Buon SED (Smurfs Elimination Day)

L’ultima volta che i Milwaukee Brewers sono arrivati alle WS, giocavano in un campionato diverso, in uno stadio diverso, in un’epoca diversa. Non erano ancora la squadra di piccolo mercato, gli sfavoriti coraggiosi che non avrebbero dovuto nutrire speranze. Dopo 44 anni hanno completato una serie di 4 vittorie consecutive contro i puffi e pareggiando i conti con quello che era successo lo scorso anno. I Brewers sono stati in svantaggio in ogni partita di questa serie, ma mai di quattro punti fino a ieri quando finalmente Ohtani è riuscito a toccare una palla lanciata da Dustin May (si proprio lui!) spedendola oltre la recensione.

Mai i Dodgers avevano dilapidato un vantaggio così consistente in un must win game, ma c’è sempre una prima volta. A metà del quinto inning, i Brewers erano già  sul 4-4, poi Garrett Mitchell accolse il mancino Tanner Scott, il quarto lanciatore impiegato da un Roberts confuso come al solito, con un fuoricampo all’inizio del sesto inning, e improvvisamente Milwaukee si ritrovò a 12 eliminazioni dalla conquista del pennant. 

Vani gli sforzi dei puffi di raggiungere il pareggio pur avendo realizzato un doppio rispettivamente nel sesto, settimo e ottavo inning, ma hanno chiuso con 0/6 con un SH con il corridore in seconda. Protagonista della serata Il terza base David Hamilton (si proprio lui!), che in precedenza aveva rubato la sua quarta base nelle NLCS, ha segnato al nono, con un solo homer, l’ultimo punto di sicurezza per i Brewers.

Sfuma così la possibilità di avere una squadra che vince tre titoli consecutivi in questo secolo e forse c’è anche la possibilità che il dominio puffo si possa sgretolare un po’ nell’immediato futuro. In primo luogo per l’età avanzata dei senatori che gli hanno portati in alto, ma anche per le disgrazie giudiziarie della proprietà.

Mark Walter, miliardario amministratore delegato di Guggenheim Partners e proprietario dei Los Angeles Dodgers, è infatti al centro di una vasta indagine federale, emersa pubblicamente nell’estate del 2026, in cui è imputato di presunte irregolarità finanziarie e frodi legate alla mancata comunicazione di prestiti miliardari tra le sue società. •Secondo l’accusa principale Walter avrebbe utilizzato il denaro delle polizze assicurative e dei fondi pensione dei risparmiatori per finanziare in modo opaco altre sue attività commerciali e i suoi investimenti nello sport, come l’acquisizione e il sostentamento di franchigie quali i Dodgers.

Parallelamente all’azione del governo federale, la pressione giudiziaria è aumentata a causa di diverse class action intentate da pensionati e clienti delle sue compagnie assicurative in Florida e in altri stati. I risparmiatori accusano Walter e le sue holding di frode e violazione contrattuale per aver nascosto l’indagine federale e i relativi rischi, impedendo loro di ritirare i propri fondi senza penali.

Sebbene non siano ancora state formalizzate accuse, la vicenda ha spinto il miliardario a una rapida ristrutturazione del proprio portfolio nel tentativo di rientrare nei parametri normativi entro fine anno. Per questo motivo ha accettato di vendere la sua quota nei Los Angeles Lakers per una cifra record e ha ceduto le sue quote del Chelsea, ma i Los Angeles Dodgers hanno smentito che abbia intenzione di vendere la squadra di baseball. Tuttavia la situazione è in movimento e le cose potrebbero cambiare.

Share

Monografia: il caso dello starting pitcher

Eccoli là, due anziani e irriducibili pilastri del baseball, ancora in azione nel 2026, che credono nel ruolo del lanciatore, così come era interpretato un tempo. 

Verlander, 43 anni, è stato ingaggiato a febbraio dalla sua squadra d’origine, i Detroit Tigers, ma la reunion potrebbe avere breve durata. Gli infortuni e la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che il suo corpo gli poteva consentire, lo costringeranno a ritirarsi. Probabilmente.

Scherzer, 42 anni, ha iniziato Gara 7 delle World Series per Toronto lo scorso autunno. I Blue Jays gli hanno offerto di rimanere per 3 M$, una riduzione dello stipendio dell’80%, e Scherzer ha accettato. Il bilancio non è stato particolarmente brillante, ma ancora lui non parla di ritiro.

Credo che i loro volti siano noti a chiunque segua il baseball MLB e che siano considerati grandi lanciatori, perfino da chi è stato sonoramente battuto sul campo..

Parte del fascino particolare del baseball, che è molto difficile da spiegare ai neofiti, sta nel fatto che il giocatore più importante, rappresentativo e determinante di una squadra, colui al quale si attribuisce la vittoria o la sconfitta, si presenta solo una volta ogni cinque partite. Le squadre si affrontano in serie di partite giocate in giorni consecutivi, costituite sostanzialmente dagli stessi giocatori, ma con aspettative che possono cambiare radicalmente di giorno in giorno, tutto a causa del lanciatore partente.

Tipicamente la decisione più difficile che un manager deve prendere nel corso di una gara è quando e con chi effettuare la sostituzione del partente, a volte lo lascia sul monte sottovalutando il suo logoramento, a volte lo sostituisce sottovalutando le risorse residue, difficilmente, in caso di sconfitta, non sarà chiamato a fornire spiegazioni.

In questo ultimo decennio la situazione si è però via via modificata. Con la presenza dei partenti in campo sempre di più accorciata le partite vivono i loro momenti decisivi quando il partente è sceso da tempo e assiste alla partita dalla panchina. Il fenomeno di sostituire precocemente il partente, anche prima delle quindici eliminazioni che permettono al classificatore di attribuire la vittoria, è molto più accentuato durante i playoff, quando il valore specifico delle gare aumenta esponenzialmente.

“The powers that be need to recognize that starting pitchers are great for baseball, in all facets,” ha commentato Scherzer. “It’s not about creating bullpen matchup cards. It’s the starting pitcher pitching deep in the game that is actually better for the fan experience.”

Io che guardo partite di baseball dagli anni settanta sono costretto a dargli ragione. Nei ricordi più emozionanti di partite a cui ho assistito dagli spalti, c’era sempre un’eroica agonia di un uomo costretto a lanciare più di cento palle. 

Scherzer ha preconizzato che, senza nessun intervento, nel delicato ecosistema del baseball, il ruolo del lanciatore potrebbe essere destinato a scomparire, con molteplici conseguenze esiziali, ancorchè gravemente trascurate: “Offense goes down because of this. There’s more 95-, 100-mile-an-hour fastballs because of this. There’s more pitching injuries because of this. There’s so much negative by trying to optimize matchups instead of the game itself”.

Effettivamente non sembra allarmismo. Le metodologie di allenamento per il lancio ora puntano prioritariamente a intensificare la velocità, con risultati assolutamente lusinghieri, però questo avviene a discapito della resistenza. Il baseball incentiva questo stile di lancio, senza curarsi della resistenza. Tanto quando si stancano li fanno semplicemente ruotare.

Per contrastare tutto questo Verlander ha un piano che consiste in una modifica al regolamento di gioco progettata per riportare il partente al centro dell’attenzione. La modifica pensata da Verlander è molto semplice: se il lanciatore ha completato 6 inning con meno di 90 lanci, deve tornare in campo.

Ovviamente questa norma da sola non è applicabile, perchè a volte la sostituzione non è ragionevolmente rinviabile. Ecco quindi le quattro regole aggiuntive, che individuano le eccezioni cioè elencano i motivi per cui si può sostituire un lanciatore partente:

  1. Dopo che ha concesso  cinque o più punti in totale o tre o più punti in un singolo inning. In questo ultimo caso tuttavia la sostituzione deve essere effettuata nello stesso inning.
  2. Quando, in qualsiasi momento dopo il sesto inning, il punto del pareggio è in battuta.
  3. Dopo che abbia effettuato 40 o più lanci in un unico inning.
  4. Infortunio.

“Non è poi così difficile”, ha detto Verlander. “L’ho scritto in circa due minuti.”

Temo che l’approccio di Verlander sia un po’ semplicistico, ma tutti sappiamo che quelli intelligenti sono i ricevitori. Non è necessario che i lanciatori siano stupidi però aiuta. Se si applicassero queste regole i manager non potrebbero più utilizzare gli opener in avvio di partita e neppure le partite di bullpen. Sarà stato semplice ma credo ci si dovrà ancora lavorare un po’. Ma non è questo il punto, no?

La logistica necessaria per trasferire il piano di Verlander dal cellulare al regolamento della MLB richiederà molto più di due minuti. Un cambiamento radicale esige uno studio esaustivo e nessuno sa come il prossimo contratto modificherà il panorama economico. 

In fin dei conti i lanciatori partenti costano ancora molto, (questa stagione i Red Sox hanno dato 130M$ a un tizio che durante i playoff non si è neppure scaldato una volta), ma continuano a essere sempre meno preziosi.

In un articolo di Ben Lindbergh, comparso su The Ringer il 22 settembre scorso, si sono confrontate le eccezionali stagioni dell’esterno centro dei Cubs Pete Crow-Armstrong (PCA) e dell’asso dei Brewers Jacob Misiorowski (The Miz). I due sono stati senza ombra di dubbio  i protagonisti della stagione, stabilendo gli standard di eccellenza in battuta e nel lancio e vinceranno i premi MVP e Cy Young nella National League (cioè il campionato dominante). 

Quando però si confrontano fra di loro, utilizzando il WAR di cui entrambi sono leader nella loro categoria, il risultato è impetoso a favore di PCA. Non c’è da stupirsi: ormai è la norma che il miglior battitore del baseball sia nettamente superiore, in termini di WAR, al miglior lanciatore, dando conto  di come si è evoluto il loro utilizzo di battitori e lanciatori, nel tempo.

L’analisi retrospettiva (da quando è stato introdotto il DH) mostra confronti più equilibrati, tranne qualche eccezione, fino a questo secolo, il confronto per il titolo di miglior giocatore di baseball nella stagione era in genere un testa a testa tra il lanciatore più potente e il battitore più forte. Negli ultimi venticinque anni, però, i migliori battitori prevalevano con, in media, circa due vittorie in più rispetto al miglior lanciatore nella stessa stagione. E negli ultimi cinque anni il divario si è allargato e la media ha superato le quattro vittorie in più. In conclusione i migliori lanciatori del baseball non valgono più quello che valevano una volta.

Ma è un problema tutto questo? Per me che ho avuto l’opportunità di guardare il grande baseball MLB quando c’erano Roger Clemens e Pedro Martínez, che lanciavano più di 200 inning ogni anno, la risposta è “SI” senza ombra di dubbio. A me il pitching duel piace molto, lo considero una delle fasi più spettacolari del gioco e per questo non mi piacciono i condensed game che lo asportano completamente. Capisco però che per i neofiti sia complicato. Bisogna saper riconoscere i lanci, conoscere il repertorio del lanciatore e quello del battitore. Io ho avuto la fortuna di andare allo stadio con dei mentori che mi hanno spiegato e fatto apprezzare tutto questo. Fortunatamente però oggi non ce n’è bisogno. La rete offre sovrabbondanza di informazioni in diretta per godersi le partite.

Quindi occorre chiedersi se la proposta di Verlander sia una soluzione. Francamente non lo so, ma almeno ha il merito di individuare l’esistenza di una problema. Il riconoscimento dell’esistenza di una situazione critica è sempre il primo passo per risolverlo. Magari ci accorgeremo che era questo che il pubblico aspettava per tornare ad affollare gli spalti.

Quando ha voluto la MLB ha effettuato modifiche regolamentari per opporsi ad aspetti recessivi dell’evoluzione di questo sport. Quando il defensive planning è diventato troppo ossessivo, con gli interni schierati in modo bizzarro, la lega ha vietato espressamente lo shit limitandone gli spostamenti. La regola che costringe un lanciatore ad affrontare un minimo di tre battitori ha contrastato, in parte, la monotonia dei cambi di lanciatore; il Pitch Clock ha eliminato le strategiche perdite di tempo. Magari un tentativo per elevare la qualità del gioco potrebbe essere tentato.

Share

Sull’orlo del baratro

C’è poco da girarci attorno, i Red Sox sono stati strapazzati nella partita d’esordio della serie WC. Peggio di così non poteva andare.

Da una parte si può dire che tutto questo era prevedibile. Già durante la offseason, era chiaro che il nostro tallone d’Achille sarebbe stato rappresentato da un attacco incapace di compensare il poco concesso da un reparto di lanciatori d’élite. Ciò si è concretizzato nella prima partita dei playoff, quando le mazze di Boston sono state messe a tacere da uno Schlittler dominante, che ha lanciato ben 117 palle e ha messo a segno 10 strikeout. Proprio come l’anno scorso in una situazione simile, Schlittler si è dimostrato assolutamente ingiocabile, totalizzando il record personale di 24 swing a vuoto in 6 inning e un terzo shutout, limitando i Red Sox a soli tre corridori in base (due singoli e una base su ball). Inoltre, mentre Schlittler ci teneva fermi, Ben Rice ci malmenava con un fuoricampo al quinto inning, per poi proseguire con un singolo RBI al settimo e infine con un grand slam all’ottavo che ha di fatto chiuso la partita.

Dopo aver perso la serie di fine agosto, sempre nel Bronx, abbiamo tirato i remi in barca, giocando un baseball mediocre, tutto mirato a conservare i giocatori in salute e arrivare freschi e preparati all’appuntamento di ieri notte. Nonostante le precauzioni gli infortuni di hanno tolto due ottime pedine e menomato altri due giocatori che pur sono scesi in campo. 

Riguardo alla preparazione credo che il piano per la partita era abbastanza chiaro da decifrare: resistere il più possibile e tentare di colpire il bullpen. Beh, è quello che è accaduto, ma lo hanno attuato gli Yankees.

Dopo aver giocato in ciabatte a settembre ed essersi classificato ultimo nella Major League in diverse categorie offensive, l’attacco dei Red Sox non si è proprio presentato al confronto decisivo, tanto è vero che hanno totalizzato solo tre valide, non hanno portato un corridore in seconda base fino all’ottavo inning e hanno colpito solo due palle con una velocità superiore a 99 mph. 

In una partita che è rimasta in bilico per sei inning, siamo stati surclassati per numero di valide, 12-3, prima che Rice chiudesse la gara con un grand slam all’ottavo inning, senza neppure la necessità di far scaldare il loro closer.

Nella gestione del reparto lanciatori, che ha giocato un ruolo determinante sull’esito della partita, Chad Tracy è sembrato troppo remissivo in un must-win game. 

Vale la pena chiedersi perché abbia sostituito un efficace Payton Tolle, con soli 83 lanci su braccio e due out al quinto inning per un Erik Miller che ha concesso il primo fuoricampo a Rice. Tracy ha affermato che la decisione era stata influenzata dal voler evitare che Tolle affrontasse Rice una terza volta! 

Dopo che Schlittler ha lasciato la partita con un out al settimo inning, New York ha chiamato in campo Paul Blackburn, il principale setup man per il closer David Bednar. Blackburn è uscito indenne dal settimo inning, lasciando solo sei out per lui e Bednar per assicurarsi la vittoria. In questo scenario Tracy ha perso di vista la necessità di cercare a tutti i costi la vittoria e ha scelto di impiegare degli esordienti per risparmiare i migliori elementi del bullpen per gara 2.

D’altra parte è quello che ha cercato di fare tutto l’anno, riparare con l’ingegno a situazioni disperate. Il compito di Gamboa, che era quello di affrontare due battitori mancini in fondo all’ordine di battuta di New York, poteva essere abbordabile. La situazione però rapidamente è sfuggita di mano e ora siamo sull’orlo del baratro, ma con Crochet, Bennett, Whitlock e Chapman belli freschi.

Un’altra incertezza di Tracy Tracy ha affermato che la precedente decisione di sostituire Tolle con Miller era stata influenzata dal fatto che non voleva che Tolle affrontasse Rice una terza volta, soprattutto dopo che il battitore gli aveva messo a segno un doppio potente nel primo inning.

Siccome piove sempre sul bagnato Roman Anthony ha lasciato la partita all’inizio del sesto inning, con un altro infortunio senza contatto causato semplicemente da un colpo di mazza. Anthony ha affrontato due turni in battuta (entrambi strikeout) e ha giocato cinque inning in difesa prima che i Sox lo sostituissero con Monasterio, che ha subito uno strikeout al sesto inning. Insomma non proprio la storia di successo, come ti aspetteresti dal tuo battitore più acclamato. 

Tracy ha dichiarato che la mano destra di Anthony “gli dava fastidio” ogni volta che ha girato la mazza in entrambi i turni in battuta. La persistenza del fastidio ha indotto il manager a sostituire Anthony e ancora non è chiaro se sarà disponibile per gara 2

L’incertezza mette i Red Sox in una situazione difficile. Di fronte a un dolore ricorrente in regular season il giocatore verrebbe quasi sicuramente messo in panchina ma affrontare una partita senza domani con un uomo in meno ci metterebbe in grave svantaggio. L’alternativa, se ci fossero dubbi sulla capacità di Anthony di giocare, sarebbe rimuoverlo dal roster per sostituirlo con un altro giocatore, rendendolo però indisponibile per 10 giorni. Insomma è meglio la padella o la brace?

Share

Il momento del commiato

Il giorno che chiude l’annata 2022 delle Majors mi sembra il momento adatto per mettermi al pc per scrivere l’ottocentoottantatreesimo ed ultimo post di questo blog. Mi sono divertito e spero che vi siate divertiti anche voi; contando che ci sono più di 17000 messaggi nella bacheca direi che è stato gradito discutere dei Red Sox. Abbiamo passato 12 campionati ed abbiamo visto tutto ed il contrario di tutto.

Siamo partiti col 2011 quando quello che doveva essere uno squadrone invincibile si squagliò come neve al sole, per continuare col circo di Bobby Valentine, col trionfo dei “barbudos” del 2013, poi un po’ di annate grigie, l’addio di Big Papi, il trionfo del 2018 dei migliori Sox che abbia mai visto, la pandemia del ’20, l’incredibile 2021 ed il fanalino di coda del ’22. In pratica abbiamo vissuto 12 anni sulle montagne russe, vivendo tutto ciò che può vivere un tifoso, nel male e nel bene.

Non vi nascondo però che ho un rimpianto : non aver trovato nessuno a cui poter passare il blog. A differenza di ciò che hanno scritto in parecchi, per tenere un blog serve davvero poco : ci vuole un po’ di voglia, un minimo di competenza dell’argomento di cui si discute e, se possibile, un po’ di rispetto per le regole della sintassi della lingua italiana. Sono assolutamente convinto che il 90% di chi legge avrebbe tutte le caratteristiche per subentrare al sottoscritto. Facciamo così : io vi pubblico l’indirizzo email di Max ovvero il webmaster di www.playitusa.com : giordan@playitusa.com , indirizzo che trovate anche nella main page del sito. Chissà che tra qualche tempo non ci si qualcuno che ci ripensa e scrive per poter aprire il blog Red Sox Italia 2.0

Siamo ai saluti : il blog rimarrà aperto per qualche tempo, così vi potrete anche salutare, poi immagino che non verrà più reso visibile, anche per un discorso di sicurezza informatica. E’ stato bello per me scrivere in questi anni, ma quando non si ha più molto da dire è meglio chiudere che vivacchiare. L’unica cosa che mi sento di dire ora è un grande :

GRAZIE A TUTTI !!!
Share

Due pillole

Ciao a tutti ! Siamo entrati nella “stupid season” ovvero in quella parte della stagione che, per le squadre mediocri come i Sox ’22, è un susseguirsi di partite completamente inutili, partite che si giocano solo perchè c’è l’usanza di giocarne 162. In questo contesto, dove parlare di tecnica baseballistica serve quanto un pettine per un calvo, ho semplicemente un paio di “pillole flash” da esternare. Una di interesse generale ed una una po’ meno generale..

Il CEO colpisce ancora : Intervista di Sam Kennedy a Ken Rosenthal immagino seguito dai suoi papillon “naif”. Kennedy ha detto che Cora e Bloom torneranno nel 2023, chiudendo la porta a parecchie speculazioni che si leggevano in giro, speculazioni ovvie quando le squadre deludono alla stragrande. Se per Cora mi sembra ovvio dato che trasformare i sassi in pepite d’oro non è che può riuscire sempre, come ci capitò l’anno scorso, beh … per Bloom questo amore mi risulta incomprensibile. OK … è stato messo lì per fare la politica un po’ più sparagnina che la proprietà vuole; ma anche considerando il recinto di tale politica come sono andate le cose ? Qualche nome ? Paxson, JBJ, la trade Cordero/Benny, un contratto da 120 milioni a Story, le squadre costruite senza un prima base ed un closer. Boh ….

Conflitto d’interessi : Immaginatevi un ipotetico blogger italiano di baseball, un blogger tifosissimo dei Red Sox. Questo blogger, come il 99% dei figli dello Stivale, è anche tifoso di calcio, semmai ha il cuore rossonero. Come dovrebbe comportarsi questo molto molto molto molto ipotetico blogger essendo venuto che a sapere che i simpatici pigiamini e l’altrettanto simpatica famiglia Steinbrenner sono diventati azionisti del Milan ? Converrebbe darsi al cricket ?

 

Share

Per sempre Big Papi

Mi sono sempre ripromesso d’andare a Cooperstown, prima di essere troppo vecchio per affrontare il viaggio; è un paesotto non facilissimo da raggiungere, in quel Nord rurale dello Stato di New York che non attira certo i turisti; di sicuro sarebbe un paese ignoto se non fosse che per motivi abbastanza pretestuosi c’hanno edificato la Baseball Hall of Fame e da ieri, noi della Nation, abbiamo una grande ragione in più per andarci, perchè il nostro Leader Supremo, l’unico il solo l’inimitabile David Ortiz è stato eletto tra gli Immortali del Vecchio Gioco.

Cosa posso scrivere di nuovo che non abbia già scritto in questo blog riguardo a Big Papi ? Le sue cifre le sapete trovare, quello che ha saputo fare a Boston lo sappiamo a memoria visto che ci guardiamo “Four Days in October” almeno una volta all’anno, è stato il nostro Robin Hood che ha guidato noi, umile popolo di Nottingham, contro l’odiato Sceriffo ed il suo padrone Principe Giovanni. Non so se è stato il miglior giocatore nella storia dei Sox, non posso paragonarlo coi grandi d’un passato che non ho potuto vivere, di sicuro è stato il giocatore più importante, di sicuro quella bigiotteria che parecchi giocatori passati a Boston negli Anni Duemila possono mostrare alle dita è dovuta alla presenza nel box di battuta di Big Papi.

Due parole sui voti espressi : non so quale sia il motivo per il quale il 23% dei votanti non lo abbiano selezionato nella scheda; seconda alcuni il DH non è un vero giocatore … e questa mi sembra una deliberazione che sconfina nell’assurdo, altri potrebbero averlo escluso per il test antidoping che non avrebbe passato nel 2003, c’è chi lo ha annunciato “urbi-et-orbi” come quel rancoroso di Dan Shaughnessy, giustamente definito “asshole” da Ortiz, avesse ragione il rancoroso allora dovremmo cancellare una quindicina d’anni di baseball. La cosa che sappiamo certamente è che, da quando le Majors hanno dato lo stop al doping, Big Papi non è stato toccato, con centinaia di controlli al contrario di altri che sno stati beccati.

Due parole sugli altri giocatori passati da Boston che erano votabili : Clemens nel suo ultimo anno si ferma al 65%, se il baseball fosse meno puritano sarebbe stato eletto; Schilling, anche lui all’ultimo tentativo, si ferma al 58% fregato definitivamente dal suo curriculum post-baseball poco lusinghiero, Manny al 29% paga il fatto che lo abbiano beccato al doping anche dopo lo “stop” ed è un peccato perchè avrei goduto come un riccio vedendo Papi & Manny eletti nello stesso anno. Tagliati al primo anno, come era ovvio, Papelbon (5 voti), Pierzynski o come diceva un mio amico Pippinski (2 voti), Peavy (0 voti) accoppiato nel dubbio merito di non aver beccato nemmeno un voto a Carl Crawford. Il mondo oggi mi sembra ordinato dato che Crawford (il giocatore che più ho detestato a Boston) non ha trovato un cane disposto a votarlo ed invece il nostro Comandante Supremo da oggi è tra Eletti.

Share

Le domande a metà percorso

81 partite giocate, altrettante da giocare … anzi è in corso la ottantaduesima, ma il risultato di questo match, qualunque esso sia, non importa più di tanto nel discorso che andrò a fare. Una piccola serie di note cercando di capire cosa possa essere capitato per trasformare una squadra che i bookmakers davano attorno alla ventesima posizione in una squadra da vertice. Risolvere questo quiz mi sembra più difficile che tradurre la lingua scritta dai maya … ma ci proviamo.

  1. Come è possibile che una squadra con gli starters al 21° posto nella classifica degli ERA possa essere prima in classifica ? E’ possibile perchè i rilievi sono ad un terzo posto tra le squadre di AL e l’attacco non è più solo un “mostro a tre teste”. Detto ciò aspettiamo che Sale sia pronto a tornare ed a proposito di ciò è bello sentire la crew di NESN dire che Chris tornerà “sooner rather than later”. Potrebbe davvero essere il nostro grande acquisto al mercato.
  2. Detto ciò … i Sox agiranno al mercato ? Io qualcosina mi aspetterei, un tuttofare che possa dare una mano sia in seconda che nell’outfield, ed un rilievo perchè “i lanciatori non sono mai abbastanza”, come mi dicevano i veterani del Gianni Falchi di Bologna quando quasi 40 anni fa cominciai ad interessarmi d questo strano gioco. Sia chiaro, non mi aspetto colpi ad effetto: qualche giorno fa girava la voce riguardante Trey Mancini … ecco … questo mi sembrerebbe un po’ troppo dati i rigidi dettami che governano ora i Sox
  3. Una nota extra-campo. Mi sarei aspettato che, avendo riaperto il Fenway a piena capacità, ci fossero dei pienoni contnui invece non è così, perfino per la serie con gli Yankees c’erano biglietti disponibili, cosa che non capitava da anni. Poca fiducia nel team oppure paura per il Covid ? Temo che la risposta giusta sia la seconda, ci sarà molta strada da fare per tutti noi per tornare a riempire cinema e teatri a piena capienza senza pensieri negativi nella mente.
  4. Chi ha avuto la pazienza di leggermi in passato forse potrebbe ricordare che non sprizzavo amore nei confronti di Devers. Direi che il ragazzo è sbocciato parecchio. Chiaro che la difesa ogni tanto traballa ancora, i suoi 12 errori lo piazzano al terzo posto nella classifica dei più “fallaci”. Ma se in attacco martella con questa frequenza dei suoi errori possiamo altamente fregarcene; per la cronaca … il giocatore con più errori è Fernando Tatis Jr. che è a quota 17, credo che anche a San Diego se ne freghino parecchio. OK la difesa … ma zero a zero mica puoi vincere. W il baseball bim – bum – bam !!!!
  5. Visto che son partito con le penitenze … “oh come mi son sbagliato” direi che è il momento di parlare di Renfroe, che unisce un attacco assolutamente legittimo ad una difesa con 11 assist dal campo esterno (!!!), primissimo in questa classifica. Per darvi un’idea di cosa rappresenti ciò sappiate che ci sono 18 squadre ad avere un numero di outfield assist inferiore rispetto a quelli messi insieme dal solo Renfroe. Considerando che prende solo 3,1 milioni di $ e che dopo avrà altri due anni di arbitrato direi che è un affare coi controfiocchi. Tanti hanno sfidato il suo braccio, molti se ne sono pentiti. E’ possibile che aumenti il numero di coloro che ci penseranno due volte prima di sfarfallare sulle basi.

Questi sono i pensierini sparsi al giro di boa, tra parentesi anche la prima partita del girone discendente non sta andando malaccio, visto che  leggendo il punteggio, sembra che i nostri abbiano segnato un paio di touchdown. Posso solo dire che sono stupefatto da ciò che vedo e che spero che sia così anche nel seguito della stagione. Ricordate i discorsi che facevamo sul giugno terribile che ci aspettava ? E’ stato un giugno fiabesco che meriterebbe fanfare, ricchi premi e cotillon. A ‘sti punti non possiamo non dire che nel cuore fa capolino la speranza che tutto continui così.

Vi aggiungo solo che la mia pausa per l’All Star Game comincia stasera, nel senso che sono in partenza per una settimana un pelino abbondante di vacanza dolomitica e quindi il blog non verrà aggiornato per la prossima decina di giorni. Se non sfrombolo giù dalle Torri del Vajolet o dal Catinaccio d’Antermoia ci si risente. Bisogna mirare in alto … giusto ? Proprio come stanno facendo i Sox !!!

Share

E’ tutta una questione di BABIP ?

Ciao a tutti. E’ passata un’altra settimana ed i Sox sono ancora in testa, in un periodo dove per noi abbondano i pareggi, coi White Sox, poi coi Blue Jays ed infine in queste prime due coi Mariners. Se i pareggi sono sufficienti per mantenere il nostro piccolo vantaggio significa che le altre viaggiano a corrente molto ridotta, diciamo che la AL East deve ancora mostrare le potenzialità che venivano prospettate in inverno. E se queste qualità presunte rimassero sulla carta per sempre noi dovremmo essere solo contenti.

Quindi restiamo in testa e molta gente sta cercando di capire il perchè, scrutando le cifre c’è chi dice che la ragione del sorprendente inizio dei Sox sia la famigerata BABIP. Per chi non lo sapesse la BABIP è la Batting Average Ball In Play, insomma … la media battuta che conta solo i turni nei quali il battitore mette la palla in gioco, quindi escludendo strikeout e homerun. Viene ritenuta da molti la statistica “fortunata”, chi ha una media alta significa che ha battuto un sacco di palline nel buco tra gli interni o nella terra di nessuna tra infield e outfield, oppure con la biglia che cade in mezzo agli esterni. Questa cifra ha la tendenza a normalizzarsi, chi ha media bassa tenderebbe a vederla in crescita, chi l’ha alta dovrebbe andare a calare. I Sox in questa classifica sono primissimi, con un vantaggio consistente sulla seconda e con delle cifre che se fossero confermate a fine anno batterebbero tutti i record.

Quindi ? Come direbbero dalle mie parti in Romagna “abbiamo più culo che anima” ? Calma un passo … Che ci possa essere un calo fisiologico ci sta, è nell’ordine logico delle cose, altre cifre lasciano pensare ciò, ma abbiamo anche un nucleo di giocatori che sono davanti alle classifiche che ci lasciano sperare che continueranno ad essere in quella posizione. Diciamocelo pure … col quartetto JD, X-Man, Verdugo e Devers cominciamo a fare pensieri moooolto sostanziosi, sembrano poter trascinare il resto del team, per esempio Arroyo a 333 di avg e 852 di OPS è fantascienza pura.

Confessiamolo tutti … all together now … stiamo cominciando a pensare che questo anno possa essere meglio della quaresima a cui sembravamo destinati. Non tutto luccica, sia chiaro, Richards sembra un lancia-patate e Cordero in attacco pare un impiegato del catasto mentre in difesa ricorda mia zia 85-enne. Detto ciò viviamo meglio che si può questo tempo che, almeno per me, è totalmente inatteso. Oggi le tre capoliste nell’American League sono Red Sox, Royals e Athletics, definire sorprendente questo terzetto è un puro eufemismo, la difficoltà è restarci davanti, come scrisse Lorenzo De’ Medici : “chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza”

Share

C’è qualcosa da salvare ?

Ciao a tutti … ormai ammetto di guardare le nostre partite con una calma olimpica, non riesco a trovare il minimo interesse in questa stagione e sto cercando di capire cosa ci possa essere di buono per gli anni a seguire nel tristissimo presente che stiamo vivendo. Insomma … anche se si sta giocando, io mi sento già in modalità Stove League e quel che è peggio è che anche a Boston mi pare che non siano mai entrati in modalità “campionato”. L’unico aspetto importante, per i ns. vertici, era resettare la penalità sul monte stipendi; se questo bersaglio ottenuto sia valso il crollo negli ascolti di NESN ed il calo generale di considerazione che contraddistingue i Sox davvero non lo so.

Nel monte davvero non so cosa salvare, di tutto il tourbillon di lanciatori che ci sono stati forse l’unico che ha fatto qualcosa è Valdez, però mi sembra prematuro giudicarlo un uomo valido per il nostro futuro. Dei giocatori che ci restano possiamo dire che è un’annata interlocutoria per Eovaldi, una trade “giusta” poteva essere una soluzione ma con il contratto che ha e con la storia pesante di infortuni potevamo solo darlo via continuando però a pagare una fetta maggioritaria del suo stipendio, a queste condizioni bene che sia rimasto e speriamo che l’anno prossimo torni ad un rendimento accettabile. Su Martin Perez c’è un’opzione dei Sox a quota 6,25 milioni, non saprei se farla valere, in un contesto diverso potrebbe essere un buon n.5 della rotation, se i nostri vertici pensano ad un ruolo più importante allora possiamo essere pronti a buttare nel cesso anche il 2021. Poi chiaro che bisogna vedere in che condizioni riavremo Sale, Rodriguez e Darwinzon Hernandez.

Nel lineup ci sono invece un sacco di alternative in più, nel senso che i giocatori di baseball “veri” sono in numero maggiore e quindi ci può essere un po’ più di spazio per quei movimenti “creativi” che Bloom ci aveva promesso. Ammetto anzi che mi sarei aspettato un po’ più di movimento alla deadline, OK le cessioni di Moreland e Pillar, due veterani che giocano duro e che troveranno sempre degli amatori, ma ammetto che uno tra JBJ e Martinez me li sarei aspettati in partenza. JBJ sarà free agent ed un’annata come questa, con campionato ridotto e situazione nel team abbastanza caotica, è l’annata sbagliata per finire sul mercato, negli ultimi giorni s’è letto di una sua permanenza a Boston, il classico contratto “pillow” 1-year con semmai un po’ di opzioni per un secondo anno potrebbe essere un’alternativa. Su Martinez anzitutto bisognerà capire le regole per il 2021, se resterà il DH anche in National League ovviamente avrà un certo mercato, se si tornerà alle regole storiche ovviamente le possibilità per lui di restare aumentano esponenzialmente. Onestamente uno scambio JD per un pitcher pronto per le Majors lo farei.

Da non salvare ci potrebbe essere inoltre la fregatura che ci potrebbe arrivare dal draft dell’anno prossimo. Se c’è una cosa buona nell’arrivare tra gli ultimi nello sport USA è che l’anno dopo chiami tra i primi nel draft. Per esempio nel momento che sto scrivendo i Sox sono la penultima squadra come record, peggio di noi solo i Pittsburgh Pirates, ergo l’anno prossimo di dovrebbe chiamare come secondi. Invece leggo che, vista l’annata particolare, si potrebbe arrivare a considerare una somma tra il record del 2020 e quello del 2019. Scusatemi … ma quest’annata conta o non conta ? Se assegnerà un titolo, se verranno assegnati i pennant, i CY Young, gli MVP e così via, non vedo perchè non assegnare anche i posti al draft in funzione della classifica odierna. Che senso avrebbe sommare il 2019, quando le squadre avevano un personale diverso, motivazioni diverse, etc. Il CY Young verrà assegnato guardando le cifre dei lanciatori di quest’anno ? La risposta è ovviamente sì, non capisco allora la logica del draft “spalmato” su due anni.

Direi che al momento la posso chiudere qui, noterete che non faccio quasi più cronaca sull’aspetto agonistico. Sotto quell’aspetto c’è poco da dire. Ieri ascoltavo un’intervista a Sebastian Vettel, che diceva molto semplicemente : “è un bene che non ci sia il pubblico a Monza”. Spostando il tutto a sei fusi orari di distanza noi potremmo aggiungere : “è una fortuna che non ci sia il pubblico al Fenway”.

Share

Nuovo tema … nuovo inizio

Un saluto !!! Il webmaster ha risolto il problema dei commenti che non erano più leggibili, per fare ciò è stato necessario cambiare il tema del blog; spero che quello nuovo vi piaccia. Diciamo che è un nuovo inizio per i Sox ed è un inizio per la difficoltosa strada che ci sta davanti. Ho fatto anche un’altra piccola modifica : ho tolto la scritta “2018 WORLD CHAMPS”, il trionfo al Dodger Stadium di due anni fa è un ricordo meraviglioso … ma adesso è più lontano di Shangri-La. Se vendono anche Bogaerts diventerà più lontano della Galassia di Andromeda.

Share