Pagelline 2022

Ecco le pagelle, non so se sarò buono o cattivo, di sicuro l’eliminazione del mio guru Terry Francona, per di più contro “quelli lì” non mi induce all’amore fraterno. Come sempre .. solo giocatori che abbiano finito l’anno da noi e che abbiamo giocato un numero accettabile di partite

Verdugo : 7 – Alla fine che giocatore è ? Non è un all-star e non credo che lo sarà mai, ma è consistente, ha durabilità, è un Trot Nixon dei tempi moderni ? Direi di sì

Bogaerts : 8½ – E sono dell’idea che se si spostasse in seconda sarebbe anche da 9. Il suo possibile, non so quanto probabile, canto del cigno nei Sox chiama 307 di avg. Se il liquidatore fallimentare (detto Chain Bloom) vuole farsi detestare sa cosa fare.

Devers : 8½ – In una squadra normale sarebbe una base imprescindibile del futuro, in questi Sox non so. 295 di avg. 27HR nonostante qualche acciacco. Devers ha due grossi difetti per i nostri maggiorenti : è un prodotto di gestioni precedenti e non viene da Tampa.

Martinez : 6½ – L’impressione che l’anagrafe cominci a presentare il conto è palese. Il calo come bomber lo è ancor di più. Se sarà addio, come credo e come penso sia giusto, dovrà ricevere un applauso oceanico. E’ riuscito a sostituire Big Papi nel ruolo senza farci disperare. Vi sembra poco ?

Dalbec : 4½ – Quando un giocatore di 27 anni anzichè progredire lo vedi regredire direi che non ci siamo. 215 di avg. è pochissimo, quella sensazione di pulcino spaurito nel box è orrenda. E’ ora di congedarlo ?

Story : 5 – Speriamo di non essere gli ultimi ad essere stati fregati dai giocatori di provenienza Rockies, forse va spiegato al ns. front office che ai 1600 mt. di Denver la pallina viaggia, però Boston è sul mare. Se gli acquisti top di Bloom rendono come Story allora è meglio che continui a comprare delle mezze calzette

Hernandez : 5 – Annata deragliata causa infortuni. Oddio … anche quando ha giocato non è che abbia entusiasmato. Diventato free agent, si discute se offrirgli un contratto o no. Per me la risposta è NO !!!

Arroyo : 6½ – Meriterebbe un mezzo voto in più per non essersi opposto all’impiego nell’outfield. Un buon prezzemolino impiegato in 6 ruoli diversi, alcuni con profitto, altri decisamente meno.

Cordero : 3½ – Mi sembra di sparare su uno a sedere sulla tazza del WC (scusate il fine francesismo). Ha .219 di avg, pensate che almeno abbia finito in crescendo ? Nossignore, nelle ultime 30 partite ha un ragguardevole .156 … ed in difesa mia madre 83-enne è meglio. Va mo là

Duran : 4½ – La scorsa settimana mi capitò di rivedere un match di Roberto “Manos de Piedra” Duran. Lo spettacolo era leggermente superiore che vedere Jarren Duran giocare al Fenway. Il gemello di Dalbec ?

Refsnyder : 7½ – La sorpresa dell’anno. Da quarto esterno mi starebbe anche bene, se si pensa ad impieghi maggiori allora siamo da TSO

Pham : 5½ – Un altro ipotetico quarto esterno che ha giocato titolare nei due mesi finali. Ci sono un numero spropositato di quarti e quinti esterni nei Sox, Peccato manchino i primi tre.

Pivetta : 6 – Preso a pallate nella AL East, bene contro le altre squadre. Aspetta un attimo … in quale division giocano i Sox ?

Wacha : 7½ – Ha finito un po’ sulle tele; Giocatore da un anno e via ? Possibile, d’altra parte ha giocato in 4 squadre diverse negli ultimi 4 anni. Quando cominci a denunciare problemi alla spalla … mmmhhh

Hill : 6½ – Ha senso rammaricarsi se un 42-enne salta due mesi per infortunio ? Ma soprattutto ha senso riempire la squadra di giocatori con problemi di “durability” ? Comunque il vecchio mestierante il suo l’ha fatto

Eovaldi : 7 – Anche lui ha avuto problemi alla spalla ed essendo free agent mi chiedo se si sia ai titoli di coda. Se non sarà più coi nostri merita però una birra pagata per ogni volta che si dovesse presentare in New England. Con gli Eovaldi si può anche sperare, con le mezze seghe che c’hanno propinato NO

Whitlock : 6½ – Le cifre (3,45 di ERA, 1,02 di WHIP) sono meglio dell’impressione generale che ho ricavato dalla sua annata, m’è sembrato a volte un po’ travolto dagli eventi, ma sfido a non farsi travolgere coi compagni di bullpen che s’è ritrovato

Crawford : 4 – L’unica cosa buona è il nome di battesimo che ricorda una tipologia di lancio. OK … c’è una K al posto di una C

Winckowski : 4 – A differenza di Crawford non ha nemmeno il nome “curioso”. 70 inning nelle Majors per un giocatore così dimostrano che c’è davvero speranza per tutti nella vita

Schreiber : 7½ – Vicino ai suoi compagni di bullpen sembrava come una cheerleader dei Dallas Cowboys vicino a Frau Blucher (iiihhhh ….. nitrito di cavalli). Se non avete capito la citazione mi spiace per voi.

Brasier : 4 – L’ombra del giocatore che diede un valido contributo negli anni scorsi. Quasi 6 di ERA, 5 opportunità di salvezze, 4 buttate nel cesso.

Houck : 6½ – Vale il discorso fatto per Whitlock, meglio le cifre (3,15 di ERA) che l’impressione generale. Visto però il contesto il buon Tanner è da tenere con cura, anzi andrebbe quasi coccolato

Bello : 5 – 57 inning di esperienza per un giocatore apparso troppo acerbo. Occhio che a buttare allo sbaraglio i ragazzini rischi di bruciarli

Strahm : 6 – 44 inning decenti e nulla più, se prendi Strahm o uno dei mille similari che trovi in giro non cambia assolutamente nulla

Barnes : 5 – Il buon Matt è la prova che investire in contratti pluriennali per il bullpen può essere un’arma a doppio taglio. Considerando lo stipendio è un’annata con molte ombre, se non lo consideriamo pure

 

 

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La fine d’un epoca, ma ne inizia un’altra ?

Si chiude finalmente un’annata così insipida che mi fa ricordare certe minestre scotte che capitano viaggiando in paesi dove non hanno grande competenza culinaria; talmente insipida che mi ha fatto mettere da parte i Sox negli ultimi tempi. Da un mesetto non vedo una partita, mi limito agli highlights ed alcune volte mi sono accontentato di leggere il punteggio e mi facevano ridere le offerte che leggevo in giro in quest’ultimo mese, coi biglietti in vendita col 3×2 e semmai con la coca-cola in omaggio. E pensare che non molto tempo fa per entrare al Fenway “quando contava” serviva un mutuo.

Però c’è anche profonda tristezza pensando che stasera saluteremo dei pezzi importanti dei Sox che portarono a casa degli anelli. Se non capiteranno cose strane siamo all’ultima maglia Sox per Bogaerts, Martinez ed Eovaldi. Se uno legge la storia dello sport vede che hanno cambiato maglia Maradona e Micheal Jordan; Ayrton Senna cambiò il colore della tuta tre volte, Joe Montana non ha finito la carriera coi San Francisco 49ers e pure Tom Brady ora sverna con profitto al sole di Tampa. Se hanno cambiato maglia i campioni sommi che ho detto prima, possono farlo anche i nostri; se però questi cambi non sono propedeutici ad un futuro migliore ma sono dettati da altre considerazioni a me non sta bene.

La mia paura, condivisa da molti, è che si sia alle porte dell’ennesima invasione di mezze figure, di giocatori pescati dal sottoscala del baseball, spacciando ovviamente il tutto come mosse strategiche per “far competere i Sox ogni anno”. Se per competere si intende arrivare ultimi, come successoci in due delle tre annate governate da Bloom, allora lo capisco; peccato che per noi competere significhi altro. Non so il perchè ma quando leggo un’intervista ai nostri maggiorenti che ci propinano il loro verbo ho come l’impressione che ci spaccino per cioccolata quello che è sempre marrone ma che fa un odore molto più sgradevole.

Detto ciò va agli archivi un 2022 che ricorderemo per Cordero in prima e per l’assenza cronica di un closer, per Almonte (chi ?) e per dei lineup con Refsnyder quinto dell’ordine di battuta, ma soprattutto ci rimarrà negli occhi quello che dovrebbe ricevere il premio di MVP ovvero James Alston Paxton, 10 milioni di presidenti defunti in cambio di zero inning giocati, se poi pensiamo che ne prese 8,5 da Seattle nel 2021 giocando una ripresa direi che il ragazzo è veramente un grande oppure direi che possiede foto compromettenti di parecchi executive compreso il nostro.

Un saluto a tutti e a risentirci per le pagelline

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Un grigio tramonto

Non avete idea di quanto mi dispiace che il crepuscolo di questo blog, ormai arrivato al suo termine, corrisponda con una stagione grigissima dei nostri Sox; sarebbe stato molto più divertente scannarci discutendo come pazzi, invece che fare da spettatori alle prodezze degli altri. Aggiungiamo anche che oramai s’è diffuso in giro una sfiducia diffusa verso questo gruppo; basta che leggiate la bacheca messaggi di Over-The-Monster per capire come le tematiche “societarie” che agitano i nostri sonni siano comuni anche ai membri della Nation che vivono oltre Atlantico. Non è raro incontrare messaggi di nostri confratelli che prenderebbero Bloom, Kennedy & Soci e li munirebbero di un biglietto sola andata per l’angolo più sperduto dell’Alaska, biglietto al quale gradirei contribuire anch’io al pagamento. Detto ciò e non volendo continuare con la solita tiritera vi butto giù alcune tematiche per cercare di immaginare la costruzione della squadra che verrà.

Campione rotto o mestierante sano ? Cosa sarebbe stato il nostro 2022 se Wacha avesse giocato le sue canoniche 32 partite anzichè molte meno ? Insomma … quanto puntare su giocatori con frequentazione ripetuta della Injured List ? Non lo so … chi mi legge da un po’ sa che io guardo molto la “durability”; sono anche disposto a rischiare su uno che spero possa migliorare di salute; di sicuro mi preoccuperei di avere anche un sostituto all’altezza, ovviamente non un campione ma uno che possa reggere il campo. Il problema di quest’anno era anche e forse soprattutto questo : che le alternative ai titolari fossero delle pippe galattiche (per usare un termine tecnico). Di sicuro io un Paxson non l’avrei preso nemmeno sotto tortura, come credo il 99% dei bipedi abitanti questo pianeta.

Spazio ai giovani o forse no ? Abbiamo visto il debutto di Triston Casas (ma i suoi genitori non potevano battezzarlo diversamente ?). Dicevamo … è vero che i turni nel box sono pochi, però non possiamo non constatare che il ragazzo al momento ha una media battuta inferiore al suo peso. Perchè dico questo ? Non certo per tarpare le ali al ragazzo che è bene che accumuli esperienza nel box in queste settimane, sperando di venire ripagati più avanti, ma per sottolineare anche qui che mandare un Casas allo sbaraglio senza rete di sicurezza sotto potrebbe fargli fare la fine di Dalbec. Per rete di sicurezza intendo un veterano che possa rilevarlo quando le cose vanno male, aiutandolo ad uscire dalla buca. Se ripetiamo l’errore commesso con Dalbec, che è stato affiancato da dei prima base da campionato cipriota, siamo veramente dei pirla. Un Moreland non costa una follia. Ma Santo Cielo … c’è qualcuno che si ricorda i primi due mesi di Pedroia ? Sembrava un impiegato del catasto, però vista la sua difficoltà venne impiegato ad un certo punto in alternanza ad un consumato veterano (tale Alex Cora) perchè imparasse e perchè non sprofondasse tecnicamente e psicologicamente. Invece il povero Dalbec ha avuto come rimpiazzo gente da dopolavoro ferroviario, costringendolo a giocare spessissimo, cosa che per lui non credo sia stata un affarone.

Chiudo con una chiosa : Judge a fine anno è free agent, chissà se a New York si fanno le seghe mentali che ci facciamo noi sui rinnovi. Io, come molti di voi abitanti della bacheca, attendo ancora notizie su X-Man e Raffy. Credo che attenderò come Giovanni Drogo … e che la buon’anima di Dino Buzzati mi perdoni.

PS – Se vedete che il pezzo è incolonnato da schifo è vero. Oggi è sparito nell’editor il pulsante che incolonnava bene, misteri dell’informatica !!!

PS2 – Io son sempre dispostissimo a passare il blog a qualcun’altro anzichè chiuderlo a fine stagione

 

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Una bacheca di inguaribili ottimisti

Due settimane sono passate dal mio ultimo intervento ed in realtà sembrano passati cinque minuti, verrebbe da dire che il Dottor Einstein aveva ragione circa la dilatazione del tempo; dico questo perchè i Sox son sempre quelli, cosa hanno fatto nelle due settimane ? Un po’ le hanno vinte, un po’ le hanno perse, restano il tipico team che galleggia in una mediocrità più o meno aurea, da stare nei paraggi della media .500, meglio delle squadre da fondo classifica, ma senza quelle qualità per essere un vero contender per la zona playoffs, tranne per la nostra adorabile bacheca dove son bastate un paio di partite con Pittsburgh per fare rinascere delle speranze nei cuori di alcuni di voi, cuori certamente più predisposti all’ottimismo del mio.

Negli ultimi tempi avremmo forse avuto qualche speranza in più se i Big Three non avessero avuto un calo abbastanza generalizzato di forma, nell’ultimo mese abbiamo Bogey a .245, Devers a .157 e Martinez a .167; non credo assolutamente che sia un calo psicologico, addirittura c’è chi dice che si siano “smontati” vedendo che i Sox non sono più “la squadra che tremare il mondo fa”. Chi scrive o pensa queste cose verrebbe da dire che non ha mai visto dal “di dentro” come vive una squadra, anzi penso che non abbia mai nemmeno giocato al campetto della parrocchia; in una stagione di 162 ci sono degli “up-and-downs” di forma, il problema è che questa squadra è così povera di talento da non poter prescindere dal nostro “core”.

Voglio dire due parole su Michael Wacha. Siete consapevoli del fatto che se le cifre di Wacha fossero estrapolate su una stagione intera sarebbero cifre da Cy Young Award ? Già … peccato che Wacha abbia giocato praticamente la metà delle partite che occorrono per concorrere ai premi a causa degli infortuni. E se andate a vedere la storia agonistica del giocatore vedrete che gli infortuni sono abbastanza frequenti, tanto è vero che ha cambiato quattro squadre in quattro anni. Quello che mi chiedo è il senso di puntare su questi giocatori clinicamente problematici, ma d’altra parte daremo 10 milioni a Paxton … serve dire altro ?

L’unica cosa che mi ha davvero disturbato in questi ultimi tempi è la dichiarazione del CEO Kennedy riportate anche da voi nella bacheca. Mi verrebbe da dire che lo scopo era di fare lo spiritoso, dire che i Sox hanno il desiderio di continuare a flirtare coi massimi traguardi fa solo ridere confrontandolo coi giocatorucoli presi a dozzine col nuovo regime. John Henry e soci hanno il sacrosanto diritto di disinvestire se ritengono di doverlo fare; spacciare questa politica come vincente sportivamente parlando, come fatto da Kennedy, a casa mia è una presa per i fondelli, pura e semplice.

 

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Boston Red Rays

Riordino un po’ le idee dopo la sarabanda di “emozioni” (se possiamo chiamarle così) emerse dopo la Trade Deadline. A me sembra sempre più che si agisca con quella logica che ha fatto furore a Tampa e che ne sta facendo decisamente meno a Boston. A quale logica mi riferisco ? Si tappa un buco (prima base), per aprirne contemporaneamente un altro (catcher), insomma … quelle mosse un po’ così, stile Rays, che ti chiedi che logica ci sia dietro, logica che risulta incomprensibile a tutti, sperando che almeno chi ha deciso tali mosse abbia un quadro chiaro (anche se cominciamo a dubitarne). quindi …. sempre più Boston Red Rays.

Prima base : chiaramente Hosmer non è più lontanamente il giocatore che furoreggiava a Kansas City e che ricevette dai Padres il contrattone rimasto sul gozzo ai californiani. E verrebbe anche da dire che se una squadra ultra-ambiziosa è disposta a regalarcelo pur di levarselo dalle balle … beh … qualche domanda è lecito farsela. Poi però pensi a chi deve sostituire, “Fiore Mai Sbocciato” Dalbec e “Pippa Cosmica” Cordero, quindi … ben venga Hosmer, se non altro sa difendere e non dovremmo vedere più certi scempi visti da Cordero. Aspettiamo Casas (autore in Triplo di un’annata buona ma nulla più) e se anche Casas dovesse arrivare e Hosmer rendere poco … beh … il veterano ci costa due ceci e tre lenticchie, lo su può tagliare facilmente

Catcher : mah … mah … e ancora mah. Qualcosa l’ho già esposto l’altra volta, più passa il tempo e più che non capisco il senso di liberarsi di Vazquez. Ora giocheremo due mesi con degli onesti backup catcher, però Bloom dice che s’è voluto potenziare la squadra. I casi possono essere : a) ci sta prendendo per il culo b) ci sono dati oggettivi che capisce solo lui. Poi semmai dal prossimo mercato dei free agent ci regalano Contreras (non ci credo).

Outfield : Per Pham ho già detto qualcosa, aggiungo che avrei preferito il classico “rental” di due mesi, anzichè un giocatore in evidente calando di carriera con un contratto (anche pesantuccio) per il 2023. Anche questa non è così spiegabile. Su JBJ invece non posso che dire che umanamente spiace, ma che doveva andare così. Un giocatore con quegli slump prolungati poteva essere sostenibile per i Sox del 2018, quando c’erano satanassi a go-go al suo fianco, ma è insostenibile per i pallidi Sox attuali. Non avremmo mai dovuto riprendercelo, così avremmo rimasto negli occhi l’immagine del JBJ MVP della finale American del 2018; il voto finale allo cambio JBJ-Renfroe datelo voi, a me sembra quasi di sparare sulla Croce Rossa.

Monte : Se c’era un settore dove bisognava fare qualcosa era questo ed il risultato è la partenza di Diekman, giocatore modesto. Ma un monte di lancio zeppo di mezze figure si irrobustisce se ne togli una ? Concetto davvero particolare, la chiudo qui perchè se dicessi quello che penso, dalla tastiera uscirebbe parole che vi assicuro non troverete nella Bibbia.

Bloom : Ricordatevi sempre una cosa : il cane si muove per quanto guinzaglio gli lascia il padrone e ricordatevi anche che John Henry & Soci non sono timidi se devono far saltare qualche testa : Cherington seppe che sarebbe arrivato Dombrowski a campionato in corso, con le ovvie dimissioni del primo e lo stesso Dombrowski fu silurato a stagione in corso, nonostante si fosse vinto l’Anello dieci mesi prima. Da ciò dobbiamo desumere che la politica di Bloom, che ci sembra illogica e perdente, sia gradita alla Proprietà, altrimenti avremmo visto già da tempo Bloom in rampa di lancio come fosse un razzo di Elon Musk. Perchè dico questo ? Perchè farse sbagliamo tutti ad avere Bloom come bersaglio dei nostri strali. O è veramente un incapace o è un semplice esecutore di ordini. E comincio ad essere convinto del secondo caso. Voi mi potreste dire che essere pagati per fare “colui-che-riceve-bordate-al-posto-del-padrone” è un lavoro da individuo senza spina dorsale, io vi risponderei che per la cifra che becca lui io sarei disposto a ricevere una badilata di letame tutti i santi giorni.

Non aggiungo altro, mi  prendo un paio di settimane di sosta “dolomitica” e dato che il pc non serve per arrivare in cima al Piz Boè o al Sassopiatto me lo lascio a casa. Ci si risente tra un po’ e godetevi agosto

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Più domande che risposte

Così un altro pezzetto dei Sox vincenti se ne va : pochi minuti prima della partita contro gli Astros Vazquez è stato ceduto … agli Astros. Se non siamo strani non ci piacciono verrebbe da dire; tanto per cambiare una mossa che per carità di patria posso definire equivoca e che soprattutto si fa fatica ad inquadrare in una prospettiva a medio termine.

Lo dico subito : Vazquez non è un fenomeno, però nell’attuale contesto MLB, dove non ci sono più dei catcher superstar, fa la sua figura tanto è vero che se lo prende una squadra con delle ambizioni comprovate. Sarei curioso di capire quale è il piano di Bloom per un ruolo così delicato per il 2023 : giocare con due catcher backup come faremo in questa fine campionato ? Onestamente mi sarei atteso un’estensione per Vazquez per sottrarlo al mercato in un ruolo dove si fa fatica a vedere un rimpiazzo.

Questa mossa non è l’unica : arriva Tommy Pham, esterno ormai veterano, accompagnato da un carattere definito abbastanza abrasivo, però ha un aspetto positivo per Bloom, ha giocato ai Rays, discriminante che sembra ormai decisiva per interessare ai nostri vertici, la cosa divertente (per così dire) è che il giocatore è in uno slump pesante, cosa non proprio perfetta per uno che starà qui due mesi e poi saluteremo, probabilmente senza alcun rimpianto.

Salutiamo Diekman (uno decente nella banda del buco del bullpen), arriva un catcher (McGuire) che è semplicemente uno che giocherà qualche partita e che fa sembrare Vazquez il nuovo Molina, poi becchiamo qualche minor leaguer che Dio solo sa se vedremo mai nelle Majors. Ma indipendentemente da ciò non si capisce quale sia la politica dei Sox: la cessione di Vazquez ci farebbe dire che siamo sellers, l’arrivo di Pham farebbe pensare il contrario, che il team ci sta ancora provando a non mandare in vacca la stagione 2022. Quindi ?

Quindi boh … io non capisco i nostri vertici, ormai il mio riferimento “Over the Monster” spara su Bloom col mortaio da campagna, il titolo di oggi ovvero “Chain Bloom’s approach fits the definition of insanity” è assai esplicativo. Davvero non si riesce a vedere un quadro chiaro, non lo capiscono dall’America figurarsi se lo capisco io dalla Romagna; vorrei vedere qualcosa che mi desse una speranza, non tanto per il 2022 quanto per il 2023. Voi come vi sentite al pensiero che i Sox affidino a Bloom & soci la ricostruzione del team che si troverà senza JD, Bogey, Eovaldi e Vazquez ? Io per nulla bene …

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Miseria e nobiltà

Se c’era un modo per farci capire cos’erano i Sox e cosa sono diventati direi che la giornata di ieri è l’esempio perfetto. Da un lato avevamo il Mito, la Leggenda di David Ortiz, con un numero sproporzionato di membri della Nation che si son fatti il viaggio fino a Cooperstown semplicemente per rendergli omaggio, per dirgli grazie, per aver trascinato questa franchigia con la mazza, ma soprattutto con l’esempio.

Mentre il nostro Lider Maximo arringava la folla, un numero più o meno simile di membri della Nation assisteva all’ennesimo recital di una versione pallida, sbiadita dei Sox; un gruppo di giocatori di Triplo A, con l’aggiunta dell’unico giocatore “vero” a nome Xander Bogaerts metteva in scena un ennesimo spettacolo all’insegna della povertà di talento, col risultato di rendere ancora più grigio un campionato che sembra aver virato definitivamente verso sud.

Lo so … la squadra, già debole, che affronta questa fase della stagione è ulteriormente indebolita dagli infortuni; ma se riempi il roster di giocatori da triplo A (Dalbec, Cordero) in aggiunta ad un gruppo di “prospetti” che non sembrano destinato a diventare mai dei giocatori “veri”, il risultato è quello che abbiamo visto in questo tristissimo weekend al Fenway, weekend che potrebbe aver sigillato, una volta per tutte, il nostro futuro.

Già … la possibilità che dopo questo weekend cominci la stagione dei saldi, coi Sox che vendono tutto ciò che possono, è una possibilità più che reale. Alla fine s’avvererebbe il sogno dei nostri vertici, cedendo tutti i Sox legati alla precedente gestione, per iniziare finalmente la versione francescana di questa gloriosa franchigia, quella dei roster costruiti al minimo di payroll possibile, tanto la gente al Fenway c’andrà lo stesso. Premesso che ho i miei dubbi, come già espresso altrove, che gli abbonamenti (a NESN ed al Fenway) fiocchino con questa politica, c’è chi dice che tutto ciò sia propedeutico ad un cambio di proprietà. A questo punto lo spero ardentemente.

Questa versione dei Sox, che dei contributori di Over The Monster chiamano Bloom-ball, non mi eccita, non mi lascia nulla; chi, come il sottoscritto, ha vissuto l’epopea di Ortiz e Pedro Martinez, non può entusiasmarsi per Downs e Cordero. Davvero non può. La prossima volta che scriverò avremo le idee più sicure, circa il nostro futuro immediato ed a medio termine, un futuro che mi entusiasma più o meno come una seduta dal dentista.

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I tigrotti di Mompracem

Assistendo a queste prime tre partite contro i pigiamini ho avuto una visione che proveniva direttamente dalla mia infanzia : Sandokan con Yanez de Gomera assieme a tutti i tigrotti che combattevano contro lo stra-potente Impero Britannico. I veloci prahos malesi contro le cannoniere di Sua Maestà Britannica. Come spesso succede la preponderanza negli armamenti conta, ma qualche volta i ribelli la spuntano, semmai puntando sulla scaltrezza e sulla velocità.

Se affronti questi Yankees con una rotation che dice Winchowski, Seabold e Crawford salvare la sweep è già un risultato, avere giocato due partite alla pari per me è tanta roba, segno che comunque questa squadra ha uno spessore emotivo e morale molto alto, merito sempre di quello che comanda nel dugout ovvero Sandokan Cora. Penso che si sia visto anche che Devers non ha paura di nessun bipede sul monte di lancio, Cole è il miglior pitcher che oggi calchi i campi (le avete sentite le cifre dell’ultimo quinquennio ?), Devers non ha paura nemmeno di lui. Io aspetto sempre l’estensione del contratto, spero di non aspettare in eterno come successo con Lester e Betts per esempio.

C’è stato però anche qualcosa che mi ha fatto sacramentare : vedere Cordero che fa cadere un pop in diamante o Arroyo che si perde la pallina su un fly esterno è un qualcosa che mi crea acidità di stomaco, la colpa non è assolutamente dei due ragazzi, è di chi ha creato un team carente in certi ruoli, con una dose di faciloneria non comune, così siamo stati costretti a buttarci in queste acrobazie di lineup che fanno la fortuna dei nostri avversari. Chissà … spero prima o poi di tornare a vedere dei Sox che rispettano le regole del Gioco, anche se ho il dubbio che arriverò prima all’età pensionabile.

Stasera chiudiamo la serie coi pigiami, finalmente la giochiamo mettendo uno “starter” vero (Pivetta) anche se affronterà Taillon che nelle ultime è sembrato un pelo in calando dopo un inizio eccellente, per poi andare alla prossima settimana sfidando … Rays e Yankees, alla faccia della novità. Tutto tace intanto sul fronte mercato, c’è chi si muove, ad esempio Tampa s’è preso l’utility Bethancourt da Oakland; i nostri invece, che sono in una grossa crisi da infortuni sono fermi come un semaforo; sapete cosa vi dico ? Che prendere iniziative non sembra una caratteristica di questa gestione, non facendo nulla non si fanno errori. E’ un comportamento un po’ pavido ? Eh … abbastanza

P.S. – Volevo ringraziare per le attestazioni di stima nei miei riguardi dopo il mio proposito di chiudere il blog a fine anno. Siete molto gentili … ma non è quello che serve. Serve uno che dica : “lo faccio io il blog l’anno prossimo”. Credetemi : non serve mica un dottorato ad Harvard. Serve solo un po’ di verve 

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Salagadula magicabula bibbidì boddidì boo

Ciao amici ! Torno a scrivere dopo un po’, ritardo dovuto a un piccolo intervento chirurgico subito (nulla di che … day hospital), poi c’è stato un problema alla linea internet e poi, per essere molto onesti. un problemino ad una certa vena creativa del sottoscritto che s’è fortemente inaridita (di ‘sta cosa ne riparleremo), sempre ammesso che la vena creativa ci sia stata in passato.

Austin Davis, Kutter Crawford & John Schreiber. Fino a poco tempo fa avremmo pensato che i tre potessero essere i soci d’uno studio legale, oppure un terzetto che furoreggia in quelle sale dove si ascolta musica country col pubblico tutto in stivaloni e stetson. Invece, da ieri, sappiamo che sono i tre che hanno messo insieme la partita più goduriosa (contro chi ???) che ricordi da anni. Tre carneadi, con carriere modestissime da mestieranti, che ieri non hanno fatto scheggiare la biglia da Arozarena, Franco & Co.

A mio parere, mi sbaglierò … ma non credo, il merito è che nel dugout abbiamo un mago, uno capace di far fare latte anche alle galline. Se avessimo affidato la figlia dii Fantozzi ad Alex Cora lui l’avrebbe trasformata in Miriam Leone e probabilmente se lavorasse alla Ferrari a quest’ora Leclerc sarebbe già Campione del Mondo e Binotto lavorerebbe da un distributore di benzina. Grazie ai miei potenti agganci posso  pubblicare qui sotto la sua foto più recente.

Però non vi nascondo che vorrei vedere anche qualcos’altro. Il calendario ci ha messo in questa prima metà di luglio una sequenza di partite che abbiamo tutti ben presente, purtroppo questa serie di partite s’accompagna a molti infortuni di lanciatori. E’ troppo chiedere un rinforzino ? Vorrei vedere un Cora non costretto a delle acrobazie continue, vorrei vedere una franchigia partecipe di ciò che accade in campo e non assente. Invece l’unica cosa che i Sox sanno fare è chiedere ai mestieranti di elevarsi ai vertici, è vero che abbiamo il manager giusto, ma non si potrà andare avanti in eterno a questo modo.

Chiudo con l’inciso dell’inizio : la vena creativa è evaporata. Questo blog ha bisogno d’una cosa : d’un nuovo blogger. C’avevo già un po’ provato mesi fa avendo individuato la persona che mi sembrava più adatta, ma senza successo. Ci fosse qualcuno che ha voglia di ereditare questo blog mi farebbe solo contento. Viceversa non credo che ci sarebbe una stagione 2023. Veramente … la sorgente s’è seccata, continuare così per vivacchiare non avrebbe molto senso. Quindi … blogger nascosti !!! fatevi avanti !!!

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Dopo aver vinto la serie B … ora si va in serie A

Ciao Nation ! Anzitutto volevo ringraziare tutti quelli che m’hanno mandato gli auguri per il mio giretto sull’ottovolante chiamato Covid, il giro è finito e son tornato più o meno al massimo regime. Ma andiamo alle cose dei nostri Sox perchè, come diceva Flavio Oreglio a Zelig, il momento è catartico

Bello essere tornati nella corsa playoffs, eh ? Addirittura siamo attaccati ai Jays e davanti ai Raggetti per i quali è lecito corrispondere lo stesso amore che nutro per il Covid. Aggiungiamo che siamo pari praticamente alla coppia Minny e Cleveland ed il resto dell’American League West e Central ci legge la targa. Tutto molto bello, se non fosse che per fare questa bella rimonta abbiamo assommato vittorie su vittorie … contro una splendida compilation di squadre di bassa classifica e prima o poi le squadre di “serie B” finiscono, quel prima è arrivato ed è stasera a Cleveland.

Avete visto la sequenza di match che c’aspetta ? a Cleveland, a Toronto, a Chicago sponda Cubs (l’unica agevole), poi un tourbillon andata/ritorno con Yanks e Rays, di nuovo Toronto e Cleveland, per arrivare tra fine luglio ed il principio di agosto a sfidare Milwaukee e Houston. Non male. I nostri sono pronti per digerire questo menù parecchio indigesto ?

Io dico di sì … e vi do la motivazione. E’ vero che il calendario recente era morbido, ma è anche altrettanto vero che le partite di aprile non è che avessero un coefficiente di difficoltà molto differente, se in questo giugno s’è vinto partite che ad aprile si perdevano significa che ora i nostri “fanno baseball” e non anti-baseball. Il monte continua a reggere e tra breve dovremmo rifare la conoscenza di Chris Sale, che se anche tornasse al 60% sarebbe un rinforzo coi fiocchi ed in attacco non sembriamo più quella strana squadra che affrontavi tirando 4 palle in terra a Bogey, Devers e JD e ti giocavi gli altri sei in scioltezza. I tre amigos son sempre caldi ma ora non sono più dei profeti in mezzo al nulla, a noi basta che gli altri facciano “il loro”, aggiungo una menzione per Duran che non sembra più il pulcino spaventato che parve l’anno scorso, e poi a me un leadoff con le ali ai piedi piace proprio come concetto di base, un po’ come tutte le “regole storiche” del Vecchio Gioco.

Quindi stasera prima tappa del tour-de-force in quel di Cleveland. Pecco di scarsa considerazione dei nativi se dico che Guardians mi fa pena ? Son cresciuto con gli Indians ed il capo Wahoo in Ohio … ed a Nettuno, così come quando iniziai a guardare la NFL c’erano i Washington Redskins che facevano faville. Erano così lesivi questi nicknames ? Tempo fa lessi un’intervista al capo della Nazione Navajo che dichiarò di non essere offeso per nulla dal termine “redskin” e che anzi tifava come un matto per la squadra della capitale. In America sono fatti così : seguono in maniera pedissequa queste “questioni d’immagine” e poi tralasciano i temi davvero decisivi. Forse qualcuno ricorderà che anni fa arrivarono a vietare Speedy Gonzales su Cartoon Network perchè lesivo, a loro dire, dell’immagine dei messicani. Furono gli stessi messicani che, con petizioni di protesta, imposero il ritorno di Speedy, a loro vedere “el raton mas rapido de todo el Mexico” che disponeva a piacere del gatto gringo divertiva assai. Forse se ci fosse più equità da parte della polizia ed in certe corti di giustizia i nativi, i latini e le altre minoranze sarebbero ben più contente che non vedere Indians e Redskins.

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