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La pace dei sensi

Non avere più obiettivi porta se non altro ad avere un approccio decisamente più morbido alle partite, forse sarà anche l’abbuffata di Olimpiadi (beach-volley femminile in primis eh eh eh eh eh …) ad avere obnubilato il mio cervello ma molto più probabilmente è il fatto che ho spento una volta per tutte le aspettative su questa stagione, baseballisticamente ho raggiunto la pace dei sensi ed i Sox non hanno certo nella loro disponibilità nessuna pillolina azzurra che possa ravvivare alcunchè.

Questo nirvana interiore mi fa accettare una scampagnata vincente come in questa domenica sera con la stessa faccia di una sconfitta per mano di Brent Lillibridge (ripeto LILLIBRIDGE ), spero solo ormai di riuscire a vedere degli spettacoli sportivi decenti, onestamente la partita di sabato sera non rientra molto in questa categoria, i giocatori che si beccano degli out sulle basi per corse al limite del ridicolo oppure gli stessi che vanno nel box scarichi (nessun turno è durato più di 6 lanci) non sono un gran bello spettacolo. Spero almeno che in questo lungo fine stagione che ci aspetta ci vengano risparmiati match poco dignitosi, i playoff non li raggiungeremo più ma salvare la faccia resta un imperativo.

Per mettere un altro bel timbrino alla nostra stagione grottesca ci mancava un bell’infortunio traumatico a Middlebrooks, cannonata in un polso ed arrivederci al 2013;  davvero una disdetta per il nostro terza base perchè aveva bisogno di accumulare turni nel box, ricordo che stiamo parlando di un atleta che compierà tra poco 24 anni e quegli altri 130-140 turni che poteva mettere insieme avrebbero costituito un altro bel capitolo di quel corso da aspirante superstar che il nostro Will ha tutto il diritto di seguire; se non altro l’infortunio di Middlebrooks ha dimostrato che nel nostro front office c’è almeno qualcuno con doti da veggente, infatti quando qualche giorno fa acquisimmo la ex grande speranza Danny Valencia (notizia che mi parve così trascurabile da non meritare nemmeno una nota) mi chiesi perchè mai avessimo fatto questa trade, evidentemente qualcuno se l’aspettava ed ora avremo un altro giocatore che cercherà il suo quarto d’ora di gloria; quando vidi Valencia nel suo anno da rookie mi sarei giocato dei soldi sul fatto che diventasse qualcuno, poi nelle annate successive non ha mantenuto le promesse, la sua carriera al contrario deve essere un monito per Middlebrooks, non basta una bella canzone per creare una gran carriera da cantante, servono molti LP, a Will il compito di dimostrarsi non il cantante da un solo successo.

Intanto nelle cronache da basso impero che circondano spesso i Sox nei momenti difficili (e questo lo è) non possono mancare i nostri due beniamini Lackey & Beckett : il primo se ne sarebbe fregato del divieto imposto da Bobby V al consumo di birra e si sarebbe presentato accompagnato da un paio di Bud nelle club-house in trasferta a Cleveland, il secondo fedele al suo motto “nei giorni liberi faccio quel c… che mi pare” avrebbe chiuso un pub a Boston il giorno prima di dover lanciare contro i Rangers; nelle mie vacanze bostoniane mi par di ricordare che i pub non chiudono proprio prestissimo, una qualsiasi speranza per il 2013 può essere reale senza prima estirpare queste due cisti ? Io non lo credo, ne abbiamo le scatole piene dell’uno e dell’altro, pessimi lanciatori da un po’, pessimi compagni di squadra (ricordiamo ancora certe tirate di Lackey), pessimi professionisti. Le infezioni vanno curate, altrimente rischiano di incancrenire la situazione.

Intanto continuano le voci sul mercato, ancora possibile ricordo previa passaggio del giocatore tra i waivers. Ovviamente stiamo parlando del mercato in uscita visto che oggi avrebbe poco senso prendere gente, l’uomo richiesto è Aviles e la squadra interessata sono gli Oakland A’s che già avevano bussato a questa porta anche prima della deadline di luglio, al momento non se ne farebbe nulla visto che Mr.Moneyball Billy Beane considera eccessiva la richiesta dei Sox, richiesta che non è stata esplicitata alla stampa. La decisione dei Sox di alleggerire il roster ottenendo in cambio dei prospetti è perfettamente logica, riuscire a “fregare” Beane mi pare una speranza eccessiva come la disgraziata trade “Bailey-Reddick” è lì a testimoniare.

Questo è tutto per oggi … e che qualcuno dica a Bobby V di non eccedere con la creatività : Ciriaco all’esterno centro e Salty in prima sono scelte che non vanno in direzione di quell’immagine di serietà che auspicavo prima.

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2 comments. Leave a Reply

  1. Ivan69

    Mai titolo fu più adatto. Neanche una vittoria x 14 a 1 e una partita “old syle” di Lester riesce a generare particolari stimoli e la cosa e’ davvero spiacevole. Attendiamo la nuova stagione e speriamo almeno che non vincano i nostri rivali storici. Una stagione così deprimente fa si che piu’ che tifare a favore si comincia a tifare contro gli avversari e, da sportivo, un pochino mi faccio pena…

  2. Max

    E intanto la confusione regna sovrana! L’articolo di Jeff Passan su yahoo sports, che riportava di una riunione a fine luglio chiesta dai giocatori alla proprietà per chiedere la testa di Bobby V, ha surriscaldato il clima. Si è vero, no non è vero … e i commentatori da Rosenthal (Fox) e Minihane (Weei) se la prendono soprattutto con i giocatori, in particolare Pedroia e Gonzalez, quelli che si sarebbero fatti sentire di più. Gli articoli di Rosenthal e Minihane non mi sono piaciuti affatto, perché sono molto lontani da una lucida analisi della situazione tra problemi e possibili soluzioni. Minihane auspica l’intervento del deus ex machina John Henry, Rosenthal ammucchia tutti i nostri (noti) problemi, dice che i giocatori sono viziati, ma Bobby deve andarsene. E bravi! Ci manca solo che si crei un clima da caccia alle streghe e trovare qualche capro espiatorio, magari proprio tra i giocatori migliori! Il nostro problema sono i lanciatori e in particolare i partenti; per l’anno prossimo, occorre vendere se possibile quelli che non si possono recuperare e rimpiazzarli con buoni giocatori. Il lineup è più che valido, si può far qualche sacrificio per arrivare ad un ace, magari contando su qualche innesto di giovani; per il resto bisogna mettere a posto bene la questione dei coaches. I presunti retroscena sono chiacchiere e, per di più, nemmeno scritte troppo bene.

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