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La domenica nera di Mr. Henry … e mia

Ho alcuni punti in comune con John Henry, purtroppo tra questi non c’è il conto in banca e nemmeno l’avere una moglie con la metà degli anni ed anche parecchio gnoc.., di sicuro abbiamo in comune un certo interesse per le squadre con il colore rosso e da oggi una spiccata idiosincrasia per quelle con la maglia blu. Ovviamente le vittorie delle squadre blu, avrete capito che sto parlando di Blue Jays e Chelsea, hanno una valenza ben diversa ma ci si possono trovare delle analogie che a ben guardare sono indicative di come il gruppo che fa capo a Mr.Henry gestisca le sue attività; dato che della partita di oggi ho potuto vedere solo gli ultimi due inning per motivi personali lancio questo tema.

La gestione dei Red Sox … e del Liverpool non si può non definirsi oculata, deve essere “profitable” come si direbbe da quelle parti poi se a questi profitti si aggiungono anche successi sportivi ben venga, ma non è decisivo. A noi che siamo semplici tifosi può poi piacere questo approccio ? Distinguo : le regole tra USA ed Europa sono drammaticamente diverse, da noi concetti come “salary cap” o draft per riequilibrare le forze sono concetti ancora da venire e probabilmente non verranno mai. Quello che mi sembra chiaro sia nel Massachussetts o nel Merseyside è che la Trimurti ha il suo “business plan” e non esiste ragione al mondo per cui lo possa variare. Se per caso ci si accorge che la squadra ha una debolezza non si prova di ovviare a questa debolezza anche se i tifosi lo desidererebbero.

Porto qualche esempio : abbiamo perso pezzi importanti che tanto hanno contribuito in passato, perdite che hanno lasciato un bel buco in attacco ed anche in difesa, non è passato nella mente di alcuno trovare rimpiazzi di livello simile proprio perchè non era economicamente compatibile ed avrebbe abbassato i dividendi, per andare dall’altra parte dell’Atlantico potrei citarvi di come non si sia rinforzato il Liverpool al mercato di gennaio, la squadra era in una posizione di classifica assolutamente inattesa ad inizio stagione ma ciò non ha scalfito di un millimetro il modus operandi di Henry, Werner & Co. Nessun rinforzo e pazienza se sceicchi arabi o multimiliardari russi fanno squadre che si possono permettere di tenere in panchina giocatori di fama mondiale, per noi non è “profitable”.

Siamo sinceri … se fossimo azionisti questo sistema d’agire ci piacerebbe, come tifosi piace molto meno; la domanda di fondo è : quante possibilità di vincere ci sono continuando ad operare in questo modo ? Anche qui le differenze regolamentari decidono la risposta : sarà molto più facile che vincano in futuro i Sox rispetto al Liverpool, sempre ammettendo che i nostri maggiorenti non vogliano arrivare ad un payroll tipo Tampa o Kansas City. New York Yankees e Los Angeles Dodgers continueranno ad essere aggressivi sul mercato ma più di tanto non potranno fare finchè resteranno queste regole e visto anche il momento economico non credo che si andrà in futuro verso una “deregulation” più spinta. Ben diverso resta il panorama nel calcio europeo, che sembra destinato ad essere sempre più il giocattolino per far divertire personaggi con fortune immense accumulate in maniera non sempre chiara.

Tirando le somme il mio io “made in Boston” crede che tornerà ad esultare anche in un tempo accettabile, non quest’anno perchè ormai si sta rassegnando ad una stagione da 80/82 vittorie, ma tutto sommato qualche speranza per il futuro si può nutrire; il mio io “made in Liverpool” invece non esulta da 24 anni e pensa che ne passeranno ancora molti di anni dato che i “competitors” se ne fregano di quanto spendono e probabilmente l’anno prossimo investiranno ancora una cifra che potrebbe coprire una bella fetta del debito pubblico italiano. Alla fine sono sempre più convinto di una cosa : una domenica può essere nera per uno come me perchè tifa ed il tifo è un esercizio del cuore, per John Henry invece i giorni che potenzialmente possono essere neri sono quelli che vanno dal lunedì al venerdì, non il sabato e la domenica. Il motivo è facile da capire : il sabato e la domenica Wall Street non è mica aperta, quello è il terreno di gioco che importa a John Henry

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Errori su errori

La partita di stanotte rientra di diritto nella galleria degli orrori, i 5 errori in un match sono un qualcosa che è difficile capire ed è impossibile spiegare, diventa un po’ dura limitarsi al classico “one of these nights”  anche se non saprei cosa dirvi cosa c’è sotto. Fatto sta che vedere in diretta dal Fenway una partita di così basso livello dalla squadra campione in carica è davvero una brutta esperienza, venendo poi da una serata precedente positiva non si sa davvero dove andare a cercare la causa dei nostri mali.

Prenderò la partita e la butterò nel cestino … ecco cosa farò : tutto troppo brutto per essere vero. Non possiamo prendere questo “spettacolo” per oro colato, se i Sox fossero questi farebbero fatica a vincere nella IBL figurarsi se possono farlo nelle Majors, difesa orrenda, un monte di lancio con uomini in grossa difficoltà e le solite quattro valide in attacco. Facendo più errori che valide non si vince nemmeno nei campionati amatoriali.

Prima della partita di stanotte a Toronto, John Farrell ha convocato una riunione di squadra, chiaramente ci verrà detto quello che vorranno farci sapere, è anche giusto che i panni sporchi vengano lavati in famiglia anche se la curiosità che abbiamo vorrebbe farci partecipare a questa riunione. Qualcosa mi dice che anche il manager cominci ad essere un po’ stufo del livello di gioco perchè indipendentemente da tutto i Red Sox stanno giocando un bruttissimo baseball, vedremo cosa verrà fuori da questa riunione sinistramente simile ad eventi di uguale portata capitati durante l’infausto 2012 di Bobby V. Sarà importante vedere come reagirà l’intero staff di Farrell in un secondo anno che ricorda un po’ la pena del contrappasso di dantesca memoria, certo che se soffriremo nel 2014 per quanto abbiamo goduto nel 2013 allora il Dio del baseball ci punirà davvero tanto. Intanto stanotte rientrerà anche Middlebrooks e col ritorno di Victorino si ricomporrà lo starting nine titolare, così se non altro una possibile causa dei nostri problemi verrà meno, spiace che ritorni in Triplo A Holt che ha fatto il suo invece di un Herrera che non si capisce cosa ci stia a dire.

Due parole sul “pine tar gate”. Ho compiuto anch’io un grave errore : ho sottovalutato quanto un essere umano possa essere stupido. Come diceva il sommo Albert Einstein : “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.” Giuro che mai e poi mai avrei pensato che un uomo che doveva immaginare di avere tutti gli occhi puntati su di lui potesse essere così un pirla. Il viso di Pineda quando l’umpire lo va a visitare è meraviglioso e date le reazioni del management degli Yanks non credo che la cosa passerà tranquillamente. Quello che mi chiedo io è se la regola che vieta queste sostanze sia ancora logica ed attuale, anche Farrell dice che Pineda doveva farlo in maniera più discreta non che non doveva farlo; se le considerazioni sono queste e sappiamo che parecchi usano questi trucchetti, non sarebbe allora il caso di riconsiderare il tutto ?

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Se il monte frana

Se il monte frana occorrerebbe chiamare la Protezione Civile, battuta di infimo ordine ma faccio fatica a fare di meglio; purtroppo quello che era stato il nostro punto di forza in questo inizio di stagione balbettante è reduce da un passaggio a vuoto, l’ultimo giro della rotation chiama una bella media ERA sopra l’8. Leggo che nelle ultime tre partite i nostri avversari hanno segnato rispettivamente cinque, sei e quattro punti prima che i nostri dessero segni di vita. Non c’è molto altro da aggiungere se non chiedersi se sia un momento dovuto a bioritmi negativi o se sia un trend molto pericoloso per l’immediato avvenire.

Ovviamente non sono certo io ad avere una risposta logica a questo quesito, credo però che sia possibile un “rimbalzo” per tutti, sotto un certo aspetto mi fa più paura quella che sembra una certa fragilità difensiva pagata a caro prezzo anche ieri notte, se ad un monte di lancio con qualche problema aggiungiamo una difesa “ballerina” andiamo a sbattere contro un muro. Diciamoci però che se vogliamo chiudere la difesa a tripla mandata il catcher deve essere Ross non AJ Pierzynski.

Il momento poco brillante ha intanto mietuto la prima “vittima” eccellente … se così si può dire; Nava fa il salto all’indietro in cambio (momentaneo) di Wilson che servirà stasera per dare una mano extra ad un bullpen fin troppo sfruttato in questi giorni dato che i partenti cedono presto. Ovviamente poi tra brevissimo ci sarà il fin troppo atteso ritorno di Victorino, troppo atteso perchè sembra il ritorno del Messia e perchè non credo che possa poi risvegliare qualche compagno in difficoltà, infatti se Nava sembra aver perso tutto il feeling giusto non è che Sizemore e Bradley stiamo facendo sfracelli, il primo è in una buca con una valida in 26 turni, il secondo è a 2/23, onestamente con un trio di esterni che producono così poco non si va da nessuna parte. Per chiuderla con Nava non posso che augurargli di riguadagnare la fiducia che ora gli manca, il giocatore ha saputo rinascere in passato come l’araba fenice, addirittura all’inizio del 2012 era stato tolto dal 40-men roster, nel 2013 diventò un elemento chiave per il trionfo.

Due parole sul duo B&B (Bogaerts & Bradley) : non so cosa si sperava ma il primo ha ancora da compiere 22 anni, il secondo ha come massima aspirazione quella di diventare un buon giocatore, non sarà mai il sosia di Trout. Qualche passaggio a vuoto non deve farci disconoscere la logica : Bogaerts deve imparare ancora tantissimo ma ad oggi è ancora allo stadio di “promessa”, il secondo se andrà bene diventerà il nuovo Juan Pierre (nome suggeritomi in passato dal mio mentore) un bel esterno difensivo ma non certo un uomo su cui costruire una franchigia.

Annata complicata anche più di quello che fosse logico attendersi, il meraviglioso bilancio di 13W-6L accumulato l’anno scorso contro i pigiamini credo proprio che quest’anno resti nel mondo dei sogni; ciò non toglie che vorrei vedere il nostro team mettere un po’ in crisi quelli del Bronx a partire da Pineda stanotte; il quale, ne sono sicuro, si presenterà stasera con le mani più pulite che mai si siano viste. Il pine tar per me se l’è scordato a New York.

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La maratona … un anno dopo

Così arriviamo al giorno fatidico della maratona di Boston, un anno dopo le due bombe, la paura ed i pianti. Cosa abbia significato e cosa significhi tuttora mi pare chiaro; ovviamente il primo pensiero deve andare a chi non c’è più ed a chi semmai c’ha perso un piede ed ha dovuto subire una miriade di interventi chirurgici; noi tutti rimanemmo attoniti nel vedere la compostezza nella reazione dell’intera città, nel momento dell’esplosione e nei giorni immediatamente successivi quando ci fu la drammatica caccia all’uomo con l’intero tessuto urbano in stato d’assedio, scuole chiuse, offici chiusi e tutti a scrutare che non ci fosse un pazzo con del tritolo rifugiato nel giardino di casa. Anche i Sox fecero la loro in quei giorni quando si trattò di rimettersi in moto, stanno anche continuando a fare il massimo perchè quei momenti vengano ricordati col rispetto dovuto, come fu nel giorno della Parata della Vittoria e come sarà in questo weekend. Per la nostra squadra quello fu un momento di svolta, fu come un ragazzo che a causa dell’asprezza della vita diventa uomo.

I nostri arrivano al lunedì preferito dall’Italian Sox Nation (preferito perchè una partita in un giorno festivo alle cinque del pomeriggio è una pacchia) dopo un paio di vittorie contro i sempre ostici uccellini del Maryland, vittorie belle entrambi perchè maturate in fondo al match, ovvero quando l’anno scorso spesso costruivamo le W, vittorie ottenute con un gran monte per la partita di Doubront e rimontando alla disperata dallo 0-5 quella successiva.

Partiamo da questo presupposto : abbiamo buoni partenti non fenomeni, ci può stare che Doubront giochi bene dopo aver ciccato quella precedente come ci sta che Peavy venga preso a pallate dagli Orioles dopo aver giocato bene quelle precedenti, io resto dell’idea che sia importante avere un attacco che supporti il nostro monte di lancio, fino ad ora nelle partite dove si imbarcava un po’ d’acqua non avevamo chances, o i nostri partenti reggevano alla grande o si affondava. Non può mica sempre continuare così, prima o poi bisogna anche vincere 8-6 o 10-7, certi piccoli segnali che arrivano ovvero Gomes che la manda sul Monster, Pedroia che tocca in momenti topici sono forse segnali che la squadra comincia a scongelarsi, che anche la produzione offensiva comincia a raggiungere livelli più consoni alla qualità dei suoi interpreti.

Purtroppo chi invece sembra ancora così congelato da necessitare di una sponsorizzazione da parte della Findus è Daniel Nava, dispiace dirlo ma se davvero Victorino tornerà tra una settimana circa, dovrebbe giocare tre partite nelle minors (una già fatta) e poi essere qui, non vedo chi possa evitare a Daniel il passo indietro. Purtroppo il nostro esterno pare davvero aver perso tutto il timing che aveva mostrato l’anno scorso e sembra che continui a sventolare il bastone quasi a casaccio da tanto che appare fuori ritmo. La retrocessione a Pawtucket non deve essere vista come un giudizio di Dio, come una sentenza; se Nava saprà ritrovare il giusto feeling ritornerà in prima squadra e l’anno scorso ci insegna come sia davvero importante avere un tessuto di squadra valido anche oltre il classico 25-men roster, basti vedere cosa ci sta dando Holt, spero quindi che Nava si arrotoli le maniche e che faccia in tempo a tornare sulla giusta strada.

Chiudo con un tema che vedo rimanere caldo nella bacheca dei messaggi ovvero l’instant replay. Leggo già che parecchi vorrebbero abolire la procedura. Ragazzi … non sono assolutamente d’accordo, l’instant replay è sacrosanto, quello che è perfettibile e non di poco è proprio il percorso che accompagna la cosa, ad esempio trovo veramente stucchevole l’uscita del manager per discutere coll’arbitro col solo scopo di perdere tempo per far si che qualcuno guardando il filmato decida se  il challenge ha ragion d’essere. Ma la cosa che più d’ogni altro deve cambiare è il coraggio di variare la chiamata se c’è una ragionevole possibilità di farlo, spesso accade che ci sia una grado di certezza al 95% e non al 100%, onestamente se aspettiamo di avere il 100% rischiamo di perdere il senso della cosa, l’instant replay non deve sempre darci certezze assolute, ci deve aiutare a capire meglio ciò che può essere accaduto e ad agire di conseguenza; tanto per chiarire sul famoso caso in seconda base di Dean Anna contro di noi, c’era un grado di certezza moltissimo vicino al 100%, diciamo pure che appellarsi al fatto che in quel momento non c’era una chiara immagine che mostrava il tag è un modo di fare un po’ pilatesco, anche nella NFL il procedimento dell’istant replay ebbe difficoltà, fu messo poi tolto e poi rimesso, ora però siamo arrivati ad un grado di efficienza eccellente. Io francamente di tornare a vedere un pitcher che perde il perfect game perchè Jim Joyce dorme non ne ho alcuna voglia.

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Gelo in tribuna … ed un po’ nel cuore

Altre due partite passate, giocando in una ghiacciaia col pubblico che sembra attrezzato per la settimana bianca più che per assistere a quello che sarebbe, in teoria, lo sport dell’estate. Anche però questi match hanno dato adito a spunti interessanti.

E’ palese che non possiamo reggere una partita a punteggi alti perchè ci manca il personale adatto, ci serve una superprestazione del pitcher per poter tenere il match abbordabile coi 3/4 punti che possiamo mettere insieme in attacco, Lester ci sta fornendo questo tipo di apporto, John Lackey nelle ultime assolutamente no. Se il calo del texano sia un momento di forma o sia un problema tendenziale non lo possiamo dire, occhio ragazzi che il freddo gelido cambia davvero tanto nella sensibilità e nella meccanica del lancio, voi mi direte che era freddo anche per Tillman e difatti lo ha dimostrato lanciando meno bene delle sue possibilità. Chi sembra davvero infischiarsene del freddo e del caldo resta John Lester, ovvero colui che sostituirà Kuroda nel Bronx. Scusatemi ma l’offerta da 4 anni- 70 mil. non riesco proprio a mandarla giù, più che affronto la cosa e più che sembra una roba assurda, completamente fuori mercato, con l’unico scopo di dire : “eh … noi un’offerta l’abbiamo fatta ma lui non l’ha accettata”.

Molta roba anche dalla partita di stanotte, avete già parlato del cambio sacrosanto tra Holt e Roberts, il primo ha già pareggiato il numero totale di valide messo assieme dal secondo. La stagione non sta andando a putt… a causa di Roberts, sia ben chiaro, ma qualcuno mi sa dire cosa c’hanno visto in ‘sto tizio ? Un vero fenomeno parastatale, degno della mitica rubrica di “mai dire gol” dove eccellevano Luis Silvio e Luther Blissett.

Arriviamo alla grana arbitri e instant replay; i casi son due : o io sono più orbo di quello che credo o il misterioso Mister X che guarda i replay a New York non guarda le partite di baseball ma qualcos’altro, forse il telegiornale oppure è interessato ai playoff dell’hockey, semmai è moooolto interessato ai filmini anni ’80 con Traci Lords come protagonista indiscussa, di sicuro non ha visto la palla in foul di Markakis e diventa difficile non pensare male. Io comincio a credere che questa riforma, più subita che voluta dagli arbitri, abbia generato una specie di filosofia da “cane non morde cane”, dove pur di non sconfessare il collega in campo si adotti una politica volutamente protezionistica, se l’immagine di NESN di ieri non è una chiara evidenza che la pallina tocca in foul e che sposta il terriccio sulla riga allora non capisco cosa sia. A Farrell cominciano i girare i cabasisi (come dice il commissario Montalbano) perchè è già la seconda volta almeno che perde un challenge che doveva vincere … non ha torto.

Se gli arbitri non li controlliamo e quindi non possiamo farci più di tanto, quello che dipende da noi però potremmo anzi dovremmo farlo meglio. Per esempio questi turni di riposo ad Ortiz non stanno diventando un po’ troppi ? E’ vero che il nostro slugger è un battitore mancino atipico che batte peggio anche quest’anno contro i lanciatori destri, quindi il fatto che riposi contro Tillman non deve scandalizzarci. Però non vedo nel nostro staff quel senso d’urgenza che dovrebbe richiedere un sacrificio (se di sacrificio si tratta) al nostro leader, forse davvero l’urgenza la sentiamo solo noi. Se tutto ciò sia frutto della filosofia “tanto abbiamo vinto l’anno scorso” sarebbe una cosa grave e di sicuro foriera di risultati davvero modesti nel futuro. Non lo so … le sensazioni restano non bellissime ed il gelo che abbiamo nel cuore non sembra aver voglia di andarsene, ci serve che qualcuno accenda la miccia, lo troveremo ?

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Sbandando a destra

Ammetto di non aver visto molto delle partite a Chicago causa impegni e stanchezza lavorativa, qualche sintesi e poco altro. Non sono però così stanco da non saper leggere le cifre, anche nel South Side di Chicago è andata in scena la solita dieta offensiva, la differenza maggiore tra i magici Sox del 2013 e questi molto più pallidi del 2014 è proprio la mancanza di quel “timely hitting” che aveva generato tante vittorie in più. Qualche cifra l’avete già data voi nella message board, io aggiungo il 26mo posto come media battuta coi corridori in posizione punto, ed il 3/22 in questa statistica nelle due partite ultime.

La spiegazione di ciò non è difficile da trovare. Una squadra già abbastanza sbilanciata verso il lato sinistro del box di battuta ha perso in queste partite i pochi giocatori che potevano offrire un contributo serio dal lato destro, ovviamente la cosa è palese e le squadre avversarie ci propinano delle sequenze di lanciatori partenti mancini per mandarci ancora più in crisi. Se anche vostra nonna fosse mancina prima o poi verrebbe mandata a lanciare contro i Sox. Questa tendenza di difficoltà perdurante contro i mancini è destinata a durare o è una contingenza del momento ?

Onestamente non lo so, chiaro che col ritorno di Napoli, Victorino e Middlebrooks arriveremo a vedere uno “starting nine” più equilibrato ed anzi possiamo maledire questo aprile con temperature sottozero che ha ritardato l’inizio della riabilitazione in campo dell’hawaiano volante, anche se sotto sotto c’è uno spiritello maligno che mi dice qualcosa di diverso. Lo spiritello mi fa notare di uno status generale di forma molto carente, mi fa notare di come anche la qualità delle battute non sia buona; anche ieri delle sei valide ce ne sono un paio che sono nulla più che “palline accartocciate” che valgono delle fortunose valide in diamante. Possiamo solo sperare che prima o poi Gomes & Soci si ricordino di come si fa a picchiare la pallina.

Mi chiedevo in più se non si poteva ovviare alla cosa provando di forzare un po’ il gioco, storicamente i Sox non amano il gioco molto tattico e la smorzata di sacrificio non ha mai trovato adepti dalle parti del Fenway; ok … ma per esempio ieri al 13° con prima e seconda occupata e zero out non era il caso di mettere la pallina in terra con un bunt anzichè cercare per l’ennesima volta la battuta che non arriva mai ?

Finisco con un tema che ormai considero trito e ritrito; ma davvero dobbiamo continuare con Ryan Roberts ? Men che mediocre in difesa (ieri autore di un errore da campionato parrocchiale), in attacco conta come il classico due di coppe quando briscola è bastoni. Ma davvero Holt e Snyder sono peggio ? Peggio di così c’è solo darsi la pallina in faccia, fate un po’ voi. Peccato per queste lacune così palesi, pensate che i partenti dei Red Sox hanno assommato 11 “quality start” (primo posto in classifica), mancherebbe poco per tornare a vedere delle W un po’ più continue. Proviamoci stanotte anche se non sarà facile perchè dall’altra parte c’è l’ottimo e sottovalutato Chris Sale chè è … indovina un po’ … mancino. Auguri …

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Non mancano le brutte notizie

Non sono davvero le brutte notizie a mancare in questo weekend nel Bronx, non so dove cominciare, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

La peggiore è nettamente l’inconsistenza generale che la squadra trasmette, l’impressione è che veramente nel 2013 tutto abbia funzionato anche troppo bene e che si sia vissuto nettamente al di sopra delle nostre possibilità, il meraviglioso cocchio che ha portato Biancaneve al ballo dello scorso Ottobre è tornato ad essere una zucca. Partiamo con le dolenti note : la difficoltà di produrre con gli uomini in posizione punto comincia ad essere conclamata, se non sappiamo più produrre punti col gioco per i nostri si fa dura perchè la squadra non ha il potenziale per poter vincere le partite a mazzate, se ci mettiamo a fare un duello da pistoleri non credo che la possiamo spuntare.

Anche la difesa convince poco, qui se non altro penso possa incidere parecchio l’assenza di Victorino e Middlebrooks, sotto l’aspetto difensivo gara-1 contro gli Yankees è stata orrenda : di quattro punti ne abbiamo regalati tre con una difesa in terza di Herrera peggiore di quella che si può vedere su un qualsiasi campo di IBL e con Nava che conferma i suoi imbarazzi concedendo un doppio a Jeter, doppio che con l’hawaiiano non sarebbe caduto. Tornando al tema ormai annoso della terza base mi chiedo il senso della mossa Ryan Roberts. Abbiamo acquisito un giocatore che si fa notare per l’insipienza del suo gioco … e per la compilation di tatuaggi, lasciando in triplo Holt che non sarà un fenomeno ma che di sicuro non è peggiore del suo Roberts / Herrera a difendere l’angolo caldo e che a Pawtucket è partito battendo come un fabbro.

La sconfitta di stasera di Lackey non credo sia la notizia peggiore, qualche lancio di troppo in mezzo al piatto, una partita meno precisa di altre volte, onestamente non ne farei un dramma. Ben peggio rischia di essere l’infortunio di Uehara. Gli ultimi report sono ancora interlocutori, Koji verrà valutato lunedì a Boston e ormai sembra facile un passaggio in lista infortunati, mette paura il fatto che il nostro closer abbia detto che è lo stesso tipo di dolore nello stesso punto dell’infortunio che subì due anni fa, infortunio che gli fece perdere più di due mesi. Sapevamo dei problemi fisici di Koji e sappiamo anche che parecchie squadre non lo hanno preso in considerazione proprio per via del suo “medical record”, se l’assenza dovesse prolungarsi perdiamo una delle poche certezze attuali, buona la partita da closer di Mujica … certo … ma inutile che vi dica che mi sento più sicuro con Uehara-san a chiudere il nono.

Per dare un colpo di grazia ad un weekend dove siamo costretti a sperare in Doubront per portare a casa il pareggio che avevo auspicato (speriamo bene … ) c’è stata la notizia data da Ken Rosenthal, l’uomo coi papillon più belli al mondo, circa la situazione Lester. Anche qui poche belle notizie : in pratica Rosenthal, che sembra bizzarro ma di solito è uno che ci prende, ha detto dell’offerta fatta dai Sox e rifiutata dal nostro pitcher. Ricorderete che Lester si dichiarò disposto a prendere un po’ meno di quello che prenderebbe altrove per restare a Boston, la nostra dirigenza l’ha preso fin troppo sul serio facendogli un’offerta (4 anni – sui 70 mil.) che per quelli che sono gli standard attuali di mercato non esito a definire ridicola. Ok … abbiamo già capito come andrà a finire. Il desiderio di portare il payroll sempre più in basso farà un’altra vittima. Lester è l’uomo che c’ha trascinato di peso all’anello ed i nostri gli hanno offerto un contratto che vale molto meno di quello fatto ad Homer Bailey, tanto per dirne uno, di sicuro invece faremo molti altri acquisti di personaggi del calibro di Ryan Roberts o Burke Badenhop. Gioite popolo !!!

Per questo sabato sera incazzareccio (scusatemi per il termine) direi che basta così. Non so voi ma mi sembra proprio che i Red Sox stiano trasformandosi con la stessa velocità dell’Inter del post-triplete. Da Eto’o e Snijder a “fenomeni” del calibro di Guarin e Alvarez. Noi potremmo seguirli su quella strada : da Ellsbury/Lester a Capuano/Herrera. Va mo là …

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Come mille altre volte

Comincio ad aver perso il conto di quante volte l’omone abbia salvato la nostra barca che affondava, davvero … ditemi se conoscete un giocatore che in uno sport a vostro piacimento abbia cambiato così profondamente le sorti di una franchigia, mi viene in mente Michael Jordan che ha “inventato” i Chicago Bulls spariti poi dopo il suo ritiro; David Ortiz è una cosa simile, prima o poi dovremo comprare il bronzo per tirar su una statua in Yawkey Way.

Già … è stato un salvataggio in piena regola perchè non possiamo mica non esserci accorti di quello che è successo prima di quello swing in queste due giornate di baseball al Fenway. Due giornate tristi, con una versione dei Sox così pallida da far paura, con parecchi giocatori che sembrano in preda ad una malattia che li rende più simili a zombie che a quello che erano fino a sei mesi fa, una versione dei Sox che comincia anche ad avere problemi di qualità perchè nel momento che ti presenti con Ryan Roberts capisci che c’è qualcosa che non va. Ed infatti mi chiedo se piuttosto che prendere un giocatore che, come fatto notare perfidamente da Jerry Remy, l’anno scorso è andato su e giù quattro volte con Tampa non era il caso di dare una chance a Holt e/o Snyder; abbiamo o non abbiamo un farm team ? Servirà solo per avere una scusa quando Lester firmerà altrove ?

Aggiungo due temi : la partita brutta da far paura di Doubront. Il ragazzo sembra arrivato al punto massimo di sviluppo delle sue capacità, onestamente qualcuno mi dica se ha visto il minimo progresso negli ultimi due anni o se addirittura non vede un regresso, il venezuelano ha il grosso problema di non saper navigare quando i flutti sono tempestosi, quando comincia ad imbarcare acqua va a fondo come un ferro da stiro, senza remissione.

L’altra cosa che volevo aggiungere riguarda la partita di stanotte : siamo all’ottavo inning in una partita che sarebbe d’uopo vincere vista la partenza di stagione col freno a mano tirato, la cosa che m’ha reso furente è vedere Miller all’ottavo inning che ovviamente ha debuttato subito beccando il punto che ci mandava al diavolo la partita. Tazawa un uomo ed un inning a Miller ? Mah … Con tutto il rispetto Miller oggi sembra una macchina lancia palle da batting practice, sicuri che fosse Workman quello da rimandare in Triplo A, Ok … è mancino, anzi è un mancino che fa dei tiri mancini ai suoi compagni.

Vabbè … chiudiamola qui, è andata bene ed ora presentiamoci nel Bronx, sarò sincero : un pareggio nella serie da quattro mi va benone, i Sox ora sono qualche lanciatore partente, Ortiz, Pedey e i giappi, poco altro; il team compatto come granito dello scorso ottobre si fa fatica a ritrovarlo.

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La birra ci fa male

Non proprio l’inizio al Fenway che si saremmo aspettati. Tra sabato e domenica due brutte sconfitte, brutte per come sono maturate, per quello che c’è stato mostrato e per le conseguenze che possono avere almeno nel medio periodo. I birrai del Wisconsin festeggiano e invece noi dobbiamo digerire il primo momento no del 2014. La birra ci resta sullo stomaco … non c’è che dire.

Cominciamo con sabato : anzitutto vorrei congratularmi (per essere ironico) con chi ha deciso di far giocare una partita nel weekend in orario serale costringendo giocatori e pubblico ad una temperatura più consona ad un playoff della NFL in gennaio; anche i sassi sanno che il freddo è nemico dei muscoli, semmai Middlebrooks si sarebbe infortunato lo stesso, non lo possiamo sapere, ma di sicuro lo strappo al polpaccio nei primi momenti del riscaldamento pre-partita viene agevolato dal termometro pungente. Così perdiamo subito (per un tempo che potrebbe anche eccedere di un po’ i classici 15 giorni) il nostro unico vero terza base, ci dovremo arrangiare con Jonathan Herrera e con il richiamato Brock Holt. Come diceva il compianto Freak Antoni : “la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo”; dopo aver costruito una squadra debolissima come alternative ai titolari in certi ruoli ovviamente si va ad infortunare proprio un uomo in uno di questi ruoli. Addirittura c’era chi pensava di chiamare Garin Cecchini, scelta che sarebbe stata un po’ folle considerando che parliamo di una grandissima promessa ma con una esperienza di 3 (dico TRE) partite in Triplo A. Così dovremo tener botta con quello che abbiamo … bei tempi quando pensavamo a Bogaerts-Middle-Drew per due posti.

Sotto un certo aspetto però mi fa più paura la partita di Buchholz, probabilmente la peggiore della sua carriera. Fosse stato un altro giocatore ce la saremmo cavata con le classiche invocazioni alla stagione appena iniziata al freddo, etc. etc. Considerando invece che parliamo di un giocatore fragile come il cristallo di Boemia e vedendo una velocità carente nella fastball e dei grossi problemi nella location, leggasi palline che restavano alte per la gioia dei battitori dei Brewers, siamo tutti (anche in America) a chiedersi se Clay non abbia di nuovo dei problemi; le risposte un po’ reticenti alle ovvie domande dei media aumentano la paura. Dalla prossima partita che Buchholz giocherà nel Bronx avremo le prime risposte che arriveranno dalla “radar-gun” in primis e poi dall’impressione che ricaveremo, chiaro che ci fossero problemi dovremo riconsiderare tante cose. Rimango dell’idea che con un Buchholz che s’infortuna anche solo facendo un pisolino con la figlia non firmare l’estensione a Lester sia un comportamento suicida.

Diversa e sotto un certo aspetto più triste la visione della partita domenicale : con un paio di titolari importanti già fermi ai box e con parecchi giocatori che sembrano totalmente aver perso la magia del 2013 (Gomes & Nava tanto per essere chiari) siamo sembrati semplicemente ancora fermi ai box, non in grado di essere competitivi in attacco da spaventare l’ottimo Gallardo di queste prime due partite. Avete presente quella sensazione che ti prende quando capisci che potresti attaccare per novanta inning anzichè nove senza fare punto ? Bene … ciò è quello che ho provato io in questa giornata. A queste pessime sensazioni aggiungo anche la visione di un Big Papi che mi sembra visibilmente menomato nella corsa, ricordatevi che saltò tutta l’ultima settimana di pre-season, se questo sia l’inizio di un Armageddon di infortuni ovviamente non lo so, io però comincio le macumbe, non pensavo proprio di dover tirare fuori bambole di pezza e spilloni dopo solo una settimana di gioco.

Fatto sta che chiudiamo la prima settimana col bilancio molto deludente di 2-4 e con tanti punti interrogativi per l’immediato futuro. Cominciamo subito a pagare gli azzardi di alcune scelte da “politica della lesina” (e sono buono) del nostro management, ed anche una buona dose di sfortuna. Il meraviglioso aprile del 2013 che ci lanciò verso una stagione al vertice con un bilancio stellare di 18-8 ora è molto lontano. Dopo sei partite siamo già al cercare di resistere in attesa di tempi migliori, con una settimana non facile avanti a noi (Rangers & Yankees) non sarà facile. Non vorrei ma tant’è

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I signori degli anelli

Facciamo così : mentre i ragazzi giustamente si godono il loro anello, Edward Mujica dovrà restituire qualsiasi tipo di gioiello posseduto da lui e dalla sua famiglia, compresa la fede nuziale (qualora sia sposato … onestamente lo ignoro), in quanto a chi è venuto dopo di lui, ovvero Andrew Miller, possiamo solo dire che è la prova vivente di come il baseball sia uno sport veramente bizzarro, leggende assolute come Rice o Yastrzemski non hanno mai vinto l’anello, un pitcher che quando tira (verbo più appropriato di lanciare) non ha la più pallida idea di dove la pallina possa finire invece mostrerà ai nipotini il gioiello … oh sublime ingiustizia.

Tralasciando l’infausto nono inning, io non ho avuto poi sensazioni così malvagie nemmeno dalla partita di ieri, nel senso che si sono viste buone potenzialità. Cosa intendo ? Intendo che il nostro attacco secondo me anche ieri ha mostrato di poter dare più di due punti, abbiamo avuto battute in momenti importanti che sono state discretamente sfortunate, soprattutto due : una di Bogaerts presa dall’ottimo Carlos Gomez con un discreto “bambino” ed una di Pierzynski difesa molto bene da Overbay. Onestamente m’ha convinto un filo di meno Jake Peavy spesso in difficoltà con gente a bordo e colpito anche pesantemente contro il muro ed anche oltre.

Il vero “busillis” per me sta in testa al lineup ovvero o Nava torna ad essere quello del 2013 oppure un discreto surrogato o dobbiamo inventarci qualcosa di differente. A Baltimore s’è provato Johnny Gomes, scelta quanto meno bizzarra che credo resti un tentativo isolato, parliamoci chiaro : le scelte possibili sono Bradley, Sizemore o Victorino. Alternative tutte con dei punti di domanda in quanto stiamo parlando di un ragazzo che deve ancora imparare tanto e di due veterani che non hanno nella salute la loro principale caratteristica e sappiamo bene di come sia faticoso il mestiere di lead-off. Comunque non piangiamo troppo per questa sconfitta, se non altro nelle prossime due partite avremo i nostri partenti più talentuosi e finalmente siamo riusciti a dare un turno di riposo a Tazawa e Uehara ed immagino che ieri tutti abbiate capito quanto valgono i due samurai mentre guardavate Mujica preso a pallate e Miller che imitava Rick “Wild Thing” Vaughn.

Due cosettine per chiudere : anzitutto non posso che dare l’anello (seppur virtuale) a tutti noi, soprattutto a tutto il branco di sfasati che ha passato le notti d’ottobre praticamente insonne. Un piccolo gift per tutti voi :anello

La seconda è un messaggio a tutti quelli che guardano al futuro : non so in quanti abbiano letto della prima partita di Henry Owens, sei riprese, 0 valide, 2 basi, 9 strikeout in doppio A; secondo tanti, tantissimi, questo è destinato ad essere il nostro “ace of staff” per gli anni a venire, abbiamo visto tanti prospetti non diventare mai adulti se così possiamo dire, chissà se invece il nostro “pennellone” (vicino ai due metri) saprà mantenere le tante promesse che ci fa.

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