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Tornando a casa

Dieci giorni. Nove partite in trasferta. Otto vittorie. Un motore che sembra andare a regime ottimo e che riesce ad ottenere vittorie in modo diverso : a NY con l’attacco, a Tampa con pitching & defence : i due lati del baseball, un po’ come il dio Giano che notoriamente era bifronte.

Gli unici granelli di sabbia dei quali al momento posso aver paura che interrompano il nostro meccanismo perfetto sono gli infortuni : Jed Lowrie è out per i classici 15 giorni e fin qui non va male avendo Scutaro, ovvio candidato al ruolo di titolare durante questa assenza di Jed. A me fa più paura il malanno di Buchholz uscito al 5.inning nel suo ultimo match per un imprecisato dolore alla schiena, Clay viene visitato oggi e a breve ne sapremo di più : l’uomo in preallarme in questo caso non sarà Aceves bensì Andrew Miller che sta facendo bene a Pawtucket e che avrà al 99% la sua chance di riabilitare una carriera che era parecchio deragliata.

La serie a Tampa (il peggior campo secondo molti in MLB) ci lascia soprattutto un paio di uomini “on the rise” : Adrian Gonzalez arrivato sempre più ai confini della fantascienza ( .429 in giugno !!!) e Josh Beckett autore di una partita marziana in Florida (1-hit complete game shutout) ed arrivato ad una media ERA 1,86 e ad oggi assolutamente il candidato allo spot di lanciatore partente per l’All Star Game di Phoenix.

Torno ad essere tempo di interlega : divertente perchè si vedono volti non comuni come ad esempio la coppia Braun & Fielder ed i loro birrai di Milwaukee al Fenway in questo weekend, non troppo divertente per Francona quando si troverà in trasferta a dover decidere chi mettere a sedere. Che bel sudoku !!! Allora Ortiz è il più ovvio candidato, avendo un’adattabilità difensiva opinabile, però dobbiamo considerare che giocheremo 9 partite in trasferta consecutive in interlega (Pittsburgh-Phila-Houston) e lasciare 10 giorni Big Papi in vacanza mi pare follia. E quindi ??? Beh … aspettiamoci semmai un paio di partite di relax anche per Gonzalez e perchè no … anche qualcosa di strano tipo Youk all’esterno (qualche volta l’ha fatto) con Gonzalez in terza e Papi in prima, chiaro che l’assetto difensivo non sarebbe proprio quello che ci immaginiamo la notte, però potrebbe essere un’idea.

Spendo due parole sulle voci che girano in rete su un interessamento per Josè Reyes. Riepilogo delle puntate precedenti : i Mets o per meglio dire i proprietari dei Mets sono in problemi grossi essendo coinvolti pesantemente nel crack Madoff e si legge ovunque che andrà in onda una svendita di giocatori che al confronto i saldi da Zara sono uno scherzo, coll’ovvio intento di abbassare il monte stipendi il più possibile. Tra i candidati ovvi alla partenza c’è Reyes che a fine stagione sarà free agent e che quindi devi cedere a luglio se vuoi monetizzare qualcosa essendo improbabile che rifirmi per la squadra del Queens. Cosa pensare ? Penso ovviamente che Reyes è un giocatore eccitante come pochi e penso che sta battendo .348 però penso anche che tre mesi di Reyes ci costerebbero un po’ troppo, diciamo un Reddick ed un altro paio di prospetti buoni, non lo so … abbiamo già depauperato i nostri farm team per Gonzalez in quanto quello era un investimento a lungo periodo che valeva lo sforzo, occhio a Rizzo a San Diego comunque … sigh !!, azzerarli quasi per un trimestrale a Reyes potrebbe essere una politica miope, poi chiaro che se ci viene detto che l’infortunio a Lowrie è serio molti discorsi cambierebbero. Non lo so … sono combattuto.

Lasciamo i discorsi di mercato anche se tra breve saranno molto caldi e prepariamoci ai Brewers, squadra buona con lanciatori tosti (Gallardo, Greinke, Marcum etc.) e coi due bombardieri che intrigano molto, anzi diciamo pure tre, Braun,Weeks e Fielder sommano 47 HR e 141 RBI (appero !!!); serie da vedere e per nulla facile per una squadra però come i Red Sox che viaggia col vento in poppa in una città col vento in poppissima (non è italiano, ma pazienza) come Boston, con la vittoria dei Bruins nella Stanley Cup la città dal 2003 in poi ha vinto almeno un titolo nelle Big Four (MLB – NFL – NBA – NHL) ovviamente unica città a fare ciò. Segno che quello strano mix italo-irlandese chiamato Boston funziona. Passione, tradizione, fede, competenza … e soldi ben spesi. Gli ingredienti che fanno e che faranno sempre la differenza tra vincere o perdere.

PS – Ho appena finito di vedere Doug Davis (ripeto D-O-U-G  D-A-V-I-S) non far vedere la pallina agli Yankees, stasera quindi può capitare di tutto, compreso che io trovi Heidi in camera mia, nonostante a NY si sia negata al sottoscritto.

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