necessità:  “The teams that hit homers, they prevail. It’s hard to get three hits in a row”. Breslow lo avrà fissato incredulo, abbagliato da tanta saggezza e profondità di pensiero!

Quindi ora il problema è sostituire uno slugger in grado di far dimenticare Rafael Devers, e non guasterebbe affatto che si tratti di un destrimano, data la prevalenza di mancini nel line up. Diamo un’occhiata al mercato freeagent per vedere se la lacuna può essere colmata.

Quando si parla di potenza viene in mente il prima base dei Mets Alonso, che è stato uno dei migliori fuoricampampisti della lega, totalizzando non meno di 34 fuoricampo in ciascuna delle ultime cinque stagioni. Tuttavia, sebbene per l’attacco sarebbe un’enorme incremento, purtroppo stiamo parlando di un prima base molto mediocre dal punto di vista difensivo.  Alonso ha ottenuto un out above average di -9 nel 2024 e nel 2025. Per contestualizzare, la scorsa stagione, Abraham Toro ha registrato un OAA di -3 in prima base e Nathaniel Lowe un OAA di -5 e potrebbe essere un ostacolo ulteriore al miglioramento di una delle peggiori difese del campionato. Con tali premesse probabilmente verrebbe spostato a battitore designato, ma questo lascerebbe ancora vacante il cuscino di prima, se il ritorno di Casas tardasse o le prestazioni lo costringessero a un periodo in tripla A. 

Sono aspetti che i Red Sox dovranno valutare assieme agli aspetti economici. Alonso compirà 31 anni a dicembre e probabilmente è alla ricerca di un contratto lungo e costoso: si parla di sette anni, con un ingaggio superiore ai 175 milioni di dollari. Ma con tali premesse non potevamo tenerci Devers?

Schwarber è un altro nome che circola e, nonostante  sia mancino, sembrerebbe più adatto per  più che altro perchè si accontenterebbe di un contratto previsto più breve. Si tratta di un giocatore che ha apprezzato i due mesi a Boston, dopo essere stato ceduto dai Nationals alla scadenza del 2021, durante i quali ha avuto un impatto notevole sulla formazione e sul club, che tuttavia non gli hanno fruttato un’offerta adeguata, andando a fare sfracelli in quel di Philadelphia Phillies, con un contratto quadriennale da 79 milioni di dollari.

Boston ha un’altra possibilità ora. Schwarber ha trascorso la maggior parte degli ultimi due anni come battitore designato, ma per una buona ragione. Ha guidato la National League con 56 fuoricampo nel 2025 e non ne ha battuti meno di 38 in ciascuno degli ultimi quattro anni. In questo periodo, come giocatore di posizione, ha giocato 11 partite in prima base (10 prorio con Boston) e, sebbene abbia più di 800 partite come esterno sinistro, ne ha totalizzate solo 13 come esterno nelle ultime due stagioni. Potrebbe tornare a giocare in esterno ogni tanto? Forse, ma i Red Sox non hanno bisogno di un altro esterno.

Se i Red Sox dovessero ingaggiarlo, dovrebbero capire cosa fare con Masataka Yoshida, l’attuale battitore designato, inadatto a giocare in campo, e a cui sono dovuti 37 milioni di dollari per i restanti due anni di contratto. A 32 anni e a causa della sua scarsa flessibilità di ruolo, si prevede che Schwarber firmerà un contratto più economico di quello di Alonso, intorno ai quattro o cinque anni e 130-150 milioni di dollari. I Red Sox potrebbero assorbire lo stipendio di Yoshida (se riuscissero a trovare un partner commerciale) e comunque ingaggiare Schwarber per circa lo stesso prezzo di Alonso, ma si riproporrebbe invariata la domanda precedente, sull’opportunità di tenersi Devers.

Qui finisce l’elenco dei possibili sostituti di Devers, almeno fra i free agent americani. Lo so, non è una lista sterminata, ma sicuramente Breslow sapeva il fatto suo quando lo ha cacciato. Potrebbe rivolgersi al mercato dell’estremo oriente. Dalla Nippon Professional Baseball in questa offseason potrebbe arrivare Kazuma Okamoto o, in subordine Munetaka Murakami. In linea generale mi rende scettico il fatto che, a parte l’unicorno Shohei Ohtani, negli ultimi anni non è arrivato nessuno dal Giappone che non abbia avuto difficoltà ad adattarsi alle Major. Yoshida ne è un ottimo esempio e sarei cauto a ripetere l’esperienza..

Okamoto, 29 anni, destrimano, ha collezionato sei stagioni con 30 o più fuoricampo, ma non ha la stessa potenza del più giovane Murakami, che compirà 26 anni a febbraio. Murakami è stato due volte MVP e quattro volte All-Star. Batte con la mano sinistra e ha realizzato un record NPB di 56 fuoricampo nel 2022. Ma ha la tendenza ad abboccare agli “swing-and-miss”, un problema che potrebbe essere esacerbato nelle major con il lancio complessivamente migliore.

Entrambi hanno giocato la maggior parte delle loro partite in terza base in Giappone, con meno minuti di gioco in prima base, ma i valutatori ritengono che siano più adatti per la prima base nelle Major League. Entrambi hanno anche saltato alcuni incontri per infortuni la scorsa stagione. Data la sua età, si prevede che Murakami possa ottenere un contratto più lungo e redditizio, circa cinque anni, 150 milioni di dollari, mentre le proiezioni per un contratto con Okamoto sono di circa quattro anni, 100 milioni di dollari. Questi stipendi si aggiungerebbero alle commissioni di pubblicazione per ciascun giocatore, che sono determinate dall’entità del contratto.

Insomma nessuna delle opzioni prospettate, almeno secondo il mio modesto parere, sembrano in grado di ricucire l’enorme buco provocato da Breslow lo scorso 15 giugno, quando Devers fu fatto scendere dall’aereo diretto a Minneapolis. Senza considerare che la ricerca di uno slugger adeguato è solo uno dei compiti affidati a Breslow, che, per esempio, dovrà spendere un bel po’ per tentare di tenere Alex Bregman. Esternamente, i Red Sox hanno espresso interesse per una reunion di Bregman, ma le previsioni dicono che Bregman potrebbe firmare un contratto di sei anni da 182 milioni di dollari, con un valore medio annuo di poco più di 30 milioni di dollari per un accordo che inizierebbe dai suoi 32 anni. Questo non sembra proprio adattarsi agli standard dei Red Sox, soprattutto in termini di durata.

D’altra parte sembra difficile trovare un sostituto adeguato in terza base per un elemento che per il primo terzo di stagione è stato il battitore più produttivo di Boston, guidando l’attacco con una media battuta di .299 e un OPS di .938 in 51 partite. Bregman ha avuto un impatto enorme sul club, facendo da mentore ai suoi compagni di squadra esordienti, dando suggerimenti ai lanciatori e dimostrandosi la voce audace che è mancata al club negli ultimi anni. Dove lo trovano un altro come lui.

Per concludere la strada per tornare a rendere competitivi i nostri Red Sox sembra irta di ostacoli e il nostro ciberneta (che per Platone, era il timoniere della barca) non sembra in grado di condurci in porto. Animo, però. Potrebbe andare peggio. Magari nel 2026 si decide a cacciare Crochet, perchè non gli piace come il suo cognome si divide in sillabe. Chi può escluderlo?!

Share