Montagne russe.

Domenica scorsa si è giocata la quarantaquattresima partita in cui i Red Sox del 2026 si sono trovati in svantaggio al termine dell’ottavo inning. Nelle quarantatré occasioni precedenti, il verdetto era stato sempre una sconfitta. In questo periodo però i ragazzi giocano leggeri, disinvolti, quasi rilassati; sembrano convinti che, in un modo o nell’altro, le cose si sistemeranno da sole. E questo genere di approccio mentale, si sa, finisce per attirare la buona sorte.

Sotto 2-0 al Citi Field contro i Mets e con Devin Williams sul monte di lancio, Boston è riuscita a completare una clamorosa rimonta al nono inning, capitalizzando al massimo un errore madornale di Francisco Lindor. Il forte interbase avversario non è riuscito a raccogliere una banale rimbalzante di Romy Gonzalez nei pressi del cuscino di seconda — una rarità per un guanto d’oro del suo calibro, che in condizioni normali avrebbe avviato un comodo doppio gioco per chiudere l’incontro. Scampato il pericolo, i ragazzi hanno sfruttato una volata di sacrificio per mettere la testa avanti, annichilendo poi i Mets nel finale grazie agli ingressi in successione di Aroldis Chapman e Garrett Whitlock sul monte di lancio.

Questa vittoria ha suggellato una trasferta immacolata da 9-0, completando ben tre “sweep” consecutive. E così in un vidiri e svidiri i Red Sox, che ad aprile hanno licenziato il manager e gran parte dello staff tecnico, a maggio sembravano intenzionati a fare lo stesso con il direttore delle operazioni di baseball e a giugno sembravano aver toccato il fondo, a luglio sono diventati inaspettatamente la squadra più calda del campionato.

Il punto di svolta risale a metà giugno, dopo essere stati travolti in casa dai Blue Jays ed essere scivolati al massimo record negativo di 29-43. Da quel momento, Boston ha cambiato marcia vincendo 17 partite su 22, 14 delle ultime 16 e, per l’appunto, le ultime 9 di fila. In appena tre settimane e mezzo, le loro probabilità di accedere alla postseason (secondo le proiezioni di FanGraphs) sono schizzate dal 9,7% al 39,6%.

Di conseguenza, le voci su un imminente licenziamento di Breslow e sulla svendita di veterani dal mercato sicuro come Sonny Gray o Aroldis Chapman sono state congelate. Al contrario, si è accesa una concreta speranza con la squadra che ora a solo 0,5 GB dall’ultimo posto playoff — in un’American League che vive una delle annate storicamente meno competitive di sempre — cresce la reale possibilità che Boston si presenti sul mercato di fine luglio nel ruolo di “buyer” per provare a competere.

Le fiammate pre-All Star Game non sono una novità da queste parti. È un copione già visto negli ultimi due anni che puntualmente è stato seguito da bruschi cali di rendimento proprio a ridosso della scadenza del mercato:

  • Nel 2025, i Red Sox inanellarono ben 10 vittorie consecutive prima della pausa, per poi crollare con un mediocre 6-6 subito dopo.
  • Nel 2024, arrivarono alla sosta con un incoraggiante 9-3, salvo poi sciogliersi con un record di 3-8 alla ripresa.

Venerdì, superata la parentesi dell’All-Star Game, il campionato ripartirà subito con un test probante: una miniserie al Fenway Park contro i Rays, primi in classifica. Sarà un banco di prova cruciale per mantenere intatto lo slancio e continuare a fare pressione sulla dirigenza. Un compito non semplice, soprattutto perché quest’anno la squadra ha mostrato le crepe più evidenti proprio davanti al pubblico di casa.

Craig Breslow, rimasto a Boston durante l’ultima trasferta per concentrarsi sul Draft, appare profondamente indeciso sulla strategia da adottare per le trade. D’altra parte si tratta di una decisione che non dipende solo dalla classifica.

Da un lato, c’è il fattore entusiasmo: una squadra data per spacciata ha trovato la chimica per vincere, riaccendendo la passione in una tifoseria da troppo tempo a secco di grandi soddisfazioni. Inoltre, l’infermeria sta per restituire pezzi da novanta del calibro di come Roman Anthony o Garrett Crochet, il cui rientro potrebbe elevare il roster a livelli decisamente competitivi per i playoff. Anche Trevor Story, se tornasse al suo massimo, potrebbe dare un contributo decisivo. 

Dall’altro lato, c’è un fattore strutturale forse senza precedenti: la profondità sbalorditiva del reparto dei lanciatori partenti. Un arsenale che vanta nomi come Crochet, Gray, Suarez, Tolle, Early, Bennett, Sandoval, Bello e, potenzialmente, Johan Oviedo o Tanner Houck. Una rotazione così profonda e di qualità così elevata che difficilmente potrà essere messa in crisi dagli infortuni o dalla usura della regular season.

A ciò si aggiunge una congiuntura astrale irripetibile. In un’annata normale, nessuna franchigia con ambizioni di vertice sorriderebbe davanti a un record di 46-48 alla sosta per lo ASG; ma il contemporaneo e inatteso flop di rivali storiche come Baltimora, Toronto, Detroit e Houston spalanca clamorosamente la finestra per inserirsi tra le pretendenti.

Mancano appena diciassette partite alla trade deadline. Storicamente, la gestione del mercato estivo da parte di Breslow è stata un esercizio di indecisione, immobilismo e frenesia: due stagioni passate a sfogliare la margherita fino all’ultimo secondo utile, per poi fare acquisti compulsivi per comprare bidoni incredibili. Ci farebbe comodo un vero CBO capace di giocare da protagonista, ma purtroppo questa non sembra essere mai stata una priorità per Mr. Henry. Quest’anno la situazione è molto atipica, ma forse più semplice delle precedenti e magari Craig questa volta c’azzecca. Sperare non costa nulla.

Una cosa però è sicura. Questa squadra merita tutti i complimenti del mondo per aver riportato al centro dell’attenzione del dibattito sportibo la possibilità di una insperata post season e darci qualcosa su cui discutere e appassionarci. Una discussione che riprenderà venerdì alle 13:35 ET, all’inizio di una lunga giornata contro Tampa Bay.

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16 thoughts on “Montagne russe.

  1. L’analisi di Mauro non fa’ una piega, ma mi preoccupa assai.
    una striscia di 9W ci fa prospettare uno spiraglio per la post season, ma dall’altra parte rinforza il filo del prode Craig.
    Il quale, non contento e dalla memoria corta, farà altri scambi insensati, rovinando lo spirito di squadra. dell’ultimo periodo.
    Infatti sappiamo tutti che ci manca potenza in attacco e va’ a prendere un altro esterno con le prestazioni di mio zio.

  2. Stranger Things a Boston ?!?! Undici !!!
    C’è qualcosa di extra ordinario in questa Squadra, per il momento ce la godiamo; sono curioso (con non poco timore) di vedere cosa si deciderà per il prosieguo della Stagione, nelle transazioni ….
    Sempre e comunque GoSox !!

  3. Non ho fatto in tempo ad addormentarmi con la vittoria in tasca di gara 1, che era già ora di svegliarsi ed esultare per gara 2.
    CHE FICATAAAAA!!!!
    Non so cos’abbia fatto click e quando (il cappotto ai pigiamini di fine giugno?) ma qualsiasi cosa sia, vorrei fosse irreversibile!
    GOOOO SOOOOOOX!!!!!

  4. Non ci credo …..!!!! (visto il condensed solo ora, ci metterò un po’ a rendermi conto di che partita hanno giocato i RedSox e contro Tampa, per portarsi a 12 W consecutive …..)
    GO SOX !!!!!!

  5. il baseball ti lascia spesso senza parole ma questo luglio siamo a livelli che personalmente non ricordo almeno per quanto riguarda la stagione regolare

  6. “Non perderemo mai più” (cit. cartello dei tifosi A’s dal film Moneyball)
    GO SOOOOOOOOOOOOOX!!!!!

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