Come ascoltare Breslow e vivere felici

Avevamo anticipato che I Red Sox si sarebbero presentati ai Winter Meeting di Orlando, con la dichiarata intenzione di aggiungere un clean up hitter nel loro line up, rattoppando l’enorme buco nel roster provocato dalla scellerata cessione ai Giants di Devers. Questo era il principale obiettivo residuo, dopo aver ingaggiato Sonny Gray, il famoso n°2 della rotazione.

Almeno questo era il messaggio pompato dalla stampa amica, per nulla smentita dal club, che ha generato la diffusione innumerevoli dossier sulle caratteristiche tecniche e umane dei principali obiettivi. Senza grandi colpi di scena i loro dirigenti torneranno invece a Boston senza aver fatto mosse degne di nota e mancando i free agent più promettenti, Kyle Schwarber e Pete Alonso, che finiscono per firmare, rispettivamente con i Phillies e gli Orioles.

Non riesco proprio a penetrare la strategia comunicativa di Breslow. I Red Sox avrebbero avuto le risorse per tentare con Alonso, che ha accettato un contratto quinquennale da 155 milioni di dollari con i Baltimore Orioles, ma l’ha perso senza combattere presentando un’offerta inferiore sia in termini di durata che di importo rispetto a quella degli Orioles, come confermato da diverse fonti a conoscenza delle trattative. Perchè fare tanto chiasso per non concludere mai nulla?

Durante l’incontro con i media di mercoledì pomeriggio, Breslow non ha voluto entrare nei dettagli sulle trattative di Boston per Alonso. “The profile that I’ve talked about wanting to add, is certainly one that he would fit, but these things don’t always line up,” ha dichiarato. “We’ve got to make the best decisions that we can for the organization. And players have to make the best decisions for themselves and their families and now we’ve got to figure out another way to improve our roster.” Queste parole confermano sempre di più l’impressione di un front office in balia degli eventi, incapace di selezionare i propri obiettivi tattici, per la mancanza di un coerente quadro strategico. 

La scorsa stagione, i Red Sox hanno concluso al quindicesimo posto nella Major League per HR, con 186. Trevor Story ha guidato la squadra con 25 fuoricampo. Gli infortuni di Roman Anthony, Wilyer Abreu e Triston Casas, insieme allo scambio di Rafael Devers, hanno ridotto la produzione di fuoricampo della squadra, che quindi rimane un’area di cui c’è ancora bisogno di un rafforzamento, mentre sussistono carenze sui giocatori di posizione.

Ora il monte stipendi dei Red Sox si attesta sui 224 milioni di dollari, ovvero 20 milioni di dollari in meno rispetto alla prima soglia della tassa di lusso. Per raggiungere i propri obiettivi, è probabile che tale soglia verrà superata anche se l’uscita di scena di Schwarber e Alonso, rende improbabile il club superi la seconda soglia. 

Nel frattempo aumenta la pressione determinata da una divisione che si fa sempre più competitiva. Gli Orioles non solo hanno preso Alonso, ma anche il battitore Taylor Ward e il rilievo Ryan Helsley. I Toronto Blue Jays hanno ingaggiato il free agent Dylan Cease e il rilievo Cody Ponce. I pigiami devono ancora muoversi, ma non ci si aspetta che rimangano con le mani in mano.

In questo contesto Breslow torna a Boston senza nulla in mano, dopo una settimana deludente. L’unica cosa degna di nota è l’uscita di Grissom, l’ultimo giocatore rimasto dallo scambio di Sale, definita come la trattativa con il risultato peggiore di sempre nella storia Red Sox.

“We came in committed to doing what we can to improve our roster, the timing didn’t work out such that we were able to do that during these three days here in Orlando,” ha finito per dire Breslow. “But we’re going to head back to Boston and continue to work at putting the best team on the field that we can in 2026.” 

Continuano quindi le voci sull’interesse dei Red Soz per Eugenio Suarez, che ha battuto 49 fuoricampo in 159 partite la scorsa stagione, ma anche per Isaac Paredes di Houston e Ketel Marte  di Arizona. Si continua a dire che sembra proprio che Alex Bregman tornerà perchè rimane un obiettivo per via del suo solido attacco complessivo, della sua forte difesa e della sua leadership nello spogliatoio. Ma poi fonti interne dicono che sarà Marcelo Mayer il terza base per l’opening day. 

Alla fine dei Winter Meetings 2025, mentre si confermano i dubbi sulle capacità e l’affidabilità del CBO di approntare una squadra competitiva, continua la sarabanda di dichiarazioni contraddittorie con l’effetto di continue docce scozzesi per i tifosi, che avranno molto bisogno di assumere qualche inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (come il prozac), indicato per migliorare l’umore e ridurre sintomi di ansia e depressione. 

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Ci hanno hackerato Garcia?!

Non ho mai parlato dell’acquisto di Sonny Gray dai St. Louis Cardinals del 25 novembre, non perchè non me ne sia accorto, ma perché proprio non mi va. Gray non rappresenta certo il numero 2 della rotazione che ci permetterebbe un salto di qualità. Si tratta solo di un veterano maturo che va a rimpiazzare Giolito, si spera con una tenuta fisica migliore. Ci può stare, ma l’identikit di quello che ci servirebbe veramente assomiglia molto a quel Ryan che Breslow ha molestato questa estate, senza riuscire ad andare in buca. E Gray non gli assomiglia per niente.

Anche se la testa mi dice da tempo che non saremo accontentati e non ci sarà quindi nessun grande colpo di mercato, sopravvive una speranza mal riposta sostenuta dal cuore, che però oggi ha preso un brutto colpo quando il promettente esterno Jhostynxon Garcia ha preso la strada di Steel City per il lanciatore Johan Oviedo, nell’ambito di uno scambio che ha coinvolto cinque giocatori.

Era scontato che The Password ci lasciasse, visto l’affollamento di esterni nel roster di Boston, ma questa mossa ci priva di una pedina molto attraente da utilizzare in uno scambio di alto livello (che quindi plausibilmente non ci sarà) in cambio di un giocatore che ancora una volta Breslow sembra abbia pescato dalla discarica dei giocattoli difettosi. 

Le statistiche di Oviedo, (un ragazzone alto quanto me, ma di una stazza superiore di un quarto di quintale) sarebbero buone, almeno quelle risalenti a due anni fa. Nelle ultime due stagioni infatti Oviedo ha giocato solo nove partite da titolare. Alla fine della stagione 2023 ha subito un intervento Tommy John che ha vanificato l’intera stagione 2024. Al rientro, per un nuovo infortunio muscolare, ha dovuto rimandare il suo debutto stagionale fino all’inizio di agosto, ottenendo poi una media PGL di 3,57 in 40 1/3 inning. Niente di trascendentale, ma ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

Oviedo, con il suo arrivo, va a competere con Patrick Sandoval, Kutter Crawford, Hunter Dobbins, Brayan Bello, ecc per la rotazione centrale di Boston. Sono un numero così esorbitante che qualcuno di loro potrebbe entrare in qualche scambio entro la primavera. Ricordiamoci che dobbiamo trovare ancora un terza base e un valido sostituto di Devers.

Per fare spazio nel roster di 40 giocatori ai nuovi acquisti i Red Sox hanno designato Cooper Criswell, poco impiegato lo scorso anno, ma magistrale contro gli Astros nella sua unica occasione. Ora Criswell nei prossimi giorni sarà esposto alle deroghe e potrebbe partire per nuovi lidi, a meno che il contratto 800.000 dollari per un anno, stipulato all’inizio di questa offseason, non scoraggi i possibili acquirenti. Ancora una volta ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

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Un parassita di nome John W. Henry

Durante la stove league capita spesso di leggere sulla stampa come la “Luxury Tax” sia uno dei parametri principali che determina le politiche di mercato delle franchigie MLB, o, perlomeno, è un indice della voglia di vincere della proprietà. Forse questo merita un approfondimento per chiarire di cosa si sta parlando ed avere così la possibilità di farsi un’opinione personale con miglior cognizione di causa. 

Il nome ufficiale delle Luxury Tax è Competitive Balance Tax (CBT), ed è riferito a un sistema di norme che penalizza finanziariamente le squadre che superano determinate soglie sull’ammontare della spesa salariale totale impegnata per il loro roster. Si tratta di una sorta di tetto salariale “morbido”, che permette comunque alle squadre di superarlo sostenendo però dei costi aggiuntivi. 

L’obiettivo principale della CBT, introdotta nel 1997, è promuovere un maggiore equilibrio competitivo, riducendo il divario di valore dei roster tra le squadre con grandi risorse di mercato e quelle con risorse minori. Dopo quasi 30 anni possiamo serenamente affermare che questo obiettivo è decisamente fallito. Vediamo meglio come funziona.

Sono quattro i limiti salariali stabiliti dalla  CBT (241, 261, 281 e 301 milioni di dollari), con sanzioni pecuniarie (determinate dalla percentuale sull’importo in eccesso) sempre più severe. L’effettiva sanzione dipende anche dalla recidività in quanto aumenta progressivamente in caso di infrazioni consecutive per le prime tre stagioni. Oltre alle sanzioni finanziarie, le squadre che infrangono i limiti della CBT possono incorrere in penalità relative al draft, come l’arretramento di 10 posizioni della loro scelta più alta nel draft successivo. 

La CBT si applica al valore medio annuo (AAV) dei contratti garantiti e tutti i pagamenti da e verso altre squadre. Non è considerato esattamente l’importo effettivamente pagato ad ogni giocatore, per esempio quello derivante dai buyout delle opzioni contrattuali. Per stabilire l’effettivo AAV occorre inoltre considerare che:

  1. il valore dei contratti con pagamenti differiti è inferiore a causa della struttura dei pagamenti e si basa sul tasso di inflazione indicato nel contratto. 
  2. sono inclusi anche i compensi percepiti da giocatori non più presenti nel roster da 40 uomini, indipendentemente dal fatto che siano stati opzionati o rilasciati. 
  3. sono inclusi gli stipendi di tutti i giocatori presenti nel roster di 40 uomini, compresi quelli guadagnati militando nelle leghe minori.
  4. lo stipendio di un giocatore acquisito durante la stagione in corso pesa sull’AAV pro quota in base al momento dell’acquisizione.

Insomma, come vedete, è un gran casino fare i conti esatti della CBT effettivamente dovuta e quindi valutarne l’effettivo impatto sul mercato. Secondo me la stampa pone un’enfasi eccessiva su tali aspetti, che d’altra parte però costituiscono il solo parametro economico oggettivo relativo ai bilanci delle squadre di baseball, che per il resto non sono pubblici. Sarebbe molto più interessante avere maggiori ragguagli riguardo gli utili societari, che invece sono disponibili solo sulla base di stime di soggetti come Forbes.

Dalle informazioni sui contratti dei Red Sox, reperibili qui, è possibile vedere che l’AAV stimato per il 2025 è stato di $244.630.739, quindi superiore alla prima soglia CBT. Per questa stagione la cifra impegnata è notevolmente più bassa, ma, per fare un solo esempio, ora la terza base è ancora sguarnita mentre prima ci giocava Bregman per 40M. Per questo motivo le proiezioni della stampa specializzata prevedono per quest’anno un modesto incremento dell’AAV e questo si rifletterebbe in un’altra stagione senza nessuna chance di successo.  

Si conferma ancora una volta la modesta propensione della società a investire (non è che servisse proprio la sfera di cristallo!) che si traduce in una più che modesta propensione a vincere, anche se questo, sembra, non abbia inciso in modo catastrofico sugli utili. Naturalmente non è questo che ci racconta la comunicazione di FSG, che, anche quest’anno, ha fatto trapelare che sperano di concludere la stagione con una “modesta perdita”. Modestamente ritengo che siano tutte balle perché è arcinoto che le squadre della MLB siano molto, molto redditizie. Questa affermazione è dimostrabile almeno per gli Atlanta Braves che, essendo quotati in borsa, devono pubblicare trimestralmente i bollettini sulla loro situazione finanziaria. E sarebbe veramente strano che siano gli unici con il bilancio in attivo.Concludendo le squadre MLB (ma questo vale per qualsiasi impresa nello sport professionistico) sono galline che depongono uova d’oro. Un proprietario completamente imbecille, che però è bravo a fare il pesce in barile e non si sbatte per prendere iniziative rischiose per tentare di vincere, riesce comunque a fare degli ottimi profitti.  Ora non credo proprio che Mr Henry sia un imbecille, ma è molto chiaro che non ha più interesse a vincere con i Red Sox. Un proprietario così è un parassita che sfrutta la passione di tanti tifosi senza dare nulla in cambio. Bisognerebbe che passasse la mano, ma non a un’altro proprietario. Per le società sportive il modello vincente è quello di una proprietà detenuta da un azionariato diffuso composto principalmente da tifosi. I club con questo tipo di proprietà tendono a privilegiare la vittoria sportiva e quindi a reinvestire gli utili per acquistare i migliori giocatori e ammodernare le infrastrutture. Nel calcio il Real Madrid e il Barcellona sono gli esempi luminosi che si citano a supporto di tale affermazione, ma da poco è possibile anche citare la squadra degli Hearts, che domina il campionato scozzese, storicamente appannaggio dei binomio Celtic o Rangers.

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