Sweep evitata con Minnie

L’attacco dei Red Sox continua a sovvertire i pronostici. Dopo non essere riusciti a sfiorare una palla, affrontando partenti con ERA in doppia cifra, ieri sembrano spacciati quando scendono in campo con Abreu e Durbin in panchina per riposo programmati e Contreras fuori per un dolore alla schiena insorto durante la partita di martedì. (Cora ha rassicurato dicendo non riteneva necessario inserirlo nella lista degli infortunati). 

Ciò ha comportato che Monasterio e Anthony abbiano esordito in posizioni difensive inusuali (rispettivamente prima base e esterno destro), e Isiah Kiner-Falefa abbia disputato la sua seconda partita da titolare in terza base al posto di Durbin.  

Eppure questa formazione rimaneggiata non ha commesso errori la partita e ha segnato nove punti, eguagliando il punteggio più alto in questa stagione. I Red Sox si presentavano alla partita con un bilancio di 0-7 dopo essere andati in svantaggio, come era successo quando Connelly Early ha concesso un solo homer nel primo inning. Questa volta invece abbiamo approfittato degli errori avversari per conquistare un’agevole vittoria per 9-5 contro i Twins.

Non bisogna sopravvalutare l’evento. L’attacco di Boston si è notevolmente approfittato di un goffo doppio errore difensivo del seconda base Keaschall che, su una palletta a terra di Yoshida, con le basi piene e nessun eliminato, prima ha perso la palla nel trasferimento dal guanto (una palla che avrebbe potuto innescare un double play di routine), poi, quando stava rotolando a terra per recuperarla, ha tentato una insensata assistenza in prima che ha portato due punti a casa e Boston in vantaggio per 2-1. Il fuoricampo da tre punti di Story, che ha chiuso virtualmente la partita, è arrivato poi al lancio successivo.

Dopo che Crochet è durato solo 1.2 inning lunedì e Sonny Gray che ha subito cinque punti in quattro inning martedì, i Red Sox avevano disperatamente bisogno di un partente efficace che risparmiasse un bullpen esausto e Early, che fino a ieri era stato tutt’altro che longevo, non ha deluso.

Alla sua ottava uscita Early ha disputato la partita più lunga della sua giovane carriera in Major League lanciando 6 inning, concedendo 1ER con 2H, 2BB  e 5K. Early ha utilizzato 31 FB a quattro cuciture ottenendo tre swing a vuoto e raggiungendo una velocità massima di 96,5 mph e una media di 93,9 mph. Ha anche indotto due swing a vuoto con il changeup e una sia con la che con lo sweeper. Sicuramente questo giovane con una decina di partite alle spalle ha già la postura di un veterano: calmo e imperturbabile in ogni circostanza.  Questo aspetto non è valutato dalle statistiche ma riflette una forma mentis vincente altrettanto importante.

Con questo successo i Red Sox evitano lo sweep con Minnie e chiudono la trasferta con un bilancio di 3-3. Dopo il giorno di riposo di giovedì, li attenderanno sette partite in casa contro i Detroit Tigers e i New York Yankees.

Il bilancio negativo di questa trasferta è acuito soprattutto dalle preoccupazioni su  Crochet che dovrebbe scendere in campo domenica contro i Tigers, ma lunedì ha avuto la peggiore prestazione della sua carriera mostrando velocità in calo e controllo incerto.

Sebbene lui e Cora abbiano affermato che non ci fosse alcun problema di salute, le dimensioni della disfatta hanno aperto un dibattito preoccupato riguardo il lanciatore di punta, senza il quale la stagione va subito a ramengo. Queste le principali considerazioni riguardo la sua stagione finora sottotono:

  • Nella sua precedente partita contro i Milwaukee Brewers, i Red Sox hanno tenuto Crochet sul monte per ben 107 lanci, mentre nelle sue due partite precedenti erano stati rispettivamente 80 e 93. All’epoca, questo appariva necessario per interrompere una serie negativa di 2 vittorie e 8 sconfitte. 
  • Crochet è un giocatore instancabile e l’anno scorso ha sopportato un carico di lavoro di oltre 200 inning, ma la partita contro i Brewers si è svolta con una temperatura molto fredda (circa 2 gradi Celsius), ed è lecito se questo abbia influito sulla prestazione di lunedì.
  • Possiamo escludere che i Red Sox, hanno investito 170 milioni di dollari su Crochet, e non lo farebbero certamente giocare volontariamente se fosse infortunato. Abbiamo già visto lanciatori cercare di giocare nonostante problemi che ritenevano di lieve entità e semmai sarebbe compito di Crochet informare la squadra di tali circostanze.
  • L’anno scorso, in una partita contro i Mets il 21 maggio, i Red Sox avevano programmato una partita a carico ridotto, sostituendo Crochet dopo 85 lanci. All’epoca, la cosa causò non poca costernazione, ma faceva parte del loro piano per preservare la sua salute nel suo primo anno completo da titolare. Quest’anno, dopo la sua prima stagione da 200 inning in carriera, questo espediente potrebbe essere riesumato.
  • Quest’anno Crochet è tornato in azione mostrando un repertorio di lanci diversificato. L’anno scorso il lancio preferito era il four-seamer (35,9%), seguito dal cutter (27,7%), mentre ha usato il sinker e lo sweeper nella stessa misura (16%). Quest’anno, sta usando il cutter con più frequenza (31,9%), mentre four-seamer con un decremento del 10% rispetto all’anno scorso (25,7%), Inoltre ha incrementato il sinker (24,2%) diminuendo l’uso dello sweeper (12,2%). I risultati però non sono stati altrettanto buoni
  • Crochet si è mostrato in regresso anche nel controllo. Con le 3BB concesse in 1.2 inning lunedì, il suo tasso di basi su ball si attesta al 7,6% rispetto al 5,7% della scorsa stagione. Tuttqavia anche che lo scorso aprile ha avuto due partite in cui ha concesso quattro e cinque basi su ball, quindi potrebbe essere una sua caratteristica di inizio stagione. Sui battitori colpiti però il discorso cambia. La scorsa stagione ha colpito solo tre battitori, mentre quest’anno ha già 4HBP, 3 volte con il suo sinker e l’altra con il cutter.
  • Per garantirgli un riposo extra è stato deciso dall’inizio di far lanciare Crochet ogni sei giorni, almeno per il primo mese della stagione. Crochet ha affermato in passato di preferire il programma e la routine distribuita cinque giorni, ma è obiettivo che le prestazioni in questo modo migliorano (ERA di 2,27) rispetto ai cinque giorni (ERA di 3,16).
Share

Problemi in battuta

Contro ogni previsione, venerdì notte, al Busch Stadium di St. Louis, i Red Sox sono stati massacrati dal barbuto Dustin May raffigurato nella foto. Invero, alla vigilia, i confronto non si presentava come un’impresa impossibile, visto che il nostro ex lanciatore aveva registrato una media PGL di 15.95, dopo aver concesso 13 punti e 17 valide in 7⅓ inning nelle sue prime due partite della stagione. Ci volevano i Red Sox, con il loro attacco asfittico, per giustificare il suo stipendio da lanciatore professionista, consentendogli di uscire indenne dalla partita con sei solidi inning. 

Cora evidentemente non si aspettava questo esito. Quando ore prima dell’inizio della partita è stato annunciato il lineup ufficiale, il battitore più temuto delle calzette rosse non c’era. A causa della volontà di Boston di far ruotare i cinque esterni disponibili per quattro posizioni diverse in campo esterno, Roman Anthony è rimasto in panchina venerdì e non è mai entrato in partita. In sua assenza la squadra, che schierava cinque battitori con un OPS inferiore a .600, ci ha regalato la peggior prestazione offensive  dell’anno: solo cinque valide (di cui quattro singoli), senza nessuna base su ball.  Tanti, troppi turni in battuta rapidi, svogliati e così poco competitivi che i quattro lanciatori schierati dai Cardinals hanno avuto bisogno di solo 114 lanci per ottenere i 27 out necessari a vincere la partita. Insomma uno strazio totale che non merita di essere ulteriormente commentato.

D’altra parte la crisi in battuta non è una novità. Il doppio di Rafaela all’inizio dell’ottavo inning è stato l’unico extra-base hit di Boston nella serata e solo il secondo nelle ultime tre partite. I Red Sox hanno messo a segno un solo fuoricampo (quello di Contreras al nono inning di lunedì ) nelle ultime sei partite. I ranking di Boston dopo 13 partite mostrano quanto siamo scarsi quest’anno:

  • 27° per punti segnati (46),
  • 26° per fuoricampo (9) 
  • 25° per valide (94),
  • 12° per strikeout (121) 
  • 24° per BB (44). 

Sono numeri terrificanti e purtroppo sembra che il manager e il suo team non dispongano di contromisure adeguate a sovvertire lo stato attuale e risalire la china. Il mercato invernale si è rivolto quasi esclusivamente ai lanciatori, trascurando completamente le mazze. Tutte i forti battitori disponibili sul mercato free agent hanno girato a largo, gli scambi (Kaitel Marte) sono stati rifiutati, i giocatori da rinnovare (Bregman) sono stati lasciati andare altrove e gli slugger sotto contratto (Devers) sono stati sciaguratamente scambiati. 

Con Dustin May sul monte avversario è inevitabile spargere sale sulla ferita provocata dalla cessione di Devers, e vedere a distanza di quasi un anno le conseguenza provocate.

Nell’ambito dello scambio che ha portato Devers a Frisco, sono arrivati i lanciatori Kyle Harrison e Jordan Hicks, l’esterno James Tibbs III e il lanciatore Jose Bello, l’unico ancora rimasto nella franchigia  che gioca in classe A.

Tibbs ha giocato solo 30 partite a Portland prima di essere ceduto ai Dodgers in cambio di cinque partenze di Dustin May nel finale della scorsa stagione, che invece di aiutare hanno seriamente sabotato lo sforzo di guadagnare i playoff. In questo inizio di stagione Tibbs ha messo a segno sette fuoricampo in dodici partite in Triple-A, che gli valgono un OPS di 1.376 e un wRC+ di 252.

Harrison non ha brillato a Boston  ma almeno nella offseason è stato utilizzato come contropartita per prendere Durbin da Milwaukee.

Jordan Hicks invece probabilmente rappresenta la peggior operazione targata Breslow fino ad ora. Con una ERA di 8.20 in 21 partite, potrebbe essere stato il peggior lanciatore di rilievo dei Red Sox di questo secolo. Alla fine quest’inverno è stato rifilato ai White Sox, i quali però hanno preteso il giovane talento David Sandlin solo per accollarsi il discutibile privilegio di pagare il suo contratto. Ma non del tutto. I Red Sox infatti continueranno a pagare a Hicks 4 milioni di dollari sia quest’anno che il prossimo. 

Share

Se qualcosa può andare storto, lo farà

Se Edward Aloysius Murphy Jr. fosse ancora con noi, sarebbe compiaciuto della tenacia e dedizione, con le quali i Red Sox cercano di dare pratica dimostrazione della sua legge immortale.

Un attacco che vede alcuni giocatori con medie imbarazzanti (Contresar .161, Story .119, Durbin .071 con Duran, Mayer e Anthony appena sopra la Mendoza line) finalmente riesce a segnare 4 punti nella parte bassa del terzo inning. La base di questo miracolo sono state le due BB consecutive ottenute da Narváez e Anthony all’inizio della ripresa. I Red Sox sono tra le ultime cinque squadre della lega per BB e la pazienza al piatto potrebbe essere una formula per uscire da questo periodo difficile. A seguire è arrivato il 2 run double di Jarren Duran con un lungolinea sulla destra, replicato da un linedrive di Wilyer Abreu che ha realizzato un triplo RBI e da Yoshida con una terza palla ancora sulla destra che ha portato il punteggio sul 4-0, illudendoci di poter avere finalmente un successo in scioltezza.

L’acquisto di Suarez (per 130 milioni) sembrava una mossa di mercato free agent assolutamente incontestabile, stante quanto aveva dimostrato vestendo la casacca dei Philadelphia Phillies. Il piano tuttavia non sta proprio andando secondo le aspettative. Subito dopo che i Red Sox si erano portati in vantaggio per 4-0 (più punti di quanti ne avessero segnati in cinque partite di questa stagione), Suarez ha dilapidato il vantaggio, concedendo tre punti in un quarto inning da 32 lanci, complice anche un errore su tentativo di pick off di Narváez. Quando ha iniziato il quinto concedendo subito un singolo, Cora ha pensato di correre subito ai ripari mandando in campo Greg Weissert, che effettivamente ha ottenuto due strikeout prima di incappare in ulteriori problemi subendo un devastante fuoricampo da tre punti che ha portato i Padres avanti nel punteggio. Con Oviedo già inserito nella lista degli infortunati per uno stiramento al gomito questo fine settimana, i nuovi acquisti di Breslow in termini di lanciatori non sembrano mantenere le promesse.

Protagonista assoluto della Pasqua (che sembrava di resurrezione) era Macho Man, che Cora ha inserito inaspettatamente come esterno sinistro. Inaspettatamente (arrivava con un bilancio di 0/9 con 6 BB) Yoshida ha chiuso con 3 su 4, portando a casa 3 punti, chiudendo con un 2 run double al settimo, con 2 out, che ha riportato la gara in parità 6-6. Dopo questa azione Cora ha mandato sul cuscino di seconda Raffaela come PR, cercando il punto del vantaggio. La scelta di Cora poteva sembrare di routine: è vero che toglieva il battitore più caldo, ma in compenso metteva un corridore nettamente più veloce, incrementando la possibilità di segnare dalla seconda, e riportava al centro del campo uno dei difensori top nel ruolo. Il piano prevedeva anche di dare pressione a un giocatore in pieno slump come Durbin, che si sarebbe potuto sbloccare e dare una svolta alla partita, ma  … anche questa mossa non ha funzionato.

Il bullpen, che già partiva da una situazione difficile a causa della breve uscita di Connelly Early sabato, non poteva disporre di Whitlock in congedo per paternità e senza un rilievo lungo a disposizione (tipo il Matz dello scorso anno), Cora si è rivolto a Tyler Uberstine, al suo debutto in Major League. All’inizio la scommessa sembra essere fortunata, Uberstine lancia due solidi inning, con Macho Man che batte valido in entrambe le occasioni nella parte bassa e Cora, che ha un bullpen privo di lanciatori riposati, pensa bene di lasciarlo sul monte. Purtroppo, affrontando proprio il primo uomo dell’inning, al quinto lancio, lascia una Four-Seam Fastball proprio al centro della zona e incassa un homer, che, di fatto, chiude la partita. “Where we were today, it was him and Kelly,” ha detto Cora riguardo l’uso di un rookie in una situazione high-leverage. “We felt like he was throwing the ball well; one pitch they hit out of the ballpark, but he gave us a chance to win the game.” Insomma abbiamo corso un rischio sensato e ragionevole, ma purtroppo anche questo piano, inutile dirlo, non ha funzionato.

Share

Non riesco a farci l’abitudine.

Nella stagione 2011, la prima seguita da questo Blog sotto la guida del mitico Paolo Berti, i Red Sox erano considerati tra i favoriti per la vittoria delle World Series dopo gli acquisti di stelle come Adrian Gonzalez e Carl Crawford. Tuttavia il mercato non era andato nella giusta direzione con la mancata conferma di Beltre, (un giocatore che era sbocciato in età tardiva a Boston, ma lasciammo andare per diventare una stella altrove) e un monte di lancio poco convincente che era stato il tallone d’Achille del campionato precedente.  

L’inizio di stagione 2011 fu disastroso: dopo una sweep subita dai Texas Rangers, in tre partite a Arlington, proseguirono perdendo le prime due partite della serie successiva contro gli allora iCleveland Indians, prima di guadagnare la prima W stagionale, fissando il record a 1-5. 

Sebbene il 2011 rimanga l’unico avvio con 5 sconfitte e 0 vittorie (0-5) dall’inizio del secolo, i Red Sox hanno affrontato altre partenze complicate.

Anche nella successiva stagione 2012 Iniziarono con un record di 1-5 sotto la gestione di Bobby Valentine, in quella che sarebbe diventata una delle peggiori stagioni per la franchigia, cosi come quest’anno quando, dopo aver vinto la partita inaugurale contro i Cincinnati Reds, hanno perso cinque partite consecutive, realizzando ancora il un record di 1-5 al 31 marzo.

Le loro prestazioni di inizio stagione hanno mostrato limiti in tutti i reparti: attacco in difficoltà, pitching stentato e difesa sciatta ancora alle prese con un fielding mediocre. Se dobbiamo giudicare l’adeguatezza del mercato dei Red Sox, i primi risultati sono stati deludenti.

Persino il fuoriclasse Garrett Crochet non è riuscito ad arrestare l’emorragia, concedendo cinque punti, di cui quattro guadagneti, su sei valide, incluso un fuoricampo da tre punti poco dopo che i Red Sox avevano pareggiato la partita.

Vediamo di individuare spunti di riflessione dopo questa trasferta difficile.

Un attacco spompato

Nelle prime sei partite l’attacco non è stato all’altezza, segnando solo 17 punti e subendo 73 strikeout, posizionandosi tra le ultime cinque squadre del campionato in entrambe queste categorie

Anche nella partita finale a Hou, dove i Red Sox sono stati meno remissivi, portandosi inizialmente in vantaggio per 1-0 e pareggiando poi sul 2-2 nell’inning successivo, Crochet non è riuscito a mantenere il vantaggio.

Il manager Alex Cora ha provato a fare qualche cambiamento schierando Duran come lead off al posto di Roman Anthony, il che inizialmente ha dato una scossa alla squadra. Duran è arrivato in base con un singolo e ha segnato su un altro singolo di Contreras. Dopo che gli Astros si sono portati in vantaggio per 2-1, Duran ha segnato un altro punto su una palla a terra nel secondo inning, pareggiando la partita. Ma i Red Sox hanno comunque lasciato sette uomini in base e hanno chiuso con un solo punto su sette occasione con RISP rendendo di fatto inutili due fuoricampo realizzati più tardi nella partita.

Story e Yoshida, schierato rispettivamente al secondo e terzo posto in battuta, hanno chiuso con un complessivo 0 su 8, mentre Durbin è ancora alla ricerca della sua prima battuta valida dell’anno.

Prima della partita di mercoledì, Anthony aveva messo a segno una sola valida nelle sue ultime 17 apparizioni al piatto. In quel periodo aveva incassato 10 strikeout, di cui quattro nella sconfitta di martedì, tre dei quali con un minimo di nove lanci. Speriamo che l’homer realizzato al nono come PH sia di buon auspicio di una pronta ripresa.

L’unica nota positiva in attacco continua ad essere Wilyer Abreu, il cui fuoricampo all’ottavo inning ha portato i Red Sox sul 6-3. Ora ha tre fuoricampo e sei punti battuti a casa, mentre il resto dell’attacco dei Red Sox ha totalizzato complessivamente tre fuoricampo e 10 punti battuti a casa.

Poor pitching

La prestazione altalenante di Crochet ha confermato un trend di partenze deludenti per tutti i partenti in rotazione.

Lunedì gli Astros hanno segnato quattro punti contro Ranger Suarez in 4.1 inning, con Johan Oviedo che lo ha seguito sul monte di lancio e ha concesso altri quattro punti in 3.2 inning. Ancora più preoccupante è stato il fatto che Oviedo non abbia saputo dare una spiegazione al calo della velocità della sua palla veloce, passata da una media di 95 mph a 93 mph. 

Brayan Bello, che aveva avuto un ottimo spring training, martedì ha concesso sei punti, cinque dei quali guadagnati, in quattro inning. Ha concesso tre basi ball, tutte con due eliminati, e ha messo a segno solo due strikeout.

A parte la partenza di Crochet nella partita d’esordio stagionale e quella di Connelly Early domenica a Cincinnati , la rotazione, che avrebbe dovuto essere un punto di forza della squadra, ha lasciato molto a desiderare durante la prima settimana, con menzione speciale di Sonny Gray (che sarà sulla collina nella partita in casa della stagione), letteralmente inguardabile. I partenti titolari dei Red Sox hanno una ERA complessiva di 5,22 e hanno concesso cinque fuoricampo, il numero più alto in tutta l’American League.

Una difesa distratta

Mercoledì, Cora ha lasciato in panchina il ricevitore Carlos Narváez, senza però fornire nessuna motivazione, così come lo stesso giocatore che si è limitato ad escludere che la causa fosse un infortunio o altri motivi fisici. . 

Narváez ha giocato come ricevitore per Crochet nella partita d’apertura ed è stato dietro al piatto per 27 delle 32 partite da titolare di Crochet la scorsa stagione, diventando di fatto il suo ricevitore titolare. Senza ulteriori spiegazioni, sembra trattarsi di un provvedimento disciplinare, sul quale nessuna delle due parti ha voluto fornire ulteriori dettagli.

Narvaez potrebbe essere l’unico a pagare  per il casino combinato dalla difesa durante la partita di martedì.  Bello avrebbe dovuto chiudere con uno strikeout il quinto inning, se l’arbitro capo non si fosse confuso con il conteggio. L’errore dell’arbitro, sebbene del tutto inusuale, è scusabile essendo un essere umano, che nessuno della squadra dei Red Sox abbia mantenuto la concentrazione e la lucidità minima necessaria per segnalare la cosa è invece imperdonabile. La decisione di lasciare Narváez in panchina e la mancanza di consapevolezza in partita, che continua a produrre errori sul campo sono segnali preoccupanti dopo sei partite di campionato.

Conclusioni.

Ancora una volta iniziamo una stagione guardando il sedere dei nostri competitori nella Al est, che si allontanano in classifica. Dopo la fugace apparizione ai playoff dello scorso anno e le illusioni iniziali, sembra il preludio di un’altra stagione in purgatorio. Che palle! Seguire i Red Sox sta diventando un lavoro del tutto privo di remunerazione.

Share