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Il ritorno del Re

Oggi non ho voglia di parlare della solita fuffa, non mi va di sprecare ancora tempo per parlare del solito Farrell che lascia un rilievo mancino nemmeno di prima fascia ad affrontare Salvador Perez, dei magici rilievi acquisiti da Dombrowski e tutta questa paccottiglia. Oggi l’argomento è ben altro, stasera è la sera nella quale verrà reso il dovuto omaggio al giocatore più importante della storia dei Red Sox, stasera David Ortiz, l’unico re che abbia mai governato il Massachussetts dopo la cacciata degli inglesi 250 anni fa, torna nel suo regno dove è signore assoluto e non sono molti i sovrani che godono di un rispetto così sconfinato.

Io penso che avevamo il sospetto ed ora ne abbiamo la certezza : un personaggio così lo incontri una volta nella vita e non abbiamo la più pallida idea di come poterlo sostituire; io ho la soluzione : semplicemente è da fuori di testa pensare di poterlo sostituire uno così, dobbiamo cercare di arrangiarci facendo il meglio possibile, sapendo che potremo trovare negli anni a venire un giocatore che offra in campo il suo rendimento (difficilissimo … ma possibile), ma uno con quella leadership semplicemente non esiste.

Esplicito meglio il concetto : in questi giorni il sito MLB ha fatto una classifica dei 10 migliori “Big Papi moments”. La mia classifica è un po’ diversa e vede al primo posto questo gesto : https://www.youtube.com/watch?v=yYUKp7SPj1Y Eravamo alle World Series 2013 e quella serie sembrava stesse scappando via, Ortiz si fece carico di arringare la squadra, se sentite Joe Buck dice :”queste cose non si vedono spesso nel baseball”. Già … io vedo baseball da qualche decennio e una roba del genere non l’avevo mai vista. Guardate il volto di Dustin Pedroia (ho detto Pedroia, uno che è stato MVP della Lega, All-Star, etc. etc.) mentre parla Papi e capirete cosa significa carisma, quella dote che il nostro 34 si portava appresso in dosi spaventose.

Ortiz in questo 2017 da “pensionato” s’è dimostrato anche uno col cervello funzionante : è stato ben lontano dal Fenway fino a stasera, per evitare il solito porcaio mediatico … e per dare modo alla squadra di trovare una sua dimensione in questo anno 1 A.O. (after Ortiz), è venuto a Boston, per esempio ricevendo un’ovazione oceanica dal pubblico del Garden durante un match di playoffs dei Celtics, ma giustamente non è stato attorno ai Sox e son sicuro che non è stato per disinteresse; immaginate fosse stata da queste parti mentre la squadra zoppicava, si sarebbero sprecati i titoli tipo : “Ritorna ?”, nulla di tutto ciò. Lui ha dato ora tocca agli altri.

Quindi ora è il momento degli onori. Alcune idee sono davvero carine, per esempio gli hanno dedicato il gate 34 dell’aeroporto Logan, mi piace molto quello che propone “Over The Monster” ovvero rinominare l’intera Yawkey Way in David Ortiz Way; che l’indirizzo degli uffici dei Sox e del Fenway siano in una strada dedicata a Tom Yawkey, che è stato per un quarantennio il proprietario della squadra ma è stato anche un razzista della peggior risma, m’è sempre sembrata una gran brutta roba; dedicare la strada all’uomo che nei giorni bui dell’attentato della maratona se ne uscì con quel discorso iconico “this is our (beep) city” sarebbe un bel modo per fare pace con la storia passata non proprio rispettabile dei Sox.

Questo piccolo tuffo nel passato finisce qui, al presente ci penseremo la prossima volta, per esempio penseremo che la produzione offensiva dei nostri attuali DH è modesta : 13mi in American League come HR, ultimi (!!!) come slugging … e così via. Eravamo abituati diversamente. Mi viene un dubbio : che Ortiz sia stato per noi ciò che è stato Michael Jordan per i Chicago Bulls. Il grande 23 ha fatto godere enormemente i tifosi dello United Center, ma cosa avevano vinto prima del suo arrivo ? Nulla. E dopo il suo ritiro ? Meno di zero. Capite perchè dico che certa gente è impossibile da sostituire ?

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Siamo primi ? E’ uno scherzo ?

E’ stato difficile stamattina rendersi conto di essere primi, semmai la cosa durerà solo per una notte, ma al termine della settimana i Sox sono in testa alla division, grazie ad una buona raccolta negli ultimi 7 giorni … e grazie agli Yankees che hanno davvero maldigerito la trasferta in California. Lo abbiamo detto e ripetuto che questa squadra, seppure tra errori e qualche contro-prestazione, sta comunque galleggiando e se qualche cavallo da corsa smettesse di comportarsi come un ronzino probabilmente saremmo ancora più di corsa.

Tra questi cavalli di razza che stanno dando poco c’è di sicuro Porcello che ormai è un caso, decine di pezzi per analizzare il campionato di quello che è il Cy Young Award in carica che invece sta andando in crisi ogni giorno di più; c’è sempre l’annoso problema degli inizi partita : 5,40 di ERA nei primi tre inning, 3,74 nei successivi tre; se prendete altre cifre come strikeout, OPS etc. troverete cifre simili; questo problema lo avevamo anche visto in passato, il problema è la sua fastball che resta clamorosamente alta e non mancano i battitori di palla alta. Rimedi ? Certamente curare la tecnica che sembra un po’ essersi persa e spesso in questi casi si potrebbe anche prendere la decisione di cambiargli il catcher. Differente il caso di Price, su di lui aspetto un po’ a preoccuparmi perchè è tornato da poco da un infortunio e forse darebbe un contributo migliore se la nostra ineffabile guida tecnica non lo lasciasse a cuocersi sul monte beccando punti extra come capitato in gara-3.

Ma se siamo primi e nello stesso tempo consapevoli dei nostri punti deboli, significa che abbiamo anche dei punti positivi. Ne voglio elencare alcuni : anzitutto abbiamo il closer che distrugge le speranze degli avversari, se arriviamo al nono inning e siamo davanti … game, set and match; il campionato che sta facendo Kimbrel ha dell’irreale, se la gioca col Uehara 2013 o col Papelbon 2007, ho preso due esempi di stagioni che ci hanno visto trionfare, guarda caso nei tre anelli del XXI° secolo c’è anche l’impronta di closer devastanti; Foulke, Paps e Koji-san furono importantissimi e ciò dimostra a tutti noi cosa conta avere il closer, nel baseball di questi tempi l’uomo del nono inning è uno degli asset che è impossibile non avere se si vogliono coltivare delle legittime ambizioni.

L’altra cosa di cui non si può parlare è la bellezza di una partita vinta al pelo con un out fantastico di Benintendi (ma non scordatevi il tag di Vazquez) ed un colto rubando dello stesso Vazquez al nono inning; i nostri catcher hanno un discreto cannone nel braccio, Vazquez ne secca uno su tre, addirittura Leon è sul 40% di colti rubando. Gran cosa questa, aiuto immenso per una difesa che ha stretto le file e che dopo un inizio traballante ha settato alcune cose, purtroppo uno dei settaggi è aver messo il Panda a sedere in panchina, almeno per una discreta percentuale di partite … ma non si poteva fare diversamente. Sull’out di Benintendi, fatemi dire una cosa : in tanti avete lodato il braccione – bazooka del nostro giovane esterno ed io non posso che accodarmi a voi, ma ammirate anche il tag di Vazquez che non è per nulla banale, avendo solo una frazione di secondo per beccare quel satanasso di Altuve.

Comunque bella cosa il due su tre in Texas, sebbene con partite allo spasimo, ma abbiamo sempre detto che vincere le partite strette è un segnale molto positivo, che mette in buona luce la stagione, tra Phila e Houston quattro vittorie col minimo scarto, continuasse così … Chiudo facendo uno scongiuro per la partita di stasera a Kansas City, non per il valore intrinseco della stessa, ma per il fatto che qualora perdessimo torneremmo al secondo posto e semmai pensereste che il titolo non è stato foriero di grandi risultati. Mi sono scelto un scontro complesso, se non fosse altro per il fatto che lancerà Velazquez, che non è Greg Maddux e nemmeno Tom Glavine. Me la sono tirata ?

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Quando uno fa scelte intelligenti

Sono volutamente ironico : stanotte ho compiuto una scelta veramente intelligente; approfittando di un venerdì di ferie ed anche a causa del calendario che fa giocare poche volte i Sox ad orari consoni per noi italiani mi son detto : “perchè non guardare gara-4 a Philly ?”. Molto bene, ho di sicuro messo insieme una certa insonnia ed anche una certa incavolatura, è vero che perdere una partita giocata in maniera storta ci può stare in una regular season di 162 partite, ma ci sta capitando troppo spesso, sprecare una partita in cui Sale è dominante (come al solito) è davvero come buttar via il biglietto vincente della lotteria … ed anche questo non è la prima volta che ciò accade. Poi chiaro che vincere la serie è sempre quello che serve, sebbene i Phillies siano probabilmente la peggior squadra della Lega, ma lascia comunque perplesso il fatto che i Sox non riescano a fare quel saltino in avanti col bastone che servirebbe, concepisco tante cose nella vita ma non che Chris Sale sia anche l’uomo più pericoloso in attacco, abbiamo visto anche questo anche se ci sembra incredibile.

La seconda scelta intelligente di cui mi va di parlare è quella che c’ha visto in due anni scialacquare un sacco di giocatori per andare a prendere il famoso setup col risultato di non averli mai visti questi setup, reggendo comunque molto meglio del previsto il confronto del bullpen … ed ogni riferimento al fatto che per Thornburg se ne riparlerà nel 2018 non è per nulla causale. Io spero che negli uffici di Yawkey Way abbiano imparato la lezione, il rendimento dei rilievi è la cosa più volatile che esista nel baseball MLB, tre mesi fa avevamo le mani nei capelli pensando a Kelly, tanto per fare un nome; invece sta andando molto meglio del previsto e potremmo anche fare altri nomi. Svenarsi mandando quattro giocatori a Milwaukee per un uomo da bullpen è una follia ed oltretutto il nostro brizzolato Presidente è pure recidivo, poi sul discorso perchè tutti ci rifilino giocatori rotti sotto il naso … beh … quello è tutto un altro paio di maniche; io non credo assolutamente che questi si spacchino una volta volta da noi mentre erano sanissimi al momento della trade. Passi una volta, specie se c’è dolo da parte di chi ce li vende (vedi la querelle Pomeranz coi Padres), ma prendere tre lanciatori rotti in un anno solare credo sia un record difficilmente battibile. Io nella vita non mi occupo certo di analisi cliniche sui lanciatori, ma porsi domande sul nostro reparto medico mi sembra doveroso.

La terza scelta intelligente è andata in scena in questa nefasta gara-4 a Phila. Non so come, non so perchè ma al nono disperato inning riusciamo a mettere in base un velocista come JBJ, abbiamo due out, in panchina ci sono un paio di mazze discrete come Hanley e Young ed il nostro ineffabile manager lascia a battere quella specie di ectoplasma bipede che corrisponde a tale Sandoval. Io resto senza parole, probabilmente non sarebbe cambiato nulla, ma perchè negarsi una chance in più di pareggiare il match ? Con Speedy JBJ a correre, una battuta profonda nel cavernoso impianto dei Phillies può essere sufficiente, ed invece ci affidiamo ancora al Panda ? Ma le leggono le cifre nel nostro dugout oppure vivono in un universo parallelo ? Non voglio far sembrare il venezuelano l’uomo su cui scagliarsi, nemmeno fosse l’Emmanuel Goldstein di 1984, ma io continuo a credere che sovraccaricarlo di responsabilità sia altamente contro-producente anche per il Panda stesso. Avete visto che barzelletta di lancio è andare a sventolare per andare strikeout ? Cosa dobbiamo sopportare ancora per vedere delle menti mediamente pensanti prendere questo tipo di scelte ?

Insomma … belle decisioni; per ciò che mi riguarda ritratto ciò che ho fatto e vi prometto che il venerdì notte lo passerò dormendo (se sconfiggo l’afa), ma la partita ben più difficile con Houston me la vedo con tutta calma durante la giornata di sabato. A proposito, grandissima stagione da parte degli Astros che beneficiano di una division debole, ma anche di un roster cresciuto esponenzialmente con personaggi come Mc Cullers e soprattutto Keuchel che sta lanciando meglio di Sale … ed è tutto dire. Pericolosi anche in attacco coi vari Altuve, Springer e compagnia cantante, tanta roba ed un primo posto netto nella classifica dell’American League con un vantaggio abissale per il titolo divisionale. Mi sa che per uscire vivi da partite simili occorrano decisioni intelligenti, sul serio però … non come quelle di cui sopra

 

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Difficili sentieri conosciuti

I sentieri che sei abituato a battere non dovrebbero farti paura, li percorri spesso e sai, o per meglio dire dovresti sapere, dove aspettarsi le insidie; in questa bizzarra edizione 2017 dei Red Sox non è assolutamente così : nella AL East, dove giochiamo quasi la metà delle partite, abbiamo un record poco soddisfacente di 13-15, nelle altre partite un bel 21-12. C’è una motivazione a questo strano andazzo ?

Forse sì … anzitutto a baseball si gioca in due, sembrerà banale dirlo ma a volte si tende a scordarlo, e tanto per cambiare la AL East si conferma una gran brutta bestia; stando alle classifiche ad oggi in American League ci sono 7 squadre col bilancio sopra la fatidica media .500, tra queste Yanks, Sox, O’s e Rays ed anche chi manca in questo elenco ovvero i Toronto Blue Jays sono solo 2 partite sotto media, nettamente la migliore tra le squadre all’ultimo posto, ovvio che quanto i contendenti siano tosti portare a casa la W sia più complesso.

C’è poi il discorso degli infortuni, quando hai una formazione con delle pecche riesci a salvarti se affronti gente più debole; volendo parlare in modo franco e diretto, contro il bullpen imbarazzante dei Tigers, che sembra costruito ancora seguendo i dettami di Dombrowski, riescono a fare danni anche un Rutledge e semmai ci potrebbe riuscire anche Marrero, altrettanto ovvio dire che contro Miller o Betances i suddetti giocatori con la mazza possano solo fare vento o poco più. Sarà quindi bene mietere (siamo in stagione) parecchie vittorie anche nella prossima settimana, dove ci sono 4 partite coi Phillies.

La settimana però ha visto anche un paio di situazioni che è bene evidenziare : anzitutto è ufficialmente iniziata la guerra tra Price e la stampa bostoniana, c’erano stati dei segnali nei mesi precedenti ma ora siamo ufficialmente arrivati allo scambio di cannonate. Mercoledì sera, nella clubhouse degli ospiti allo Yankee Stadium il nostro pitcher s’è esibito in un tirata, con parole degne di uno scaricatore di porto. Questa robaccia a Price sembra riuscire bene, lanciare direi che gli riesce un po’ peggio, visto la schifezza di partita in cui s’è esibito la sera successiva, quando la nouvelle vogue degli Yankees s’è divertita parecchio. Siamo alle solite … come già innumerevoli volte in passato abbiamo il giocatore di turno che non sta rendendo come ci si aspettava e che s’inc… se gli viene fatto notare. Di sicuro il trapianto di Price a Boston non sembra andare bene, c’è quella sensazione di corpo estraneo come furono Crawford ed Adrian Gonzalez, dovesse continuare così ci sarebbe da chiedersi se il giocatore farà valere il suo opt-out al contratto che potrà esercitare a fine 2018. Con tutti quei soldi in ballo ci sarà da ridere.

L’altra cosa che mi ha colpito è la marginalizzazione di Sandoval che sembra ormai conclamata, che resti a sedere contro i mancini è normale dato che contro i lefties batte un inverecondo .150, adesso però viene tenuto al calduccio in panchina anche contro i destri, come contro Verlander; un Rutledge, pur coi limiti tipici di un giocatore che è un onesto mestierante e nulla più, è comunque più affidabile, sia in attacco che in difesa, del nostro ingombrante terza base venezuelano. Bell’affare considerando che lo abbiamo a libro paga fino a tutto il 2019. Un rapporto iniziato male rischia di continuare peggio, almeno lui se ne sta buono, non spara cazz… alla stampa, semplicemente gioca male, si gode il suo lauto stipendio che qualche sciagurato gli ha concesso e si va avanti così; mancano ancora una cinquantina di giorni ai frenetici momenti del mercato e verrebbe da dire che qualcosa dovrebbe essere fatto, dati i trascorsi del nostro factotum io ho paura che si agisca con le trades, quasi meglio tenerci la situazione che c’è cercando di fare il meglio possibile.

Insomma … come scritto da qualcuno nella bacheca, con tutto quello che ci sta succedendo essere a +7 sopra media .500 è un affarone. Grazie a Dio abbiamo un “core” di giocatori che tirano avanti la baracca, per esempio un JBJ che non sarà il battitore più affidabile al mondo ma che in difesa fa roba da farmi saltare sul divano, tipo stanotte in gara-2 coi Tigers, abbiamo Bogey che non avrà il punch per i fuoricampo ma che fa .332 di average ed ha messo in piedi una keystone con Babbo Pedey che è uno spettacolo. Con questi talenti servirebbe poco per fare un salto di qualità, basterebbe non sbagliare il 70% delle scelte da fare sul mercato, mi viene un dubbio … su quest’ultima percentuale che ho scritto forse sono stato basso. Le grandissime squadre si costruiscono così, un gruppo di giocatori allevati in casa che poi vengono completati con delle acquisizioni chiave. I nostri maggiorenti sono capaci di fare ciò ?

 

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On the edge

Sempre lì … siamo sempre su quel bordo che ci permette di rimanere a tiro di primo posto, ma anche col rischio di retrocedere in classifica se qualcosa andasse storto più di quello che sta andando, in una AL East che forse non ha un’eccellenza assoluta ma ha 5-squadre-5 che possono coltivare legittime ambizioni; riusciamo anche a resistere ad un tourbillon di infortuni che cominciano a lasciare anche troppo il segno, anche perchè colpiscono con una precisione scientifica sempre negli stessi ruoli.

Aspetti negativi ed aspetti positivi; partiamo dai primi : dicevamo degli infortuni, con Pedroia out, siamo a Panda, Marrero e Rutledge con due posti disponibili, che il Dio del baseball ci aiuti. Ormai siamo così confidenti (oh … ironia !!!) del Panda che lo togliamo negli inning finali per migliorare la difesa … e stiamo parlando di uno che paghiamo 17,6 milioni di $, Rutledge fa quello che può e Marrero oggi mi ha fatto bestemmiare come poche volte capitato in passato; stiamo parlando di uno dei giocatori peggiori nella storia ultra-centenaria dei Red Sox, un giocatore che dovrebbe ringraziare il destino per aver avuto l’opportunità di giocare in Grande Lega, è inaccettabile che un giocatore simile commetta un errore di concentrazione in difesa come capitato nell’orrendo primo inning stasera a Baltimore quando s’è semplicemente scordato di andare a coprire la seconda base, errore che c’è costato caro.

Gli infortuni toccano anche il monte, Rodriguez out dopo essere scivolato dal monte mentre si stava scaldando, per sovramercato infortunio anche dell’uomo che doveva prendere il suo posto della rotation ovvero Johnson uscito al secondo inning della sua partita di Triplo A, è vero che manca qualche giorno al suo eventuale impiego, ma è estremamente improbabile che possa lanciare. Rodriguez non dovrebbe mancare per un periodo lunghissimo, ma nemmeno essere pronto dopo i 10 giorni canonici della injured listi, chi possa prendere il suo posto con Johnson out è un bel quiz, i nomi sono i soliti nessuno dei quali soddisfacenti.

Passiamo finalmente alle cose belle, Price ha giocato una gran partita, gestendo più che bene un lineup pesante come quello degli Orioles, zona di strike assolutamente consistente ed anche una economicità nei lanci che fa sempre bene; a me è piaciuto molto anche Sale nella partita di stasera, le cifre non gli danno il credito che merita, cifre notevolmente peggiorate a colpa della dabbenaggine della sua difesa, oltre alla mancata copertura di Marrero di cui ho parlato prima, vi invito anche a considerare il mancato tag del Panda sulla rubata della terza, col giocatore degli Orioles che l’ha schivato, un Panda che ha avuto una reattività simile a quella che può avere mia madre.

Bello spettacolo, come sempre, nella difesa dell’outfield con un paio di numeri di Betts, non male anche l’arbitro che non aveva visto una chiara presa al volo del nostro esterno destro, basta un episodio come questo per capire quanto sia benedetta la regola che ammette il replay, all’arbitro che non aveva visto la presa al volo di Betts si può consigliare una visita oftalmica, ne ha davvero bisogno.

Prossima tappa New York, contro gli Yankees che vivono una stagione che non pensavano di vivere, con un bel mix di veterani e giovani, i cui simboli di questo mix sono la consistenza di Gardner e la gioventù di Judge, fisico di corazziere con un giro di mazza che spacca. Con Baltimore abbiamo salvato il pareggio con le due vittorie del weekend, una serie da tre non si pareggia, vincerne due sarebbe tanta roba.

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I pallini del Memorial Day

Altro giro veloce di pallini dopo quest’infausta gara-1 a Chicago. Stile fuoco di fila, poche parole e (spero) molti concetti

  • La prima cosa da fare dopo questa partita è incrociare le dite per Pedroia, uscito dopo lo scontro in prima per un polso dolorante, lo stesso polso che si fece operare nel 2014. Dopo la sua uscita, per un bel pezzo della partita, abbiamo avuto in campo Travis, Rutledge e Marrero : senza offesa … un infield da Triplo A
  • Ad un certo punto la crew di NESN ha detto che con Marrero s’è sistemata la difesa del cuscino di terza, aggiungendo però che bisognerebbe provare di mettere a posto anche la produzione offensiva da quel ruolo, che al momento fa ridere (questo lo dico io). A mio parere c’è un modestissimo problema, con Holt fuori per un malanno che sta iniziando a preoccupare ed il Panda … che è il Panda, io non vedo come si possa avere in terza un giocatore capace di difendere e che sappia anche tenere in mano il bastone, a differenza di Marrero. A proposito, il Panda ha giocato così bene le partite di “rehab” a Pawtucket … che gli è stato detto di restarci, almeno per un po’. Future looks bright
  • Come ha lanciato Price ? Decentemente … peccato per quel cocomero tirato a Cabrera, ma visto come erano andate le due partite di riscaldamento a Pawtucket non è nemmeno andata malaccio. Difficoltà a trovare la zona, un paio di colpiti consecutivi, ma comunque facciamoci piacere la sua uscita, anche perchè abbiamo un bisogno disperato di lui.
  • Tutte le volte che un nostro rilievo manda a putt… la partita mi viene sempre in mente, non posso farci nulla, che in due anni abbiamo preso due setup, dando come contropartita anche troppo, per avere in cambio degli infortunati perenni. Detto di Carson Smith che proverà tra qualche tempo di tornare dal Tommy John, quello che volevo chiedere a voi è se avevate notizie di Thornburg. Esiste ancora ? E’ stato colto da una crisi mistica e sta facendo un lungo pellegrinaggio lungo le sponde del Gange ? Proviamo di interessare Federica Sciarelli e la troupe di “Chi l’ha visto ?”
  • E’ così fuori dal mondo reale aspettarsi un Hanley Ramirez un po’ più trascinatore di una squadra che di farsi trascinare ne avrebbe un bisogno disperato ? Sinceramente uno come lui poteva andare bene l’anno scorso andando al traino di un superasso come Ortiz, ora che il superasso non l’abbiamo più, un Hanley è sprecato ? Considerate anche lo stipendio che ha. Alla fine mi pare un secondo o un terzo violino, semplicemente non ha la statura del primo violino, che è ciò che ci sta mancando.
  • Mi verrebbe da dire che da un mesetto John Farrell stia facendo le cose che è giusto fare, ha fatto le scelte che andavano fatte e mi sembra aver smesso di fare cavolate. Però non è che i risultati siano cambiati di molto. Ergo cosa significa ? Che questa squadra più di tanto non può fare ? Di sicuro stiamo vedendo come i “gamble” di Mr. Dombrowski ci si stiano ritorcendo contro … e di questo Farrell non ha la minima colpa. Quindi, forse … più che lamentarsi del manager conviene inviare missive all’uomo brizzolato negli uffici.

 

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Una sedia rovente fa bene ?

Improvvisamente, due giorni fa, abbiamo avuto la sensazione che fossimo arrivati ad uno di quei snodi un po’ bruschi che hanno spesso contraddistinto la storia dei Red Sox. Non so come, non so perchè ma c’era quasi la sensazione che fossimo arrivati al momento del siluro in direzione di John Farrell; Ken Rosenthal che non è solo uno che porta dei papillon stravaganti ma è anche un giornalista che di solito ci becca, aveva dato alle stampe un articolo dove veniva detto senza troppe perifrasi che Farrell era seriamente a rischio e si cominciava a parlare di possibili sostituti.

Apriti cielo !!! In un città molto reattiva e dato che parliamo di un tema che è un po’ un nervo scoperto, s’è subito aperto il vaso di Pandora delle supposizioni : è vero ? non è vero ? Perchè queste cose vengono fuori proprio oggi ? Belle domande … alle quali non ho ovviamente nemmeno uno straccio di risposta, come dicevo sopra Rosenthal non è uno che di solito parla a vanvera, se ha sparato un colpo così rumoroso evidentemente c’era qualcosa, se c’è del fumo sotto ci può essere anche un po’ d’arrosto, sono arrivate le smentite (che sono ovvie fino ad un minuto prima dell’esonero) e tutto sembra, almeno per il momento, rientrato;  ma la temperatura della sedia su cui appoggia il suo deretano il buon Farrell è cresciuta un po’ e la cosa, detto tra noi, non sembra farci male.

Perchè dico questo ? Perchè in contemporanea con queste voci i Sox hanno tirato fuori alcune partite buone e se vi ricordate bene la stessa identica cosa capitò anche l’anno scorso. Se fate mente locale, il momento fu poco prima dell’All Star Game quando veniva ipotizzato da molti che se non fosse arrivato un bel cambio di marcia, i Sox avrebbero usato l’intervallo di metà luglio per avvicendare Farrell. Abbastanza a sorpresa il cambio di marcia arrivò e i Sox vinsero 6 partite nell’ultima settimana prima del break; se non altro viene da dire che la squadra non giocò contro il manager e non sembra farlo nemmeno quest’anno, avesse voluto segare la panca a Farrell (tipo il Chelsea con Mourinho l’anno scorso) avrebbe potuto farlo perdendo poche partite in più.

Avrebbe senso cambiare il manager ora ? Non amo i cambi in corsa, andremmo a mettere nel ruolo un uomo ad interim che non è mai una grande pensata; se poi ragiono che avevamo Lovullo a libro paga fino a pochi mesi fa, non avendolo fatto allora, farlo oggi avrebbe un senso limitato. La pensata andava fatta lo scorso inverno o forse ancora l’anno prima, quando nell’interregno di Lovullo la squadra ebbe un bel salto in avanti; farlo oggi sarebbe una mossa nel segno di una improvvisazione che non è mai foriera di grandi successi. Vedere Butterfield manager non mi fa impazzire ed ancora meno mi faceva impazzire l’idea che ho letto ieri l’altro, ovvero che Dombrowski chiedesse al suo vecchio manager Jim Leyland di rientrare dalla pensione per guidare i Sox; come dicevo prima l’improvvisazione mi piace poco e mettere un manager 72-enne non è certo una mossa ad ampio respiro.

Quindi per il momento immagino che si continui così, abbiamo rivisto qualche partita coi Sox capaci di colpire al momento giusto col bastone e capaci anche di supportare un Porcello che sembra sempre meno il “ground-ball pitcher” che ricordavamo ed un Sale un po’ meno marziano del solito. E se far diventare rovente una sedia è la strada giusta per incrementare la qualità del lavoro non vorrei mai che il mio capoufficio metta uno scaldino sotto la mia sedia al lavoro. Potrei migliorare anch’io …

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Arriverà mai la sveglia ?

In una delle serate più nere nella storia sportiva di Boston, coi Celtics brutalizzati in casa dall’onnipotenza cestistica di Lebron James, i Sox non hanno certo aumentato l’umore degli sportivi di Beantown perdendo la seconda partita contro gli Athletics e restando in quell’anonimo .500 o poco più, che sembra il target possibile per una squadra davvero grigia, che gioca un baseball modesto e che oltre tutto è divertente da vedere quanto lo può essere una visione prolungata del monoscopio RAI dei tempi che furono.

Il brodino preso in quel di St.Louis, vincendo anche con rimonta da infarto, aveva dato un attimo di sollievo, è bastato il ritorno nei territori più tradizionali dell’American League per spegnere gli ardori, per riconoscere i soliti problemi che ormai analizziamo da tempo e per ritornare a quell’apatia data proprio da quei problemi per i quali non si vede una soluzione a breve termine. Ci vorrebbe una sveglia, ai bei tempi era Ortiz che in questi casi convocava una bella riunione “players only” , oddio … queste cose mica sempre funzionano, nell’anno delirante di Bobby V di queste riunioni ce ne furono più di una e di risultati non ne vedemmo, ma mi pare comunque che serva una bella sveglia, che questo “driiin” possa arrivare da Farrell mi pare impossibile, come immaginare che dalle fontane esca Sangiovese; potrebbe volerci un giocatore a svegliare l’ambiente ma francamente mi chiedo se l’abbiamo l’uomo con gli skills per mettere in moto l’ambiente.

Dicevamo dei problemi, sempre i soliti : non avremo un quinto partente presentabile fino al ritorno di Price e anche quando tornerà il mancino del Tennessee dovremo incrociare le dita ogni volte che vedremo uno dei cinque accusare anche il minimo malessere, anzi devo dirvi che mi spiace vedere dei giocatori, che hanno il solo “torto” di non essere abbastanza bravi, essere mandati al macello come agnelli sacrificali; la colpa non è assolutamente la loro, semmai è di chi non riesce a tirare fuori dalle Minors nulla di decente da un decennio, forse gli scegliamo male, forse siamo degli incapaci a far percorrere a questi giocatori il sentiero della crescita, fatto sta che se prendete la classifica dei migliori prospetti dei Sox, tra i primi dieci trovate Groome selezionato al draft l’anno scorso che però fino ad ora ha giocato solo per un inning causa infortunio e che se va tutto bene potrà arrivare in prima squadra nel 2020, c’è Lakins appena arrivato in Doppio A e Brian Johnson (già visto in prima squadra) che non ci esalta certo. Se aggiungete una caso come Trey Ball (che chiamammo col 7° pick assoluto nel 2013) definito uno dei più grossi “draft bust” di sempre capirete che c’è poco da essere contenti.

Vedo che si continua nella bacheca anche a parlare della terza base, anche qui cosa possiamo dire di nuovo ? Assolutamente nulla. Era un punto debole durante la Stove League, lo era all’inizio dello Spring Training, lo è oggi e lo sarà fino a che non capiterà un miracolo. Oltretutto qui aggiungiamoci anche che il titolare mancante regala certezze e sicurezze simili a quelle che avevano i piccoli azionisti della Parmalat dell’epoca Tanzi, in pratica il dilemma di oggi è se far giocare Marrero che con la mazza è pericoloso come un barboncino ma almeno difende abbastanza bene o Rutledge che sbattocchia qualcosa di più ma in difesa è stato friabile come la pasta frolla. Cosa scegliere non lo so, è come dire se è meglio uno sputo nell’occhio destro o in quello sinistro, in pratica è sempre uno sputo in un occhio da qualunque lato la si veda, mi viene da dire che lo scempio in terza base è il prezzo che paghiamo per avere Sale sul monte, lo abbiamo voluto a tutti i costi ma abbiamo dovuto cedere chi poteva reggere la terza per molti anni, in pratica c’era da scegliere se scoprire la testa o scoprire i piedi. Che questi siano i prodromi di una stagione vincente mi pare azzardato dirlo, in dicembre c’erano scommesse da fare e sono state fatte, accidenti se ne abbiamo azzeccata una.

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Alla ricerca del sereno

Sembrava di essere a novembre, il problema è che non era solo un sentimento dettato da condizioni meteo più adatte ad una partita dei Patriots che ad una dei Red Sox, eravamo in autunno anche nel cuore vedendo i Sox che continuano a giocare un baseball dallo spessore tecnico veramente modesto; non è solo un problema circoscrivibile ad una fase del gioco, molti parlano dell’attacco e possiamo essere d’accordo nel continuare ad indicare nella difficoltà a concretizzare le occasioni uno dei talloni d’achille, ma c’è anche altro : una difesa che continua a ballare come in gara-1 con Tampa, il baserunning creativo che si vede a volte con una menzione extra per l’out a casa di Vazquez partito dalla terza su una battuta a due metri da lui, il bullpen tornato a sbarellare … insomma … si fa molto prima ad elencare le cose che vanno rispetto a ciò che non va. Leggendo un pezzo sul sito di ESPN si diceva che era quasi un affarone essere 19-18 giocando un baseball di modesta caratura ed aggiungendo gli infortuni e gli intoppi che abbiamo avuto. C’è quindi da essere speranzosi ? Possiamo aspettarci che l’autunno dentro e fuori il campo ceda il posto ad un’estate gradevole ?

Ovviamente sul meteo non posso dare ragguagli accettabili, su ciò che succede in campo un po’ si può sperare, sarà banale dirlo ma mancano ancora una marea di partite, poi sembra che finalmente Price sia quasi pronto e solo l’Onnipotente sa quanto ci serva un Price in versione “regular season” e non quello sbiadito che mostra normalmente ai playoffs, c’è poi Pomeranz che dice non sarà necessario saltare una partita, lo speriamo, chiaro che ieri vedendolo uscire e sapendo la storia infortunistica molto complessa del giocatore abbiamo cominciato a sudare freddo, perchè per quanto il mancino non sia il pitcher dei sogni, è comunque incommensurabilmente meglio del suo eventuale sostituto, chiunque esso sia.

Sul discorso del baserunning mi soffermo un attimo; la sensazione è che ci sia una certa anarchia in campo (ripeto trattarsi di sensazione), mi sembra che le difficoltà a segnare stiamo cominciando ad obnubilare il cervello, torno all’episodio di Vazquez : se il corridore decide di partire è anarchia perchè un “non-corridore” come il nostro giovane catcher non può avere il semaforo verde per partire in un caso simile, se è Butterfield ad avergli dato il via è doppia anarchia, perchè una decisione suicida presa da chi dovrebbe avere il sangue freddo nasce da un manager che non si riesce ad imporre ai suoi vice. Sul bullpen che ha pestato qualche cacca … diciamocela chiara, abbiamo un closer che sta facendo una stagione storica, ma arrivare al suo inning non sarà facile, non abbiamo né Miller e nemmeno Betances, abbiamo dei giocatori di medio livello, qualche volta tiri il dado ed esce il numero giusto e qualche altra volta quello sbagliato, l’ennesima ricaduta di Thornburg non migliora certo il pacchetto con ulteriore rinvio “sine die” del suo rientro, se penso al comodo che ci avrebbe fatto Shaw che abbiamo ceduto per prenderlo, mi piange il cuore.

Speriamo nel sereno quindi cari fratelli della Nation, come dice una canzone a me molto cara : “At the end of the storm. There’s a golden sky”. Sarà fede, sarà incoscienza, se solo le cose si incastrassero un po’ meglio c’è ancora da avere fiducia, cos’altro possiamo fare ?

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Una squadra da .500 ?

Lo scorso 5 aprile battendo i Pittsburgh Pirates, i Red Sox chiusero con una sweep la prima corta serie iniziale da due partite, eravamo quindi col bilancio a 2-0 oppure dicendolo in altro modo eravamo due partite sopra media .500, ora dopo l’11 maggio, svariate partite dopo siamo ancora due partite sopra media .500, quindi se non sono totalmente impazzito significa che abbiamo fatto tutto questo tragitto vincendone una e perdendone un’altra, decisamente troppo poco per chi era partito con bel altre ambizioni e con altre aspettative.

Non va come ci aspettavamo, il monte regge bene fatte salve alcune eccezioni tipo l’impresentabile Kendrick, ma sapevamo che la nostra profondità in quel ruolo era davvero modesta, il bullpen va addirittura meglio di quanto mi aspettassi, quello che ci sta facendo andare fuori strada è la difficoltà a mettere punti sul tabellone, ad esprimere in pieno il potenziale del nostro attacco che crea molte occasioni ma poi non le concretizza; stiamo cominciando a subire quelle situazioni che furono la nostra fortuna in passato, i nostri erano capaci di ottenere punti, di fare spesso la battuta che ti risolve la partita, ora l’attesa sembra ucciderci, come novelli Giovanni Drogo anche noi aspettiamo una valida alle soglie del nostro Deserto dei Tartari, spesso non l’abbiamo ottenuta e siamo usciti con le ossa rotte, altre volte (troppo poche) la battuta arriva e portiamo a casa la vittoria dopo inenarrabili sofferenze, questa gara-3 a Milwaukee è la perfetta sintesi di questa quarantina scarsa di partite, occasioni sprecate e molti rimasti in base, così non può durare oppure se durerà vedremo la targa di Orioles e Yanks sempre più da lontano.

Viene da dire che i nostri giocano anche un baseball dallo spessore modesto, penso per esempio alla partita di oggi con un Pedroia in seconda ed una palla che sfugge di parecchio dal catcher, il nostro veterano non ha avuto lo spunto per partire verso la terza come sarebbe stato possibile, con la valida successiva sarebbe arrivato il punto, invece ciò non è capitato, anche il baserunning non è quello che si aspetterebbe da una squadra che fa fatica ad ottenere punti, ogni occasione di avanzamento dovrebbe essere colta, anche perchè stiamo vedendo che mettere in fila valide su valide non è che ci riesca facilmente.

Due parole finali su Kimbrel, forse anche questo certifica che non siamo proprio messi benissimo, il Kimbrel che fino a poco tempo fa doveva essere usato solo in condizioni ortodosse al 9° inning, ora viene usato anche per salvezze lunghe o addirittura con partita in pareggio. Per due volte in questa settimana ha lanciato più di un inning, facendolo entrare “quando il gioco si fa duro”. Stasera con lo spauracchio Thames (la sorpresa dell’anno) nel box, Farrell ha fatto una bella mossa, aveva tre mancini utilizzabili, ma Thames sta picchiando durissimo coi mancini, ergo ha optato per Kimbrel, così come denunciamo le scelte mediocri che spesso fa, per senso della verità bisogna dire quando prende scelte brillanti.

Insomma … nella nostra squadra da .500 ci sono eccellenze e bufale, abbiamo giocatori che stanno dando spettacolo come Sale e Kimbrel ed abbiamo una terza base dove il giocatore più affidabile è Josh Rutledge e credo con questo di aver detto tutto, abbiamo un Rodriguez sempre più convincente e nello stesso tempo non sappiamo a chi far lanciare una quinta partita; forse se prendi tutti questi ingredienti, li metti nello shaker, gli dai una vigorosa scossata, quello che ne viene fuori è proprio un 50% di vittorie, davvero poco per ciò che speravo … troppo poco

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