Un Febbraio in bianco.

Qualcuno mi ha rimproverato, con ragione, per la mia assenza. Ho iniziato diverse volte a scrivere ma, se vogliamo essere eufemistici, sono state settimane tranquille per i Red Sox. Molti rumors riempiti hanno le pagine della stampa specializzata, ma nessuna delle ipotesi di clamorosi scambi e acquisizioni prospettate alla fine è andata in porto. Alla fine quello che avevo scritto era utile solo per essere cestinato. C’è chi ha detto, probabilmente a ragione, che tutto ciò sia stato organizzato ad arte per la campagna abbonamenti, per poi svelare la vera strategia che la proprietà ha in mente: una lunga traversata del deserto.

Dopo due umilianti ultimi posti nella AL best, non c’è stato nessun segnale di cambiamento di rotta. Al contrario è stato chiarito che non c’è nessuna ambizione per il breve periodo, ma si continuerà indefinitamente in una politica di riduzione dei costi, evitando di impegnarsi (e dissaguarsi) sul mercato dei top player.

Questo vuole dire che siamo condannati a stare nelle retrovie? Chi può dirlo. Vincere nella MLB è diventato nel tempo un obiettivo sempre più improgrammabile. Infatti chi poteva mai immaginare che, dopo gli enormi sforzi finanziari profusi da alcuni nel 2023, nelle WS si affronterebbero Rangers e Arizona? 

Ma se la MLB assomiglia sempre di più a una lotteria, di conseguenza l’esposizione finanziaria diventa sempre più rischiosa e le strategie vanno modificate di conseguenza. Questo vale ancora di più per il gruppo che controlla oltre i Red Sox, impegnato su diversi fronti e possessore di un variegato asset basato sull’intrattenimento sportivo. Probabilmente il ritorno di Theo Epstein, considerato in questa cornice, risponde all’esigenza della proprietà di avere una maggiore competenza sulla valutazione della qualità degli investimenti nel baseball.

Sul lungo periodo potrebbe dare ottimi risultati, ma poiché, come diceva quello, è vero anche che sul lungo periodo saremo tutti morti, le prospettive di divertirsi immediatamente con le calzette rosse non sembrano proprio ottimali.

La prossima stagione dovrebbe infatti trascorrere principalmente in attesa che i giovani virgulti Mayer, Teel e Anthony, futuri pilastri del franchising, maturino abbastanza da poter contribuire in modo decisivo alla prima squadra. Gli ottimisti si aspettano che questo evento possa accadere nel corso di questa stagione, ma in realtà nessuno può saperlo con certezza. Potrebbe essere un percorso molto più difficile e lento, per qualcuno di loro o anche tutti. Potrebbe anche non avvenire mai, come è successo innumerevoli volte per innumerevoli giovani talenti. 

Mayer è dato da molti come il migliore prospetto dei Red Sox. È arrivato quarto assoluto nel draft del 2021, rendendolo la scelta più alta al draft dei Red Sox dagli anni ’60. Sembra giusto indicarlo come la più grande risorsa per i Red Sox, eppure FanGraphs, che ha pubblicato l’elenco dei 100 migliori potenziali prospetti la scorsa settimana, lo colloca solo al 69° posto, in netto contrasto con diverse valutazioni precedenti che comunque lo avevano sempre collocato fra i primi venti. 

Probabilmente questo arretramento nella valutazione di Mayer è stato determinato dal fatto che ha avuto infortuni in entrambe le stagioni da quando è stato arruolato che, soprattutto quello alla spalla della scorsa stagione, ha causato un impatto negativo sulle sue prestazioni sul campo in Doppia-A. FanGraph si muove a Mayer, ulteriori critiche individuando aree tecniche di fragilità, così come lo fa con Teel e Anthony, ma questo è normale. Si tratta di prospetti, non giocatori da major league fatti e finiti, c’è bisogno che compiano un percorso di crescita e di tanto lavoro, sperando che i molti avvicendamenti operati nell’ambito del coaching diano frutti.

Comunque, ammesso e non concesso, che tutti e tre questi fenomeni entrano nel roster di prima squadra in tempi brevi, avrete sicuramente notato che stiamo parlando di giocatori di posizione, mentre è il lancio che si è dimostrato il nostro principale punto debole. All’interno del sistema di sviluppo dei giocatori, l’inventario dei lancianciatori su cui puntare è il tempo sorprendentemente scarso e la curiosa decisione di Chaim Bloom di ignorare questo problema nel draft che il manager personale ha contribuito in gran parte ad aggravare la situazione. Breslow è stato assunto con il compito specifico di invertire questa tendenza e si è mosso immediatamente per inserire nel programma di sviluppo della squadra ulteriori elementi pescati dal mercato minori uomini come Sandlin, ultimo arrivato da Kansas City, dopo Isaiah Campbell, Richard Fitts, Greg Weissert , Nicholas Judice e Cooper Criswell. Nessuno di loro è un grande nome, ma nel complesso, ciascuno rappresenta un potenziale futuro elemento della rotazione e più opzioni sono disponibili, maggiori sono le possibilità di un successo.

L’acquisizione del giovane David Sandlin ci è costata, come contropartita, la cessione di Schreiber. Schreiber è stato probabilmente il terzo o quarto miglior rilievo dei Red Sox nel recente passato, anche dopo la sua stagione negativa del 2023. Questo è il tipo di scambio che fai se non credi che non vedremo mai più in azione lo Schreiber del 22, ma è anche il tipo di scambio che fai se non sei preoccupato del danno che la sua perdita potrebbe arrecare al bullpen del 2024, che già non brilla certo per la presenza di fulgidi talenti. Tutto questo scambio ci conferma che i Red Sox oggi sembrano un segnaposto per una versione migliore e più brillante che forse potrebbe apparire, un certo punto, in futuro. Per quanto riguarda il presente tuttavia, sembra proprio che dovremo continuare a tirare la cinghia!

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