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Cartina di tornasole

Siamo ancora vivi e se lo avessi detto anche solo una settimana fa sarei stato rinchiuso in un manicomio, i Sox sono reduci da una striscia di cinque vittorie che hanno almeno riportato ad un livello di onorabilità la squadra. E’ davvero strambo il fatto che una squadra ancora sotto il fatidico livello .500 abbia già una serie da 6 ed una da 5 vittorie, ma il fatto che ci rincuora almeno un po’ è che sono stati subiti solo 3 punti nelle ultime 4 partite, vero come dite voi che i Mariners sono un team con un attacco debole, ma va anche detto che gli Indians invece non sono male e quindi credo proprio che questa serie di vittorie abbia comunque un peso specifico maggiore di quella fatta tempo fa tra Minneapolis e Chicago.

Ci sono alcuni aspetti da sottolineare : la cosa che mi ha più sorpreso è la presenza di Saltalamacchia dietro il piatto nella partita giocata da Beckett (a proposito buon 32° compleanno per lui), io l’ho pensata così : il fatto che Bobby V tolga il catcher voluto da Beckett significa che lo stesso sta cominciano a perdere “peso politico” all’interno dell’organizzazione, sa tanto di “visto che hai lanciato da schifo adesso il catcher non lo scegli tu, lo scegliamo noi.”

L’altra cosa che mi piace evidenziare è il grande apporto che stanno dando i “colletti blue” dei Sox, giocatori poco appariscenti, scarsamente reclamizzati che stanno dando più di quanto era onestamente lecito attendersi : detto già di Aviles che gioca da interbase con una bravura da consumato attore del ruolo, il nome nuovo (o semi-nuovo) emerso negli ultimi giorni è Daniel Nava; entrato in formazione per un infortunio di McDonald (infortunio molto diplomatico secondo i più), il ragazzo ha subito sfruttato l’occasione battendo valido in ognuna delle sei partite fino ad ora giocate … davvero da 10 e lode.

Da qui in avanti però e per parecchio tempo a seguire si alza l’asticella per i nostri Sox : per le prossime tre settimane avremo un mucchio di scontri all’interno della division, un’altra serie coi Detroit Tigers e l’interleague a Philadelphia; siamo alla cartina di tornasole che dicevo nel titolo, comincia l’analisi che ci farà capire se i Sox potranno dire la loro in questa stagione o se sono destinati ad un autunno precoce, stringi stringi e tutto torna al solito punto : quale rendimento sapranno offrire i lanciatori ? Attendo davvero con trepidazione i prossimi match, a partire già da quello di stanotte. Ragionando freddamente oggi una sfida tra Buchholz ed Hellickson sembra persa in partenza, a Clay il compito di andare contro la logica.

Finisco con due parole sulla cerimonia in onore di Wakefield : semplice, bella, toccante … e spiritosa quando hanno fatto arrivare Mirabelli con la polizia come fece in quella partita del 2006, quando era stato appena re-ingaggiato e dovette farsi di corsa da San Diego al Fenway in poche ore per ricevere Wake … e per vincere contro gli Yankees. Wakefield è stato un grande ed io spero sempre che i Sox rimuovano quella regola che hanno e che dice essere necessario per il ritiro della maglia che il giocatore sia eletto all’Hall of Fame. Wake non sarà mai eletto tra gli Immortali di Cooperstown, non ha le cifre che possano giustificare l’elezione, però mi parrebbe giusto che il 49 sia messo in naftalina per sempre … oppure fino a quando non ci sarà un knuckleballer capace di vincere 200 partite.

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Più vittorie, meno birdies

Dopo qualche giorno d’assenza causato da impegni lavorativi … e dall’Italian Baseball League che mi sta dando soddisfazione molto maggiori delle Majors torno a buttar giù qualcosa; c’eravamo lasciati prima della terza partita coi Royals, da allora sono passati altri quattro matches, ma soprattutto è passata l’ennesima tempesta riguardante uno di quelli che dovrebbe essere un giocatore chiave ovverosia Josh Beckett.

Partiamo però dall’aspetto agonistico. Nell’ultimo periodo sta capitando una cosa poco attesa: parrà strano ma se non altro sembra che il bullpen si stia stabilizzando grazie anche all’apporto di alcuni nuovi venuti come ad esempio Andrew Miller, ed anche il nostro closer “improvvisato” Aceves sembra essere un po’ più nella parte e comincia anche ad essere usato con più frequenza, come dimostrato dall’utilizzo consecutivo per le ultime tre partite. Per ottenere un monte decente manca solo, ed è un “solo” grande quanto gli interi Stati Uniti, avere la rotation.

La partita di stanotte ha se non altro confermato che Felix Doubront è il partente maggiormente affidabile, peccato solo che necessiti spesso di molti lanci per stendere un avversario, comunque il venezuelano che ricordiamoci tutti ha solo 24 anni, può essere un uomo su cui ancorare una rotation, non ha quei mezzi tecnici che ti fanno dire : “oohhh”, ha sviluppato però un buon arsenale di lanci con una fastball da Majors ed anche un cambio che può uccidere parecchi ed in più, aspetto da non sottovalutare, sembra tra tutti i partenti quello più in sintonia con Saltalamacchia, che fino ad ora mi pareva il brutto anatroccolo escluso da tutti, il “nerd” che gli studenti in gamba non volevano alle feste del liceo.

Certo che resta un grande rammarico per come sta andando questa stagione a causa di un gruppo di partenti da incubo, anche nella cronaca di ieri il duo di NESN ha ripetuto un aspetto incredibile del gioco : i Sox col loro rendimento aberrante (14-19) sono la seconda squadra dell’American League per numero di punti segnati !!! Inutile dire dove si debba agire e dove ci siano decisioni importanti da prendere : non c’è columnist che non abbia la sua lista di suggerimenti su chi andare a cercare; io resto scettico su un rafforzamento sul mercato a metà stagione. Anche i muri conoscono il bisogno disperato di lanciatori che abbiamo, potete scommetterci che chiunque tentassimo di avvicinare per imbastire uno scambio proverebbe di prenderci per il collo, a mio modestissimo parere il nostro schema deve essere un altro : tentare di aprirci uno spazio salariale per poi essere aggressivi coi free-agent.

Veniamo alla telenovela Beckett : come tutti voi saprete dopo la giornata passata sul green, Beckett ha offerto una prestazione invereconda in gara-1 con gli Indians. Sembra proprio si stia consumando il divorzio “morale” tra Beckett e Boston, memorabile il tizio che subito sopra il dug-out mimava lo swing del golfista mentre Beckett usciva tra i fischi l’altra sera; sembra di essere tornati indietro di parecchi anni, al triste declino del rapporto tra Clemens e Boston, che avvenne tra incomprensioni astiose che ricordano molto il momento attuale. Non so se sono le comuni origini texane dei due spiegano la cosa, di sicuro in entrambi i casi entra in gioco un’arroganza fuori dall’ordinario, non so chi di voi si sia letto le dichiarazioni di Beckett del post-partita, il succo era : ” quello era un giorno libero e nel mio giorno libero faccio quello che voglio.” Semmai è vero che il golf non è certo la causa della partita orrenda dell’altra sera però bisognerebbe provare di mostrare un comportamento irreprensibile, di non offrire il fianco a critiche comportamentali, tutte cose che non riescono ad entragli in testa. Io credo che prima o poi si andrà verso una separazione, Beckett ha il contratto in scadenza a fine 2013 e faccio fatica a credere che arrivi al termine della scadenza. Non sarà una trade facile anche perchè  Beckett in un contesto nuovo può tornare ad essere dominante, non sottovalutate mai quanto possa contare il cambio di contesto. D’altra parte però cosa possiamo fare ? Ci teniamo una serpe in casa perchè altrove può tornare a dominare ?

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Same old song

Dalle nostre parti si potrebbe anche dire “la solita solfa” e renderebbe benissimo l’idea, la solita minestra poco saporita è stata servita alla Red Sox Nation anche nella prime due partite contro i Kansas City Royals, una minestra scondita composta nella medesima maniera : una vittoria che arriva quando l’attacco riesce a produrre una messe di punti ed una sconfitta quando se ne fanno parecchi meno, sconfitta maturata anche a causa della ormai consueta gestione sconsiderata dei pitcher da parte di Bobby V.

Cominciamo subito da quest’ultimo punto. Come giustamente fatto notare anche da qualcuno di voi, non si capisce la logica nella gestione di Bard. Finisce il settimo salvando la ghirba grazie alla difesa che fa un numero e Valentine gli fa iniziare anche l’ottavo, qualcuno mi spieghi la logica perchè io non ci riesco, il 99% dei manager avrebbe fatto il cambio, lui la pensa diversamente e risulta ancora più ridicola la dichiarazione del post-partita : “Pensavo fosse in controllo completo della partita”. Controllo completo ? L’inning precedente si era aperto con due valide e con la battuta in scelta difesa salvata da Gonzalez & Shoppach !!! Questo significa essere in controllo completo ?? Non vorrei passare per quello che giudica colpevole Valentine anche della crisi economica, dell’influenza aviaria e dell’omicidio di Giulio Cesare, però qualcuno mi riesce a spiegare la logica di tutto ciò ?

In questo panorama grigio tendente al nero l’unico raggio di luce di questa settimana si chiama Will Middlebrooks, due picchioni oltre il recinto in gara-1 ed un doppio in gara-2 subito prima del leggero infortunio che l’ha costretto ad uscire dalla partita e che lo terrà assente anche per un altro paio. Il ragazzo gira il bastone che è una bellezza ed è l’unica ragione che mi induce ad un po’ di ottimismo; ha colpito tanto in questo grigiume che i nostri maggiorenti stanno cominciando a considerare cosa fare quando torna Youk, addirittura stanno pensando se provarlo in campo esterno, scelta che sarebbe abbastanza folle considerando che nei 4 anni nelle Minors Middlebrooks ha sempre giocato in terza, ha zero inning in qualsiasi altro ruolo. Scelta difficile comunque anche perchè quando tornerà Youk, un giocatore dovrà per forza essere mandato nelle Minors e non credo che si possa togliere un uomo al bullpen che già soffre di suo. Già che ci sono faccio i complimenti a Middlebrooks anche per un’altra cosa : il ragazzo si tratta bene, è fidanzato con un cheerleader dei Dallas Cowboys, good shot Will !!!

Comunque Middlebrooks o non Middlebrooks il problema è sempre quello “same old song” ovvero il monte di lancio. Dal famigerato 1° settembre scorso i Red Sox hanno concesso 6,05 punti a partita, lo staff dei lanciatori chiama una media ERA di 5,58; addirittura i partenti sono tarati su un 6,41 di ERA con 5.1 inning di media per uscita. Sembrano numeri folli ma sono la nuda e cruda verità. Davvero mi chiedo se nelle stanze segrete si stia pensando a qualche mossa, quelle disperate non pagano di solito, ma anche l’inazione dove ci può portare ? La cosa bella è che anche strapagati columnist scrivono più o meno le stesse cose che leggete in questo blog. Qualche trade folle ? Cercare a luglio di vendere il più possibile per liberare spazio nei payroll per essere aggressivi nella prossima stove league ? Davvero non lo so, mi rendo conto che oggi ho usato un numero folle di punti interrogativi, ma risposte davvero non ne ho. Intanto se voi foste il GM come agireste ? Chi vorreste tenere e chi lascereste andare ? Vi metto il link ad un giochino che proprio vi chiede questo. Rispondete e così potrete confrontare il vostro parere con quello di qualche decina di migliaia di Red Sox Citizens in giro per il mondo:

http://www.boston.com/sports/baseball/redsox/gallery/2012/red_sox_keep_him_or_trade_him/?

Almeno divertiamoci un po’ …

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Creatività nelle sconfitte

Nel pezzo precedente mi chiedevo se una volta toccato il fondo avremmo tentato un rimbalzo o se ci saremmo messi a scavare, la risposta è arrivata a stretto giro di posta nemmeno 24 ore dopo : le trivelle sono in azione !!! Si scava eccome … e ci stiamo seriamente impegnando per arrivare al centro della Terra !!! Ma la cosa più divertente (se così si può dire) è che stiamo esplorando modi per perdere che nemmeno sapevamo esistessero, come definire se non una farsa una sconfitta nella quale il lanciatore vincente non è un lanciatore, ma un battitore che fa 0/8 nel box e che riesce a lanciare due inning senza subire punti ? Due attacchi nei quali i miei amati Sox hanno subito un out a casa base, anche a causa di un corridore che ha rischiato di inciamparsi sul sacchetta di terza ed una battuta in doppio gioco ? Avanti signori … tutti al circo !!! E se qualcuno si chiede se è mai successo che un lanciatore vincente abbia fatto o/8 nel box, sappiate che quegli adorabili pazzi di Elias Sport Bureau ci dicono che la cosa non succedeva dal 1905. Va mo là …

Per darvi ancora qualche data sappiate anche che era dal 1994 che gli Orioles non riuscivano ad ottenere una sweep al Fenway, all’epoca c’era quel simpatico giocherellone di Bill Clinton alla Casa Bianca, ma soprattutto c’era Monica Lewinski sotto i tavoli della stessa Casa Bianca, mi sta sorgendo il dubbio : non è che le prestazioni scadenti (eufemismo) di parecchi dei nostri sono causate da parecchie emule di Monica nella nostra club-house ? Oddio … piuttosto che ingozzarsi di pollo fritto e di scadentissima birra americana  …

Sarà meglio che torni sui binari prima che il mio blog non si trasformi in xxx.redsoxitalia; dunque … i due volti della sconfitta a mio parere sono Buchholz e Gonzalez : sul primo ormai non so cosa dire, l’inizio della stagione è simile ad un incubo popolato da tanti zombie; visto che questo è un pezzo con molte datazioni storiche, va detto che l’exploit di aver subito almeno 5 punti nelle prime sei uscite stagionali non capitava dal 1925 ad uno dei Sox, il numero di lanci rimasti in una zona comoda per il battitore non si contano ed il controllo non si sa più dove stia di casa, fino ad ora le basi-ball (19) equivalgono gli stikeout (20) e la media PGL passa il 9, voglio quasi sperare che siano postumi dell’infortunio dell’anno scorso, lo stesso giocatore nelle dichiarazioni alla stampa sembra non capire cosa stia capitandogli e non può fare altro se non definirsi frustrato, si sta discutendo se fargli fare un giro nelle Minors per provare di riguadagnare un po’ di fiducia … Oddio … avessimo nelle Minors qualche cosa di diverso dai Cook e dai Miller lo si potrebbe anche fare, non lo so, ammetto di brancolare nel buio.

Invece nel box di battuta questi Sox perdenti hanno il volto di Adrian Gonzalez sempre più avviato a divenire la versione messicana di Carl Crawford, con lo 0/8 di ieri fanno 5 partite senza valide nelle ultime 7  e l’ultimo HR dei soli due battuti risale allo scorso 17 aprile, ma ciò che più allarma è la scarsa convinzione che sembra mostrare negli swing, anche visivamente il movimento mi pare di una lentezza esasperante, almeno girasse con violenza e facesse “swing-and-a-miss” potrei pensare che è solo un problema di timing occhio-braccio-pallina, invece la palla la becca anche spesso, solo che ottiene delle frittelline che non escono dall’infield. Il dubbio che si stia parlando di un giocatore con insormontabili problemi caratteriali mi viene, altrimenti non si spiega il motivo del perchè riesca a battere bene quando la partita ormai conta poco (vedasi sabato), se così fosse ci sarebbe da essere veramente preoccupati soprattutto perchè stiamo parlando di un altro di quelli che tengono impegnata una fetta enorme del nostro payroll per quest’anno e per molti anni a venire, con tutto quello che ne consegue.

Così mettiamo pure in conto anche questa; per chi me lo chiedesse, delle ultime 31 partite al Fenway ne abbiamo vinte ben OTTO ed immagino che il nostro ex-GM Dan Duquette ora a capo degli Orioles stia sghignazzando per bene dopo questa rivincita verso Henry & Soci che lo silurarono senza nemmeno provarlo, e dire che stiamo parlando di colui che portò da noi quella che fu l’ossatura degli Immortali del 2004 : Lowe, Wake, Varitek, Manny, Pedro, Damon, etc … Ora non siamo più quei Sox, siamo quelli di Cook, Padilla, Crawford, Gonzalez, una versione dei Sox sinistramente simile ai Padres o ai Pirates (con tutto il rispetto parlando); ora con quest’accozzaglia di presunte (molto presunte) superstar strapagate e di mestieranti che si arrabattono ci spostiamo in Missouri per una serie da tre partite coi Royals; peccato che nelle Majors non ci sia la retrocessione, avremmo potuto parlare di questa sfida come di una cruciale sfida salvezza.

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Vi prego … ibernatemi

C’è qualcuno tra voi lettori che è addentro alle tecniche dell’ibernazione ? Se la risposta è positiva vi prego cortesemente di contattarmi perchè gradirei mettermi in un bel sonno freddo come capitò a Han Solo per poi farmi risvegliare il prossimo aprile saltando a piedi pari questo 2012 che per il baseball bostoniano può essere paragonabile al 1815 per Napoleone Bonaparte.

Stiamo toccando il fondo o per lo meno speriamo di esserci arrivati al fondo , ma poi viene il dubbio che questo insieme male assortito di ipotetiche superstar strapagate e di giocatori tristissimi possano, una volta toccato il fondo, mettersi a scavare per arrivare un po’ più in basso. Sembriamo non sapere più cosa si deve fare su un campo da baseball, se Adrian Gonzalez decide al settimo inning di fare quella assistenza delirante in terza base che poi a ben guardare ci è costata la partita di ieri, allora non c’è più molto da fare o dire, possiamo davvero ibernarci e cominciare a pensare al 2013. Se quelli che dovrebbero essere i leader non prendono la squadra sulle spalle con giocate difensive, con valide nei momenti importanti allora non abbiamo una chance, fino ad ora provavamo di galleggiare con le valide di Aviles o Sweeney; ora che stanno tornando sul loro livello, che è quello di onesti mestieranti, sembriamo non avere possibilità alternative di fare punti.

Ben diverso il discorso del corpo dei lanciatori, un reparto riempito di giocatori bolliti o mediocri nella migliore ipotesi, il livello scandalosamente basso del nostro monte di lancio è testimoniato da una cosa : siamo stati per un bel po’ a discutere su cosa fare con Cook visto che aveva la facoltà di uscire dal contratto se non veniva messo in prima squadra, si dibatteva di lui come stessimo parlando del ritorno di Elvis Presley ed invece stavamo parlando solo di Aaron Cook, non tanto tempo fa un giocatore così avrebbe meritato (forse) un trafiletto a pagina 25, ora invece godeva di articoli come nemmeno lui poteva sognare, se non è un indice di declino dei Sox ditemelo voi.

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Cercando formule magiche

Aiuto !!! Non so più chi è che gioca nei Red Sox, a forza di vedere gente che va e gente che viene in prima squadra devo fare un resumè per ricordarmi su chi potremo far giocare per provare di girare un po’ il senso di questo campionato squalliduccio. I nostri vertici sembrano degli apprendisti stregoni che cercano formule alchemiche per ottenere non dico l’oro fatto in casa ma almeno una formula accettabile per costruirsi della buona polvere da sparo, continuano a mischiare ingredienti ma per la polvere pirica servono salnitro, zolfo e carbone vegetale e sembra proprio invece che a noi qualcosa nella ricetta sfugga.

Bobby V (a destra) mentre spiega le sue tattiche ad un pitcher dei Sox

Dunque … sono apparsi in prima squadra Mortensen, Middlebrooks, Cook ed anche Iglesias (senza giocare) e sono ritornati dietro il sipario Tazawa, Youkilis, Anderson; problematiche diverse ed anche aspettative diverse animano questi cambi di formazione.

Cominciamo dalla terza base : Youk è andato in lista infortunati (arridaje ) e purtroppo è una tristezza enorme per me vedere appassire un giocatore che ho adorato perchè ben provvisto di garra . Se l’operazione di quest’inverno non è servita a nulla e già dopo appena un mese di campionato siamo punto e a capo allora non c’è più molto da dire, al suo posto entra con la fanfara Will Middlebrooks che tutti dicono essere il futuro in terza. Lo spero e dirò di più, se a fine luglio i Sox cominciassero ad essere distanti dai playoff e Youk fosse in condizioni buone converrebbe cercargli una squadra per fargli finire l’anno altrove in cambio di aiuto sul monte, stando così le cose è assolutamente improbabile che i Sox facciano valere l’opzione che hanno per il 2013.

Sorprendente invece il discorso Cook che leggo essere destinato a prendere il posto di Beckett nel prossimo turno della rotation. Però cos’abbia Beckett da costringerlo a fargli saltare una mano l’Onnipotente solo lo sa. Spero che non sia il classico “leggero affaticamento” che poi abbiamo spesso visto diventare un giro in injured list. Quindi proveremo Cook al suo posto dopo che ha fatto bene in Triplo, attenzione però … la differenza tra Triplo e Majors è come la differenza che c’è tra la figlia di Fantozzi e la mia Heidi che tanto mi manca, solo per dirne una : in Triplo sta andando benino anche Melancon.

Detto di Iglesias, chiamato per scaldare la panchina e che continuerà a scaldarla se non batte qualcosa meglio di .200 nelle Minors e di Mortensen che se non altro ha debuttato bene e che speriamo di vederlo confermarsi con prove simili, volevo buttare giù due parole su Mark Prior a cui è stato fatto firmare un minor league contract ieri. Prior ha tutto il diritto di tentare un ritorno in un mondo da cui è stato strappato da una sfiga colossale. Quello che però trovo sgradevole è l’immagine che ne ricavano i Sox da una mossa simile. Siamo una franchigia in difficoltà con un pubblico importante che fatica a vedere un nesso tra queste mosse ed ora a questo pubblico viene “offerto” un giocatore che non lancia nelle Majors dal 2006 e che da allora ha messo insieme una trentina di inning in vari tentativi di ritorno. Questa mossa da parte dei nostri vertici ha solo un’etichetta : una buffonata.

Voglio finire con una cosa che non c’entra col baseball, ma che c’entra col membro della Red Sox Nation più letto al mondo : Stephen King. Ho appena finito di leggere il suo ultimo libro “22-11-63″. Semplicemente meraviglioso, era una vita che un libro non mi emozionava così. Per chi si chiedesse cosa è quella data che da il titolo al libro sappia che il giorno che cambiò l’America, il giorno dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, un personaggio che ogni tanto vedete intrufolarsi in questo blog, cercatevi in rete la trama e fatevi incuriosire … ne vale la pena. E poi d’altra parte il nome Kennedy è legato ai Sox, non a caso a lanciare la prima palla al Fenway il giorno del centenario c’era la figlia Caroline e non a caso io tifo Red Sox, sono figlio di una donna che aveva per idolo JFK.

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O attacco o morte

Mettiamoci il cuore in pace, siamo una squadra che di partite a punteggio basso ne vincerà poche, semplicente abbiamo chances quando riusciamo a produrre tanti punti perchè non abbiamo un monte così stabilizzato da lasciare tante possibilità se l’attacco si ferma a tre punti o giù di lì.

E’ complicato il discorso se questo è uno status passeggero dovuto a giocatori con la forma ancora da costruire o se è perchè non abbiamo proprio i mezzi (leggasi lanciatori) per potercelo permettere. Per farla breve : Buchholz / Doubront / Beckett & Co. potranno avere cifre in crescita o dobbiamo abituarci a questo andamento ? Il succo del discorso è tutto qua; una squadra che subisce 6 e 5 punti dagli Oakland A’s, che sono l’attacco più debole delle majors, fa fatica ad andare in qualsiasi posto, e se lo dico io che sono un cultore del baseball bim-bum-bam …

Farei un bel distinguo sui nostri lanciatori : Doubront ieri ha beccato parecchio, non scordiamoci però che ha 24 anni e deve ancora imparare molto, come già dissi in passato viste le nostre attuali economie dobbiamo dare fiducia ai ragazzi che devono crescere, ha più senso sapere se questi sono giovani di cui ci si può fidare o meno, vorrei avere qualche Doubront in più e qualche Padilla in meno per essere chiari.

Ben diverso il discorso di Buchholz, che non è un rookie, che sappiamo può valere molto, che credavamo tutti essere un pitcher ormai consolidato nel “top level” della Lega. Senza tanti giri di parole sta lanciando da schifo, anche l’altro giorno s’è barcamenato grazie alle debolezze offensive di Oakland concedendo comunque molte volte “four balls” ed affondando pesantemente al settimo quando ha rischiato di mandare al diavolo una partita che stavamo dominando. Non so davvero cosa pensare, mi chiedo se il decorso dall’infortunio dell’anno scorso sia stato regolare o meno, il quesito si pone : Buchholz sta bene o sta lanciando questa fuffa perchè qualcosa si è rotto dentro di lui ?

Aggiungo un concetto collegato che vale per la partita di stanotte. Saltalamacchia è un catcher su cui puntare per il futuro ? Stiamo tornando al “furto libero di basi” visto in passato con annessi lanci pazzi che si perdono dietro il piatto. Qualcuno mi dirà che i lanci pazzi son dovuti a Doubront che lanciava veramente di traverso, che ieri era una serata più adatto al consumo di cognac caldo che al gioco del baseball … Ok … tutto giusto, ma ciò non toglie che un compito del catcher sia anche parare le porcherie che il picher gli manda e ieri Saltalamacchia come portiere ricordava più il mitico “Saponetta” Mattolini che un Lev Jashin. Forse ad oggi non siamo da vertice, ma se lo torneremo ad essere, Salty può essere il catcher di una squadra da vertice ?

Attendo davvero con impazienza la serie del prossimo weekend con Baltimore (squadra cresciuta parecchio) per avere un ragguaglio più preciso sul valore reale dei Sox, le vittorie della settimana scorsa mi hanno lasciato freddino perchè le valuto come demerito degli avversari più che come merito nostro, il fatto di aver bisogno di fare un mucchio di punti per vincere con una squadra debole come gli A’s mi fa una paura boia e quindi ci serve la cartina di tornasole per cercare di vedere un po’ più lontano, ma la sensazione di avere un team da corsa in questa folle AL East onestamente non ce l’ho.

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Al meglio ci si abitua in fretta

La serie di vittorie termina a quota 6 con la sconfitta di stasera in una due giorni a Chicago che ha visto il nostro attacco prendersi qualche giorno di ferie e che ha visto se non altro il monte far vedere cose buone.

Certamente tra le cose buone c’è la partita di Lester sabato sera che è tornato a vincere un match, cosa che non capitava dallo scorso 6 settembre ottenendo 7 inning “puliti” e con un bullpen che ha retto due riprese senza affanni particolari; vincere i “one run contest” è spesso la differenza che passa tra una stagione vincente ed una no, vincere le partite battendo 4 valide in tutto è un altro bel segnale, aggiungiamoci poi che il punto è stato segnato da Sweeney (sempre più sorprendente ogni giorno che passa) e battuto a casa da A-Gon che per una sera ha messo a tacere tutti coloro (mi ci metto anch’io) che l’hanno accusato di essere un giocatore di statistiche eccellenti ma dallo scarso impatto pratico.

Se quattro valide erano bastate ieri, tre sono state poche per poter contrastare la nostra nemesi Gavin Floyd che come da tradizione è stato un quiz irrisolvibile dai nostri, il pitcher dei Southsiders ha tirato i primi 5 inning perfetti per poi avere un piccolissimo calo solo al settimo quando i Red Sox hanno raccolto il misero punticino che è rimasto fine a se stesso, Floyd non sarà il campione che sembra quando lancia contro i nostri però è certamente uno di quei giocatori sottovalutati che apprezzo molto, basti dire che negli ultimi 4 anni ha sempre fatto le sue 30 e passa partenze in un range ERA compreso tra 3.80 e 4.20.

Fatto gli onori al pitcher che ha dominato la partita diventa invece un po’ complicato dare un voto a Beckett, che ha subito tutto nel primo inning e che poi è rimasto sul monte un tempo sufficiente a fargli fare il record di lanci da quando è in maglia Sox, semmai giocando anche un paio di uomini di troppo sulla collina, purtroppo c’è da mettergli sul conto l’ennesimo (sono 7) HR subito. Beckett non mi da ancora l’immagine della sicurezza e soprattutto becca troppi stamponi ed ha ridotto fino ad ora il numero degli strikeout, per uno che fa della velocità il suo asso nella manica avere un lancio che viene letto meglio di una volta può essere un grosso problema.

L’altro aspetto negativo della serata è l’ennesimo stop giunto subito prima della partita da Kevin Youkilis, fermato ancora dalla solita schiena “ballerina”, al momento non abbiamo ancora un report circa la gravità della cosa ed i tempi di recupero, chiaro che questo evento, che già si è ripetuto in questa stagione, allarma molto. Il pensiero che si fanno tutti è in quale stato di salute sia il nostro terza base se a questo punto della temporada abbia comunque questi blocchi lombari che si susseguono. Per farla breve : se è messo così a fine aprile in quale stato arriverà ad agosto o settembre ? Non converrebbe far respirare un po’ l’aria della prima squadra a Middlebrooks per averlo pronto all’evenienza ?

Archiviata la tourneè eccellente tra Minnesota ed Illinois i nostri tornano a casa per una settimana da 6 partite al Fenway con Oakland e Baltimore. Peccato per la sconfitta di stasera visto che i White Sox senza Konerko sono poca cosa, ma comunque con queste sei vittorie ci siamo rimessi almeno un po’ in carreggiata. Se i Sox vogliono essere un contender nel 2012 hanno comunque poco da sbagliare, con un bilancio di -1 rispetto alla media .500 i Sox sono ultimi. Inutile dire che non esiste un’altra division dove ci siano 4 squadre sopra .500 ed una immediatamente sotto, giocare nella AL East quest’anno sembra ancora più complicato del solito.

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Vittorie in ghiaccio

La trasferta nel Midwest continua con le fanfare per i Sox, 2 vittorie larghe anche se con un format differente vengono raccolte dai nostri nel nuovo Comiskey Park (come sempre affan… gli stadi sponsorizzati), sconfiggendo le calzette bianche dell’Illinois ma soprattutto una temperatura molto fredda che ha obbligato giocatori, arbitri, tifosi ad un abbigliamento che in TV viene visto di consueto quando ci si collega con la discesa libera della Streif a Kitzbuhel; sotto questo aspetto l’Oscar dell’eleganza va senza ombra di dubbio a Cody Ross e Darnell McDonald che si presentavano in campo con una calzamaglia che li faceva assomigliare a Diabolik, ovviamente nessuno dei due è minimamente paragonabile a Eva Kant.

La calzamaglia rischia di diventare un obbligo per tutti visti i risultati ottenuti dai due stanotte : 4 valide e 6 RBI che hanno spaccato la partita, specialmente il doppio con 2 out a basi cariche di McDonald (cosa che non capita spessissimo … eufemismo) è quello che ha messo al sicuro una partita che fino a quel momento andava avanti in equilibrio. Importante che il gruppo degli esterni, stante l’assenza di Ellsbury e quella di Crawford che durerà ancora per molto, dia un contributo offensivo buono o addirittura buonissimo come capitato varie volte in questo primo mese di campionato.

Però così come sparavamo sui pitchers nelle prime settimane bisogna alzare i calici ora visto l’ottimo risultato ottenuto dal quartetto Doubront – Tazawa – Bard – Albers che hanno saputo reggere bene le due partite ed è ancora più importante visto che i tre quarti di questo gruppo sono giocatori che possono essere decisivi per gli anni a venire. L’aspetto che conta veramente a mio parere è però la partita di Bard, assolutamente la migliore fino ad ora; il dubbio è quanto di questo buon risultato sia da accreditarsi al fatto che erano passati ben 11 giorni dall’ultima sua partenza, la controprova la avremo la prossima settimana al Fenway contro Oakland.

L’altro dubbio che viene è : questo gruppo di lanciatori è adatto ad un campo particolare come il Fenway con quel muro che è a soli 91 mt. dal piatto di casa base ? Al Fenway servono pitchers che ottengano molti out con le ground-balls, che non facciano andare le palle in volo visto che da noi rischiano di colpire il muro abbastanza agevolmente mentre negli altri stadi possono essere dei fly-out. Bard non è questo tipo di pitcher, Beckett non lo è mai stato ed anche un fastball pitcher come Albers può trovarsi in difficoltà. Questo tipo di pitcher doveva essere Lackey, pensa mo tè …

Chiudo come sempre con la nota di colore della serata. Valentine va da Shoppach mentre si scaldava nel deck, gli cambia la mazza ed improvvisamente Shoppach non è più riuscito a tenere la mazza in mano che volava via ben tre volte nel corso della partita. Forse Valentine ha lanciato una scommessa col suo catcher della serie “se lanci la mazza almeno 50 mt. lontano ti pago la birra” oppure sono appassionati di quegli strani sport che fanno ai giochi celtici in Scozia o Irlanda tipo il lancio del tronco. Ieri hanno codificato il lancio della mazza ? Chissà forse diventa sport olimpico …

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Se ci spaventa Plouffe …

Vedo che in tanti vi siete appassionati alle gesta di Trevor Plouffe, con quel cognome un po’ così, tanto assomigliante ad una marca di pannolini e con le sue cifre degne del campionato cipriota, così non mi accuserete di parlare male della nostra IBL. Il disagio del monte di lancio dei Sox è ben rappresentato da Plouffe e dai suoi fratelli; qualche cifra : gli ultimi cinque dei lineup dei Twins di ieri cumulativamente hanno un .209 di media – 0 HR – 2 RBI. Ebbene … questo gruppo di giocatori ci stava per rovinare una partita nella quale i Sox erano avanti 7-1.

Non credo servano molte altre parole, ennesima partita barcollante di Buchholz che s’è salvato grazie alla pochezza dei Twins coi corridori in posizione punto, comunque ogni inning era una pena e mi sembrava di aver partorito ogni volta che si raggiungeva bene o male il terzo out. Al momento le cifre di Buchholz sono avvilenti : 8,87 di ERA e 1,93 di WHIP, semplicemente non sembra lo stesso pitcher che era prima dello stop forzato dello scorso giugno, comunque se i partenti sono inceppati non è poi che nel bullpen le cose vadano meglio, qualcuno o qualcosa che rischia di mandare tutto a putt… lo si trova sempre, ieri è toccato ad Atchison molto sfortunato su una battuta di Mauer deflettata dal suo piede che s’è trasformata in un singolo da due punti ed al solito ineffabile Justin Thomas che prima ha concesso un doppio a Morneau con la palla in fondo al recinto, poi ha rischiato di uccidere Parmelee colpendolo in pieno sul caschetto, non intenzionalmente, ma semplicemente a causa della sua conclamata difficoltà nel dare una minima direzione alla pallina. A me spiace sparare a zero, ma possibile che non ci sia nelle nostre minors uno meglio di Justin Thomas che fino ad ora su 25 battitori affrontati ne ha 13 che hanno raggiunto la base con successo ?

Se non altro alla fine la vittoria è arrivata, Padilla e Morales hanno retto ed Aceves, nonostante i 362 infarti causati a vari membri della Nation, è riuscito a portare a casa una salvezza, così possiamo archiviare una sweep, evento che non si verificava dallo scorso luglio. Detto che l’attacco macina alla grande, che Aviles se continua così rischia di avere più followers su twitter del Presidente Obama e che Alex Liddi rischia di essere dichiarato “persona non gradita” a Detroit ed in tutto lo stato del Michigan (non c’entra un cacchio coi Sox ma mi va di dirlo … e sentitevi il commento del cronista di Seattle al suo HR di ieri) volevo raccontarvi dell’ultima su Bobby V & his band, detta ieri da quelli di NESN e confermata stamattina dalle edizioni on-line dei giornali.

Ebbene … per la partita di ieri era stato approntato il line-up che di solito viene scelto quando si tratta di affrontare partenti mancini, con Shoppach, con McDonald all’esterno e non Sweeney e così via … solo un problema … Liam Hendriks è un destro come testimonia anche la foto,

Il mancino (di mia nonna) Liam Hendriks

non un mancino come credeva il nostro manager ed il suo staff che evidentemente non è fortissimo nel preparare le partite, il risultato è stato l’ovvio sconvolgimento totale del lineup pochi minuti prima della consegna dello stesso alla crew arbitrale ed un brutta figura memorabile. Forse in Giappone chiamano mancini quelli che tirano di destro ? Tutto ciò mi lascia tanto perplesso …

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