Finalmente la serie di vittorie consecutive dei Red Sox si è conclusa e, dico io, fortunatamente ad una quota non eccessivamente elevata, tale per cui sarà sicuramente una vicenda memorabile, ma non abbastanza da diventare storica, con il rischio di assorbire tutte le energie psicofisiche di una squadra che ha mostrato diverse fragilità. L’obiettivo infatti non è quello di fissare dei meri record statistici fini a se stessi, ma puntare a vincere qualche titolo, dopo un digiuno di una lunghezza smisurata.
L’andamento della prima partita con Toronto credo sia rassicurante sul fatto che i ragazzi siano correttamente focalizzati. Dopo aver perso la finale della serie con Baltimora (frutto di disastroso primo inning di Rivera), e un rest day, abbiamo affrontato i canadesi con immutata garra, imponendoci nel finale nonostante aver subito una rimonta.
La palla iniziale va in mano a Patrick Sandoval, che venerdì lanciava la terza uscita come starter, dopo quasi due anni di stop a seguito dell’intervento Tommy John, subito quando era con gli Angels nel 2024.
Poteva non farne neppure una se Early, Crochet e Suarez non fossero fuori gioco per infortuni, ma il suo arrivo tempestivo si è rivelato prezioso. Con Boston ha vinto tutte e tre le sue partite e il suo carico di lavoro è aumentato di circa 10 lanci a ogni uscita. Nelle stagioni in cui arrivano risultati sono determinate anche dal contributo di giocatori non esattamente centrali.
Ieri ha lanciato per 4.2 inning senza subire punti, concedendo cinque valide e due basi su ball, con tre strikeout, ma la sua serata sembrava destinata a essere ancora più breve con un primo inning thriller in cui dopo aver ha commesso un errore nella prima azione di gioco, aver recuperato con 2 out veloci, sembrava avesse perso la zona di strike riempiendo le asi con due out, con due basi su ball consecutive. Una tipica sliding door al primo inning che Sandoval imbocca nel verso giusto eliminando per strike out Davis Schneider.
I Red Sox lo hanno supportato segnando un punto nella parte bassa del primo inning (solo homer di Seigler che ha registrato la sua prima partita con quattro valide in carriera) e altri due nel terzo per fuoricampo di Rafaela . A quel punto gli mancavano tre eliminazioni per poter ottenere la sua prima vittoria, se fosse riuscito a completare il quinto inning.
Ma dopo Clement eliminato in prima per facile una palla a terra, Sandoval ha concesso un singolo e un doppio. Quando George Springer è entrato nel box, Tracy ha valutato le sue opzioni, visto che il suo mancino aveva già effettuato 76 lanci. Se Sandoval fosse riuscito a eliminare rapidamente l’esterno All-Star, avrebbe potuto rimanere in campo per provare a terminare l’inning contro Alejandro Kirk.
Sandoval alla fine è riuscito a far battere una palla in foul a Springer, presa dal ricevitore, ma ci sono voluti otto lanci, con una velocità in calo (97, 96, 95 e 96 mph) per i suoi ultimi quattro lanci).
Così Tracy decise di non correre ulteriori rischi e ha chiamato Guerrero per terminare il quinto e sesto inning, un altro esordiente protagoniste dell’exploit della squadra. Guerrero, ha raggiunto le tre cifre con otto delle sue 12 palle veloci venerdì in 1.1 inning senza subire punti, toccando la velocità massima di 103,2 mph. Con ciò, la sua velocità media della palla veloce nelle major league in questa stagione è aumentata esattamente a 100,0 mph. Guerrero ha lanciato 150 palle che hanno raggiunto le tre cifre da quando è stato ha promosso dalla Triple-A il 22 maggio.
Sandoval ha lanciato 51 dei suoi 84 lanci in zona strike, concedendo cinque valide e due basi su ball. Ha messo a segno tre strikeout, abbassando la sua ERA a 3.21. Mentre lasciava il monte di lancio e si dirigeva verso la panchina, i tifosi dietro la panchina gli hanno tributato una calorosa, seppur breve, ovazione. La cosa è insolita per un lanciatore che lascia il campo così presto, ma il pubblico di Boston è abbastanza perspicace da capire che, date le circostanze, si trattava di una ottima prestazione in un percorso di crescita.
Dopo la gara Tracy ha dato alcuni aggiornamenti sui lanciatori infortunati. Il ritorno di Suarez, già previsto per questa settimana, potrebbe avvenire domenica, anche se non è ancora certo. Per gli altri, nonostante alcuni progressi, invece occorre ancora attendere senza una previsione certa.
Buone notizie intanto da Fort Myers dove Tanner Houck già da un po’ di tempo si allena sul monte di lancio almeno due volte a settimana.
Houck, che si è sottoposto a un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento del gomito nell’agosto del 2025, è quello più avanti nel suo percorso di riabilitazione rispetto sia a Oviedo che a Crawford, tanto che si parla della concreta possibilità che torni disponibile per settembre pronto per la corsa ai playoff. Non c’è nulla di certo a parte il fatto che Hock si sta impegnando al massimo per raggiungere questo traguardo. Se tornasse ai suoi livelli, sarebbe in grado di dare un contributo sia dalla rotazione che dal bullpen, alleviando lo stress dei 3 rookie, che si stanno rapidamente avvicinando ai loro massimi in carriera per il numero di lanci stagionali.


Ciao Connely Eraly. E grazie. Benvenuto Curtis Mead.
Ottimo test, per capire se il nostro Front Office ha buon fiuto anche sui giovani battitori … sicuramente non ha paura di rischiare