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Presa di coscienza

Rare volte un’organizzazione sportiva ha preso piena consapevolezza dei propri limiti come i Sox durante questo weekend in Texas, dove è stato miracoloso non aver preso una sweep e soprattutto dove si son viste due squadre che sembrano agli antipodi della forma, una che progredisce ed una che sembra aver perso il mood, principalmente nel monte di lancio ma non solo.

Stamattina non c’è organo di informazione, online o  tradizionale, dove non si parli dei possibili rinforzi, degli eventuali costi e delle dichiarazioni di Dombrowski, dei meeting avvenuti ieri dopo l’infausta partita domenicale; bisogna distinguere le cose, io onestamente non ho capito se si andrà alla ricerca di una soluzione tampone per cercare di finire nel miglior modo possibile la campagna 2016 oppure si andrà alla ricerca di soluzioni più strutturali che possano aiutarci anche nel medio termine. Sono due cose molto differenti : se cerchiamo il classico pitcher a scadenza di contratto, qualcosa si può anche trovare e non dovrebbe essere nemmeno oneroso, tempo fa dissi che non ci sarebbe stato granchè al mercato, sono ancora di quell’idea, ma dato il rendimento di Buchholz e di Rodriguez (e quello dei vari Owens, Elias & Co. che abbiamo provato) anche andare a prendere un onesto mestierante sarebbe già un notevole progresso.

Diverso è andare a prendere il giocatore che ci possa servire per questa seconda metà dell’anno ma che sia anche parte del futuro; qui la cosa si fa molto più complessa, avrete letto forse che ci sarebbero stati degli abboccamenti coi Braves per discutere riguardo a Julio Teheran, discorsi che comunque sarebbero ad una fase che nemmeno possiamo definire iniziale. La domanda è sempre quella : cosa siamo disposti ad ipotecare del futuro per prendere questo o questi benedetti pitcher ? Non lo so … devo essere sincero, io non voglio mandar via Moncada e Benintendi per esempio, ma anche Devers che sebbene ancora giovanissimo speriamo possa prendere possesso della terza base negli anni a venire. Se non vogliamo privarci di questi giocatori penso sia impossibile imbastire una trade per un Sonny Gray (pure in un’annata molto dispari) o per lo stesso Teheran, quindi ? Quindi andrei per una politica di respiro più corto, giocatori alla Rich Hill o alla Jake Peavy, tanto per darvi un’idea, contratti annuali o biennali, sapendo che si può rimanere fuori dal ballo di fine anno ma non buttando via una generazione che sembra davvero promettere molto … e poi ricordatevi sempre che se ci sarà da fare una follia bisognerà farla il prossimo autunno quando dovremo sostituire un uomo nel lineup che da una dozzina d’anni ci fornisce 35 HR e 120 RBI.

Nella mia ritrosia a privarmi dei migliori prospetti c’è poi anche un’altra piccola considerazione che semmai vi parrà stupida : prima o poi verrà fuori un pitcher buono, non dico un campione, da Pawtucket ? Anche solo per la famigerata legge dei grandi numeri … possibile che riusciamo solo a cavare dei Ranaudo o dei Webster ? Uno come Owens, che credetemi era davvero molto considerato anche fuori Boston, possibile che abbia già finito il suo percorso di crescita ? Possibile che non abbia fatto il minimo progresso in un paio d’anni ? Il problema sta nelle scelte errate a livello di draft o non abbiamo gli istruttori giusti che sappiano far crescere questi ragazzi quando si tratta di fargli fare l’ultimo gradino per arrivare alle Majors ? Comunque se ci pensate è una cosa davvero curiosa : quest’anno manderemo tre uomini cresciuti nella nostra farm a fare il lineup titolare all’All Star Game ed invece per sopravvivere sul monte dovremo andare a cercare lanciatori a destra ed a sinistra e questo almeno per un po’.

Una nota extra sulla gestione del nostro attuale personale : che Clay Buchholz sia un pitcher in assoluta difficoltà penso che lo abbiano capito anche su Saturno, tra i 97 pitcher qualificati è 95° come WAR, 96° come ERA, etc. etc. Mi spiegate allora perchè la partita di Buchholz coincide spesso con la partita dove viene dato un turno di riposo a Tizio o a Caio ? L’aspetto mentale per il lanciatore è fondamentale e lo è ancora di più per uno in crisi e che non è mai stato un cuor di leone; sapendo egli stesso dei suoi problemi, con quale spirito entra in campo sapendo che il supporto che potrà ricevere da un lineup con LaMarre non è certo quello che potrà ricevere da un lineup con Ortiz ? Non mi sembra la politica più corretta per recuperarlo, sempre ammesso che Buchholz sia una causa ancora giocabile. Verrebbe quasi da credere che il nostro manager pensi : “con questo perdiamo di sicuro e quindi facciamo riposare qualcun’altro”.

Questo è tutto … alla fine tutto questo davvero si riduce alla domanda di cui sopra : cosa rischiare per tentare un miglioramento della squadra ? Dite pure la vostra … ma ditela oggi, col senno di poi siamo capaci tutti

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Cercando un punto di svolta

Chissà se questa vittoria strana, ottenuta facendo vedere una volta di più tutto il buono e tutto il cattivo di questa squadra, può dare un po’ di spinta ad un ambiente in difficoltà ed essere una piccola svolta. Questo homestand da 10 partite lo aspettavamo con molta attesa, lo aspettavamo all’interno di un periodo con un mucchio di partite al Fenway e con pochissime trasferte sperando che fosse la spinta per fare un bel balzo in avanti nelle classifiche. Invece giocando molte partite di livello basso, aggiungendone semmai anche un paio di sfortunate ed ecco che otteniamo quattro vittorie in tutto, direi che certamente stiamo vivendo il peggior periodo dell’anno, dando una chiara impressione di un team in regresso di forma, regresso questo che ingigantisce i problemi che andiamo dicendo dall’inizio dell’anno.

Tutte le stagioni hanno un momento dove avviene il click che accende il futuro di una squadra, oppure quello dove senti che la situazione stia volgendo irrimediabilmente al peggio; ammetto che avevo sentito degli scricchiolii sinistri che mi facevano propendere d’essere arrivati  al secondo punto, per esempio vediamo che i buchi del monte di lancio diventano delle voragini, con i famosi due spot che non si sa a chi assegnarli : Rodriguez continua ad offrire un rendimento che è una pallida controfigura di quello offerto l’anno scorso, Buchholz invece ormai sembra più che altro un sopportato, almeno dal pubblico del Fenway che gli ha tributato dei fastidiosi applausi di scherno al momento del primo battitore eliminato, dopo aver beccato un homerun da quello spaventoso bombardiere che si chiama Tim Anderson (primo HR in carriera) e un doppio contro il recinto; e riguardo al bullpen non si sa più cosa dire se non che stiamo parlando di un’autentica banda del buco : una volta crolla Koji, una volta Tazawa, semmai la volta successiva potrà essere Hembree o chi altro volete voi.

E visto che quando piove si rischia anche di beccare la grandine diciamoci pure che l’attacco è un minimo in calando, direi dal cambio del mese : lo è perchè era oggettivamente impossibile reggere quel ritmo folle di aprile e maggio e lo è perchè stiamo cominciando a pagare gli infortuni, non so quale sia la maledizione che colpisce chi gioca da esterno sinistro, fatto sta … fuori Holt, fuori Swihart, stasera fuori Young … ho un incubo, il ritorno di Rusney Castillo, quando hai tre in un lineup che si chiamano Vazquez, LaMarre e Marco Hernandez rendiamoci conto che abbiamo tre uomini che fanno fatica a reggere le Majors col loro bastone.

In questo panorama grigio c’è motivo di coltivare qualche speranza ? Certo che c’è, io mi sento di dire che l’impianto del lineup è sempre una forza, potrà essere un attimo in down, ma la consistenza media è sempre eccellente e lo sarà ancora di più se torneranno alcuni degli infortunati, forse ci manca un buon bench-player, anche quello è un ruolo che dovrebbe essere fornito in primis dalle nostre minors, diciamo che tra gli uomini chiamati dal piano di sotto ce ne sono alcuni validi ed altri meno, ma non credo che poi altrove, nelle altre squadre, la situazione sia diversa; non sarà certo colpa dei bench-players se la stagione dovesse andar male alla fine. Sul monte invece non so proprio più cosa dire; sempre ammesso che si vada al mercato come buyers (se continua così rischiamo di andarci ancora come sellers) serve un partente serio ed almeno un paio di rilievi buoni, nella bacheca si chiedeva a Dombrowski di far uscire un coniglio dal cilindro, un coniglio mi pare poco, per come siamo messi mi pare che gli venga chiesto di far uscire un ippopotamo dal cilindro.

All’orizzonte c’è un viaggetto in Texas contro la squadra nettamente al numero 1 della classifica di American League, non so davvero cosa aspettarmi, la grandissima forza dei Rangers sono le partite strette, nei classici “one-run game” ad Arlington sono 17W-4L, quel genere di partite sono decise dal bullpen voi mi insegnate … ecco appunto … mi sa che bisognerà fare dei punti in principio perchè se arriviamo a giocarcela in volata potremmo andare a sbattere contro un muro. Per chiudere qualche pillola per stimolare semmai la discussione nella bacheca :

  • Pensare che Abreu è costato meno ai White Sox di quanto sia costato Castillo a noi mi fa desiderare di bere un drink … così per dimenticare. Come si chiama il nostro scout a Cuba ?
  • Critica nemmeno troppo velata di Eckersley a Farrell sulla gestione del rilievo di Tazawa; per cercare di lucrare un out a Layne, Taz entra con due uomini a bordo; era ora che qualcuno lo dicesse
  • Quando un giocatore fa una scelta folle come il bunt di JBJ (al 99% scelta sua, non gioco chiamato) occorrerebbe una strigliata … anche se sta facendo un’annata strepitosa. In quei casi ci vorrebbe un Bill Belichick o un Greg Popovich
  • Ridicola e patetica la sceneggiata di Ramirez che mostrava i muscoli alla telecamera ieri dopo l’homerun. Batte un ragguardevole .717 di OPS, ha -0,1 di WAR e negli ultimi tempi sta disintegrando il record galattico di rimasti in base con lui nel box. Se JBJ meritava una strigliatina questo invece avrebbe bisogno di un bel po’ di cura “Bill Belichick”, diciamo un paio di annetti.

Direi che è tutto … e come diceva l’immenso Walter Cronkite : “And that’s the way it is.”

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Pensierini della notte

Ho svariate ore di tempo per scrivere dato che mi son messo in testa di guardare gara-7 delle NBA Finals, bene o male le mie esperienze agonistiche sono su un campo da basket e per una sera posso tradire l’amato ballgame, diciamo che il baseball è la moglie … però per me il basket è la mamma. La lunga attesa mi concede però anche il tempo di pensare in maniera più approfondita su alcune tematiche forse inattese come per esempio l’importanza dell’assenza di Brock Holt nel nostro attuale contesto. Ci pensavo stasera mentre vedevo svariate occasioni di fare punti svanire, senza Holt ci manca un uomo da poter inserire dalla panchina, per esempio avrei voluto vedere un pinch-hitter al posto del tentativo velleitario di Vazquez di fare un safety-squeeze, ma adesso un pinch-hitter un minimo affidabile non l’abbiamo, oppure Holt potrebbe essere una eccellente alternativa per dare un po’ di cambi in più agli uomini dell’infield. Ora abbiamo una panchina davvero leggera, pensate che avendo in lista infortunati anche Rutledge (non che ci esalti … ma non c’è di meglio) e per coprire il suo ruolo di cambio abbiamo dovuto richiamare in squadra Marrero che avrà anche un bel guanto ma che col bastone è insufficiente anche a Pawtucket … figurarsi cosa possa fare al piano di sopra.

Onestamente se c’è un uomo al quale darei delle partite a riposarsi nel dug-out, quell’uomo è Hanley. Voglio essere sincero : non lo reggo, il suo approccio che lo fa spesso assomigliare ad un dopolavorista in vacanza non lo sopporto; posso anche convenire con quelli che dicono che la grinta mostrata ad uso telecamere, gli “occhi della tigre” son tutte vaccate per far vendere qualche copia in più ai giornali, ma anche il modo di giocare di Ramirez è più adatto a quelle squadre che sono perdenti nell’anima, è un giocatore che ormai ha visto la sua potenza nel box declinare, non ha un assegnamento difensivo accettabile e che gioca in maniera indisciplinata, come quando non rispetta i segnali dei suggeritori. Francamente è un altro bel frutto avvelenato della precedente gestione, non è il solo come altri personaggi stanno lì a testimoniare, per esempio Rusney Castillo che leggo oggi essere stato messo tra i waivers, impensabile ci sia qualcuno che lo chiami perchè dovrebbe pagargli lo stipendio folle che Cherington gli regalò, se non altro avremo così la possibilità di toglierlo dal 40-men roster.

Un’altra notiziola che avete letto è che Clay Buchholz tornerà nella rotation, come scrisse Mauro nella bacheca : “Abbiamo due slot nella rotazione che non sappiamo letteralmente come riempire.” Mai commento fu più appropriato, abbiamo provato anche Elias e probabilmente il mio metabolismo avrebbe beneficiato se la prova non ci fosse stata, al piano di sotto le speranze non si concretizzano con Johnson che sta ancora combattendo i suoi seri problemi psicologici e Owens che lancia talmente bene in Triplo da essere stato chiamato l’altro giorno da Over The Monster “il nuovo Daniel Bard”. La cosa è grave per quest’anno ma lo è anche per i prossimi, anche in sede di futuro mercato, siate certi che se andremo a cercare delle trades dovremo rinunciare a pezzi eccellenti del nostro farm team, per esempio Benintendi e Moncada, ha senso farlo ? Rischiamo di rimanere con una rotation debole o rischiamo di mollare giocatori che possono diventare delle star ?

Vedremo il futuro, per il momento portiamo a casa il fatto che da un po’ di tempo Price s’è messo a fare il Price (il suo ottavo inning è stata poesia pura) e Kimbrel s’è messo a fare il Kimbrel, che il terzetto delle B’s è sempre uno spettacolo e che abbiamo vinto una serie contro i Mariners che non sono poi per nulla una squadra banale. Abbiamo all’orizzonte una serie lunga da quattro partite con le calzette pallide, che sono abbastanza di nicchia a Chicago da sempre e lo sono ancor di più in una stagione nella quale i Cubbies stanno dando spettacolo. Erano partiti sparati ma da un po’ di tempo stanno facendo fatica, l’aspetto negativo per noi è che nella serie ovviamente non avremo Price mentre loro avranno tutta la parte migliore del loro staff … e mi fa abbastanza ridere che ci sarà una partita tra Chris Sale, che prima o poi si dovrà stancare di giocare per una squadra di seconda fascia, e Clay Buchholz. Di questi tempi è come se l’esercito degli Stati Uniti fosse in competizione con quello del Liechtenstein … per una volta possiamo urlare : FORZA LIECHTENSTEIN !!!

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Chi è che comanda ?

Si fa fatica a capire chi sia a reggere il timone nella AL East, la situazione negli ultimi tempi è quasi uno stallo con tre squadre che alternano momenti eccellenti ad altri molti meno, tre squadre che hanno punti deboli abbastanza evidenti, una division che verrà decisa probabilmente da chi saprà coprire questi buchi con delle trades azzeccate il prossimo luglio. Delle nostre pecche abbiamo ormai parlato a profusione : anche stanotte il bullpen, nella persona di Yunichi Tazawa, c’ha fatto passare un brutto quarto d’ora; può essere vero che il cambio del partente Wright (sempre sia lodato) sia avvenuto un po’ tardi (come dite voi nella bacheca messaggi) … però … porca vacca … non sta mica scritto sulla Magna Charta e nemmeno nel Codice Civile che il rilievo debba per forza cominciare la sua partita beccando un paio di tranvate in fondo al recinto, potrebbe anche capitare (ed a quelli forti capita spessa) che ereditano un uomo in base e quest’uomo sulla base ci resta fino alla fine dell’inning perchè il suddetto rilievo elimina subito un paio di uomini.

Noi quelli forti sembra proprio che non li abbiamo, ergo dovremmo andare a cercarli altrove. Discorrendo di baseball col mio mentore abbiamo convenuto che quelli che ci servono veramente li posseggono i New York Yankees sempre immaginando che gli Yankees figurino tra i sellers tra un mesetto circa … già … i nomi sono proprio quelli che vi immaginate ovvero Andrew Miller ed Aroldis Chapman, specie il secondo che sarà free-agent a fine anno. Una trade tra Yankees e Red Sox è ipotizzabile ? Oppure la rivalità storica è un ostacolo imprescindibile ? Beh .. anzitutto c’è da dire che se davvero quei giocatori saranno disponibili è certo che non saremo i soli a fargli delle avances, per esempio i Chicago Cubs avrebbero già chiamato Mr. Cashman dicendo di non scordarsi dei Cubbies, poi c’è da immaginarsi che se dovessero dar via un giocatore di prima fascia come Miller, ancora sotto contratto per 2 anni e mezzo, preferirebbero darlo ad una squadra di National League, in modo da non trovarselo tra i piedi spesso. Onestamente mi sembra un movimento un po’ complesso, sono inoltre andato a vedere la storia, se esistono scambi di mercato tra “noi” e “loro”, non sono mica tanti, l’ultimo è recente (lug. 2014) quando ci scambiammo Stephen Drew e Kelly Johnson, stiamo però parlando di robetta di livello bassino assai, pensate però che per andare al penultimo dobbiamo scendere fino al 1997, per andare ad un nome davvero pesante bisogna arrivare fino al 1986 quando i Sox presero dal Bronx Don Baylor … insomma … i casi sono davvero sporadici, abbiamo però degli asset che agli Yanks potrebbero piacere molto … non lo so … ditemi voi

Ultimo discorso : Roenis Elias ha vinto la maglia di quinto partente almeno per la sfida del weekend contro i Mariners, proviamone pure un altro, ma non nascondo di sperare in un upgrade anche qui; guardavo la classifica interna tra le squadre della AL East ossia tenendo conto solo delle sfide divisionali, questa particolare classifica non solo ci vede dietro a Baltimore e Toronto, ma anche con un bilancio lievemente peggiore di quello dei Rays, per invertire il trend serve qualcosa in più, Baltimore a monte è messa meglio, sia starters ma soprattutto relievers, Toronto ha quel buffo modo di fare che gli fa iniziare le stagioni un po’ in sordina per poi andare in crescendo e mi sembrano davvero avere un’intelaiatura di squadra molto pericolosa, dei nostri lanciatori invece non si vede quali giocatori già in forza possano farci fare quell’accellerata che da agosto in poi sarà decisiva, insomma … mi sento di dire che il nostro futuro possa dipendere da cosa sarà in grado di fare DD al mercato, possiamo dire che chi comanda oggi non è chiaro, tra non molto invece cominceremo a capire chi sarà a comandare le danze a settembre, il momento che conta s’avvicina davvero a passi veloci.

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X-man

Al cinema ci sono gli X-men (e si vi piacciono i fumetti Marvel sappiate che il film non è malaccio), noi invece abbiamo X-man ovvero Xander Bogaerts da Aruba, un’arma illegale, uno spettacolo per gli occhi, il più bel giocatore di baseball che io abbia visto uscire dal nostro vivaio, almeno da quando possiamo seguire le partite in diretta. Che questo fosse di un altro pianeta lo capimmo tre anni fa alle nostre vittoriose World Series, era un ragazzino piovuto in prima squadra subito prima dei playoffs, all’inizio di quella stagione era impiegato in Doppio A a Portland, Maine; cittadina eccellente se volete rimpinzarvi di crostacei e bere della birra, ma con poche altre cose affascinanti, nel biennio 2012-2013 almeno a Portland godettero della vista di Bogaerts, probabilmente sapevano anche loro che lo avrebbero avuto ancora per poco ed infatti a fine anno era al Fenway a ricevere un anello. Adoro queste storie dello sport, il ragazzino che viene catapultato al massimo proscenio e che, dotato di talento e tanta faccia tosta, fa il fenomeno, il Verstappen che vince in Formula 1 nonostante abbia ancora l’acne, il Bergomi 18-enne buttato in prima squadra a sorpresa che non fa vedere palla a Rummenigge in una finale di Coppa del Mondo, che bello … Torniamo a Bogaerts, abbiamo una necessità assoluta : fermarlo con un bel pluriennale lungo e corposo, è vero … il ragazzo è a costo controllato ancora per un po’, l’anno prossimo sarà eleggibile per l’arbitrato e potrà essere free-agent solo nel 2020, ma non scherziamo please, questo va firmato con un contratto a vita, è un patrimonio di Boston come i pub irlandesi, la USS Constitution ed il monumento di Bunker Hill.

Cattura

Vi faccio vedere una cosa : la classifica dei primi 12 come WAR nell’American League. Io spero che tutti, a Boston e perchè no … anche su questo forum, ci si renda conto della incredibile fioritura di talenti che stiamo avendo ai Sox, è vero … a livello di monte di lancio non riusciamo a cavarne fuori uno che fosse uno e giuro che non saprei dire quale sia il motivo, ma mi chiedo quante volte sia capitato che una squadra riesca a creare dal nulla la maggioranza del proprio line-up coltivandosi i giocatori ed avendo anche legittime ambizioni, guardo le classifiche di cui sopra e vedo Bogaerts 1°, Betts 7°, JBJ 12°. Verrebbe da dire che stiamo vivendo un momento di cambio generazionale, se vedete la Top 12 ci sono 6 giocatori under-25 (!!!) e cinque tra i primi otto (!!!!!) con Josè Altuve che è poco sopra quel limite avendone 26. Ed è davvero importante per noi essere ben posizionati, anzi sotto questo aspetto siamo i numeri uno. Guardavo i nomi selezionati nel draft dei giorni scorsi e non potevo non notare che tra le 6 scelte più alte ci sono ben 4 lanciatori, tra cui il primo selezionato. Sembra quasi che ci siamo detti che le ultime infornate non sono andate così bene e quindi proviamone un’altra. L’unica cosa che ci manca è tornare e selezionare e soprattutto a sviluppare i pitcher come fummo capaci una decina di anni fa, fatto quello direi che siamo a cavallo. Chissà se il neo-arrivato Jason Groome, buonissimo secondo molti ma difficile da firmare causa richieste di bonus che si immaginano esose, apparterà alla lunga serie di speranze non mantenute o se sarà finalmente il gioiello che attendiamo da troppo tempo. Siamo nel 2016 e stiamo andando avanti con la generazione draftata nel 2011 (Shaw, JBJ, Barnes, Swihart), quindi per sapere se finalmente ci abbiamo preso, direi di risentirci qui nel 2021, temo però che nel frattempo sarà meglio trovare risorse altrove.

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Appuntamento sulla Baia

L’interlega, oltre a parecchi aspetti negativi, ne ha anche alcuni positivi : per esempio è bello frequentare posti dove non sei abituato ad andare e lo stadio sulla Baia, nettamente il più bello tra tutti quelli nei quali io abbia assistito ad un incontro di baseball, ci ospiterà in uno di quegli eventi che ci capitano davvero raramente.

In che condizioni arriviamo all’appuntamento ? Insomma … così così, ultimamente si è persa qualche serie di troppo contro le nostre avversarie divisionali e c’è sempre quel dubbio sull’effettiva consistenza di un pacchetto lanciatori, dubbio che si è fatto più pressante dopo una settimana dove ci hanno bombardato parecchio, un intero giro di rotation davvero poco producente.

Su quel fronte c’è poco, al momento non è stato ancora deciso chi sarà il quinto partente ed aumenta anche il numero di media bostoniani che cominciano a sudare freddo circa lo stato di forma degli altri, se in questo blog a volte c’è un po’ di pessimismo è perché l’esperienza ci porta a dire che è dura reggere la concorrenza se non c’è prestazione sul monte, ma se avete la pazienza di leggere i media online vedrete che le domande che ci poniamo noi non sono così differenti da quelle che scorrono in America e non a caso il pitching coach Willis è l’uomo più intervistato in questi giorni.

Purtroppo stiamo perdendo anche qualche pezzo in campo, è assai probabile che la stagione di Blake Swihart sia finita con quel tentativo molto generoso di fare un out al volo contro il muro del foul contro Toronto. Tra 15 giorni se ne riparlerà ma sembra che ci si debba dare un arrivederci al 2017; ricordo che qualcuno chiese nella bacheca messaggi se non era il caso al mercato di potenziare un attimo il team all’esterno sinistro. Calma e gesso : prima o poi Holt tornerà e Young sta offrendo un rendimento in linea con quelle che erano le aspettative, se al mercato ci fosse un’occasione ben venga, ma resto dell’idea che se c’è da fare delle acrobazie nelle trades, queste debbano essere fatto sul monte, non si potrà appesantire troppo il payroll (ecco perché uno Shields era un po’ fuori portata) ma qualcosa bisognerà portare a casa

Gran momento comunque per lo sport dalle parti della Baia, fateci caso : i Giants hanno vinto 3 anelli recentemente ed anche quest’anno non sono messi per nulla male, i Golden State Warriors hanno fatto qualcosina nelle ultime due stagioni NBA e i San Josè Sharks stanno giocando la Stanley Cup, chissà … forse il potere della Silicon Valley sta cominciando a prendere il sopravvento, volendo generalizzare potremmo dire che l’innovazione sta vincendo sulla tradizione, ci sarebbero delle belle analisi da fare sulle differenze tra la California ed il New England, non è questo il posto, fatto sta che chi è appassionato di sport a San Francisco e dintorni si sta divertendo parecchio, non che a Boston nell’ultimo decennio si sia dormito … proprio no, ma al Fenway di spazio per contenere l’argenteria ne abbiamo ancora molto.

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LinkedIn aiutaci tu !!!

Annuncio di lavoro : affermata squadra di baseball con tradizione più che secolare cerca disperatamente uomini che possano lanciare. Prendiamo in considerazione sia matricole che pluri-veterani, vanno bene sia uomini con 20 lanci nel braccio ed anche gente che possa farne cento. Astenersi perditempo … di quelli ne abbiamo anche già troppi.

Non credo che i Sox abbiano lanciato ricerche di lavoro su Linkedin o su altri siti del settore, sarebbe un sistema di reclutamento un po’ naif per una franchigia MLB, ma credo che ormai non si sappia più cosa fare per cercare di migliorare uno staff di lanciatori che lascia perplessi ogni giorno di più. La serie al vertice a Baltimore, cominciata con due vittorie che lasciavano sperare in un vantaggio importante al termine della stessa, finisce invece con due sconfitte abbastanza fragorose che ricuce il vantaggio dei Sox ad una sola partita. Che la partita di Kelly fosse “perdibile” ci poteva anche stare, data la sua inconsistenza. Più difficile da digerire la sconfitta in una scontro “Porcello vs Jimenez”, una stecca del Porc ci può anche stare, fino ad ora aveva data una buonissima consistenza, ci può stare meno aver visto il bullpen implodere in se stesso, cosa che a Tazawa sta capitando anche troppo spesso ultimamente, se poi i rinforzi disponibili dalle minors sono giocatori del calibro di Noe Ramirez, allora possono anche fornirci di una katana e ci candidiamo ad un harakiri come i generali giapponesi a Iwojima.

Che la situazione sia davvero particolare ce lo dimostra la scelta effettuata dopo gara-3 ovvero rimandare a Pawtucket l’inconsistenza fatta persona che risponde al nome di Kelly in cambio … del nulla. Per almeno un po’ di tempo infatti si è deciso di ruotare solo a quattro partenti, approfittando del fatto che la prossima settimana avremo due giornate senza partita, la scelta è comunque una cartina di tornasole molto chiara che ci spiega quanto sia difficile per noi trovare un quinto partente almeno un minimo affidabile, Buchholz è nel bullpen a far danni (vedi l’altra sera), di Kelly abbiamo già detto parecchio, Owens l’abbiamo provato e tira ancora quantitativi spaventosi di balls e Brian Johnson, che anche l’anno scorso aveva fatto vedere cose buone, è stato addirittura messo da parte a causa delle crisi di ansietà che lo colpivano ed è sotto trattamento. Davvero non so chi possano far lanciare i Sox quando servirà anche il quinto partente.

Una notiziola degli ultimi giorni che merita un discorso : i Blue Jays, altra squadra col bullpen traballante, l’hanno rinforzato con una trade prendendo Jason Grilli da Atlanta. Le trade in questo momento sono rare e spesso non portano a risultati così brillanti. Detto questo però, data la nostra situazione, se un pitcher è disponibile come il veterano Grilli, visto anche con l’Italia all’ultimo World Baseball Classic, avrei voluto vedere anche i Sox impegnarsi per un movimento simile. Onestamente non so come sia andata la trade, se i Braves l’abbiamo offerto in giro, se invece si siano proposti i Jays, se sia un pitcher detestato a Boston, fatto sta che stiamo parlando proprio del tipo di giocatore che ci abbisognava e mi spiace vederlo andare a rinforzare una nostra avversaria mentre noi restiamo con un monte da mani dei capelli.

Teniamoci buono il fatto che, nonostante tutto, restiamo in testa alla division, sono le cose che ci dicevamo un mese fa, sul come fosse possibile restare in vetta vincendo le partite a mazzate, abbiamo passato la Festa della Repubblica e siamo ancora in testa, tutto sta nel vedere se lo saremo ancora quando ci sarà il solleone, nelle ultime cinque sconfitte abbiamo subito la bellezza (o la bruttezza … fate voi) di 50 punti (!!!) e mentre in parecchi stanno iniziando a considerare di fare rotazioni a sei partenti, noi per disperazione l’abbiamo ridotta a quattro. Vedere un attacco come il nostro, che definirei quasi poetico data la sua profondità ed efficienza per nove uomini su nove e vedere un monte che sembra l’esercito italiano a Caporetto è quasi triste; è come vestirsi con una giacca di alta sartoria abbinandola ad un paio di pantaloni stracciati raccolti dall’immondizia. Se venderemo la giacca o se saremo capaci di comprare dei pantaloni decenti al momento non ci è dato di sapere, avere un po’ di paura mi sembra umano

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Due uomini che contano

Vedo che vi siete divertiti : io invece non ho potuto vedermi le ultime due partite giocate, motivi di famiglia e poi ogni tanto bisogna anche dedicarsi ad altro che non sia il baseball, fatto sta che delle ultime due vittorie ho potuto ammirare le classiche sintesi da 15 minuti dal sito MLB e nulla più; credo però che bastino le sintesi o forse basta anche solo leggere il punteggio e si capisce che a) se il monte regge b) considerando che praticamente chiunque vesta una casacca dei Red Sox, se gli dai un bastone in mano, costui ti spara delle cannonate in fondo al recinto; dato ciò a + b = W per noi (almeno molto spesso).

Se fino ad ora il monte ha più o meno retto il merito è di Wright, poche storie … assolutamente il miglior pitcher dei Sox e meritevole di un viaggio a San Diego per l’All Star Game se le convocazioni saranno decise dai risultati del campo e non dal nome, dagli endorsement dei giornali, dal blasone, insomma … da tutte quelle altre cose che mi hanno sempre fatto considerare l’All Star Game come una cosa inutile. Mi accodo a chi dice che non riesce a capire in cosa differiscono i lanci di Wright del 2016 da quelli del 2015. Tranquilli … anch’io non ci vedo la minima differenza, vedo che sono sempre difficili da maneggiare per il catcher (anche ieri Hanigan ha dovuto sacramentare un po’), solo che l’anno scorso era una storia e quest’anno è un’altra. Ci regala 7 inning quasi tutte le volte e questa è una cosa dal valore inestimabile per una squadra con un bullpen così così e ci fa da ancora per una rotation nella quale i punti di domanda c’erano, ci sono e ci saranno probabilmente ancora per un po’ di tempo. Sapete che mi piacciono i giochini “what if”, già … cosa sarebbe successo ai primi due mesi dei Sox con un Wright “normale” o detto in termini diversi, con un Wright come quello che ci saremmo aspettati tutti noi ?

Il secondo uomo che conta è uno che in Grande Lega non ha lanciato ancora una pallina in questo 2016, ma che lo farà nelle prossime ore ovvero Eduardo Rodriguez. Con Price, Porcello e Wright stabilizzati, ci restano due buchi da coprire visto il flop di Buchholz. Uno ce ce lo riempie Kelly e già qui non è che siamo poi così tranquilli, l’altro deve essere Rodriguez … poche storie. Avrei preferito fargli iniziare la stagione in un campo che non fosse Camden Yards, dove lo hanno cresciuto e dove lo conoscono meglio di qualsiasi altro posto negli States. Evitiamo comunque di andare giù di testa se le cose stanotte non dovessero andare come speriamo, diamo un attimo di tempo al ragazzo di re-ambientarsi nel contesto delle Majors. Importante anche la gestione che verrà fatta dal nostro Stato Maggiore, ci sono praticamente tutti i rilievi disponibili, evitiamo di far prendere al ragazzo più punti di quanti necessario.

Una bella fetta dei nostri destini è comunque nelle mani di questi due giocatori : l’eroe imprevisto e l’uomo acquistato in cambio di due mesi di “prestito” di Miller a Baltimore. Curioso oggi il pezzo di Over The Monster dove ricordavano che prima di mandare Miller nel Maryland, fu intavolata una trattativa con Detroit, allora governata da Dombrowski, trattativa che non andò in porto per il “niet” dello stesso DD alle richieste dei Sox, dopo di che ci accordammo con gli Orioles e E-Rod arrivò da noi. Proprio grazie a quel suo “niet” oggi Dombrowski ha un problema in meno da risolvere, avrebbe un partente in più da cercare e non sarebbe stata una ricerca facilissima; comunque vedete anche da questo una costante : il mondo è governato dal “what if”, le sliding doors ci comandano, anche e soprattutto nei ballparks : siatene consapevoli

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‘Sto benedetto monte

Così come tutte le strade portavano a Roma, tutti i discorsi dei Sox portano allo stesso posto, a quella collinetta posta a poco più di 18 metri dal piatto di casa base dove spesso si decidono le sorti, nel bene o nel male, delle squadre di baseball. Tante cose negli ultimi giorni sono capitate sotto questo aspetto : la notizia più vecchia è l’infortunio di Carson Smith che perderà tutto quest’anno ed anche il principio del prossimo, diciamolo subito : è un affaraccio, Smith ci serviva e molto. Con Koji che sta cominciando ad accusare il peso degli anni sotto forma di qualche pallina di troppo che non trova quell’angolino basso dell’area di strike e Tazawa che a volte è abbastanza erratico siamo corti di un set-up. Barnes e Layne sono onesti ma poco di più, Smith doveva darci quel ruolo alla Betances che senza di lui ci manca., la cosa buona è che di rilievi il mercato di luglio è pieno, ovvio che mancano 60 partite, speriamo di tenere botta e poi credo che se saremo ancora in ballo una trade non sia impossibile da immaginare. Piuttosto si legge in molti siti che Smith aveva già denunciato problemi nell’ultimo mese a Seattle, sotto forma di un calo abbastanza pronunciato nella velocità del pitch, il sospetto che sta sfiorando la mente di molti è che i Mariners ci abbiano rifilato un giocatore con qualche “problemino”.

Passiamo pure alla “saga Buchholz”, fuori dalla rotation dopo l’ennesima prova orrenda. Insomma … non è nemmeno corretto chiamarla orrenda, nel senso che in Clay Buchholz convivono vari giocatori, finchè non è sotto pressione tutto ok … è ancora un signor pitcher, vedi l’altra sera quando fu in grado di lanciare un primo giro di lineup eccellente, poi appena c’è qualcuno in base capita l’Apocalisse, secondo alcuni ci sono problemi tecnici, ma cominciano ad aumentare quelli che credono che il problema sia solo ed esclusivamente di testa e se la testa si spacca metterla a posto è veramente complesso, servono doti che il nostro ha fatto fatica ad avere anche nei suoi momenti migliori, figuriamoci in questi che da quei tempi distano un bel po’. Tra  parentesi anche le modalità dell’uscita di Buchholz dalla rotation lasciano parecchio perplessi, in tanti si aspettavano il classico giro in injured list, seguito da 3 o 4 partite a Pawtucket sperando che trovasse in questo modo un minimo di ritmo. Invece resterà in formazione cercando di dare un contributo nel bullpen, contributo che si fa fatica a capire quale possa essere : non è certo l’uomo da 20 lanci e per di più con tutti i problemi fisici che ha accusato in passato, non credo che possa reggere molto un ruolo dove rischia di essere impegnato un giorno sì ed un giorno no. Non voglio arrivare a dire quello che scrive Buchanan su Over The Monster ovvero che avrebbe avuto addirittura più senso un bel “Designed For Assignment” piuttosto che un passaggio nel bullpen, ma davvero si fa fatica a capire la logica della cosa.

Quindi se non succederanno cose impronosticabili la cinquina di uomini che deve portarci alla gloria sarà Price, Porcello, Wright, Kelly e Rodriguez. Non lo so …  è abbastanza ? Rodriguez deve ancora lanciare la prima pallina, Kelly ha una gran sassata, ma a volta non sa nemmeno dove tirarla, Wright (che Dio ce lo preservi) è l’aggiunta della speranza, Price deve essere Price e Porcello deve essere meglio del Porcello che abbiamo conosciuto spesso da quando è da noi, come dicevo l’altra volta è troppo speranzoso aspettarsi ingressi dal mercato, c’è veramente poco o nulla, servirebbe quindi un aiutino dalle Minors e qui tocchiamo un tasto dolente, mentre dalla farm sono stati in grado di rifornirci di giocatori super da lineup con un ritmo da catena di montaggio (dei 9 titolari del line-up ce ne sono 7 (!!!) usciti dalla farm), non riusciamo a cavare un pitcher che fosse uno, quelli che dovrebbero essere in rampa di lancio non rispettano le attese e quando vengano chiamati a lanciare al piano di sopra toppano, vedi Owens che ormai viene definito delusione anche da chi è stato il suo primo tifoso.

Quindi non c’è molto da fare se non stringere le chiappe (terminologia molto tecnica, me ne rendo conto) ma non saprei cosa altro fare, ci sono annate dove si può modellare, cambiare una squadra, questo non è uno di quegli anni e quindi occorre trovare le risorse all’interno, Buchholz doveva essere una di queste risorse, per crederlo che lo possa essere occorre però un’immaginazione che neanche il Venerabile Maestro Isaac Asimov possedeva. La scienza non può più fare nulla, diamo spazio alla fantascienza.

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2016 e 1941

Io non so se nella message-board prevale l’umorismo o se ci credete davvero, ma vedo che si sta addirittura contando in che giorno JBJ raggiungerebbe il record di Joe DiMaggio della hitting streak più lunga di ogni epoca. Credo che sia solo frutto della vs. simpatia più che della cognizione tecnica, 56 partite consecutive con una valida è un record destinato a durare per sempre, almeno a mio avviso … e forse è bello che sia così, il nostro gioco ha dei simulacri, degli idoli che mi sembra quasi blasfemo andare a toccare. Sono 75 anni che nessuno riesce a replicare quell’incredibile performance dello Yankee Clipper, davvero incredibile quella stagione 1941 !

Così incredibile che successe un’altra cosa che non s’è mai più ripetuta : Ted Williams, il nostro “Teddy Ballgame” chiuse con l’incredibile .406 di media battuta e da allora mai nessuno ha avuto un’average da .400 o più in alto; vedendo come si comportano nel box alcuni nostri pupilli (Ortiz, Bogaerts o JBJ) viene quasi da dire che anche quel record possa correre dei rischi; se Ortiz è Ortiz e Bogaerts è un predestinato, quello che fa strabuzzare gli occhi è JBJ; divertente quel giornalista che ha detto che quest’anno sarà Rookie of The Year … con due anni di ritardo. Non potrà vincere quel premio, ma il giocatore più migliorato non può che essere lui se continua con questi ritmi; la storia di JBJ vi dimostra anche, una volta di più, l’importanza della difesa nella valutazione dei giocatori; non fosse stato per le sue straordinarie doti difendendo il giardino, forse JBJ non sarebbe stato più uno dei Sox e semmai a quest’ora sarebbe compagno di squadra in Triplo A d’un Middlebrooks o di un Cecchini qualsiasi; dicevamo : “se solo arrivasse ad un .700 di OPS con quel guanto che si ritrova sarebbe comunque un titolare per un decennio” … diciamo che ora è un po’ sopra a .700 di OPS.

Scrivendo questo strano pezzo, dove salto in scioltezza dal nostro baseball a quello dei nostri nonni e bisnonni, mi viene in mente una considerazione che c’entra poco coi normali temi che dibatto su queste pagine : m’è venuto in mente che, mentre DiMaggio e Williams stavano scrivendo pagine di baseball che verranno tramandate per chissà quante generazioni a venire, a Tobruk o nelle steppe russe ci si combatteva e si moriva a migliaia. Non è certo il problema peggiore di quegli anni, ma ci pensate a quali altre meravigliose imprese sportive avremmo potuto vedere se non ci fosse stata la guerra ? Williams non sarebbe partito per la guerra nel ’43 e chissà cosa avrebbe combinato dopo aver vinto la tripla corona nel ’42 ? Ma anche nella vecchia Europa … per esempio un Fausto Coppi sulla sua bici, anziché deperire in un campo di prigionia inglese, cosa avrebbe fatto ? Lutz Long si sarebbe preso la rivincita su Jesse Owens nel lungo nelle Olimpiadi del ’40 o del ’44 anziché morire combattendo in Sicilia ?

Fortunatamente invece Bogaerts, Betts e JBJ devono pensare solo all’OPS … e permettetemi di dirlo, pur con tutte le contraddizioni di questi tempi, il progresso mi pare incalcolabile.

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