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I magnifici tre

In stretto ordine alfabetico : Brad Ausmus, Alex Cora e Ron Gardenhire; secondo la maggior parte dei commentatori il nuovo manager dei Sox uscirà da questo terzetto e la decisione potrebbe anche essere prossima, diciamo subito dopo il weekend; è possibili che le audizioni siano già terminate con questi tre nomi e che si tratti solo di tirare le somme. Dico la mia : lascerei stare Gardenhire, nulla contro di lui ma ammetto che vorrei vedere un certo ricambio generazionale, Gardenhire è un veterano che è aduso alle battaglie delle MLB ma il passaporto che possiede denuncia le sue 60 primavere, a Minnesota ebbe dei bellissimi anni ma anche un declino finale, insomma cerco aria nuova … idee nuove.

Se devo essere sincero Ausmus mi convincerebbe di più … se non fosse stato precedentemente alle dipendenze di Dombrowski, il rischio che possa funzionare da megafono del Boss Indiscusso c’è e se analizziamo le sue quattro annate a Detroit non è che poi venga fuori un quadro esaltante, un 2014 con un titolo divisionale ed una più che repentina uscita ai playoffs (sentimento che anche noi conosciamo), un 2015 oggettivamente distrutto da tantissimi infortuni a uomini chiave, un 2016 da 89 vittorie con una squadra che potenzialmente poteva dare di più ed un 2017 così brutto che più brutto non si può. Un curriculum che non è il massimo, ma se andate a vedere qual’era il curriculum di Francona prima di essere assunto dai nostri vi mettete a ridere, quindi prendete queste cose sempre con un amplissimo beneficio d’inventario.

Quindi se tiriamo una riga su Gardenhire e un’altra su Ausmus resta Alex Cora, Come sarebbe come manager ? Ovviamente non ne ho la minima idea e penso siano pochissimi che possano avercela questa idea. Di sicuro impressiona molto il fatto che dopo un solo anno da bench coach Cora sia finito nel taccuino praticamente di ogni team alla ricerca di un manager (Mets, Phillies oltre ai nostri). Avrà delle doti se tutti lo cercano, non possono essere impazziti all’unisono; non sarà molto ma non sono in grado di esprimere un giudizio più articolato. Di lui ricordo un bel guanto, una mazza molto leggera, ottime gambe e un ruolo non marginale nella crescita del giovane rookie Dustin Pedroia, con consigli e con un apporto in campo dando partite di riposo al giovane Dustin che ebbe un ingresso un po’ difficoltoso nelle Grandi Leghe.

Comunque chiunque sia il manager avrà un lavoro non semplicissimo visto che le prime avvisaglie di 2018 non sono positivissime con giocatori importanti che rischiano di cominciare la nuova stagione ancora convalescenti dopo interventi chirurgici. I punti dolenti sono Edu Rodriguez ed il già nominato Pedroia, a dire il vero l’intervento di Pedroia non è ancora sicuro al 100% ma è l’eventualità più probabile con una riabilitazione che potrebbe portargli via una considerevole parte della prossima stagione. Comprensibile che si vada verso l’operazione, data anche la fatica estrema a finire la stagione, ma un buco enorme da riempire. Soluzione ? Un buon veterano alla Nunez come d’altra parte mi aspetterei un simil-Fister per prendere il posto di Rodriguez. Se poi ovviamente il decorso post-operatorio non fosse positivo allora ci sarebbero da fare ben altre considerazioni … ma ci fasceremo la testa dopo essercela rotta.

Un ultimo spunto per questa prima puntata della Stove League : lo sapete che Stanton è disponibile ? Noooo … non ci credo. Scherzi a parte : da Miami Jeter fa sapere che i Marlins hanno in progetto una corposa riduzione del monte salari per avviare un rebuilding, Stanton da parte sua risponde che è a Miami da 7 anni e sono stati 7 anni di rebuilding e che quindi si sarebbe rotto le scatole. Che in Florida si cerchi una trade è assolutamente probabile e una squadra che possiede gli asset richiesti dai Marlins sono certamente i Sox. Qualora si cercasse davvero il colpo a sorpresa mi resta da capire come riempire i buchi che si aprirebbero con la partenza dei giocatori in contropartita, diciamo un paio tra JBJ, Devers, Benintendi & Co. Sono poi sempre più dubbioso che questa sia la strada da seguire, gli esempi degli ultimi anni (leggasi Royals, Cubs, etc.) ci dicono che le squadre vincenti si costruiscono con un “core” di giocatori allevati in casa a cui vengono aggiunti dei veterani “giusti” a coprire le lacune. Prima che di ingaggiare Stanton abbiamo un’altra necessità : che Bogey torni quello del 2016, JBJ pure e Ramirez anche, senza queste premesse anche uno Stanton rischia di essere un lusso quasi inutile, come una costosissima giacca di alta sartoria assieme a pantaloni dozzinali e semmai accompagnati a sandali e calzini bianchi degni di un qualsiasi tedesco in vacanza nella riviera romagnola. Non il massimo dell’eleganza … giusto ?

PS – Alla liste di squadre forti che vengono costruite con un fulcro di giocatori allevati in casa con l’aggiunta di qualche veterano che fa la chioccia rischia di aggiungersene un’altra : gli Yankees. Ci vogliamo mettere noi a fare quelli che cercano il colpo a sensazione per tacitare la piazza ?

 

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8 comments. Leave a Reply

  1. Angelo Mozzetta

    Posso pensare che Bogey e JBJ ritorneranno tali anche e soprattutto in virtú della scelta dell’allenatore?
    Ps: no, paradosso insopportabile

  2. Skuffia

    Su Gardenhire la riga tiriamola pure perché va ai Tigers.

  3. Mauro

    Mi sa Don apprezza molto gli Yes man che a buon bisogno si sacrifichino come Capri espiatori.

  4. Mauro

    ouch, sono uscito dall’apnea. I MFY guarderanno la fall classic comodamente seduti sul divano di casa. Ora posso finalmente respirare e tifare contro i predestinati 2017

    • pberti

      ok il sollievo Mauro. Ma sarà meglio che dalle nostre parti smettano di fare cazz…
      Con questi Astros e con questi Yanks dovremo fare i conti anche nei prossimi anni e la cosa non mi tranquillizza perchè sono costruiti meglio che noi

  5. Euro

    Pure io tiro un bel sospiro di sollievo dopo gara-7 vinta dagli Yankees, al termine di gara-5 il baratro era molto vicino, certo che una WS LA vs NY per la lega sarebbe stata una bella botta di adrenalina, ma chissenefrega di Manfred e soci, bene cosi.
    Comunque si, oltre ai nostri problemi che ci troviamo in casa forse il problema più grosso per il futuro prossimo ce lo ritroviamo in quella squadra che gioca in quel bruttissimo stadio situato nel Bronx, hanno tutto per essere la franchigia che dominerà l’AL East negli anni a venire.
    Intanto pare che per Cora sia fatta, a breve dovrebbe avvenire l’annuncio.

    • Euro

      ero talmente contento che ho scambiato gli Astros per gli Yankees 😀 😀 😀

  6. pagliardo

    Your 47th manager of the Boston Red Sox… ALEX CORA! Welcome back!

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