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Tra Texas e Minnesota

Se qualche buontempone mi dice che tra il Texas ed il Minnesota ci sono svariate migliaia di chilometri di prateria ci facciamo una bella risata, i nostri esploratori rossi nel loro viaggio nell’America profonda hanno trovato nel weekend un paio di successi che animano il nostro spirito, anche quello della bacheca messaggi e ci fanno fare un buon passo in avanti in una AL East che non sembra così mortifera come doveva essere. Il 2-1 in Texas ci rivede arrivare sopra la mitica quota .500 e continuano a vedersi dei segnali certamente confortanti; dicevo dei nostri esploratori delle praterie : si sono rimessi in sesto dopo qualche acciacco, stanno riprendendo il loro standard (speriamo …) e si sono solo inceppati di fronte ad un mostro sputafuoco nippo-iraniano venuto da Sapporo (in pratica la versione umana di Godzilla), ma d’altra parte contro i mostri servono i supereroi della Marvel e non ce li vedo Napoli e Pedey al posto di Ironman e Spiderman.

Il primo bel segnale è la complessiva solidità del monte di lancio, 5° posto per ERA di tutta l’American League e primo con un certo vantaggio tra le squadre della AL East, stiamo ritrovando anche un bullpen “serio”, abbiamo tre partenti che possono mettere in difficoltà tante squadre e prima o poi spero che le nostre pompatissime minors ci diano finalmente un giocatore per sostituire in qualche modo Doubront e/o Buchholz. Già in passato avevo detto quanto fossi poco convinto delle doti di Clay Buchholz, se devo essere sincero il giorno che dovesse arrivare in squadra Owens o DeLaRosa io Buchholz lo vedrei bene nel famoso pacchetto da mandare a Miami per prendere il Giancarlino che parecchi di noi vedrebbero bene vestito di rosso.

Il secondo segnale molto buono è certamente Shane Victorino, la sua maestria in difesa dona una solidità complessiva al nostro outfield nemmeno paragonabile a quella che c’è con l’hawaiano fermo ai box e oltre tutto con lui in squadra anche la solidità offensiva cresce visibilmente, se non altro con un Pedroia vicino alla sempre fatidica media .300, Shane e Pedey sono quell’1-2 che ci serve per dare un po’ di pepe ad un attacco che sente di non avere tutti i cilindri che ci vorrebbero nel motore per vincere il Gran Premio.

Infatti un tema di cui s’è discusso parecchio, c’era anche tanto di articolo sul sito MLB, è proprio l’estrema difficoltà che accusano i nostri con le basi rubate, insomma … il non avere un leadoff canonico. I nostri amici sabermetrici continuano a dirci che le rubate contano il nulla o poco più, io cerco ancora di prendere questa materia in dosi non eccessive e resto abbastanza legato a questo fondamentale, non mi sembrava male avere un vero leadoff gli anni scorsi, l’unico con le stimmate (leggasi velocità) per poter svolgere questo ruolo è ovviamente Jackie Bradley ma finchè le sue cifre restano quelle che vediamo non se ne potrà fare nulla, ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto lo scorso inverno provvedere con un giocatore veloce “vero” ed invece ci siamo presi un velocista del passato (Sizemore) , in pratica volevamo Usain Bolt e ci siamo ritrovati Carl Lewis con qualche decennio di ritardo. Fatto sta che al momento siamo 28°mi come rubate ed anche con un “bel” 50% di colti rubando e non c’è nessuno che s’avvicini a questa cifra.

Quindi … serata di riposo per poi andare verso il Minnesota, col suo freddo, i suoi laghi e le non disprezzabili fanciulle che mi dicono alberghino da quelle parti, non a caso tante oriunde svedesi o scandinave in generale. Come cantava Rod Stewart un bel po’ di anni fa : “Blondes have more fun”. I nostri spero non pensino a queste cose (alle bionde … non ai laghi ed ai boschi) perchè questo giorno di riposo darà poi la stura ad una serie con 22 partite in 23 giorni, dopo aver fatto 3 day rest in 8 giorni capirete anche voi che a volte sembra che il calendario non venga pensato ma fatto completamente a casaccio.

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