Contro ogni previsione, venerdì notte, al Busch Stadium di St. Louis, i Red Sox sono stati massacrati dal barbuto Dustin May raffigurato nella foto. Invero, alla vigilia, i confronto non si presentava come un’impresa impossibile, visto che il nostro ex lanciatore aveva registrato una media PGL di 15.95, dopo aver concesso 13 punti e 17 valide in 7⅓ inning nelle sue prime due partite della stagione. Ci volevano i Red Sox, con il loro attacco asfittico, per giustificare il suo stipendio da lanciatore professionista, consentendogli di uscire indenne dalla partita con sei solidi inning.
Cora evidentemente non si aspettava questo esito. Quando ore prima dell’inizio della partita è stato annunciato il lineup ufficiale, il battitore più temuto delle calzette rosse non c’era. A causa della volontà di Boston di far ruotare i cinque esterni disponibili per quattro posizioni diverse in campo esterno, Roman Anthony è rimasto in panchina venerdì e non è mai entrato in partita. In sua assenza la squadra, che schierava cinque battitori con un OPS inferiore a .600, ci ha regalato la peggior prestazione offensive dell’anno: solo cinque valide (di cui quattro singoli), senza nessuna base su ball. Tanti, troppi turni in battuta rapidi, svogliati e così poco competitivi che i quattro lanciatori schierati dai Cardinals hanno avuto bisogno di solo 114 lanci per ottenere i 27 out necessari a vincere la partita. Insomma uno strazio totale che non merita di essere ulteriormente commentato.
D’altra parte la crisi in battuta non è una novità. Il doppio di Rafaela all’inizio dell’ottavo inning è stato l’unico extra-base hit di Boston nella serata e solo il secondo nelle ultime tre partite. I Red Sox hanno messo a segno un solo fuoricampo (quello di Contreras al nono inning di lunedì ) nelle ultime sei partite. I ranking di Boston dopo 13 partite mostrano quanto siamo scarsi quest’anno:
- 27° per punti segnati (46),
- 26° per fuoricampo (9)
- 25° per valide (94),
- 12° per strikeout (121)
- 24° per BB (44).
Sono numeri terrificanti e purtroppo sembra che il manager e il suo team non dispongano di contromisure adeguate a sovvertire lo stato attuale e risalire la china. Il mercato invernale si è rivolto quasi esclusivamente ai lanciatori, trascurando completamente le mazze. Tutte i forti battitori disponibili sul mercato free agent hanno girato a largo, gli scambi (Kaitel Marte) sono stati rifiutati, i giocatori da rinnovare (Bregman) sono stati lasciati andare altrove e gli slugger sotto contratto (Devers) sono stati sciaguratamente scambiati.
Con Dustin May sul monte avversario è inevitabile spargere sale sulla ferita provocata dalla cessione di Devers, e vedere a distanza di quasi un anno le conseguenza provocate.
Nell’ambito dello scambio che ha portato Devers a Frisco, sono arrivati i lanciatori Kyle Harrison e Jordan Hicks, l’esterno James Tibbs III e il lanciatore Jose Bello, l’unico ancora rimasto nella franchigia che gioca in classe A.
Tibbs ha giocato solo 30 partite a Portland prima di essere ceduto ai Dodgers in cambio di cinque partenze di Dustin May nel finale della scorsa stagione, che invece di aiutare hanno seriamente sabotato lo sforzo di guadagnare i playoff. In questo inizio di stagione Tibbs ha messo a segno sette fuoricampo in dodici partite in Triple-A, che gli valgono un OPS di 1.376 e un wRC+ di 252.
Harrison non ha brillato a Boston ma almeno nella offseason è stato utilizzato come contropartita per prendere Durbin da Milwaukee.
Jordan Hicks invece probabilmente rappresenta la peggior operazione targata Breslow fino ad ora. Con una ERA di 8.20 in 21 partite, potrebbe essere stato il peggior lanciatore di rilievo dei Red Sox di questo secolo. Alla fine quest’inverno è stato rifilato ai White Sox, i quali però hanno preteso il giovane talento David Sandlin solo per accollarsi il discutibile privilegio di pagare il suo contratto. Ma non del tutto. I Red Sox infatti continueranno a pagare a Hicks 4 milioni di dollari sia quest’anno che il prossimo.





