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Cercando un punto di svolta

Chissà se questa vittoria strana, ottenuta facendo vedere una volta di più tutto il buono e tutto il cattivo di questa squadra, può dare un po’ di spinta ad un ambiente in difficoltà ed essere una piccola svolta. Questo homestand da 10 partite lo aspettavamo con molta attesa, lo aspettavamo all’interno di un periodo con un mucchio di partite al Fenway e con pochissime trasferte sperando che fosse la spinta per fare un bel balzo in avanti nelle classifiche. Invece giocando molte partite di livello basso, aggiungendone semmai anche un paio di sfortunate ed ecco che otteniamo quattro vittorie in tutto, direi che certamente stiamo vivendo il peggior periodo dell’anno, dando una chiara impressione di un team in regresso di forma, regresso questo che ingigantisce i problemi che andiamo dicendo dall’inizio dell’anno.

Tutte le stagioni hanno un momento dove avviene il click che accende il futuro di una squadra, oppure quello dove senti che la situazione stia volgendo irrimediabilmente al peggio; ammetto che avevo sentito degli scricchiolii sinistri che mi facevano propendere d’essere arrivati  al secondo punto, per esempio vediamo che i buchi del monte di lancio diventano delle voragini, con i famosi due spot che non si sa a chi assegnarli : Rodriguez continua ad offrire un rendimento che è una pallida controfigura di quello offerto l’anno scorso, Buchholz invece ormai sembra più che altro un sopportato, almeno dal pubblico del Fenway che gli ha tributato dei fastidiosi applausi di scherno al momento del primo battitore eliminato, dopo aver beccato un homerun da quello spaventoso bombardiere che si chiama Tim Anderson (primo HR in carriera) e un doppio contro il recinto; e riguardo al bullpen non si sa più cosa dire se non che stiamo parlando di un’autentica banda del buco : una volta crolla Koji, una volta Tazawa, semmai la volta successiva potrà essere Hembree o chi altro volete voi.

E visto che quando piove si rischia anche di beccare la grandine diciamoci pure che l’attacco è un minimo in calando, direi dal cambio del mese : lo è perchè era oggettivamente impossibile reggere quel ritmo folle di aprile e maggio e lo è perchè stiamo cominciando a pagare gli infortuni, non so quale sia la maledizione che colpisce chi gioca da esterno sinistro, fatto sta … fuori Holt, fuori Swihart, stasera fuori Young … ho un incubo, il ritorno di Rusney Castillo, quando hai tre in un lineup che si chiamano Vazquez, LaMarre e Marco Hernandez rendiamoci conto che abbiamo tre uomini che fanno fatica a reggere le Majors col loro bastone.

In questo panorama grigio c’è motivo di coltivare qualche speranza ? Certo che c’è, io mi sento di dire che l’impianto del lineup è sempre una forza, potrà essere un attimo in down, ma la consistenza media è sempre eccellente e lo sarà ancora di più se torneranno alcuni degli infortunati, forse ci manca un buon bench-player, anche quello è un ruolo che dovrebbe essere fornito in primis dalle nostre minors, diciamo che tra gli uomini chiamati dal piano di sotto ce ne sono alcuni validi ed altri meno, ma non credo che poi altrove, nelle altre squadre, la situazione sia diversa; non sarà certo colpa dei bench-players se la stagione dovesse andar male alla fine. Sul monte invece non so proprio più cosa dire; sempre ammesso che si vada al mercato come buyers (se continua così rischiamo di andarci ancora come sellers) serve un partente serio ed almeno un paio di rilievi buoni, nella bacheca si chiedeva a Dombrowski di far uscire un coniglio dal cilindro, un coniglio mi pare poco, per come siamo messi mi pare che gli venga chiesto di far uscire un ippopotamo dal cilindro.

All’orizzonte c’è un viaggetto in Texas contro la squadra nettamente al numero 1 della classifica di American League, non so davvero cosa aspettarmi, la grandissima forza dei Rangers sono le partite strette, nei classici “one-run game” ad Arlington sono 17W-4L, quel genere di partite sono decise dal bullpen voi mi insegnate … ecco appunto … mi sa che bisognerà fare dei punti in principio perchè se arriviamo a giocarcela in volata potremmo andare a sbattere contro un muro. Per chiudere qualche pillola per stimolare semmai la discussione nella bacheca :

  • Pensare che Abreu è costato meno ai White Sox di quanto sia costato Castillo a noi mi fa desiderare di bere un drink … così per dimenticare. Come si chiama il nostro scout a Cuba ?
  • Critica nemmeno troppo velata di Eckersley a Farrell sulla gestione del rilievo di Tazawa; per cercare di lucrare un out a Layne, Taz entra con due uomini a bordo; era ora che qualcuno lo dicesse
  • Quando un giocatore fa una scelta folle come il bunt di JBJ (al 99% scelta sua, non gioco chiamato) occorrerebbe una strigliata … anche se sta facendo un’annata strepitosa. In quei casi ci vorrebbe un Bill Belichick o un Greg Popovich
  • Ridicola e patetica la sceneggiata di Ramirez che mostrava i muscoli alla telecamera ieri dopo l’homerun. Batte un ragguardevole .717 di OPS, ha -0,1 di WAR e negli ultimi tempi sta disintegrando il record galattico di rimasti in base con lui nel box. Se JBJ meritava una strigliatina questo invece avrebbe bisogno di un bel po’ di cura “Bill Belichick”, diciamo un paio di annetti.

Direi che è tutto … e come diceva l’immenso Walter Cronkite : “And that’s the way it is.”

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