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La maratona … un anno dopo

Così arriviamo al giorno fatidico della maratona di Boston, un anno dopo le due bombe, la paura ed i pianti. Cosa abbia significato e cosa significhi tuttora mi pare chiaro; ovviamente il primo pensiero deve andare a chi non c’è più ed a chi semmai c’ha perso un piede ed ha dovuto subire una miriade di interventi chirurgici; noi tutti rimanemmo attoniti nel vedere la compostezza nella reazione dell’intera città, nel momento dell’esplosione e nei giorni immediatamente successivi quando ci fu la drammatica caccia all’uomo con l’intero tessuto urbano in stato d’assedio, scuole chiuse, offici chiusi e tutti a scrutare che non ci fosse un pazzo con del tritolo rifugiato nel giardino di casa. Anche i Sox fecero la loro in quei giorni quando si trattò di rimettersi in moto, stanno anche continuando a fare il massimo perchè quei momenti vengano ricordati col rispetto dovuto, come fu nel giorno della Parata della Vittoria e come sarà in questo weekend. Per la nostra squadra quello fu un momento di svolta, fu come un ragazzo che a causa dell’asprezza della vita diventa uomo.

I nostri arrivano al lunedì preferito dall’Italian Sox Nation (preferito perchè una partita in un giorno festivo alle cinque del pomeriggio è una pacchia) dopo un paio di vittorie contro i sempre ostici uccellini del Maryland, vittorie belle entrambi perchè maturate in fondo al match, ovvero quando l’anno scorso spesso costruivamo le W, vittorie ottenute con un gran monte per la partita di Doubront e rimontando alla disperata dallo 0-5 quella successiva.

Partiamo da questo presupposto : abbiamo buoni partenti non fenomeni, ci può stare che Doubront giochi bene dopo aver ciccato quella precedente come ci sta che Peavy venga preso a pallate dagli Orioles dopo aver giocato bene quelle precedenti, io resto dell’idea che sia importante avere un attacco che supporti il nostro monte di lancio, fino ad ora nelle partite dove si imbarcava un po’ d’acqua non avevamo chances, o i nostri partenti reggevano alla grande o si affondava. Non può mica sempre continuare così, prima o poi bisogna anche vincere 8-6 o 10-7, certi piccoli segnali che arrivano ovvero Gomes che la manda sul Monster, Pedroia che tocca in momenti topici sono forse segnali che la squadra comincia a scongelarsi, che anche la produzione offensiva comincia a raggiungere livelli più consoni alla qualità dei suoi interpreti.

Purtroppo chi invece sembra ancora così congelato da necessitare di una sponsorizzazione da parte della Findus è Daniel Nava, dispiace dirlo ma se davvero Victorino tornerà tra una settimana circa, dovrebbe giocare tre partite nelle minors (una già fatta) e poi essere qui, non vedo chi possa evitare a Daniel il passo indietro. Purtroppo il nostro esterno pare davvero aver perso tutto il timing che aveva mostrato l’anno scorso e sembra che continui a sventolare il bastone quasi a casaccio da tanto che appare fuori ritmo. La retrocessione a Pawtucket non deve essere vista come un giudizio di Dio, come una sentenza; se Nava saprà ritrovare il giusto feeling ritornerà in prima squadra e l’anno scorso ci insegna come sia davvero importante avere un tessuto di squadra valido anche oltre il classico 25-men roster, basti vedere cosa ci sta dando Holt, spero quindi che Nava si arrotoli le maniche e che faccia in tempo a tornare sulla giusta strada.

Chiudo con un tema che vedo rimanere caldo nella bacheca dei messaggi ovvero l’instant replay. Leggo già che parecchi vorrebbero abolire la procedura. Ragazzi … non sono assolutamente d’accordo, l’instant replay è sacrosanto, quello che è perfettibile e non di poco è proprio il percorso che accompagna la cosa, ad esempio trovo veramente stucchevole l’uscita del manager per discutere coll’arbitro col solo scopo di perdere tempo per far si che qualcuno guardando il filmato decida se  il challenge ha ragion d’essere. Ma la cosa che più d’ogni altro deve cambiare è il coraggio di variare la chiamata se c’è una ragionevole possibilità di farlo, spesso accade che ci sia una grado di certezza al 95% e non al 100%, onestamente se aspettiamo di avere il 100% rischiamo di perdere il senso della cosa, l’instant replay non deve sempre darci certezze assolute, ci deve aiutare a capire meglio ciò che può essere accaduto e ad agire di conseguenza; tanto per chiarire sul famoso caso in seconda base di Dean Anna contro di noi, c’era un grado di certezza moltissimo vicino al 100%, diciamo pure che appellarsi al fatto che in quel momento non c’era una chiara immagine che mostrava il tag è un modo di fare un po’ pilatesco, anche nella NFL il procedimento dell’istant replay ebbe difficoltà, fu messo poi tolto e poi rimesso, ora però siamo arrivati ad un grado di efficienza eccellente. Io francamente di tornare a vedere un pitcher che perde il perfect game perchè Jim Joyce dorme non ne ho alcuna voglia.

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Gelo in tribuna … ed un po’ nel cuore

Altre due partite passate, giocando in una ghiacciaia col pubblico che sembra attrezzato per la settimana bianca più che per assistere a quello che sarebbe, in teoria, lo sport dell’estate. Anche però questi match hanno dato adito a spunti interessanti.

E’ palese che non possiamo reggere una partita a punteggi alti perchè ci manca il personale adatto, ci serve una superprestazione del pitcher per poter tenere il match abbordabile coi 3/4 punti che possiamo mettere insieme in attacco, Lester ci sta fornendo questo tipo di apporto, John Lackey nelle ultime assolutamente no. Se il calo del texano sia un momento di forma o sia un problema tendenziale non lo possiamo dire, occhio ragazzi che il freddo gelido cambia davvero tanto nella sensibilità e nella meccanica del lancio, voi mi direte che era freddo anche per Tillman e difatti lo ha dimostrato lanciando meno bene delle sue possibilità. Chi sembra davvero infischiarsene del freddo e del caldo resta John Lester, ovvero colui che sostituirà Kuroda nel Bronx. Scusatemi ma l’offerta da 4 anni- 70 mil. non riesco proprio a mandarla giù, più che affronto la cosa e più che sembra una roba assurda, completamente fuori mercato, con l’unico scopo di dire : “eh … noi un’offerta l’abbiamo fatta ma lui non l’ha accettata”.

Molta roba anche dalla partita di stanotte, avete già parlato del cambio sacrosanto tra Holt e Roberts, il primo ha già pareggiato il numero totale di valide messo assieme dal secondo. La stagione non sta andando a putt… a causa di Roberts, sia ben chiaro, ma qualcuno mi sa dire cosa c’hanno visto in ‘sto tizio ? Un vero fenomeno parastatale, degno della mitica rubrica di “mai dire gol” dove eccellevano Luis Silvio e Luther Blissett.

Arriviamo alla grana arbitri e instant replay; i casi son due : o io sono più orbo di quello che credo o il misterioso Mister X che guarda i replay a New York non guarda le partite di baseball ma qualcos’altro, forse il telegiornale oppure è interessato ai playoff dell’hockey, semmai è moooolto interessato ai filmini anni ’80 con Traci Lords come protagonista indiscussa, di sicuro non ha visto la palla in foul di Markakis e diventa difficile non pensare male. Io comincio a credere che questa riforma, più subita che voluta dagli arbitri, abbia generato una specie di filosofia da “cane non morde cane”, dove pur di non sconfessare il collega in campo si adotti una politica volutamente protezionistica, se l’immagine di NESN di ieri non è una chiara evidenza che la pallina tocca in foul e che sposta il terriccio sulla riga allora non capisco cosa sia. A Farrell cominciano i girare i cabasisi (come dice il commissario Montalbano) perchè è già la seconda volta almeno che perde un challenge che doveva vincere … non ha torto.

Se gli arbitri non li controlliamo e quindi non possiamo farci più di tanto, quello che dipende da noi però potremmo anzi dovremmo farlo meglio. Per esempio questi turni di riposo ad Ortiz non stanno diventando un po’ troppi ? E’ vero che il nostro slugger è un battitore mancino atipico che batte peggio anche quest’anno contro i lanciatori destri, quindi il fatto che riposi contro Tillman non deve scandalizzarci. Però non vedo nel nostro staff quel senso d’urgenza che dovrebbe richiedere un sacrificio (se di sacrificio si tratta) al nostro leader, forse davvero l’urgenza la sentiamo solo noi. Se tutto ciò sia frutto della filosofia “tanto abbiamo vinto l’anno scorso” sarebbe una cosa grave e di sicuro foriera di risultati davvero modesti nel futuro. Non lo so … le sensazioni restano non bellissime ed il gelo che abbiamo nel cuore non sembra aver voglia di andarsene, ci serve che qualcuno accenda la miccia, lo troveremo ?

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Sbandando a destra

Ammetto di non aver visto molto delle partite a Chicago causa impegni e stanchezza lavorativa, qualche sintesi e poco altro. Non sono però così stanco da non saper leggere le cifre, anche nel South Side di Chicago è andata in scena la solita dieta offensiva, la differenza maggiore tra i magici Sox del 2013 e questi molto più pallidi del 2014 è proprio la mancanza di quel “timely hitting” che aveva generato tante vittorie in più. Qualche cifra l’avete già data voi nella message board, io aggiungo il 26mo posto come media battuta coi corridori in posizione punto, ed il 3/22 in questa statistica nelle due partite ultime.

La spiegazione di ciò non è difficile da trovare. Una squadra già abbastanza sbilanciata verso il lato sinistro del box di battuta ha perso in queste partite i pochi giocatori che potevano offrire un contributo serio dal lato destro, ovviamente la cosa è palese e le squadre avversarie ci propinano delle sequenze di lanciatori partenti mancini per mandarci ancora più in crisi. Se anche vostra nonna fosse mancina prima o poi verrebbe mandata a lanciare contro i Sox. Questa tendenza di difficoltà perdurante contro i mancini è destinata a durare o è una contingenza del momento ?

Onestamente non lo so, chiaro che col ritorno di Napoli, Victorino e Middlebrooks arriveremo a vedere uno “starting nine” più equilibrato ed anzi possiamo maledire questo aprile con temperature sottozero che ha ritardato l’inizio della riabilitazione in campo dell’hawaiano volante, anche se sotto sotto c’è uno spiritello maligno che mi dice qualcosa di diverso. Lo spiritello mi fa notare di uno status generale di forma molto carente, mi fa notare di come anche la qualità delle battute non sia buona; anche ieri delle sei valide ce ne sono un paio che sono nulla più che “palline accartocciate” che valgono delle fortunose valide in diamante. Possiamo solo sperare che prima o poi Gomes & Soci si ricordino di come si fa a picchiare la pallina.

Mi chiedevo in più se non si poteva ovviare alla cosa provando di forzare un po’ il gioco, storicamente i Sox non amano il gioco molto tattico e la smorzata di sacrificio non ha mai trovato adepti dalle parti del Fenway; ok … ma per esempio ieri al 13° con prima e seconda occupata e zero out non era il caso di mettere la pallina in terra con un bunt anzichè cercare per l’ennesima volta la battuta che non arriva mai ?

Finisco con un tema che ormai considero trito e ritrito; ma davvero dobbiamo continuare con Ryan Roberts ? Men che mediocre in difesa (ieri autore di un errore da campionato parrocchiale), in attacco conta come il classico due di coppe quando briscola è bastoni. Ma davvero Holt e Snyder sono peggio ? Peggio di così c’è solo darsi la pallina in faccia, fate un po’ voi. Peccato per queste lacune così palesi, pensate che i partenti dei Red Sox hanno assommato 11 “quality start” (primo posto in classifica), mancherebbe poco per tornare a vedere delle W un po’ più continue. Proviamoci stanotte anche se non sarà facile perchè dall’altra parte c’è l’ottimo e sottovalutato Chris Sale chè è … indovina un po’ … mancino. Auguri …

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Non mancano le brutte notizie

Non sono davvero le brutte notizie a mancare in questo weekend nel Bronx, non so dove cominciare, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

La peggiore è nettamente l’inconsistenza generale che la squadra trasmette, l’impressione è che veramente nel 2013 tutto abbia funzionato anche troppo bene e che si sia vissuto nettamente al di sopra delle nostre possibilità, il meraviglioso cocchio che ha portato Biancaneve al ballo dello scorso Ottobre è tornato ad essere una zucca. Partiamo con le dolenti note : la difficoltà di produrre con gli uomini in posizione punto comincia ad essere conclamata, se non sappiamo più produrre punti col gioco per i nostri si fa dura perchè la squadra non ha il potenziale per poter vincere le partite a mazzate, se ci mettiamo a fare un duello da pistoleri non credo che la possiamo spuntare.

Anche la difesa convince poco, qui se non altro penso possa incidere parecchio l’assenza di Victorino e Middlebrooks, sotto l’aspetto difensivo gara-1 contro gli Yankees è stata orrenda : di quattro punti ne abbiamo regalati tre con una difesa in terza di Herrera peggiore di quella che si può vedere su un qualsiasi campo di IBL e con Nava che conferma i suoi imbarazzi concedendo un doppio a Jeter, doppio che con l’hawaiiano non sarebbe caduto. Tornando al tema ormai annoso della terza base mi chiedo il senso della mossa Ryan Roberts. Abbiamo acquisito un giocatore che si fa notare per l’insipienza del suo gioco … e per la compilation di tatuaggi, lasciando in triplo Holt che non sarà un fenomeno ma che di sicuro non è peggiore del suo Roberts / Herrera a difendere l’angolo caldo e che a Pawtucket è partito battendo come un fabbro.

La sconfitta di stasera di Lackey non credo sia la notizia peggiore, qualche lancio di troppo in mezzo al piatto, una partita meno precisa di altre volte, onestamente non ne farei un dramma. Ben peggio rischia di essere l’infortunio di Uehara. Gli ultimi report sono ancora interlocutori, Koji verrà valutato lunedì a Boston e ormai sembra facile un passaggio in lista infortunati, mette paura il fatto che il nostro closer abbia detto che è lo stesso tipo di dolore nello stesso punto dell’infortunio che subì due anni fa, infortunio che gli fece perdere più di due mesi. Sapevamo dei problemi fisici di Koji e sappiamo anche che parecchie squadre non lo hanno preso in considerazione proprio per via del suo “medical record”, se l’assenza dovesse prolungarsi perdiamo una delle poche certezze attuali, buona la partita da closer di Mujica … certo … ma inutile che vi dica che mi sento più sicuro con Uehara-san a chiudere il nono.

Per dare un colpo di grazia ad un weekend dove siamo costretti a sperare in Doubront per portare a casa il pareggio che avevo auspicato (speriamo bene … ) c’è stata la notizia data da Ken Rosenthal, l’uomo coi papillon più belli al mondo, circa la situazione Lester. Anche qui poche belle notizie : in pratica Rosenthal, che sembra bizzarro ma di solito è uno che ci prende, ha detto dell’offerta fatta dai Sox e rifiutata dal nostro pitcher. Ricorderete che Lester si dichiarò disposto a prendere un po’ meno di quello che prenderebbe altrove per restare a Boston, la nostra dirigenza l’ha preso fin troppo sul serio facendogli un’offerta (4 anni – sui 70 mil.) che per quelli che sono gli standard attuali di mercato non esito a definire ridicola. Ok … abbiamo già capito come andrà a finire. Il desiderio di portare il payroll sempre più in basso farà un’altra vittima. Lester è l’uomo che c’ha trascinato di peso all’anello ed i nostri gli hanno offerto un contratto che vale molto meno di quello fatto ad Homer Bailey, tanto per dirne uno, di sicuro invece faremo molti altri acquisti di personaggi del calibro di Ryan Roberts o Burke Badenhop. Gioite popolo !!!

Per questo sabato sera incazzareccio (scusatemi per il termine) direi che basta così. Non so voi ma mi sembra proprio che i Red Sox stiano trasformandosi con la stessa velocità dell’Inter del post-triplete. Da Eto’o e Snijder a “fenomeni” del calibro di Guarin e Alvarez. Noi potremmo seguirli su quella strada : da Ellsbury/Lester a Capuano/Herrera. Va mo là …

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Come mille altre volte

Comincio ad aver perso il conto di quante volte l’omone abbia salvato la nostra barca che affondava, davvero … ditemi se conoscete un giocatore che in uno sport a vostro piacimento abbia cambiato così profondamente le sorti di una franchigia, mi viene in mente Michael Jordan che ha “inventato” i Chicago Bulls spariti poi dopo il suo ritiro; David Ortiz è una cosa simile, prima o poi dovremo comprare il bronzo per tirar su una statua in Yawkey Way.

Già … è stato un salvataggio in piena regola perchè non possiamo mica non esserci accorti di quello che è successo prima di quello swing in queste due giornate di baseball al Fenway. Due giornate tristi, con una versione dei Sox così pallida da far paura, con parecchi giocatori che sembrano in preda ad una malattia che li rende più simili a zombie che a quello che erano fino a sei mesi fa, una versione dei Sox che comincia anche ad avere problemi di qualità perchè nel momento che ti presenti con Ryan Roberts capisci che c’è qualcosa che non va. Ed infatti mi chiedo se piuttosto che prendere un giocatore che, come fatto notare perfidamente da Jerry Remy, l’anno scorso è andato su e giù quattro volte con Tampa non era il caso di dare una chance a Holt e/o Snyder; abbiamo o non abbiamo un farm team ? Servirà solo per avere una scusa quando Lester firmerà altrove ?

Aggiungo due temi : la partita brutta da far paura di Doubront. Il ragazzo sembra arrivato al punto massimo di sviluppo delle sue capacità, onestamente qualcuno mi dica se ha visto il minimo progresso negli ultimi due anni o se addirittura non vede un regresso, il venezuelano ha il grosso problema di non saper navigare quando i flutti sono tempestosi, quando comincia ad imbarcare acqua va a fondo come un ferro da stiro, senza remissione.

L’altra cosa che volevo aggiungere riguarda la partita di stanotte : siamo all’ottavo inning in una partita che sarebbe d’uopo vincere vista la partenza di stagione col freno a mano tirato, la cosa che m’ha reso furente è vedere Miller all’ottavo inning che ovviamente ha debuttato subito beccando il punto che ci mandava al diavolo la partita. Tazawa un uomo ed un inning a Miller ? Mah … Con tutto il rispetto Miller oggi sembra una macchina lancia palle da batting practice, sicuri che fosse Workman quello da rimandare in Triplo A, Ok … è mancino, anzi è un mancino che fa dei tiri mancini ai suoi compagni.

Vabbè … chiudiamola qui, è andata bene ed ora presentiamoci nel Bronx, sarò sincero : un pareggio nella serie da quattro mi va benone, i Sox ora sono qualche lanciatore partente, Ortiz, Pedey e i giappi, poco altro; il team compatto come granito dello scorso ottobre si fa fatica a ritrovarlo.

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La birra ci fa male

Non proprio l’inizio al Fenway che si saremmo aspettati. Tra sabato e domenica due brutte sconfitte, brutte per come sono maturate, per quello che c’è stato mostrato e per le conseguenze che possono avere almeno nel medio periodo. I birrai del Wisconsin festeggiano e invece noi dobbiamo digerire il primo momento no del 2014. La birra ci resta sullo stomaco … non c’è che dire.

Cominciamo con sabato : anzitutto vorrei congratularmi (per essere ironico) con chi ha deciso di far giocare una partita nel weekend in orario serale costringendo giocatori e pubblico ad una temperatura più consona ad un playoff della NFL in gennaio; anche i sassi sanno che il freddo è nemico dei muscoli, semmai Middlebrooks si sarebbe infortunato lo stesso, non lo possiamo sapere, ma di sicuro lo strappo al polpaccio nei primi momenti del riscaldamento pre-partita viene agevolato dal termometro pungente. Così perdiamo subito (per un tempo che potrebbe anche eccedere di un po’ i classici 15 giorni) il nostro unico vero terza base, ci dovremo arrangiare con Jonathan Herrera e con il richiamato Brock Holt. Come diceva il compianto Freak Antoni : “la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo”; dopo aver costruito una squadra debolissima come alternative ai titolari in certi ruoli ovviamente si va ad infortunare proprio un uomo in uno di questi ruoli. Addirittura c’era chi pensava di chiamare Garin Cecchini, scelta che sarebbe stata un po’ folle considerando che parliamo di una grandissima promessa ma con una esperienza di 3 (dico TRE) partite in Triplo A. Così dovremo tener botta con quello che abbiamo … bei tempi quando pensavamo a Bogaerts-Middle-Drew per due posti.

Sotto un certo aspetto però mi fa più paura la partita di Buchholz, probabilmente la peggiore della sua carriera. Fosse stato un altro giocatore ce la saremmo cavata con le classiche invocazioni alla stagione appena iniziata al freddo, etc. etc. Considerando invece che parliamo di un giocatore fragile come il cristallo di Boemia e vedendo una velocità carente nella fastball e dei grossi problemi nella location, leggasi palline che restavano alte per la gioia dei battitori dei Brewers, siamo tutti (anche in America) a chiedersi se Clay non abbia di nuovo dei problemi; le risposte un po’ reticenti alle ovvie domande dei media aumentano la paura. Dalla prossima partita che Buchholz giocherà nel Bronx avremo le prime risposte che arriveranno dalla “radar-gun” in primis e poi dall’impressione che ricaveremo, chiaro che ci fossero problemi dovremo riconsiderare tante cose. Rimango dell’idea che con un Buchholz che s’infortuna anche solo facendo un pisolino con la figlia non firmare l’estensione a Lester sia un comportamento suicida.

Diversa e sotto un certo aspetto più triste la visione della partita domenicale : con un paio di titolari importanti già fermi ai box e con parecchi giocatori che sembrano totalmente aver perso la magia del 2013 (Gomes & Nava tanto per essere chiari) siamo sembrati semplicemente ancora fermi ai box, non in grado di essere competitivi in attacco da spaventare l’ottimo Gallardo di queste prime due partite. Avete presente quella sensazione che ti prende quando capisci che potresti attaccare per novanta inning anzichè nove senza fare punto ? Bene … ciò è quello che ho provato io in questa giornata. A queste pessime sensazioni aggiungo anche la visione di un Big Papi che mi sembra visibilmente menomato nella corsa, ricordatevi che saltò tutta l’ultima settimana di pre-season, se questo sia l’inizio di un Armageddon di infortuni ovviamente non lo so, io però comincio le macumbe, non pensavo proprio di dover tirare fuori bambole di pezza e spilloni dopo solo una settimana di gioco.

Fatto sta che chiudiamo la prima settimana col bilancio molto deludente di 2-4 e con tanti punti interrogativi per l’immediato futuro. Cominciamo subito a pagare gli azzardi di alcune scelte da “politica della lesina” (e sono buono) del nostro management, ed anche una buona dose di sfortuna. Il meraviglioso aprile del 2013 che ci lanciò verso una stagione al vertice con un bilancio stellare di 18-8 ora è molto lontano. Dopo sei partite siamo già al cercare di resistere in attesa di tempi migliori, con una settimana non facile avanti a noi (Rangers & Yankees) non sarà facile. Non vorrei ma tant’è

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I signori degli anelli

Facciamo così : mentre i ragazzi giustamente si godono il loro anello, Edward Mujica dovrà restituire qualsiasi tipo di gioiello posseduto da lui e dalla sua famiglia, compresa la fede nuziale (qualora sia sposato … onestamente lo ignoro), in quanto a chi è venuto dopo di lui, ovvero Andrew Miller, possiamo solo dire che è la prova vivente di come il baseball sia uno sport veramente bizzarro, leggende assolute come Rice o Yastrzemski non hanno mai vinto l’anello, un pitcher che quando tira (verbo più appropriato di lanciare) non ha la più pallida idea di dove la pallina possa finire invece mostrerà ai nipotini il gioiello … oh sublime ingiustizia.

Tralasciando l’infausto nono inning, io non ho avuto poi sensazioni così malvagie nemmeno dalla partita di ieri, nel senso che si sono viste buone potenzialità. Cosa intendo ? Intendo che il nostro attacco secondo me anche ieri ha mostrato di poter dare più di due punti, abbiamo avuto battute in momenti importanti che sono state discretamente sfortunate, soprattutto due : una di Bogaerts presa dall’ottimo Carlos Gomez con un discreto “bambino” ed una di Pierzynski difesa molto bene da Overbay. Onestamente m’ha convinto un filo di meno Jake Peavy spesso in difficoltà con gente a bordo e colpito anche pesantemente contro il muro ed anche oltre.

Il vero “busillis” per me sta in testa al lineup ovvero o Nava torna ad essere quello del 2013 oppure un discreto surrogato o dobbiamo inventarci qualcosa di differente. A Baltimore s’è provato Johnny Gomes, scelta quanto meno bizzarra che credo resti un tentativo isolato, parliamoci chiaro : le scelte possibili sono Bradley, Sizemore o Victorino. Alternative tutte con dei punti di domanda in quanto stiamo parlando di un ragazzo che deve ancora imparare tanto e di due veterani che non hanno nella salute la loro principale caratteristica e sappiamo bene di come sia faticoso il mestiere di lead-off. Comunque non piangiamo troppo per questa sconfitta, se non altro nelle prossime due partite avremo i nostri partenti più talentuosi e finalmente siamo riusciti a dare un turno di riposo a Tazawa e Uehara ed immagino che ieri tutti abbiate capito quanto valgono i due samurai mentre guardavate Mujica preso a pallate e Miller che imitava Rick “Wild Thing” Vaughn.

Due cosettine per chiudere : anzitutto non posso che dare l’anello (seppur virtuale) a tutti noi, soprattutto a tutto il branco di sfasati che ha passato le notti d’ottobre praticamente insonne. Un piccolo gift per tutti voi :anello

La seconda è un messaggio a tutti quelli che guardano al futuro : non so in quanti abbiano letto della prima partita di Henry Owens, sei riprese, 0 valide, 2 basi, 9 strikeout in doppio A; secondo tanti, tantissimi, questo è destinato ad essere il nostro “ace of staff” per gli anni a venire, abbiamo visto tanti prospetti non diventare mai adulti se così possiamo dire, chissà se invece il nostro “pennellone” (vicino ai due metri) saprà mantenere le tante promesse che ci fa.

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Opening game : dico la mia

Non potevamo che perdere, davvero … non c’erano chances. Non perchè abbiamo sprecato, non perchè Farrell ha dormito un po’ nel dug-out e Carp ha fatto semmai altrettanto sulle basi. Nossignore. Abbiamo perso perchè abbiamo messo un individuo con la stessa espressività di un tonno al posto di Jenny Dell. Questo è stato lo scempio dell’Opening Game. Ma si potrà ? Il ruolo di field reporter per i Sox era ad uso e consumo dei maschietti alla TV (ovvero il 90% degli spettatori); e dopo Tina Cervasio, la mia Heidi e Jenny Dell c’infilano ‘sto tizio ? Ma dove andremo mai a finire ? Scherzi a parte … ecco qualche mia personalissima nota sull’Opening Game.

Cose positive : La partita di Lester, perchè 2 punti in 7 inning contro un attacco potente come quello degli Orioles è una gran performance; vabbè … peccato per quello stampone di Cruz che è uno dei suoi eversori riconosciuti.

Sarò strano ma l’attacco non è stato poi così male. Le battute profonde ci sono state perchè un homerun è stato messo a segno e altri due ci sono andati ad un palmo. Come quel pozzo di scienza baseballistica che si chiama Jerry Remy ha fatto notare, i due stamponi presi contro il muro in estate viaggeranno di più data la differenza nella densità dell’aria. Poi se dessimo un po’ più di consistenza all’inizio del lineup …

Ovviamente m’è piaciuto Sizemore, incrociate le dita perchè ci servirebbe come il pane che tornasse ad essere un lead-off e ci servirebbe ancora di più accoppiarlo ad un numero 2 come Victorino. Senza un vero lead-off e con l’hawaiano infortunato ovvio che la consistenza dello starting nine non sia la stessa.

Cose negative : Un turno da pinch-hitter per Gomes era d’uopo, direi al posto di Pierzynski più che a quello di Bradley. Vi dico subito di non tenere conto, per tutto il corso dell’annata appena iniziata, delle mie considerazioni su AJ Pierzynski, l’ho sempre trovato abbastanza detestabile. Faccio una bella fatica a tifare per lui. A proposito di Bradley, speriamo che il sù e giù tra Boston e Pawtucket non lo mandi definitivamente fuori di testa; nel turno al 9° m’è sembrato in possesso delle stesse speranze che può avere un condannato di fronte al plotone d’esecuzione.

La difesa di Middlebrooks è sempre un pò tremebonda, alla fine ne è uscito vivo ma l’impressione che mi dava era della serie : Speriamo che me la cavo. Tanto per parlare di roba nuova (scherzo …) perchè non ricordiamo che Drew è a spasso ?

Tra le cose negative c’è l’infortunio di Victorino che ci scombussola il lineup e la difesa (soprattutto) in maniera più profonda anche di quanto sia lecito pensare. Tra parentesi già si dice che sia dura che torni allo scadere dei 15 giorni canonici. Specie nelle partite al Fenway non sarebbe bene mettere nel nostro “scabroso” esterno destro un uomo di più spiccate doti difensive come JBJ rispetto a Nava ?

Vabbè … finisco qui … una è andata e 161 mancano. Se però imbastissimo già un bel “Processo del Lunedì ?” Come diceva Aldone Biscardi : “Sguuub

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Che sia un altro 2013

L’anno scorso nessuno contava sui Sox come possibile candidata al titolo, ciò consentì per un po’ di viaggiare sottotraccia, nascosti nei meandri delle Majors, un po’ come un sommergibile che se ne sta nascosto per poi diventare micidiale con i suoi siluri. Quest’anno dovrebbe essere in teoria un po’ più difficile andare a dire che con le ambizioni da titolo noi non c’entriamo visto che saranno i nostri a ricevere tra pochi giorni gli anelli. In realtà anche in questo 2014 le luci della ribalta pre-stagionale non ci appartengono, anche chi deve indovinare i pronostici non ci vede proprio in primissima fila. Se proprio volete saperlo i “bookies” di Las Vegas (che l’anno scorso ci mettevano al 15mo posto circa … tiè) ci mettono ora al sesto posto dietro i Dodgers (ok), i Tigers (ci sta), i Cardinals (va bene), i Nationals (ma scherzate ?) e gli Yankees (mah …).

Visto però che i bookmakers non sono infallibili, abbiamo tutta la voglia di fargli rimangiare i loro pronostici anche se siamo tutti consapevoli che sarà un’impresa ardua. Lo sarà perchè in questo sport delirante che adoro, ripetersi è difficilissimo; gli ultimi che ci riuscirono furono quelli del Bronx a fine anni ’90 che avevano costruito una squadra pressochè perfetta, i nostri non hanno la presunzione di avercela questa squadra perfetta, un po’ perchè la perfezione appartiene più alla sfera dell’irrazionale che ad un mondo logico ed un po’ perchè la conquista del titolo non ha cambiato di un centimetro l’approccio del nostro management nella conduzione delle operazioni.

Sono così arrivato al punto critico : ovvero la politica societaria e le ovvie conseguenze che queste scelte hanno sul livello del team. Dico la verità : la storia che tutto quello che abbiamo visto nell’ultimo inverno, ovvero la rinuncia ad Ellsbury (scontata), a Drew e ad altri, sia solo la conseguenza di una corretta gestione che comunque è fatta per mantenerci al vertice comincia a sembrarmi una storiellina da raccontare ai bimbi prima della buonanotte. Comincio a non crederci, io che sono un po’ cinico per natura comincio a credere che il discorso che arriva dall’alto sia semplicemente quello di contenere le spese, desiderio assolutamente legittimo (ci mancherebbe altro) per Mr. Henry quello di spendere meno, discorso che però a noi non può piacere dato che la classifica che ci interessa è quella delle pagine sportive e non quella del Wall Street Journal.

Da lunedì sera vedremo cosa succederà, non so realmente cosa aspettarmi, mi sembra che lo spettro delle possibilità sia amplissimo, può tranquillamente andare da un altro ottobre magico ad una stagione da 70 vittorie, tantissime incognite per tutte le squadre, qualcuna in più per noi. La speranza ovvio che ci sia, se questa speranza saprà consolidarsi in qualcosa di tangibile lo vedremo da lunedì sera quando John Lester salirà sul mound … a proposito … stop nelle trattativa sul rinnovo (rileggetevi il paragrafo precedente per capire il senso di questa cosa). Dicevamo delle speranze : il lato positivo della bilancia è un manager che non è un genio ma che ha fatto rendere al massimo gli uomini che ha avuto, dote questa di valore immenso; abbiamo un team di veterani che hanno l’esperienza di mille battaglie ed il desiderio di combatterne altrettante senza mollare un centimetro di terreno ed abbiamo dei ragazzi che aspettiamo all’università dopo aver fatto le scuole medie sperando che le loro doti si trasformino da potenziali a reali.

E’ abbastanza tutto questo ? Ma poi abbastanza per cosa ? Io ve lo dico quello che vorrei dai Sox, io vorrei tanto che i Sox si trasformassero nei Cardinals dell’American League, ovvero nella squadra capace di allevarsi i giocatori in casa e questo va bene, ma che non esita di rifirmare il proprio leader “spirituale” del monte (Wainwright), addirittura rischiando dato che era reduce da un Tommy John. Con questa politica in Missouri vivono da anni, non vincono sempre ma son sempre lì contendendo ogni partita come fosse l’ultima. Costanza ad alto livello, questo può e deve essere il bersaglio da colpire per un franchigia con le potenzialità dei Sox, scelte coerenti e logiche, risparmiando quand’è il momento di risparmiare e spendendo quando è il caso di farlo; non vogliamo anelli in serie, ma non vogliano nemmeno perdere i nostri simboli che hanno dato tanto e che posso dare di più nel futuro: Cabrera ha rifirmato a Detroit e Trout ad Anaheim, Lester deve rifirmare per Boston. Punto e basta.

Da queste scelte e da altre capiremo se il magico 2013 è stato l’inizio di un grande ciclo o se è stato un evento della stessa stregua dello scudetto del Cagliari o di quello del Verona di Bagnoli, bellissimo ma irripetibile. Buon campionato boys & girls !!! Non posso che augurarvi che davvero anche questa stagione sia come quella passata, magica, appassionante e combattuta. Un augurio migliore non so davvero farvelo.

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5 temi per il lineup – 2014

Mentre l’attesa per l’inizio monta di pari passo con la mia arteriosclerosi è il momento di buttar giù qualche nota per provare di capire cosa ci riserveranno i giocatori in campo. Ci sono temi caldi che premono e sui quali non c’è ancora certezza di come verranno risolti dal nostro Stato Maggiore. Andiamo a vedere …

1) Chi lo fa il leadoff ? La risposta più probabile ad oggi è Daniel Nava. Con Bradley che sembra dirottato a Pawtucket (non sono d’accordissimo … ma non fa nulla), ci troviamo senza un vero corridore per forzare un po’ il gioco sulle basi. Sarà per l’età ormai parecchio avanzata ma io ho sempre avuto una passione per le squadre con un velocista come primo uomo, forse retaggio questo di un baseball un po’ “passato” ; fatto sta che ho sempre pensato che un n.1 canonico sia la candela che accende l’attacco. Se su Bradley c’erano dei dubbi (eccome se c’erano), non era il caso di premunirsi con un giocatore anche “low-cost” che potesse dare quella velocità che ci manca ? Non sto parlando d’un fenomeno, tanto per dirne uno il mio mentore mi suggeriva Rajai Davis

2) Lato sinistro senza rete : Alla fine a sinistra nell’infield abbiamo Middlebrooks e Bogaerts ed il vuoto cosmico … o quasi. L’ipotesi alternativa potrebbe essere questa : prendere Cecchini, metterlo in una serra in modo che maturi in fretta e pregare il Dio del Baseball che non sia la classica grande speranza mancata. Non voglio immaginare cosa capiterà se uno dei due dovesse avere anche solo un’unghia incarnita : Herrera, Holt, Snyder sono le alternative … Oddio … sono quelli che sostituiranno Middle ed il bimbo delle Antille se avessero problemi. Della serie : Voglio una vita spericolataaaa. Noto che qualcuno dei miei lettori non ha scordato Drew. Volete ridere ? L’altro giorno Boras ha dichiarato che ci sarebbe un triennale da parecchi soldi sul tavolo. Io invece ho Kate Upton nuda in camera mia.

3) Cosa ci darà il leader ? : Ragazzi … è lecito sperare che Big Papi ripeta un annata come quella passata ? Non parlo dei miracolosi playoffs, parlo della costanza e della consistenza che è riuscito a darci da metà aprile in poi. Dobbiamo sperarlo perchè anche in questo caso non abbiamo alternative realistiche. Alla fine passano gli anni, cambiano i giocatori ma la portaerei della nostra flotta è quella varata ancora molti anni fa nel premiatissimo cantiere navale di Santo Domingo. Sono passati 10 anni dai mitici playoffs 2004 e siamo ancora a dipendere da Ortiz.

4) Che succede dietro il piatto?  La suddivisione delle partite tra Ross e Pierzynski non è un quesito banale, non lo è perchè i due giocatori sono complementari, ciò che ha uno come punto di forza non lo ha l’altro. Devo essere sincero, vorrei vedere più Ross che “il polacco” ma non credo che andrà così. Specie se l’attacco dovesse fare un po’ di fatica, ed io qualche paura l’ho, diventerebbe difficile rinunciare alla mazza dell ex-White Sox; perdere però la bravura difensiva di Ross non credo sia una rinuncia a cuor leggere. Alla fine dico 110/120 partite per Pierzynski, non mi piace la cosa ma tant’è. E se l’anno prossimo Vazquez e/o Swihart fossero pronti chi vorreste avere ad insegnare il mestiere ? Risposta facile …

5) Blue collar 2.0 Abbiamo vinto un campionato non solo coi Lester, Ortiz & Co. ma anche con Nava che ha fatto .300 di avg., con Mike Carp che fa uno slam al 10° all’Ikea Stadium di Tampa, con Gomes che s’è dimostrato “The King of Sabermetrics”. Il 2013 è stato lo standard o è stato l’anno dei miracolati ? Sotto questo aspetto sono abbastanza fiducioso, credo sia un plotone di giocatori che sappiamo non essere fenomeni ma che si completa bene … ed evitiamo di vendere uno come Carp che ci può dare una mano in prima, una all’esterno e così via.

Questo è quanto. Chiaro che in campionato lungo 162 partite le incognite siano migliaia, penso che l’anno scorso gli infortuni non abbiano toccato più di tanto il team e non è detto che ciò si ripeta. Mi sbaglierò ma quest’anno ci potrebbero essere modifiche in corsa anche importanti. Però rendiamoci conto d’una cosa : l’anno scorso offensivamente fu un’annata spettacolosa, ripetersi a quei livelli sarà tanto, tanto, tanto difficile.

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