Tanto tuonò che piovve

Temevo, anzi ero sicuro, che la serie con gli A’s potesse riservarci dei dispiaceri e l’ho anche scritto cercando una scaramanzia che, purtroppo, non è stata minimamente efficace. Loro sono una squadra in fase di demolizione, separata dalla propria tifoseria, parcheggiata a Sacramento in attesa del 2028, quando porteranno il loro baseball nel Nevada meridionale. La cosa migliore che possono fare in questo periodo è rovinare i piani delle squadre ancora in corsa per i playoff. (Speriamo che siano altrettanto efficaci con Tampa Bay a partire da oggi).

Hanno trovato una squadra che da giugno va a tutta velocità una su terreno dissestato, nella quale, senza preavviso, c’è stata la contemporanea flessione di alcuni uomini chiave e una emergenza da sovraccarico nel bullpen, anche a causa della maratona di 13 inning giocata mercoledì.

Jake Bennett è stato una sorpresa inaspettata questa estate, ma non dobbiamo dimenticare che è un giovane esordiente, spremuto come un limone, che stabilisce nuovi record personali di inning lanciati ogni volta che scende in campo, Sebbene ci abbia fatto dimenticare l’assenza dell’asso della nostra rotazione, sabato non era nella sua forma migliore. 

Aveva concesso quattro punti al sesto quando, dopo un turno in battuta di 12 lanci, concedeva una base a Butler. Quello è stato il segnale per Tracy per cambiarlo, in svantaggio di un punto.

Slaten,avendo effettuato 17 lanci il giorno prima, anche lui non era al meglio, ha finito per concedere una base e un doppio, che, facendo levitare il vantaggio degli A’s da uno a tre punti, praticamente metteva fine alla partita. 

Domenica, in assenza di partenti disponibili, era in programma una partita di bullpen, il cui inning di apertura è stato affidato a Miller. In realtà il partente era Bello, ma, come è noto, lui ha bisogno di un opener che lanci il primo inning.

Il contrasto tra le prestazioni di Bello come starter rispetto a quando entra a partita in corso dopo un opener, mostrano un divario statistico impressionante: la ERA crolla da 10.35 a 0.71, il WHIP (Basi+Valide per Inning) da 2.21 a 0.91, la Media Battuta Avversaria da .356 a .213. Il problema però è trovare un opener. Prima di Miller ne sono stati provati molti, ma ancora nessuno sembra aver pienamente convinto. 

In questa occasione Bello lancia 4 inning completi, lasciando Boston avanti di un punto, una situazione che si è protratta fino alla fine dell’ottavo. Il problema arriva quando sul monte ci sono Garrett Whitlock e Aroldis Chapman, i due rilievi più affidabili, che non sono riusciti a portare a termine il lavoro. Per entrambi ci sono motivi di frustrazione per come sono andate le cose.

Con 2 out e uomo in seconda, Whitlock aveva già lanciato a Jonah Heim tre sinker che avevano portato il conto sullo 0-2. A questo punto Whitlock e Jake Rogers decisero di insistere con un quarto lancio dello stesso tipo, nonostante Heim lo avesse inquadrato, toccandolo due volte in foul. Il lancio, alto ed esterno, non ha un problema di esecuzione ma di selezione. Col senno di poi avrebbero dovuto provare un cambio di velocità o uno slider. La palla battuta da Heim a 145 km/h,  ha volato per 92 metri sul campo sinistro. Ci sarebbe stato bisogno di una presa eccezionale di, per evitare a Withlock la blown save.  Sembrava una giocata che Duran, un difensore sopra la media, avrebbe potuto portare a termine, ma la palla tocca cade e la partita va sul 3-3. 

Chapman ha poi concesso il punto decisivo dopo aver eliminato i primi due battitori nel nono inning. Alika Williams, autore di un singolo, ha tentato di rubare la seconda con Chapman che assisteva in prima avviando l’azione che potenzialemente avrevve dovuto concludere l’inning,  ma Willson Contreras non ha effettuato un lancio pulito verso il seconda base e la palla è finita in campo esterno. Williams ha così segnato sul doppio di Max Muncy, portando il punteggio sul 4-3 per gli A’s.

Tutto questo però non sarebbe stato sufficiente per perdere se l’attacco dei Red Sox, che è stato magico per gran parte delle ultime sei settimane, non fosse improvvisamente regredito alla fase pre larvale e una pitching solo decente non ce l’ha può fare senza run support. Domenica sono riusciti a segnare quattro punti, ma senza potenza, basandosi principalmente sulla velocità per conquistare basi extra. L’attacco basato sul gioco di squadra è stata una componente decisiva nei momenti cruciali, ma sono stati soprattutto i fuoricampo a innescare la svolta della stagione. Dalla pausa per l’All-Star Game, i Red Sox hanno realizzato 33 HR, stabilendo il terzo miglior risultato in Major League in quel periodo. Negli ultimi incontri, a parte una volata di Wilyer Abreu i contatti sono stati perlopiù deboli e Boston non ha messo a segno nemmeno una battuta extra-base. È la prima volta che i Red Sox perdono in due giorni consecutivi dal 21 e 22 giugno, e la prima serie che perdono quella di fine giugno contro i Nationals. L’incantesimo sembra che si sia rotto e luglio purtroppo sembra essere proprio finito.

Tutto questo, ovviamente, non giova alla classifica. Tampa Bay, in striscia positiva da 6 partite, allunga portando a 7 le GA e riducendo al lumicino le nostre speranze (già effimere) di poter inserirsi nella lotta per la division. Purtroppo perdiamo terreno anche da quelli là, che vincono una serie molto combattuta con Atlanta, funestata da una tremenda chiamata arbitrale. Nella partita di sabato, durante il quinto inning, a Sale è stato attribuito il terzo balk in carriera, una  chiamata che ha fatto entrare un punto decisivo.

L’arbitro ha sostenuto in una intervista che Sale non avesse dichiarato formalmente l’intenzione di lanciare dalla posizione di caricamento, ma nessuno ha capito il significato delle sue parole visto che.Sale aveva usato la stessa meccanica in occasioni precedenti, senza problemi. La tensione è continuata anche il giorno seguente, portando a una nuova di Sale prima dell’inizio del match.

PS: Rutschman si è aggregato alla squadra che domenica sera è partita per Toronto per disputare una serie di quattro partite contro i Blue Jays a partire da lunedì. Il programma prevede che si alleni al Rogers Centre con i compagni di squadra per eventualmente  tornare a disposizione per la partita di martedì.

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2 thoughts on “Tanto tuonò che piovve

  1. Per chi ha perso la partita, ecco l’unico modo in cui adesso riuscimo a segnare: con Sogard in prima, Siegler in seconda e un solo out, il tabellone dello stadio segna erroneamente due out. Rafaela batte una facile palla alta al centro, i Jays fanno la presa e, ingannati dallo schermo, festeggiano pensando che l’inning sia chiuso. Mentre Toronto cammina, Sogard avanza e Siegler corre a casa base segnando. Dopo 15 minuti di review da New York il punto viene convalidato. La verità è triste: non riusciamo a segnare normalmente, tanto da lasciare persino Duran piantato in terza al nono inning; l’attacco è sparito di colpo e i fantasmi di Cora si aggirano su Toronto… A inzio stagione giocavamo esattamente cosi’

  2. Una certezza del baseball è che non hai e non avrai mai visto abbastanza 🙂 riuscirà sempre a sorprenderti: l’unico punto di Boston ieri ne è una conferma.
    Non so se il classificatore ne è uscito indenne …

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