TOP

La terza è un’agonia

Diciamocelo apertamente : non è una sconfitta qualsiasi, questa non è una sconfitta che conta 1 nella colonna delle L, questa vale uno e mezzo o addirittura uno e tre quarti, conta molto di più di una partita normale perchè il contraccolpo fisico e psicologico non sarà piccolissimo, il famoso “momentum” se non è passato ai blu californiani è di sicuro molto più in bilico rispetto a 24 ore fa.

Io lo ammetto, non ho capito moltissimo questa partita sotto l’aspetto “filosofico”; da come è stata giocata, per le scelte che sono state fatte sembrava che la squadra sotto 2-0 fosse la nostra, abbiamo capito che Cora è uno che dirige ed abituati ad anni di “non-decisionismo” farrelliano il cambio è totale; però buttare tutte le carte sul tavolo in questa situazione di punteggio è stato un azzardo, gli azzardi a volte pagano ed a volte invece li paghi a prezzi da usura e questa gara-3 ricade nell’ultima categoria, perchè ci ritroviamo un’amarissima sconfitta con una squadra che sta raggiungendo un’usura dei lanciatori (specie il bullpen) che arriva a livelli pericolosi.

Cosa poteva succedere perchè andasse diversamente ? La risposta è mille cose, ovvio che tutti noi ora pensiamo all’errore imbarazzante di Kinsler, l’errore non è tanto nella scivolata che può capitare a chiunque, l’errore è stato non dare nemmeno un’occhiata al battitore che correva, Kinsler aveva tutto il tempo dopo la piccola scivolata per riguadagnare la postura corretta per fare l’out, accidenti … ma questa è proprio una boiata sesquipedale, da Devers che è un bimbo ancora con l’acne me lo posso aspettare, da Kinsler no.

L’altra cosa che ovviamente c’ha tarpato le ali alla fine è il tourbillon di lanciatori / pinch hitter / pinch runner che ha comportato di aver giocato quasi una partita completa con un lineup senza molte mazze di valore e col povero Eovaldi che s’è dovuto immolare per la causa, su molti siti stamattina si spara su Cora, comportamento abominevole da parte di gente che fino all’altra sera lo giudicava un genio (vi raccomando la bacheca di Over The Monster). Il nostro manager gioca così, ha giocato nella stessa maniera che c’ha fatto vincere le prime due ed almeno altre tre o quattro nei primi due turni, forse poteva essere un po’ più cauto in certe situazioni, ma non può non cavare JD Martinez se c’è da farlo correre visto che ha una caviglia non messa benissimo. Se poi i due uomini che devono accendere il tuo attacco (Betts & X-Man) si esibiscono in uno 0/15 nel box, sprecando un sacco con parecchi turni orrendi, Cora non può fare altro che sacramentare come tutti noi.

Ora c’è da aspettarsi una gara-4 non dico disperata, ma di sicuro in salita. Los Angeles andrà con Rich Hill che è intonso, da noi non c’è stato nemmeno l’annuncio, i candidati sono tre : Sale, Rodriguez e Pomeranz. Alla fine credo che la scelta ricada su Rodriguez, ha fatto solo sei lanci (più il riscaldamento), speriamo che se la cavi; se Sale fosse quello vero non avrei dubbi e gli chiederei lo sforzo in “three days rest”, ma questo Sale è la controfigura di quello vero, anzi … nella mia testa c’era l’idea che potesse essere valido posticipargli la partenza a gara-6 con qualche artifizio, sarei stupefatto di vedere Pomeranz fare il partente, non lancia da un mese e secondo il mio parere era meglio che fosse stato già liberato dai suoi impegni agonistici, se poi stasera il partente dovesse cedere in fretta forse lancerà qualcuno sorteggiato tra il pubblico.

Fatemi fare una chiosa finale da vecchia zitella livorosa : vorrei ridomandare stamattina a DD se è ancora convinto che il famoso rilievo mancino che pervicacemente non ha preso in varie sessioni di mercato fosse davvero inutile, per chiudere i nostri inning abbiamo fatto fare i rilievi ad i partenti ed ora però Cora si deve inventare acrobazie degne del Barone Rosso per fare 27 out. Lo so … sono una zitella acida come uno yogurt scaduto.

Share
Read More
TOP

La seconda è migliore

Se devo essere sincero gara-2 m’è piaciuta ancora più di gara-1, è sembrata la classica partita che una squadra deve fare a questi livelli se vuole alzare il Commissioner Trophy ovvero monte, difesa e battute valide al momento giusto. Le grandi squadre possono vincere in una molteplicità di modi, picchiando forte col bastone come in gara-1 o alzando il muro come in gara-2. Il quartetto dei lanciatori salito in pedana ieri ha messo assieme uno spettacolino da 16 out consecutivi, per meglio dire : noi l’abbiamo percepito come spettacolo, Los Angeles l’ha percepito come una saracinesca abbassata rinforzata come l’ingresso di Fort Knox.

Sul discorso del “timely hitting” c’è poco da dire, basta andare a leggere stamattina la slavina di cifre circa il comportamento dei nostri coi 2 out ed i corridori in situazione punto, soprattutto mi piace sottolineare come si siano costruiti i punti ovvero con calma nel box, Vazquez che fa la valida sotto di due strikes, Benintendi che con pazienza ottiene 4 balls con applicazione, con battute in foul prolungando il turno; sembra banale dirlo ma questo è il distillato del gioco, è il suo cuore, io vi posso dire che dal giorno in cui mi portarono per la prima volta in un campo da baseball ho visto pochissime squadre avere questo livello di applicazione; come sia nato questo mix davvero non lo so, di sicuro l’hombre de Puerto Rico qualcosa conta, ma ricordatevi che poi in campo ci vanno i giocatori, perchè Benintendi adesso sembri un terminator programmato per il baseball e l’anno scorso fosse “solo” una promessa del gioco io non posso certo dirvelo, lo sanno i diretti interessati, il sospetto però resta quello, ovvero il comandante con capacità che guida i soldati che gli riconoscono quella capacità. Si parla tanto di leadership, cosa altro è quella di Cora se non leadership che viene esplicitata nella maniera corretta ?

Archiviata gara-2 è ora di pensare a gara-3, Porcello sul mound ed il solito giochino su chi sta a vedere visto che non avremo il DH. Il candidato numero 1 al momento è JBJ, è abbastanza chiaro che dei candidati è quello con la mazza più leggera. Alla fine la scelta ci sta, qualcuno nella bacheca ha scritto : “come si fa a rinunciare a Martinez ?” Vero … Però ricordatevi anche che parecchie partite le abbiamo viste ANCHE in difesa, ovvio che la coperta sia corta, da qualche parte dobbiamo scoprirci, di sicuro se le partite si dovessero mettere bene bisogna cogliere il momento per sacrificare semmai un po’ di attacco per avere più difesa, come dite voi “Alex conosce il momento esatto” anzi “Alex sa”, slogan fantastico per la sua brevità, potrebbe essere il nostro mantra; io comunque, per farla breve, non scarterei una rotazione degli uomini da panchinare.

Altro piccolo discorso tattico che riguarda non tanto noi, ma i nostri avversari di questa finale ed un po’ in generale una tendenza del baseball : non si esagera un po’ troppo coi matchup destro/mancino ? I Dodgers non schierano nel lineup i loro tre migliori fuoricampisti in quanto mancini. Non è questa l’estremizzazione di un concetto per altro giusto ? Stavo anche pensando se potevamo sfruttare questa cosa. Per esempio in gara-4 far partire E-Rod è così una follia ? D’accordo che è un po’ fuori dai giochi in questa postseason, però se Roberts resta così iper-reattivo su questa casistica è una eventualità che potremmo anche considerare, poi chiaro … se E-Rod dovesse imbarcare acqua in fretta lo cambiamo semmai un uomo prima del dovuto, lo facciamo con Price o con Sale figurarsi se non possiamo farlo con lui. La butto lì …

Avanti così … ora una sacrosanta notte di riposo per tutta la Italian Nation, con le ore di sonno consone, poi la trincea di Los Angeles, non vedo l’ora …

 

Share
Read More
TOP

La prima è andata

Pensieri sparsi in una pausa lavorativa dopo gara-1, sforzandomi di tenere gli occhi aperti. Se di solito in questo blog scrivo cavolate oggi sarà peggio perchè la stanchezza di questo ottobre si sta facendo sentire sul mio fisico, cinque anni fa fu più facile … almeno per il sottoscritto.

  • Il momento chiave direi che è stato Machado a basi cariche, che ha battuto una volata di sacrificio ma che poteva causarci molti danni in più. Non so in quanti di voi in quel momento avrebbero tenuto Brasier a lanciare. Io assolutamente no, infatti io scrivo su un piccolo blog in Italia ed Alex Cora invece sta riscrivendo il libro dei record dei manager rookie. Comunque se ricominciamo coi partenti che lanciano solo quattro inning (e nemmeno bene) può essere un bel problema.
  • A proposito del partente … altra prova con molte più ombre che luci per Chris Sale, domande assolutamente legittime sulla salute della sua spalla, domande per altro esplicitate chiaramente anche dal commento di John Smoltz su Fox; io spero che i Sox facciano tutte le analisi cliniche del caso perchè dobbiamo ricordarci che pochi giorni dopo la fine delle World Series i nostri vertici devono far valere l’opzione per il 2019 su Sale, opzione a quota 13,5. L’incubo che ho, vedendo giocare questa pallida controfigura di Sale, è che i Sox facciano valere l’opzione e poi pochi giorni dopo il dottore ci dica che occorre un’operazione. Il nostro monte stipendi già pesante non ne godrebbe … ovviamente con un Sale sano l’opzione a 13,5 è un affarone per noi.
  • Immaginate la cosa : sei un ragazzino cresciuto a pane e baseball, hai sognato le World Serie decine di volte giocando con gli amici in campetti spelacchiati. Fai una carriera velocissima e ti ritrovi al Fenway in gara-1 e porti a casa la bellezza di quattro valide. Una persona normale andrebbe fuori di testa, uno come Puig forse decollerebbe anche senza bisogno dell’aereo, Andrew Benintendi invece sembrava quasi timido rispondendo alle domande. Se, come dicono in tanti, questo migliorerà la sua produzione di “long balls” ci ritroveremo in casa un altro fenomeno indiscusso … e già ora comunque se non è un fenomeno è un suo parente prossimo.
  • Cora penso che veda le partite in anticipo, OK il match-up contro il mancino, entra Wood, nonostante quello io, quando ho visto Nunez invece che Devers, due improperi li ho tirati, solo due però … non c’era mica il tempo per il terzo perchè … boom ! I Sox hanno l’opzione per Nunez per il 2019 a quota 4 milioni; con Pedroia che non sappiamo se torna, come torna, quando torna stiamo a discutere ? Ci stiamo a pensare ?
  • Ovviamente non so come finirà questa serie, di sicuro i Dodgers stanno capendo che coi nostri c’è davvero poco su cui scherzare; sbagli un pop, una giocata qualsiasi ed i Sox fanno pagare tutto con tassi da usurai. L’hanno capito subito al primo inning con Freese che fa cadere una pallina da prendere in foul, con Puig che manca il taglio e con un paio di punti in saccoccia. A ben vedere anche la difesa di Pederson nell’inning dell’homerun di Nunez è assai rivedibile. Far pagare gli errori è una delle essenze del gioco.
  • Molto bene Kelly e Kimbrel, dateci un bullpen che regge e vedrete come ci divertiamo. Chissà … forse nelle mie parole, mettendo Kelly e Kimbrel assieme, ho immaginato un passaggio di consegne per il 2019. Non so se probabile, di sicuro possibile.
  • Non abbiamo ancora vinto nulla, ma secondo me sta passando molto sotto silenzio il fatto che i Sox sono 8-2 nella postseason e con un calendario terrificante che dice Yanks, Astros ed ora Dodgers. Meritava lodi molto più sperticate di quelle che abbiamo sentito fino ad ora.

Per oggi basta così, stanotte Price vs Ryu. il quale non è il ragazzo delle caverne dei cartoni della mia infanzia ma bensì è un altro mancino da prendere con le molle. Chissà se Price, dopo essersi finalmente tolto la scimmia dalla spalla della prima vittoria da partente non entro in uno di quei periodi dove è intoccabile. La mia sveglia è già puntata alle due. La vostra ?

Share
Read More
TOP

Beat LA !

Per chi, come il sottoscritto, s’è innamorato dello sport USA grazie alle leggendarie telecronache NBA di Dan Peterson a metà anni ’80, una sfida Boston vs Los Angeles accende il cuore a prescindere, non ci saranno Bird e Magic, nessuno sarà vestito di biancoverde o di gialloviola, ma la sfida che andrà in onda tra poco più di 48 ore è così eccitante che se esistesse un termometro per misurare l’attesa probabilmente farebbe esplodere il mercurio. Non me ne vogliano i Brewers, ma non è nemmeno paragonabile il grado di coinvolgimento che il baseball sull’intero Pianeta Terra riceve da una sfida tra due vecchissime franchigie cariche di glorie e di onori come Sox e Dodgers rispetto a quello che avremmo avuto affrontando i Birrai del Wisconsin.

Mi sono sentito abbastanza neutrale nel dilemma se era meglio affrontare i Dodgers o i Brewers, per certi aspetti preferivo gli uni, per altre caratteristiche gli altri, prendo chi mi ha dato il destino quindi ben vengano i blu della California, come tutte le squadre di vertice hanno saputo anche sconfiggere alcune avversità nemmeno piccole, Seager out da tanto tempo, Kenley Jansen fermato da problemi cardiaci, Kershaw che sebbene ancora fortissimo ha comunque frequenti viaggi nella injured list e così via … fateci caso comunque, chi arriva in fondo dimostra di saper andare contro anche queste avversità sconfiggendole, chi resta a piangere sugli infortuni di solito va a sbattere contro il muro.

Dicevamo dei Dodgers : rotation molto forte ed accidente se a noi riesce di far uscire dalle Minors un bimbo come Walker Buehler, bullpen con cifre non particolarmente eccitanti, abbastanza simile alle nostre, onestamente nel prosieguo della partita avrei avuto molto più paura di Hader & Co. rispetto ai Dodgers. Il lineup è forte non fortissimo, facendo il classico giochino ruolo per ruolo prendo il nostro. Onestamente non so se l’approccio da esaltati di personaggi come Puig e Machado potrà essere un fattore, tra la reazione di Puig ieri dopo il fuoricampo e quella avuta da Devers a Houston preferisco la nostra, se i suddetti cominceranno a provocare chissà quale sarà la reazione, cerchiamo di restare focalizzati sul match. Eccellente la guida di Roberts, l’Uomo-Che-Rubò-La-Base non è per nulla uno sprovveduto.

Dai nostri uffici trapelano poche notizie, confermato Sale per gara-1, Wright annuncia che può essere disponibile, non so se Cora vorrà cambiare qualcosa, ovviamente se entra uno deve uscire qualcun’altro, Kelly o Hembree, direi nettamente il secondo. Credo che si stia anche discutendo animatamente di come affrontare le partite a LA con le vetuste regole della National. Dal sito MLB emerge un’idea interessante, ovvero Betts in seconda base con Martinez nell’outfield, il nostro slugger in esterno mi ricorda un po’ Big Papi in prima, anzi … forse il rischio è maggiore ma altrimenti cosa facciamo ? Vedremo con quale punteggio si andrà in California, io farei considerazioni molto diverse a seconda di come finiranno le due sfide al Fenway, andassimo a casa di LaSorda in parità o peggio ancora sotto vorrei avere il mio lineup più forte, fossimo 2-0 potrei essere più conservativo e prendermi meno rischi.

Ho iniziato questo post evocando il coro “Beat LA” che rombava dagli spalti del vecchio Boston Garden (quello vero), due città che non si sono mai amate moltissimo, troppo diverse, non sembrano nemmeno facenti parti della stessa nazione, la composta e seriosa Boston, la flamboyant Los Angeles. Bastano pochi secondi per capire dove starebbe meglio uno quadrato come il sottoscritto, bella la California … eh … ma non mi ci vedo a passeggio tutto l’anno in shorts ed infradito, meglio una buona birra in un pub irlandese parlando con Mr.O’Reilly o con Mr.Hogan. Anche per questi motivi un solo grido : Beat LA ! Beat LA ! Beat LA ! Beat LA !

Share
Read More
TOP

AL Champs !!!

Confessiamolo tutti … dopo aver perso gara-1 nessuno di noi avrebbe dato un centesimo sul vincerne quattro in fila. Ed invece in una nottata magica si è compiuto quello che io avevo chiamato ieri un esorcismo. Price ha cavato un coniglio … anzi un elefante dal cilindro, un paio di picchioni lunghi, il bullpen che regge ed i Sox vanno strameritatamente alle World Series !

E’ raro vedere una squadra che riesca a tradurre in pratica tutte le potenzialità, i Sox stanno facendo esattamente questo, non c’è un singolo aspetto del gioco che possa essere sviluppato in maniera migliore rispetto a come è stato fatto, se si poteva avere 100 si è ottenuto 100, in questo momento, con queste condizioni di forma che io continuo a ritenere non eccezionali, infatti spero che vi siate resi conto che stasera per esempio si è vinto con Betts, Benintendi e Bogey che hanno assommato un bello 0/14 nel box. In generale … vi sareste mai aspettati di vincere con Houston 4-1 nella serie con Betts a .217, Benny a .208 e così via ? Questa squadra ha dimostrato di riuscire a trovare risorse anche quando sembra che il serbatoio sia vuoto ed il merito in questi casi è dell’uomo che li comanda dal dug-out perchè a vincere quando tutto va bene sono capace anch’io, farlo quando il tuo lanciatore superstar perde gara-1 e poi finisce all’ospedale oppure quando il tuo lineup produce meno del dovuto è maledettamente più complesso.

Ovviamente vanno spese due parole extra su Price … esorcismo riuscito ! Nelle condizioni peggiore ha lanciato una gemma, forse aveva ragione chi ha scritto di voi che il fatto di mandarlo sul monte in condizioni certo non ottimali, con un matchup sfavorevole, ma in una situazione di punteggio ottima poteva servirgli per sbloccarsi, direi che è andata davvero così, uomo comunque indecifrabile con degli up & downs inspiegabili per gente come noi che vede le cose dal di fuori.

Jackie Bradley ha vinto il premio di MVP della serie, io però se devo dare il mio voto dico Nathan Eovaldi, forse giudizio eccessivo visto che poi nella serie ha lanciato in tutto sette inning, ma il momento chiave è stata gara-3 a mio modesto parere, ci siamo trovati con il partente n.1 al Massachussetts General Hospital, il n.2 che era stato pestato abbastanza e non aveva perso solo grazie all’attacco e con un bullpen dove oramai c’era gente con la lingua che toccava terra, aver giocato così bene gara-3 ha indirizzato la serie, ha indicato la strada; se date un occhiata all’elenco giocatori per il 2019 vedrete che un partente a costi accettabili dobbiamo prenderlo, io comincerei a fare qualche discorsino al succitato Eovaldi, perchè non proseguire un rapporto se entrambi i partner si trovano bene ?

Ora Los Angeles o Milwaukee ? La logica dice i Dodgers, la speranza i Brewers, dico speranza perchè è umanamente impossibile sostenere una squadra se ha tra le sue fila Manny Machado, forse addirittura qualcuno della sua famiglia tifa contro di lui. Ci sarà comunque tempo da qui a martedì per parlare di questo, intanto godiamoci il pennant che vale davvero tanto essendo il frutto di un playoff durissimo dove chiunque dei Sox, dai massimi vertici a chi pulisce i bagni del Fenway, ha fatto il massimo dello stramassimo. Non so che faccia abbiate voi stamattina, la mia assomiglia a quella che metto qui sotto : il volto della Nation felice

Share
Read More
TOP

Tra un infarto e l’altro

Come sia possibile andare avanti con questa sequenza di spaventi davvero non lo so. Ogni partita è un’avventura, anzi ogni inning, ogni out, sembra uno di quei videogiochi sparatutto, ad ogni angolo c’è un possibile agguato, gara-4 è stata la sublimazione di questo concetto ed è stata una sofferenza iniziata al primo inning e terminata solo con quell’ultimo meraviglioso out di Benintendi. In una epopea come quella andata in onda in Texas ci sono mille momenti che potevano essere decisivi, proverò di esplicitarne alcuni, ma sono così stravolto che non sono sicuro di riuscire ad esprimermi in maniera compiuta.

Al primo inning abbiamo conosciuto il primo spavento : il quasi-HR di Altuve. Stamattina tutti a ripassare il regolamento, per capire meglio la scelta della crew arbitrale, immagino lo abbiate fatto anche voi. Per fare un po’ di informazione faccio un copia/incolla dal sito MLB :

APPROVED RULING: If spectator interference clearly prevents a fielder from catching a fly ball, the umpire shall declare the batter out.

Further, Rule 6.01(e) states: No interference shall be allowed when a fielder reaches over a fence, railing, rope or into a stand to catch a ball. He does so at his own risk. However, should a spectator reach out on the playing field side of such fence, railing or rope, and plainly prevent the fielder from catching the ball, then the batsman should be called out for the spectator’s interference.

Joe West (autore della chiamata poi confermata al video) quindi ha inteso che senza l’intervento dello spettatore Betts avrebbe fatto il catch, onestamente mi sembra una presunzione abbastanza “pesante”, Betts è un fenomeno ma che facesse al 100% la presa resta un assunto complicato da dimostrare in un catch al recinto. Molto civilmente Hinch ha obiettato, lo posso capire, mi sembra una chiamata molto stretta, la maggior parte dei commentatori (giocatori compresi) da ragione agli arbitri; comunque stiamo parlando di centimetri, a volte i centimetri ti premiano a volte ti castigano. Direi che le Majors dovrebbero cominciare a pensare a rendere obbligatoria una qualche separazione tra il pubblico dei bleachers ed il fuoricampo, cosa complessa in certi stadi (Fenway compreso), ma direi che cominci ad essere un’esigenza.

L’altra cosa che mi pare chiaro è che i nostri stanno costruendo una piccola grande impresa, il motivo è che oggi, con la forma dei nostri lanciatori, mettere insieme 27 out è davvero complesso. Cora si sta rigirando una coperta che pare un po’ corta, cortissima se Kimbrel resta questo pitcher che non sa più controllare la biglia. A fronte di ciò sono rimasto un po’ interdetto quando ho visto che gli veniva chiesta una salvezza da 6 out, mai fatta in carriera. Scelta rischiosissima è vero, poi però a mente fredda mi chiedo dove fossero le alternative e faccio fatica a vederle. Il sudoku da risolvere per il nostro staff è davvero complicato, mi viene sempre più da pensare che in questo ottobre stiamo ottenendo più del massimo, se mai ciò è possibile.

Fatemi finire con l’elogio del nostro meraviglioso trio di esterni, sembrano quasi essere nati per stare insieme, ripetiamolo per l’ennesima volta : devono essere il nostro outfield per molti anni a venire, spezzare il trio mi pare un delitto, mi sembra rovinare un’immensa opera d’arte, come quel pazzo che prese a martellate la Pietà di Michelangelo parecchi anni fa. Questo deve essere l’inverno delle estensioni per Betts e JBJ, chiudersi in una stanza ed uscirne solo col contratto firmato, a costo di lasciarli a pane ed acqua. In un famoso conclave a Viterbo nel Medioevo il popolo, stanco del fatto che i cardinali discutevano da tre anni senza eleggere il nuovo Papa, chiusero i prelati in una stanza, li misero a dieta ristretta e cavarono pure il tetto, casualmente la scelta fu fatta in poco tempo. E se agissimo anche noi così ?

Intanto stasera gara-5 Verlander vs. Price in short rest. OK così Sale può avere due giorni in più per rimettersi dopo il malanno che ha avuto, stasera però siamo alla ricerca del miracolo o poco meno. Chissà … se la maledizione di Price al playoff deve finire, potrebbe essere con un esorcismo. Questo lo è

Share
Read More
TOP

L’urlo della Nation terrorizza l’Occidente

Parafrasando i titoli leggendari dei film “kung fu fighting” di Bruce Lee, ieri ore 2.30 del mattino un urlo ha squarciato la notte fonda in Italia, l’urlo della Nation che incurante dei rapporti di buon vicinato ha ritenuto giustamente di sfogare la proprio gioia quando JBJ ha raggiunto Johnny Damon, l’Hawaiiano volante, JD Drew e Big Papi nella ristretta cerchia di coloro che hanno consegnato l’ovetto da quattro punti in una partita da playoff, il picchione da quattro ha un potentissimo effetto cabalistico che non voglio assolutamente esplicitare qui, ma che tutti dovreste aver capito ed è stato fatto notare anche dai telecronisti americani.

Ring of honor

  • Nathan Eovaldi – Fantastica dichiarazione del post-partita : “nelle prossime settimane mi renderò conto del percorso che ho fatto dal Tommy John Surgery a queste serate incredibili, ora non sono in grado”. Credo che come rapporto costo/benefici siamo ai massimi livelli di sempre. Vogliamo essere molto cattivi ? Ha fatto molto di più Eovaldi ai playoff in due partite che David Price in tutta la sua carriera. Bregman (gran giocatore) aveva scassato le balle consegnando alla rete un video di giugno dove Eovaldi beccava 3 HR in stecca, non gli ha portato molta fortuna, come “New York, New York” per Judge. Porta male sfottere i Sox !
  • Ryan Brasier – Se il percorso a queste serate di Eovaldi è stato accidentato, quello di Brasier è stato simile al Camel Trophy. Avevo già parlato del fatto che per raggranellare qualche soldo fosse finito in Giappone. 30 inning a Hiroshima l’anno scorso ed addirittura un po’ di minors nipponiche. Domanda quasi filosofica : ma quanti Brasier ci sono nel sommerso che svernano in campionati dove mangi un panino tra una trasferta in pullman e l’altra ?
  • Jackie Bradley – Poche valide ma buone, in stagione regolare a basi cariche ha fatto 1/17, in due sere ha fatto due valide e 7 RBI. Per la 240° volta : possiamo avere questo trio di esterni per molti anni a venire ?
  • Steve Pearce – A Toronto credo abbiano cominciato ad urlare : “ridacci i soldi !!!”. Perchè ricordiamoci che i Blue Jays ci pagano una quota per farlo giocare. Avviato nella strada dei Gomes, Nava, Carp di un glorioso passato ? Poi questo è confesso membro della Nation da quando portava i calzoni corti. Da urlo !!!
  • Big Papi – Le sue performances negli studi della Fox entrano di diritto negli annali della TV. Cercatevi anche lo shampoo fatto con birra a A-Rod per fargli pagare la scommessa persa nelle ALDS. Sebbene ora sia vestito tutto azzimato con giacca e cravatta e non più in maglietta e spikes il nostro “Lider Maximo” guida ancora il suo popolo in ottobre. Ne avesse voglia … che addizione sarebbe con un ruolo effettivo nel team !!!

E’ tutto – Gara 4 è in arrivo

Share
Read More
TOP

L’elogio della sofferenza

Se avessi creduto che soffrire è bello forse mi sarei messo in una di quelle confraternite di flagellanti che si vedono in certe manifestazioni folcloristiche, se avessi mai pensato che si soffre così tanto per una squadra che sta a sei fusi orari da casa mia mi sarei dato a qualche hobby diverso oltre a quelli che ho già, invece anni fa decisi di seguire i Red Sox e oramai mi sento come il personaggio interpretato da Jimmy Fallon in “Fever Pitch”, ieri mi sono sforzato di mangiare le stesse cose che avevo mangiato nelle gloriose nottate del Bronx, cosa fare se invece vorresti vestirti con le stesse cose che indossavi quella sera e queste sono ancora nel cestone della biancheria sporca in attesa della lavatrice ? Questi sono i temi che hanno contraddistinto la mia vigilia di gara-2 dopo la scoppola di gara-1, non so se le mie cabale siano servite a qualcosa, di sicuro i nostri hanno pareggiato la serie e visto come s’era messa anche questa gara-2 direi che andare in Texas in parità è già qualcosa.

Già … lo ammetto, questa squadra è resiliente e lo abbiamo visto in questi mesi, ma finito il terzo attacco Astros con Price seppellito dal chilometrico homer di Gonzalez stavo per mollare, maledicendo l’uomo del Tennessee con i peggiori epiteti che mi venivano dal mio natio dialetto romagnolo; stavo per spegnere il pc ed andarmene a nanna, m’ha salvato una necessità fisiologica che m’ha fatto procrastinare il click, sono tornato che c’erano un paio di uomini in base … vuoi vedere che ? … poi un terzo uomo in base … poi il doppio “modello flipper” di JBJ ed come per magia siamo usciti dal tunnel, faccio notare il meraviglioso rimbalzo della pallina sulla battuta di JBJ, ovviamente sono stati i folletti che notoriamente abitano il Fenway, anche loro hanno dato il loro contributo alla serata.

Scherzi a parte, sul monte stiamo vedendo il capovolgimento delle nostre convinzioni, gli starter balbettano, il bullpen resiste come i nostri bisnonni sul Piave, Price è stato il solito Price, francamente sui primi due punti ha responsabilità molto relative, i secondi due son tutti suoi, la pallina servita a Marwin Gonzalez grida vendetta, siamo tornati a però a pestare col bastone, ancora più bello averlo fatto col quelli del “core”, Betts e JBJ, sarà un caso ma spalle al muro son quelli che ci siamo allevati in casa a tirarci fuori dalla buca; elogio extra poi a Barnes e Brasier, specie il secondo è uno di quei racconti tipici dello sport americano, tantissima gavetta per lui, compreso l’anno scorso in Giappone per fare qualche soldo, ora si trova in partite di questo spessore, lanciando gli inning che decidono, forse non ci crede nemmeno lui. Poi c’è Kimbrel che sta provocando infarti a iosa, troppo comodo vero un inning “tre su, tre giù” ? Dopo due out, una bella sequenza “doppio – wild pitch – singolo”, fortuna che Bregman sia andato corto di un metro dal muro, altrimenti forse staremmo raccontando un’altra storia. Probabilmente sono le ultime partite di Kimbrel in maglia Sox, diventa free agent e non credo sia possibile / facile rifirmarlo, diciamo che vuole fare in modo da essere ricordato, in cardiologia di sicuro.

Ora un giorno di break e poi gara-3 con Eovaldi e Keuchel, credo sia già partito il training autogeno per convincere Eovaldi che affronterà gli Yankees, contento sia tornato Devers, ovvia preoccupazione per Sale finito all’ospedale con problemi di stomaco, dovrebbe essere una cosa da poco, ho apprezzato il fatto che abbiamo escluso che la prova poco convincente in gara-1 sia dipesa dal malanno, detesto chi cerca scusa. Parere personale, bisognerebbe vincerne due in Texas, tornando al Fenway sotto faccio fatica a credere che si possa ribaltare vincendo gara-6 e gara-7, intanto a gara-5 ci siamo, non erano pochi quelli che credevano alla sweep, mi sembra una grave sottovalutazione di una squadra che da aprile sta dando spettacolo. I nostri ci fanno soffrire, ma si gode anche parecchio.

Share
Read More
TOP

Andando dalla parte opposta

In molti, e modestamente anche il sottoscritto, avevamo chiesto che i Sox crescessero di un livello nella qualità del gioco, consapevoli che la forza degli Houston Astros avrebbe vanificato uno sforzo nel quale i nostri si fossero espressi con la stessa intensità mostrata nella serie vittoriosa contro gli Yankees. Direi che non siamo stati accontentati, anzichè andare nella direzione che avevamo auspicato i nostri sono andati in direzione opposta, giocando in gara-1 delle ALCS un match dallo spessore tecnico abbastanza modesto, sebbene tenendo in bilico fin quasi alla fine una partita che non sarebbe stato impossibile far virare dalla nostra parte.

Vengo subito a quella che secondo me è la nota maggiormente dolente : ovviamente mi riferisco a Chris Sale. Due aspetti davvero negativi : la fastball viaggiava piano, la media supera di poco le 90 mph, la quasi totale mancanza di controllo sulla curva. Scusatemi ma svariati indizi fanno quasi una prova, la spalla che ha tenuto fermo il nostro asso per buona parte degli ultimi due mesi è tutto fuorchè a posto, o è il giocatore stesso a non sentirsi confidente, fatto sta che ne è venuta fuori non la prova che ci serviva per tenere dritta la nostra barra del timone in questa gara-1. Se come si ipotizza in tante letture stamattina, ci fossero ancora problemi alla spalla, mi chiedo se non sia il caso di fermare il giocatore, non vorrei che questo lavoro in condizioni ben lontano da essere ottimali non portino a dei problemi più gravi, non vorrei mai leggere tra qualche giorno che è richiesta un’operazione che possa pregiudicare il suo impiego nel 2019, spero bene che a Boston siano saggi, uno stop a Sale sarebbe una sentenza quasi definitiva sui nostri playoff, ma ricordiamoci sempre che il mondo non finisce con queste sfide contro i campioni.

L’altro aspetto dove si è fatto un passo indietro anzichè avanti è la difesa, specialmente nell’angolo caldo con un Nunez fallace, dopo un match così credo sia il caso di dare il prossimo in mano a Devers, sempre ammesso che sul giocatore ci si creda ancora, ho come l’impressione che non sia questo il caso. Ovviamente poi nel corso della stove league ci saranno varie considerazioni da fare, se crediamo pienamente nel nostro giovane venezuelano o meno, dandogli credito se la risposta è positiva o trasformandolo in una pedina di scambio se non fosse così.

Anche in attacco poca roba, davvero poca. Tre modeste validine, qualche base conquistata contro un Verlander che non è onestamente sembrato la sentenza capitale che altre volte è stato. Un paio di occasioni di fare male non sfruttate contro di lui, ma quel che è peggio si è ottenuto il nulla cosmico o quasi nei tre inning giocati contro i rilievi e tenete contro che due di questi tre inning si sono giocati con la partita ancora assolutamente in bilico, ma nulla è stato possibile ad una versione davvero molto sbiadita dei Sox. All’ultimo inning poi il rilievo di Workman ha spalancato il portone ai texani che hanno quindi potuto giocarsi un nono inning difensivo di assoluto relax.

Ed ora ? Ora ci affidiamo a Price ovvero la situazione che tutti noi avevamo sognato. Ovviamente scherzo, attenzione però a caricare di troppe responsabilità la partita che Price andrà a fare, se anche il nostro mancino dovesse lanciare bene o comunque subire pochi punti, coi dei Sox così in difficoltà in attacco e col guanto non andremmo lo stesso da nessuna parte, ripeto … al fine del nono eravamo sotto 3-2, si poteva dire che pur con qualche spavento il monte aveva retto, ma non si aveva avuto mai l’impressione che i nostri potessero ribaltare la situazione con quelle due o tre valide che potevano far cambiare il vento.

Due cosini velocissime sull’arbitraggio, chiamate dietro il piatto abbastanza brutte, credo però abbiano inciso in maniera molto relativa sul punteggio finale e poi in una partita di baseball non possiamo far discendere tutto da due o tre chiamate in un match che consta di 300 lanci circa, dico però che in un match di questa valenza avrei preferito vedere dietro il piatto il crew chief (in questo caso il nostro amato Cowboy Joe West) piuttosto che una matricola a quest livelli, matricola che sembrava un po’ troppo ansiosa di far vedere che c’era. Cosa già detta altre volte : la vecchia generazione, i Joe West, Gerry Davis, Ted Barrett & Co. hanno una gestione della giustizia in campo molto più convincente dei giovani.

Insomma … se prima in tanti ci davano sfavoriti ora ci daranno sfavoritissimi, la strada è molto in salita, mollare ora un delitto, se prima il mostrare un baseball migliore era un auspicio, ora è diventata una “conditio sine qua non”, o si cresce o Houston tornerà alla finale. Puro e semplice.

Share
Read More
TOP

Notte prima degli esami

Un esame passato, tu pensi di avere un po’ di tregua … sì … tregua … due / tre giorni al massimo e poi un altro esame, anche più difficile del precedente, un esame dove bisogna essere quindi ancora più preparati che l’esame precedente altrimenti diventa difficile scamparla. I Sox sono a questo punto, hanno passato un esame difficile per trovarsi davanti ad uno ancora peggiore.

D’accordo che il battage che segue il baseball non è così carico come prima di un Red Sox – Yankees, Houston ovviamente non ha il fascino di New York, la storia del gioco è stata scritta nel castello di Dracula nel Bronx, mica tra il caldo umido del Texas, oggi però gli Astros sono i campioni ed hanno tutto per potersi tenere la corona, ma i nostri hanno tutto per detronizzarli, c’è solo da fare le cose un po’ meglio di come sono state fatte contro gli Yanks, in tanti di voi l’hanno scritto ed io non posso che accodarmi a voi, giocando allo stesso livello di come s’è giocato la scorsa settimana non credo che si vinca, serve crescere di una marcia in alcuni aspetti del gioco.

Prendo spunto dalla bacheca : serve il vero Mookie Betts, per dare una pericolosità maggiore al cuore del lineup, per fare in modo che ci sia gente a bordo quando si presentano col bastone i vari Martinez e Bogaerts, un Betts da 3/16 come contro NY abbassa pericolosamente la produzione collettiva ci tutta la combriccola. Continuando coi vostri spunti possiamo dire che serve il vero Kimbrel, quel quarto d’ora di follia che ha attentato alle coronarie di molti non può ripetersi con Houston, per esempio non credo che nessuno degli Astros ci farebbe la cortesia che ci ha fatto Stanton andando strikeout girando due palle che hanno quasi toccato terra. A fronte dei propositi resi noti da Cora servirebbe anche che David Price uscisse per una volta dalle sue turbe, chissà che non sia l’ennesimo miracolo di motivazione che Cora riesce a cavare dai suoi giocatori.

Sotto l’aspetto medico c’è da dire che è ancora fortemente in dubbio Moreland, anzi è più no che sì, quindi è probabile che Pearce e Holt si dividano il sacchetto di prima, per il resto c’è poco altro da dire, ci sono ancora nottate insonni che ci aspettano e speriamo grandi vittorie, se saranno tali sarà proprio perchè si battono grandi avversari e gli Astros lo sono eccome. Vorrei salutarvi regalandovi l’ascolto di quello che da qualche giorno è diventato uno dei nostri inni, cantato da chi l’ha portato alla notorietà planetaria. Enjoy the rivalry !

https://www.youtube.com/watch?v=EEjq8ZoyXuQ

Share
Read More