L’affaire Cora

Essere forzatamente escluso dal bailamme scoppiato sabato ha almeno un lato positivo; prima di commentare mi posso documentare anche sulle ricostruzioni dietro le quinte in modo da avere una maggior materiale da analizzare e fornire un commento più distaccato.

Il primo aspetto che salta agli occhi è che non si era mai visto qualcosa del genere prima d’ora. Il licenziamento di Cora non solo rappresenta il primo cambio a stagione in corso effettuato dal gruppo di John Henry da quando ha assunto il controllo della squadra nel 2002, ma segna anche il cambio di manager dei Red Sox più precoce dal 1907. Lascia anche a bocca aperta perchè Cora non è stato il solo a essere licenziato. La coppia Henry e Craig Breslow sono andati a fondo nell’epurazione e non hanno avuto problemi a mostrare di essere intenzionati a un repulisti radicale, pretendendo, oltre la testa del manager, anche quella di tutti i fedelissimi, in particolare Ramón Vázquez, Pete Fatse e Jason Varitek. 

Una così radicale epurazione di una cultura sportiva dovrebbe indicare il compimento di un problema di ampio raggio all’interno dello staff, che dovrebbe comportare una lunga riflessione ed essere basato su motivazioni più che solide, che lascino i critici privi di argomenti. E invece è stato rilasciato un comunicato anodino e privo di qualsiasi concreta indicazione.

Anche la controparte è stata avare di commenti. Cora ha risposto a diversi giornalisti che lo avevano contattato, inviando un laconico messaggio di due parole, assolutamente vago: “Sono felice”, che pone qualche interrogativo e non ne chiude nessuno.

Anche la dinamica è stupefacente. La notizia è arrivata poche ore dopo la schiacciante vittoria per 17-1 contro gli Orioles, un successo che ha interrotto una serie di quattro sconfitte consecutive. Dopo cena Cora e il suo staff sono tornati all’hotel della squadra, il Four Seasons Hotel Baltimore, ed hanno trovato Henry, Kennedy e Breslow che li stavano aspettando per comunicare loro la notizia. Hanno preso due aerei in giornata, manco avessero dovuto spengere un incendio, per effettuare immediatamente un’operazione decisa da tempo.

Le reazioni dello spogliatoio sono state di rabbia e confusione. Domenica, Story e Whitlock, due veterani solitamente molto misurati, hanno chiarito di essere scontenti dei licenziamenti e di volere una spiegazione “più soddisfacente” da Breslow e dalla proprietà rispetto a quella ricevuta durante la riunione di squadra di domenica mattina. Tuttavia è immaginabile che i nostri resteranno profondamente delusi se gli argomenti che gli verranno sottoposti saranno gli stessi  propalati  nella conferenza stampa convocata da Kennedy e Breslow, a tale scopo.

Una vicenda ridicola,  uno squallido balbettio di motivazioni ovvie, banali, reticenti, illogiche, del tutto false quando non erano meramente pretestuose.

Naturalmente, entrambi hanno citato il record di 10 vittorie e 17 sconfitte dopo 27 partite, che colloca la squadra all’ultimo posto nella American League East. Ma quando è stato chiesto loro di specificare cosa Cora non fosse riuscito a fare, o quali cambiamenti avrebbero introdotto il manager ad interim Chad Tracy, Kennedy e Breslow si sono rifiutati categoricamente di entrare nei dettagli. Su quanto riguarda ciò che Cora ha fatto troppo, o al contrario, troppo poco, nessun commento.

Forse l’unico dettaglio emerso, sul quale entrambi concordavano, era che il rimpasto era una iniziativa di Breslow, il quale ha ammesso di aver proposto i licenziamenti a Kennedy e alla proprietà. Ma la trasparenza si è fermata lì. Nessun dettaglio anche per quanto riguarda lo staff tecnico. Perché alcuni sono stati risparmiati e altri licenziati? Perché, ad esempio, Andrew Bailey, responsabile di un reparto lanciatori al di sotto delle aspettative, è stato confermato? 

L’unica risposta data da Breslow è stata “We decided kind of broader changes and new voices and new direction was appropriate here”, che credo rappresenti bene lo smisurato complesso di superiorità che sconvolge quest’uomo.

Kennedy, nel suo ruolo di presidente e CEO della squadra, nonché rappresentante della proprietà, ha vissuto in prima persona molte di queste situazioni. Era presente quando ci fu l’ingaggio di Dave Dombrowski e la conseguente giubilazione di Ben Cherington. Era presente quando Cora avvicendò John Farrell. Era lì anche all’inizio della breve era Bloom e si è trovato a rispondere alle domande dopo aver scelto Breslow come sostituto.

In altre parole, questo genere di rivelazioni o licenziamenti orchestrati sono ormai roba vecchia per lui. Li ha visti tutti. Dovrebbe averci fatto il callo. E sembra impossibile che la proprietà non sia consapevole del forte danno di immagine che riceve, quando quella testa di rapa compare davanti alla stampa.

Probabilmente, non essendo dotato di un QI normale, legge le stesse litanie ripetitive su quanto sia stato grande il tizio che è stato cacciato e quanto sia azzeccato il tizio che sta arrivando. Urta particolarmente quando conclude che le decisioni vengono sempre prese al servizio dei tifosi e delle loro aspettative. Eh già! Non ha idea di quale sia la malattia, non è in grado di indicare una cura, ma non c’è da dubitare che si occuperà di noi. Questo mostra solamente un’organizzazione disfunzionale, percorsa da intrighi e complotti, incapace di dare risposte ai problemi basilari di una franchigia di baseball.

L’unica cosa che fanno pubblicamente è tentare di fare dezinformatsiya come nell’URSS degli anni 60, ma fallendo completamente l’obiettivo. Personalmente credo che il breve messaggio di Cora dia l’unico appiglio su cui lavorare in questo mare di mistificazioni. A nessuno piace essere licenziato, ma se Cora fosse sottoposto alla macchina della verità, ci sono ottime probabilità che ammetterebbe di essersi sentito sollevato nel diventare il capro espiatorio. Per lui, probabilmente, c’è un certo conforto nel sapere che la rosa mal assortita di Boston non è più un suo problema. Verrà pagato mentre qualcun altro dovrà fare miracoli partendo da una situazione disastrosa.

Il lavoro da cui Cora è stato licenziato è diverso da quello per cui era stato assunto. Nel 2018, i Red Sox davano ancora la priorità alla vittoria dei campionati e alla competitività sportiva. 

La storia del baseball è piena di squadre stellari che non sono riuscite a raggiungere i risultati sperati. Ma Cora si è dimostrato un ottimo stratega durante la stagione regolare e aggressivo nei playoff. La sua gestione del reparto lanciatori nei playoff del 2018, con la fragilità mentale di David Price, il crollo di Craig Kimbrel e l’infortunio di Chris Sale, rimane una vera e propria lezione di strategia.

Ma i Red Sox non sono più la stessa franchigia e la proprietà si è convinta che una squadra possa essere competitiva ogni anno senza investire costantemente in giocatori di punta.

Ecco perché una serie di dirigenti di alto livello della MLB hanno rifiutato persino di essere presi in considerazione per guidare le operazioni di baseball a Boston dopo il licenziamento di Bloom. Craig Breslow non era la loro prima scelta, ma semplicemente il primo disposto ad accettare un incarico impossibile da portare a termine.

Cora aveva interesse a rimanere a Boston ed era chiaramente interessato a guidare il front office. Probabilmente intendeva cucinare Breslow nella stessa pentola usata per il suo predecessore. Il robot però è stato più abile di lui nel rovesciare il tavolo e coalizzare  sia la dirigenza che la proprietà contro il rivale. Assurdamente Cora paga non tanto per i suoi errori (e ne ha fatti), ma per non essere riuscito a rimediare agli errori commessi da Bloom, Breslow e Henry.

I Red Sox sono stati appena sufficienti per raggiungere i playoff l’anno scorso e non hanno migliorato la loro rosa. Sostituire Lucas Giolito con Sonny Gray è stato, nella migliore delle ipotesi, un pareggio. Non hanno mai rimpiazzato Rafael Devers o Alex Bregman.

Un manager migliore avrebbe capito come utilizzare al meglio una rosa con troppi esterni/battitori designati? Un manager migliore avrebbe reso Caleb Durbin efficace?

Non è stato Cora a cedere Mookie Betts, Rafael Devers e Chris Sale praticamente per niente. I Red Sox continuano a soccombere negli scambi di alto profilo. Garret Crochet è stato un ottimo acquisto, ma i Red Sox hanno dato via molto per averlo e non lo hanno affiancato a giocatori di livello sufficiente.

È stata una piccola sorpresa che Varitek non sia stato nominato manager ad interim. Se i Red Sox avessero licenziato Cora e assunto Varitek, buona parte dei tifosi ne sarebbe stata entusiasta. Nessuno di loro ha idea se sia un buon manager o meno, ma il solo menzionare l’ex ricevitore, riporta alla mente alcuni dei ricordi sportivi più felici della regione. Ma anche lui si è chiamato fuori, dopo essere stato riassegnato a “nuovo ruolo all’interno dell’organizzazione”. Forse ha dato del rigido a Breslow.

Alla fine però questo ci può dare la speranza che dal male provenga del bene, che abbiamo toccato il fondo e possiamo cominciare.

Cora non rimarrà disoccupato a lungo, se non lo desidera. Non è difficile immaginarlo alla guida di una delle due squadre di New York, o magari di nuovo con Dave Dombrowski a Philadelphia, dove i proprietari probabilmente gli metteranno a disposizione una squadra pronta a vincere.

La sua ostinazione nel voler rimanere a Boston per diventare CBO dei Red Sox era diventato un fattore bloccante a ogni proficua evoluzione.

Presto sarà chiaro che nessun manager riuscirà a risollevare le sorti dei Red Sox, finché la proprietà non capirà di non essere la più intelligente di tutti gli altri e non si impegnerà a comportarsi di nuovo come una squadra di un grande mercato.

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Non è il momento di incontrare i rivali

I Red Sox affrontano i MFY con un attacco in forte difficoltà. Se è vero che lunedì hanno segnato ben otto punti ,nelle tre partite precedenti ne avevano realizzati solo quattro in totale. Questa è stato l’andamento stagionale: sporadici momenti di gloria seguiti da lunghi periodi di stasi.

Gli strikeout sono stati uno dei maggiori problemi disabilitante (Jarren Duran ha una percentuale del 28%), con metà del lineup che ha una Chase% maggiore di 30. Nelle 11 partite in cui hanno subito 10 o più strikeout (ieri notte era una di quelle K=12), non a caso, il bilancio è stato di 1-10. La potenza è un altro problema. Il miglior battitore di barrel (battute con una ottimale combinazione di velocità di uscita e angolo di impatto) è Contreras, con una percentuale buona (16,7), ma tutt’altro che entusiasmante. Per esempio Goldschmidt, Rice, Judge e Grichuk, tanto per dire, lo sovrastano ampiamente. 

Si tratta comunque di una percentuale nettamente migliore di quella di Trevor Story, il nostro clean up hitter, che sfodera un brillante 4,9 (solo Kiner-Falefa, Yoshida e Durbin riescono a fare peggio).

Stanotte l’attacco di Boston era in modalità statica, un quanto sono riusciti a mettere a segno solo quattro valide (inclusa un singolo interno al nono inning) e un disastroso 0 su 7 con RISP, registrando così il secondo shutout in questa stagione, che li vede realizzare una media fallimentare di soli 3,87 punti a partita. 

Il nostro starter, Connelly Early, ha concesso 3R, 5H e 3 BB con 4K in 5 ⅓ inning. Ha registrato nove swing a vuoto e lanciato il 57,6% nella zona. Nei primi 5 inning completi Early è riuscito a limitare i danni inducendo gli avversari a battere in doppio gioco per chiudere il secondo e il quarto inning, ma è crollato al sesto quando ha perso il controllo. L’inning si è aperto con primi due battitori, Rosario e Judge, passati hanno entrambi in base che hanno segnato sul successivo doppio di Stanton, chiudendo virtualmente l’incontro.

Il lanciatore partente degli Yankees, Luis Gil, che ha lanciato 6.1 inning senza subire punti, concedendo solo 2H e 3 BB, con 2 strikeout, ha sovrastato il nostro attacco senza mai essere veramente mai messo in difficoltà.

Da menzionare la giocata spettacolare che si è verificata all’ottavo inning, quando Ceddanne Rafaela ha effettuato una presa in salto contro il muro del campo centrale per prendere un linea di Stanton battuta a 386 piedi con una velocità 107,7 mph. Troppo poco per compensare gli esosi biglietti del Fenway Park.

PS: Comunicazione di servizio. Dopo questo articolo il vostro blogger si assenterà per un periodo, dalla durata non preventivabile, per affrontare un intervento chirurgico. Se il periodo di pausa dovesse protrarsi indefinitamente, siete autorizzati a trovarne un altro 🙂

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Gli imbattibili Green Sox

Tornati a giocare in casa contro i lanciatissimi Tigers, i Red Sox si presentano con un lineup fortemente rimaneggiato: mentre Anthony mantiene il leadoff spot, Willson Contreras è stato spostato in  seconda posizione, seguito da Abreu e Trevor Story nella cleanup position. D’altra parte Trevor ha una media battuta di .320 con gli uomini in posizione punto. Dopo un inizio di stagione estremamente lento, Story ha messo a segno 8 valide su 16 turni in battuta, con tre valide extra-base, nelle ultime quattro partite ed è terzo nella American League con 17 punti battuti a casa (RBI). Quindi, perché no? Cosa mai potrà andare storto?

 

Evidentemente Cora non sa più cosa inventarsi per dare un po’ di verve a una compagine che viaggia al 22° posto nella classifica dei punti segnati tra le 30 squadre della MLB, al 23° posto nell’OPS e al 29° posto nei fuoricampo, con un bilancio di 7 vittorie e 11 sconfitte nelle prime 18 partite. 

 

Tuttavia un manager che è costretto a schierare Story nella posizione che fu di David Ortiz testimonia che la squadra non è stata costruita seguendo criteri un po’ naive o “a cazzo di cane” come diceva René Ferretti.

 

Tuttavia questo rimescolamento non ha esattamente dato i frutti sperati e  ci è voluto un po’ prima che i Red Sox riuscissero a produrre qualcosa in attacco. Il lanciatore partente dei Tigers, Casey Mize, ha eliminato i primi otto battitori dei Sox in successione prima che Wong battesse un doppio verso il triangolo al centro con due eliminati nel terzo inning. Wong, tuttavia, è rimasto bloccato in seconda base e, nei primi cinque inning, è stato l’unico a mettere a segno una valida per Boston. Più tardi, i Sox hanno ottenuto un leadoff double da Durbin, all’inizio del sesto inning e una valida interna con due eliminati di Jarren Duran nel settimo, ma nessuna di queste due opportunità si è tradotta in punti.

 

Cora ha schierato anche Wong come ricevitore e nono in battuta. Sembra proprio che lo vedremo molto più spesso al posto di  Narvaez che ha un rendimento offensivo molto al di sotto delle aspettative: non ha messo a segno nessuna valida negli ultimi otto turni in battuta e ha una media di appena .195 in questa stagione, con 14K in 41BA.

Fortunatamente sul monte di lancio Ranger Suárez faceva faville. Dopo  qualche incertezza nel primo inning, durante il quale ha concesso due valide, ha eliminato 18 dei successivi 19 battitori affrontati, estendendo la sua striscia di inning consecutivi senza subire punti a 14. Proprio come aveva fatto lo scorso fine settimana a St. Louis, Suárez ha usato il suo caratteristico cambio di velocità e i suoi lanci a effetto lo facevano andare quasi sempre in vantaggio sul conti e causavano molti contatti deboli a terra (pochissime le palle colpite con forza dai battitori avversari), che generavano molto lavoro di ordinaria amministrazione per gli interni, che questa volta sono stati tutti precisi e affidabili. Suarez inoltre ha lavorato in economia avendo bisogno di soli 93 lanci per completare otto inning senza subire punti, subendo solo 2H con 1BB e 4K.

 

La richiesta di IR ha funzionato bene per i Red Sox, che per  due volte hanno contestato un arrivo in seconda base. Nel primo inning, i Sox hanno ribaltato una chiamata di “salvo” per Jahmai Jones, il DH dei Tigers che  dopo aver ottenuto un singolo tentata di arrivare in seconda. Poi Javier Baez nel nono inning, salvo dopo un tentativo di base rubata, RISP per il potenziale go-ahead run in uno scoreless game, è stato rimandato in panchina dopo la revisione richiesta da Cora.

 

Una manna dal cielo per le calzette rosse perchè, nonostante il punteggio fosse ancora fermo sullo 0-0, i Red Sox avevano chiamato in campo il closer Aroldis Chapman all’inizio del nono inning che non vive un grande momento. In quattro delle sette apparizioni fino ad oggi, gli avversari hanno portato corridori in base. Venerdì, ha concesso una base su ball e due valide prima di uscire dai guai eliminando al piatto Dillon Dingler con due corridori in posizione da punto. Fondamentale quindi l’assistenza  di Wong sul tentativo di rubata in seconda e mal giudicata dall’arbitro. Con questa sono state 2 le eliminazioni di Wong su tentativi di rubata, in coppia con Mayer che ha effettuato dei tag perfetti.

 

Ma c’era un dettaglio ancora più importante. Ma non importa quanto bene abbia lanciato Mize o quanto bene abbiano giocato i Tigers intorno a lui, non potevano lottare contro profezia che si è avverata non appena i Red Sox si sono vestiti questo pomeriggio. Indossavano il verde del Fenway Park.

 

Dopo un 1-2-3 inning da parte di Garrett Whitlock la parte basse del decimo inning inizia con Jarren Duran in seconda e Raffaela al piatto. Duran avanza in terza su lancio pazzo. La palla sfugge al ricevitore che la recupera e l’assiste in terza in tempo. Missile Duran scivola verso il cuscino mentre Hao-Yu Lee cerca di toccarlo, ma non sapremo mai cosa avrebbe deciso l’arbitro perchè la palla sfugge a Lee e Duran è salvo. Serataccia per il 3B avversario che in precedenza non era riuscito a completare un’assistenza in prima, consentendo a Missile di arrivare salvo in prima.

 

Con il conto pieno e zero eliminati Raffaela si fa uccellare girando a vuoto un lancio mooooolto interno e Marcelo Mayer ottiene una BB pseudo intenzionale, con 4 ball consecutivi.

 

Con corridori in prima e terza base e un out Alex Cora ha richiamato Caleb Durbin dal on-deck circle per schierare Masataka Yoshida contro il lanciatore destro dei Tigers, Will Vest.

 

Yoshida ha fatto quello che gli riesce meglio e ha battuto una palla a terra che è passata attraverso il varco del campo destro. Il singolo ha dato al Missile Duran tutto il tempo necessario per segnare dalla terza base e permettere ai Red Sox di chiudere la partita.

 

La vittoria del 17 aprile è stata la settima di Boston con le maglie ispirate al Green Monster e ognuna di queste vittorie incredibilmente è stata una battuta walk-off. Quella precedente a quella di Macho Man era arrivata, anch’essa contro i Tigers, quando Rafaela aveva battuto un triplo al centro campo il 26 settembre 2025, portando i Red Sox ai playoff per la prima volta dal 2021.

 

Nelle prossime due partite della serie contro i Tigers, Boston indosserà le sue maglie gialle e blu “Marathon City Connect”, con cui ha storicamente ottenuto successi. Speriamo proprio perchè i pronostici, a partire dalla sfida fra Bello e Skubal, non  sono favorevoli.

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Sweep evitata con Minnie

L’attacco dei Red Sox continua a sovvertire i pronostici. Dopo non essere riusciti a sfiorare una palla, affrontando partenti con ERA in doppia cifra, ieri sembrano spacciati quando scendono in campo con Abreu e Durbin in panchina per riposo programmati e Contreras fuori per un dolore alla schiena insorto durante la partita di martedì. (Cora ha rassicurato dicendo non riteneva necessario inserirlo nella lista degli infortunati). 

Ciò ha comportato che Monasterio e Anthony abbiano esordito in posizioni difensive inusuali (rispettivamente prima base e esterno destro), e Isiah Kiner-Falefa abbia disputato la sua seconda partita da titolare in terza base al posto di Durbin.  

Eppure questa formazione rimaneggiata non ha commesso errori la partita e ha segnato nove punti, eguagliando il punteggio più alto in questa stagione. I Red Sox si presentavano alla partita con un bilancio di 0-7 dopo essere andati in svantaggio, come era successo quando Connelly Early ha concesso un solo homer nel primo inning. Questa volta invece abbiamo approfittato degli errori avversari per conquistare un’agevole vittoria per 9-5 contro i Twins.

Non bisogna sopravvalutare l’evento. L’attacco di Boston si è notevolmente approfittato di un goffo doppio errore difensivo del seconda base Keaschall che, su una palletta a terra di Yoshida, con le basi piene e nessun eliminato, prima ha perso la palla nel trasferimento dal guanto (una palla che avrebbe potuto innescare un double play di routine), poi, quando stava rotolando a terra per recuperarla, ha tentato una insensata assistenza in prima che ha portato due punti a casa e Boston in vantaggio per 2-1. Il fuoricampo da tre punti di Story, che ha chiuso virtualmente la partita, è arrivato poi al lancio successivo.

Dopo che Crochet è durato solo 1.2 inning lunedì e Sonny Gray che ha subito cinque punti in quattro inning martedì, i Red Sox avevano disperatamente bisogno di un partente efficace che risparmiasse un bullpen esausto e Early, che fino a ieri era stato tutt’altro che longevo, non ha deluso.

Alla sua ottava uscita Early ha disputato la partita più lunga della sua giovane carriera in Major League lanciando 6 inning, concedendo 1ER con 2H, 2BB  e 5K. Early ha utilizzato 31 FB a quattro cuciture ottenendo tre swing a vuoto e raggiungendo una velocità massima di 96,5 mph e una media di 93,9 mph. Ha anche indotto due swing a vuoto con il changeup e una sia con la che con lo sweeper. Sicuramente questo giovane con una decina di partite alle spalle ha già la postura di un veterano: calmo e imperturbabile in ogni circostanza.  Questo aspetto non è valutato dalle statistiche ma riflette una forma mentis vincente altrettanto importante.

Con questo successo i Red Sox evitano lo sweep con Minnie e chiudono la trasferta con un bilancio di 3-3. Dopo il giorno di riposo di giovedì, li attenderanno sette partite in casa contro i Detroit Tigers e i New York Yankees.

Il bilancio negativo di questa trasferta è acuito soprattutto dalle preoccupazioni su  Crochet che dovrebbe scendere in campo domenica contro i Tigers, ma lunedì ha avuto la peggiore prestazione della sua carriera mostrando velocità in calo e controllo incerto.

Sebbene lui e Cora abbiano affermato che non ci fosse alcun problema di salute, le dimensioni della disfatta hanno aperto un dibattito preoccupato riguardo il lanciatore di punta, senza il quale la stagione va subito a ramengo. Queste le principali considerazioni riguardo la sua stagione finora sottotono:

  • Nella sua precedente partita contro i Milwaukee Brewers, i Red Sox hanno tenuto Crochet sul monte per ben 107 lanci, mentre nelle sue due partite precedenti erano stati rispettivamente 80 e 93. All’epoca, questo appariva necessario per interrompere una serie negativa di 2 vittorie e 8 sconfitte. 
  • Crochet è un giocatore instancabile e l’anno scorso ha sopportato un carico di lavoro di oltre 200 inning, ma la partita contro i Brewers si è svolta con una temperatura molto fredda (circa 2 gradi Celsius), ed è lecito se questo abbia influito sulla prestazione di lunedì.
  • Possiamo escludere che i Red Sox, hanno investito 170 milioni di dollari su Crochet, e non lo farebbero certamente giocare volontariamente se fosse infortunato. Abbiamo già visto lanciatori cercare di giocare nonostante problemi che ritenevano di lieve entità e semmai sarebbe compito di Crochet informare la squadra di tali circostanze.
  • L’anno scorso, in una partita contro i Mets il 21 maggio, i Red Sox avevano programmato una partita a carico ridotto, sostituendo Crochet dopo 85 lanci. All’epoca, la cosa causò non poca costernazione, ma faceva parte del loro piano per preservare la sua salute nel suo primo anno completo da titolare. Quest’anno, dopo la sua prima stagione da 200 inning in carriera, questo espediente potrebbe essere riesumato.
  • Quest’anno Crochet è tornato in azione mostrando un repertorio di lanci diversificato. L’anno scorso il lancio preferito era il four-seamer (35,9%), seguito dal cutter (27,7%), mentre ha usato il sinker e lo sweeper nella stessa misura (16%). Quest’anno, sta usando il cutter con più frequenza (31,9%), mentre four-seamer con un decremento del 10% rispetto all’anno scorso (25,7%), Inoltre ha incrementato il sinker (24,2%) diminuendo l’uso dello sweeper (12,2%). I risultati però non sono stati altrettanto buoni
  • Crochet si è mostrato in regresso anche nel controllo. Con le 3BB concesse in 1.2 inning lunedì, il suo tasso di basi su ball si attesta al 7,6% rispetto al 5,7% della scorsa stagione. Tuttqavia anche che lo scorso aprile ha avuto due partite in cui ha concesso quattro e cinque basi su ball, quindi potrebbe essere una sua caratteristica di inizio stagione. Sui battitori colpiti però il discorso cambia. La scorsa stagione ha colpito solo tre battitori, mentre quest’anno ha già 4HBP, 3 volte con il suo sinker e l’altra con il cutter.
  • Per garantirgli un riposo extra è stato deciso dall’inizio di far lanciare Crochet ogni sei giorni, almeno per il primo mese della stagione. Crochet ha affermato in passato di preferire il programma e la routine distribuita cinque giorni, ma è obiettivo che le prestazioni in questo modo migliorano (ERA di 2,27) rispetto ai cinque giorni (ERA di 3,16).
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Problemi in battuta

Contro ogni previsione, venerdì notte, al Busch Stadium di St. Louis, i Red Sox sono stati massacrati dal barbuto Dustin May raffigurato nella foto. Invero, alla vigilia, i confronto non si presentava come un’impresa impossibile, visto che il nostro ex lanciatore aveva registrato una media PGL di 15.95, dopo aver concesso 13 punti e 17 valide in 7⅓ inning nelle sue prime due partite della stagione. Ci volevano i Red Sox, con il loro attacco asfittico, per giustificare il suo stipendio da lanciatore professionista, consentendogli di uscire indenne dalla partita con sei solidi inning. 

Cora evidentemente non si aspettava questo esito. Quando ore prima dell’inizio della partita è stato annunciato il lineup ufficiale, il battitore più temuto delle calzette rosse non c’era. A causa della volontà di Boston di far ruotare i cinque esterni disponibili per quattro posizioni diverse in campo esterno, Roman Anthony è rimasto in panchina venerdì e non è mai entrato in partita. In sua assenza la squadra, che schierava cinque battitori con un OPS inferiore a .600, ci ha regalato la peggior prestazione offensive  dell’anno: solo cinque valide (di cui quattro singoli), senza nessuna base su ball.  Tanti, troppi turni in battuta rapidi, svogliati e così poco competitivi che i quattro lanciatori schierati dai Cardinals hanno avuto bisogno di solo 114 lanci per ottenere i 27 out necessari a vincere la partita. Insomma uno strazio totale che non merita di essere ulteriormente commentato.

D’altra parte la crisi in battuta non è una novità. Il doppio di Rafaela all’inizio dell’ottavo inning è stato l’unico extra-base hit di Boston nella serata e solo il secondo nelle ultime tre partite. I Red Sox hanno messo a segno un solo fuoricampo (quello di Contreras al nono inning di lunedì ) nelle ultime sei partite. I ranking di Boston dopo 13 partite mostrano quanto siamo scarsi quest’anno:

  • 27° per punti segnati (46),
  • 26° per fuoricampo (9) 
  • 25° per valide (94),
  • 12° per strikeout (121) 
  • 24° per BB (44). 

Sono numeri terrificanti e purtroppo sembra che il manager e il suo team non dispongano di contromisure adeguate a sovvertire lo stato attuale e risalire la china. Il mercato invernale si è rivolto quasi esclusivamente ai lanciatori, trascurando completamente le mazze. Tutte i forti battitori disponibili sul mercato free agent hanno girato a largo, gli scambi (Kaitel Marte) sono stati rifiutati, i giocatori da rinnovare (Bregman) sono stati lasciati andare altrove e gli slugger sotto contratto (Devers) sono stati sciaguratamente scambiati. 

Con Dustin May sul monte avversario è inevitabile spargere sale sulla ferita provocata dalla cessione di Devers, e vedere a distanza di quasi un anno le conseguenza provocate.

Nell’ambito dello scambio che ha portato Devers a Frisco, sono arrivati i lanciatori Kyle Harrison e Jordan Hicks, l’esterno James Tibbs III e il lanciatore Jose Bello, l’unico ancora rimasto nella franchigia  che gioca in classe A.

Tibbs ha giocato solo 30 partite a Portland prima di essere ceduto ai Dodgers in cambio di cinque partenze di Dustin May nel finale della scorsa stagione, che invece di aiutare hanno seriamente sabotato lo sforzo di guadagnare i playoff. In questo inizio di stagione Tibbs ha messo a segno sette fuoricampo in dodici partite in Triple-A, che gli valgono un OPS di 1.376 e un wRC+ di 252.

Harrison non ha brillato a Boston  ma almeno nella offseason è stato utilizzato come contropartita per prendere Durbin da Milwaukee.

Jordan Hicks invece probabilmente rappresenta la peggior operazione targata Breslow fino ad ora. Con una ERA di 8.20 in 21 partite, potrebbe essere stato il peggior lanciatore di rilievo dei Red Sox di questo secolo. Alla fine quest’inverno è stato rifilato ai White Sox, i quali però hanno preteso il giovane talento David Sandlin solo per accollarsi il discutibile privilegio di pagare il suo contratto. Ma non del tutto. I Red Sox infatti continueranno a pagare a Hicks 4 milioni di dollari sia quest’anno che il prossimo. 

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Se qualcosa può andare storto, lo farà

Se Edward Aloysius Murphy Jr. fosse ancora con noi, sarebbe compiaciuto della tenacia e dedizione, con le quali i Red Sox cercano di dare pratica dimostrazione della sua legge immortale.

Un attacco che vede alcuni giocatori con medie imbarazzanti (Contresar .161, Story .119, Durbin .071 con Duran, Mayer e Anthony appena sopra la Mendoza line) finalmente riesce a segnare 4 punti nella parte bassa del terzo inning. La base di questo miracolo sono state le due BB consecutive ottenute da Narváez e Anthony all’inizio della ripresa. I Red Sox sono tra le ultime cinque squadre della lega per BB e la pazienza al piatto potrebbe essere una formula per uscire da questo periodo difficile. A seguire è arrivato il 2 run double di Jarren Duran con un lungolinea sulla destra, replicato da un linedrive di Wilyer Abreu che ha realizzato un triplo RBI e da Yoshida con una terza palla ancora sulla destra che ha portato il punteggio sul 4-0, illudendoci di poter avere finalmente un successo in scioltezza.

L’acquisto di Suarez (per 130 milioni) sembrava una mossa di mercato free agent assolutamente incontestabile, stante quanto aveva dimostrato vestendo la casacca dei Philadelphia Phillies. Il piano tuttavia non sta proprio andando secondo le aspettative. Subito dopo che i Red Sox si erano portati in vantaggio per 4-0 (più punti di quanti ne avessero segnati in cinque partite di questa stagione), Suarez ha dilapidato il vantaggio, concedendo tre punti in un quarto inning da 32 lanci, complice anche un errore su tentativo di pick off di Narváez. Quando ha iniziato il quinto concedendo subito un singolo, Cora ha pensato di correre subito ai ripari mandando in campo Greg Weissert, che effettivamente ha ottenuto due strikeout prima di incappare in ulteriori problemi subendo un devastante fuoricampo da tre punti che ha portato i Padres avanti nel punteggio. Con Oviedo già inserito nella lista degli infortunati per uno stiramento al gomito questo fine settimana, i nuovi acquisti di Breslow in termini di lanciatori non sembrano mantenere le promesse.

Protagonista assoluto della Pasqua (che sembrava di resurrezione) era Macho Man, che Cora ha inserito inaspettatamente come esterno sinistro. Inaspettatamente (arrivava con un bilancio di 0/9 con 6 BB) Yoshida ha chiuso con 3 su 4, portando a casa 3 punti, chiudendo con un 2 run double al settimo, con 2 out, che ha riportato la gara in parità 6-6. Dopo questa azione Cora ha mandato sul cuscino di seconda Raffaela come PR, cercando il punto del vantaggio. La scelta di Cora poteva sembrare di routine: è vero che toglieva il battitore più caldo, ma in compenso metteva un corridore nettamente più veloce, incrementando la possibilità di segnare dalla seconda, e riportava al centro del campo uno dei difensori top nel ruolo. Il piano prevedeva anche di dare pressione a un giocatore in pieno slump come Durbin, che si sarebbe potuto sbloccare e dare una svolta alla partita, ma  … anche questa mossa non ha funzionato.

Il bullpen, che già partiva da una situazione difficile a causa della breve uscita di Connelly Early sabato, non poteva disporre di Whitlock in congedo per paternità e senza un rilievo lungo a disposizione (tipo il Matz dello scorso anno), Cora si è rivolto a Tyler Uberstine, al suo debutto in Major League. All’inizio la scommessa sembra essere fortunata, Uberstine lancia due solidi inning, con Macho Man che batte valido in entrambe le occasioni nella parte bassa e Cora, che ha un bullpen privo di lanciatori riposati, pensa bene di lasciarlo sul monte. Purtroppo, affrontando proprio il primo uomo dell’inning, al quinto lancio, lascia una Four-Seam Fastball proprio al centro della zona e incassa un homer, che, di fatto, chiude la partita. “Where we were today, it was him and Kelly,” ha detto Cora riguardo l’uso di un rookie in una situazione high-leverage. “We felt like he was throwing the ball well; one pitch they hit out of the ballpark, but he gave us a chance to win the game.” Insomma abbiamo corso un rischio sensato e ragionevole, ma purtroppo anche questo piano, inutile dirlo, non ha funzionato.

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Non riesco a farci l’abitudine.

Nella stagione 2011, la prima seguita da questo Blog sotto la guida del mitico Paolo Berti, i Red Sox erano considerati tra i favoriti per la vittoria delle World Series dopo gli acquisti di stelle come Adrian Gonzalez e Carl Crawford. Tuttavia il mercato non era andato nella giusta direzione con la mancata conferma di Beltre, (un giocatore che era sbocciato in età tardiva a Boston, ma lasciammo andare per diventare una stella altrove) e un monte di lancio poco convincente che era stato il tallone d’Achille del campionato precedente.  

L’inizio di stagione 2011 fu disastroso: dopo una sweep subita dai Texas Rangers, in tre partite a Arlington, proseguirono perdendo le prime due partite della serie successiva contro gli allora iCleveland Indians, prima di guadagnare la prima W stagionale, fissando il record a 1-5. 

Sebbene il 2011 rimanga l’unico avvio con 5 sconfitte e 0 vittorie (0-5) dall’inizio del secolo, i Red Sox hanno affrontato altre partenze complicate.

Anche nella successiva stagione 2012 Iniziarono con un record di 1-5 sotto la gestione di Bobby Valentine, in quella che sarebbe diventata una delle peggiori stagioni per la franchigia, cosi come quest’anno quando, dopo aver vinto la partita inaugurale contro i Cincinnati Reds, hanno perso cinque partite consecutive, realizzando ancora il un record di 1-5 al 31 marzo.

Le loro prestazioni di inizio stagione hanno mostrato limiti in tutti i reparti: attacco in difficoltà, pitching stentato e difesa sciatta ancora alle prese con un fielding mediocre. Se dobbiamo giudicare l’adeguatezza del mercato dei Red Sox, i primi risultati sono stati deludenti.

Persino il fuoriclasse Garrett Crochet non è riuscito ad arrestare l’emorragia, concedendo cinque punti, di cui quattro guadagneti, su sei valide, incluso un fuoricampo da tre punti poco dopo che i Red Sox avevano pareggiato la partita.

Vediamo di individuare spunti di riflessione dopo questa trasferta difficile.

Un attacco spompato

Nelle prime sei partite l’attacco non è stato all’altezza, segnando solo 17 punti e subendo 73 strikeout, posizionandosi tra le ultime cinque squadre del campionato in entrambe queste categorie

Anche nella partita finale a Hou, dove i Red Sox sono stati meno remissivi, portandosi inizialmente in vantaggio per 1-0 e pareggiando poi sul 2-2 nell’inning successivo, Crochet non è riuscito a mantenere il vantaggio.

Il manager Alex Cora ha provato a fare qualche cambiamento schierando Duran come lead off al posto di Roman Anthony, il che inizialmente ha dato una scossa alla squadra. Duran è arrivato in base con un singolo e ha segnato su un altro singolo di Contreras. Dopo che gli Astros si sono portati in vantaggio per 2-1, Duran ha segnato un altro punto su una palla a terra nel secondo inning, pareggiando la partita. Ma i Red Sox hanno comunque lasciato sette uomini in base e hanno chiuso con un solo punto su sette occasione con RISP rendendo di fatto inutili due fuoricampo realizzati più tardi nella partita.

Story e Yoshida, schierato rispettivamente al secondo e terzo posto in battuta, hanno chiuso con un complessivo 0 su 8, mentre Durbin è ancora alla ricerca della sua prima battuta valida dell’anno.

Prima della partita di mercoledì, Anthony aveva messo a segno una sola valida nelle sue ultime 17 apparizioni al piatto. In quel periodo aveva incassato 10 strikeout, di cui quattro nella sconfitta di martedì, tre dei quali con un minimo di nove lanci. Speriamo che l’homer realizzato al nono come PH sia di buon auspicio di una pronta ripresa.

L’unica nota positiva in attacco continua ad essere Wilyer Abreu, il cui fuoricampo all’ottavo inning ha portato i Red Sox sul 6-3. Ora ha tre fuoricampo e sei punti battuti a casa, mentre il resto dell’attacco dei Red Sox ha totalizzato complessivamente tre fuoricampo e 10 punti battuti a casa.

Poor pitching

La prestazione altalenante di Crochet ha confermato un trend di partenze deludenti per tutti i partenti in rotazione.

Lunedì gli Astros hanno segnato quattro punti contro Ranger Suarez in 4.1 inning, con Johan Oviedo che lo ha seguito sul monte di lancio e ha concesso altri quattro punti in 3.2 inning. Ancora più preoccupante è stato il fatto che Oviedo non abbia saputo dare una spiegazione al calo della velocità della sua palla veloce, passata da una media di 95 mph a 93 mph. 

Brayan Bello, che aveva avuto un ottimo spring training, martedì ha concesso sei punti, cinque dei quali guadagnati, in quattro inning. Ha concesso tre basi ball, tutte con due eliminati, e ha messo a segno solo due strikeout.

A parte la partenza di Crochet nella partita d’esordio stagionale e quella di Connelly Early domenica a Cincinnati , la rotazione, che avrebbe dovuto essere un punto di forza della squadra, ha lasciato molto a desiderare durante la prima settimana, con menzione speciale di Sonny Gray (che sarà sulla collina nella partita in casa della stagione), letteralmente inguardabile. I partenti titolari dei Red Sox hanno una ERA complessiva di 5,22 e hanno concesso cinque fuoricampo, il numero più alto in tutta l’American League.

Una difesa distratta

Mercoledì, Cora ha lasciato in panchina il ricevitore Carlos Narváez, senza però fornire nessuna motivazione, così come lo stesso giocatore che si è limitato ad escludere che la causa fosse un infortunio o altri motivi fisici. . 

Narváez ha giocato come ricevitore per Crochet nella partita d’apertura ed è stato dietro al piatto per 27 delle 32 partite da titolare di Crochet la scorsa stagione, diventando di fatto il suo ricevitore titolare. Senza ulteriori spiegazioni, sembra trattarsi di un provvedimento disciplinare, sul quale nessuna delle due parti ha voluto fornire ulteriori dettagli.

Narvaez potrebbe essere l’unico a pagare  per il casino combinato dalla difesa durante la partita di martedì.  Bello avrebbe dovuto chiudere con uno strikeout il quinto inning, se l’arbitro capo non si fosse confuso con il conteggio. L’errore dell’arbitro, sebbene del tutto inusuale, è scusabile essendo un essere umano, che nessuno della squadra dei Red Sox abbia mantenuto la concentrazione e la lucidità minima necessaria per segnalare la cosa è invece imperdonabile. La decisione di lasciare Narváez in panchina e la mancanza di consapevolezza in partita, che continua a produrre errori sul campo sono segnali preoccupanti dopo sei partite di campionato.

Conclusioni.

Ancora una volta iniziamo una stagione guardando il sedere dei nostri competitori nella Al est, che si allontanano in classifica. Dopo la fugace apparizione ai playoff dello scorso anno e le illusioni iniziali, sembra il preludio di un’altra stagione in purgatorio. Che palle! Seguire i Red Sox sta diventando un lavoro del tutto privo di remunerazione.

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