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Bastasse un inning

Bastasse un inning per cambiare l’andazzo generale saremmo a posto, ma non è così che funziona, vediamo se questa partita rimetterà un po’ in carreggiata i nostri.

Altre due partite andate, le prime nel sempre indigesto Tropicana di Tampa; parliamoci chiaro, con questi accoppiamenti di lanciatori c’erano due partite nelle quali il vantaggio è chiaramente dalla parte del team di Maddon. Gara-1 era tra queste, in tanti avete commentato l’erroraccio di Napoli, io voglio prendere un po’ le difese del paisà : era ovvio che prima o poi avremmo pagato lo scotto di giocare con un prima-base un po’ arrangiato, anche se tutti ci saremmo aspettati che i problemi potevano nascere nel fielding non nel prendere un pop-up in diamante, a sua ulteriore discolpa va detto che Napulè è l’ennesimo giocatore di una lunghissima lista che ha problemi sui pop a Tampa, il fondo bianco del tetto e tutta quella marea di camminamenti, fari, cavi elettrici appesi e altro sono deleteri perchè non si riesce ad avere una visuale continua sulla pallina.

Scusando Napoli ho finito per oggi le attenuanti generiche, più difficile scusare l’attacco capace di mettere una valida in tutto dal secondo inning in poi, ennesima partita di dieta offensiva, se poi la dieta sia finita col terzo inning inning da otto punti di stanotte è cosa che andremo a vedere.

Bravi comunque a punire il problema di Price e bravi a colpire senza remissione il rilievo entrato a freddo, proprio per queste contingenze direi che è il caso di tenere il giudizio in sospeso sul tema “attacco ammalato, convalescente o quasi guarito”, non mi spaventano gli inning di ieri dal quarto in poi, la partita era chiaramente vinta ed in quei casi si “molla” un po’.

La prima risposta alla domanda sullo stato di salute dell’attacco ci sarà stasera, peccato che nella prossima partita rischi di servirci una santabarbara più che un attacco, la sfida si presenta con un match-up sfavorevole : l’eccellente Cobb di quest’inizio di stagione contro il più che traballante Doubront; abbiamo perso partite da Toronto contro pitcher che nemmeno pensavamo lanciassero più, vuoi mai che si riesca un volta a sovvertire un pronostico ? 

 

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Finita la pacchia ?

Abbiamo già goduto abbastanza ? E’ cominciata la stagione 2012 versione 2.0 ? Se bisogna perdere tanto vale che riprendiamo Bobby V (scherzo !!!), almeno lì c’era un pagliaccio ed a me i pagliacci fanno ridere.

Ammettiamolo … quando un pitcher prende un singolo da due punti da Munenori Kawasaki tale pitcher dovrebbe prendere in seria considerazione l’opportunità di una onorata pensione e chi guarda la partita in TV come il sottoscritto prende lo spunto per articolare la sua serata in maniera diversa, c’è tanto da vedere in TV !!! Perchè incaponirsi guardando del baseball ? Dai … scelgo la finale dell”Eurolega di basket e quindi oggi vi parlerò dell’Olympiakos e del Real Madrid.

Ovviamente non è così, questo blog rimane votato ai Red Sox e come primo pensiero dobbiamo chiederci come è possibile che una squadra che giocava bene improvvisamente cominci a fare errori puerili in difesa, la stessa squadra giocava un attacco preciso nel colpire nei momenti importanti, la stessa squadra ora è incapace di fare una battuta decente coi corridori in posizione punto; in una stagione di 162 partite è normale che ci siano degli up & downs , è più difficile da capire come mai una squadra nella sua globalità si spenga di botto.

Perdere una serie dalle riserve dei pitcher di Toronto, non saprei come definire diversamente Chad Jenkins, non è esattamente quello che ci aspettavamo, vedere i Jays fare l’homerun derby al Fenway piace ancor meno, non possiamo sempre avere Buchholz e Lester giusto no ? Ryan Dempster conferma la sua difficoltà in American League che già aveva manifestato nei due mesi passati in Texas dove aveva dato una bella mano al collasso dei Rangers per andare poi a perdere una AL West praticamente già vinta.

Sul tema del closer, da voi evocato dopo la sconfitta di ieri sera, io mi astengo nel senso che della partita di ieri sera c’è molto di peggio del fuoricampo preso da Tazawa, c’è una pochezza offensiva conclamata ed una carenza anche tattica; scusatemi ma riesci a mettere un uomo in seconda al nono con zero out e sei sotto di uno, hai una squadra che fa una fatica boia a fare dei punti e non tenti nulla ? Ti affidi alle mazze sperando che ti vada fatta bene ? Una smorzatina per esempio ? Idea così folle ?

Una chiosa finale. Scrivete su un foglio di carta l’elenco dei giocatori presi da Ben Cherington in questi due anni, poi date il voto ad ognuno e fate la media. Che numero vi viene fuori ? A me è venuto il voto che prendevo nelle interrogazioni di diritto ai tempi che frequentavo l’ITC Paolini di Imola. Sarete contenti di sapere che un anno in diritto fui rimandato a settembre. E’ lecito chiedersi se Cherington ne capisce poi molto ? Non avrà da spendere i container di soldi che avevamo pochi anni fa, ma non si poteva proprio fare di meglio con quella cifra ?

Bella serata vero ? Vi metto una frase appena trovata in rete circa la festa della mamma : “As a gift to all those moms who hate baseball, the Red Sox have given their husbands, boyfriends and sons ample reason to shut the TV.” Come commento finale direi che ci sta.

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Un uomo solo al comando

E’ già … un uomo solo al comando, però la sua maglia non è biancoceleste ed il suo nome non è Fausto Coppi, questa parecchi se la dovranno cercare su google o meglio ancora farsela raccontare dai propri nonni, ma oggi mi va così.

La maglia dell’uomo al comando stanotte era rossa, non viene dalle colline piemontesi come l’immortale Campionissimo del ciclismo ma ha avuto i suoi natali a Tacoma, bel posto, visitato anche dal sottoscritto col meraviglioso (e pericoloso) Mount Rainier nelle immediate vicinanze. Quest’uomo ed ovviamente avrete capito che sto parlando di John Lester, ha tirato fuori tutto quello che ci serviva per rimetterci un po’ in carreggiata dopo le scoppole beccate dai gemellini del Minnesota.

Serviva un super-prestazione, perchè in altri settori del team si continua a dormire sonni beati, parecchi sembrano orsi in letargo e vengono a mancare degli apporti offensivi ai quali non possiamo rinunciare, anche ieri si sono viste quantità industriali di rimasti in base e situazioni favorevolissime non concretizzate in punti contro un pitcher come Ramon Ortiz che onestamente pensavo si fosse ritirato dal baseball attivo. Avevamo un pitcher che stava tirando un “quasi perfect-game” contro un pitcher che proviene dal carrello dei bolliti e nonostante tutto la partita era ancora in bilico, cosa pericolosissima contro una squadra di fuoricampisti pazzi come i Blue Jays, dove se ti scappa una pallina davanti ai vari Bautista o Encarnacion rischi di trovare sotto di un paio di punti senza accorgertene.

Buon per noi poi che contro Cecil si sia ampliato il vantaggio facendoci almeno stare rilassati negli ultimi due inning, curioso che contro un pitcher mooooolto migliore di Ramon Ortiz si sia fatto festa ma anche questo è il bello del baseball, comunque è bene darsi una sveglia perchè con dei 3 su 17 coi corridori in posizione punto si va davvero poco lontano e si rischiano incidenti come quelli dell’ultima settimana.

Volevo tornare un attimo all’ultima partita coi Twins; OK … Lackey ha sbagliato un’assistenza facilissima ed è stata pagata carissima, i pitcher spesso non sono abili (eufemismo) nel fielding … amen, quello che è un po’ più difficile da digerire è la difesa debole di Ross sul tag mancato a casa base; il catcher di riserva, specie in una squadra con un titolare che difende in maniera rivedibile, deve essere un guerriero, faccio una fatica boia a scusare un atteggiamento così molle e senza quel quid che dovrebbe essere la base dell’essere un catcher ovvero bloccare il piatto di casa base. Speriamo sia solo un passaggio a vuoto, fino ad ora Ross ha offerto un buon rendimento e una squadra come questa, che abbiamo già capito essere parecchio debole in attacco, può sopravvivere solo lanciando bene e difendendo come nelle prime tre settimane anche perchè la division resta un bel rompicapo : gli Yankees “di seconda mano” continuano a picchiare come i titolari mancanti, gli Orioles rimontano da 6-0 sotto per poi vincere (ma ti pare) agli extra-inning … insomma o si tiene un rendimento alto o si va a sbattere contro un muro cari amici

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Visto che servono rimpiazzi cosa bolle nelle minors ?

Archiviata in fretta la partita di ieri notte dove abbiamo visto tutte le cose che non devono capitare : attacco sterile, difesa che sbaglia troppo (8 errori nelle ultime 5 partite), giocatori che si scontrano e s’infortunano e visto che le minors sono l’unico bacino dal quale possiamo attingere giocatori dato che la Trimurti ha giurato “mai più free agent di prima fascia” volevo cogliere l’occasione di dare una controllata ai nostri virgulti che evoluiscono nelle minors, sperando di cogliere un flash che ci faccia dire che abbiamo in gestazione i prossimi Miguel Cabrera o Buster Posey. Detto di Webster che stanotte giocherà la sua seconda partita nell’empireo e che secondo parecchi a fine anno sara lo starter n.3 della ns. rotation come stanno andando gli altri prospetti sul monte ?

Partiamo da Matt Barnes che dopo il trionfale 2012, dove sia la classe A che la A+ erano state facili conquiste, ha debuttato in Doppio a Portland e qui le cose si sono un po’ inceppate, 6 partite molto altalenanti, sembra però in crescendo dato che le ultime due sono state molto positive, il ragazzo ha una fastball che fischia e mette strikeout che è un piacere, al momento gira ad oltre 5 di ERA ma ripeto che è una cifra inflazionata dalle prime uscite infelici. Quest’anno al massimo potrà provare il triplo A, per il tardo 2014 potrebbe essere pronto per il gran debutto.

L’altro arrivato nella trade coi Dodgers è Rubby De la Rosa.  Starter a Pawtucket, viene comunque impiegato col contagocce anche per salvaguardarlo dopo il Tommy John di fine 2011. Andamento simile a quello di Barnes, male nelle prime uscite, bene nelle ultime 3. Fastball bomba anche 97-98 mph … ed un area di strike difficile a volte da trovare. Per diventare un partente stabile da livello di sopra deve imparare a far qualcos’altro oltre che a tirare missili. Progredisse poco, resterebbe però abbastanza talento per farne un bel rilievo da inning finali.

Si parlava qualche anno fa come di un futuro campione di Anthony Ranaudo ma, dopo un campionato universitario vinto e dopo troppi infortuni era scivolato indietro nella considerazione ed anche la velocità sembrava essere stata intaccata dagli infortuni. Quest’anno in doppio A sembra rinato, coi suoi 23 anni fa ancora in tempo a costruire la carriera, sarà fondamentale che dimostri tenuta fisica. Non essendo un lanciafiamme deve essere un mostro di finesse. L’anno scorso disastroso comporta per lui di dover dimostrare di valere in quest’anno viceversa rischia un futuro con una professione diversa dal giocatore di baseball.

Se volete un nome caldo ma ancora acerbo vi dico Henry Owens , stiamo però parlando di un 20-enne che deve mangiare ancora tante pagnotte, fino ad ora dimostra di valere la prima scelta spesa nel 2011. Viaggia a Salem in A Avanzato ma già entro l’anno può fare il salto in Doppio. Progetto a medio termine, ha saltato l’università per buttarsi subito nel baseball che conta. Futuribile … ma intrigante.

Passiamo ai battitori : Xander Bogaerts dopo il Classic con l’Olanda è partito in Doppio A lancia in resta, .300 di average e parecchi extra-base. Quello però che lascia senza parole in molti è la maturità che dimostra (ed ha solo 21 anni) ed ha migliorato un tecnica difensiva un po’ legnosa. Nonostante ciò c’è chi dice che possa anche cambiare ruolo “da grande” , l’angolo caldo o il posto sotto il Green Monster potrebbero essere il suo futuro. Se continua così chissà che a settembre non gli faccino assaggiare il boccone prelibato MLB.

Poca maturità invece sembra dimostrare Josè Iglesias finito a scaldare la panca a Pawtucket negli ultimi giorni per motivi disciplinari. Sembra che il ritorno nelle minors non si stato digerito dopo l’inizio in prima squadra. I numeri messi insieme in Triplo non giustificano la sua ira , se sono bastate 10 partite buone a Boston per montarsi la testa allora vuol dire che non stiamo parlando di una mente brillante.

Ben diverso sembra essere l’approccio di Jackie Bradley che iniziata la sua stagione in Triplo batte un bel .300. Per uno che solo 12 mesi fa era ancora in Singolo questa è tanta roba. Finito nei giorni scorsi in lista infortunati avrà tutto questo 2013 per imparare. In tanti sostengono che sia uno con tanta zucca, a settembre tornerà a Boston e se la maturazione sarà compiuta non se ne andrà più per un bel po’ di tempo. Non m’aspetto il nuovo Trout o il nuovo Harper, m’aspetto però un bel giocatore.

Il nome nuovo o seminuovo è Garin Cecchini terza base che sta facendo sfracelli in A+ , un metro e 90 di atletismo. Bello il giudizio che danno di lui le guide, lo riporto in toto : High baseball IQ. Quick learner and makes adjustments. Chiaro che per lui si parla almeno del 2015 come anno d’arrivo, tra parentesi il guanto è dolce visto che giocava nella keystone prima del draft con Boston.

Questi sono i nomi sui quali progettiamo il futuro, ho tenuto fuori i Lavarnway o simili che ormai le regole MLB non considerano rookies. E se proprio volete qualche altro nome vi dico Bryce Brentz (bel esterno destro potente), Blake Swihart (catcher futuribile) che parecchi dicono possa fare una carriera anche in altri ruoli e Brandon Workman pitcher che forse sta emergendo dopo un po’ di attese mancate.

Due piccole considerazioni finali : 1) l’unico pregio dello schifoso 2012 è che quest’anno al draft chiameremo per settimi, occasioni da non mancare. 2) Formazione 2015. C Lavarnway – 1B Napoli – 2B Pedroia – 3B Middlebrooks – SS Bogaerts – OF Brentz Bradley Mister X – SP Webster – Buchholz – Lester – Barnes – Mister X . Può andare ? Se i Mister X fossero acquisizioni esterne della Madonna …

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C’è qualcuno che vuol fare il closer ?

Consumiamo i closer più velocemente di come Liz Taylor consumava i mariti, anche Joel Hanrahan detto l’Aceves irlandese ha (o avrebbe) problemi fisici che comporteranno un passaggio in injured list, sebbene non ci sia ancora l’ufficialità della cosa. Così in 35 giorni di campionato andremo a schierare il nostro terzo closer che stando alle dichiarazioni di Farrell sarà Junichi Tazawa col compaesano Uehara che sarà il setup dell’ottavo inning. A naso avrei fatto la scelta opposta se non altro per il fatto che il secondo ha molta più esperienza del primo ed il mestiere del closer è uno di quelli che mi fa preferire avere uno un po’ più attempato.

Comunque sembriamo entrati in quella spirale perversa che ci obbliga a cambiare il titolare del ruolo ogni anno dal momento della partenza di Papelbon, un po’ come ci capita coll’interbase dove dal momento della partenza del grande “Spider” Garciaparra abbiamo visto un tourbillon folle, ormai è diventato un gioco di società : “chi si ricorda più shortstop nei Sox dal 2004 in poi ?” Bene … coi closer siamo avviati sulla stessa strada.

Detto ciò acquista ancora più valore la vittoria di stanotte nella prima sfida coi Twins, iniziata ancora coi postumi della trasferta in Texas, con “l’ace of staff” che subisce abbastanza. Partita tirata su sprecando tantissimo ed affidandosi alle prodezze individuali e con “Pennellone” Mortensen (carino il soprannome) come vincente. Va mo là … Intanto è rientrato in formazione Breslow che ci da un extra-valore avendo così un secondo mancino nel bullpen, immagino che salirà anche qualcun’altro essendo veramente rischioso giocare con un lanciatore in meno per una squadra che non ha certo soluzioni così consolidate sul monte quando la partita avanza verso la fine.

Insomma … si soffre un po’ ma in fin dei conti è una dolce sofferenza quando si è primi in classifica, guardiamoci queste altre tre partite coi Twins che sono una squadra strana, tanto per dirvene una è il team MLB che spende la percentuale più bassa del payroll per i lanciatori, frutto questo anche dei contrattoni a Mauer e Morneau fatti quando il team spendeva un po’ più di ora. L’attacco non è per nulla male, c’è da stringere, sperando sempre che “the curse of Jonathan Papelbon” ci lasci in pace almeno un po’.

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Uno scoglio duro in Texas

I Texas Rangers si confermano per quello che sono : una squadra dura da battere con ambizioni assolutamente legittime di concorrere per i massimi traguardi e poi, come mi viene fatto notare, negli ultimi anni le trasferte al Ballpark at Arlington ci causano parecchie ulcere e pochissimi sorrisi (6-15 negli ultimi cinque anni) e per emergere contro questa squadra occorrono tutte le componenti a livelli buoni se non eccelsi : attacco e difesa. Purtroppo non è proprio quello a cui abbiamo assistito in questa due giorni.

La nota più dolente resta Middlebrooks che ultimamente sta accoppiando alle grosse difficoltà nel box che gli vediamo dall’inizio dell’anno una difesa molto debole, anche stanotte il break del 4° inning è venuto dai suoi errori in difesa, il problema peggiora se si considera che stiamo parlando del giocatore più insostituibile del nostro line-up, tra gli uomini del nostro roster l’unico che potrebbe dargli qualche turno di riposo è Ciriaco che però rischia di essere un rimedio ancora peggiore visto che il buon Pedro è un buon giocatore da keystone ma onestamente a disagio nell’angolo caldo. Quindi non possiamo fare altro che sperare che per Middlebrooks finisca il “sophomore jinx” che sembra averlo attanagliato.

Sono meno preoccupato per i punti subiti, nel senso che Lackey lo dobbiamo considerare un nr.4 o n.5 della rotation, ovvero un giocatore che contro un lineup come quello texano può andare in difficoltà senza che ci si debba stracciare le vesti, aveva fatto molto bene la partita precedente con Houston, ma tra le due squadre dello Stato dell Stella Solitaria esiste una abissale differenza tecnica, Lackey deve fare il suo e fino ad ora lo sta facendo, ci deve portare a casa un 50% di vittorie. Ben diverso è il discorso da fare su Doubront, presentatosi vistosamente fuori forma alla ripresa degli allenamenti, sembra che stia facendo fatica a ritrovare le sue qualità, ad esempio viene detto esplicitamente quanto sia diminuita la velocità della fastball, nel match dell’altra sera è stato misurato a 88-89 mph, velocità questa che si può vedere nella nostra penisola ma con la quale negli USA vai poco lontano. Il giocatore non avrebbe alcun malanno, sembra semplicemente non in grado di tirare più forte, in questo caso purtroppo bisogna avere il coraggio di muoversi, se nel discorso Middlebrooks le alternative sono poco credibili , in questo caso invece un uomo da provare lo avremmo e sto ovviamente parlando di Webster che sta facendo un grande inizio a Pawtucket.

Detto ciò rimango dell’idea che un po’ più di produzione offensiva ci farebbe comodo, leggo per esempio che siamo l’unica squadra delle majors a non aver battuto nemmeno un HR dallo spot n.3 del line-up, tra parentesi Pedey è in un momento un po’ dispari con una striscia aperta di 0/14, aggiungerei anche il fatto che Saltalamacchia sembra non fare un passo in avanti ed un Salty che batte poco ci serve a poco visto che in difesa è sempre un giocatore da migliorare, insomma fino ad ora abbiamo vinto con il monte, che ha dato il 100% di quello che era lecito pensare potesse dare ed è inimmaginabile che un motore possa dare il 100% della potenza dal primo all’ultimo giorno di vita. Ci serve trovare risorse altrove.

In alto i cuori comunque, casomai ce lo fossimo scordati restiamo la squadra col miglior record in assoluto e stasera proveremo di evitare il cappotto che è utile in questo pazzo maggio dove una partita a KC è stato rinviata per neve (!!!) ma è sgradevole per una squadra che sta sognando cosa che non era più abituata a sognare, John Lester è lo stopper a cui ci affidiamo, sperando che sia tosto come i Francesco Morini ed i Rosato della mia infanzia, purtroppo dobbiamo però registrare che avrà di fronte Yu Darvish che fino ad ora sta concedendo veramente poco. Il Texas è uno scoglio veramente duro … poco altro da dire

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Arrivano i dottori !

Il baseball ha una tradizione vecchia come il gioco stesso di trucchi leciti (raramente) o poco leciti (più spesso) per truccare la pallina con sostanze varie in modo da ottenere un grip migliore oppure degli effetti ancor più irrisolvibili dal battitore, nel gergo meraviglioso del baseball tale pratica viene chiamata “doctoring the baseball” che maccheronicamente si può tradurre come “manipolare la pallina”, inutile dire che questa pratica è vietata. Il tema caldo all’ordine del giorno è proprio questo : Buchholz e Tazawa sono stati accusati da telecronisti canadesi di usare una sostanza per alterare la pallina, sostanza che avrebbero nel braccio.

Questo sussulto da “Processo del Lunedì” s’è imposto agli onori della cronaca tanto da meritarsi addirittura il primo posto stamattina nella scaletta dei titoli sul sito MLB, va fatto notare però che in merito a ciò non è venuta mezza parola da parte di nessuno direttamente coinvolto coi Toronto Blue Jays, nessun giocatore e nemmeno il manager Gibbons ha profferito verbo in materia e mi piace notare che anche la gran maggior parte dei tifosi (anche neutrali o degli stessi Blue Jays) nelle varie message-board qualifica la cosa come una str….

In rete potete trovare le immagini e potete farvi la vostra idea, John Gibbons è un manager anche troppo “fiammeggiante”, che si sia lasciato sfuggire un’occasione simile significa o che è una boutade o che ha paura di parlare per non essere etichettato come quello che cerca scuse visti i risultati orrendi che ottiene … non lo so … ripeto giudicate voi.

I nostri però non sono dottori qualsiasi, non “dottorano” solo le palline, stanno cominciando a sembrare Dottori Emeriti del Baseball, le ultime due partite contro la squadra più fuoricampista che c’è sono terminate con un punto subito a match a dimostrazione che il monte è sempre arduo da scalare … per gli altri, a fianco dei soliti noti inoltre stanno emergendo nomi nuovi o seminuovi, voglio segnalare Mike Carp, che è la personificazione vivente di come debba agire il giocatore che non è titolare, ovvero farsi trovare pronto quand’è il suo turno e guadagnandosi spazio con le prestazioni.

Guardate che i ruoli dei giocatori non sono scritti nel marmo, non sono un giudizio di Dio, se hai alternative in squadra il manager ha il dovere di privilegiare chi se lo merita specie in un mondo iper-competitivo come il baseball MLB, il discorso è esplicitato dalla ns. querelle sul closer : era partito (male) Hanrahan, che poi è stato sostituito da Bailey, se Hanrahan tornerà ad offrire il rendimento atteso potrà tornare a svolgere il ruolo a cui era stato preposto; tra parentesi stanotte Bailey, nonostante sia da domenica che non gioca, non è entrato per un malanno fisico, ciò che il baseball prende a volte poi il baseball restituisce.

Archiviata la seconda trasferta a Toronto, si torna a viaggiare in direzione Sud per un succosissimo scontro coi Texas Rangers che stanno godendo tantissimo essendo in testa alla AL West … e vedendo gli Angels che annaspano. Non credo di essere lontano dal vero se dico che questo è l’esame di laurea, passassimo con profitto anche questa trasferta potremmo appendere in salotto la pergamena che qualifica i Red Sox come veri Dottori del Baseball

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Troppa artiglieria

Fare a mazzate coi Toronto Blue Jays può essere una tattica che paga poco, le nostre vittorie di questo meraviglioso aprile che s’è chiuso sono nate in maniera molto diversa con un monte di lancio che teneva e con una difesa quasi irreprensibile, stanotte per le contingenze della partita è venuta fuori una sfida giocata a chi ne faceva di più e su questo terreno siamo un po’ in difficoltà.

Il contesto dei Toronto Blue Jays è davvero differente dal resto del baseball, anzitutto per il fondo sintetico poi per l’estrema atipicità della squadra che hanno costruito, basti dire che tra le 15 squadre della American League sono penultimi come media battuta ma terzi come homerun ad una sola segnatura di differenza dai primi, questi se ti scappa la pallina in un posto sbagliato sono capaci di castigarti, un po’ come è successo nel momento che ha cambiato il verso del match, ovvero il secondo homerun di Encarnacion su Tazawa, è bastato un lancio un po’ troppo in mezzo ed il prima base l’ha sparata lunga, col senno di poi sono in tanti a chiedersi se sia stata una cosa saggia affrontare in maniera “pulita” il caldissimo giocatore dei canadesi, a me il lancio decisivo è sembrato una palla non precisissima, chiamata esterna da Salty ed arrivata non così esterna, il bello (o il brutto) delle Majors è proprio quello : un livello così incommensurabilmente alto che può bastare una location errata per regalare la W agli altri.

Comunque c’è tanto da apprezzare anche in questa partita : in primis il fatto che sotto 4-0 e 6-3 la squadra abbia mostrato il volto della rimonta, aiutata dall’erroraccio di Kawasaki (comprate pure moto giapponesi anzichè una Ducatona), ma capace poi di castigare con Ortiz che più che essere caldo sta raggiungendo la temperatura dell’interno del Sole; sta pagando giocare coi primi tre uomini “contattisti”, Papi 4° e Napulè 5°. Normalmente (basti vedere Toronto) i due slugger più potenti sono al posto 3 e 4, Napoli è un po’ erratico, capace di tutto nel bene e (raramente) nel male, i primi tre settano bene la tavola, ci sta che le mazze pesanti siano al 4 ed al 5, se Middlebrooks non andasse col freno a mano tirato si poteva fare tutto un altro discorso, speriamo che prima o poi risalga dalle sabbie mobili dove è finito.

Intanto s’è dibattuto, anche nella telecronaca di NESN, della situazione Hanrahan e di quella Victorino. L’esterno non è ancora entrato in injured list, a me pare folle schierare uno con problemini alla schiena sul durissimo turf dello Skydome di Toronto, Nava sta facendo il suo, Carp e Gomes pure, chiaro che come difensore nessuno dei tre valga l’hawaiano, ma forzarlo in quest altri due giorni in Ontario non mi pare una gran idea. Hanrahan invece per il momento è ufficialmente rotolato un po’ indietro nella gerarchia dei rilievi, mi sento di condividere la scelta, se poi mettesse insieme prestazioni più confortanti, anche stanotte il suo punticino l’ha beccato e guardatevi il suo WHIP se volete farvi del male,

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Le vittorie della forza

E’ vero che come dite anche voi Houston messa nella American League sembra un pesciolino messo in una vasca con squali e piranas, non scordatevi però che non molto tempo fa, e per non molto tempo intendo sei mesi o poco più, eravamo noi i pesciolini che sguazzavano in un mare troppo pericoloso per i nostri poveri mezzi.

Tre vittorie franche senza troppi problemi con una produzione offensiva importante, con buoni numeri in difesa (Johnny Gomes in un paio di occasioni fa numeri da web-gems), col monte che fa il suo; parrà strano che scelga Doubront come mio personale MVP, mi piace uno che parte male, due punti + basi cariche con uno fuori, ma che resta lì col cervello, esce dalla buca con le sue forze e si riprende fino a condurre la partita in porto tirando i sei/sette innings che gli vengono richiesti, come già dissi in passato sono i lanciatori nr.3 e nr.4 che danno il “tono” della rotation.

Siamo in un momento di ritorni: cominciando da Lackey che salvo ripensamenti dell’ultima ora tornerà in formazione per la partita finale con Houston di stasera, Farrell si attende una presenza sul mound di cinque inning non di più, un po’ perchè non ci possiamo certo attendere che abbia una tenuta maggiore ed un po’ perchè non vogliamo comunque forzare sul suo braccio che non ci può dare quelle garanzie nel lungo termine che richiederemmo.

Se per rivedere in campo Lackey dobbiamo attendere solo poche ore, serviranno invece un paio di giorni per rivedere Joel Hanrahan che dovrebbe tornare in formazione per l’inizio della trasferta canadese a Toronto, la domanda che tutti pongono ed alla quale Farrell non ha ancora risposto è chi prenderà il ruolo scomodo di closer, se resterà Hanrahan come da progetto di inizio anno o se sarà confermata fiducia a Bailey. Una legge non scritta e quasi sempre rispettata nello sport americano è che un giocatore non perde il suo ruolo a causa degli infortuni, quando torna il giocatore infortunato merita di avere la chance di riguadagnare il suo posto. Stando a questa regola, che comunque ha avuto anche eccezioni importanti basti pensare per restare a Boston alla storia di Tom Brady, dovrebbe toccare ad Hanrahan, io invece ammetto che darei ancora qualche tempo all’irlandese per stabilizzarsi nella franchigia con un ruolo di back-up anche per toglierli un po’ di pressione, tra parentesi il calendario che abbiamo davanti nella settimana non è semplicissimo, mica sempre possiamo avere Houston, prima dicevamo ci sarà una trasferta contro i Blue Jays che cominciano a sentire “caldo” per una stagione che doveva essere accompagnata dalle fanfare e che invece fino ad ora ha come sottofondo la Messa da Requiem, scegliete voi se quella di Mozart o di Verdi, poi andremo dalle parti di Dallas dove i Rangers conducono la AL West nonostante aver perso pezzi importanti, insomma rimettere Hanrahan subito come closer mi parrebbe un po’ mandarlo allo sbaraglio, io ci andrei più cauto.

Chi invece non sembra averne molte di cautele ed è partito lanciato come una Freccia Rossa a 300 kmh è ovviamente Ortiz che in questa sua prima settimana da gioco mette insieme un average di .519 (!!!) 2 homerun e 9 RBI. Chi l’ha lasciato passare nelle fantasy leagues a quest’ora si sta triturando i genitali, poche storie … se in condizioni fisiche buone il nostro è ancora un produttore di punti come pochi altri nel gioco, con la protezione che gli sta offrendo Napoli nel line-up diventa ancora più un’arma illegale, si conferma una legge del baseball vecchia come il gioco stesso, uno slugger da solo può muovere poco, averne due invece può diventare un cocktail esplosivo, come mettere insieme nitro e glicerina.

Insomma fino ad ora tutto bene … restiamo al vertice di una AL East che sembra tornare a dettare legge, è prestissimo fare i conti adesso ma se cominciassero i playoffs oggi sarebbero dentro Boston, Baltimore e gli Yankees. E fanno ridere un po’ adesso quei pronostici che pronosticavano come il totale combinato di vittorie tra Yankees e Red Sox sarebbe stato il più basso di sempre. Ci saranno momenti difficili, non sempre il nostro cielo sarà azzurro, ma questi Sox non sembrano un fluke … proprio no.

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L’impossibilità di essere banali

I Red Sox non sono mai banali, nelle vittorie come nelle sconfitte, basti guardare alla serie con Oakland; si perdono partite 13-0 così come si vince in rimonta con valida decisiva di un uomo, sto parlando del triplo di Drew, che stazionava circa a metà della famigerata Mendoza line.

Bisogna poi che mi decida a spiegare per quelli semmai che non lo sanno cosa diavolo è questa Mendoza line che si sente dire spesso e che anch’io adopero frequentemente. Mario Mendoza era un interno che riuscì a mettere insieme 9 stagioni tra seconda metà anni ’70 e primi anni ’80, diciamo che non era proprio un battitore potentissimo e che aveva come riferimento un average di .200, il classico “joke” nel dug-out diventò poi un termine usato in ambito anche non sportivo, essere a cavallo della Mendoza line significa essere su un certo standard di mediocrità, per convenzione baseballistica la linea è il 200 di average, Drew viaggiava ad una media battuta simile al suo peso ed ha cacciato quel triplone con due out che ha rimesso in piedi una partita molto scabrosa.

Altra notiziona del giorno è che, per la vostra e la mia gioia, sembra che non vedremo più per un po’ Alfredone Aceves che è stato opzionato, come dicono negli USA, in direzione di Pawtucket e sembra che si stia anche cercando di venderlo; premesso che sarei curioso di conoscere quello che lo comprerà, non vorrei mai però che se lo prendesse Billy Beane trasformandolo come sa fare solo lui. Scherzi a parte Aceves tra l’anno scorso e questo primo pezzo di 2013 ha un ERA vicino a 6 e un WHIP di 1,46, unendo a queste cifre significative solo in negativo un carattere quanto meno bizzarro rimane difficile capire cosa ce lo teniamo ancora a fare, vero che siamo forse ora un po’ corti nel bullpen, tanto è vero che è stato richiamato Bard, però insistere con Aceves oltre a farti perdere le partite rischia anche di incendiarti il dug-out, evento questo che ben conosciamo nel nostro recente passato e che desideriamo non rivedere.

A proposito di bullpen, Breslow ha debuttato nelle minors e dovrebbe fare altre 3/4 partite prima di ritornare in prima squadra … oddio … non che la prima uscita sia stata proprio scintillante … 4 battitori affrontati, 3 valide ed una base … però come specialista mancino ci serve assai, speriamo ben che si setti giusto; intanto per restare nel tema del bullpen, mi viene fatto giustamente notare che Andrew Bailey è stato impiegato in sei partite negli ultimi otto giorni. Attenzione ! spremere così un giocatore che ha alle spalle una bella serie di infortuni non è detto che sia una scelta sagace. Tra poco però dovrebbe tornare anche Hanrahan, così Farrell dovrà decidere cosa fare visto che Bailey ha comunque fatto il suo … quale scelta ? mah … ammetto di avere dubbi.

Detto anche che Victorino sarebbe uscito in maniera precauzionale e detto che se si fermasse l’hawaiano sarebbero c…. amari e fatto anche presente che se Daniel Nava continua così gli verrà fatto un monumento equestre, anche ieri entrato da pinch hitter 2/2 con un RBI, andiamo a dare un’occhiata al weekend che vedrà al Fenway i neo-arrivati nella American League ovvero gli Houston Astros, attualmente sono semplicemente all’ultimo posto e perdono il doppio delle partite che vincono, non dico di portarle a casa tutte, cosa che nel baseball è sempre complicata, ma un 3 su 4 è un qualcosa che si può sperare, rivedremo volti noti anche da noi come Bedard e nella partita di chiusura domenica dovremmo rivedere Lackey che dopo le performances di Aceves ci potrebbe anche sembrare come un Greg Maddux redivivo. Pensa un po’ … chi l’avrebbe mai detto

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