Un caso disperato

Accolgo volentieri il suggerimento di Davide per mostrare una tabella che, come nel caso di Hamilton, confronti le prestazioni ottenute durante questa stagione dal nostro DH Yoshida, con quelle di altri giocatori:

AB R H HR RBI SB AVG OBP OPS
Masataka Yoshida 103 5 24 2 13 2 233 283 633
Rafael Calcano Devers 493 72 124 25 84 1 252 372 832
George Chelston Springer 386 79 116 24 67 14 301 388 .92
Benjamin Kimball Rice 365 57 88 21 48 3 241 339 827
Jorge Luis Polanco 373 49 94 20 59 6 252 317 773
Abraham Josue Toro 259 33 62 7 27 2 239 289 660

In primo luogo si propone il confronto con il giocatore cacciato per aver sindacato le parole (e le azioni) del Chief Baseball Officer, senza ottenere alcuna contropartita utile. Mi sembra che si possa fare agevolmente un calcolo spannometrico dell’enorme numero enorme di vittorie in più che questa operazione ci ha assicurato.

Inoltre, per tirarvi su di morale, potete fare un confronto con le prestazioni di alcuni giocatori utilizzati dai nostri principali competitors come DH.

Infine, per dimostrare che al posto di Masataka potrebbe veramente giocare chiunque, si mostrano le statistiche del giocatore che i Red Sos hanno escluso dal roster dei 40 uomini con una DFA, proprio per richiamare Hamilton. Toro sarebbe disponibile perché superate le waivers, ha accettato di rimanere nell’organizzazione con un incarico a Worcester. E tutti vissero felici e contenti.

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È iniziata la discesa

La situazione di classifica è tale che solo uno sconvolgimento potrebbe impedire il nostro accesso ai playoff, ma la conquista della prima piazza delle WC sembra essere un  obiettivo molto appetibile per una squadra come la nostra che è capace di approfittare dei muri e degli spigoli del Fenway Park. Per questo la partita di bullpen di stanotte, vinta con un solo punto di vantaggio  con merito e fortuna, è stata davvero importante. 

Il lanciatore avversario Sugano (10-6) si è confermato avversario ostico (quattro punti guadagnati e sei valide in sei inning di gioco, con 2BB e 6K9), subendo la sua prima sconfitta in otto uscite dal 2 luglio. Sei giorni fa, al Fenway Park, il rookie giapponese aveva subito solo un punto non guadagnato in cinque inning, in una partita poi vinta da Baltimora agli extra.

Cora decide di schierare Bernardino come opener e sembra una scelta ben azzeccata, dato che il nostro mancino neutralizza la parte alta del lineup avversario con uno scoreless inning in 14 lanci. Dal secondo inning subentra Richard Fitts (2-4) che concederà tre punti in quattro inning prima di uscire per un fastidio al bicipite destro (dopo la partita non verrà confermato un infortunio). 

Sul punteggio di 1-1 (al solo homer di Roman Anthony al primo aveva risposto il solo homer di Colton Cowser al secondo), Fitts entra nel terzo mettendo a segno due facili eliminazioni per poi incepparsi, perdere il controllo e riempire le basi. Concede la base a Henderson, colpisce Mountcastle e di nuovo la base a Moyo (sebbene conducesse 1-2 nel conto). Questo riporta Cowser nel box che, di nuovo sul conto di 1-2, batte un singolo al centro che porta a casa due punti. 

Anche con i successivi 1-2-3 inning la prestazione del lancio è al di sotto di quello che serve a questo punto della stagione. Fitts sembra non avere benzina per andare oltre i 60-70 e questo lascia dubbi sulla scelta di Cora, che avrebbe in alternativa potuto convocare Kyle Harrison, acquisito nello scambio con Rafael Devers. 

Harrison era un tempo considerato tra i migliori lanciatori partenti del baseball, ma sembra possedere ancora abbastanza talento per essere azzardato in una partita di bullpen. Oltretutto non è l’unica alternativa. In questo periodo infatti si è distinto anche Payton Tolle, il miglior lanciatore che i Red Sox abbiano cresciuto dal vivaio negli ultimi anni, che sta facendo progressioni nelle minors a una velocità che ricorda quella della sua palla veloce.

Anche in questo caso Cora conferma la sua ritrosia ad effettuare cambiamenti nella formazione. Emblematica in tal senso è stato l’avvicendamento riguardo il titolare sul cuscino di prima quando ha fatto giocare un Toro allo stremo delle forze e destinato sicuramente al DFA, pur avendo a disposizione un valido sostituto. Sicuramente questo atteggiamento permette ai titolari di attraversare periodi di slump avendo la consapevolezza che la fiducia del manager non vacillerà.

Il problema però si propone quando il periodo di slump di un giocatore prosegue con una durata indeterminata. Per esempio perché dobbiamo ancora vedere Hamilton giocare in prima? Ieri notte è andato 0/4 con 2K, di cui il secondo particolarmente doloroso, perché il pinch-runner Jhostynxon Garcia era in terza con un eliminato e avrebbe potuto dare un altro punto di assicurazione.

La tabella seguente mi sembra abbastanza indicativa che forse ci sono alternative per il ruolo di 2B che vantano numeri offensivi migliori:

AVG OBP OPS
David Lewis Hamilton 188 245 530
Nicholas John Sogard 254 323 662
Vaughn Anthony Grissom 255 309 655
Kristian Eron Campbell 223 319 664

D’altra parte Hamilton non si è neppure dimostrato un cavaliere Jedi in difesa, essendo autore di 4 errori in 62 partite giocate in seconda. L’unico suo pregio (l’unico che Cora cita nelle interviste) è la sua velocità, ma non si può correre sulle basi se prima non ci si arriva.

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Must-win Game

La partita finale della serie nel Bronx dovrebbe essere considerata dai pigiami una partita da vincere a tutti i costi e quindi dovremmo impegnarci al massimo, cogliendo l’occasione per affossarli definitivamente  Diamo un’occhiata a tutti i motivi per cui una sconfitta potrebbe essere esiziale per l’Impero del Male.

Innanzitutto, a livello di classifica, gli Yankees stanno esaurendo il tempo a disposizione per la stagione 2025. La loro ultima sconfitta ha ridotto il loro record di regular season e non lascia molto margine di manovra nella corsa a tre posti della Wild Card. Con una sconfitta i Red Sox si allontanerebbero in modo preoccupante,  Mariners, che vantano un record simile e attraversano fluttuazioni simili,  si manterrebbero in piena corsa e i Kansas City Royals, che non danno segnali di cedimenti, li stanno incalzando a sole tre GB. Siamo a un punto della stagione in cui ogni sconfitta potrebbe essere decisiva per l’accesso ai playoff.

Il secondo motivo ha a che fare con il morale. Avendo già perso le prime tre partite in casa contro il loro acerrimo rivale, ora si presentano all’ultimo incontro con l’assoluta necessità di un brodino, non potendo permettersi di scoprire cosa significherebbe perdere ancora. Per molti versi una vittoria sarebbe un modo per salvare la faccia, e non rendere disperata una situazione che fino a giovedì sembrava promettente. 

Ad aumentare ulteriormente la pressione sugli Yankees  questa era la partita che avevano cerchiato come la loro vittoria più probabile prima dell’inizio della serie. Il confronto tra Carlos Rodón e Dustin May favorisce nettamente New York. Rodón ha effettivamente faticato contro i Red Sox nel 2025, ma per il resto le cose sono andate piuttosto bene. Perdere proprio quando si pensa di avere i favori del pronostico potrebbe portare a conseguenze durature. 

Se non riducono a mezza partita il loro distacco da noi rischiano di arrivare all’ultima confronto diretto dell’anno, con i giochi già fatti, per una rivincita. Per una partita di fine agosto non c’è niente di più clamoroso di questa prospettiva, specialmente quando si svolge sul palcoscenico più importante della MLB, il Sunday Night Baseball.

Il baseball è uno sport spietato. In caso di sconfitta Boston tornerebbe dal Bronx con un bottino tutt’altro che disprezzabile, e dovremmo comunque festeggiare. Tuttavia ci sarebbe il retrogusto amaro di non aver approfittato di una ghiotta occasione per sbarazzarsi della peggior rivale.

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Il roster di Bres

Solo due settimane fa, dopo che i Red Sox avevano vinto sette partite di fila, qualcuno addirittura pensava che avessimo la possibilità di contendere ai Blue Jays la vittoria della division, trascurando il fatto che sarebbe stato necessario prolungare quelle straordinarie prestazioni per un periodo straordinariamente anomalo. E invece, ordinariamente, dopo la prepotente ondata è seguita la consueta risacca determinata da uno sconcertante record 4-8, inclusa una particolarmente irritante sconfitta per 4-3 in 11 inning contro gli Orioles martedì. Ora Boston è indietro di 5.5 partite rispetto a Toronto, è stata superata dai maledetti pigiami e ha conservato una posizione nella wild card, solo perché le rivali, a parte KC,  hanno tenuto più o meno lo stesso ritmo.

Ci sarebbe bisogno di dare una scossa importante, dopo la terza battuta d’arresto consecutiva, che ci rimetta in carreggiata, ma la squadra che ha vinto 26 partite su 41 dall’inizio di luglio, ultimamente ha dato segni di cedimento e questo capita proprio alla vigilia di una serie di 4 partite nel Bronx, una serie decisiva che rischia di indirizzare, nel bene o nel male, il resto della stagione. 

Vale la pena fare il punto per analizzare cosa ha fatto il front office di Bres cavalcare l’onda positiva e come intende fronteggiare l’attuale passaggio a vuoto.

Proprio l’ultima partita con Baltimora è stata particolarmente emblematica della incapacità di recuperare nel finale. I Red Sox sono infatti 6-40 quando sono sotto dopo sei inning, 3-43 quando sono sotto dopo sette e 2-46 quando sono sotto dopo otto. Sono record orripilanti, anche tenendo nella ovvia considerazione che chi è sotto negli inning finali spesso alla fine perde. Dimostra che al momento manca loro l’istinto omicida necessario per prevalere in battaglie serrate, in particolare manca una mazza capace di portare con continuità a casa gli uomini sulle basi. Avevamo uno slugger bravino fino al 15 giugno, ma poi Bres lo ha cacciato promettendo che avrebbe vinto più partite e utilizzato le risorse recuperate per rafforzare la squadra.Tutti sappiamo come è andata.

Tuttavia non bisogna focalizzarsi solo su questa enorme cazzata perchè Bres si è comunque dato da fare per incasinare ancora di più le cose, ed è giusto che gli sia riconosciuto.

Il sostituto nel ruolo di DH, Yoshida, ha statistiche peggiori del nuovo arrivato Nathaniel Lowe, che è stato tagliato dai Nationals. Forse guardando bene, possiamo trovare qualcuno, magari in tripla A, che sappia tenere un po’ meglio la mazza?

Lowe, che sembrava l’ovvia risposta per coprire il disperato bisogno di potenza in prima base, è stato schierato come DH, mantenendo nel roster attivo Abraham Toro. Intendiamoci io adoro Toro, gli sono grato di quello che ha fatto per noi nel mese successivo all’infortunio di Tristan Casas, ma dal 13 giugno ha uno slash .194/.261/.263 con un wRC+ di 41 e solo due fuoricampo in 180 apparizioni in battuta. In difesa si trova a -4 out sopra la media, cioè nel 13° percentile. Per questa stagione ha dato quello che poteva dare e non c’è più nulla da spremere. 

Bres non ha fatto nulla per porre rimedio alla carenza in prima, anzi la sua inerzia ha consentito che un veterano esperto come Josh Naylor, si sia accasato proprio con una nostra diretta antagonista (Seattle).

E del terzo ricevitore ne vogliamo parlare? Ali Sanchez, 28 anni, è stato preso tramite waivers da Toronto e aggiunto al roster attivo lunedì 11 agosto, con Carlos Narvaez infortunato. Con uno slash di .185/.222/.235 e 0 fuoricampo in 47 partite in carriera nessuno pensava che fosse arrivato un campione, ma la sua presenza però avrebbe potuto avere un senso fino all’allargamento del roster di settembre, se Narvaez non fosse stato schierato proprio il giorno prima, domenica 10 agosto, facendolo uscire dalla IL. La squadra però ha dimostrato di credere in lui, mantenendolo in panca  e giocando praticamente con un uomo in meno per l’intera settimana, tranne per un’unica apparizione come pinch hitter, in una partita terminata 14-1. Cora ha intessuto le sue lodi al Boston Globe, dichiarando che Sánchez sarebbe stato un giocatore a cui i Sox stavano pensando anche per il futuro. Il giorno dopo è arrivato il DFA, chiudendo definitivamente l’era Sanchez. Una faccenda disgustosamente ridicola

Ma si sa che la specialità di Bres non è l’attacco. Lui è venuto con il precipuo scopo di a mettere a posto il pitching e bisogna dargli atto che la rotazione 2025 è adeguata a competere, specialmente nel Junior Circuit, quest’anno particolarmente depotenziato. Però qualche correttivo si potrebbe comunque apportare.  

Per esempio non è ancora giunto il momento in cui diventa lecito domandarsi Quousque tandem abutere, Walker Buehler, patientia nostra? Non sarebbe meglio recuperare Criswell o addirittura Fitts? Non so, la butto li! Fortunatamente i Red Sox dovrebbero schierare Lucas Giolito, Brayan Bello, Garrett Crochet e Dustin May contro New York, poi si vedrà.

Ma le note più dolenti provengono dal bullpen che ha vacillato per quattro partite consecutive e questo sta iniziando a sembrare un problema serio. La gestione del roster ha certamente contribuito nel creare questo problema.

La serie di mosse discutibili è iniziata il 1° agosto, quando Bernardino è stato mandato nelle minors mantenendo Jorge Alcala nel roster della Major League. Bernardino non aveva concesso neppure un punto dal 27 giugno, avendo lanciato 13 inning in 11 presenze. Questa mossa non si è dimostrata particolarmente efficace tanto che Alcala è stato comunque designato per l’assegnazione il 5 agosto, dopo le due apparizioni che hanno costretto all’utilizzo non necessario del closer.

Quando Alcala è stato escluso dal roster, al suo posto è stato convocato Isaiah Campbell, che lo ha fatto rimpiangere. Nei suoi precedenti incarichi in Major League nel 2024-25, Campbell ha registrato l’invidiabile ERA di 14,54 su 8 2/3 inning, con la media dei battitori affrontati di .409. Non si capisce proprio il motivo della promozione, visto che non era stato esattamente un fuoriclasse in Tripla A, con una ERA di 5,79 su 18 2/3 inning negli ultimi due mesi e una media battuta concessa di .346. Nella vittoria di sabato contro i Marlins, Campbell ha concesso quattro valide e tre punti guadagnati al nono inning, costringendo Aroldis Chapman a chiudere la partita. Questo ha portato all’indisponibilità di Chapman domenica e alla sconfitta contro i Marlins. Questo disastro tuttavia non è stato sufficiente per tagliare Campbell, che figura ancora nel roster attivo. Cosa deve fare per essere tagliato, ammazzare qualcuno? Probabilmente però Campbell viene mantenuto nel roster per evitare che Hicks sia proprio il peggiore, che se no sembra brutto

Una vicenda analoga, per finire, è quella della promozione di Jovani Moran a danno di Chris Murphy. Moran è stato utilizzato due volte nella settimana in cui è stato in prima squadra Boston, concedendo tre punti in quattro inning, ed è tornato nelle minors dopo la partita di lunedìell, sebbene con prestazioni migliori di Campbell. Sebbene Murphy abbia avuto una prestazione deludente a San Diego, complessivamente ha collezionato 10 presenze su 14 senza subire punti in questa stagione e meritava più considerazione.

Insomma siamo una nave senza nocchiero in gran tempesta. Breslow sembra che non sappia dove mettere le mani e probabilmente il comportamento meno dannoso è che stia immobile, pietrificato. Domenica potremo fare un punto significativo per capire cosa ci riserva la stagione. Spero che la squadra sappia smentire di nuovo il mio connaturato pessimismo, come spesso ha fatto in questa stagione.

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Scricchiolii

Un po’ di pallini con notizie brevi alla rinfusa, ma non propriamente confortanti:

  • Quando è iniziata la partita di domenica il bullpen dei Boston Red Sox aveva una ERA complessiva di 3.38, la migliore dell’American League e la terza nelle major. Ma a parte Chapman, Garrett Whitlock (che pure ha concesso un punto all’ottavo inning domenica) e Justin Wilson, ci sono molti uomini che generano preoccupazioni. 
  • Fin qui Weissert è stato complessivamente solido ed è entrato avendo concesso solo un punto dal 2 luglio. Tuttavia, con un carico di lavoro pesante all’inizio dell’anno (56 presenze), gli inning di Weissert sono stati ridotti dal manager Alex Cora negli ultimi due mesi per aiutarlo a mantenere la sua efficacia. 
  • Matz, nel frattempo, non ha concesso un punto da quando è arrivato, ma è più un rilievo da più inning che un setup man ad alto impatto, un ruolo a cui è stato costretto domenica. Jordan Hicks avrebbe dovuto dare profondità ai Red Sox da questo punto di vista, ma non ha dimostrato la necessaria continuità. 
  • Si attende con impazienza il ritorno di Justin Slaten, che è fuori dal 1° giugno per un infortunio alla spalla/collo. Venerdì ha lanciato il suo terzo bullpen e lunedì è previsto un allenamento di battuta dal vivo. Se tutto va bene, il suo prossimo passo potrebbe essere un incarico di riabilitazione.
  • I Red Sox hanno avuto un agosto poco brillante, ma abbastanza soddisfacente, vista la stazza delle avversarie incontrate. Tuttavia le sconfitte inopinate come quella di domenica evidenziano la necessità di mantenere il ritmo vincente. La sconfitta ha vanificato anche un altro buon inizio di Crochet, che ha concesso una corsa su tre valide e una base su ball, mettendo a segno otto strikeout in sette inning.
  • Se Boston (68-57) avesse resistito fino alla vittoria, si sarebbe portata a quattro partite dai Toronto Blue Jays (73-52) per il primo posto nell’American League East, avrebbe rafforzato la sua posizione di wild card che ora li vedi con le stesse sconfitte dei MFY, che affronteremo il prossimo fine settimana. Fortunatamente i Guardians continuano a perdere e la wild card non sembra in pericolo.
  • Abreu ha portato in vantaggio i Red Sox con un fuoricampo da due punti nel quarto inning domenica e ha poi segnato il terzo punto su una palla sacrificio di Abraham Toro nel settimo. Nell’azione tuttavia è uscito dalla partita per un infortunio al polpaccio destro. Speriamo che sia pronto per lo Yankees Stadium.
  • Già da luglio i Red Sox avevano indirizzato l’esterno Jhostynxon Garcia (detto the password) a coprire il cuscino di prima base e nella squadra di Tripla-A Worcester. Finalmente Garcia domenica ha giocato la sua prima partita in quella posizione, facendo una bella figura. Garcia ha una media battuta di .308 con un OPS di .945 a Worcester, ma al momento c’è poco spazio per lui nel campo esterno. Ampliare la sua versatilità difensiva sembrava un modo per aprirgli una strada verso la prima squadra, Tuttavia l’ingaggio di Nathaniel Lowe, ex vincitore del Silver Slugger e del Guanto d’Oro, potrebbe essere un ostacolo ancor maggiore.
  • Nel frattempo, Kristian Campbell ha continuato a distinguersi a Worcester, con una media battuta di .323 e un OPS di .943 in 26 partite dalla pausa dell’All-Star. Cora però ha dichiarato che c’è ancora molto lavoro d fare e ancora non  è pronto per le major, neppure ora che Marcelo Mayer è ufficialmente fuori per un anno, a causa di un intervento chirurgico al polso.
  • I Red Sox si confermano fragili di polso. Kutter Crawford ha parlato con i giornalisti venerdì per la prima volta dopo l’operazione al polso che ha posto fine alla stagione, il 2 luglio. La scorsa stagione Crawford ha registrato una media PGL di 4,36 in 33 partenze, ma non ha giocato affatto nel 2025, a causa di un infortunio al ginocchio subito la scorsa stagione. Ora il ginocchio sta molto bene, ma Crawford ha raccontato di essersi infortunato il polso mentre svolgeva alcuni lavori di manutenzione ordinaria in casa.
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Stop a Naval Town

Le trasferte sulla West Coast sono sempre irte di incognite per i nostri ragazzi, ma la trasferta a San Diego, a questo punto della stagione, si mostrava in premessa sommamente disagevole. San Diego è una franchigia che, guidata dal loro vulcanico President of Baseball Operations & General Manager A.J. Preller, si è molto rafforzata negli ultimi anni con l’acquisizione di molti forti giocatori, affiancando all’azzoppatore Machado (il più stronzo della lega), gente come l’ex stella dei Red Sox Xander Bogaerts. 

Entrambe le formazioni sono all’inseguimento della prima posizione nelle rispettive division e curiosamente si trovano di fronte proprio quando i leader si affrontano a Los Angeles e si capisce quindi che sono chiamate entrambe a vincere la serie per guadagnare (o almeno non perdere) ulteriore terreno in classifica.

I pronostici parlavano di gara 1 come una partita impossibile da vincere per i Red Sox, gara 2 ampiamente alla nostra portata e la finale potenzialmente equilibrata e sono stati tutti smentiti alla grande.

Alla vigilia era difficile infatti aspettarsi una vittoria di Buehler in gara 1 contro un Nick Pivetta, che stava disputando la migliore stagione della sua carriera (come sembra accadere regolarmente a tutti i lanciatori che lasciano Boston), con un record di 11-3, ERA 2.73 e ì WHIP 0.94. 

Invece, incrociando per la prima volta gli ex compagni di squadra, ha concesso cinque punti in 6 inning, frutto di cinque valide e tre basi su ball, con tre strikeout. Per Pivetta è stata la terza partenza stagionale in cui ha concesso almeno cinque punti guadagnati. 

Da l’altra parte Buehler ha messo a segno uno dei suoi migliori out di questa stagione, lanciando il 64% di strikeout in 6 inning senza subire punti, concedendo la miseria di quattro valide e due basi su ball, con quattro strikeout. Con questo Buehler si è confermatio bestia nera  dei Padres, migliorando il suo record personale contro SD a 7-1 con una ER di 1,67 (81 inning, 15 punti guadagnati) in 13 partite da partente contro di loro.

Il risultato è arrivato sopratutto dalla prestazione di battitori che stavano attraversando  un periodo di slump. 

Il DH dei Red Sox Masataka Yoshida è sceso in campo venerdì contro i Padres con una media battuta di .222, una percentuale di arrivo in base di .263, una percentuale di slugging di .333, un OPS di .596, un fuoricampo, tre doppi, quattro RBI, tre punti, una base su ball e 10 strikeout in 16 partite (57 apparizioni al piatto), da quando è tornato il 9 luglio. Il suo unico fuoricampo era stato ottenuto contro un giocatore di posizione.

A dispetto di una percentuale altissima di ground ball del 68,2%, quando è stato necessario ha alzato una palla a 101 mph per un SF di 365 piedi, che con le basi cariche ha portato il punteggio per Boston sull’1-0 nel quarto inning, proseguendo con un doppio per regola di campo lungo la linea di foul sinistra, nel sesto inning, e battendo un fuoricampo da due punti verso il campo destro nel nono inning.

La serie di 13 partite senza fuoricampo di Wilyer Abreu, in cui ha battuto .209 (9/43), si è conclusa ancora al quarto inning, quando ha messo a segno un fuoricampo da due punti. Il suo 21° fuoricampo stagionale, il record della squadra, che ha portato Boston in vantaggio per 4-0.

Connor Wong, che ha chiuso 2/5, ha battuto a casa più punti con un solo swing nell’ottavo inning, di quanti ne avesse messi a segno in tutta la stagione. Il suo doppio da tre punti, che ha vuotato le basi, ha portato Boston in vantaggio per 8-0. Si è trattato della prima battuta di Wong con RISP in questa stagione, interrompendo una serie di 0 su 30. 

Questo è confortante visto che Wong è destinato ad accucciarsi dietro il piatto un po’ più spesso, visto il dolore al ginocchio accusato da Narvaez, che comunque dovrebbe giocare domenica. Finalmente i Sox hanno messo fine alla carenza in questo settore del roster prendendo il ricevitore Ali Sánchez dai Blue Jays tramite waiver. Boston aveva un posto vacante nel roster di 40 uomini, che ora è al completo. Sánchez non ha più opzioni, quindi i Sox dovranno effettuare una corrispondente mossa nel roster attivo quando si presenterà  la necessità di farlo giocare.

Sánchez ha debuttato nelle leghe maggiori nel 2020, ma ha collezionato solo 131 presenze in battuta con uno slash di .186/.224/.237. Ha ricevuto ottime valutazioni per il suo gioco con il guanto e ha generalmente ottenuto buoni risultati offensivi nelle minors. 

La seconda partita della serie era vista invece come una vittoria obbligata, con Lucas Giolito lanciato da una serie di buone partenze, un record di 8-2 e una media PGL inferiore a 4. Mentre il partente della seconda partita per i Padres. Michael King, che ha trascorso gran parte della sua carriera come partente del bullpen, era alla sua prima partenza da titolare dallo scorso maggio, dopo un intervento chirurgico alla spalla.

Effettivamente la partenza di King non è positiva, ma l’attacco è stato asfittico e non ne abbiamo approfittato. Giolito inoltre esce dopo 4,2 inning per aver perso completamente il controllo: dopo due out, non riesce più a lanciare strike e concede 4 BB consecutive che portano in vantaggio agli avversari. Recuperiamo al nono con un clamoroso doppio di Roman, ma perdiamo ancora ai maledetti extra, una partita condizionata anche da chiamate arbitrali che mi sono sembrate piuttosto punitive. Per esempio nelle ultime chiamata su Giolito ci sono alcuni ball che erano dei chiari strike. Clamorosa la palla 5, chiamata come quarto ball su Boagerts, che era proprio in mezzo al piatto.

In questa partita brilla per la prima volta contro di noi X man, che ci fa male con la mazza e con l’esperienza in difesa, spingendo irregolarmente fuori base Hamilton, procurandosi così un out molto importante all’ottavo inning.

Nel matinée del giorno successivo l’attacco non scende in campo, per segnare due punti c’è bisogno di una crisi del lanciatore al settimo avversario e di un errore difensivo. Con le basi cariche tre K consecutivi spengono ogni nostra velleità. Bello è autore di una partita piuttosto incolore, i punti avversari si accumulano piano piano, ma con costanza e perdiamo una partita dove non abbiamo mai avuto nessuna chance. 

A livello di division questa battuta di arresto è piuttosto indolore; perdono la serie sia Toronto a LA sia i pigiamini in casa contro Houston, nostra prossima avversaria. Nella classifica WC invece ci sono conseguenze, perché Seattle ci scavalca con uno sprint di 7 vittorie consecutive. I Mariners però contemporaneamente, hanno anche raggiunto l’obiettivo di competere per il titolo divisionale. Sono secondi in classifica con solo 0.5 GB su Houston.

Tuttavia, con l’attuale formula dei play off, a parte il vantaggio del campo (che nel baseball non conta granchè), questi piazzamenti sono piuttosto irrilevanti.  Se la stagione regolare finisse tutte queste tre squadre, insieme ai pigiamini, parteciperebbe alle Wild Card series al meglio di tre partite. 

Per saltare questa prima fase ed accedere direttamente alle Division Series al meglio di 5 partite (ammesso che sia un vantaggio), sarebbe necessario scavalcare Toronto, colmando il gap di 4.0GB che attualmente ci separa. Sarebbe un’impresa molto complicata. Con l’attuale record di 65 54 è necessario infatti vincere 25 partite per arrivare a 90, considerata questa una quota playoff sicura. Questo vuol dire che con 43 partite ancora da giocare bisognerà tenere una media piuttosto alta (0,581), ben superiore a quella tenuta fino ad ora (0,546). Ne deriva quindi che lo sforzo per riuscire a riagguantare i canadesi sarebbe ancora più dispendioso e probabilmente controproducente.

Quest’anno i giochi sembrano fatti, it’s getting late early, come diceva Yoghi Berra. Sembra quindi che convenga proseguire day by day, senza fare troppi calcoli, ma cercando di mantenere l’attuale piazzamento. Le prossime tre partite contro gli Astros sono importanti per tenere a distanza i MFY che ci seguono in classifica. Le successive nove partite contro gli Orioles e i Pirates, offriranno l’opportunità di dare una bella spinta alla stagione. A fine agosto quindi i Red Sox dovranno andare allo Yankee Stadium per disputare le quattro partite che probabilmente risulteranno decisive per la nostra stagione e per il contratto del grandissimo Aaron Boone.

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È tutta un’altra Storia

Una delle ragioni dell’attuale periodo d’oro per i Red Sox, risiede nelle spettacolari prestazioni di Trevor Story. Arrivato a Boston con grandi speranze, fra lunghi infortuni e lunghi periodi neri, sembrava una scommessa persa. 

Dopo aver ha saltato i primi quattro mesi della stagione 2023 a causa di un infortunio al gomito, ha fatto il suo debutto stagionale ad agosto, quando oramai la stagione era compromessa. L’anno scorso, dopo solo una settimana di gioco, è caduto male dopo una presa spettacolare, subendo un infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori gioco fino a settembre, ancora fuori tempo massimo per dare un contributo. 

Anche la stagione 2025 sembrava incanalata come le precedenti, anzi i primi due mesi sono stati senza dubbio il periodo più difficile della sua carriera. Il contributo in attacco era così ridotto ai minimi termini, da rischiare, a fine maggio, se non di perdere il suo posto in rosa (per mancanza di alternative), ma almeno di perdere minutaggio.

Nei successivi due mesi la situazione si è capovolta, soprattutto in aspetto cruciale: Story è diventato un elemento essenziale della formazione, assumendosi il compito di portare punti a casa, Dal 1° giugno, lo shortstop dei Red Sox ha battuto a casa 49 punti nelle ultime 55 partite, di cui 11 nelle ultime sette. Per 12 volte in questa stagione  ne ha battuti a casa almeno tre nella stessa partita, secondo solo a Eugenio Suarez (14) di Seattle. 

Ieri notte al sesto inning, con la partita in parità 1-1, Story ha battuto una palletta corta a scavalcare gli interni, piazzandola con precisione davanti all’esterno centro. L’azione ha portato a casa i due corridori in base, entrambi in movimento con due eliminati. 

E’ stata il momento che ha rotto definitivamente la parità la cui dinamica si è ripetuta spesso nel recente passato. Non è un caso. In effetti, Story ha deliberatamente accorciato il suo swing in queste situazioni, privilegiando il contatto rispetto alla potenza, ma con il vantaggio di  toccare la palla più rapidamente. Spesso questo accorgimento può fare la differenza.

Con 72 RBI già realizzati e 47 partite ancora da giocare, Story è sulla buona strada per concludere la stagione battendo il suo suo record personale di 108 stabilito nel 2028 con i Colorado Rockies.

Negli ultimi due decenni la statistica RBI, che un tempo faceva parte della tripla corona per i battitori, si è svalutata rispetto ad altri parametri offensivi – come OPS o WRC+ – che hanno assunto un significato più centrale nella valutazione di un giocatore. Tuttavia bisognerebbe rivalutare la capacità dei giocatori che sanno come gestire le situazioni con i corridori in base. Da questo punto di vista Story ha sfruttato appieno la sua posizione di numero 4 nel line up per fare la differenza.

“There’s guys who have the same amount of at-bats and they’re hitting .190 with men in scoring position,” ha dichiarato Cora a tale proposito “Some people put more pressure on themselves. Some people don’t get pitches to hit. Some people swing and miss. I know RBIs are a product of who hits in front of you, but there’s a reason he hits fourth — because you believe that the people in front of him are going to get on base and somebody has to drive them in.”

Oltre ad alcuni aggiustamenti nello swing durante il turno di battuta, Story ha potuto far affidamento anche a un grande resilienza mentale. Non si esce da questi lunghi periodi di slump semplicemente con la salute e l’allenamento. Bisogna avere grande fiducia in se stessi e saper recuperare la determinazione per riemergere. Bentornato Trevor, guidaci alla vittoria!

PS: Non posso terminare l’articolo senza citare, con grande soddisfazione, la quinta sconfitta consecutiva degli sgradevoli monelli del Bronx, che si ostinano a andare a giocare in pigiama. Dopo aver contribuito alla causa dei pesci di Miami, ne hanno prese anche nell’arida pianura di Arlington.

In occasione della serie con i MFY è risorto Joc Pederson che, iniziata la serie con un OPS di .473, l’altro ieri ha realizzato un grande fuoricampo al nono, che ha riacciuffato una gara che sembrava persa e ieri notte è arrivato in base quattro volte. 

La partita si è decisa nel finale, grazie a una battuta di Tellez a basi cariche, con Aaron Boone, agitatissimo, sfogliava la margherita per decidere di cambiare il rilievo. Non gliene va bene una e l’incubo di una sua cacciata si avvicina a grandi falcate. 

Menzione speciale per il grandissimo Nasty Nate, che ha fatto letteralmente a pezzi l’attacco dei Bronx bombers, finendo con uno shutout con una sola valida. L’atteso ritorno di Judge dopo l’infortunio è stato piuttosto incolore: 0/3 con 2K.

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Il paraculo

Tutti sanno che Alex Cora punta a proseguire la carriera come dirigente a Bostn una volta che la sua esperienza di manager sarà conclusa. Per perseguire questo piano tiene la testa bassa e si muove in linea retta, mai facendo trapelare quello che pensa, o che spera, su questioni della franchigia al di fuori della sua area di competenza. Alcuni direbbero che è intelligente, altri che è molto furbo o, più precisamente, un gran paraculo, e probabilmente avrebbero tutti ragione.

Cinque giorni prima della scadenza degli scambi aveva ammesso di essere preoccupato per la scarsa profondità degli starter a disposizione: “Obviously we’re one pitch away from somebody (else) getting hurt, that’s the nature of the business. So obviously the more we have the better. Compared to where we were in spring training, we’re a lot shorter than that group.” Sentite quanta levità nel dire cose assolutamente scontate?! Nessuna pressione per il front office, per il quale si nutre la massima fiducia.

Oggi, quando gli chiedono come si sente sulla stessa questione risponde: “I feel good,” (cos’altro potrei dire? n.d.r) “Obviously, Fitzy (Richard Fitts) is down there, (Kyle) Harrison is down there (at Worcester). There’s other guys that may or may not contribute, but we’re better than a week ago in that aspect.”

Dimentica pure di citare Cooper Criswell, che si è guadagnata una insperata W contro il partente All Star degli Astros Hunter Brown, pur di affermare con convinzione che il rancio è ottimo e abbondante. 

Mercoledì nel pomeriggio, di ritorno dalla festa di compleanno del figlio di Bregman, Cora è passato un attimo dalla War Room (sic!), gestita dal commander in chief Breslow, ed ha assistito in diretta agli ultimi concitati minuti delle trattative. Ha detto di aver imparato molto, ma di volersi tenere per sé di cosa cosa effettivamente si tratti, per sfruttarlo in futuro. Non poteva dire semplicemente: “ Ho capito come bisogna comportarsi per fare sicuramente la figura del coglione e spero di poterlo evitare ove mai un giorno toccasse a me!”

Insomma, un muro di gomma! Sicuramente era informato del fatto che Boston era una delle squadre in lizza per acquisire il terza base All-Star Eugenio Suárez da Arizona, con l’intenzione di farlo per giocare in prima base”, ma che poi, gira che ti rigira, ha finito per accasarsi con i Mariners. Sa che ora si deve arrangiare  con due giocatori in regressione (Toro e Gonzalez) per coprire quel ruolo, e non sarà facile. Venerdì Boston era ventesima su 30 squadre della MLB in OPS del prima base (.702). Abraham Toro continuerà a giocare nonostante abbia totalizzato solo 10 valide nelle sue ultime 55 AB. Ma bisogna fare buon viso a cattivo gioco: dont worry  dalla tripla A è in arrivo Campbell per coprire quel ruolo. Ha già totalizzato 17 partenze in prima base con il Worcester con buoni risultati.  

Però con calma. Non c’è fretta. “There’s still work to do. He’s still a work in progress. He’s gotten better. The numbers show that. There’s a few things under the hood that we still need to get better at.” Vedete? Alla fine dell’anno dovrà spiegare cosa è successo e si porta avanti con il lavoro, precostituendo una versione convincente.

Da anni coltiva buone relazioni con la stampa, che non lo metteno spesso in imbarazzo, nelle conferenza stampa. Nessuno gli chiede per esempio perchè viene preferito il disastroso Hamilton nel ruolo di 2B, quando Grissom in tripla A ha fatto vedere cose migliori.  Non gli chiedono come farà con un ricevitore e mezzo a finire la stagione e lui non ne parla, cosa potrebbe dire infatti? La sua missione è far giocare al meglio i ragazzi che ha, non quelli che gli piacerebbe avere. Secondo me Cora era consapevole che i Red Sox mercoledì hanno vanificato la possibilità di vincere il pennant 2025 (un trofeo che nella mia personalissima scala dei valori conta quasi più delle WS), ma non dirà mai nulla che disturbi il manovratore, per ogni altra domanda citofonare Breslow. D’altra parte non è salutare esporsi. L’ultimo che aveva espresso perplessità sulla strategia ora gioca con Giants 🙂

E poi non si sa mai. Il baseball è un gioco strano e difficilmente governabile. Ieri l’abbiamo spuntata a sorpresa con gli Astros, dati per grandi favoriti. La squadra non si è arresa, probabilmente Cora li aveva abilmente preparati che non sarebbe arrivato nessun nome rilevante, sarebbero stati loro a tirare la carretta fino alla fine, che erano bravi e ce la potevano ancora fare. I Blue Jays sono stati travolti da un Kansas City che ancora può dire di essere in corsa per la wild card e poi ci sono i pigiamini affidati al manager All star Aaron Boone, che ci danno grandi soddisfazioni.

Proprio ieri avevo parlato bene di loro e mi riprometto di farlo più spesso se questi sono i risultati. New York ha puntato molto sul mercato per ottenere un supporto nel bullpen, dopo essersi resi conto, a forza di legnate, di aver perso molte partite per la penuria di rilievi affidabili. Il trio composto da Jake Bird, David Bednar e Camilo Doval è arrivato a Miami con il proposito di medicare la ferita e invece non solo l’hanno cosparsa di sale, ma probabilmente hanno causato un’infezione. In vantaggio di 9-4 al settimo inning, Bird, Bednar e Doval hanno concesso nove punti, con soli sei eliminati. In questa vicenda però  si è ritagliato un ruolo da protagonista anche l’utilityman José Caballero. Dopo che gli Yankees si erano ripresi da quello che probabilmente era stato il loro peggior inning della stagione, portandosi in vantaggio per 12-10 all’inizio del nono inning, Doval saliva sul monte per la salvezza, nonostante Boone avesse assicurato che il closer sarebbe rimasto lo stesso. Probabilmente era curioso di metterlo alla prova in un contesto sicuro come lo stadio semivuoto di Miami. Doval però, dopo il primo out, concede un singolo e una BB, portando il punto del pareggio in prima base. In una situazione 2 on e 1 out, segue un battuta radente sulla destra per un singolo, ma Caballero manca clamorosamente una facile giocata di routine, la palla prosegue fino alla recensione, entrano i due punti del pareggio, e il corridore successivo, che si era fermato in terza, arriva a casa il turno successivo, su una smorzata che il ricevitore non gestisce proprio con disinvoltura. Un sentito ringraziamento a tutti gli autori di questo disastro che ci hanno divertito e alleviato la giornata.

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Meglio Di Maggio

All’inizio di giugno gli Yankees hanno subito un tracollo che li ha portati tra le ultime cinque squadre del baseball in termini di PGL e WAR di FanGraphs. In questo periodo oscuro gli Yankees hanno registrato uno dei peggiori record del baseball, perdendo il primo posto nell’AL East, fino ad essere coinvolti in una una corsa molto competitiva per la Wild Card, con il concreto rischio di essere esclusi dai play off.

Tuttavia alla scadenza del mercato estivo i MFY hanno reagito con determinazione, potenziano il loro bullpen acquisendo un trio di lanciatori destri sui quali manterrà il controllo: David Bednar dai Pirates, Jake Bird dai Rockies e Camilo Doval dai Giants. Bednar, un closer veterano che ha partecipato a due All-Star Game, è il premio principale. Bird è un setup man eccentrico con un braccio non convenzionale, ma che dovrebbe rivelarsi un lanciatore molto efficace. Doval, impiegato come closer dai Giants, è una scommessa rischiosa a causa del suo alto tasso di basi su ball, ma quando è in serata è uno dei giocatori più pericolosi in circolazione. L’operazione di mercato si è completata con l’aggiunta della buona mazza di Caballero, scambiato proprio mentre stava giocando allo Yankees Stadium con gli odiosi raggetti. Valutazione della critica: A. Questo vuol dire che continueremo a fissare il loro culo mentre si allontaneranno sempre di più in classifica.

Anche i Mariners si sono mossi bene aggiungendo due ottime mazze al loro Iineup: 

  • Eugenio Suárez (3B, D‑backs) – 36 HR e .896 OPS nel 2025.
  • Josh Naylor (1B/DH, Guardians) – Potenza e contatto, 20+ HR e .285 AVG.

Valutazione della critica A: hanno colmato le loro principali esigenze di squadra nei cornerback interni senza neppure aver dovuto rinunciare ai loro migliori prospetti. Hanno messo la freccia e presto ci passeranno sopra. Naylor avrebbe potuto essere un valido obiettivo anche per noi, ma non ci siamo inseriti nella trattativa neppure per disturbare.

Per quanto riguarda i Red Sox nessuno pensava che avessero ottenuto abbastanza in cambio di Rafael Devera, ma scambiando Tibbs per May Breslow è riuscito in qualche modo a far sembrare la contropartita ancora peggiore di quello che era sembrata da subito. Abbiamo scambiato un prospetto presentato come di valore, per un lanciatore con prestazioni così mediocri che i Dodgers pensavano già di togliere dalla rotazione. May ha registrato un bWAR negativo in questa stagione e arriva stremato a Boston avendo già lanciato di gran lunga il maggior numero di inning della sua carriera tanto che risulta veramente difficile definirlo un miglioramento rispetto a Richard Fitts.I puffi l’hanno mandato a Boston come se l’avessero opzionato per la tripla A. Ad ogni scadenza dalla costa ovest ci arriva un bidone pieno di rifiuti tossici: Paxton nel 2024, May oggi. Lo vedremo all’opera domenica contro Valdez e credo avremo rapidamente l’opportunità di valutarlo

Tutti rimproverano al nostro front office di non aver rispettato l’impegno di prendere un partente d’élite, come Joe Ryan, MacKenzie Gore o Sandy Alcantara, ma, a parte qualche operazione di distrazione di massa, nulla di concreto è stato fatto. Ma per noi non è una sorpresa, vero?

Craig Breslow è arrivato al vertice della dirigenza da illustre sconosciuto, avendo ricoperto ruoli di seconda linea nei Cubs e con la nomea di essere apprezzato da Theo Epstein. Il suo curriculum riportava una laurea in un’università della Ivy League e tutti abbiamo sperato che rappresentasse un deciso avanzamento rispetto a Bloom. Ma oramai credo che abbiamo capito di avere a che fare in un leader con la personalità di un ameba, completamente prono alle direttive della proprietà. E lo dico per non infierire! 

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Prima mossa

Breslow (nella foto lo vedete mentre mostra sicuro a Mr. Henry le magnifiche sorti e progressive della squadra) ha operato la sua prima mossa di mercato prima della deadline fissata per oggi alle 18:00ET, mezzanotte in Italia: Boston ha rafforzato il suo staff di lanciatori acquisendo il veterano lanciatore mancino Steven Matz dai Cardinals.

Nell’ambito di una AL molto equilibrata i Red Sox hanno insperate opportunità quest’anno a patto che vengano colmate alcune evidenti lacune del roster e cioè, in ordine di priorità:

  1. Sembra necessario prendere un altro lanciatore partente, ottimale prenderne uno che possa essere schierato come n°2 nella rotazione
  2. Prendere un ricevitore di riserva migliore di Wong (non dovrebbe essere troppo complicato)
  3. Cercare un potenziamento in prima base 
  4. e una maggiore profondità nel bullpen.

Mettere Dobbins nella lista degli infortunati da 60 giorni è una possibilità per liberare un posto tra i 40 uomini. Probabilmente Matz sarà utilizzato in un ruolo multi-inning e come protezione del mancino Justin Wilson. Matz sarebbe il quinto mancino nel bullpen insieme a Wilson, Chapman, Bernardino e Murphy ed è quindi probabile che uno di questi ultimi due venga opzionato per far posto a Matz nel roster attivo.

Nonostante Matz è destinato a diventare free agent a fine stagione, Breslow lo ha preso con uno scambio alla pari con l’interno di minor league Blaze Jordan, terza scelta di Bloom al draft del 2020. (Questa circostanza potrebbe aver avuto un peso nella trattativa). Jordan ha 22 anni, e ha finalmente raggiunto la Tripla A in questa stagione, ottenendo ottimi risultati. Nell’anno, ha una media battuta di .304 con un OPS di .868 tra Doppia A e Tripla A. Ciò che lascia perplessi è che Jordan fosse il prospetto più avanzato nel sistema di Boston per giocare in prima base, una posizione per la quale non riusciamo a trovare una soluzione stabile da anni e quindi non sembra proprio un’idea geniale separarsi da lui, dopo che ha finalmente sembra trovato il suo ritmo nelle leghe minori.

Allo stato quindi non è stato trovato ancora un sostituto per Richard Fitts al quinto posto della rotazione. Sebbene Matz abbia avuto un’eccellente stagione come partente nel 2021 è escluso che possa essere impiegato subito come partente, avendo effettuato non più più di 24 lanci dalla pausa dell’ASG, Probabilmente è più vicino Kyle Harrison (ERA di 2.03 nelle ultime quattro partenze disputate con i Giants) che è in lizza per iniziare la riabilitazione in Tripla A venerdì e potrebbe trovare un’opzione che gli consenta di per fare la sua prima partenza con i Red Sox.

Si tratta di opzioni destinate anche a partenze spot, come protezione dei titolari nel finale di stagione, in modo che non arrivino cotti a ottobre. Crochet avrebbe dovuto lanciare domani in casa contro Houston, ma la sua prossima partenza sarà posticipata a lunedì o martedì per avere qualche giorno in più di recupero. Con 141,1 inning, Crochet è in testa alla Major League, ma è anche a soli cinque inning dal suo record personale. Nella seconda metà della scorsa stagione, la prima dopo l’operazione Tommy John, Crochet è stato limitato da Chicago a soli quattro inning ogni partenza. Siamo quindi ora in territorio incognito e occorre muoversi con la massima cautela per preservare la migliore risorsa che abbiamo.

Derogando dalla nostra regola di ignorare i rumor, segnaliamo che il nome di Jarren Duran è ancora in gioco nel mercato estivo. Sembra infatti confermato l’estremo interesse dei Padres, che con il loro CBO AJ Preller sta facendo offerte ritenute molto aggressive. Breslow ha dichiarato pubblicamente di non sentire il bisogno di scambiare giocatori del proprio gruppo di giovani esterni controllabili (anche se sono 4 per tre posti), ma Preller intende forzargli la mano mettendo sul piatto Dylan Cease , lanciatore partente titolare con una media PGL di 4.79 in 22 partenze. 

Si specula sul fatto che se Boston non riuscisse a trovare un’alternativa nel il mercato dei partenti controllabili, in questo momento apparentemente bloccato, Cease potrebbe essere preso in considerazione se San Diego includesse nello scambio il loro miglior prospetto Leodalis De Vries, un interno considerato 13° nel baseball. Alcuni sostengono che aver portato Roman nella posizione di leadoff nel lineup delle patite a Minneapolis, sia un test di fattibilità dell’operazione. Se le voci di scambio circolate potevano rappresentare una distrazione per Duran, che mercoledì ha segnato quattro punti nella vittoria per 13-1 sui Minnesota Twins, questo non si è proprio visto nelle sue prestazioni in battuta.. Se vi interessa l’opinione del vecchio brontolone che vi scrive la risposta è un NO grande quanto una casa. Nemmeno lo motivo perchè spero che fra meno di 24 ore la notizia sia stata archiviata.

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