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Il giorno più pazzo di sempre

Questa è la terza volta che tento di cominciare a scrivere qualcosa : ogni volta che partivo mi vedevo arrivare una breakin’ news con un’altra trade. Il giorno più caotico della storia dei Red Sox finisce, oddio … mancano ancora dieci minuti alla deadline … forse dovrei ancora aspettare un po’, ma no dai … dicevamo … la giornata finisce coi Sox che cambiano totalmente aspetto in una giornata dove le porte del Fenway devono sembrare come le porte girevoli di un grande albergo. Vediamo il tutto :

1) Lester/Gomes vs Cespedes. Io non muoio certo d’amore per le nostre teste pensanti ai vertici di Yawkey Way ma fatemelo dire : questa trade mi pare splendida. Sia ben chiaro che mi dispiace per la partenza di Lester, perdiamo un altro dei simboli di questa squadra, ma ormai mi pare acclarato che lo perdiamo perchè molto interessato a testare la free agency, non è mai arrivata una richiesta di rinnovo da parte dei suoi agenti, neanche una proposta folle … nulla … se non continui rifiuti da parte loro di far partire una trattativa. Con questa situazione non c’era molto altro da fare se non provare una trade e far arrivare un All-Star come Cespedes che almeno avremo anche nel 2015, per due mesi di Lester e Gomes mi pare un grande colpo. Molti di voi vedo che continuano a credere o a sperare in un ritorno di Lester, secondo me siete un po’ illusi e non è comunque l’eventuale ritorno di Lester che misurerà il valore finale di questa trade, per me sarà lo stabilizzare Cespedes come giocatore da alto livello oltre il 2015, rifirmandolo. Mi sbaglierò ma è proprio il tipo che ci serviva ed aggiungo il meraviglioso commento di Mike Trout sull’arrivo di Cespedes a Boston : “He’ll probably be throwing people out at first on a single.”

2) Lackey vs Kelly/Craig. A me piace parecchio anche questa. Lackey non sai mai come prenderlo e il famoso anno al minimo di stipendio per me sarebbe restata una pia illusione. Questo piuttosto smette se non gli fanno una extension, in cambio prendiamo un pitcher che comunque è uno assolutamente legittimo e sotto controllo del team ancora per parecchi anni, Allen Craig è un punto di domanda e una scelta intrigante e rischiosa : intrigante perchè comunque è un giocatore che ha avuto tre anni splendidi dal 2011 al 2013 e che quest’anno è rimbalzato indietro, però ricordiamoci che a noi servivano bastoni destri per provare di colpire il Monster che quest’anno ha dormito sonni tranquilli e quindi ben venga il rischio Craig, rischio anche fisico perchè il giocatore in passato ha mostrato una certa fragilità. Vi faccio una domandina : nel roster che vedremo da domani chi è il pitcher con più esperienza di World Series ?

3) Miller vs Rodriguez. Questa mi piace un bel po’ meno. Avevamo una forza nel bullpen e tra gli elementi che contribuivano a rendere forte il bullpen c’era anche Miller. Ok … anche lui sarebbe diventato free agent a fine anno, ma visto che si parla di cifre non enormi non si poteva provare un po’ di più a tenerlo ? Non conosco questo prospetto che ci mandano gli Orioles, leggo che ad inizio anno era il numero 3 nel loro ordine di merito e leggo che quest’anno sta incontrando una vita un  po’ dura in doppio A. Vedremo … onestamente di prospetti ne abbiamo molti ed il capellone Miller lo avrei visto volentieri nel nostro bullpen

4) Drew vs Johnson. Qui faccio fatica a dare un giudizio, però non la vedo male per noi, non tanto per il valore di Kelly Johnson che anzi alcuni buontemponi in rete danno come prossimo giocatore dei Sox “designed for assignment”, ma quanto per il fatto che nel finire di questa stagione Stephen Drew ci serve come può servire un pettine ad un calvo, immagino che Bogaerts tornerà interbase dove si trova molto meglio che nell’angolo caldo e semmai riporteremo in squadra Middlebrooks per dargli un’altra chance, probabilmente l’ultima, prima di mandarlo definitivamente al diavolo … o tra le braccia della sua Jenny Dell (futuri sposi a breve … e qui so già che un mio amico sanguinerà dal dispiacere). Tra parentesi una trade con gli Yankees rimane una bella rarità, e Drew non dovrò nemmeno fare molta strada visto che gli Yankees sono attesi domani al Fenway. A proposito … debutto di Ranaudo in prima squadra domani.

Termina così il giorno dei giorni, chiaro che per questo 2014 ci sarà da soffrire, un lineup con Craig e Cespedes non mi dispiace affatto ed anzi lo avrei voluto vedere a marzo ma una rotation con Buchholz, Kelly e bimbi vari è un salto nel buio, quello che farà la differenza nel 2015 sarà proprio la rotation che presenteremo : avere uno di virgulti nella rotation sarà doveroso, due è parecchio, tre mi pare un azzardo enorme, aggiungendo poi che l’adattabilità di Kelly al nostro ballpark ed alla nostra Lega è tutta da dimostrare venendo dal Busch Stadium di St.Louis che è uno di quegli stadi molto amico dei lanciatori. Alcune note per concludere : nove mesi dopo le World Series abbiamo perso già 11 dei 25 giocatori che avevamo nel roster, la stabilità non appartiene al mondo delle Majors. L’ultima riguarda il nostro management, io penso che escano davvero bene da questa giornata frenetica (poi magari mi sbaglierò), guardate la contropartita che abbiamo ricevuto dalla partenza di Lackey e comparatela con quella che i Rays ricevono per la partenza di Price e fate le vostre considerazioni.

PS – Se i Tigers non vincono quest’anno si suicidano in massa

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Una calda vigilia

Stando ai report sempre più numerosi che arrivano dagli Stati Uniti, Ben Cherington è più corteggiato di quanto potrebbero esserlo Beyoncè o Rihanna; il fatto che i Sox siano ufficialmente tra i “sellers” ha dato la stura ad un numero pressochè infinito di possibili trades. Per i prossimi quattro giorni c’è così tanta carne al fuoco che ci sarebbe da discuterne per quattro anni non per quattro giorni, ma direi che si può cominciare da ciò che è già stato deciso ovvero la partenza pronosticatissima di Jake Peavy.

Il buon Jake quindi è diventato giocatore dei San Francisco Giants dove dovrebbe avere l’opportunità di giocare un’altra post-season, la trade non ha sorpreso nessuno se non per la contropartita che non è così modesta considerando che Peavy resterà tre mesi ai Giants per poi tornare free-agent e forse appendere le scarpette al chiodo. Onestamente per questo Peavy tremolante m’aspettavo poco o nulla invece il duo Edwin Escobar / Heath Hembree non è pochissimo. Specialmente il primo era molto quotato nei farm team dei californiani;  lanciatore partente mancino arrivato in fretta in Triplo A, ha avuto fino ad ora un 2014 abbastanza complicato ma potrebbe essere un buon tentativo per noi, il secondo invece è un closer con una fastball che fischia, ha già debuttato in Grande Lega, insomma non abbiamo ottenuto pochissimo per tre mesi di Peavy.

L’equazione che in molti fanno ora è se tre mesi di Peavy valgono così, cosa possono valere tre mesi di Lester ? La risposta secondo alcuni potrebbe essere Matt Kemp. Io non so se questo scambio andrà in porto, i termini sarebbero questi : uno scambio alla pari coi Dodgers che si dovrebbero mangiare una fetta molto consistente dell’onerosissimo contratto dell’esterno. Dico subito la mia : secondo me a Los Angeles sono pazzi o sanno qualcosa che noi non sappiamo ovvero che Kemp ha ancora seri problemi fisici. Scambiare alla pari tre mesi di Lester con cinque anni e mezzo di Kemp pare una follia, considerando anche che dovrebbero pagare una parte corposa dei 107 milioni che Kemp aspetta fino al 2019 a meno che non stiano trattando anche una estensione per Lester o a meno che non considerino Kemp ormai troppo injury-prone, questo può essere un rischio anche per noi considerando che tra 2012 e 2013 l’esterno dei “blue” ha saltato la bellezza di 140 partite. Poi chiaro che un po’ di acquolina in bocca è lecita : tornasse anche vicino ad essere l’uomo da 93 HR nel triennio 2009-2011 sarebbe un gran colpo.  Questi sono i termini … lascio a voi le considerazioni

Detto ciò c’è anche da aggiungere che tra tante trades vere o presunte, c’è chi ha detto apertamente di volerla una trade, ovvero Mike Carp e Felix Doubront che hanno manifestato la loro contrarietà per lo scarso (a loro dire) impiego. Francamente in questo caso il mio istinto dice : “quella è la porta”. Fuor di metafora : se Carp facesse qualcosa di meglio in attacco di un .210 di average ed un .633 di OPS potremmo stare a discutere, idem dicasi di Doubront che meriterebbe più considerazione se non avesse un ERA sopra il 5. Francamente penso sempre più che si stia parlando di due platoon-players, se ritengono che altrove potrebbero aver miglior fortuna che si accomodino, gli diamo un bel ringraziamento, semmai gli ricordiamo che entrambi hanno dato molto ma ricevuto ancor di più (un anello per esempio) e li accompagniamo alla porta.

Chiudo sulla partita di ieri notte a Tampa : bella partita di Webster che comunque dovrebbe pagare una cena a Jackie Bradley perchè gli ha fatto un bambino coi baffi e vittoria ottenuta grazie ad un “batazo” da tre punti del nostro leader supremo che poi s’è divertito col bat flip facendo incacchiare ancora i simpaticoni di Tampa. Diciamola tutta : la vera rivalry al giorno d’oggi è quella coi Rays e noi non facciamo nulla perchè la tensione si allenti ed ammetto che la cosa mi fa parecchio piacere, con quelli lì non ci sono regole se non vincerne il più possibile. Abbiamo bisogno di più bat-flip da Big Papi, non di meno e applausi se qualcuno lo vorrà emulare.

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I sogni son desideri

Passo da Shakespeare a Cenerentola con la stessa velocità con cui i Sox son passati da averci dato qualche timida speranziella ad una nuova serie di sconfitte che mette queste piccole possibilità nel cestino della carta straccia, mi spiace solo vedere che il bersaglio della seconda ipotetica Wild Card resta a distanza non impossibile, quello che è impossibile è che una squadra che difetta in maniera evidente della benchè minima continuità possa poi farla questa rimonta.

Sono reduce da Price vs Lester, che non è come Coppi vs Bartali o Alì vs Foreman ma resta uno spettacolo di una bellezza sopraffina, tra parentesi con l’incognita supplementare ovvero che fossimo arrivati all’ultima recita dell’uno in maglia Rays e dell’altro in maglia Sox. La partita non era andata nemmeno male : il nostro era avanti ma ovviamente il baseball, per dimostrare una volta in più di essere un sudoku irrisolvibile, cosa ti combina ? Spesso ci siamo lamentati dei cambi tardivi di Farrell … beh … una volta che esegue il cambio per tempo ovviamente il bullpen implode. Segni come questi sono molto esaustivi per mostrare come possa andare al diavolo una stagione intera.

Dicevamo di Lester e del mercato : entriamo nei cinque giorni caldi anche se poi ricordiamoci che resta anche il “giro” supplementare di agosto via waivers; comunque il grosso verrà fatto in questi giorni. Da segnalare subito che negli ultimi tempi è decisamente aumentato il numero di coloro che pensano che Lester abbia molta voglia di testare il mercato : ovvero “io amo Boston, ci sto bene, ma se poi trovo un’offerta a condizioni migliori in maniera decisa altrove non è che in quel posto mi troverò male.” Ragazzi … siamo sinceri : credere oggi all’attaccamento alla maglia o ad altre cose simili è come Linus che credeva al Grande Cocomero. Lester è un professionista ed i Sox lo sono pure loro. Di pazzi nelle Majors ne girano parecchi e uno disposto a spaccare il porcellino per John Lester, sia in termini di salario che di durata del contratto, rischiamo di trovarlo. In un caso simile i Sox dovrebbero pareggiare l’offerta ? Ovvio che il cuore dica di sì ora, ma supponiamo tra quattro anni, con un Lester a 35 primavere, semmai con acciacchi vari e con altri tre anni di contratto a cifre onerosissime che ci bloccano altri ingaggi, cosa diremmo ?

Non lo so … davvero non lo so … sul Globe online stamattina viene ventilata la possibilità che Lester possa andare via adesso per poi rifirmare coi Sox da free agent quest’inverno e lui avrebbe risposto con un “perchè no” alla cosa. Qualche caso in passato lo trovate di giocatore partiti e tornati poco dopo, non moltissimi in verità, quello che penso è che se i Sox contano ancora di rifirmarlo nella prossima Stove League mandarlo via ora non abbia molto senso per questo motivo : chi prenderà Lester ora sa che rischia di essere una presenza bimestrale e nulla più e non credo si svenerà, ci arriverà qualche prospettino acerbo, se teniamo John potremo fargli la qualifying offer a fine anno che ci farà guadagnare una scelta extra al draft. Tra un prospettino acerbo ed una scelta al draft c’è poi tutta questa differenza ?

Insomma … son partito parlando di sogni infranti e finisco coll’aridità del mercato. Mi sa che ne vedremo delle belle in questi giorni, ovvio che dei nostri non ci sia solo Lester nella lista dei possibili partenti, ci potete mettere anche Drew, il Gomes molto stralunato in difesa di questi tempi, Miller, Uehara … facciamo prima a dire chi è incedibile. Mi piacerebbe vederci una speranza dopo questo mercato, cosa assolutamente non avvenuta la scorsa Stove League coi vari AJ & Herrera, sarebbe già tanto che si realizzasse questo auspicio …. credetemi

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Sogno d’una notte di mezza estate

Mi ritrovo in una notte d’estate combattendo l’afa con bibite varie ma l’aria resta quasi irrespirabile; per rendere il dopocena un po’ più vivibile c’è però da guardare i Red Sox … già … sono gli stessi Red Sox che non sembravano più in grado di giocare un baseball decente, gli stessi Red Sox “capitanati” da AJ Pierzynski o da Sizemore, una squadra che stava insieme solo per ipotesi ma che non era in grado di dare un minimo sentore di come si dovesse “giocare insieme”.

Ovviamente non so se questa sweep contro i Royals che segue una buona parte finale della prima metà della stagione sia l’inizio di una rimonta che resta quanto meno problematica o sia semplicemente un fuoco di paglia, di sicuro mi aspettavo che la chimica di squadra fosse migliorata, non si tratta di indicare solo Pierzynski come capro espiatorio, bersaglio fin troppo facile, ma di sicuro è stato già ampiamente riportato di come il clima in squadra sia parecchio migliorato, specialmente nel reparto pitchers che ormai non sopportava più il nostro ex catcher.

Dicevo che il sogno che parecchi di voi stanno già cullando, come si evince dalla bacheca messaggi, non è dovuto solo alla partenza del polacco, abbiamo da mettere a segno altre note positive come il ritorno dell’hawaiano volante, che oltre ad essere un eccellente giocatore, è anche uno di quelli che catalizzano energie positive, anche per Victorino non dobbiamo montarci troppo la testa, sappiamo che resta un giocatore a rischio e che dobbiamo centellinarlo con prudenza, a partire dalla prossima settimana quando giocheremo sul durissimo turf di Toronto e poi in quello altrettanto duro di Tampa, non certo il fondo più adatto per un giocatore con i malanni del nostro Shane.

Cambierà qualcosa nell’approccio al mercato dopo queste sette vittorie in otto partite ? Non lo credo e non lo ritengo nemmeno giusto; queste dinamiche guardano al futuro con un respiro temporale molto maggiore che un paio di settimane di risultati positivi, spero che si guardi a questo mercato con un po’ più di acume di quello messo in essere lo scorso inverno, da alcune dichiarazioni sembra proprio che la lezione sia rimasta bene impressa, non ci sarà più la “volontà politica” di prendere giocatori affermati con contratti pesanti ma non facciamo certo il bene della squadra imbottendo il team di giocatori a fine carriera o di scommesse su personaggi che possiamo mettere nel “carrello dei bolliti”. Lo dico ora : abbiamo altri giovani che premono alle soglie della prima squadra, non ho la competenza per dirvi quanti di questi entreranno tra i titolari l’anno prossimo, di sicuro non faremo una cosa giusta se riproporremo qualche “fossile” al posto di uno di loro. Anticipare l’ingresso di un giocatore può essere un azzardo, secondo alcuni si rischia di “bloccargli lo sviluppo”, non lo so … forse per certi giocatori è vero, di sicuro invece mi aspetto che quelli dotati di faccia tosta supperiscano all’inesperienza con una sana incoscienza giovanile.

Quindi continuate pure tutti a vivere il vostro sogno di mezz’estate, è assodato che i sogni aiutano a vivere, rimanete però coi piedi ben piantati sul duro suolo, lo scrissi già l’altra volta : non so perchè, ma mi aspetto una seconda metà di stagione con uno spettacolo molto migliore, non credo che torneremo a lottare per il vertice ma se possiamo vincere 80 partite perchè accontentarsi di 78 ?

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Da zero a dieci – pagellina semiseria

Mentre il campionato si ferma per espletare quell’inutile evento chiamato All Star Game che ormai importa poco persino agli americani, compresi quelli che amano le cose grandi rumorose ed illuminate, io mi dedico ad uno dei classici di questo blog ovvero i giudizi di metà stagione. Quest’anno mi sono messo in testa di fare una classifica partendo da chi prende uno zero poi a salire fino a chi godrà di un bel dieci, evento questo capitato mai o quasi nella mia insulsa carriera scolastica. Ovviamente per quelli che restano senza voto potete fare voi nella bacheca messaggi.

Voto 0 : AJ Pierzynski. Beh … questa è facile. Mi spiegate cosa c’entrava il “polacco” coi Red Sox ? Etica rivedibile, sventola la mazza senza un minimo di logica quando il resto della squadra fa stancare i pitcher avversari. Ma davvero … Cosa c’hanno visto in questo soggetto ? Di tutti gli acquisti negli ultimi anni questa resta la mossa più incomprensibile. E se AJ avesse del materiale compromettente sui nostri maggiorenti ?

Voto 1 : Il fisico di Victorino. Ok … lo so anche da solo … piangere sugli infortuni è da perdenti. Colpa nostra che non abbiamo pensato a sostituti realistici dell’hawaiano volante che già aveva avuto segnali su un fisico non più così pronto a sostenere una stagione. Mi resta però il dubbio pensando a cosa poteva essere la nostra stagione con uno Shane da 120 – 130 partite. Speriamo che l’anno di sosta forzata lo carichi per il 2015.

Voto 2 : Ben Cherington. Herrera (tagliato). Pippinski (tagliato). Sizemore (tagliato). Capuano (tagliato). Oddio … non è che l’ultima infornata di giocatori sia stata proprio un successone, è vero che fare mercato con gli strettissimi limiti imposti dalla proprietà non è facile, ma … boia d’un mondo … indovinarne uno no ? Quando pensate al vecchio detto “dalle stelle alle stalle” pensate al nostro GM.

Voto 3 : John Farrell. Certo che le attenuanti le ha, ma non era proprio possibile ottenere qualcosa in più ? Mai uno sprazzo tipo sostituire il portiere prime dei rigori … ah no … quello è Van Gaal dell’Olanda … non c’entra. Scherzi a parte, un po’ più di strategia forse la vedremo da adesso in poi. Mi sbaglierò ma il nostro manager sente più sua questa squadra dopo qualche testa saltata che quella partorita dopo la Stove League.

Voto 4 : Jackie Bradley Jr. Difende come Superman ed attacca come un impiegato del catasto. Anche se (diciamocelo sottovoce) negli ultimi giorni sembra aver dato qualche segnale di vita col bastone mi chiedo se non sia alla fine la versione ridotta di Coco Crisp e nulla più. Certo che se il baseball adottasse le regole della NFL con difesa ed attacco distinti il giovane esterno sarebbe già un fenomeno

Voto 5 : Xander Bogaerts. Per tanti era già pronto per essere il nuovo Garciaparra, il caro e rimpianto Nomar potrebbe anche incavolarsi. In difesa dimostra dei buchi inattesi ed in attacco è finito in una buca dove continuando a scavare potrebbe trovare le rovine di Atlantide. Credo ancora ciecamente nel suo futuro ed il mio spiritello dice che il futuro radioso comincerà subito dopo l’All Star Game … Alè … Beccatevi ‘sta profezia.

Voto 6 : Dustin Pedroia. Ormai è un giocatore più difensivo che offensivo, anche perchè col guanto copre un territorio delle dimensioni del Canada, se battesse per come difende farebbe 60 HR e 150 RBI. Però ci ricordiamo il Pedroia che ci decideva le partite anche col bastone e quel giocatore un po’ ci manca

Voto 7 : Rubby De La Rosa. Per pensare ad un pitcher rookie più impressionante bisogna tornare al Clay Buchholz capace di una no-hitter alla seconda partita in carriera. La speranza ovviamente è che la sua tenuta fisica sia migliore rispetto a quella del pitcher di cristallo. Forse sono troppo speranzoso ?

Voto 8 : David Ortiz. Potete rimescolare le carte finchè volete, potete mettere insieme tutte le alchimie che la mente può partorire ma io continuo a non immaginare i Boston Red Sox senza David Ortiz. Anche quest’anno i suoi HR li ha messi insieme, ma mi spiegate come diavolo faremo tra non molto tempo a sostituirlo ? Nel mondo perfetto avremmo già in squadra Giancarlino da Miami per insegnargli come si diventa Ortiz. Purtroppo il mondo è tutto tranne che perfetto.

Voto 9 : John Lester. Lester vuole andare via, Lester vorrebbe restare mai i Sox vogliono pagarlo meno di me, Lester non trova il numero di cellulare di Cherington, Lester vuole venire alla Fortitudo Bologna (dove devo firmare ?), Lester di qua, Lester di là, fatto sta che Lester continua a mettere insieme gemme dopo gemme e noi si continua a non sapere dove diavolo sarà Lester l’anno prossimo … ed il vostro blogger continua ad essere nervosissimo

Voto 10 : Brock Holt. Dieci è anche il numero di ruoli nei quali può essere impiegato senza diminuire di un pelo il suo rendimento. Prendemmo insieme Holt e Hanrahan da Pittsburgh nel senso che Hanrahan era il pezzo pregiato e Holt era la mancia. Holt ci regala spettacolo ed Hanrahan ha lanciato 20 inning tra 2013 e 2014. A volte il baseball è veramente un mistero imperscrutabile

Buona sosta per tutti amici miei, chiudiamo la prima metà con un discreto 4 su 5. Chi vuole scommettere che, senza fare sfracelli, la squadra farà una seconda metà parecchio migliore della prima ? Avanti … chi ci sta ?

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Le prime vittorie del 2015

Grazie a due vittorie con walk-off hit i Red Sox iniziano col vento in poppa la stagione 2015, stagioni di grandi speranze dopo l’infausto 2014. Stop … non è proprio così … i Red Sox sono ancora dentro la stagione 2014, se non altro due vittorie danno un tono più leggero ad una tifoseria che stava cominciando a rassegnarsi, oltre che per lo spettacolo in campo anche per gli spifferi che venivano dal mercato, sia ben chiaro … non sono queste 2 W che cambieranno l’andamento generale, i Sox andranno al mercato per vendere ed è logico che sia così. Però la speranza è che l’impiego massiccio di giovani porti quella ventata d’entusiasmo che non poteva certo venire da vecchi fossili simili a brontosauri immobili.

Ci segniamo la data : 9 luglio. Sarò curioso di vedere il nostro record da quella data fino alla fine, ho scelto il 9 luglio solo perchè è il giorno dell’accantonamento di AJ Pierzynski. L’annata non è certo deragliata per colpa sua, ma ingaggiare un giocatore con quel pedigree sapevamo che poteva essere un boomerang. Vi metto il link di un pezzo interessante

http://www.weei.com/sports/boston/baseball/red-sox/rob-bradford/2014/07/10/aj-pierzynski-problem-was-worse-anybody-could

Spiega da dentro che personaggio sia AJ, la cosa clamorosa è che tutti lo sanno e lo sapevano, il suo ingaggio lasciò enormemente perplessi. Faccio notare che i primi giocatori di cui ci siamo liberati sono stati Sizemore, Herrera e Pierzynski, ovvero gli ingaggi dell’ultima tornata, e ce ne siamo liberati per disperazione nemmeno portandoli al mercato perchè sapevamo che avevano un valore nelle trades pari a zero. Spero che la lezione serva : se l’unico valore che interessa è che il giocatore accetti un solo anno di contratto allora hai un’elevata percentuale di probabilità di prendere giocatori nulli o con grossi limiti caratteriali. Se il nostro futuro è mai più free-agent di valore, mai più trades con giocatori di prima fascia, allora la politica è bene che sia più aperta rispetto ai nostri giovani : meglio che giochi Vazquez che un giocatore coi limiti stra-noti a tutti come AJ.

Non voglio però indorare la pillola : sarà una lunga, lunga, lunghissima traversata del deserto e non siamo poi nemmeno sicuri che la carovana arrivi all’oasi. Io resto molto scettico che una squadra da titolo si possa costruire a forza di rookies, anche perché poi i rookies dopo un po’ di anni diventano free-agent e se sono capaci vogliono essere pagati a quelle cifre di mercato che i Sox non vogliono più pagare e quindi torniamo da capo con la nostra tela di Penelope da rifare. Gli stessi Cardinals da tanti indicati come esempio da seguire si allevano molti giocatori in casa ma hanno sempre completato il team con dei grossi calibri presi sul mercato a partire da McGwire parecchi anni fa per finire agli Holliday o ai Beltran più recenti.

Quindi direi che possiamo applaudire la vittoria storica dell’altra sera, storica perché i Sox non schieravano cinque rookies in formazione da più di 60 anni, ma teniamo ben presente quanto sarà difficile tornare a battagliare per le alte sfere. Ma soprattutto speriamo vivamente di non rivedere più vecchie corazzate (o presunte tali) che arrivano a Boston in disarmo. Direi che di questi giocatori ne abbiamo visti abbastanza

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Quando inizia il football ?

Che bello !!! Mancano solo due mesi all’inizio della stagione NFL, non ho una squadra del cuore ma almeno proverò di divertirmi guardando il football, purtroppo però mancano ancora tre mesi prima di mandare agli archivi questa insulsa, scoraggiante e da un po’ anche oscena stagione 2014 dei Red Sox, stagione che per il livello del gioco prodotto rischia addirittura di oscurare quella del Circo Barnum di Bobby V.

Scott Carroll è l’ultimo pitcher di livello modesto ad essersi trasformato in un satanasso giocando contro il nostro pseudo-attacco. Prendo lo spunto da un articolo comparso sul sito della radio WEEI che enuncia tutti i “Signor Nessuno” che hanno messo la museruola ai nostri partendo da quel 2 giugno quando finì quella serie di 7 vittorie consecutive che aveva riacceso qualche speranza : Jackson (Cubs), Gibson (Twins), Nuno (Yanks), Correia (Twins), House (Indians), Smyly (Tigers) e per finire Carroll dei Chisox. Sommando il record di questi pitcher viene fuori un 25W – 45L che aiuta a capire dove sia il nostro problema.

Certo che questa stagione dopo la scorsa è una bella secchiata di acqua gelida che viene a spegnere le nostre pretese di costruire una squadra che possa essere un “contender” fisso. Ovvio che in questi giorni sia facile vedere tutto nero, fatto sta che nelle ultime cinque stagioni abbiamo raggiunto la post-season solo una volta, vero che quell’unica volta sia stata un’avventura che verrà raccontata alle generazioni future, ma è anche vero che fatto salvo quel meraviglioso incidente chiamato “anello 2013″, questa organizzazione non riesca più ad essere un fattore nel mondo iper-selettivo delle Majors. Tanto per ricordare come erano partiti John Henry & Soci, nei primi sette anni della loro gestione i Sox furono capaci di raggiungere la post-season in sei occasioni ed era all’epoca anche più difficile visto che all’epoca i posti buoni erano solo otto.

Ormai non c’è più granchè da fare, tra breve aprirà la stagione dei saldi coi Sox che si trasformeranno in un qualcosa di molto simile ad un outlet dove anzichè abiti e borse verranno messe in vendita abilità baseballistiche più o meno presunte, gli ultimi rumors parlano di un interessamento dei Seattle Mariners per Johnny Gomes e di uno un po’ più “spinto” dei Cardinals nei confronti di Jake Peavy, con la franchigia del Missouri che ha mandato vari scout alle ultime partite del texano, tra parentesi ricordiamo anche che l’anno scorso furono proprio i Cardinals a fare una discreta corte a Peavy prima che partisse la trade che lo portò da noi.

Dopo l’All Star Game ( a proposito … Lester unico chiamato) cambieranno probabilmente tante cose, il numero di uomini dei Sox “tradabili” è pressochè infinito, diciamo che tutti i giocatori in scadenza di contratto a breve possono prendere la porta, mi piacerebbe tanto che si imbastissero affari con la logica anche di costruire qualcosa per il futuro e non solo per abbassare il monte stipendi. So già che resterò deluso, dovesse partire anche l’uomo che in questa orrenda stagione riesce a ritagliarsi un posto all’All Star Game sarebbe molto peggio che restare deluso. Mi chiedo come sia possibile costruire una squadra da vertice, sempre ammesso che i Sox lo siano ancora, con solo giocatori dalla nostra farm più qualche veterano a fine carriera con contratti corti o cortissimi. Mi si può dire che Mr.Moneyball a Oakland lo fa e che ottiene grandi risultati, c’è solo un piccolo particolare : con quella politica, pur con la bravura di Billy Beane e del suo staff, gli Oakland Athletics non fanno le World Series da quando avevano Josè Canseco e Mark McGwire. Così … tanto per puntualizzare

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La ricerca della felicità

Non sono sparito, mi rendo conto di non aver scritto nulla circa questa serie coi Cubbies, ma ammetto di averlo fatto perchè non so realmente cosa diavolo scrivere, come consumare un po’ dei bytes che Playitusa mi concede senza dire cosa trite e ritrite, è veramente dura evitare di commettere il peccato della ripetività dato che i Sox stanno fotocopiando le partite, ne vedi una e sembra quella della sera prima oppure quella della settimana prima oppure quella del mese precedente, tutte uguali, tutte tristi come un 2 di novembre anticipato.

Il baseball m’ha sempre dato divertimento, m’ha fatto conoscere persone che poi sono diventate amici carissimi, insomma … il baseball m’ha regalato felicità, quest’anno m’ha dato noia … molta noia, sembra uno di quei matrimoni che naufragano perchè tra i due coniugi ormai non c’è più attrazione. Vorrei tornare ad essere felice, baseballisticamente parlando si intende, che non significa vincere a tutti i costi, significa guardare una partita e essere contenti della propria squadra anche se perde, un po’ come successo ai cileni o agli algerini al mondiale di calcio; oggi su qualunque sito sportivo americano si glorifica Tim Howard anche se ha perso (anche se bastava guardare una qualsiasi partita dell’Everton per capire che è un ottimo portiere), vorrei poter dire di AJ Pierzynski quello che oggi tutti dicono del “Team USA” al mondiale di calcio e invece non posso farlo perchè se lo facessi racconterei balle.

Sono invece costretto a parlare di una squadra che gioca un baseball orrendo, che produce poco e che riesce nell’impresa di perdere due out in base nello stesso inning; mi tolgo subito il dente : un atteggiamento come quello del nostro catcher che va tra le basi con lo stesso approccio che ho io quando sono a passeggio a Milano Marittima merita qualcosa, un qualcosa sotto forma di un paio di partite nel dug-out in maniera dichiaratamente punitiva, in questi casi ci vorrebbe un po’ meno Farrell e un po’ più Bobby Cox, ma poi mi viene anche da fare un discorso un po’ meno impetuoso. Cosa ci aspettavamo da un giocatore con quel curriculum ? Sapevamo che ogni tanto batteva, che sventolava tutto quello che passa dal box di battuta e che aveva grossi limiti caratteriali. Se ingaggi un giocatore simile cosa pensi ? Che l’aria del Massachussetts lo trasformi ? Il solito discorso, se t’accontenti di giocatori con contratti annuali prendi poi quello che trovi, difficile trovare una Mercedes se sei disposto a pagare la cifra con cui paghi una Panda.

Non potendo scrivere altro questo è quello che mi esce oggi dalla tastiera, posso solo aggiungere qualcosa sul prossimo mercato che dovrebbe riguardare i nostri : sebbene Cherington non lo dica ancora chiaramente anzi lo neghi, ormai tutti si aspettano che tra un po’ cominci l’operazione di dismissione di giocatori. Come al solito c’è una certa differenza tra chi vorremmo andasse e chi invece andrà. Per esempio negli ultimi giorni i Sox sarebbero stati avvicinati per chiedere la disponibilità di Uehara, chiaro che se il nostro closer andasse via sarebbe un altro dispiacere, ci sono inoltre ancora rumors sulla questione Lester ma direi che ne ho parlato anche troppo la volta scorsa

Piccola nota extra : un italiano … anzi un giovane giocatore della mia amata Fortitudo Bologna entra nella “cantera” dei Red Sox : Nicolò Clemente comincerà domani il suo percorso che lo porterà di sicuro a vivere un’esperienza che lo formerà tantissimo e chissà … con tanta fortuna e tanta bravura a vestire le maglia dei Sox. Non posso che essere contento ed il giorno che “one of us” vestisse davvero la maglia dei Sox potremmo davvero noleggiare un Boeing 777 per una mega-trasferta a Boston. E vedere la homepage di Repubblica che mette questa notizia con un bel risalto è un’altra piccola vittoria per tutti noi malati del Vecchio Gioco.

Questo è tutto … in campo il solito tran-tran che vediamo da aprile, le solite sconfitte, le solite dichiarazioni che ci ricordano che siamo ancora a distanza accettabile dai playoff … insomma più che una scoppiettante stagione di baseball sembra di essere alla routine lavorativa, i mezzi pubblici per andare in ufficio, il solito capo-ufficio, i soliti colleghi, la solita mensa. Non ci noto davvero troppe differenze. E chissà che la fonte delle felicità, utile per scacciare questa tristezza, non sia un giovane giocatore partito dall’Italia. Quest’anno ho visto un bolognese vincere l’anello NBA, chissà che tra un po’ di anni non ci sia un bolognese con l’anello MLB.

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Metà strada

Con l’ottantunesima partita i Red Sox raggiungono la metà del percorso di questa stagione 2014 fino ad ora parecchio infausta, l’ultima vittoria di ieri sera nel Bronx se non altro conclude questo ideale girone d’andata con una nota positiva, sebbene siano emersi una volta di più tutti i problemi che hanno contraddistinto questa difesa (o per meglio dire non-difesa) del titolo 2013.

Una volta di più per portare a casa una vittoria occorre la superpartita del pitcher, Lester è stato spettacoloso e prendiamo la W, se Workman invece lascia un attimo a desiderare ci tocca la L; tra parentesi mi pare ormai consolidato il fatto che non faccia poi moltissima differenza per noi affrontare un pitcher di prima fascia o un mediocre lanciatore, l’unica costante ormai sono che facciamo un paio di punti al massimo, sia che lanci un super come Tanaka o un mediocre lanciatore come Vidal Nuno, purtroppo la costante resta il nostro attacco sempre più asfittico, un attacco che anche ieri con seconda e terza occupate e zero out è rimasto al palo e che ormai non sa più a che santo votarsi. Sono anch’io tra quelli che pensa che ormai il disagio che abbiamo ogni volta che ci presentiamo nel box sia più una questione di testa che una questione tecnica, mettere a posto le questioni di testa è molto più complicato che curare uno swing impreciso o adeguare la propria stance nel box di battuta, si può solo sperare che scatti quel click che pulisca da tutti i demoni quel curioso ammasso di materia cerebrale chiamato cervello.

Intanto la nostra dirigenza effettua alcune mosse, promuove in prima squadra Mookie Betts e rimanda De La Rosa a Pawtucket, la salita di Betts anticipa un po’ i tempi preventivati, infatti stiamo parlando di un giocatore con ancora 22 anni da compiere e che è salito a velocità supersonica la scala delle nostre Minors : inizio 2013 Greenville (singolo A), fine 2013  Salem (A  Avanz.), inizio 2014 Portland (Doppio A), poi poco più di 20 partite in Triplo ed ora il probabile debutto in Grande Lega in un posto chiamato Yankee Stadium … beh davvero niente male per uno che dodici mesi fa affrontava i lanciatori dei Kannapolis Intimidators (nome splendido) piuttosto che quelli dei Lexington Legends. Io spero che questa promozione avvenga con l’ottica del “facciamo fare esperienza ad uno dei nostri giovani più promettenti”; sarebbe sbagliato se si aspettasse da lui una spinta tipo quella che diede Puig ai Dodgers l’anno scorso, sarebbe una mossa disperata senza una gran logica … e speriamo bene di non bruciarlo con una promozione troppo precoce.

Dicevo della retrocessione di De La Rosa; anzitutto dire retrocessione è sbagliato perchè sappiamo bene che il buon Rubby tempo un mese tornerà al Fenway e probabilmente la prossima volta sarà per restarci svariati anni; ovviamente a luglio venderemo qualcuno e il giovane virgulto rientrerà in prima squadra, il problema però è capire chi se ne andrà da Boston per De La Rosa, noi tutti penseremmo Peavy, semmai Lackey, purtroppo c’è una possibilità sempre maggiore che l’uomo che lascerà i Sox sia John Lester. I motivi sarebbero molteplici : anzitutto ci sarebbe una distanza enorme tra quanto offrono i Sox per il rinnovo e quanto richiede l’agente del giocatore, anzi si dice che tale distanza sia ancora maggiore di quanto era ad inizio anno, l’offerta ridicola fatta dai Sox a marzo avrebbe inacidito di molto il rapporto tra il giocatore ed il nostro management e questa sarebbe la degna conclusione della storia, la giusta “unhappy end” provocata in primis da una dirigenza che ormai ha solo un obiettivo : spendere meno e chi se ne frega se torneremo ai playoff quando io sarò in pensione ( … e chissà se me la daranno una pensione). Un altro motivo sarebbe la mancanza di appeal che riscuote Peavy, sarebbe stato offerto a parecchi potenziali compratori e la risposta sarebbe stata “no grazie”, le prestazioni di Peavy non sono certo un gran biglietto da visita.

Vabbè … chiudiamo qui questa prima trista metà stagione, le 37 vittorie ci darebbero un totale di 74 se ripetessimo le stesse performances, credo sia oggettivamente difficile fare qualcosa di meglio, come dicono alcuni di voi : “non gettiamo il neonato coi panni sporchi”. Purtroppo per quanto anch’io sia affascinato dai progressi di De La Rosa rimango dell’idea che lasciar partire Lester sia “buttar via il bambino” , non una mossa per il bene dei Sox ma semplicemente un bene per le tasche di Mr.Henry e Soci.

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Generazioni contro

Le differenze generazionali sono il tema all’ordine del giorno nei giornali sportivi italiani dopo l’infausto finale della squinternata spedizione della nazionale di calcio in Brasile; nel nostro piccolo anche noi della parrocchietta dei Red Sox abbiamo il nostro problemino generazionale sotto forma di giovani rampanti che spingono per prendere il posto di veterani in chiara difficoltà.

Se in termini di risultati anche la trasferta sul Pacifico dei Sox assomiglia al mondiale di calcio dell’Italia, non vedo il motivo per darci completamente su; vincere una partita in più o in meno servirà a poco dato che ormai credere nella rimonta è come credere nel Grande Cocomero, però rimanere focalizzati sulla stagione credo sia doveroso; purtroppo lo status attuale della squadra e di alcuni suoi componenti in particolare è sotto gli occhi di tutti, come se non bastasse all’ormai conclamata povertà dell’attacco, si stanno aggiungendo alcune questioni spinose per i veterani del monte.

Jake Peavy stanotte se non ha toccato il fondo c’è andato pericolosamente vicino, ha continuato a servire homerun come sta facendo da aprile (segnalo soprattutto il decimo di Mike Zunino, degno figlio di uno dei giocatori che nella Bologna degli anni ’80 mi fece innamorare di questo gioco) ma soprattutto sembra veramente arrivato a fine corsa, non so se sia una questione fisica, se sia semplicemente la carta d’identità che comincia a presentare il conto o se sia che dopo l’anello il giocatore abbia un po’ mollato. Credo pochissimo per non dire nulla all’ultima ipotesi, Peavy è sempre stato descritto come fiero competitore, diciamo quindi che il giocatore stia cominciando a sentire il peso degli anni. Comunque quale che sia la ragione credo che sia ora di trovare un piccolo malanno per mandare il giocatore in lista infortunati, col De La Rosa che abbiamo visto, far giocare Peavy credo sia davvero contro producente sia per lui che per il team, anzi direi soprattutto per lui perchè mi sembra chiaro che al mercato di luglio ci andremo come venditori e un giocatore in scadenza di contratto è il classico soggetto che è facilmente trasferibile, continuare a beccare cannonate in fondo al recinto non aumenta certo il numero di amatori di Peavy.

Un altro veterano un po’ nell’occhio del ciclone è Lackey, in questo caso le motivazioni sono un po’ differenti. Qualcuno ricorderà che quando Lackey fu preso prima della stagione 2010 firmò un quinquennale con una clausola : ovvero che nel caso il texano avesse saltato una stagione per infortunio (come successo nel 2012) il giocatore avrebbe dovuto giocare un anno-extra al minimo salariale, cosa che quindi dovrebbe capitare nel 2015. Il nostro pitcher avrebbe fatto sapere di non essere contento della cosa e che preferirebbe una bella estensione biennale, ovviamente molto più corposa del minimo salariale, per coprire il 2015 e 2016, in caso contrario si lasciava ventilare l”eventualità di un trasferimento all’estero (???) o addirittura il ritiro. La dichiarazione successiva di Cherington aveva questo tenore : “nessuno t’ha minacciato col mitra per firmare un contratto con quella clausola”, non mancano nemmeno i maligni che pensano che Lackey da qui alla fine sia più un problema che una risorsa se non si troverà una soluzione a lui gradita; se davvero la situazione fosse questa allora non vedo come non mettere Lackey nel trading-block per fare posto al Workman della situazione, mi spiace ma con questa situazione di classifica non si deve guardare in faccia a nessuno e visto che le motivazioni nello sport fanno spesso la differenza sarà bene scremare chi ha qualcosa da dire a Boston da chi preferisce portare la sua arte altrove.

In questo panorama un po’ fosco rimane anche il tempo per giocare e sarebbe anche bene provare di vincere ogni tanto, mi rendo conto d’aver fatto un pezzo che sembra più “stove league” che campionato in corso ma con questi chiari di luna non si può fare molto di diverso. Fatemi chiudere con una cosa che non ha la minima attinenza col baseball : è mancato Eli Wallach ovvero uno dei giganti dell’epoca degli spaghetti-western e soprattutto uno dei grandi di quell’immenso capolavoro chiamato “il buono, il brutto e il cattivo” : semplicemente il film più bello della storia del cinema (blogger rules)

 http://www.youtube.com/watch?v=Rd_4NqueL5c

Statemi bene e fatemi dire : Hey Biondooo… Lo sai di chi sei figlio tuuu? Sei il figlio di una grandissima puttaaaaaaaa

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