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Sono io che non capisco nulla ?

Il dubbio che avevo ben presente già da un po’, ovvero che il sottoscritto capisse di baseball pochino pochino, s’è acuito parecchio negli ultimi giorni, il motivo è molto semplice : l’assoluta dissonanza tra la mia reazione al “salary dump” messo in piedi dai Sox lo scorso weekend e quella avuta dalla maggior parte dei commentatori e dei tifosi americani. A parer mio un discreto salto nel buio, a parere dei più un passo necessario per tornare ad avere un team vincente in tempi ragionevoli, in pratico il primo passo del famoso “rebuilding”.

Il motivo di questa dissonanza è anzitutto un motivo culturale, nello sport italiano o per meglio dire europeo fa fatica ad esistere il concetto di ricostruire un team, da noi se ricostruisci troppo rischi di ritrovarti nella serie inferiore a fine anno, concetto come ben sapete inesistente nello sport USA, in più il baseball, coi suoi ritmi, con le sue cadenze, ha una fetta del pubblico che è più interessato al passatempo in sè per sè, al passare una serata in allegria mangiando hot-dogs che al risultato in campo. Che costoro non siano allarmati dalla partenza di A-Gon per la California ci può anche stare. 

Diverso è il caso di chi fa il tifoso “di professione” o di chi addirittura commenta sui giornali la trade, qui faccio molto più fatica a capire. Il concetto che per ripartire occorre rinunciare al giocatore più continuo che hai in squadra non mi entra in testa, avevi un problema chiamato monte di lancio, dove secondo me andavano fatti cambi anche parecchio radicali, invece così sei andato a toccare uno dei pochi settori coperti bene. Ok … in tanti dicono, lo si è fatto per acquisire la famosa “flessibilità finanziaria”, qualcuno però mi spieghi a cosa serve dato che si vuole agire con mosse di profilo basso anche per il 2013.

Io rimango dell’idea che tutto questo can-can sia stato messo in piedi per migliorare le finanze di casa Henry, contando che l’appeal del marchio non venga intaccato da qualche stagione sotto il par e contando su una stampa che mi sembra un po’ troppo allineata e pronta a raccontare che la sbobba che stiamo bevendo è in realtà del Brunello di Montalcino, aggiungendo per di più la solita retorica insopportabile sulle troppe primedonne e sulla bellezza dell’allevare giocatori dal farm-system. Ripeto che è retorica insopportabile, i magici Idiots del 2004 erano zeppi di personaggi con caratteri “estroversi” … diciamo così e per di più c’era un solo giocatore allevato in casa (Trot Nixon) che quell’anno giocò anche poco causa infortuni, quindi speriamo che la si smetta con questa paccottiglia insulsa e si cominci ad affrontare seriamente le grosse problematiche che ci sono davanti a noi.

Due parole anche su ciò che avviene in campo : abbiamo vinto una serie !!! E per di più Matsuzaka ha vinto una partita !!! Ragionando freddamente diciamo anche che KC riesce nell’impresa di essere in classifica dietro ai Sox, non ci sono molte altre squadre (sono 4 in tutto) dietro a noi nell’American League, peccato non giocarci più spesso. Altra piccola considerazione venutami in mente guardando la partita ieri sera : “cosa avremmo pensato se qualcuno ci avesse detto che nei nove titolari di fine 2012 c’erano 4 con contratti di Minor League ?”

Registrato il ritorno di Ortiz in lista infortunati, giusta la considerazione di Jerry Remy che diceva essere un non-sense il rientro quest’anno di Big Papi se non è al 100%, volevo chiudere con una piccola considerazione : tanti, tra i quali il sottoscritto, auspicano che il giorno dopo la fine della stagione venga silurato Bobby V; il nome che ricorre spesso come rimpiazzo è John Farrell … mmmhhhh … posso dire che i suoi primi due anni a Toronto sono abbastanza disastrosi ? Per di più con una squadra a mano che non sembra così male come nomi. Che sia come dice il mio mentore baseballistico ovvero che i pitcher o gli ex-pitcher non capiscono il gioco e non possono condurre una squadra ?

PS – Meraviglioso il cartello inquadrato ieri dalla regia di NESN al Fenway : “Ehi … non vendeteci anche Jerry Remy e Don Orsillo.” Evidentemente qualcuno con dei dubbi c’è.

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Distruzione insensata o inizio della rinascita ?

Il dado è tratto, le legioni poco invitte di Lucchino e del suo figlioccio Cherington hanno passato il Rubicone della megatrade ed avanzano garrule verso Roma dove restaureranno la grandezza dell’impero (forse). Sperando che i due non finiscano come quello che passò il Rubicone nel 49 a.C. e che terminò la sua esistenza con più buchi in pancia di un puntaspilli, vediamo se possiamo capire un po’ di più della trade e del contesto nella quale è maturata e soprattutto mi piace analizzare un po’ le reazioni a questa trade visto che stavolta c’è una grossa dissonanza tra le reazioni generali e quella del micro-micro-microcosmo che abita questo blog.

Infatti ho registrato con discreta sorpresa il quasi totale apprezzamento per la trade che si può registrare in rete da qualsiasi fonte proveniente dagli USA, che siano giornalisti o anche tifosi, il momento viene percepito dai più come quello che sancisce l’inizio della risalita dei Sox ed il termine della politica che puntava alle primedonne strapagate che poi angustiavano tutti con le loro contro-performance. Fatemi dire che tutto ciò mi pare una visione orientata un po’ troppo verso il bello. Cosa significa politica errata delle primedonne ? Perchè volete dirmi che le squadre vincenti del 2004 e del 2007 non erano zeppe di primedonne un po’ capricciose ? Quale altra definizione usereste per personaggi come Pedro, Manny o Schill ? La differenza tra quelle primedonne e queste appena cedute che hanno fallito tutti gli obiettivi è data principalmente da una cultura di squadra che esisteva allora e che ora non c’è più. Guardate che lo spirito di gruppo non è solo retorica, è la base su cui poi puoi costruire lo squadrone. Quando e come si sia persa questa cultura di squadra poi è un bel quiz che prima o poi qualcuno risolverà.

Il pezzo centrale della trade è ovviamente Gonzalez, tanto è vero che i Dodgers c’avevano già provato prima del 31 luglio, allora non se ne fece nulla perchè la richiesta riguardava solo il messicano, è chiaro a tutti che invece stavolta pur di prenderlo sono stati disposti ad  ingoiare gli altri due e liberarsi di Crawford e Beckett era il sogno dei Sox dallo scorso settembre, cercavano solo l’occasione per non rimetterci una barca di soldi; l’azzardo, perchè non si può non chiamare tale, messo in piedi dal trio Stan Kasten, Ned Colletti, Magic Johnson ci ha fornito tale opportunità, pensate solo che le obbligazioni già definite per il prossimo anno erano 105 milioni di $ ed ora siamo più o meno a quota 40. Per chiudere il conto sui partenti vi giro la foto twittata ieri da Punto sull’aereo privato che portava i nostri ex in California, perchè ve la faccio vedere ? Perchè così potrete vedere una rarità : un sorriso sul volto di A-Gon e Beckett.

Salutato il gruppo vacanze in partenza per il sole della California è ora di pensare a cosa fare per il futuro, anzitutto scordiamoci contratti roboanti; per andare subito sulle cifre, se Ellsbury o qualche free-agent spera di beccare dai Sox dei contratti 7anni-140 milioni come quelli dei dipartiti si sbaglia di molto, quindi è meglio che tutti rinuncino subito a quei sogni che contenevano Josh Hamilton o Curtis Granderson, anche la conferma del guerriero navajo è quindi improbabile quanto lo era la settimana scorsa. Sembra chiaro che l’obiettivo sarà lo sviluppo dei giocatori cresciuti in casa, e qui speriamo che ci sia maggior resa del disastro subito negli ultimi anni coi vari Bowden, Lars Anderson, etc. , l’altro aspetto su cui si lavorerà sarà cercare free agent semmai anche costosi ma con contratti brevi, il prototipo a cui ci si riferisce è Kuroda, 11 milioni, ma contratto annuale. Io resto un po’ dubbioso, costruire un team vincente con queste regole non è facilissimo, quello che farà la differenza sarà cosa caveremo dai vari Bradley e Bogaerts che crescono nei nostri vivai, Bradley può essere il nuovo Ellsbury che fece nello stesso anno il salto dal Doppio A alle Majors ? Non lo so … scommettere sul futuro di ragazzini imberbi è compito impossibile, i dubbi sul nostro reparto sviluppo mi sembrano doverosi visti i risultati modesti del recente passato.

Se poi questa trade serva a rendere più appetibili i Sox per un possibile cambio di proprietà come qualcuno pensa è dietrologia pura, di sicuro nulla trapela, come è ovvio, su questo fronte; il fatto che la trade sia stata gestita in primis da Lucchino testimonia che i dati finanziari sono osservati strettamente dalla proprietà, cosa che potrebbe anche avallare l’ipotesi del cambio di gestione … e testimonia anche che Cherington non viene percepito come il vero GM tanto è vero che la telefonata da LA che ha messo in moto il tutto l’ha ricevuta Lucchino, agire ora e continuare ad agire in futuro con un GM poco più che di facciata non credo porti lontano , anche in America esistono franchigie importantissime col proprietario fac-totum, mi vengono in mente i Dallas Cowboys, i risultati (1 vittoria ai playoffs in 15 anni !!!) non depone certo a favore della scelta ed anch’io nel mio piccolo credo che un team dove i proprietari fanno i proprietari, il GM fa il suo mestiere e così via sia una strada più rettilinea per ottenere successi.

Intanto la stagione va avanti con notizie, tanto per cambiare, negative : stanotte per la seconda volta nelle ultime tre partite abbiamo perso dopo aver delapidato 6 punti di vantaggio facendo per di più 20 valide (se non è un record credo ci vada vicino). A questo si assommano altre notizie sgradevoli come ad esempio una litigata pesantissima tra Aceves e Bobby V, col closer (o presunto tale) messo fuori squadra tre giorni per punizione, oppure col riacutizzarsi del malanno al tendine per Big Papi, malanno che lo costringerà probabilmente ancora nella injured list. Che questi problemi ricorrenti al tendine siano il canto del cigno per la permanenza di Ortiz ai Sox cominci ad essere più di un sospetto, che tutto questo acuisca quella sensazione di traversata del deserto che ci aspetta è una certezza.

Siamo proprio come il Popolo Eletto in viaggio dall’Egitto per tornare alla terra dei Padri, avevamo cominciato ad adorare il vitello d’oro che prometteva tanto e che non ha dato nulla; ora il vitello d’oro lo abbiamo spedito in California dove lì essendo più avvezzi all’oro credo si troverà meglio. Chi sia il nostro Mosè però non è chiaro, pubblicherei un annuncio sui giornali : CERCASI PROFETA DISPERATAMENTE PER CONDURRE UN POPOLO. ASTENERSI PERDITEMPO. CITOFONARE HENRY & LUCCHINO

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Saldi !!!

Butto giù due o tre cose di fretta sulla mega-trade che sta maturando :

  1. E’ vero che otteniamo (o otterremmo) poco o nulla dalla trade, James Loney è uno scartino gli altri sono dei prospetti, considerando come riusciamo a sviluppare i prospetti c’è da tremare.
  2. Lo scopo primario della trade è ottenere flessibilità salariale, se poi il tutto serve per tornare ad essere aggressivi sui free-agent oppure se è solo un risparmio per le tasche di Mr.Henry è il quiz del giorno.
  3. Mi sembra chiaro ormai che si sia ingaggiato Bobby V perchè serviva uno yes-man che avvallasse tutto quello che volevano i nostri capoccia.
  4. Si rifirmi subito Ellsbury ! Anch’io tra lui e Crawford avrei puntato su Jacoby, si firmi il nuovo contratto il prima possibile, se non altro per dare un segnale ad una Nation che è un po’ shakerata da questa cosa.
  5. Eccellente la nota di Mauro sugli Orioles del ’97, se ci pensi è un po’ quello che accadde anche agli stessi Indians, gran squadra, ingaggi pesanti, risultati non raggiunti, smobilitazione.
  6. E’ la sconfessione totale delle mosse di Theo Epstein degli ultimi due anni.
  7. Prepariamoci ad una lunga traversata nel deserto prima di tornare ai vertici … almeno che non ci sorprendano con ingaggi roboanti … ci credo poco

Stay tuned !!!

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Che finisca in fretta

La cosa più normale che capita in questi giorni leggendo un blog bostoniano di sponda Sox è … sentir parlare dei Patriots che tra un paio di settimane inizeranno il loro campionato, tutti vorremmo chiuderla qui, mettere il cappellino con la “B” in naftalina, il tutto seguito da un bel letargo lungo fino a marzo per risvegliarci allo spring training in Florida, auspicabilmente con molti giocatori diversi.

Invece purtroppo non è così, ci sono ancora una quarantina di partite da giocare, mi sembra una situazione simile a quella di Rossi con la Ducati (brutto momento per il colore rosso), si va avanti tra lo sconcerto per le pessime prestazioni, esponendosi a figure da cioccolatai, avendo solo il piacere di mettere una croce sul calendario sui giorni che passano per vedere di arrivare, l’Onnipotente solo sa come, alla fine della stagione. Però se Valentino potrà contare almeno su un cambio totale di scenario, noi rischiamo invece di avere cambi molto marginali, quando invece servirebbe un repulisti generale.

La serie appena conclusa con gli Angels, oltre a mostrare che adesso c’è un abisso tra i due team, c’ha fatto vedere cosa può combinare nel male un team malissimo assemblato, con ormai poco rispetto di sè stesso e condotto in panchina da uno che quando entra al Fenway dovrebbe subire la prova del palloncino, in quanto comincio a credere che, date le decisioni che prende, non sia esattamente sobrio.

La partita di stanotte è uno spaccato di tutto quello che ha mandato in vacca la nostra stagione : un monte di lancio semplicemente indecente, giocatori adattati in difesa che si arrabattono commettendo errori abbastanza ovvi e decisioni del manager che lasciano allibiti, in pratica la ricetta perfetta della sconfitta, il tutto preparato dalla premiata ditta Lucchino / Valentine / players.

Sulla pochezza del monte di lancio ormai si sono scritte enciclopedie, difficile trovare un insieme di mediocri più mediocri di questi.

Un noto lanciatore dei Sox che reagisce all’ennesima sconfitta.

La situazione del bullpen è comica, setup che sono quello che sono ed il closer peggiore della Lega, tutte cose che diciamo noi , che dicono i giornalisti, i tifosi, il sindaco di Boston, tutte cose delle quali si accorgerebbe anche mia madre che non sa nemmeno cosa sia il baseball. Però incredibile ma vero, e questa è una cosa che non perdonerò mai a chi detiene ora il potere al Fenway, un’intera stagione è passata e tutto quello che siamo stati in grado di fare è piangere sull’infortunio di Bailey … davvero una reazione da perdenti. 

Sulle cappelle di Bobby V ormai non si sa più nemmeno cosa dire, stamattina è la prima volta che leggendo i giornali americani sembra che anche lì abbiano finito il vocabolario, d’altra parte con che lessico commentare il ritorno in campo di Aceves al decimo dopo che al nono aveva fatto più danni che la grandine ? C’è uno su questo pianeta che avrebbe fatto la stessa mossa ? Se c’è fatemelo conoscere perchè finirei coll’ammirarlo molto. Dico solo una cosa : la stagione termina il 3 ottobre, se il 4 ottobre non c’è qualcun’altro a dirigere la giostra potrei inc… parecchio e credo che sarei in numerosa compagnia. 

Allungo due cifre beccate in rete : siamo 24-33 nelle partite decise con scarti di uno o due punti (il closer porca putt… !!!!) , siamo 29-37 al Fenway e se si continua così rischia di essere la peggior stagione interna dal ’65, infine fatemi guardare un attimo a casa d’altri : mi spiegate come fanno gli Angels a restare fuori dai playoffs con una squadra simile ? Una squadra già forte che si ritrova in più due fenomeni come Trumbo e Trout ? Scioscia non ne esce benissimo.

 L’ultimo inciso lo faccio sull’ennesima figuraccia, in questo caso morale, fatta dal grosso dei nostri. C’è il funerale di una leggenda come Pesky, in aereo da bravo leader Big Papi raccomanda a tutti di essere presenti. Risultato ? Si sono presentati in quattro : Ortiz, Salty, Buchholz e Padilla. E spero proprio che gli altri provino un po’ di vergogna. Ma ne dubito fortemente …

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Teste che saltano e braccia da curare

Ovviamente non fa notizia aver perso 2-1 la serie nel Bronx, nemmeno aver beccato due HR da Ichiro fa saltare sulla sedia anche perchè sul monte c’era un certo pitcher che al momento prenderebbe delle cannonate anche se nel box di battuta ci fosse il mio nipotino di 7 anni, figurarsi se ci scaldiamo per la prossima serie con gli Angels che sono un’altra bella squadrina che rischia di aver cacciato nel WC un container di dollari negli ultimi due anni ottenendo in cambio il nulla cosmico.

I due temi caldi che invece hanno stimolato la discussione sono il siluramento di McClure e l’intervento al braccio di Crawford; partiamo dal secondo : a Boston non si riesce a star tranquilli nemmeno quando c’è da decidere come e se operare un giocatore. Riassunto delle puntate precedenti : il gomito di CC fa i capricci, secondo il giocatore l’intervento va fatto subito (o meglio ancora ieri), secondo lo staff sanitario dei Sox la cosa non era poi così necessaria. Il risultato della disfida vede una chiara vittoria del giocatore che dovrebbe andare sotto i ferri il prossimo giovedì. Stavolta sono dalla parte di CC, le ultime nostre 40 partite contano come il due di coppe quand’è briscola denari e quindi Crawford può curarsi, se poi l’intervento servisse a vederlo in palla (magariiiiiiiii) il prossimo anno ben venga quest’assenza, piuttosto da rimarcare che il nostro staff sanitario, che già subì l’anno scorso pesanti critiche, venga così pesantemente osteggiato da coloro che dovrebbero stare sotto le sue cure; come al solito c’è che vede una chiave di lettura diversa in questa storia ovvero che i Sox avrebbero spinto per far giocare CC il più possibile per dare una pitturata alle sue cifre e per renderlo un po’ più passabile in caso di trade. Improbabile a parer mio perchè se al contratto osceno aggiungiamo i dubbi sulla sua tenuta (dubbi esistenti sia se si opera che se non lo faceva) Crawford diventa il giocatore più impossibile da cedere. Certo che il suo contratto passerà alla storia come il peggiore nella centenaria storia dei Sox : i primi suoi due anni da noi si chiudono con queste cifre : 623 AB, .260 di avg, 14 HR, 23 rubate. Coco Crisp nei suoi giorni migliori sapeva offrire performances più di livello.

Passiamo al calcio nel retro tirato a McClure. Inatteso a questo punto della stagione, rimane da capire come sia maturata la scelta e perchè : infatti mi chiedo se questo sia solo l’inizio di una stagione proficua per lo sport nel quale eccelleva Maximilien Robespierre e che quindi la testa di McClure sia solo la prima di una lunga serie a saltare oppure come dice qualcuno che questo cambio non sia che una vittoria di Bobby V che quindi avrà l’anno prossimo un pitching coach di suo gradimento e non un sopportato in casa com’era McClure. C’è da dire che Lucchino ha ripetuto anche l’altro giorno che Bobby V guiderà i Sox anche l’anno prossimo; se davvero la scelta sarà questa (decisione che mi piacerebbe poco … ma tant’è) allora mi sembra doveroso che il capo allenatore abbia gente di sua fiducia nei posti chiave, se non altro per togliere facili alibi.

Certo che McClure aggiunge un’altra perla alla sua corona : prima pitching-coach a Kansas City per anni con risultati modestissimi e senza aver cavato un ragno dal buco con uno staff che ha avuto sempre grandi prospetti mai sbocciati (Luke Hochevar in primis) poi a Boston con un team costosissimo tanto fuori squadra che quando passavi indenne il primo inning dovevi andare ad accendere un cero alla Madonna. Ora avremo Niemann ad interim, improbabilissimo sia confermato l’anno prossimo, poi partirà la scelta del nuovo membro dello staff che, chiunque sia, avrà l’ingrato compito di provare di far rendere un gruppo di giocatori nei quali ormai nessuno crede, essendo per di più il quinto pitching coach in poco più di tre anni solari. Alla faccia della stabilità, manco avessimo a decidere Cellino, Preziosi ed i compianti Costantino Rozzi e Romeo Anconetani.

Infine mi allaccio alla vs. discussione circa A-Gon. Non scherziamo !!! C’è ben’altro da fare per ripulire casa che cestinare A-Gon. Vi allungo io alcuni temi di discussione (escludendo le tematiche riguardanti manager e staff in genere) che semmai in un prossimo futuro espliciterò più diffusamente :

  1. Il trio Lescano “birra e pollo fritto” percepirà l’anno prossimo 42 milioni di $. Quanti di questi soldi possiamo gettare nel WC per liberarci di uno se non di tutti ?
  2. Cosa si fa con Ellsbury ? Dubbio : è una superstar o solo semplicemente un giocatore più fragile del mio idolo Marco Van Basten ?
  3. Catcher : Salty da giugno in poi, gli strikeout sono il doppio delle valide. Oh mamma …
  4. Interbase : Aviles da tre mesi è tornato ad essere Aviles. Che si fa nel 2012? Ciriaco ? Mettiamo Iglesias e che Dio ce la mandi buona ?
  5. Bullpen : Chi tenere ? Cosa fare con Bard che in triplo continua a viaggiare a 7.50 di ERA ?

Come vedete ne abbiamo di carne al fuoco, c’è bisogno di un barbecue gigantesco …

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Bersagli sbagliati

Quando le stagioni avanzano inesorabilmente verso un epilogo poco gradito comincia la ricerca del colpevole, aspetto questo che si sente maggiormente in una città come Boston che segue visceralmente la propria squadra. Anzichè concentrarsi sul chiudere la stagione nella miglior maniera possibile, cosa che onestamente non ci sta riuscendo molto, è partita ufficialemte la stagione della caccia al colpevole, il reality che sta infiammando il cartellone a Boston è : “Perchè una squadra che paga 170 milioni di $ di stipendi è affondata ?”

La proprietà s’è sentita chiamare in causa dalla maggioranza degli osservatori e dei semplici tifosi ed ha ritenuto di mostrarsi (bontà loro) in maniera assidua nell’ultimo periodo più che altro per indicare il primo dei bersagli sbagliati. Il succo del discorso di Larry Lucchino è stato : “se andiamo male è colpa della pressione dei mass-media bostoniani.”  La dichiarazione è semplicemente penosa, la stampa è davvero pressante però non ho ancora visto un giornalista che abbia causato un fuoricampo subito o che abbia battuto in doppio gioco, anzi la stampa a Boston è stata anche troppo buona a mio avviso non accendendo la spia rossa d’allarme quando era chiaro che la situazione stava volgendo al peggio. Direi di più : volgere lo sguardo verso la stampa è una ricerca di autoassoluzione da parte dei maggiorenti, anzi è un’offesa all’intelligenza dei tifosi che valgono un po’ di più di quanto pensi Larry Lucchino.

L’altro bersaglio sbagliato a mio avviso sono gli infortuni e ne abbiamo avuto un esempio anche stanotte; è vero … abbiamo avuto tantissimi infortuni, ma non li abbiamo avuti solo noi, abbiamo affrontato gli Yankees che hanno perso Pineda subito, hanno visto il miglior closer della storia rompersi un legamento, più gli infortuni di Gardner, A-Rod, Sabathia etc. etc. Stanotte ve ne siete accorti delle loro mancanze ? Io no … gli Yankees quando hanno avuto sentore che gli infortuni potevano essere pesanti per il loro futuro hanno agito, hanno fatto qualcosa, hanno cercato alternative sul mercato, noi cosa abbiamo fatto ? Nulla, meno di nulla … abbiamo fatto dell’inazione uno stile di vita.

Se vogliamo avvicinarci al centro nella nostra ricerca del bersaglio credo che mirando verso la proprietà ci sentiremmo dire “fuochino”. Chiaro che Henry ed i suoi abbiano fatto tanto a Boston, la storia dei Sox non è piena di proprietari con due anelli, soprattutto i Sox prima di Henry erano una franchigia con seri problemi di gestione economica e con una pessima cultura del lavoro, hanno cambiato tutto questo ed è stato un lavoro enorme, però ad un certo punto hanno visto che per diventare un “brand” (parola che odio) di livello mondiale i Sox non erano il massimo. Il baseball MLB ha un mercato fuori dagli USA che non è enorme : l’America Latina, l’Estremo Oriente e poca poca Europa. Così è nato il progetto Liverpool, la Premier inglese ha un mercato che le Majors non si possono nemmeno sognare, in questo modo il disimpegno verso i Sox è proseguito anzi s’è accentuato e la cosa pone dei seri dubbi sul nostro futuro.

Io sono dell’idea che la prima necessità dei Sox sia tornare ad una politica un po’ più aggressiva, con questa proprietà o con un’altra; non vi nascondo che, con tutti i problemi che avevamo, quando abbiamo fatto passare la deadline del 31 luglio non facendo nulla o quasi ho pensato che fosse il momento di sventolare la bandiera bianca sulla stagione 2012. I risultati di questa politica sono sotto gli occhi di tutti, un piccolo esempio : il povero Morales è stato una bella sorpresa ma messo come partente allo Yankee Stadium mi sembra un agnello sacrificale su un altare pagano, il resto del team è zeppo di giocatori di scarsa qualità o di ricco contratto con qualità un po’ dubbia. Tutto ciò è passato in cavalleria, abbiamo chiuso gli occhi aspettando che le cose migliorassero da sole, siamo ancora lì che aspettiamo.

Un’ultima nota : non voglio scrivere nulla dell’ennesima querelle riguardante Bobby V e il presunto ammutinamento dei giocatori. Basta !!! Questi casini sono iniziati ancora ad aprile e cominciano ad avere stancato. Valentine non m’è mai piaciuto nemmeno quand’era sulla cresta dell’onda, però fino a prova contraria è il manager dei Sox e chi è pagato per giocare si limiti a fare quello visto che ormai è un anno che i Sox giocano un baseball osceno. I giocatori volevano un manager più “players-oriented” ? Avevano Francona e l’hanno tradito in parecchi con un comportamento non professionale, quello che si meriterebbero ora è proprio un sergente di ferro pienamente supportato dalla proprietà, che poi il duo Bobby V/John Henry non rientri in questa categoria è tutto un altro paio di maniche.

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Johnny Pesky 1919-2012

A Sox legend

Basta andare una volta al Fenway per capire cosa era o cos’è per il popolo dei Sox Johnny Pesky, bastò misurare l’ovazione che ricevette quando i Sox tornarono dopo quasi un secolo a distribuire anelli, il boato più grosso fu per lui, non per Pedro, non per Manny, fu per Johnny Pesky.

Lui non ebbe mai la fortuna di vincere un titolo, nonostante giocasse in una squadra bellissima come quella della seconda metà degli anni ’40, quella squadra immortalata nella più bella delle statue subito fuori del Fenway: Johnny Pesky, Bobby Doerr, Dom DiMaggio ed ovviamente Ted Williams, ebbe però il tempo per assistere al più meraviglioso dei trionfi e per ricevere il suo anello a furor di popolo.

Johnny Pesky ha speso 66 anni della sua vita nell’organizzazione dei Sox : giocatore, tecnico, scout, assistente del GM ed ultimamente come ambasciatore onorario; un altro dei grandi ci ha lasciato … che il riposo gli sia lieve.

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La pace dei sensi

Non avere più obiettivi porta se non altro ad avere un approccio decisamente più morbido alle partite, forse sarà anche l’abbuffata di Olimpiadi (beach-volley femminile in primis eh eh eh eh eh …) ad avere obnubilato il mio cervello ma molto più probabilmente è il fatto che ho spento una volta per tutte le aspettative su questa stagione, baseballisticamente ho raggiunto la pace dei sensi ed i Sox non hanno certo nella loro disponibilità nessuna pillolina azzurra che possa ravvivare alcunchè.

Questo nirvana interiore mi fa accettare una scampagnata vincente come in questa domenica sera con la stessa faccia di una sconfitta per mano di Brent Lillibridge (ripeto LILLIBRIDGE ), spero solo ormai di riuscire a vedere degli spettacoli sportivi decenti, onestamente la partita di sabato sera non rientra molto in questa categoria, i giocatori che si beccano degli out sulle basi per corse al limite del ridicolo oppure gli stessi che vanno nel box scarichi (nessun turno è durato più di 6 lanci) non sono un gran bello spettacolo. Spero almeno che in questo lungo fine stagione che ci aspetta ci vengano risparmiati match poco dignitosi, i playoff non li raggiungeremo più ma salvare la faccia resta un imperativo.

Per mettere un altro bel timbrino alla nostra stagione grottesca ci mancava un bell’infortunio traumatico a Middlebrooks, cannonata in un polso ed arrivederci al 2013;  davvero una disdetta per il nostro terza base perchè aveva bisogno di accumulare turni nel box, ricordo che stiamo parlando di un atleta che compierà tra poco 24 anni e quegli altri 130-140 turni che poteva mettere insieme avrebbero costituito un altro bel capitolo di quel corso da aspirante superstar che il nostro Will ha tutto il diritto di seguire; se non altro l’infortunio di Middlebrooks ha dimostrato che nel nostro front office c’è almeno qualcuno con doti da veggente, infatti quando qualche giorno fa acquisimmo la ex grande speranza Danny Valencia (notizia che mi parve così trascurabile da non meritare nemmeno una nota) mi chiesi perchè mai avessimo fatto questa trade, evidentemente qualcuno se l’aspettava ed ora avremo un altro giocatore che cercherà il suo quarto d’ora di gloria; quando vidi Valencia nel suo anno da rookie mi sarei giocato dei soldi sul fatto che diventasse qualcuno, poi nelle annate successive non ha mantenuto le promesse, la sua carriera al contrario deve essere un monito per Middlebrooks, non basta una bella canzone per creare una gran carriera da cantante, servono molti LP, a Will il compito di dimostrarsi non il cantante da un solo successo.

Intanto nelle cronache da basso impero che circondano spesso i Sox nei momenti difficili (e questo lo è) non possono mancare i nostri due beniamini Lackey & Beckett : il primo se ne sarebbe fregato del divieto imposto da Bobby V al consumo di birra e si sarebbe presentato accompagnato da un paio di Bud nelle club-house in trasferta a Cleveland, il secondo fedele al suo motto “nei giorni liberi faccio quel c… che mi pare” avrebbe chiuso un pub a Boston il giorno prima di dover lanciare contro i Rangers; nelle mie vacanze bostoniane mi par di ricordare che i pub non chiudono proprio prestissimo, una qualsiasi speranza per il 2013 può essere reale senza prima estirpare queste due cisti ? Io non lo credo, ne abbiamo le scatole piene dell’uno e dell’altro, pessimi lanciatori da un po’, pessimi compagni di squadra (ricordiamo ancora certe tirate di Lackey), pessimi professionisti. Le infezioni vanno curate, altrimente rischiano di incancrenire la situazione.

Intanto continuano le voci sul mercato, ancora possibile ricordo previa passaggio del giocatore tra i waivers. Ovviamente stiamo parlando del mercato in uscita visto che oggi avrebbe poco senso prendere gente, l’uomo richiesto è Aviles e la squadra interessata sono gli Oakland A’s che già avevano bussato a questa porta anche prima della deadline di luglio, al momento non se ne farebbe nulla visto che Mr.Moneyball Billy Beane considera eccessiva la richiesta dei Sox, richiesta che non è stata esplicitata alla stampa. La decisione dei Sox di alleggerire il roster ottenendo in cambio dei prospetti è perfettamente logica, riuscire a “fregare” Beane mi pare una speranza eccessiva come la disgraziata trade “Bailey-Reddick” è lì a testimoniare.

Questo è tutto per oggi … e che qualcuno dica a Bobby V di non eccedere con la creatività : Ciriaco all’esterno centro e Salty in prima sono scelte che non vanno in direzione di quell’immagine di serietà che auspicavo prima.

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Come diceva Sandra Mondaini …

E’ l’otto agosto, fa un caldo porco e francamente non ho più argomenti interessanti su cui scrivere da qui alla fine della stagione a meno di non rispolverare le solite cose che i nostri Sox ripropongono ogni volta ovvero che Beckett becca punti dal primo inning contro chiunque, che Lester farebbe perdere un lineup che schierasse tutti all stars, che Valentine cambia i pitcher con un ritardo degno di un treno FFSS pieno di poveri pendolari e che il bullpen da quello che da ma è poverissimo di talento.

Ormai questi temi sono talmente triti e ritriti che rientrano di diritto tra le banalità assolute manca solo che ci mettiamo a dire che si stava meglio quando si stava peggio e che non ci sono più le mezze stagioni e poi il quadro sarebbe completo, come diceva l’immensa Sandra Mondaini in Casa Vianello : ” che barba che noia, che noia che barba”.

Un tifoso Sox poco attratto dalla stagione

Quello che trovo sconvolgente è che queste cose le diciamo noi (e altri svariati milioni di persone) da tempo immemorabile, era proprio così impossibile richiedere un cambio di marcia, un qualcosa che potesse schiodarci dalla mediocrità a cui siamo condannati da tempo ? Non si poteva provare di fare qualcosa di diverso dal rilasciare dichiarazioni che come banalità rientrano tra le cose dette sopra ?

Tra le banalità rientrano ovviamente gli attestati della proprietà circa il lavoro (quale lavoro ?) che Bobby V sta portando a termine. Ricapitoliamo le puntate precedenti : il Boston Herald di qualche giorno fa, giornale di livello scarsino ma che ha il pregio di non far parte del Ministero della Propaganda (NESN etc.), ha chiaramente detto che Bobby V non può e non deve essere parte del futuro dei Sox a causa principalmente della sua incapacità di rapportarsi coi giocatori e col resto dello staff.

Apriti cielo !!! C’è chi osa mettere in discussione la bella storiellina da Mulino Bianco circa i Sox valorosi ma sfortunati, cosa vogliono questi cattivoni da John Henry & Co. ? Poverini … con tutte le cose che hanno da fare come possono interessarsi anche dei Sox ? Un affronto simile non poteva passare sotto traccia ed infatti la proprietà s’è espressa subito con un comunicato di pieno appoggio ed apprezzamento verso l’operato del manager, comunicato che i più ritengono reale e non frutto di una valutazione “politica” . D’altra parte alla proprietà Bobby V serve soprattutto per il fatto che questo essendo tornato in sella dopo in decennio non avanzerà certo proteste quando le menti pensanti dovessero agire contro il sentire comune.

Faccio un esempio : sono sempre più quelli che dicono che a fine anno saluteremo Ortiz ed Ellsbury, un Terry Francona avrebbe alzato la voce, Bobby V che ha un potere contrattuale simile al mio ovviamente non potrà fare altro che dire sì, io rimango della mia idea : ai maggiorenti serviva un personaggio facile da manovrare e non si poteva che andare su un personaggio così “affamato” di baseball MLB da non opporsi ai piani dei maggiorenti.

Intanto la stagione va avanti tra l’inerzia generale e con i soliti problemi che ci circondano dallo scorso settembre …

Che barba che noia, che noia che barba …

PS – Non ho scritto nulla di queste partite coi Rangers anche perchè se finire a quota 80 o 82 vittorie è un tema eccitante come un programma di Gigi Marzullo, ripeto : se avete idee su temi da sviluppare i consigli sono graditissimi

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Keep the faith or leave the faith ?

Oggi mi riesce veramente dura esercitare un minimo di ottimismo, sono reduce dal peggior weekend baseballistico vissuto dal sottoscritto da parecchi anni a questa parte : la Fortitudo ha concluso un girone di semifinale orripilante dopo aver vinto la regular season ed i Red Sox hanno salvato il cappotto (Vicente Padilla aveva idee diverse) con una vittoriuccia striminzita contro i tristissimi Minnesota Twins dopo aver fatto ridere (o piangere) nelle tre giornate precedenti.

Vedo dai vostri ultimi messaggi che si discute molto se continuare ad aver fede o se mettere il campionato 2012 nel baule dove ci vanno le cose malriuscite e cominciare a pensare al 2013. E’ un quesito interessante, la questione viene dibattuta aspramente anche nei forum e nelle message board americane, dimostrazione ulteriore questa che il gruppo che s’è formato in questo blog è un piccolissimo spaccato del grande popolo della Nation che abita il pianeta.

Sono combattuto ma alla fine opto per la logica : la razionalità infatti dice che i Sox giocheranno da qui alla fine per onor di firma, non credo assolutamente che ci sia in questa squadra quel “quid” morale e tecnico per ribaltare la stagione, la fede è una bella cosa ma io non credo ai miracoli, sono un miscredente conclamato e per rianimare questo gruppo di giocatori male assemblati, malamente condotti e con pochissima garra occorrerebbe un miracolo triplo, uno semplice non basterebbe.

Anche sul cosa augurarsi in questo grigio finale di stagione ci sono pareri discordanti, da un lato c’è chi dice che nello sport si gioca fino alla fine se non altro come forma di rispetto verso chi ti viene a vedere o verso che paga abbonamenti salatissimi a pay-tv ed affini, nel mio piccolo io apparterrei a questa parrocchia, nella mia modesta vita agonistica (modesta come risultati ma non come durata) ero il classico giocatore che giocava alla morte anche se non c’era in palio nulla ed anzi mi incavolavo come una pantera se i miei compagni di  squadra non agivano come me e ricordo ancora certi ritorni negli spogliatoi e certe docce parecchio agitate.

Perchè però prima ho usato un verbo al condizionale ovvero “apparterrei” ? L’ho fatto per questo pensiero che ho trovato in rete, pensiero sostenuto da parecchi e che mi ha dato da pensare : mettiamo che i Sox tengano comunque la barra del timone in modo accettabile da qui alla fine e che riescano ad arrivare ad un punteggio di 84-85 vittorie, a distanza comunque piccola dalle posizioni playoffs. La paura che hanno in tanti in un caso simile è che la nostra dirigenza se ne esca con un discorso del tipo “se siano fuori è per pochissimo e la colpa è degli infortuni”, rinviando alle calende greche l’auspicata rifondazione. Costoro credono nel “tanto peggio, tanto meglio” ovvero che se la squadra mollasse e finisse con un 75 vittorie (esempio) verrebbe molto difficile ripresentare le stesse facce ed allora le pulizie invocate dal sottoscritto verrebbero avviate volenti o nolenti.

Ammetto che è un concetto che mi piace poco ed in un “mondo normale” lo getterei nel cestino, ma avendo a che fare con l’ineffabile Trinità che regge i Sox non è un pensiero poi così concettualmente sbagliato, già il rischio di rivedere il trio mangia-patatine e trinca-birra è un rischio reale e costante, se poi il risultato finale offrisse l’alibi di invocare la sfortuna e si rimanesse immobili al mercato si porrebbero le basi per un orrendo 2013. Arriveremo a fare come i tifosi degli Indianapolis Colts che festeggiavano la sconfitta per poi essere i primi al draft ? Io spero vivamente di no, se gli Ineffabili agissero come si deve non ci sarebbe bisogno di invocare queste piccole miserie, mi schifa il fatto di venir portato a pensare robaccia simile, un’altra colpa che io posso imputare a questi mediocrissimi Boston Red Sox del 2012.

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