Alla sagra dell’errore

Secondo Sergio Leone un vecchio proverbio messicano così recitava “Quando l’uomo con il fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto”. Ecco nella serie con i Baltimora i Red Sox si sono presentati con la pistola e, sebbene siano passati in vantaggio in ogni singolo incontro, hanno subito una sweep umiliante nella serie di apertura casalinga della stagione.

 

Nel film, se vi ricordate, il proverbio veniva smentito perchè alla fine l’uomo con la pistola finiva per prevalere, ricorrendo allo stratagemma di portare una pesante lastra di metallo sotto il poncho, impenetrabile ai proiettili del Winchester. Fuor di metafora questo si traduce nel fatto che, per i Red Sox, la vittoria passava nella speranza di confermare le buone statistiche degli starter e del bullpen, ma soprattutto una difesa impeccabile o almeno molto meno fallosa. 

 

In gara uno Bello affronta Corbin Burnes, un vincitore del premio Cy Young e uno dei migliori lanciatori del campionato. Sapevamo in partenza che con un ragazzo del genere il punteggio resta basso e dovevamo colpire subito e tentare di arrivare al bullpen

 

All’inizio il piano sembrava funzionare alla grande. Dopo le cerimonie pre-partita, Bello ha rimandato in panchina tutti e tre gli Orioles affrontati nel primo inning. Nella parte bassa Tyler O’Neill ha continuato il suo infuocato inizio di stagione, battendo un solo homer sopra il Green Monster. 

 

Purtroppo il pareggio arriva subito. Bello non riusciva a contenere gli Orioles nella parte superiore del secondo e, con 2 out, una BB, una rubata e un doppio di Colton Cowser ripristina la parità. Le cose sono proseguite senza colpi di scena, con Bello che faceva registrare due eliminazioni veloci all’inizio del quarto. Se avessimo un decente terza base in squadra probabilmente il potente lungolinea sulla sinistra di Mountcastle avrebbe fruttato il terzo out, però in terza abbiamo Devers e Ciccio riesce solo a interporre il suo corpaccione, impedendo che la palla arrivi all’esterno. Ora si vede come le squadre forti sanno concretizzare le minime opportunità. L’inning potrebbe terminare due lanci dopo, quando Cedric Mullins colpisce un line drive verso l’esterno sinistro. Purtroppo Duran perde la palla passando dal sole all’ombra e l’errore porta due uomini in base con due out. Colton Cowser torna nel box nella stessa situazione del secondo ottenendo lo stesso esito. Gli Orioles vanno in vantaggio 3-1 e la partita, praticamente, finisce qui. Frutto di una difesa tutt’altro che impeccabile e di un Bello, in miglioramento, ma che non ha in repertorio il K salvavita che chiude l’inning.

 

In gara 2, senza il miracoloso Pivetta di inizio stagione, riusciamo a vanificare un vantaggio di 5 run, per un crollo che non ho la forza di rievocare, tanta è stata la delusione.  Arriva la finale, manca Ciccio per il riacutizzarsi del dolore alla spalla. Abbiamo sempre perso senza Ciccio, ma non possiamo perderle tutte senza lottare. I Red Sox hanno svuotato la panchina, rinunciando al battitore designato e usando quasi tutti i rilievi a  disposizione nel bullpen nel tentativo di salvare la finale di una frustrante serie di tre partite contro gli Orioles.

 

Ma non è bastato.  Boston entra in vantaggio per 2-1 nell’ottavo. Subito Pablo Reyes che sostituisce Devers, commette un errore inconcepibile in MLB,  su una battuta a terra di routine del giovane fenomeno Jackson Holliday. Nonostante questo i Sox hanno avuto l’opportunità di chiudere l’inning quando Rutschman ha battuto una tranquilla palla a terra su Rafaela, spostato in seconda dall’esterno centro. Sarebbe stato un facile doppio gioco di routine se  l’interbase Hamilton, ricevuta la palla, avesse toccato il cuscino di seconda. 

 

La carenza di esecuzione in difesa è  diventata una piaga abituale in queste prime 11 partite. Siamo primi  nella  Major League per aver incassato 15 punti non guadagnati. Solo gli Atletica,  con 15 errori, superano i nostri 13. A rendere il tutto ancora più frustrante è il fatto che migliorare la difesa rispetto alla scorsa stagione è l’obiettivo principale che si erano dati  Alex Cora e il suo staff tecnico.

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6 thoughts on “Alla sagra dell’errore

  1. Ho smesso di guardare la partita dopo il primo inning perchè non era una partita di baseball, almeno non era una partita di grande lega. In campo c’erano bambini terrorizzati che maneggiavano la palla come fosse fatta di braci ardenti. Uno spettacolo patetico che peggiora giorno dopo giorno e ne se ne vede la fine.

    Credo che sia evidente che c’è bisogno dello psicologo. Una settimana fa abbiamo perso Trevor Story a causa di un infortunio alla spalla che lo terrà a casa per tutta la stagione. Questo evento rendeva del tutto sfidante non buttare immediatamente alle ortiche il tesoretto accumulato nelle prime serie vincenti della stagione. La reazione a queste avversità non poteva essere peggiore. Negli ultimi sette giorni, la difesa dei Red Sox ha commesso 12 errori che hanno causato 16 punti non guadagnati. Una tendenza preoccupante, già presente la scorsa stagione, si è rapidamente trasformata in un effetto valanga e sembra essere diventata un ossessione mentale per una squadra giovane che ha troppi giocatori che non riescono a gestire la responsabilità del momento.

    Fortunatamente la pressione mentale dovrebbe diminuire: oramai non c’è più la possibilità di rovinare la stagione, essendo questo dato diventato certezza.

  2. Stasera Dalbec in terza. Si attende ancora la sua prima valida dell’anno. Al momento tha collezionato 7 strikeouts in 12 apparizioni al piatto. Quest’anno potrebbe battere ogni record. Negativo ovviamente

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