Ci hanno hackerato Garcia?!

Non ho mai parlato dell’acquisto di Sonny Gray dai St. Louis Cardinals del 25 novembre, non perchè non me ne sia accorto, ma perché proprio non mi va. Gray non rappresenta certo il numero 2 della rotazione che ci permetterebbe un salto di qualità. Si tratta solo di un veterano maturo che va a rimpiazzare Giolito, si spera con una tenuta fisica migliore. Ci può stare, ma l’identikit di quello che ci servirebbe veramente assomiglia molto a quel Ryan che Breslow ha molestato questa estate, senza riuscire ad andare in buca. E Gray non gli assomiglia per niente.

Anche se la testa mi dice da tempo che non saremo accontentati e non ci sarà quindi nessun grande colpo di mercato, sopravvive una speranza mal riposta sostenuta dal cuore, che però oggi ha preso un brutto colpo quando il promettente esterno Jhostynxon Garcia ha preso la strada di Steel City per il lanciatore Johan Oviedo, nell’ambito di uno scambio che ha coinvolto cinque giocatori.

Era scontato che The Password ci lasciasse, visto l’affollamento di esterni nel roster di Boston, ma questa mossa ci priva di una pedina molto attraente da utilizzare in uno scambio di alto livello (che quindi plausibilmente non ci sarà) in cambio di un giocatore che ancora una volta Breslow sembra abbia pescato dalla discarica dei giocattoli difettosi. 

Le statistiche di Oviedo, (un ragazzone alto quanto me, ma di una stazza superiore di un quarto di quintale) sarebbero buone, almeno quelle risalenti a due anni fa. Nelle ultime due stagioni infatti Oviedo ha giocato solo nove partite da titolare. Alla fine della stagione 2023 ha subito un intervento Tommy John che ha vanificato l’intera stagione 2024. Al rientro, per un nuovo infortunio muscolare, ha dovuto rimandare il suo debutto stagionale fino all’inizio di agosto, ottenendo poi una media PGL di 3,57 in 40 1/3 inning. Niente di trascendentale, ma ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

Oviedo, con il suo arrivo, va a competere con Patrick Sandoval, Kutter Crawford, Hunter Dobbins, Brayan Bello, ecc per la rotazione centrale di Boston. Sono un numero così esorbitante che qualcuno di loro potrebbe entrare in qualche scambio entro la primavera. Ricordiamoci che dobbiamo trovare ancora un terza base e un valido sostituto di Devers.

Per fare spazio nel roster di 40 giocatori ai nuovi acquisti i Red Sox hanno designato Cooper Criswell, poco impiegato lo scorso anno, ma magistrale contro gli Astros nella sua unica occasione. Ora Criswell nei prossimi giorni sarà esposto alle deroghe e potrebbe partire per nuovi lidi, a meno che il contratto 800.000 dollari per un anno, stipulato all’inizio di questa offseason, non scoraggi i possibili acquirenti. Ancora una volta ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

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Un parassita di nome John W. Henry

Durante la stove league capita spesso di leggere sulla stampa come la “Luxury Tax” sia uno dei parametri principali che determina le politiche di mercato delle franchigie MLB, o, perlomeno, è un indice della voglia di vincere della proprietà. Forse questo merita un approfondimento per chiarire di cosa si sta parlando ed avere così la possibilità di farsi un’opinione personale con miglior cognizione di causa. 

Il nome ufficiale delle Luxury Tax è Competitive Balance Tax (CBT), ed è riferito a un sistema di norme che penalizza finanziariamente le squadre che superano determinate soglie sull’ammontare della spesa salariale totale impegnata per il loro roster. Si tratta di una sorta di tetto salariale “morbido”, che permette comunque alle squadre di superarlo sostenendo però dei costi aggiuntivi. 

L’obiettivo principale della CBT, introdotta nel 1997, è promuovere un maggiore equilibrio competitivo, riducendo il divario di valore dei roster tra le squadre con grandi risorse di mercato e quelle con risorse minori. Dopo quasi 30 anni possiamo serenamente affermare che questo obiettivo è decisamente fallito. Vediamo meglio come funziona.

Sono quattro i limiti salariali stabiliti dalla  CBT (241, 261, 281 e 301 milioni di dollari), con sanzioni pecuniarie (determinate dalla percentuale sull’importo in eccesso) sempre più severe. L’effettiva sanzione dipende anche dalla recidività in quanto aumenta progressivamente in caso di infrazioni consecutive per le prime tre stagioni. Oltre alle sanzioni finanziarie, le squadre che infrangono i limiti della CBT possono incorrere in penalità relative al draft, come l’arretramento di 10 posizioni della loro scelta più alta nel draft successivo. 

La CBT si applica al valore medio annuo (AAV) dei contratti garantiti e tutti i pagamenti da e verso altre squadre. Non è considerato esattamente l’importo effettivamente pagato ad ogni giocatore, per esempio quello derivante dai buyout delle opzioni contrattuali. Per stabilire l’effettivo AAV occorre inoltre considerare che:

  1. il valore dei contratti con pagamenti differiti è inferiore a causa della struttura dei pagamenti e si basa sul tasso di inflazione indicato nel contratto. 
  2. sono inclusi anche i compensi percepiti da giocatori non più presenti nel roster da 40 uomini, indipendentemente dal fatto che siano stati opzionati o rilasciati. 
  3. sono inclusi gli stipendi di tutti i giocatori presenti nel roster di 40 uomini, compresi quelli guadagnati militando nelle leghe minori.
  4. lo stipendio di un giocatore acquisito durante la stagione in corso pesa sull’AAV pro quota in base al momento dell’acquisizione.

Insomma, come vedete, è un gran casino fare i conti esatti della CBT effettivamente dovuta e quindi valutarne l’effettivo impatto sul mercato. Secondo me la stampa pone un’enfasi eccessiva su tali aspetti, che d’altra parte però costituiscono il solo parametro economico oggettivo relativo ai bilanci delle squadre di baseball, che per il resto non sono pubblici. Sarebbe molto più interessante avere maggiori ragguagli riguardo gli utili societari, che invece sono disponibili solo sulla base di stime di soggetti come Forbes.

Dalle informazioni sui contratti dei Red Sox, reperibili qui, è possibile vedere che l’AAV stimato per il 2025 è stato di $244.630.739, quindi superiore alla prima soglia CBT. Per questa stagione la cifra impegnata è notevolmente più bassa, ma, per fare un solo esempio, ora la terza base è ancora sguarnita mentre prima ci giocava Bregman per 40M. Per questo motivo le proiezioni della stampa specializzata prevedono per quest’anno un modesto incremento dell’AAV e questo si rifletterebbe in un’altra stagione senza nessuna chance di successo.  

Si conferma ancora una volta la modesta propensione della società a investire (non è che servisse proprio la sfera di cristallo!) che si traduce in una più che modesta propensione a vincere, anche se questo, sembra, non abbia inciso in modo catastrofico sugli utili. Naturalmente non è questo che ci racconta la comunicazione di FSG, che, anche quest’anno, ha fatto trapelare che sperano di concludere la stagione con una “modesta perdita”. Modestamente ritengo che siano tutte balle perché è arcinoto che le squadre della MLB siano molto, molto redditizie. Questa affermazione è dimostrabile almeno per gli Atlanta Braves che, essendo quotati in borsa, devono pubblicare trimestralmente i bollettini sulla loro situazione finanziaria. E sarebbe veramente strano che siano gli unici con il bilancio in attivo.Concludendo le squadre MLB (ma questo vale per qualsiasi impresa nello sport professionistico) sono galline che depongono uova d’oro. Un proprietario completamente imbecille, che però è bravo a fare il pesce in barile e non si sbatte per prendere iniziative rischiose per tentare di vincere, riesce comunque a fare degli ottimi profitti.  Ora non credo proprio che Mr Henry sia un imbecille, ma è molto chiaro che non ha più interesse a vincere con i Red Sox. Un proprietario così è un parassita che sfrutta la passione di tanti tifosi senza dare nulla in cambio. Bisognerebbe che passasse la mano, ma non a un’altro proprietario. Per le società sportive il modello vincente è quello di una proprietà detenuta da un azionariato diffuso composto principalmente da tifosi. I club con questo tipo di proprietà tendono a privilegiare la vittoria sportiva e quindi a reinvestire gli utili per acquistare i migliori giocatori e ammodernare le infrastrutture. Nel calcio il Real Madrid e il Barcellona sono gli esempi luminosi che si citano a supporto di tale affermazione, ma da poco è possibile anche citare la squadra degli Hearts, che domina il campionato scozzese, storicamente appannaggio dei binomio Celtic o Rangers.

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Arrivano i Winter Meeting del Moneyball

Gli annuali Winter Meeting della Major League Baseball inizieranno tra due settimane e finalmente potremo capire se le lacune  più importanti dei Boston Red Sox in termini di roster potranno essere colmate. In particolare ci sono due obiettivi che sono stati annunciati in modo preciso e reiterato, che riguardano l’acquisizione di: 

  1. un lanciatore partente di punta da inserire nella rotazione accanto o subito dopo Crochet 
  2. una mazza potente da piazzare al centro del lineup come clean up hitter. 

Nonostante ci siano altre carenze nel roster, che saranno invariabilmente trascurate, la realizzazione di questi principali obiettivi sarebbe indubbiamente di notevole giovamento. Resta il rammarico che per realizzarli occorre rimediare a disastri autoinflitti. C’è bisogno che ripeta che avevamo un buon clean up hitter, forse ottimo, ma che lo abbiamo cacciato per futili motivi? C’è bisogno che ripeta che per rimpiazzarlo adeguatamente probabilmente saranno necessarie maggiori risorse finanziarie di quelle risparmiate con lo scellerato scambio dello scorso 15 giugno? No, penso no, vero?

FanGraphs stima attualmente che i Red Sox spenderanno circa 204 milioni di dollari per la stagione 2026, ma è probabile che il club spenderà di ingaggi oltre la soglia della tassa di lusso di 244 milioni perché oltre free agency il club opererà anche nel mercato degli scambi.

Alla fine comunque, anche se tutto fosse fatto a puntino, sarebbero numeri piccoli, niente di paragonabile a quello che possono mettere in campo le franchigie più attrezzate. I Dodgers e gli Yankees sono state le uniche due squadre ad aver raggiunto i 700 milioni di dollari di fatturato nel 2024. I Dodgers hanno speso il 73% di questa cifra in stipendi, mentre gli Yankees il 50%. I Chicago Cubs e i Boston Red Sox, che sono rispettivamente al terzo e al quarto posto per fatturato, dovrebbero spendere almeno 280 milioni di dollari all’anno tra stipendi e tasse, per arrivare ad investire almeno il 50% di fatturato, ma non lo fanno e il divario con le prime della classe è destinato ad aumentare. 

I Los Angeles Dodgers del 2025 hanno vinto le World Series per il secondo anno consecutivo. Ci sono riusciti con un monte ingaggi di 400 milioni di dollari che sommati ai 150 milioni di dollari versati come tassa di lusso, portano il totale a 550 milioni di dollari. La squadra che più si avvicina a queste cifre (i Mets), ha impegnato un totale di 400 milioni di dollari tra monte ingaggi e tasse, e non è neppure arrivata ai playoff.

Oltre a una proprietà incredibilmente ricca e affamata di vittorie hanno il dirigente giusto per realizzare la loro visione. Andrew Friedman si è fatto le ossa con i Tampa Bay Rays con budget limitati. Ha imparato il valore della valutazione dei talenti perché non poteva permettersi contratti elevati con giocatori affermati. Dal 2015 la sua competenza nella valutazione dei talenti, unita all’enorme disponibilità salariale, ha reso i Dodgers la franchigia più forte della MLB. Negli 11 anni sotto la guida di Friedman, i Dodgers hanno raggiunto i playoff 11 volte, sono arrivati alla NLCS 7 volte e hanno vinto 3 World Series. 

Per raggiungere tali obiettivi i Dodgers hanno anche sfruttato le regole della MLB a proprio vantaggio. La MLB è ancora l’unica lega sportiva professionistica statunitense a non avere un tetto salariale. Le regole consentono anche alle squadre di differire gli stipendi dei giocatori. I Dodgers quindi hanno ingaggiato Shohei Ohtani con un contratto che vale 700 milioni di dollari, ma che hanno potuto differire fino al 2034 e oltre. Questo ha permesso loro di ingaggiare altri grandi giocatori come Glasnow, Snell e Yamamoto, e costruire così una squadra che darà filo da torcere a tutti per gli anni a venire.

Immagino che fino a quando le regole della MLB non muteranno per ripristinare un sano equilibrio competitivo difficilmente Mr. Henry sarà disponibile a ridurre i propri utili per potenziare gli investimenti. In questa congiuntura, per sperare di ribaltare le sorti, ci vorrebbe un genio a dirigere le operazioni di baseball invece del mentecatto che ci ritroviamo.

Ora però basta parlare di cose brutte. Nel frattempo la vita va avanti. Sono state apportate una serie di azioni minori e preparatorie dei Winters Meetings, alcune delle quali probabilmente avranno un impatto sulla squadra del 2026, e quindi è bene darci un’occhiata.

In tre distinti accordi la scorsa settimana, i Red Sox hanno ceduto tre rilievi che hanno avuto un ruolo a Boston negli ultimi due anni: Bernardino, Murphy e Guerrero, iniziando la ristrutturazione del bullpen. In cambio sono arrivati il ricevitore di Low-A Ronny Hernandez e due giocatori di utilità, Tristan Gray e Braiden Ward.

Dopo queste mosse e i mancini Justin Wilson e Steven Matz che se ne vanno come free agent Aroldis Chapman resta l’unico vero rilievo mancino attualmente nel roster di 40 giocatori. La squadra ha altri mancini come Payton Tolle e Kyle Harrison che potrebbero trovare spazio, ma allo stato attuale, avranno comunque bisogno di un lanciatore mancino in grado di coprire gli inning centrali, un compito spesso demandato a Bernardino, con risultati tutt’altro che disprezzabili. Nonostante questo Breslow ha osservato che, pur avendo valutato diverse opzioni per incrementare il bullpen, la loro priorità principali rimangono quelle enunciate in precedenza. Quando si dice che la questione è in buone mani!

Dei tre lanciatori ceduti, Bernardino ha avuto il maggiore impatto a Boston, con 55 o più presenze in ciascuno degli ultimi tre anni e una media PGL di 3,65. Murphy, al rientro dall’operazione di Tommy John la scorsa stagione, ha lanciato bene in alcuni punti critici. Guerrero, che ha debuttato alla fine del 2024, ha mostrato un potenziale con una palla veloce potente, nonostante un controllo discontinuo.

Le cessioni però sono state determinate dalla necessità di fare spazio nel roster di 40 giocatori per proteggere altri tre lanciatori dal draft Rule 5: il mancino Shane Drohan e i destrimani David Sandlin e Tyler Uberstine. Ognuno di loro si contenderà un posto nel bullpen in primavera, altrimenti saranno destinati alla squadra di Tripla A di Worcester.

Partente per gran parte della sua carriera, Sandlin, che ha una palla veloce da 100 mph, è passato al ruolo di rilievo la scorsa stagione dopo una promozione a Worcester. C’era la speranza che potesse dare il suo contributo nel finale di stagione 2025, ma le sue apparizioni come rilievo in Tripla-A non sono andate bene, una media PGL di 9,16.

Drohan giocherà probabilmente come lungo rilievo o come potenziale partente spot. La scorsa stagione, ha registrato una media PGL di 2,27 in 12 partite, per Worcester. Uberstine, alla sua prima stagione dopo l’intervento Tommy John, ha registrato una media PGL di 3,58 e una percentuale di strikeout del 27% in 25 partite, 21 da titolare, tra Portland, in Doppia A, e Worcester.

La scorsa settimana, i Red Sox hanno anche designato per l’incarico Nathaniel Lowe e il rilievo Josh Winckowski, per poi non presentare offerte per entrambi successivamente. Lowe ha aiutato i Red Sox a fine stagione, ma secondo MLB Trade Rumors avrebbe guadagnato 13 milioni di dollari in arbitrati e quei soldi sono più utili altrove. Winckowski, nonostante abbia giocato un ruolo chiave nel 2023, non ha avuto una stagione altrettanto forte nel 2024 ed è stato infortunato per gran parte del 2025. Essendo fuori dalle opzioni per le leghe minori il DFA è stata l’unica opzione disponibile.

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Prospettive per la free agency

Fra qualche giorno, alla fine della prossima settimana, inizierà la free agency e finalmente si farà sul serio. Ho pensato che fosse il momento giusto per una rassegna delle possibili mosse dei Boston Red Sox, almeno di quelle di cui parla la stampa.  

Una delle priorità che Breslow ha sottolineato in più di un’occasione è la necessità di potenziare l’attacco. Naturalmente qualsiasi squadra ha sempre in mente di potenziare l’attacco, ma per le squadre che si sono private volontariamente del loro miglior battitore diventa un issue particolarmente pressante. Senza fare il diavolo a quattro, ma anche il timido manager Alex Cora ha avuto modo di esprimere questa necessità:  “The teams that hit homers, they prevail. It’s hard to get three hits in a row”. Breslow lo avrà fissato incredulo, abbagliato da tanta saggezza e profondità di pensiero!

Quindi ora il problema è sostituire uno slugger in grado di far dimenticare Rafael Devers, e non guasterebbe affatto che si tratti di un destrimano, data la prevalenza di mancini nel line up. Diamo un’occhiata al mercato freeagent per vedere se la lacuna può essere colmata.

Quando si parla di potenza viene in mente il prima base dei Mets Alonso, che è stato uno dei migliori fuoricampampisti della lega, totalizzando non meno di 34 fuoricampo in ciascuna delle ultime cinque stagioni. Tuttavia, sebbene per l’attacco sarebbe un’enorme incremento, purtroppo stiamo parlando di un prima base molto mediocre dal punto di vista difensivo.  Alonso ha ottenuto un out above average di -9 nel 2024 e nel 2025. Per contestualizzare, la scorsa stagione, Abraham Toro ha registrato un OAA di -3 in prima base e Nathaniel Lowe un OAA di -5 e potrebbe essere un ostacolo ulteriore al miglioramento di una delle peggiori difese del campionato. Con tali premesse probabilmente verrebbe spostato a battitore designato, ma questo lascerebbe ancora vacante il cuscino di prima, se il ritorno di Casas tardasse o le prestazioni lo costringessero a un periodo in tripla A. 

Sono aspetti che i Red Sox dovranno valutare assieme agli aspetti economici. Alonso compirà 31 anni a dicembre e probabilmente è alla ricerca di un contratto lungo e costoso: si parla di sette anni, con un ingaggio superiore ai 175 milioni di dollari. Ma con tali premesse non potevamo tenerci Devers?

Schwarber è un altro nome che circola e, nonostante  sia mancino, sembrerebbe più adatto per  più che altro perchè si accontenterebbe di un contratto previsto più breve. Si tratta di un giocatore che ha apprezzato i due mesi a Boston, dopo essere stato ceduto dai Nationals alla scadenza del 2021, durante i quali ha avuto un impatto notevole sulla formazione e sul club, che tuttavia non gli hanno fruttato un’offerta adeguata, andando a fare sfracelli in quel di Philadelphia Phillies, con un contratto quadriennale da 79 milioni di dollari.

Boston ha un’altra possibilità ora. Schwarber ha trascorso la maggior parte degli ultimi due anni come battitore designato, ma per una buona ragione. Ha guidato la National League con 56 fuoricampo nel 2025 e non ne ha battuti meno di 38 in ciascuno degli ultimi quattro anni. In questo periodo, come giocatore di posizione, ha giocato 11 partite in prima base (10 prorio con Boston) e, sebbene abbia più di 800 partite come esterno sinistro, ne ha totalizzate solo 13 come esterno nelle ultime due stagioni. Potrebbe tornare a giocare in esterno ogni tanto? Forse, ma i Red Sox non hanno bisogno di un altro esterno.

Se i Red Sox dovessero ingaggiarlo, dovrebbero capire cosa fare con Masataka Yoshida, l’attuale battitore designato, inadatto a giocare in campo, e a cui sono dovuti 37 milioni di dollari per i restanti due anni di contratto. A 32 anni e a causa della sua scarsa flessibilità di ruolo, si prevede che Schwarber firmerà un contratto più economico di quello di Alonso, intorno ai quattro o cinque anni e 130-150 milioni di dollari. I Red Sox potrebbero assorbire lo stipendio di Yoshida (se riuscissero a trovare un partner commerciale) e comunque ingaggiare Schwarber per circa lo stesso prezzo di Alonso, ma si riproporrebbe invariata la domanda precedente, sull’opportunità di tenersi Devers.

Qui finisce l’elenco dei possibili sostituti di Devers, almeno fra i free agent americani. Lo so, non è una lista sterminata, ma sicuramente Breslow sapeva il fatto suo quando lo ha cacciato. Potrebbe rivolgersi al mercato dell’estremo oriente. Dalla Nippon Professional Baseball in questa offseason potrebbe arrivare Kazuma Okamoto o, in subordine Munetaka Murakami. In linea generale mi rende scettico il fatto che, a parte l’unicorno Shohei Ohtani, negli ultimi anni non è arrivato nessuno dal Giappone che non abbia avuto difficoltà ad adattarsi alle Major. Yoshida ne è un ottimo esempio e sarei cauto a ripetere l’esperienza..

Okamoto, 29 anni, destrimano, ha collezionato sei stagioni con 30 o più fuoricampo, ma non ha la stessa potenza del più giovane Murakami, che compirà 26 anni a febbraio. Murakami è stato due volte MVP e quattro volte All-Star. Batte con la mano sinistra e ha realizzato un record NPB di 56 fuoricampo nel 2022. Ma ha la tendenza ad abboccare agli “swing-and-miss”, un problema che potrebbe essere esacerbato nelle major con il lancio complessivamente migliore.

Entrambi hanno giocato la maggior parte delle loro partite in terza base in Giappone, con meno minuti di gioco in prima base, ma i valutatori ritengono che siano più adatti per la prima base nelle Major League. Entrambi hanno anche saltato alcuni incontri per infortuni la scorsa stagione. Data la sua età, si prevede che Murakami possa ottenere un contratto più lungo e redditizio, circa cinque anni, 150 milioni di dollari, mentre le proiezioni per un contratto con Okamoto sono di circa quattro anni, 100 milioni di dollari. Questi stipendi si aggiungerebbero alle commissioni di pubblicazione per ciascun giocatore, che sono determinate dall’entità del contratto.

Insomma nessuna delle opzioni prospettate, almeno secondo il mio modesto parere, sembrano in grado di ricucire l’enorme buco provocato da Breslow lo scorso 15 giugno, quando Devers fu fatto scendere dall’aereo diretto a Minneapolis. Senza considerare che la ricerca di uno slugger adeguato è solo uno dei compiti affidati a Breslow, che, per esempio, dovrà spendere un bel po’ per tentare di tenere Alex Bregman. Esternamente, i Red Sox hanno espresso interesse per una reunion di Bregman, ma le previsioni dicono che Bregman potrebbe firmare un contratto di sei anni da 182 milioni di dollari, con un valore medio annuo di poco più di 30 milioni di dollari per un accordo che inizierebbe dai suoi 32 anni. Questo non sembra proprio adattarsi agli standard dei Red Sox, soprattutto in termini di durata.

D’altra parte sembra difficile trovare un sostituto adeguato in terza base per un elemento che per il primo terzo di stagione è stato il battitore più produttivo di Boston, guidando l’attacco con una media battuta di .299 e un OPS di .938 in 51 partite. Bregman ha avuto un impatto enorme sul club, facendo da mentore ai suoi compagni di squadra esordienti, dando suggerimenti ai lanciatori e dimostrandosi la voce audace che è mancata al club negli ultimi anni. Dove lo trovano un altro come lui.

Per concludere la strada per tornare a rendere competitivi i nostri Red Sox sembra irta di ostacoli e il nostro ciberneta (che per Platone, era il timoniere della barca) non sembra in grado di condurci in porto. Animo, però. Potrebbe andare peggio. Magari nel 2026 si decide a cacciare Crochet, perchè non gli piace come il suo cognome si divide in sillabe. Chi può escluderlo?!

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La performance del CBO

Lo scorso anno ho sentito la necessità di suddividere in articoli l’analisi della stagione 2024. Dedicavo la quinta parte di quella corposa monografia all’operato di Alex Cora e concludevo che sarebbe stato illogico e poco proficuo porsi il problema dell’opportunità di un suo avvicendamento, visto che il sostituto avrebbe dovuto sceglierlo Craig Breslow. Nell’articolo dello scorso 8 ottobre ho indicato brevemente alcuni aspetti insoddisfacenti nel gioco della squadra di cui il manager – ed il suo numeroso staff – avrebbero dovuto rispondere (numero di errori, battute situazionali, corsa sulle basi), ma non per questo ho cambiato idea.

Secondo me il problema principale dei Red Sox risiede nell’accountability.  E’ una parola che non ha un esatto corrispettivo nella lingua italiana. Si traduce brevemente con responsabilità, ma in realtà si allude alla capacità di rispondere delle proprie azioni e dei risultati ottenuti di fronte ad altri soggetti capaci di valutarli e prendere le adeguate misure nel caso di prestazioni insufficienti. La mancanza di accountability in una organizzazione rende praticamente impossibile (o del tutto casuale) la risoluzione dei problemi e meno che mai l’instaurazione di cicli di miglioramento continuo.

Il soggetto apicale che dovrebbe intervenire quando la squadra mostra dei problemi, specialmente quando questi problemi sono ricorrenti e il manager – ed il suo numeroso staff – non li sanno risolvere o non li risolvono abbastanza velocemente è il Chief Baseball Officer. Il CBO è in ultima analisi il responsabile ultimo dell’andamento della squadra. Per trovare la figura che abbia ricoperto questo ruolo, di nome e di fatto, nei Boston Red Sox, bisogna risalire a Dave Dombrowski. Dopo di lui, i pallidi epigoni che si sono avvicendati, hanno operato in un ambito ben più ristretto. Vediamo cosa è successo in particolare sotto la gestione Breslow. Spoiler: non ne parlerò bene!

Non c’è dubbio che la storia dei Red Sox del 2025 sia una storia di miglioramenti. Il “numero di vittorie”, ovvero 89, è stato il totale più alto dal 2021 e la prima volta da quella stagione che la squadra ha realizzato un record superiore a .500. Quindi potremmo semplicemente pensare che siamo sulla strada giusta e che basti solo continuare così per migliorare indefinitamente, 

Purtroppo non è così e per capirlo occorre riepilogare brevemente quello che è successo nei vari reparti:

  • Offense:
    • I Red Sox sono leggermente migliorati in termini di attacco negli ultimi due anni, anche se sono sempre stati tra i primi 10 nelle statistiche principali. 
    • Il loro miglior battitore nel 2023 e nel 2024 è stato Rafael Devers. La sua assenza, nel 2025, è stata compensata dal miglioramento collettivo dei comprimari. Fra i singoli il contributo di Bregman, Story e Anthony è stato solido, mentre Duran, Rafaela, Abreu e Yoshida sono stati molto discontinui. Bisogna anche considerare il contributo di Gonzalez e Refsnyder contro i lanciatori mancini senza il quale non avrebbero mai potuto qualificarsi per i playoff.
    • Dal punto di vista situazionale, i Red Sox erano una squadra di media categoria nel 2023, ma hanno regredito drasticamente nel biennio successivo nel ranking per media battuta con RISP e per strikeout con RISP.
  • Pitching:
    • È chiaro che il lancio in generale è migliorato dal 2023. Già l’anno scorso avevamo una rotazione migliorativa, guidata dalle prestazioni di Houck, Pivetta e Criswell. Rinverdendo una tradizione per i lanciatori che lasciano Boston, Pivetta ha vissuto una stagione strepitosa sotto il solo di San Diego, mentre gli altri sono stati falcidiati dagli infortuni. Ciò nonostante nel 2025 si sono ripetuti a buini livelli perché hanno guadagnato un asso, Bello si è confermato come ottimo componente intermedio di rotazione e un Giolito sui livelli attesi, almeno fino a quando si è rotto poco prima dei playoff.
    • Il trend tuttavia non risulta confermato qualora si confronti il rank di WHIP, K/9 e BB/9. Il team di lanciatori non ha ottenuto abbastanza swing-and-miss e ha concesso troppi corridori in base. 
    • Per migliorare drasticamente la rotazione nel 2026 Breslow dovrebbe attingere al mercato free agent per prendere un solido lanciatore numero 2 o numero 3. Se invece si affiderà al ritorno di giocatori infortunati e rookie le ambizioni verranno fortemente ridimensionate. Per realizzare questi obiettivi avrà il sostegno della proprietà?
    • Con Chapman e Whitlock in testa, i Red Sox avevano il secondo miglior bullpen del baseball nel 2025, nonostante il ruolo di middle relief sia stato a tratti incerto, il back end si è comportato in modo ammirevole. Con quei due e il ritorno di Slaten, Breslow dovrebbe essere in grado avere un punto di forza in vista del 2026.
  • Defense
    • La difesa era pessima nel 2023 e nessuno ha fatto abbastanza per migliorarla. Sostituire Devers con Bregman in terza base e disporre di Ceddanne Rafaela uno dei migliori esterni centro del baseball avrebbe dovuto aiutare, ma non è servito a nulla. Eravamo 29° come numero di errori, ma siamo riusciti a peggiorare nel 2025. 
    • In generale l’efficacia difensiva è stata meno che mediocre. La ricezione è stato un problema costante negli anni precedenti e, sebbene non sia stato risolto, è stato abilmente spazzato sotto il tappeto dalle prestazioni di Narvaez

Questo breve resoconto ci dice che ci sono aspetti che il front office riesce a maneggiare ed altri che non considera prioritari con il risultato che nessuno se ne cura e nessuno sembra essere ritenuto responsabile delle cattive prestazioni che ne derivano. Si tratta di un colossale fallimento organizzativo che coinvolge tutto il management (e ritengo non sia estraneo alla fuga di personale esecutivo intermedio). Non ho visto alcuna prova che Craig Breslow abbia una filosofia organizzativa per questa squadra. Se non si dispone di un piano, non c’è modo di apportare correzioni lungo il percorso anche quando riguardino fondamentali come la difesa, l’hitting situazionale o la corsa sulle basi.

Ma oltre che sciatto organizzatore Craig Breslow si è anche dimostrato un pessimo dirigente anche in materie direttamente riconducibili alla sua persona come quello dei contratti a scadenza. Danny Jansen, James Paxton, Dustin May e Steven Matz sono tra le acquisizioni a scadenza che ha effettuato negli ultimi due anni. Nessuna di queste ha avuto un impatto significativo sul club, mentre altre squadre in lizza ne hanno tratto maggior giovamento.  A luglio i Seattle Mariners sembravano una squadra alla nostra portata e con carenze equiparabili alle nostre. Dopo aver risolto i loro problemi in prima e terza base, hanno vinto la division e si giocano gara 7 delle finali di lega.

Nel corso degli anni, le acquisizioni a scadenza hanno dimostrato di essere un fattore determinante per il successo nei playoff.  In questo ambito Breslow è stato letteralmente surclassato. E’ stato riferito che il suo atteggiamento durante le trattative, oltre ad essere stressante per lo staff, non riesce a creare un clima collaborativo con i dirigenti delle altre franchigie. Insomma Breslow sembra del tutto carente delle doti umane e dell’intelligenza emotiva che consentono di capire il contesto in cui ti muovi e aumentare le possibilità di concludere accordi vantaggiosi.

Queste scarse attitudini si sono rivelate anche all’interno. La situazione di Rafael Devers è stata la peggior gestione rispetto a qualsiasi altra vicenda che abbia coinvolto un giocatore di punta nella storia della MLB. Non starò a ripetere i dettagli, ma è stato veramente triste vedere i vari corifei diffondere a posteriori rumors diffamatori a carico del povero Ciccio, cervello di gallina ma cuore d’oro. Un copione che si ripete regolarmente dai tempi del pollo fritto di Francona.  

Dal punto di vista tecnico Breslow ha azzoppato irrimediabilmente una squadra in corsa per il titolo, privandosi della produttività di Devers senza ricevere praticamente nulla in cambio e senza nemmeno aver approntato un piano di riserva per la prima base e il battitore designato. Una volta usciti di scena Casas e Devers hanno faticato per tutto l’anno a trovare sostituti per entrambi i ruoli. 

Tutti questi aspetti pesano e non sono sufficienti a compensare le buone mosse dell’ultima offseason. Prendere Garrett Crochet è stato un accordo che ha cambiato la franchigia. Onestamente non credo che Breslow si aspettasse che Aroldis Chapman fosse così bravo, ma ha comunque il merito di averlo preso e prolungato il suo contratto per un anno più un’opzione. L’ingaggio di Alex Bregman è stato positivo, anche effettuato con una struttura contrattuale balorda (essenzialmente tre contratti annuali con opzioni di uscita) che consentirà a Bregman la possibilità di cercare altrove nel 2026. Alla fine firmare un contratto a lungo termine con Roman Anthony potrebbe essere stata la cosa più intelligente che abbia fatto da quando è diventato CBO.

I Red Sox hanno slancio dopo una stagione positiva, ma ci sono buchi da colmare e mosse da fare. Craig Breslow non sembra proprio la persona giusta da mantenere al timone per vincere un campionato. Non possiamo neppure sperare che arrivi qualcun altro che lo faccia.

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Il segreto di Pulcinella

Nel lunedì americano (che da noi comincia oggi pomeriggio) Devers ha un appuntamento con i media durante il quale sicuramente dirà molte cose scontate, previste dal contratto, come il fatto di essere molto emozionato di avere un campione come Bregman in squadra e di non vedere l’ora di poter giocare con lui. Prevedo inoltre che dirà che l’acquisto di un veterano così forte rende più forte la squadra e lui non vuole altro che il bene della squadra, come del resto tutti gli altri entusiasti dipendenti dei Red Sox.

La cosa però che tutti aspettano è la dichiarazione che sarebbe meglio per i suoi amati Red Sox. se il ragazzo appena arrivato giocasse in terza base. Devers potrebbe aggiungere che in questo modo potrebbe giocare per lo più come battitore designato, il che gli permetterebbe di dedicare più tempo alla sua vera passione, cioè sbatacchiare per bene quella cazzo di pallina.

Sembra anche che i Red Sox dovrebbero chiamare il membro della Hall of Fame David Ortiz per consigliare Devers sugli adattamenti mentali che uno deve fare per essere un eccellente  battitore designato. Se questo fosse vero si confermerebbe una fortissima pressione sul nostro Ciccio preferito per ingoiare il rospo, ma anche se non fosse vero credo proprio che la decisione sia oramai stata presa.

Allarghiamo un attimo la prospettiva. Dimentichiamoci per un momento che effettivamente nessuno sta ancora dicendo dove giocherà Bregman questa stagione, ma invece consideriamo che i Sox non stanno più dicendo che Devers è il terza base di Boston. Durante tutta la offseason sia il manager Cora sia il capo del baseball Breslow hanno sempre parlato di Devers come del loro terza base. Ancora martedì scorso, Cora ha detto di Devers: “Al momento, è il nostro terza base. È il terza base dei Boston Red Sox”. E adesso? Adesso Cora parla di come ci siano ancora delle mosse da fare e di “costruzione del roster”.

L’esito di tutte questo mi sembra abbastanza scontato e mi sembra anche scontato che Devers annuncerà di accettare queste decisioni con un sorrisone a 32 denti. Ma sarà veramente felice?

Dal punto di vista razionale, questa decisione dell’organizzazione non può essere respinta. Devers ha 28 anni, non è mai stato un granché come terza base e non migliorerà magicamente invecchiando. È vero che ci sono precedenti di giocatori che dicono il contrario. Uno lo troviamo nella storia dei Red Sox ed è quello di Wade Boggs che ha vinto il suo primo Guanto d’Oro a 36 anni. Ma Boggs ha lavorato duro per diventare un terza base stellare, ed era già un eccellente giocatore nelle stagioni precedenti. Nulla invece lascia prevedere che Devers possa fare quello stesso salto di qualità ed ha avuto mille occasioni di poterlo dimostrare. Occasioni che non avrebbe mai avuto se avesse giocato in altre squadre con grandi ambizioni. Il treno è passato e Devers lo ha perso per sempre.

Sarebbe interessante però se gli chiedessero se rinunciare a giocare in terza lo ferisca dal punto di vista emotivo, ma non credo che avverrà. D’altra parte è significativo notare che la tifoseria dei Red Sox è divisa sulla firma di Alex Bregman, lo abbiamo visto anche sulla nostra bacheca, e non capita spesso che un’importante acquisizione da free agent di un All-Star ancora nel fiore degli anni sia contestata con tanto vigore dai fan. 

Come al solito per credo che tutto dipenderà da come andranno le cose. Se le cose andranno bene Bregman rimarrà un grandissimo stronzo, ma … ehi, è il NOSTRO grandissimo stronzo!

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ARRIVA BREGMAN

Devo dire che il Bregman’s affair mi ha sorpreso. Il giocatore (e il suo arcigno procuratore) sembravano essere irremovibili nella ricerca di un contratto di lunga durata, che sembrava perfettamente indicato per le esigenze di un uomo oltre la trentina, inevitabilmente in una fase calante della sua carriera. 

D’altra parte questo statement sembrava essere del tutto incompatibile con la politica dei Red Sox, recalcitrante alle unioni durature, il che mi rendeva scettico sulla fattibilità della cosa, Sembrava che Breslow fosse impegnato nell’ennesima trattativa tortuosa, interminabile e infruttuosa, ma, a malincuore, mi sono dovuto ricredere. Dico a malincuore perché provo Bregman una cordiale antipatia risalente allo scorso decennio, ma credo che mi basterà vederlo giocare un paio di partite con la nuova casacca, per farmi passare tutto.

Quindi colui, che non sono ancora pronto a chiamare Alex, raggiungerà la squadra a Fort Myers (Florida), per lo Spring Training, con in tasca un contratto 2+1 del valore di 120 milioni. Che dire, buon per noi!? Immagino che questa soluzione dia enormi motivazioni a mantenersi in buona salute e produrre statistiche in linea con quelle passate, visto che già nel 2027 potrebbe essere coinvolto in nuove trattative. (Consiglierei, per mantenere questi obiettivi, di evitare di schierarlo quando gioca contro Machado!)

Ora si tratta di valutare l’impatto che tutto questo avrà sulla stagione.

In primo luogo occorre sottolineare che finalmente abbiamo un forte battitore destro da schierare quinto in battuta, in modo da scoraggiare il pitcher avversario dal concedere la base a Devers. E questo è buono. (Anche Pecota ha dovuto prenderne atto: siamo ancora ultimi, ma ora ci attribuiscono la vittoria in 80 partite invece che 78 😀). Studiando a fondo le statistiche di Bregman ci si è accorti che si tratta di uno del migliori pull-side destri della lega (si colloca 77° di percentile). Questo gli dovrebbe consentire di utilizzare il Green Monster per essere un ottimo sostituto Tyler O’Neill, autore di ben 31 fuoricampo in sole 113 partite. D’altra parte Bregman risulta essere già oggi al primo posto in OPS (1,240) tra i giocatori con almeno 75 presenze in battuta nella storia del Fenway Park. 

Per quanto riguarda l’inserimento in difesa di uno, che ha vinto il guanto d’oro come terza base nel 2024, non possa che giovare a una squadra che si è classificata penultima nelle major per numero di errori (115) la scorsa stagione, consentendo il maggior numero di punti non guadagnati (95) nel baseball, anche se non è ancora chiaro come Cora potrà schierarlo, perchè ci sono numerose esigenze da contemperare. Si intravedono sostanzialmente due scenari.

In uno scenario, i Red Sox lasciano Devers in terza, con Trevor Story che torna come interbase dopo aver saltato gran parte della scorsa stagione. In questa configurazione, Bregman prenderebbe posto in seconda, con Triston Casas che rimane in prima base. Campbell fungerebbe da giocatore di utilità e otterrebbe più tempo di gioco in campo esterno o inizierebbe la stagione in Tripla A, finché i Red Sox non avranno bisogno di un giocatore in più. In questa configurazione lo status di Vaughn Grissom è in discussione, sebbene abbia ancora opzioni di minor league. Più semplice la gestione di David Hamilton, altro candidato per la seconda base, ma già destinato a sedersi in panchina in attesa di un momento adatto per sfruttare la sua velocità.

L’altro scenario vede Bregman in terza base, Story sempre come interbase, Campbell e/o Grissom che possono alternarsi in seconda, Casas in prima e Devers come battitore designato. A parte il fatto che questa mossa è malvista da Devers, che si vedrebbe svalutato, il problema principale è che nel ruolo di DH ci sarebbe ancora Masataka Yoshida (magari non subito perché potrebbe saltare l’inizio della stagione regolare per i postumi dall’operazione alla spalla subita a novembre). Cora ha lasciato intendere di recente, forse con un occhio di riguardo al completamento di questo accordo, che potrebbe aver bisogno di Yoshida anche in campo esterno questa stagione. Yoshida, ma spero sia una boutade perchè di esterni ne abbiamo a scatafascio e per far posto a un giapponese scarso in difesa qualcuno altro (Ceddanne Rafaela? Roman Anthony?) dovrebbe mettersi a sedere. .

Tuttavia, qualsiasi sia la configurazione scelta (magari Cora le proverà entrambe per un po’) non possiamo che dirci soddisfatti per il fatto che, dopo tanto tempo, i Red Sox abbiano preso un buon giocatore pagando il giusto compenso. Era tanto che Cora non era chiamato a risolvere problemi di soprannumero. Yoshida, che amo per la sua propensione di purgare i pigiamini, credo sia ormai fuori dal progetto dei Red Sox, indipendentemente dall’arrivo di Bregman. E’ ancora con noi solo perché ha un contratto troppo costoso, in relazione con le sue prestazioni, per riuscire a scambiarlo e rischia di diventare il pinch hitter più costoso della storia, ma non si vedono soluzioni semplici al riguardo. E’ triste, ma capita alle squadre che hanno grandi obiettivi di avere problemi di questo tipo, cioè che ti rimangono sul groppone giocatori nonostante non hanno corrisposto alle attese. Bisogna farsene una ragione.

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Se tutto va bene siamo rovinati!

Da oltre un ventennio, prima dell’inizio di ogni stagione di baseball, vari sistemi di proiezione mettono a disposizione del pubblico i risultati delle loro simulazioni sullo svolgimento della stagione MLB. In particolare sono uscite le proiezioni PECOTA su Baseball Prospectus, che sono considerate tra le più affidabili e forniscono le classifiche finali e le percentuali di accesso ai playoff per la stagione 2025. (https://www.baseballprospectus.com/standings/)

Per prevedere tali risultati PECOTA simula la stagione più e più volte basandosi sulla composizione dei roster, sulle prestazioni ottenute in carriera dai vari giocatori, e di ogni altra informazione disponibile, per trovare il risultato statisticamente più probabile per ogni squadra.

Alcune previsioni non sono molto sorprendenti, come quelle che riguardano i Dodgers che dovrebbero vincere 103-104 partite nel 2025 e accedere ai playoff con probabilità al 99,8%. Come ha già rilevato Max nel commento al post precedente, la montagna di denaro che i Puffi spendono per il loro roster fa di loro assolutamente la squadra da battere. 

Nessuna altra squadra si avvicina a quota 100, ma nella NL le cose vanno un po’ meglio. Sia i Braves che i Mets, che si contenderanno il titolo a est, viaggiano intorno ai 91-92 e anche i Cubs, che dovrebbero finalmente interrompere il dominio dei birrai al centro dando loro circa 10 GA, non sono da meno.

Le squadre di AL non raggiungono tali livelli. A Ovest è previsto un rimbalzo di Texas che toglie finalmente il primato a Houston, al centro sarà il solito casino, ma Pecota pronostica Minnessota e a est ancora si contenderanno il titolo i pigiamini e gli uccellini arancioni.

E noi? Per quanto riguarda i Red Sox del 2025 PECOTA prevede, esattamente come fece nel 2024, che vinceranno solo 78 partite e finiranno all’ultimo posto nell’AL East, con nemmeno il 14% di possibilità di accedere ai playoff, o solo lo 0,4% di vincere il titolo (comunque la percentuale più alta di tutti gli ultimi 🙂).

Sembra proprio che le affermazioni che Kennedy fece agli owners meetings ( “our priority is 90 to 95 wins, and winning the American League East, and winning the division for multiple years), non siano esattamente sul punto di concretizzarsi, vero? 

Cosa mai sarà andato storto? Kennedy ovviamente non ne ha la minima idea, visto che pochi giorni fa diceva: “The approach Bres (Craig Breslow) took was one of extreme aggression, extreme urgency. That doesn’t mean you’re going to end up signing every single free agent you engage with or complete trades that you embark on. It has been great to see the aggressive approach and the sense of urgency within baseball operations to improve.”

Quindi dai! Dai! Dai Craig! c’’è ancora tempo per l’opening day e ci sono ancora alcuni free agent disponibili, continua così, dacci dentro tigre! Aggressivo come quando hai scambiato per Garrett Crochet (vi ho già detto che i Red Sox hanno preso Garrett Crochet dai White Sox?)

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Bonaccia e mare piatto

Vi chiedo scusa per avervi propinato un insulso articolo commissionato a Chat GPT, che mi sembrava rappresentasse ben l’insulsa off season di Boston. Purtroppo non mi riesce proprio di trovare un argomento di discussione che emerga fra gli altri e raccolga un minimo di interesse. 

Di cosa potremmo mai parlare in attesa dell’opening day?

Il fatto che tutti i rumors di mercato finiscono immancabilmente con un nulla di fatto, non invoglia certo la discussione. Anzi, quando si segnala che i Red Sox sono interessati ad un giocatore è un preciso indicatore che alla fine quel giocatore finirà per giocare con i Dodgers. Fra fra un po’ i Puffi avranno bisogno di un roster di 400 uomini per sistemarli tutti! 

Fra i freeagent di spicco ancora in circolazione rimane Bregman, o in subordine Arenado. Ma il loro acquisto comporterebbe non solo la sistemazione del problema inerente il cuscino di terza, ma anche lo spostamento di Ciccio Devers in prima base (e lui punta i piedi) e l’esubero di Tiston Casas (e qui sono io che punto i piedi 😣). Fortunatamente, ancora una volta, è probabile che siano tutte chiacchiere e distintivo e non se ne farà di nulla.

Forse potremmo parlare della classifica di Keith Law? Law è il giornalista di Athletic che, ad ogni inizio stagione da ben 18 anni, stila la lista dei 100 migliori prospetti nel baseball ed è interessante perché ci sono due dei nostri fra i primi dieci.

Al numero 1 assoluto troviamo Roman Anthony, un ragazzone di 21 anni, destrimano,  però batte nel box di sinistra, che ha raggiunto la Tripla A nella sua seconda stagione da professionista, dopo essere stato scelto al secondo giro del 2022, grazie a uno degli swing migliori di tutte le minors e a un approccio estremamente maturo per un battitore così giovane.  Low sostiene che abbia la possibilità di essere un ragazzo da 30 homer, con una AVG e OBP alti e una difesa positiva se schierato sull’esterno destro. Questo sarebbe un profilo da “miglior giocatore della lega”, che insidierebbe il posto di Abreu.

Al numero 9 c’è Kristian Campbell, la sorpresa 2024 nelle minors. Nel suo primo anno da professionista è passato da High A a Triple A, con una linea di .330/.439/.558 e un’ottima velocità per la corsa sulle basi. La cosa più interessante è che in questo periodo ha giocato sia esterno centro, che in molteplici posizioni in campo interno: seconda, interbase e terza. Se non è una meteora potrebbe essere destinato ad un ruolo che ci ha dato tanti tormenti nel dopo Pedroia.

Marcelo Mayer, sembrava destinato a diventare il numero 1 nel 2024, ma si è fermato di nuovo per infortunio e ora nella classifica è scivolato al 28 posto.  È un atleta forte e ha il braccio e le mani per essere un grande interbase, purtroppo però deve ancora giocare 100 partite in una singola stagione (max 91 nel 2022), a causa di uno stiramento lombare (2024), infiammazione alla spalla (2023), distorsione al polso (2022) e “problemi alla schiena” (2022). Ora ha 22 anni e avrebbe ancora potenziale da superstar, se solo riuscisse a dimostrare di poter giocare 140 partite in un anno e di rimediare a certe idiosincrasie al piatto, come quella di non riuscire battere le palle lente.

Sulla base del lavoro fatto sui prospetti Keith Law ha stilato anche il ranking dei migliori farm system della MLB. Li veniva facile. I Red Sox sono scivolati al secondo posto dopo che a causa dello scambio di Garrett Crochet (vi ho già detto che i Red Sox hanno preso Garrett Crochet dai White Sox?) hanno perso due prospetti top 100: Kyle Teel e Braden Montgomery. Di per sé questo non darebbe motivo per allarmarsi. Il sistema è ancora pieno di buoni giocatori e la squadra attinge anche a un flusso di potenziali stelle che provengono dal programma internazionale. Invece è decisamente allarmante il fatto che i nuovi responsabili delle operazioni di baseball abbiano deciso di fare un massacro di mezzanotte sul loro gruppo di scouting, in particolare il lato professionistico. Allarmante ma non sconcertante. Uno degli slogan di Mr. Henry negli ultimi anni è stato: squadra che vince… si mantella!

Questi sono alcuni temi di discussione, ma ce ne sono altri, a cominciare dal fatto che il roster dei Red Sox trabocca di partenti, ma ancora non ha coperto buchi in ruoli critici nel bullpen e non ci sarà nessuno (quasi) che si accuccia dietro al piatto per ricevere i loro lanci. Ma magari su questo punto ci torniamo.

Nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate, lasciate un “mi piace” e attivate la campanellina per non perdervi i nuovi contenuti.

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Il Mercato dei Boston Red Sox: Un’Analisi Approfondita

Le prime gare degli Spring Training sono programmate fra meno di un mese ed è giunto il momento di fare il punto della situazione, analizzare cosa è stato fatto e cosa resta da fare.

I Boston Red Sox, una delle franchigie più storiche e iconiche del baseball americano, non sono solo noti per il loro successo sul campo, ma anche per la loro strategia di mercato e il loro impatto economico. Fondata nel 1901, la squadra ha costruito una base di tifosi appassionati e un marchio riconosciuto a livello globale. In questo articolo, esploreremo le dinamiche del mercato dei Red Sox, analizzando le loro strategie di marketing, le entrate e le sfide che affrontano.

  1. Il Marchio Red Sox

Il marchio dei Boston Red Sox è uno dei più forti nel mondo dello sport. Il logo, il famoso “B” rosso, è immediatamente riconoscibile e rappresenta non solo la squadra, ma anche la città di Boston e la sua cultura. La franchigia ha saputo capitalizzare su questo marchio attraverso una vasta gamma di merchandising, che include abbigliamento, accessori e memorabilia. Le vendite di merchandising sono una fonte significativa di entrate, contribuendo a mantenere la squadra competitiva.

  1. Le Entrate e il Modello di Business

I Red Sox generano entrate attraverso diverse fonti, tra cui i diritti televisivi, il merchandising, le vendite di biglietti e le sponsorizzazioni. Il contratto di diritti televisivi con NESN (New England Sports Network) è uno dei più lucrosi nel baseball, garantendo una fonte costante di entrate. Inoltre, il Fenway Park, uno degli stadi più storici e affascinanti della Major League Baseball, attira milioni di visitatori ogni anno, contribuendo ulteriormente alle entrate della squadra.

  1. Strategie di Marketing

I Red Sox hanno implementato strategie di marketing innovative per coinvolgere i tifosi e attrarre nuovi sostenitori. L’utilizzo dei social media è diventato cruciale per la franchigia, permettendo di interagire direttamente con i fan e di promuovere eventi e iniziative. Inoltre, la squadra organizza eventi speciali, come le “Fenway Franks” e le serate a tema, per migliorare l’esperienza dei tifosi durante le partite.

  1. Le Sfide del Mercato

Nonostante il successo, i Red Sox affrontano diverse sfide nel mercato. La concorrenza con altre franchigie della MLB e con sport alternativi per l’attenzione dei tifosi è sempre presente. Inoltre, la gestione delle aspettative dei tifosi è fondamentale, soprattutto dopo periodi di insuccesso. La pressione per mantenere una squadra competitiva e per attrarre talenti può influenzare le decisioni di mercato e le strategie a lungo termine.

  1. Il Futuro del Mercato dei Red Sox

Guardando al futuro, i Boston Red Sox dovranno continuare a innovare e adattarsi alle mutevoli dinamiche del mercato. L’integrazione della tecnologia, come l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale, potrebbe giocare un ruolo chiave nella costruzione della squadra e nella strategia di marketing. Inoltre, l’espansione della loro presenza internazionale potrebbe aprire nuove opportunità di mercato, attirando fan da tutto il mondo.

Conclusione

Il mercato dei Boston Red Sox è un esempio di come una franchigia sportiva possa costruire un marchio forte e sostenibile. Con una combinazione di tradizione, innovazione e impegno verso i tifosi, i Red Sox continueranno a essere un pilastro del baseball americano e un esempio di successo nel mondo dello sport. La loro capacità di affrontare le sfide e di adattarsi alle nuove realtà del mercato sarà fondamentale per il loro futuro.

PS: Inoltre i Red Sox hanno preso Garrett Crochet dai White Sox.

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