L’importanza di chiamarsi Tracy

Nel precedente post parlavo di montagne russe, alti e bassi, per descrivere la stagione delle nostre amate calzette rosse, ma è un titolo invecchiato velocemente. Ultimamente i Red Sox hanno smesso di oscillare ma hanno avviato i booster e puntano decisamente alla stratosfera, connotando di surreale la stagione. Per il momento, ieri notte, hanno raggiunto i 13 successi consecutivi, centrando la quarta serie vinta consecutivamente con la squadra più forte dell’American League. Questo risultato eguaglia la seconda striscia vincente più lunga nella storia della franchigia, stabilita nel 1948 da una squadra guidata da Ted Williams. Il record di franchigia è di 15 vittorie consecutive, ottenute nel 1946.

Con questa immane impresa realizzata in questo infuocato luglio 2026 (mentre nello stesso continente si disputava il campionato del mondo di sbadiglio, con l’unica eccezione delle remuntade dell’Argentina di Messi) sono riusciti a risalire la classifica, superare quota .500 e porre decisamente una seria candidatura per accedere almeno all’ultimo posto disponibile delle wild card. Infatti, grazie alla larghissima generosità della MLB targata Rob Manfred, qualsiasi cane e qualsiasi porco può candidarsi a vincere il Commissioner’s Trophy. Anzi, grazie alla particolare debolezza delle squadre AL, la terza wild card potrebbe addirittura fornire il percorso più agevole per arrivare fino in fondo.

BTW sono passate solo poche settimane da quando sembrava che la seconda metà della stagione sarebbe stata del tutto irrilevante e credo che sia il momento per me di fare ammenda, smetterla con le lamentele da boomer, e riconoscere di essermi sbagliato, in particolare sull’impatto che poteva provocare il cambio del manager. Devo dire che ero del tutto scettico sul fatto che la cacciata di Cora avrebbe potuto essere così devastante. Per me il problema era (e rimane) la mancata capacità della proprietà di selezionare un CBO all’altezza, e sostenevo che agire a un livello più basso sulla catena gerarchica non avrebbe potuto produrre effetti apprezzabili. Ebbene, mi sbagliavo di grosso.

La svolta che c’è stata è senza dubbio dipesa da molteplici fattori come lo staff di partenti eccezionali di cui disponiamo, un bullpen più che affidabile, una difesa ritrovata e meno fallosa e, finalmente, anche da un attacco che ora rientra nella media del campionato. Ma in tutto questo non possiamo trascurare il contributo apportato da Chad Tracy. Pur essendo ancora solo un manager ad interim, Tracy appare essere nei fatti un buon gestore della squadra. Pur essendo stato scaraventato di punto in bianco sul palcoscenico più prestigioso, non si è mai fatto prendere dal panico e non ha mai mostrato segni di frustrazione anche quando la squadra faticava a trovare un gioco decente. Insomma sembra proprio che ci sia una familarità in questo genere di cose, ricordando che il genitore di Chad è stato il manager protagonista della magnifica cavalcata dei San Diego 2009.

Anche se il ruolo del manager nel baseball continua a evolversi costantemente, restano invariate almeno due qualità fondamentali che bisogna possedere per eccellere. Da una parte occorre stabilire un ambiente tranquillo nella clubhouse, per sedare le tensioni e rimanere concentrati sull’obiettivo. Dall’altra, promuovere una buona comunicazione con i giocatori. Su entrambi questi aspetti il giudizio su Tracy è così buono che dispiace pensare che il suo destino possa dipendere da quello di Breslow. Al manager è richiesto di ricavare il meglio dai propri giocatori, agendo in modo flessibile e adogmatico. Fin dall’inizio, Tracy ha fatto bene entrambe le cose. Ha dimostrato pazienza con i giocatori meno esperti costretti a ruoli più regolari e fiducia nei rookie che dovevano ancora superare test significativi. Per esempio, ha messo in panchina Caleb Durbin per una settimana, quando non riusciva a toccare la palla neppure con un remo, ma non lo ha mai abbandonato, fino a riportarlo in una squadra dove si è dimostrato uno dei protagonisti fondamentali.

Come esempio delle sue capacità di gestione forse possiamo raccontare che prima della pausa per l’All-Star Game Tracy ha tenuto una breve riunione di squadra in cui il messaggio era: prendetevi una pausa per rilassarvi, ma rimanete focalizzati sul baseball. C’è altro lavoro da fare tra qualche giorno. Per rimarcare il concetto Tracy ha organizzato un allenamento facoltativo di squadra al Fenway Park giovedì per assicurarsi che il gruppo fosse pronto per le quattro partite contro la migliore squadra dell’American League. Quasi il 90% della squadra si è presentato a questo allenamento e dal giorno successivo tutto questo impegno si è subito tradotto in risultati tangibili, mettendo in mostra diverse strategie.

In gara uno hanno annichilito i rivali sfruttando una partenza fenomenale. In seguito i Red Sox hanno mostrato i muscoli con una vittoria in rimonta, mettendo a segno tre fuoricampo, mostrando così la potenza che era mancata nei primi tre mesi. Domenica, però, nella loro vittoria per 6-1 hanno adottato un approccio molto diverso. Quando nel terzo inning hanno segnato tre punti portandosi sul punteggio di 4-1, lo hanno fatto senza battere neppure una valida e senza che la palla uscisse dal diamante, grazie a una base su ball, un battitore colpito, un’altra base su ball, una palla mancata, un lancio pazzo e una scelta della difesa. Affrontando e battendo  Tampa Bay proprio sul terreno dell’opportunismo, a loro così congeniale.

Quando una squadra è in uno stato di grazia come quello attuale dei Red Sox, la paura che la opprimeva prima scompare, sostituita da una tranquilla fiducia che, in qualche modo, le cose si risolveranno per il meglio. E’ difficile ritenere che il merito di tutto questo non sia attribuibile a chi conduce la baracca.

Ovviamente il manager non può fare nulla se il materiale umano non è affidabile e quindi ci sono altri protagonisti su cui mi piace puntare l’attenzione in questo momento.

Uno è Wilyer Abreu. Nella Wild Card Series dello scorso autunno allo Yankee Stadium, Cora era talmente bloccato dalla fissa sui matchup lanciatore-battitore: c’era totale scetticismo sulle capacità di Wilyer Abreu di battere contro lanciatori mancini, tanto che alla fine decise di schierare Nate Eaton all’esterno destro al posto di Abreu in due partite consecutive contro Max Fried e Carlos Rodón. Nove mesi dopo, la situazione è cambiata radicalmente. Avendo avuto la possibilità di affrontare lanciatori mancini da titolare a tempo pieno per la prima volta in carriera in questa stagione, Abreu — che sabato ha messo a segno due fuoricampo proprio contro mancini, incluso il decisivo homer contro il rilievo di Tampa Bay Garrett Cleavinger al settimo inning — ha ampiamente sfruttato l’occasione. Difensore eccezionale che aveva dominato contro i lanciatori destri all’inizio della sua carriera, Abreu ha dominato anche la nuova sfida. In 97 partite, Abreu ha una media battuta di .357 con cinque fuoricampo, nove doppi, una percentuale di slugging di .589 e un OPS di 1.023 contro i mancini quest’anno.

Un altro protagonista è Jake Bennett, che venerdì è stato ancora una volta dominante, continuando la sua serie di ottime prestazioni. Il rookie ha avuto bisogno di soli 65 lanci per demolire gli avversari. L’unica valida subita da Bennett è arrivata al quarto inning, quando Caminero ha messo a segno un singolo con un out. Con questo successo Jake Bennett è diventato il quarto lanciatore nella storia della franchigia dal 1920 a registrare una serie di sei partite (minimo 30 inning) con una ERA inferiore a 1,20 e meno di Classification: Public cinque basi su ball concesse. In precedenza, per dire, ci erano riusciti solo Pedro Martinez, Roger Clemens e Chris Sale. Garrett Crochet è out dal 29 aprile per un’infiammazione alla spalla sinistra e il suo rientro ancora non è pronosticabile, visto che non ha ancora inserito i lanci nella sua routine. Nessuno mette in dubbio il suo ruolo di asso della rotazione, ancora, ma farebbe bene a darsi una smossa prima che Bennett gli rubi la posizione.

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12 thoughts on “L’importanza di chiamarsi Tracy

  1. Mi sforzo di mantenermi calmo, senza alcun successo.
    Mi ripeto che i Sox sono una squadra senza veri fuoriclasse in attacco, fatta eccezione per Contreras, e composta soprattutto da ottimi mestieranti pieni di buona volontà.
    Mi ripeto che il pitching, sia dei partenti sia del bullpen, non può continuare a questo livello: semplicemente non sarebbe umano.
    Mi ripeto che Chad Tracy propone un baseball semplice, essenziale, senza magie né trovate rivoluzionarie: le basi fatte bene, poche complicazioni, tanta concretezza. E mi chiedo se questo possa bastare fino in fondo.
    Mi ripeto tutto questo. Ma è inutile.
    Sono in totale fibrillazione e ormai la mia giornata ruota attorno alla partita dei Sox. Sono senza speranza 🙂

    • Benvenuto nel club!
      Se può tranquillizzarti sono andato a controllare le previsioni di Fangraphs. In questo momento, presupponendo che pigiamini e raggetti non crollino, siamo in piena corsa con Mariners e Guardians per due posizioni wild card.

  2. Per descrivere questi Red Sox o anche solo per parlarne abbiamo bisogno di una grammatica e regole e matematica nuove …..
    GO SOOOOOOOOOOOOOO(XIV)

  3. Non esageriamo con le iperboli, perchè poi ci mancherebbero le parole quando succedono cose extra ordinarie. Cleveland nel 2017 portò la sua serie di vittorie a 22, terminò la RS con 102W per perdere le DS con quelli là

    • La Stagione si è inoltrata negativa con, tra l’altro, gli incidenti a Crochet e Story e Roman Antony e la defenestrazione di Cora … l’attuale serie di W mi sembra felicemente surreale 🙂
      GoSox!

  4. Amen. Doveva capitare no?!
    Ora sarebbe importante, tanto, riprendere subito il filo, magari approfittando del momento non proprio entusiasmante di Blue Jays (3-7) e Athletics (2-8).
    LET’S GO SOX!

  5. Non sono scaramantico, ma visto come andavano le cose ho aspettato fino all’interruzione della striscia di W prima di riprendere a scrivere. 😁
    Squadra completamente capovolta, i miracoli di questo meraviglioso gioco!
    Ora coltivo una piccola speranza di vedere arrivare uno slugger…

  6. Questa poi … non me lo sarei mai aspettato e infatti già a fine aprile sonnecchiavo davanti alla tv, sperando di costruire il lineup degli anni venturi a partire da questo mercato estivo, magari con un altro CBO. Non sarà così, si sono guadagnati tutti la chance di competere quest’anno per i playoff e chissà … senz’altro sonnecchio molto meno

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