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Is he the answer ?

Andrew Cashner è la risposta che arriva dagli uffici di Yawkey Way ai problemi denotati dai Sox sul monte di lancio. Una volta tanto è una trade che credo possa essere accettato serenamente. La contropartita non è eccessiva, ovvero due 17-enni che sono nell’academy dei Sox a Santo Domingo che semmai diventeranno due giocatori “veri” ma che ad oggi non sono che due ragazzini appena all’inizio di un lunghissimo percorso ed inoltre gli Orioles pagheranno più della metà dei 3 milioni di $ che il giocatore dovrà ricevere da qui a fine anno quando diventerà free-agent.

Sarà Cashner la risposta giusta ai nostri problemi ? Ovviamente non lo so, quello che dico è che una trade in questi termini era un tentativo da fare, non ci carica il monte salari di una cifra eccessiva, ci lascia le mani libere il prossimo inverno e non ha comportato una rinuncia ai top-prospect, quando in settimana avevo visto una foto di Casas in un articolo dove si parlava delle ns. possibili trade avevo iniziare a pregare, al momento le mie preghiere sono state esaudite. Cashner ha avuto una carriera molto “up-and-down”, benissimo nel 2013 e 1014, così così nel 2015, male nel 2016, bene nel 2017, male nel 2018 … insomma … non un mostro di costanza, ma pretendere un giocatore di caratura superiore avrebbe comportato dei sacrifici che i Sox non possono fare.

Però bisogna che ci parliamo chiaro, anche se Cashner dovesse giocare come il Pedro Martinez del ’99 non potremo andare da nessuna parte se il resto dei lanciatori continuerà ad offrire lo stesso rendimento insufficiente che sta offrendo. Se Chris Sale resta il Chris Sale visto stanotte contro i Dodgers e nelle precedenti partite non c’è Cashner che tenga, se Porcello continua a lanciare da qui a fine settembre come sta lanciando ora idem come sopra. Insomma … il management ha fatto quello che doveva fare, ma se le cose non cambiano drasticamente avremo un ottobre libero da impegni.

Queste prime due partite contro i Dodgers sono davvero significative, sono un microcosmo che spiega benissimo questo 2019 contraddittorio, incostante. A me ha fatto effetto la partita di Sale anche in aspetti non proprio legati al lancio, mi riferisco ad esempio alla sua reazione lenta sul singolo interno che è costato il punto del primo inning. Tralascio poi ogni commento sul bullpen visto che se mi esprimessi con sincerità scriverei cose inadatte ad un consesso di gente civile, la partita era gravemente in salita, ma se gli ultimi 4 lanciatori entrati abbiano tutti subito almeno un punto credo che si batta qualche piccolo record negativo. A breve dovrebbe essere pronto Eovaldi, ma anche qui vale il discorso fatto prima per Cashner, ovvero che se anche gli altri non si metteranno a giocare in termini accettabili, Eovaldi non ci servirebbe a molto nemmeno fosse meglio del Foulke ’04, Papelbon ’07 e Koji ’13.

Intanto stanotte proviamo di gustarci gara-3 con una sfida a cinque stelle, da noi Price che ad oggi è nettamente la nostra architrave della rotation contro Ryu che non è andare a fare il partente della National League all’All Star Game per caso ma perchè viaggia alla stra-grande. Poi verrà una settimana importante nel senso che ci saranno partite teoricamente facili, contro Jays e O’s, dove dovremo mietere parecchio per poi affrontare gli scontri diretti a fine mese nelle migliori condizioni possibili di classifica, per chi deve rimontare l’orologio comincia a fare “tic-toc”, ma ripeto … bene Cashner, ma se gli altri non si alzano dal letto al suono della sveglia non ci sarà purtroppo molto da dire.

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Pensierini della sosta

La sosta arriva forse al momento opportuno, dopo una settimana che non ha fatto altro che confermare ciò che ci stiamo dicendo da tempo, ovvero che questa squadra è mortifera quando si tratta di giocare contro le squadre di livello medio-basse, peccato che se vuoi vincere non puoi sempre sperare di giocare contro gli Orioles o contro questa pallida versione dei Tigers contro la quale i Sox hanno portato a casa la sweep.

Sono due le cifre della prima metà della stagione che mi hanno colpito : una è proprio quella a cui accennavo nel paragrafo iniziale ovvero un brutto 17-25 contro le squadre che hanno una media sopra .500, ed un 32-16 nelle altre. L’altra è quella che ci vede molto meglio nelle partite in trasferta 29-19 rispetto al mediocrissimo 20-22 registrato al Fenway,

Il motivo di entrambe le statistiche credo sia sempre lo stesso ovvero un parco lanciatori che balbetta. Lo è della nostra “avarizia” contro le squadre forti perchè credo che anche i bambini in età prescolare sappiano che ad alto livello le partite le vinci con gli uomini sulla collina, e gli stessi uomini del monte possono fare la differenza in uno stadio dalle misure molto particolari qual’è la nostra cattedrale di Yawkey Way, col muro verde a 94 metri e col Pesky Pole a 92 con una recinzione a destra che arriva all’ombelico.

L’attacco regge e con la crescita offensiva di giocatori come Vazquez e Bogaerts abbiamo un lineup molto equilibrato, senza il bomber alla Yelich ma con uno stuolo di giocatori che può fare male, 1° come average, 4° come OPS, insomma … se contasse solo picchiare col bastone anche quest’anno faremmo vedere i sorci verdi a tanta gente. Peccato che invece non sia così : come ieri spiegato dalla crew di NESN c’è un punto di ERA in più tra il 2019 ed il 2018 ed è proprio quel punto che sta facendo la differenza.

A poco più di 20 giorni dalla trade deadline le chiacchere sono tante, la voce che Eovaldi sarà il nuovo closer sembra ormai più di una voce, l’idea può anche piacermi e con la sua fastball a 100 mph può fare dei danni, semmai anche essere impegnato in quelle salvezze da più di un inning che erano un po’ un tratto distintivo dei ns. playoffs 2018. L’obiezione a questo discorso è ovvia : con Eovaldi nel bullpen abbiamo un “buco” tra i partenti, cosa che potrebbe indurre i Sox ad operare cercando un partente anzichè un rilievo nel prossimo mercato. Diciamo che DD, sempre ammesso che intenda operare, dovrà andare al mercato con due sporte, una per il rilievo ed una per il partente, immaginando che potrà riempirne solo una, quella semmai che offrirà condizioni migliori per una squadra che abbiamo detto avere un margine operativo davvero limitato.

Abbiamo qualche giorno per tirare il fiato sfruttando quella “sagra dello sbadiglio” chiamata All Star Game, prima di un calendario tosto che vedrà molte partite in casa (ed a questo punto non sappiamo se è un bene) e con parecchie partite contro squadre di vertice, 2 serie contro Yanks ed altrettante contro i Rays ed il remake contro i Dodgers in uno stratch da 23 partite. Per una squadra che oggi non farebbe nemmeno la Wild Card è l’occasione per capire molto più il nostro destino futuro. Cari Sox … se ci siete battete un colpo !!!

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Certezze

La deprimente due giorni londinese ci lascia una certezza : non sappiamo chi sarà, se sarà un partente o un rilievo, ma sappiamo che ci sarà un lanciatore che manderà la partita a putt…

L’esperimento di fare una stagione con un corpo rilievi da triplo A ci si sta ritorcendo contro, andrebbe ripetuto ciò che stiamo dicendo da un sacco di tempo, ormai il tema è stucchevole, è stato fatto un azzardo e non sta pagando. Ragionando col senno di poi chiaro che le scelte potevano e forse dovevano essere differenti, i soldi andati ad Eovaldi, che fino ad ora non hanno fruttato molto (dolce eufemismo), potevano andare ad un paio di rilievi per non vedere quell’accozzaglia di lanciatori; se poi capita che il partente crolli presto come in gara-1 allora siamo a “oggi le comiche”.

Che 33 battute valide in due partite non siano state sufficienti per portare a casa una W dimostra il livello di allarme che dovrebbe suonare nei nostri uffici, quello che mi lascia perplesso è che tutto ciò era abbastanza prevedibile. Che una squadra abbia allocato tutto quel ben di Dio di monte stipendi in una maniera così imbarazzante davvero mi lascia sconcertato ed ancora mi più mi spiace che almeno per quest’anno ci sia poco o nulla da fare. O i Sox spendono ancora, sfondando tutti i limiti del salary-cap con relative penalità, o restano più o meno questi: e francamente visto che la stagione non sta andando nel verso giusto non credo proprio ne valga la pena.

Son proprio deluso e non so cosa scrivere, ad inizio anno dicevo che era illogico aspettarsi un’altra stagione trionfale come il 2018, ma francamente mi aspettavo parecchio di meglio. Il 2013 era stato un trionfo che avevamo capito essere stato un “unicum”, una specie di Leicester; invece il 2018 mi aspettavo che fosse un po’ uno start di una dinastia, direi che non sia così, ed a questo punto, coi chiari di luna che vediamo, anche il posticino alla Wild Card mi sembra molto difficile da raggiungere. Se vogliamo che la stagione non vada a ramengo … questo è il momento di svoltare, questa benedetta svolta l’abbiamo invocata mille volte : ORA O MAI PIU’

Fatemi fare un piccolo discorso di chiusura sulle London Series e sullo sport USA in Europa in generale. Forse i più giovani non lo ricordano, ma a metà anni ’80, quando lo sport USA cominciò ad investire nel mercato europeo, il primo paese a cui pensò fu l’Italia. Fu l’NBA che organizzò un torneo con Phoenix ed i Nets con Milano, Varese e Bologna, una bellezza … i biglietti a Bologna furono esauriti in un pomeriggio. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, addirittura adesso tutte le leghe professionistiche USA giocano partite di regular season in Europa, ma l’Italia è sparita dal radar, addirittura il baseball va in una nazione dove praticamente il gioco non esiste. Il motivo mi pare semplice : abbiamo un’impiantistica sportiva che risale a quando il Presidente della Repubblica era Giovanni Gronchi. Ed anche ci fossero volontà e soldi di adeguarsi agli standard moderni fidatevi che nascerebbero cento “comitati contro la costruzione dello stadio” o simili … siamo questi … W l’Italia

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Non è il 2018

Ammiro il coraggio di Cora che un paio di giorni fa ha detto che cominciava a sentire l’aria del 2018, se davvero credeva a ciò che stava dicendo davvero non lo so, fatto sta che poche ore dopo è stato smentito clamorosamente da una di quelle sconfitte che non sono solo una L in più nelle classifiche, è arrivata una di quelle botte che non fanno per nulla bene per una squadra che teoricamente dovrebbe tentare una rimonta.

Matt Barnes dice che stanno facendo tutto il possibile per essere pronti ogni santo giorno, encomiabile la sua dedizione, ma non nascondiamoci che lui, ma non solo lui, sembrano aver il livello della benzina tendente alla riserva. D’altra parte abbiamo un bullpen costruito così : nessuna stella, qualche buon giocatore ed un certo numero di giocatori raccattati letteralmente dalla strada. Ora capita che uno dei pochi affidabili (Hembree) è infortunato e siamo in una sequenza con un sacco di partite “strette”. Il risultato di questa contingenza è stato un sovraccarico sul braccio dei pochi giocatori affidabili, sovraccarico che poi può portare a dei collassi come gara-2 con Toronto, con giocatori non pronti buttati nella mischia (Shawaryn) e coi veterani che cominciano ad avere il braccio corto.

La logica vorrebbe quindi che i Sox si mettano alla ricerca del rinforzo a luglio, cosa che vedo molto richiesta anche nella bacheca. Ora so che sto per dire una cosa complessa e non proprio popolare : ma è davvero questa la strada da seguire ? Mi spiego meglio. Io non ho l’impressione che con un bel rilievo in più questa squadra faccia il “click” che serve per essere un contender serio. Se dico che non è il 2018, lo dico anche perchè non è solo che mancano i rilievi, non è il 2018 perchè ci sono mancanze anche in altre aree. Non mi sembra di dire una bestemmia se dico che il lineup ha alcuni giocatori un po’ in una fase involutiva, idem se dico che anche qualche partente delude. L’arrivo del “rilievone” farebbe svoltare i vari Benny, E-Rod in difficoltà e farebbe riemergere i vari Pearce e Eovaldi che sono spariti dagli onori del mondo ?

Ovviamente molto verrà deciso dalla trentina di partite che mancano alla trade deadline. I tre casi sono : 1) la squadra decolla 2) la squadra crolla 3) tutto resta così com’è. Ovviamente nell’ipotesi 1 si va al mercato per la ricerca del rilievo … e semmai di qualcos’altro. Nell’ipotesi 2 invece si venderà ciò che si può e si proverà di abbassare il monte stipendi per avere un po’ di spazio salariale per il 2020. Ma se invece si verificasse l’ipotesi 3 che detto tra noi è l’ipotesi più probabile ? Facciamo un po’ di fantabaseball, siamo al 29 luglio e ci troviamo in lotta per l’ultima wild card con un mucchio di altri pretendenti. In un caso simile ammetto che penserei più al 2020 che al 2019. Se per continuare al fantabaseball uno mi venisse a chiedere Porcello (ipotesi) con un’offerta decente io un pensiero lo farei. Mettiamoci in testa una cosa : ci sono troppi ingaggi pesanti e sono proprio quell’eccesso di ingaggi pesanti che poi provocano il dover affidarsi a degli acerbi Shawaryn o a dei Brasier che fino a pochi mesi fa mai avrebbero pensato di lanciare nelle Majors.

Voglio lasciarvi con una ulteriore provocazione : se arrivasse una squadra X e ci venisse chiesto uno dei giocatori col contratto “top” (Price, Sale o chi volete voi) e ci venisse offerta in cambio una contropartita adeguata (top prospects) voi cosa fareste ? La trade del 2012 quando ci liberammo di tanti contratti pesanti non fu la base del meraviglioso 2013 ? Lo so … l’ho sparata grossa … saluti a tutti

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C’è chi può e chi non può

Certo che fa un po’ specie la diversa possibilità di intervento sul mercato tra “noi” e “loro” … noi siamo noi e non credo sia necessario scrivere a chi mi riferisco quando parlo di “loro”. Loro trovano un’occasione sul mercato ed hanno l’opportunità di coglierla al volo, davvero un’ottima presa quella di Encarnacion, è ovviamente un discorso finalizzato a questa stagione visto che sarà free-agent in autunno, ma comunque è un bel colpo nemmeno troppo necessario. Dall’altra parte della barricata ci siamo noi che necessitiamo di rinforzi nel bullpen come non mai e dobbiamo invece sorbirci la sequenza di giocatori acerbi o semplicemente raccattati per la strada, come nella “buffa” vittoria domenicale a Baltimore.

Tante volte ho scritto su queste pagine, con un fare un po’ da Cassandra, della poca confidenza che mi da il modo di costruire squadre da parte di Dombrowski. Abbiamo buttato tutte le fiches sul tavolo … è vero … questo sistema ha prodotto il magno 2018, ma ora fa in modo che è bastato l’infortunio di Eovaldi per rendere la nostra costruzione un fac-simile di un castello di carte. A proposito … Eovaldi, pagato uno sproposito vista la sua vulnerabilità agli infortuni, ha avuto una ricaduta e deve posticipare il ritorno. Ma ripeto : il problema non è l’infortunio, il problema è che una squadra costruita con gli uomini contati non può reggere senza contraccolpi quella maratona da 162 partite che è la stagione MLB.

Tornando al campo, i Sox si confermano quelli che non danno scampo alle squadre di livello basso, sweep a Camden Yards, con due tranquille vittorie e la terza molto meno. Se devo essere sincero faccio fatica a ricordare una nostra W dove il livello di gioco sia stato così complessivamente modesto da parte della ns. squadra come in gara-3. Stamattina mi ripassavo la sequenza dei “magnifici otto” che hanno calcato il mound ieri sera, di giocatori da Majors ce ne sono al massimo un paio e pensavo anche che con Benintendi out (speriamo cosa lieve) ci dobbiamo inventare Nunez DH, cosa mi ha fatto tornare alla mente certe squadre viste dal sottoscritto nelle sue frequentazione del baseball italico, squadre che avevano otto giocatori validi in campo e per DH avevano un nono preso quasi a caso; mettere una mazza leggerissima come Nunez da designato è quasi una contraddizione in termini del ruolo del DH.

Ora c’è all’orizzonte su succulento viaggio a Minneapolis, succulento perchè i Twins sono in classifica su vette altissime con tutta una serie di giocatori che stanno maturando alla grande, cosa decisiva per un small market team. Il primo tosto che affronteremo è Berrios, ma tenete conto che hanno 4 lanciatori con almeno 7 W, con Odorizzi (vecchio amico dai tempi di Tampa) a quota 10. Ed anche col bastone in mano fanno abbastanza paura con 137 HR in saccoccia (primi in assoluto), con veterani come Cruz, giocatori “on the rise” come Rosario e con miglior giocatore europeo vivente, Max Kepler da Berlino. Insomma … un test davvero duro per una squadra che fino ad ora ha fallito proprio contro le squadre di vertice, un test da passare per alimentare speranze almeno di wild card, per sogni più arditi credo proprio si debba ripassare un’altra volta,

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Un brutta domenica

Una gran brutta domenica chiude una brutta settimana e non so se siano peggio le contro-prestazioni che vediamo in campo o le notizie che arrivano dall’ospedale di Santo Domingo.

Partiamo velocemente dalle condizioni di Ortiz che sono definite stabili, non è in pericolo di vita e questo è già una bella notizia per uno che s’è preso delle pistolettate a corta distanza. E’ ancora in terapia intensiva ma dovrebbe recuperare una normale operatività. Non c’è verso, i giocatori latini quando tornano nel loro paese natale sono dei bersagli che camminano perchè hanno scritto ben visibile il seguente simbolo ($). Mi viene in mente un’intervista a Pedro Martinez dove spiegava che era costretto a pagare una marea di guardie private perchè gli sorvegliassero la sua villa a Santo Domingo oppure mi ricordo di Vizquel che tremava per i familiari rimasti in Venezuela che erano in pericolo di sequestro. Detto ciò possiamo solo sperare che Big Papi si riprenda in fretta e archivi la paura.

In campo le cose vanno di male in peggio, una squadra grigia continua a perdere le serie contro le squadre meglio piazzate in classifica. Nelle ultime tre settimane abbiamo avuto numerose sfide contro Yanks, Astros, Rays e Indians, il bilancio è in rosso con un record di 5-11 in queste partite. Fa male sentire Cora dire che al momento non siano a quel livello ed ormai, con la stagione che prosegue, viene difficile pensare che la forma possa progredire; se non siamo allo stesso punto dello scorso aprile possiamo pensare che non ci siamo poi mossi di molto. E fa ancora più male sentire gli ululati di disapprovazioni del popolo del Fenway, diciamo che tutti i pubblici del mondo, assai volubili, ci mettono pochissimo a farti fare il percorso dalle stelle alle stalle.

Perchè la stagione è così grigia ? Paghiamo un calo di prestazioni di uomini chiave e la strategia di costruzione della squadra. Rischiando a volte va bene, altre volte no. Per me non è scusabile che col primo payroll si sia costretti a far lanciare due lanciatori presi dalla strada, mi direte che l’anno scorso era più o meno la stessa cosa con poco o nulla oltre i titolari. Vero … ma è proprio per questo che dico non sempre il rischio paga. Se si costruisce il team con titolari di altissimo livello (e stipendio) spendendo fino all’ultimo centesimo, ovvio che poi nel momento che i titolari dovessero essere sotto-performanti o infortunati diventa un rebus trovare un’alternativa.

Il nostro futuro non sembra offrirci niente di meglio di una lotta per la seconda wild card, con tanti pretendenti e delle frecce al nostro arco che sembrano parecchie spuntate. Già la serie con Texas non è così banale. Qual’è la squadra che oggi detiene il secondo spot della Wild Card ? Proprio i Rangers

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Forti coi deboli, deboli coi forti ?

Torno a scrivere dopo un po’ di tempo e non avete idea della voglia che ho di farlo. Nonostante ormai il campionato sia vicino alla boa di metà stagione, io faccio ancora fatica a vedere una immagine chiara del nostro futuro prossimo. Siamo a dirci che le potenzialità ci sono … e questo mi pare fin troppo ovvio, ma si fa fatica a vedere quel po’ di continuità che servirebbe per tornare in vetta alla classifica divisionale. Soprattutto mi pare che i nostri vadano via abbastanza sciolti con le squadre di medio-bassa classifica, ma che siano un po’ in difficoltà contro quelle di vertice.

Voi mi direte che è un’ovvietà, è più facile perdere contro uno squadrone che contro la squadrina dell’oratorio, datovi questa perla di saggezza andiamo però a vedere qualche numero. I Sox sono 8-13 contro le squadre in possesso di un bilancio sopra quota .500; di sicuro scontiamo le serie perse con gli Yanks, con Houston e Cleveland. Mi fa specie che le partite giocate contro le squadre sopra il fatidico limite siano solo 21, un terzo del totale. Evidentemente non abbiamo poi avuto questo calendario così perfido, Tampa che ci precede ne ha giocate 28, per darvi un metro di paragone. Chiaro che questo non depone bene per il nostro futuro, o si migliora il livello globale di gioco oppure non potremo andare oltre questo limbo sui bordi della Wild Card.

Due parole sul rendimento di alcuni singoli. Concordo con chi dice che il Betts ’19 non sembra il Betts ’18. Non tutte le stagioni nascono con lo stesso stampo. Teniamo anche però presente che se il Betts ’18 si replicasse per anni a seguire, Betts sarebbe Willie Mays e ricordatevi che di Mays ne sono apparsi non più di una cinquina in cento e passa anni di baseball. Viceversa dico che JD Martinez mi sembra sempre un bel castigo, non so cosa sperare per il 2020, da un lato Martinez ci serve ma dall’altro abbiamo bisogno di riguadagnare spazio salariale, è vero che sacrificheremo Porcello, Moreland, Pearce, ma potrebbe essere necessario rinunciare ad almeno un altro contratto pesante.

Un paio di temi non proprio d’attualità strettissima. E’ andato in onda il draft. Se sarà stata una buona raccolta lo sapremo tra un lustro, mi hanno sorpreso alcune cose, una è che non si sia scelto dei pitcher ai primi due giri, l’altra è che con una scelta alta (4.giro) sia stato selezionato un pitcher dall’Accademia Navale di Annapolis. Ovviamente non conosco il giocatore, si chiama Noah Song, ma i giocatori che terminano i corsi nelle Accademie militari devono comunque prestare almeno due anni di servizio prima di poter chiedere di passare come riservista, per terminare la loro ferma che è 5 anni. Da riservista potrebbe inseguire la carriera baseballistica, ma comunque si partirà dal 2021 (se tutto va bene) quando avrà 24 anni e dovrà iniziare tutta la trafila delle Minors; insomma … per una squadra che DEVE produrre lanciatori è certamente una scelta particolare.

Chiudo con un “in bocca al lupo” per Kimbrel che torna in pista coi Cubbies, si è meritato l’anello anche se ci provocò alcuni infarti negli scorsi playoffs, alla fine s’è accontentato di un cifra ben inferiore di quella che ambiva ed ha pagato anche lo scotto delle regole. Nessuno ha voluto cedere la scelta del draft per lui, se la firma di un giocatore che ha avuto una qualifying offer avviene dopo il draft nulla è dovuto, e difatti è ciò che è accaduto per lui e che dovrebbe capitare anche per Keuchel in direzione del Bronx, se però prima passerà dal barbiere. Questa è una di quelle regole che il Sindacato Giocatori vorrebbe cambiare, a fine 2021 scadrà il Contratto Collettivo, se ne vedranno delle belle e molti dicono che potrà esserci burrasca. Alla Prossima !!!

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Le cambiali, prima o poi, si pagano

Ovviamente voi sapete tutto di Ryan Weber e sapete come si chiamava l’allenatore dell’High School frequentata da Josh Taylor. Io no, non avevo la più pallida idea di chi cavolo fossero; lo stesso Brasier, che c’ha dato una mano l’anno scorso, sembra cominciare a far fatica a reggere un livello che è molto alto per un che faceva il rilievo, nemmeno troppo importante, a Hiroshima solo due anni fa. Il problema sotto sotto è sempre quello: mentre dalle nostre Minors escono battitori di vaglia, quando si tratta di tirare fuori dei pitcher c’è da mettersi a piangere e quei pochi che ci potevano servire sono stati venduti, semmai per scarse contropartite.

Possiamo analizzare tre fasi nel processo di produzione dei lanciatori : selezione, sviluppo e valutazione. Tre fasi che direi proprio essere altrettanti punti deboli per i Sox, partiamo dalla selezione. A volte è toccato anche ai nostri Sox finire nelle parti basse della classifica, arrivare in fondo ti lascia almeno la speranza di pescare bene al draft successivo. L’annus horribilis 2012 ci fa chiamare come settimi nel 2013, il risultato si chiama Trey Ball che ora possiamo dire essere una bufala pazzesca, l’altrettanto bolso 2015 fa si che la 12ma chiamata del draft 2016 sia la nostra e ciò che otteniamo è Jay Groome che fino ad ora ha abitato più le infermerie che i campi di gioco.

Sviluppo e valutazione li assommo e vi faccio un nome che li racchiude entrambi : Ty Buttrey. Non so in quanti se lo ricordano, ma è uno dei due giocatori ceduti in cambio dei due mesi di Ian Kinsler. Lo abbiamo avuto nelle nostre Minors per svariati anni e francamente non se lo fumarono in molti, tanto è vero che si discusse molto di più dell’arrivo di Kinsler che della sua partenza. Insomma di sviluppo sembrava non ce ne fosse un granchè e tutti avremmo pensato che era un giocatore di livello modesto. Quindi con la trade deadline del 2018 si trasferisce ad Anaheim, debutta in MLB molto bene, direte che è stata fortuna; non sembrerebbe visto che in questo 2019 ha fatto ancora meglio. I nostri c’hanno capito poco ? Il dubbio è legittimo

In questo 2019 quindi ci tocca mordere la cinghia, Kimbrel e Kelly era impossibile tenerli altrimenti il payroll esplodeva come una granata e nelle Minors ci sono solo giocatori acerbi (come Darwinzon Hernandez) o altri che non sembrano avere gli skills per farli reggere le Majors, per esempio abbiamo fatto debuttare Lakins ma se è solo nono nelle ns. classifiche dei prospetti lanciatori ci sarà un perchè, forse tra poco potrebbe essere il turno di Shawaryn, ma anche lui è solo sesto, con questi chiari di luna difficile aspettarsi Maddux e Glavine-

In questo contesto poco lieto, dopo aver rianimato degli Indians che sembravano in stato catatonico, ci tocca andare nel Bronx. Il discorso è semplice : se al termine dei quattro giorni sull’ipotetica schedina esce 1 direi che possiamo salutare definitivamente il titolo divisionale, se esce X rimarremmo in questo purgatorio che non è idilliaco ma è pur sempre meglio dell’inferno, se esce il 2 potremmo avanzare qualche pretesa in più nonostante i carneadi che popolano il nostro monte di lancio. Che sia facile che esca il 2 non ci crede nessuno, ma di tempo per preoccuparsi non ce n’è, non ce n’è proprio.

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Vittorie e tristezze

Il maledetto lavoro ha fatto in modo che io riuscissi a vedere poco o nulla degli ultimi incontri; fare un commento limitandosi alla visione dei condensed, oltretutto tagliati in maniera assurda come avviene da qualche tempo a questa parte, mi pare una forzatura e quindi mi pare un buon momento per buttare giù qualche riga sui due eventi extra-campo che hanno riguardato due giocatori che per un motivo o l’altro non credo sia facile dimenticare, ovviamente sto parlando di Bill Buckner e Dustin Pedroia.

Che cosa era Bill Buckner per noi ? Beh … ovviamente per noi italiani il discorso è diverso, non era la dannazione (fortunatamente) non-eterna che era per i confratelli americani. Per la Nation Buckner era rappresentato benissimo da questa scena di “Fever Pitch” L’uomo che ritornava in video ogni volta che c’era da commentare una sconfitta, una delle cento nemesi che il nostro amico Babe Ruth aveva seminato sul nostro cammino. Ma per noi in Italia nel 1986 il baseball MLB era una cosa lontana, cominciavano però i primi vagiti, l’anno prima furono trasmesse (in differita) le World Series col commento di Dan Peterson e cercando, con molta cura, si trovavano addirittura edicole con l’International Herald Tribune, a Bologna l’edicola della stazione e guarda caso io tutti i giorni di lavoro ero in stazione come bravo pendolare. Potete fare 1+1 ed il sottoscritto che pensava che il baseball fosse Roberto Bianchi e Ricky Matteucci, Roberto Radaelli e Greg Zunino (il padre del catcher di Tampa) improvvisamente si trovò paracadutato sul pianeta America dove c’era una squadra sfigatissima che aveva perso in maniera folle le World Series 1986. Se poi aggiungete la mia conclamata sindrome di Robin Hood capite perchè Buckner abbia avuto un ruolo davvero importante nel farmi decidere da che parte stare.

Alla fine non c’è verso, scrivi Buckner e parli del 1986, ed è quasi una bestemmia perchè il soggetto era ben altro che quella pallina passatagli tra le gambe. Stiamo parlando di una carriera ventennale, con sei stagioni nella Top Ten della media battuta, 2700 valide, insomma molto più che un errore difensivo. Mi piace ricordare un momento, quando nella giornata della consegna degli anelli dopo la trionfale campagna 2007 fu invitato al Fenway per fargli ricevere una ovazione da un popolo che aveva sconfitto la nemesi e che poteva regalargli un tributo.

Passiamo alla conferenza stampa di Pedroia. Ovviamente non credo che ci siano persone sorprese, ogni volta che giocava qualche partita nelle Minors doveva fermarsi ed il linguaggio del corpo che trasmetteva durante l’incontro sapeva tanto di interruzione di un sogno, lui non ha esplicitamente parlato di ritiro ma anche il fatto che nella conferenza fossero presenti Cora e DD fa capire che la battaglia biennale contro il ginocchio malandato sia ormai persa.

Dispiace … e tanto. Un grande giocatore, uno che nei suoi primi due anni assomma un Rookie of The Year ed un MVP Trophy, mica pizza e fichi. Un .299 di media battuta in carriera e tanta altra roba, forse poco per un Hall of Famer, ma non troppo distante. Peccato che a 33 anni fosse in pratica ai titoli di coda, diciamo pure che dal giorno di quell’intervento da carogna del solito infimo Manny Machado, Pedroia non è più stato lui. Nel 2017 mise insieme un centinaio di partite tra enormi dolori, il 2018 ed il 2019 in pratica per lui non sono esistiti e ci sta che sia mentalmente e fisicamente stanco dopo tutti gli interventi chirurgici, le riabilitazioni e le maledette ricadute. Ora si prende un break con la famiglia, sarei davvero sorpreso rivedendolo in campo, spero tanto di sbagliarmi … ma non credo.

Vorrei concludere tornando un attimo a quell’intervento di Machado che è stato l’inizio della fine per Pedey. Stiamo parlando di un personaggio che ha riprovato simili giochini in maniera recidiva (anche agli scorsi playoffs); forse la sparo grossa ma uno che fa interventi che rischiano di compromettere carriere come si incastra con tutti i discorsi sulla pulizia del gioco, discorsi che vengono reiterati spesso ? OK … chi bara con sostanze dopanti becca 80 partite alla prima sanzione, un Machado che entra con gli spikes su ginocchia, caviglie è eticamente migliore ? Non vi pare che certe sentenze (quando son date) non siano eccessivamente leggere ? Sono troppo giustizialista ?

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I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Non me ne vorrà la buon’anima di John Reed, ma anche noi vivremo dieci giorni che non so se sconvolgeranno il mondo come capitò a quei giorni a cui assistette lui un secolo fa, ma di sicuro posso sconvolgere il nostro campionato, possono farci tornare a dire che “sono tornati i Red Sox” oppure possono farci pensare che quest’anno “è già oro colato un posticino al wild card game”. Dieci partite a Houston, in casa con la Tribù e nel castello di Dracula nel Bronx; forse non saranno dieci giorni decisivi, ma qualche segnale più preciso dovrebbe arrivarci.

Attendo queste partite con davvero grande impazienza, fino ad ora l’impressione diffusa è che i nostri siano uno step sotto rispetto a chi tira il gruppo. Di sicuro al momento Houston e Yanks parlano una lingua diversa rispetto alla nostra, ma non so se mi sto illudendo ma mi pare di vedere qualche segnale che mi fa sperare che siamo al momento in cui si possa dare un colpo all’acceleratore. Quali sono questi segnali ? Uno è che Cora s’è rimesso a schierare ogni tanto delle formazione “creative” e queste formazioni rendono (vedi gara-4 in Canada), l’altra è che il trio che vedeva Mendoza come un miraggio (JBJ, Nunez, Pearce) sta cominciando ad essere un po’ meno sciagurato nel box ed ogni tanti ci toccano qualche pallina.

E’ possibile che voi diciate che questi segnali, che forse vediamo in pochi, siano maledettamente insufficienti per portare a casa una serie in Texas. Forse è vero, ma vi prego di considerare una cosa : questa squadra con un inizio di stagione sconsiderato, con i problemini che abbiamo visto sarebbe comunque qualificata per la Wild Card anche oggi. Questo mi fa dire che un piccolo “click” in più ci farebbe tornare a quell’eccellenza che abbiamo visto nel 2018, non mi sembra di stare guardando un miraggio come Shangri-La, mi sembra di parlare di qualcosa che è possibile raggiungere.

Due parole su quello che è l’uomo del momento ovvero Chavis, direi che il ragazzo ormai è un titolare fatto e finito, non so cosa accadrà quando torneranno gli infortunati, saranno problemi di Cora, ma questo non può non essere l’uomo che ti gioca 5 partite su 6. Poi spero che, prima del prossimo asteroide che ci faccia fare la fine dei dinosauri, qualcuno azzardi una spiegazione del fatto che tiriamo fuori giocatori da lineup con una frequenza impressionante e che invece non sviluppiamo dei lanciatori neanche a piangere in aramaico.

Siamo alle soglie delle sfide a Houston, uno scontro che torna ad una settimana di distanza … e direi che chi ha compilato il calendario poteva anche avere idee migliori. C’è una cosa che mi piace di questa “quasi-rivalità”, è il fatto che ho come l’impressione che gli Astros la sentano molto ed i Sox molto meno. Ed anche l’impressione che i texani avessero l’idea di farci a fette lo scorso ottobre e che ci siano rimasti male ad osservare i nostri tre trionfi a casa loro, cercano rivincite … vedremo. Sono tanti quelli che ci aspettano al varco e la cosa, sotto un certo aspetto, mi intriga assai.

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