La rivincita dei ventesimi

Credo che aver eliminato prima i pigiamini e poi i raggetti è la cosa più vicina al piacere supremo per un tifoso dei Red Sox. E tutti noi oggi siamo in quell’empireo di profonda beatitudine dovuta al fatto di essere arrivati a quelle vette che nessun pronostico ci accreditava. E se dobbiamo essere sinceri nemmeno noi avremmo mai pensato che la ventesima squadra data dei pronostici arrivasse tra le prime quattro. Ma ricordiamoci sempre che i pronostici sono sulla carta, ma il baseball si gioca sull’erba e sulla terra rossa.

Dappertutto stamattina si leggono articoli a tema “Perchè i Sox hanno vinto?”. Anch’io non posso esimermi. Primo argomento : i nostri erano sciolti, liberi di testa. Fate solo un confronto tra questi Sox dei playoff e quelli tremolanti, schiacciati dalla pressione e dal dubbio degli ultimi 10 giorni di regular season. Sembrano due squadre differenti, appartenenti ad universi distinti, eppure queste due squadre distano un paio dii settimane, non di più. I vari Hernandez, Verdugo, Vazquez & Co sembrano marziani rispetto agli stessi che erano sotto 5-1 al settimo inning della famosa partita n.162 a Washington. Prima ci rendiamo conto della preponderanza dell’aspetto mentale su ogni altro aspetto del gioco e prima capiremo cosa succede.

Per rimanere sugli aspetti più mentali che tecnici aggiungerei anche che a Tampa dopo gara-1 hanno, come diremmo in Romagna, fatto “un po’ troppo i pataca”. Per chi non avesse la fortuna di essere nato tra Imola e Cattolica traduco dicendo che erano un po’ troppo sicuri di se stessi. Se leggete l’intervista del fine partita di Bogaerts, capirete che Randy Arozarena non è al centro della considerazione nel nostro dugout, questo per usare una perifrasi. Saper vincere è una dote, come saper perdere. I raggetti impareranno anche questo aspetto e saranno comunque un fattore anche per gli anni a venire, finchè tirano fuori dei Wander Franco dal loro vivaio non potremo escluderli.

Ma torniamo a noi : di sicuro Cora non si smentisce e fa scelte che non sono sempre comprensibilissime. Per esempio, come qualcuno dice nella bacheca, la gestione dell’ottavo inning non è stata proprio semplicissima, Robles e Brasier non erano proprio le mie scelte. Faccio poi notare che Ottavino è sparito dai radar dopo gara-1, se sia una bocciatura o un malanno fisico non mi è dato sapere. La gestione della squadra in attacco invece mi fa dire che meglio di così era difficile fare. In generale però s’è confermato l’effetto del “corismo” in tutta la sua forza, se avete ascoltato il commento finale di John Smoltz capirete ormai il livello di considerazione di cui gode il nostro manager. Voglio, anzi pretendo che Cora diventi per noi quello che sono stati Joe Torre per gli Yanks o Tom La Sorda per i Dodgers.

Chicago o Houston è l’altra domanda che gira nella bacheca. A naso preferirei Chicago, organizzazione meno abituata a simili contesti, se verrà Houston comunque evviva, ribadisco che i Sox con la testa libera possono far male a chiunque. Fatemi chiudere con una banalità : ma che spettacolo meraviglioso è il Fenway in ottobre !!! Con quel ruggito da brividi !!! Ho avuto l’impressione, che ovviamente non posso comprovare, che il fattore campo abbia contato qualcosa. Forse è l’unico stadio MLB che può dare una spinta, di sicuro non lo è lo stadio Ikea a Tampa. Mi sbaglierò …. ma un pezzettino di vittoria è dovuta anche ai 36000 e spiccioli che riempivano il nostro amato stadio ultracentenario e son convinto che anche i folletti irlandesi che lo abitano siano stracontenti di aver stoppato gli antipatici raggetti.

Alla prossima amici … la stove league è come il volo per Tampa … Rinviato ad altra data

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14 thoughts on “La rivincita dei ventesimi

  1. Sempre più convinto che la strafottenza di arozorena nel rubare casa base è di i Franco, ogni volta che faceva una valida, nei nostri confronti abbia dato ai nostri la scossa in pratica come si dice dalle mie parti gli han fatto girare i marroni così forte da svegliarli e di scaricare loro addosso questa valanga di valide e HR. Pigiami go home raggi caput come il sindaco di Roma. Ora anche io preferirei i sox di Chicago così da fare un derby della calze, ma ora paura di nessuno schifo di niente. Vada come vada sempre go red Sox. Però u a bella ws contro s Francisco non è male. Durissima ma affascinante. Poi fare un bel fuori campo con la pallina che va nel guanto del ballperk di San Francisco non are be male.

  2. Ho colpevolmente dormito. Come si sa “Max che dorme non piglia pesci” ma speravo di recuperare: avevo un piano. 2 inning la mattina prima di andare a lavorare, altri 2 in pausa pranzo, il resto la sera. Amici avvisati. A metà mattina il dio del baseball giustamente mi punisce; messaggino: “hai goduto kike?”, si legge già dall’anteprima. Avvisati tutti, meno uno. In 3 parole la sintesi della partita. Dopo la pillola per la pressione mi faccio prescrivere le anfetamine!

  3. Gara due dovrebbe essere sabato ore 22 italiane. Appuntamento sulla bacheca per tutti…

    • E va bene così… È giusto far sentire la fiducia ad un giocatore che comunque è un top player e un investimento di squadra.

  4. Peccato, perché Kiké è stato superbo … se gestivamo meglio l’ottavo andavamo gli extra. A stasera!

  5. Qualche considerazione a freddo dopo l’incazzatura. Di solito quando giochi una gara così importante contro una grande squadra e il tuo lanciatore partente dura solo 2.2 innings e i rilievi (Houck Sawamura Robles) perlopiù deludono e l’attacco rimane silente per 7 innings… ecco di solito quando succedono tutte queste cose insieme prendi un’imbarcata. E invece noi siamo rimasti in partita sino alla fine e abbiamo avuto le nostre chances per raddrizzarla nel finale. Significa che dobbiamo crederci.
    Adesso abbiamo bisogno di Nate, della sua solidità e affidabilità. Io ci credo, Go Sox!!!

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