Tornati a giocare in casa contro i lanciatissimi Tigers, i Red Sox si presentano con un lineup fortemente rimaneggiato: mentre Anthony mantiene il leadoff spot, Willson Contreras è stato spostato in seconda posizione, seguito da Abreu e Trevor Story nella cleanup position. D’altra parte Trevor ha una media battuta di .320 con gli uomini in posizione punto. Dopo un inizio di stagione estremamente lento, Story ha messo a segno 8 valide su 16 turni in battuta, con tre valide extra-base, nelle ultime quattro partite ed è terzo nella American League con 17 punti battuti a casa (RBI). Quindi, perché no? Cosa mai potrà andare storto?
Evidentemente Cora non sa più cosa inventarsi per dare un po’ di verve a una compagine che viaggia al 22° posto nella classifica dei punti segnati tra le 30 squadre della MLB, al 23° posto nell’OPS e al 29° posto nei fuoricampo, con un bilancio di 7 vittorie e 11 sconfitte nelle prime 18 partite.
Tuttavia un manager che è costretto a schierare Story nella posizione che fu di David Ortiz testimonia che la squadra non è stata costruita seguendo criteri un po’ naive o “a cazzo di cane” come diceva René Ferretti.
Tuttavia questo rimescolamento non ha esattamente dato i frutti sperati e ci è voluto un po’ prima che i Red Sox riuscissero a produrre qualcosa in attacco. Il lanciatore partente dei Tigers, Casey Mize, ha eliminato i primi otto battitori dei Sox in successione prima che Wong battesse un doppio verso il triangolo al centro con due eliminati nel terzo inning. Wong, tuttavia, è rimasto bloccato in seconda base e, nei primi cinque inning, è stato l’unico a mettere a segno una valida per Boston. Più tardi, i Sox hanno ottenuto un leadoff double da Durbin, all’inizio del sesto inning e una valida interna con due eliminati di Jarren Duran nel settimo, ma nessuna di queste due opportunità si è tradotta in punti.
Cora ha schierato anche Wong come ricevitore e nono in battuta. Sembra proprio che lo vedremo molto più spesso al posto di Narvaez che ha un rendimento offensivo molto al di sotto delle aspettative: non ha messo a segno nessuna valida negli ultimi otto turni in battuta e ha una media di appena .195 in questa stagione, con 14K in 41BA.
Fortunatamente sul monte di lancio Ranger Suárez faceva faville. Dopo qualche incertezza nel primo inning, durante il quale ha concesso due valide, ha eliminato 18 dei successivi 19 battitori affrontati, estendendo la sua striscia di inning consecutivi senza subire punti a 14. Proprio come aveva fatto lo scorso fine settimana a St. Louis, Suárez ha usato il suo caratteristico cambio di velocità e i suoi lanci a effetto lo facevano andare quasi sempre in vantaggio sul conti e causavano molti contatti deboli a terra (pochissime le palle colpite con forza dai battitori avversari), che generavano molto lavoro di ordinaria amministrazione per gli interni, che questa volta sono stati tutti precisi e affidabili. Suarez inoltre ha lavorato in economia avendo bisogno di soli 93 lanci per completare otto inning senza subire punti, subendo solo 2H con 1BB e 4K.
La richiesta di IR ha funzionato bene per i Red Sox, che per due volte hanno contestato un arrivo in seconda base. Nel primo inning, i Sox hanno ribaltato una chiamata di “salvo” per Jahmai Jones, il DH dei Tigers che dopo aver ottenuto un singolo tentata di arrivare in seconda. Poi Javier Baez nel nono inning, salvo dopo un tentativo di base rubata, RISP per il potenziale go-ahead run in uno scoreless game, è stato rimandato in panchina dopo la revisione richiesta da Cora.
Una manna dal cielo per le calzette rosse perchè, nonostante il punteggio fosse ancora fermo sullo 0-0, i Red Sox avevano chiamato in campo il closer Aroldis Chapman all’inizio del nono inning che non vive un grande momento. In quattro delle sette apparizioni fino ad oggi, gli avversari hanno portato corridori in base. Venerdì, ha concesso una base su ball e due valide prima di uscire dai guai eliminando al piatto Dillon Dingler con due corridori in posizione da punto. Fondamentale quindi l’assistenza di Wong sul tentativo di rubata in seconda e mal giudicata dall’arbitro. Con questa sono state 2 le eliminazioni di Wong su tentativi di rubata, in coppia con Mayer che ha effettuato dei tag perfetti.
Ma c’era un dettaglio ancora più importante. Ma non importa quanto bene abbia lanciato Mize o quanto bene abbiano giocato i Tigers intorno a lui, non potevano lottare contro profezia che si è avverata non appena i Red Sox si sono vestiti questo pomeriggio. Indossavano il verde del Fenway Park.
Dopo un 1-2-3 inning da parte di Garrett Whitlock la parte basse del decimo inning inizia con Jarren Duran in seconda e Raffaela al piatto. Duran avanza in terza su lancio pazzo. La palla sfugge al ricevitore che la recupera e l’assiste in terza in tempo. Missile Duran scivola verso il cuscino mentre Hao-Yu Lee cerca di toccarlo, ma non sapremo mai cosa avrebbe deciso l’arbitro perchè la palla sfugge a Lee e Duran è salvo. Serataccia per il 3B avversario che in precedenza non era riuscito a completare un’assistenza in prima, consentendo a Missile di arrivare salvo in prima.
Con il conto pieno e zero eliminati Raffaela si fa uccellare girando a vuoto un lancio mooooolto interno e Marcelo Mayer ottiene una BB pseudo intenzionale, con 4 ball consecutivi.
Con corridori in prima e terza base e un out Alex Cora ha richiamato Caleb Durbin dal on-deck circle per schierare Masataka Yoshida contro il lanciatore destro dei Tigers, Will Vest.
Yoshida ha fatto quello che gli riesce meglio e ha battuto una palla a terra che è passata attraverso il varco del campo destro. Il singolo ha dato al Missile Duran tutto il tempo necessario per segnare dalla terza base e permettere ai Red Sox di chiudere la partita.
La vittoria del 17 aprile è stata la settima di Boston con le maglie ispirate al Green Monster e ognuna di queste vittorie incredibilmente è stata una battuta walk-off. Quella precedente a quella di Macho Man era arrivata, anch’essa contro i Tigers, quando Rafaela aveva battuto un triplo al centro campo il 26 settembre 2025, portando i Red Sox ai playoff per la prima volta dal 2021.
Nelle prossime due partite della serie contro i Tigers, Boston indosserà le sue maglie gialle e blu “Marathon City Connect”, con cui ha storicamente ottenuto successi. Speriamo proprio perchè i pronostici, a partire dalla sfida fra Bello e Skubal, non sono favorevoli.

Io sarei molto curioso di vedere questa squadra con DH di primo livello
Ciao a tutti, il problema grosso è che non si può prendere minimo 20 strikout a partita su girate orrende dai. io voglio bene a AC. ma mi sembra ora di cambiare manager……..
La squadra non è stata costruita con criteri razionali e il manager e il suo staff enfatizzano (o peggiorano) la situazione con iniziative stravaganti. Può darsi che Cora cerchi di reagire a una situazione senza via d’uscita, ma è evidente che, ove mai ci fosse una soluzione, non sembra in grado di trovarla. Ma chi è il soggetto che dovrebbe essere più infuriato per questo stato di cose? La risposta dovrebbe essere chi ci mette i soldi: la proprietà. In fin dei conti se ci fanno i bozzi a Minneapolis, con un monte ingaggi molto inferiore al nostro, dovreste immaginarvi che qualcuno stia masticando amaro ai piani alti. Se però scorrete il feed di questo blog tuttavia troverete che i Red Sox sono un azienda molto redditizia, anche se non vincono, si direbbe quasi sopratutto se non vincono. Quindi Cora non se ne andrà, non solo perchè siamo ancora ad aprile e non si cacciano i manager a stagione appena iniziata, ma anche perchè la proprietà è soddisfatta. E quindi, dal nostro punto di vista, la situazione è tragica perchè qualsiasi cambiamento nell’area tecnica o operativa non sarebbe minimante efficace, perchè il mandato rimarrebbe lo stesso
Mauro, lo so che un altro manager avrebbe stesso mandato. Però qui il punto non è perdere, perché nel baseball perdere fa parte del gioco e dei cicli. Il problema è come si perde. Qui non si vede un’idea, un’identità, una direzione. È un baseball orribile , passivo, senza intensità: zero pressione sugli avversari, attacchi sterili, pitching disordinato e scelte tattiche difficili da comprendere.È davvero solo responsabilità dei giocatori? E finché vedere una partita dei Sox sembra una penitenza più che un piacere, qualcosa di strutturale sta chiaramente fallendo. Forse con un altro management perderemmo lo stesso , ma almeno combatteremmo un po di più?
Caro Davide, alla tua domanda non so attribuire un significato autentico:
1) Mi stai chiedendo se, dipendesse da me, caccerei Alex Cora: lo avrei fatto da almeno un anno!
2) Mi stai chiedendo se mi sembra possibile che accada: manco per sogno!
3) Mi stai chiedendo se, comunque accadesse, la squadra avrebbe maggiori probabilità di vincere: ne dubito
4) Mi stai chiedendo se comunque vedremmo un baseball migliore: possibile, ma improbabile
5) Mi stai chiedendo se qualunque altro farebbe meglio di Alex Cora: Sicuramente, no. Almeno Aaron John Boone nato a La Mesa il 9 marzo 1973 sono sicuro che riuscirebbe a peggiorare le cose! 🙂
purtroppo questo hr è proprio colpa di cora… crochet era col fiato corto da un po’
e non ha proprio senso continuare a farlo lanciare
orrendi…Crochet per far tornare l’ERA decente adesso avrebbe bisogno di non so quanti shoutout innings…
a me poi non piace per niente la rotazione esterni/DH che stiamo attuando…già non riescono ad avere una serie decente di valide in battuta, ci manca anche non farli entrare in ritmo con continui cambi…
non riusciamo a battere con gli uomini in base
ottimo weissert
I sox un po’ noiosi, di questo inizio anno, hanno ora l’occasione di dimostrare che hanno un’anima
staying up late for Connelly Early
va bene tutto, non ci sono bombardieri in squadra, ma come si fa ad avere sti turni di battuta osceni???