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Finalmente è finita

La cosa migliore di questa regular season 2014 è che finalmente è arrivata a conclusione, lo ammetto … non ne potevo più, è stata una di quelle occasione che fanno diventare difficile ribattere a chi ti dice che il baseball è una barba. Il baseball no … non è una barba, anzi è uno spettacolo coinvolgente e ditemi quanti spettacoli sportivi sono più divertenti di Kansas City-Oakland di ieri, il baseball dei Red Sox è stato invece uno spettacolo (???) noioso come poche altre cose in natura.

Le cose vanno chiamate col nome che hanno, è stata una stagione fallimentare, nella storia del baseball solo una volta una squadra campione in carica ha fatto peggio della nostra quota 71, i mitici Florida Marlins subito dopo il titolo del ’97 fecero partire una specie di svendita giocatori e finirono il campionato del ’98 a quota 54, noi siamo rimasti un poco sopra, abbiamo svenduto anche noi ma senza arrivare all’eccesso di quei Marlins. Però fatto salva questa specifica, il risultato finale resta orrendo.

Come si sia passati dal trionfo di un anno fa all’attuale frustrazione ce lo siamo raccontati in tutti questi mesi. Verrebbe da dire che se l’anno scorso il nostro management aveva indovinato ogni scelta, quest’anno è stato un sommarsi di valutazioni errate sul nostro personale e sulle mosse da mettere in campo, aggiungiamo a questo degli infortuni pesanti (leggi Victorino), mixiamo il tutto col ritorno sul pianeta Terra di giocatori che avevano vissuto il 2013 in orbite stellari per loro inesplorate ed otterremo la ricetta perfetta per una stagione tutto tranne che perfetta.

Viviamo di slogan, un po’ troppo per i miei gusti, il mantra di ieri era “abbiamo il miglior farm system del Sistema Solare”, oggi invece va di moda dire che i giovani hanno tradito e quindi serve esperienza. L’unico slogan invece dovrebbe essere invece “W l’equilibrio”, è facile oggi sparare su Jackie Bradley, forse però bisognerebbe mandare gli strali verso chi ha mandato Bradley allo sbaraglio e non ha fornito il team nemmeno di alternative decenti a lui, prendendo semmai giocatori che credevamo ormai appartenenti al passato.

Spero anche che ci sia più raziocinio quando si andranno a scegliere dei giocatori, per esempio se il giocatore X ha raccolto pessime valutazioni caratteriali ovunque sia andato ci sarà un motivo, pensare di cambiare il cervello ad un 38-enne come Pierzynski è una forma di presunzione, visto che giocatori ne dovremo prendere spero che si guardi anche il curriculum caratteriale.

Serviranno giocatori ed i nostri maggiorenti (Tom Werner) hanno detto che saremo molto vivaci sul mercato, ci crederò solo quando lo vedrò, non un minuto prima. ammetto di non avere questa grande fiducia nel contesto attuale dei Red Sox che avranno dato alla loro gente la grande gioia del 2013, ma che non riescono più a dare quella continuità ai vertici come capitò nel periodo 2003-2009.

Quindi siamo davanti ad una lunga stove league, benedetta perchè comunque sarà incommensurabilmente più divertente di questi ultimi due mesi inutili di stagione. Buon letargo fratelli carissimi …

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Un “magico” 69

Mi rendo conto che il titolo presta il fianco a facili ironie, ma sappiate che non ho intenzione di parlare di acrobazie da Tripla X, bensì semmai di baseball di Triplo A, infatti i Sox in questa ultima settimana non dovrebbero portare il nome Boston, bensì quello Pawtucket.

Avevo una paura, che il nostro gruppo di ragazzotti imberbi e forse nemmeno molto di talento non riuscisse nemmeno a pareggiare il totale di vittorie raccolto dalla scombiccherata banda capitanata nel 2012 da Bobby Valentine. Alleluja !!! Ce l’abbiamo fatta !!! Abbiamo addirittura l’occasione per fare anche meglio, quattro partite per arrivare almeno a 70. Il dubbio onore di essere lo skipper dei peggiori Sox da decenni merita di restare sulle spalle di Bobby V.

Se però i peggiori Sox sono quelli del 2012, non è che quelli del 2014 siano poi tanto meglio, sembra un gruppo di scolari un po’ somari con grosse necessità di ripetizioni ed infatti gli insegnanti sembrano aver già assegnato i compiti delle vacanze ad alcuni; di sicuro Castillo dopo due anni di assenza causa i suoi problemi con la famiglia Castro giocherà di sicuro una Winter League, probabilmente quella di Puerto Rico; un altro che dovrebbe essere impiegato quest’inverno per ricercare un po’ più di forma è Middlebrooks, i Sox infatti avrebbero espresso il desiderio di vederlo in azione da qualche parte al caldo dei Caraibi, la cosa poco bella è che il giocatore nicchia. Scusatemi ma se davvero è così non ci siamo proprio : già Middlebrooks resta in formazione solo grazie ad infortuni ed a mancanza di un’alternativa plausibile, se poi non accetta di sottoporsi ad un percorso richiesto dal management allora può davvero togliere il disturbo.

Per il resto c’è da segnalare che parecchi si rendono conto che ormai abbiamo più esterni che capelli in testa, ci sono tante cose da decidere; per esempio si comincia a dire che un personaggio come Cespedes debba giocare a destra, dove può far valere il suo braccione ma non sotto il Monster che sembra essere per lui un rebus irrisolvibile, spostandolo però pesterà i piedi a Victorino anche se occorrerà vedere cosa ci potrà dare il magico hawaiiano; resta poi il grosso punto di domanda chiamato Allen Craig; le sue cifre non le scriverò, per carità di patria, ma siete comunque in grado di leggervele da soli, il dubbio di aver acquisito la “bufala del secolo” comincia ad albergare nella mente di parecchi, leggo anche di molti scout che si arrovellano non capendo come far uscire da questa buca un giocatore che aveva dimostrato di valore.

Fatto sta che siamo all’ultimo capitolo di questa disgraziata stagione, posso avvisarvi che il dubbio se Jeter giocherà o meno l’ultima serie al Fenway non mi fa dormire la notte (ovviamente scherzo), non scherzo invece quando dico che finisco la stagione con un dente un po’ avvelenato, essere passati dal trionfo del 2013 a questo obbrobrio è triste. Che in Yawkey Way ci sia la volontà di invertire il trend degli ultimi 5-6 anni (con l’esclusione della magnifica eccezione 2013) è un dubbio assolutamente legittimo. Non manca molto ed avremo la risposta … la stove league è finalmente vicina.

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L’ultimo gradino … il più difficile

I Pawtucket Red Sox hanno vinto per la seconda volta in tre anni l’International League, ok … hanno perso contro Omaha quella specie di World Series del Triplo A ma ricordatevi sempre che il baseball in partita singola è un non-sense. Inoltre se alle due vittorie nel 2012 e 2014 sommate anche la vittoria nella division nel 2011 e 2013 ne viene fuori un quadro che fa della squadra del Rhode Island l’autentica “powerhouse” del Triplo A.

Detto questo mi sorge spontanea una domanda : com’è che a questi successi al piano di sotto non corrisponde (o corrisponde in maniera parziale) una produzione adeguata di giocatori per il livello di sopra ? Sembra che lo sviluppo dei nostri giocatori proceda benissimo fino al penultimo gradino ma quell’ultimo gradino resti un rebus irrisolvibile per tantissimi dei nostri. E’ un’impressione sbagliata ?

Chiaro che queste valutazioni debbano essere fatte coi piedi di piombo, specialmente la valutazione dei pitcher richiede un supplemento d’indagine, spesso è un ruolo che richiede una maturazione lenta, tanto per farvi un esempio il Gausman importantissimo per questi Orioles vincenti nei primi tempi beccava cannonate in fondo al recinto; fatto salva questa logica cautela mi chiedo se le scelte che vengono fatte non portino però a creare delle Minors con buoni giocatori ma senza stelle ovvero delle buone squadre, vere squadre, compatte, decise ma mancanti un po’ di talento, politica questa buona per vincere i campionati di Triplo ma che non riesce a produrre i talenti per le Majors.

Per vedere di confutare questa tesi sono andato a ripescare il roster di Pawtucket che vinse nel 2012, i partenti più impiegati erano Justin Germano, Duckworth, Billy Buckner (oh mamma), Nelson Figueroa. Nel lineup c’erano Andersen (ex promessa fallita), Mauro Gomez (visto dal sottoscritto giocare in Giappone), Lavarnway e Hassan (che sono ancora lì) e poco altro. Ne viene fuori una bella compilation fatta da veterani del Triplo A e da giovani che dovevano esplodere come bombe e che invece non sono stati nemmeno dei petardi. Insomma verrebbe da dire che si cerchi di vincere il campionato, quando invece servirebbe più produrre due campioni coadiuvati da broccacci e chi se ne frega se l’International League non finisce a Pawtucket.

Viste le difficoltà dei vari Ranaudo, Workman & Co. e i flop dei vari Lavarnway e Bradley, viene da chiedersi se anche la generazione del 2013/14 sia un’altra compilation di giocatori buoni per il Triplo e nulla più; mi ritorna anche in mente la valutazione fatta da Farrell qualche tempo fa circa il gap sempre crescente tra le Minors e le Majors. Forse lo schema che prevede di draftare giocatori di 19 anni per svilupparli in 5-6 anni fino alle Majors comincia ad essere non più attuale. Faccio fatica ad immaginare come ciò possa attuarsi ma mi piacerebbe che tra draft ed effettivo impiego passasse poco tempo, nella NBA chiami Kyrie Irving e quello produce subito, idem dicasi nella NFL. Scommettere su dei bambini imberbi mi pare un gioco pericoloso per un mondo iper-competitivo come le Majors, chiaro che passare ad un sistema “NBA-style” non garantisce dalle bufale, per esempio credereste che Darko Milicic sia stato chiamato come n.2 prima di Dwayne Wade, Bosh e Carmelo Anthony ?

Detto ciò, speriamo di ricevere un “boost” per la nostra prima squadra dai giovanotti … e che invidia vedere gli Orioles festeggiare !!!

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Siamo ai saldi

Sono stato un po’ troppo speranzoso o semplicemente sono stato improvvido e me la sono tirata un po’ addosso, avevo detto che i nostri continuavano a stare sul pezzo nonostante le lacune che la squadra di questa fine d’anno indubbiamente ha. Direi che l’ultima settimana di gioco ha sancito il definitivo “rompete le righe”, un po’ per le giuste precauzioni verso dei veterani che necessitano di una sosta ai box e un po’ anche perchè le motivazioni che possiamo avere noi oggi non sono certo quelle che possono avere gli affamati Orioles che finalmente torneranno a vincere la AL East dopo 17 anni di astinenza.

Dicevamo che qualche veterano logoro s’è fermato, qualcuno per qualche partita e qualcun’altro per il resto della stagione; proprio in questi momenti Pedroia si sta sottoponendo all’intervento chirurgico al polso sinistro che l’ha fatto dannare in questi ultimi anni. Pedroia ha convissuto con questo malanno praticamente per gli ultimi due anni, molti pensano e sperano che il suo vistoso calo di potenza sia ascrivibile a questo problema. La regressione nella media bombardieri (SLG) è chiara : 2011 .474, 2012 .449, 2013 .415, 2014 .379, il malanno gli impediva di spingere col bastone, speriamo che tutto vada bene e che torni ad essere nel box il giocatore che ricordiamo, in difesa ha continuato a dare spettacolo ma ad una squadra anemica nel box come la nostra serve un Pedroia da 15 HR e 70/80 RBI. Quindi portiamo pazienza se da qui alla fine vedremo in maglia Sox onesti mestieranti come Jemile Weeks o semi-sconosciuti come Carlos Rivero che se non altro porta lo stesso cognome del giocatore che pochi giorni fa m’ha fatto vivere la più grossa goduria baseballistica che mai abbia vissuto in un diamante italiano.

Aggiornamento sulle audizioni : Workman non sembra proprio avere l’X Factor ed ha messo insieme una stecca come nemmeno una campana stonata potrebbe fare, francamente credo che il suo livello massimo sia quello di un onesto rilievo ed onestamente se finisse nel trading block per arrivare a qualche grosso calibro non credo che si straccerebbero le vesti in molti. Bel momento di Bogaerts, mi piace che non si sia smontato dopo dei mesi centrali orribili e che sia rimasto concentrato, Betts sempre molto sveglio, Craig che resta imbarazzante (un bel 5/50 per lui da quando è a Boston) e s’è rivisto anche Bradley … con 0/4 nel box, e segnamoci il giovane Barnes che ha debuttato (bene) seppure in una partita che non aveva più molto da dire in quel punto.

Per evitare di rivivere nel 2015 questo melenso 2014 occorrerà munirsi di ben’altri giocatori e poche ore fa Tom Werner ha rilasciato dichiarazioni bellicose dicendo che i Sox saranno aggressivi nel mercato dei free-agent; di sicuro di altri Sizemore o di altri Pierzynski non sapremmo che farcene. Posso già fare una mia lista dei desideri ? Ovviamente il n.1 ed il n.2 della rotation, un terza base veterano che ci dia due anni di qualità per vedere nel mentre se Cecchini diventa il Wade Boggs del XXI ° secolo … o il gemello di Middlebrooks, un interbase di riserva affidabile (un Alex Cora tanto per interderci) che possa darci un po’ di sollievo difensivo dato che il guanto di Bogaerts è ancora un punto di domanda e se si trovasse un “Davis Ross” un po’ più abile nel box di David Ross sarebbe un aiuto, chiaro che se arriva un simil-polacco teniamoci Ross fino al giorno del giudizio. Sugli esterni c’è tutto un discorso da fare, un discorso prematuro oggi dato che ci mancano dei parametri importanti come il valore di Castillo. Ne riparleremo più avanti. Secondo voi sono troppo pretenzioso o la mia wish-list è realistica ?

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Se non altro i nostri non mollano

Lo ammetto … avevo paura che l’ultima parte della stagione, soprattutto dopo la partenza di Lester e Lackey, fosse vissuta da tutto l’ambiente con un’aria di svacco totale, un po’ come successe in quel settembre 2012 surreale con Bobby V già insalutato ospite, con un ambiente che necessitava di una sveglia. Quest’anno non accade, si perde (abbastanza spesso), si vince (non come vorremmo tutti), ma non si fanno quelle figuracce da cioccolatai che vedemmo nel 2012; il motivo è semplice, il bambino “settembre 2012″ fu il frutto di una gravidanza indesiderata (se così possiamo dire), il settembre 2014 invece è un alunno che deve fare ancora tantissima strada davanti ma che se non altro porta dietro di sè tante speranze dei suoi genitori, che saremmo un po’ tutti noi.

Mi piace molto che le squadre in lotta per la post-season perdano qualche partita coi nostri, se non altro è un segno di serietà che non vedemmo due anni fa, peccato per non aver portato via la serie allo Yankee Stadium, una partita contro Chris Capuano mi aspetterei di portarla a casa ma sappiamo tutti cosa sia successo in quel nono inning, comunque siamo sul pezzo e si gioca a baseball, dovessimo farlo con questa intensità fino alla fine, e non c’è segno che le cose cambino, potermmo archiviare questo disgraziato 2014 non certo col sorriso sulle labbra ma se non altro con una certa speranza per il 2015.

Le nostre audizioni andate in onda negli ultimi giorni ci danno un Bogaerts in gran spolvero, un Mookie Betts che sembra un giocatore vero anzi “super-vero” , un Vazquez che mostra più arte da catcher in un mese di quanta ne abbia mostrata Pierzynski in una carriera, un Webster che invece si merita ancora una volta dei grossi punti interrogativi anzichè i punti esclamativi che vorremmo dargli, però oltre a queste note segnamoci la partita di stanotte perchè una squadra che in teoria dovrebbe essere in vacanza che rimonta due volte una partita persa contro una squadra ancora in lotta per la post-season dimostra di essere una squadra ancora fortemente motivata … e le squadra che giocano motivate fanno mandare più facilmente giù una stagione perdente ai suoi tifosi.

Il tema più caldo però è la situazione Uehara. Anzitutto andrebbe fermato per questa stagione, poi si dovrà decidere cosa fare con lui quest’inverno. Non ha senso tirargli ancora nel collo, non fai nemmeno il suo bene a fargli prendere delle cannonate visto che è free agent, anch’io sono tra quelli che pensa che sia soprattutto un problema di stanchezza, oltretutto parlando di un giocatore che ha avuto qualche problema di infortuni. Per il futuro si vedrà, ovviamente i nostri maggiorenti analizzeranno la sua situazione medica per capire se davvero questo grosso calo sia solo un fattore momentaneo come speriamo o se sia il segno di un giocatore logoro. Koji-san è un giocatore che ne ha viste tante, con più di 200 partenze in Giappone coi suoi Yomiuri Giants, addirittura con 56 partite complete, poi con una carriera da rilievo di primissima fascia in America, che ci possa essere un po ‘ di logoramento ci potrebbe anche stare a quasi 40 anni. Anch’io mi aspetto che i Sox un’offerta la facciano, certamente un’offerta annuale e credo anche molto distante dalla “qualifying offer”, il giocatore addirittura qualche tempo fa vagheggiò una richiesta pluriennale, sebbene io adori Koji credo proprio che i Sox non debbano fare un’offerta simile e sono sicuro che non la faranno, non avrebbe senso e sarebbe un rischio. Alternative ? Il giocatore che avrei visto come alternativa l’abbiamo venduto a Baltimore, altre idee al momento non ne ho.

Questo è il punto della situazione. E se qualcuno pensa a Papelbon fatemi dire la mia. No .. Grazie

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Come vanno le audizioni ?

Tempo fa scrissi che queste partite da qui alla fine della stagione servono più per la definizione del roster di domani che per i risultati intrinsechi di questa stagione, sebbene vincere nello stadio finto di Tampa sia pur sempre una soddisfazione. Dicevamo quindi dei candidati per il posto nel roster 2015, vediamo come stanno andando un po’ i giocatori sotto la lente d’ingrandimento.

Partendo dal settore esterni così deficitario in questa stagione : il primo che avevamo accantonato e che sta risorgendo è Nava, chiaro che facendo una botta di conti Nava nella depth-chart potrebbe essere solo il quinto esterno (o giù di lì) il prossimo anno, ma teniamo in considerazione l’innata capacità di sopravvivenza di Daniel Nava, io di uno specialista come lui non mi separerei. Un bel candidato è Mookie Betts, chiaro che 24 partite siano un campione statistico assolutamente insufficiente ma se non altro dimostra una bella faccia tosta, dobbiamo poi capire cosa “farà da grande” il buon Mookie che, ricordiamoci bene, fino a pochi mesi fa era un buon interno. Tra i candidati non c’è Cespedes, nel senso che il suo posto 2015 è assodato, però si voleva vedere il suo adattamento ad una realtà molto differente da Oakland; il responso direi che è buono, fornisce quel punch che ci mancava in attacco ed in difesa non ha avuto ancora modo di andare in crisi contro il flipper del muro. Chi invece sembra essere uscito (non so se definitivamente) dalle idee future è Jackie Bradley a cui non ha giovato nemmeno il ritorno in Triplo A dove fino a d ora batte un modestissimo .224, possibile che a questo punto il ragazzo sia nell’elenco delle possibile trade-chip.

Con l’infield invece come siamo messi ? Molto semplice … dobbiamo archiviare la stagione molto negativa di Bogaerts, se sia un semplice passo falso non lo so, certo che il ragazzo sta facendo di tutto per far nascere dei dubbi, unendo ad una difesa che balla un attacco semplicemente orrido (un osceno .106 di avg. ad agosto tanto per dirne una). Verrà confermato anche perchè le possibile alternative sono ancora acerbe ed abbiamo grossi buchi da completare in altri ruoli, ma ammettiamolo pure che la delusione su questo giocatore è grande. Tra i buchi c’è il terza base, direi che Middlebrooks ha fatto il suo tempo e può essere una trade-chip, continua a vedere la pallina di rado (sotto la Mendoza-line anche in agosto) anche se va detto che sembra parecchio migliorato col guanto. Però direi che ha fatto il suo tempo, l’alternativa interna è Cecchini che non è che in Triplo abbia furoreggiato, non escluso che si possa andare con un giocatore da fuori, semmai con un short-term.

Con la posizione di catcher direi che ci siamo … mi sbilancio. Christian Vazquez in difesa è un portento. Non pronto … di più. E’ veramente bello da vedersi con un caricamento ed un rilascio micidiale, batte poco ma lo si sapeva e se c’è un ruolo nel quale bisogna rinunciare ad un po’ di attacco per una difesa superiore è davvero l’uomo dietro il piatto, gli serve ancora qualche lezione di Ross e poi se e quando arriverà Swihart potremmo avere la coppia del futuro.

Dal monte invece arrivano responsi misti : continua a piacermi molto Ranaudo che a questo punto vorrei veder lanciare fino alla fine ogni canonici cinque giorni, mi pare il più pronto. DeLa Rosa è l’altro da cui non voglio assolutamente, forse un po’ erratico e becca qualche cannonata di troppo ma il ragazzo c’è. Detto che Kelly non entra in questa tabella perchè ormai lo do come giocatore da MLB fatto e finito veniamo a qualche nota dolente; uno secondo me che esce un po’ dal giro è Webster, movimento di lancio abbastanza disarmonico e una sensazione generale di disagio, anche su Workman bisogna mettersi d’accordo, non sono convintissimo che abbia le stimmate del partente, un futuro da rilievo mi pare più pronosticabile. Buono anche Layne, sebbene non sia un giovane, è certamente uno specialista rilievo mancino di buon livello.

Davvero … alcuni ingredienti non sono male, chiaro che manca parecchio per tornare in cima, tanto per dirne una mancano i primi due della rotation ma chissà che una piccola risalita non si riesca a vedere anche in questa fine di 2014 che altrimenti è davvero una minestra scondita.

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Effetti indotti

Per effetti indotti io intendo quegli effetti secondari che nascono involontariamente da altre cose : per esempio a causa della mia vacanza all’altro capo del mondo adesso, appena tornato a casa, mi capita di addormentarmi per poi svegliarmi ad orari strambi, per esempio stanotte mi capita di svegliarmi alle quattro ed ovviamente cosa faccio dato che non se ne parla di riaddormentarsi ? Semplice … accendo il notebook, vedo che i Sox sono avanti 3-0 e quindi decido di vedermi l’ultimo inning della partita … così riesco a vedermi il crollo di Koji-san, insomma … avete presente una stagione storta che così storta non si può ? Ecco … allora beccatevi questo 2014 dei Sox che sotto l’aspetto del gioco mostrato in campo sembra quasi peggio del 2012.

Dicevamo di cause ed interrogativi primari ed effetti indotti. Un grosso punto di domanda è cosa fare col nostro corpo di esterni, inutile dire che nell’ambiente traspare una delusione chiaramente percettibile di come sia andata la stagione di Jackie Bradley che è stato rimandato a Pawtucket per disperazione (e a dirla tutta ce ne sarebbero altri che meriterebbero lo stesso tragitto). La domanda se il ragazzo possa essere un giocatore da Majors è un quesito assolutamente legittimo, Nava è al massimo un complemento, Victorino è troppo soggetto ad infortuni e così via …

Quindi, giustamente, Ben Cherington prova di smuovere le acque ed anzi diciamo pure che nello spazio di poco più di un mese ha completamente stravolto il futuro prossimo dei nostri jardineros. Craig e Cespedes sono stati i primi effetti indotti della debolezza intrinseca del nostro outfield, però diciamocela che sono giocatori che qualche dubbio se lo portano dietro : il primo è un altro di quei giocatori che hanno sempre la spada di Damocle sulla testa sotto forma di infortuni, il secondo va preso per quello che è, ovvero uno capace di sparare un missile nel parcheggio contro nientepopodimeno che Felix Hernandez oppure di andare a sedere con tre lanci che passano ad un metro dal piatto, Cespedes inoltre è sotto controllo dei Sox solo per il 2015 e sappiamo come siano refrattari alle extension i nostri dirigenti.

Ci serviva una risposta a più lungo respiro, risposta che è arrivata sotto forma di ingaggio di Rusney Castillo. Lo dico subito : non conosco assolutamente il giocatore quindi le valutazioni sono un po’ basate sul nulla. Rimango perplesso davanti alla durata del contratto (7 anni contando anche questo) ad all’importo considerando che stiamo parlando di un giocatore non provato al livello MLB. Questa bivalenza dei Sox che non danno estensioni a livelli di mercato a giocatori provati per poi spendere 72 milioni per un giocatore con zero partite in Grande Lega è un modo davvero inconsueto di muoversi, non lo so … Cherington sembra davvero muoversi in territori inesplorati, ripeto … non conoscendo per nulla Castillo posso solo augurarmi che c’abbiano visto giusto, certo che abbiamo preso un giocatore che non colpisce per il fisico, le misure ufficiale lo danno 5’9″ che tradotto nelle nostre misure significa che siamo sotto il metro e settantacinque.

Davvero … meglio pensare al futuro perchè il presente è anche peggio di quello che era lecito attendersi dopo la partenza di Lester. A proposito … per chi spera ancora nel ritorno di Lester credo non sia stato belle leggere nel sito della CBS che il ritorno del mancino viene definito un “long shot” e che le squadre più probabili per lui sono i Cubbies e … indovina un po’ … gli Yankees. Sappiamo già come finirà e dovremo mandare giù un altro boccone amarissimo. Tutto previsto

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Troppa pressione sui rookies ?

Salve a tutti ! Mentre la stagione va avanti, a dire il vero un po’ stancamente per noi, volevo mettere in risalto una cosa che forse ha una logica, ovvero se non si metta troppa enfasi e quindi troppa pressione sui giocatori del farm-team e di conseguenza non si rischi in questa maniera di bloccarne un attimo lo sviluppo.

Diciamo che prendo lo spunto da un pezzo, se non ricordo male proveniente dal Chicago Tribune, che commentava le gesta fino ad ora peraltro ottime del nuovo innesto Javier Baez dei Cubbies e dalle performances non proprio esaltanti dei nostri rookies con l’ultimo esempio dell’errore concettuale di Bogaerts che ha generato lo stranissimo punto che c’è costata la partita nella sfida con gli Houston Astros quando ha eseguito un flip strettissimo in seconda (non riuscito) anzichè un out classico in prima con tutto il tempo del mondo.

Il concetto è semplice : fino a non tantissimi anni fa i giocatori di Triplo A erano degli emeriti sconosciuti, non dico qui in Italia dove era già un’impresa titanica seguire le Majors, ma anche negli USA. Il territorio delle minors era terreno di caccia per pochi appassionatissimi oltre che per i tifosi dove giocano le squadre; ora è palese che non sia più così, tanto per restare dalle nostre parti basta guardare quanto vengono seguite, addirittura con trasmissioni apposite, le gesta dei ragazzi di Pawtucket, Portland ed anche più giù.

Se questo per un addetto ai lavori deve essere il suo pane quotidiano, per un tifoso che semmai non è contentissimo del rendimento della squadra genera una serie di aspettative che ovviamente vengono scientemente coltivate dalla stampa che fornisce poi di base al tifoso quello che lui chiede. Ammetto che in questo caso, almeno per ciò che riguarda i nostri Sox un po’ c’ero cascato anch’io; non dico che mi aspettassi Bogaerts come nuovo Garciaparra però di sicuro erano state pompate molte speranze, anche uno Webster portato da molti come esempio del pitcher che rende ottimo per noi lo scambio coi Dodgers non è che stia avendo i progressi sperati.

Facciamo del male ai ragazzi a caricarli subito di pressione ? Un po’ è ovvio, specie in un big market team come i Red Sox, molto dipende anche dal carattere del ragazzo, per esempio uno come Jackie Bradley, che non pare questo guerriero del campo, da un approccio più sfumato c’avrebbe guadagnato, invece bastarono alcune partite buone nello spring training 2013 e per lui partirono subito le luci della ribalta.

Questo anche per dire di portare un attimo di pazienza, io per primo sono scontentissimo di Bradley ma ogni tanto bisogna anche che dimostri, prima di tutto verso me stesso, un po’ di calma. Resta da capire quale sia il tempo accettabile per insistere su un giocatore per vedere se può servire o se è solo un complemento cambiabile tranquillamente. Io dico che un paio di stagioni complete o al limite tre mezze stagioni sono il limite di tempo richiesto, tanto per non fare nomi, per Middlebrooks a mio parere l’orologio sta ticchettando verso la fine.

Questi giocatori giovani sono un bel pezzo del nostro futuro e se devo essere sincero faccio ancora un po’ di fatica a vedere quanti di loro sono grano e quanti crusca, da questa separazione ovvia capiremo quale tipo di futuro c’aspetta almeno nei prossimi tre o quattro anni, ma ricordiamo comunque che ci toccherà, volenti o nolenti, esercitare un po’ l’arte della pazienza.

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Un saluto a tutti

Mando un semplice saluto a tutti da Fukuoka, città dove ho visto giocare la miglior squadra giapponese del 2014 in un dome infinitamente migliore di quello dei nostri amici Raggetti della Florida e infatti non a caso la MLB organizzò qui un girone del World Baseball Classic. Finalmente riesco ad avere una connessione decente perchè quelle che ho avuto fino ad ora facevano sembrare dei lanci al rallentatore le bombe che tira Aroldis Chapman.

Premetto che ho visto ovviamente solo le condensed, con tutto quello che ne consegue. Mi pare però di poter dire che la squadra abbia assorbito lo choc della partenza dell’intera rotation campione 2013 in maniera accettabile. Dobbiamo farci un attimo l’abitudine al fatto che un pitcher giovane (es. Webster) ne tiri una ottima ed una da mani nei capelli. Piuttosto ditemi voi cosa dobbiamo fare con Jackie Bradley : non batte valido da quando c’era Saragat come Presidente della Repubblica, però in difesa compie miracoli con una naturalezza sconcertante ed anche il buon Koji Uehara si aggiunge all’elenco di coloro che devono pagagli una birra per avergli salvato il c… , diciamo la casa che è meglio. Quant’è il limite accettabile per cui possiamo supportare un giocatore con queste caratteristiche così particolari ? Ovviamente gli concederemo altro tempo per farlo sembrare un battitore accettabile, Middlebrooks per esempio lo teniamo anche se sono due anni che non gioca in maniera decente, però prima o poi Bradley dovrà farci intravedere qualcosa, un barlume di pericolosità offensiva … altrimenti non ci restano molte alternative e sarebbe un peccato enorme perdere quello che già ora dovrebbe vincere il Golden Glove.

Due cosette per chiudere : ha parlato David Ortiz (come al solito senza tanti peli sulla lingua). Per dire che lui aveva consigliato alla dirigenza di prendere Cruz lo scorso inverno. Questo intervento di Big Papi mi piace pochino, mi pare abbastanza intempestivo, diciamo che Ortiz sente il peso degli anni e sa che non avrà poi tantissime altre chances di provare di vincere qualcosa e vuole spronare i vertici a costruire una squadra che possa essere un contender. Comunque queste invasioni di campo non vanno benissimo, ovviamente Ortiz ha un’autorità che forse nessun altro giocatore può avere nella squadra in cui gioca ma è bene che stia al suo posto.

L’altra cosa è che mi è piaciuto molto il dialogo nella message board su contratti, braccini corti, prospettive future, etc. etc. Ovviamente ci siamo già detti che questa squadra messa così com’è oggi non avrà chances nemmeno nel 2015, dobbiamo credere al mercato aggressivo che alcuni pronosticano o no ? Io qui faccio un po’ fatica, nel senso che vedo cozzare frontalmente la necessità di munirci di un “ace of staff” con la “spending review” in auge da un paio d’anni. Non lo so … sono davvero curioso di vedere cosa capiterà, parere personale : finiremo col prendere un paio di buoni pitcher che però non credo possano sostituire il Lester mostruoso che abbiamo visto da settembre ad oggi … ed il Lackey suo degno compare.

Questo è tutto e a risentirci a breve dal Sol Levante… almeno spero, visto che dovrebbe passare un tifone proprio nella zona dove dovrei andare … peggio della nuvola di Fantozzi

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Audizioni

Lo sapevamo … queste partite che ci separano dal termine della stagione sono un po’ come delle audizioni, un po’ come succede quando si cercano attori e ballerini per uno spettacolo a Broadway, siamo al casting per i Red Sox 2015, una spettacolo che vorremmo tutti fosse più di successo di quello dei Red Sox 2014 dove non è che il pubblico si sia divertito moltissimo, abbiamo dovuto rinunciare a malincuore ad alcune star che sapevano stare sul palcoscenico in maniera impareggiabile nella speranza, ripeto S-P-E-R-A-N-Z-A, di poterne prendere altre per mettere insieme un cartellone che accontenti i tifosi e raccolga quelle soddisfazioni che questi non hanno saputo darci.

Come succede quando si fa il casting ci sono audizioni che convincono ed altre nelle quali gli interpreti non sembrano pronti per Broadway e semmai nemmeno per “La Corrida” , in questi due giorni è proprio capitato questo : alcuni hanno saputo districarsi bene di fronte agli esigentissimi esaminatori (Ranaudo, Betts … niente male il numero all’esterno centro di quello che fino a due mesi fa era sempre stato un seconda base) altri invece hanno steccato di brutto come Webster che sembrava necessitare di un’area di strike delle dimensioni di un brontosauro.

Ora però devo invitare tutti a non prendere una partita singola come fosse un giudizio di Dio, non è che Ranaudo diventerà il nostro nuovo ace of staff e Webster tra breve andrà a lavorare come commesso in “7-eleven” , una partita è troppo poco per qualsiasi tipo di valutazione, diciamo però che parecchi report danno Ranaudo come pronto per poter reggere la scena, non sarà certo un fenomeno ma  potrebbe diventare un buon #3 – #4 della rotation, invece su Webster c’è un po’ più di difficoltà perchè il ragazzo non sta avendo lo sviluppo che in tantissimi pronosticavano dopo il suo arrivo nella mega-trade coi Dodgers del 2012.

Non nascondiamoci che lo sviluppo dei giovani è una scienza tutto tranne che esatta e che i risultati possono essere ben diversi dalle attese. In questi giorni in rete ho beccato questa ovvero la lista dei migliori dieci prospetti dei Sox compilato da quella Bibbia del baseball che corrisponde alla rivista “Baseball America” nel novembre del 2008. I nomi sono :  Lars Anderson, Michael Bowden, Nick Hagadone, Daniel Bard, Josh Reddick, Casey Kelly, Ryan Westmoreland, Michael Almanzar, Yamaico Navarro and Stolmy Pimental. Non ne viene fuori un gran quadro, alcuni di questi ex-prospetti stanno davvero lavorando probabilmente come commessi e purtroppo uno ha avuto problemi di salute così gravi da mettere in pericolo lo sua stessa vita; questo semplicemente per darvi un’idea di come sia difficile e complicata questa strada e non scevra di rischi, si tratta di portare un po’ di pazienza e di vedere cosa accadrà.

Poi c’è l’altro tema : ovvero le mosse che dovranno essere fatte il prossimo inverno per tornare competitivi, qui ammetto di avere qualche difficoltà in più a credere al progetto. Ci serve il #1 ed il #2 della rotation e mi sembra davvero tanta roba considerando le note direttive sui contratti che ora imperano negli uffici in Yawkey Way. I nomi che alcuni sperano (Scherzer, Lester) non sono raggiungibili coi contratti “max. 4-yrs”, mi piacerebbe Iwakuma ma non credo che i Mariners (con proprietà giapponese) lascino scadere  l’option che hanno, Shields mi piace ma a dicembre va per i 33, non so … credo che più che i free-agent si andrà verso delle trades, il nome che rimbalza spesso, addirittura come possibile arrivo agostano via-waivers, è Cole Hamels visto come una specie di Lester versione NL, avrebbe il guadagno di avere “solo” quattro anni di contratto anzichè i sei o sette che occorrerebbero per riprendere Lester, ammetto che il nome mi lascia tiepido. Insomma … non sarà una ricerca facile e credo che servirà proprio tutta la creatività che bisogna riconoscere a Ben Cherington.

Questo è quanto : ora è possibile che il blog abbia qualche pausa perchè il blogger sta chiudendo le valigie per andarsene verso una vacanzina nel paese del Sol Levante ed onestamente non so quante occasioni avrò di vedere i Sox e di aggiornare il sito. Statemi bene, fate i bravi nella message board e Dōmo arigatō a tutti.

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