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Che lo spettacolo cominci …

Per la 111ma volta i Boston Red Sox cominciano il loro cammino attraverso l’America con un carico di speranze come poche altre volte nella loro storia ultracentenaria. Come dice giustamente una grande penna del baseball come Mike Bauman, questo è il vero Capodanno, mica quel 1 Gennaio del cavolo.

Tutte le questioni tecniche emerse in un lungo inverno e nell’ultimo mese del training camp in questo momento contano poco; adesso conta solo che la Red Sox Nation sia pronta a rimettersi in moto.

In bocca al lupo a Terry Francona : non sarà un grande stratega e secondo qualcuno è stato solo fortunato a trovarsi al posto giusto nel momento giusto (2004), però ha vinto due anelli …  e per trovare un manager a Boston con due anelli bisogna tornare ai tempi della presidenza di Woodrow Wilson.

In bocca al lupo a John Henry & Co. : I Red Sox, la scuderia nella Nascar, il Liverpool, semmai anche un pezzettino della Roma : non è un po’ troppa carne al fuoco ?

In bocca al lupo a David Ortiz : per molti è arrivato al canto del cigno; che possa essere però un canto squillante a forza di mazzate sopra il recinto, ci sono tanti che hanno contribuito alla fine della Maledizione del Bambino : chi più, chi meno; Ortiz più di chiunque altro … a casa mia la riconoscenza conta ancora qualcosa.

In bocca al lupo alle aragoste : l’unica specie che maledice l’inizio della stagione del baseball; tanti lobster roll sono pronti per essere mangiati al Fenway Park

In bocca al lupo a proprietari e giocatori : vedete di firmare in fretta il nuovo contratto collettivo, un altro suicidio come nel ’94 sarebbe molto ma molto difficile da mandare giù.

In bocca al lupo a Heidi Watney : un buon motivo extra per guardare le telecronache di NESN. Difficile non essere d’accordo. TI AMO HEIDI !!!

In bocca al lupo a Okajima : che possa rimettersi in sesto in Triplo A e poi tornare a dare spettacolo al Fenway. Mi ricordo di quando Curt Schilling coniò il termine Papajima Show. Schilling iniziava, Okajima in mezzo e Paps a chiudere … Già Papelbon … che anche lui riesca ad emergere dalla buca dove è finito, una buca piena di dollari ma pur sempre una buca.

In bocca al lupo a Bobby Cox : OK non c’entra nulla coi Red Sox, ma mi è sempre piaciuto il suo stile, il suo modo di fare, Atlanta senza Cox … un po’ come i tortellini senza il ripieno

In bocca al lupo a Crawford & Gonzalez : tanti soldi, tante aspettative, tanti riflettori, tante critiche se le cose dovessero andare non nel verso giusto. Tampa e San Diego non sono Boston. Avete voluto la bicicletta …

In bocca al lupo a Theo Epstein : d’accordo, non è simpaticissimo, ha un po’ la spocchia di ogni bravo graduato di Yale, ma non ha mai avuto paura di decidere quando era il caso.

Ma soprattutto : IN BOCCA AL LUPO AI RED SOX. Partire coi favori del pronostico … mamma mia … non ci siamo mica abituati. Ma d’altra parte meglio così di quando si partiva col solo scopo di ben figurare; che poi significava finire ad una ventina di partite di distacco dagli Yankees. Adesso le aspettative sono ben altre … ed io non vedo l’ora che la giostra inizi a girare.

LET’S GO RED SOX !!!

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OK … non conta … però

Che i risultati dello spring training abbiano la stessa importanza dell’aria fritta è cosa risaputa, stessa cosa vi diranno gli appassionati di calcio, basket, baseball e persino i tifosi della ruzzola : i risultati in pre-stagione non contano … è un refrain.

Però vedere una squadra come i Red Sox presa a mazzate da chiunque in questa settimana lascia un po’ interdetti. Diamo un po’ di cifre : la striscia perdente è arrivata a quota 7 con un punteggio totale che chiama un 58-26 abbastanza strambo. Soprattutto i lanciatori hanno lasciato a desiderare: Buchholz 4 HR in 4 innings contro i Marlins, 5 punti in 5 inning con 2 HR due sere prima contro Tampa per Lackey. Insomma … i risultati di marzo vengono scordati il giorno dopo, ma visto che siamo a 7 giorni dall’inizio delle danze sarebbe bello vedere un po’ più di brillantezza, perchè anche l’inizio di stagione conta, la partenza 4W-9L fu un bel peso l’anno scorso.

Diamo un’occhiata intanto a cosa aspettarci a breve :

  • Anzitutto c’è da ridurre il roster a 25 giocatori dai 40 circa ancora presenti a Fort Myers, per alcuni è chiaro che è solo un arrivederci (Kalish, Spears e Sutton ad esempio …)
  • Sfogliare la margherita per decidere come completare il bullpen … e semmai essere pronti per completarlo alla deadline di luglio
  • Un po’ di profondità dietro il piatto ? Salty & Varitek sono già per conto loro dei giocatori che danno garanzie non proprio di ferro e per di più frequentano l’injured list molto spesso, sarei curioso di vedere se servisse un terzo nome … ci vorrebbe un buon veterano con buona attitudine difensiva … non vorrei rischiare di rimpiangere John Mirabelli
  • E se serve il 6° starter ? Dunque … in un campionato dove per 6 mesi si gioca tutti i giorni è normale che ci possa essere necessità di far partire sul monte qualcuno che esuli dalla cinquina programmata. I candidati al momento sarebbero : Wakefield (anni 44), Aceves ( problemi alla schiena) , Doubront (problemi al gomito), Andrew Miller (problemi col gioco del baseball … cambia sport … va là). Dura trovare ora uno starter che accetti di partire in AAA, forse però è bene provarci.

Infine non si possono non dire due parole sull’intervista di due giorni fa di Buck Showalter manager di Baltimore. Testuale : “Vorrei vedere Theo Epstein fare il brillante col payroll dei Rays. Ha preso Crawford solo perchè l’ha pagato più di chiunque altro, questo lo fa migliore ? Questo è il motivo per il quale mi piace prenderli a calci nel c….”.

Ok … Buck … stai rilassato … sarà una lunga stagione; ricordati che sei quello capace di perdere una serie 3 su 5, dopo essere stato avanti 2-0 ed eri il manager degli Yankees … mica di Tampa.

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Due settimane all’inizio ….

Il training camp entra nella seconda metà, già parecchi giocatori sono stati re-inviati alle Minors e col passare del tempo viene settata la squadra per essere pronta per il debutto del 1° Aprile sul campo dei Texas Rangers campioni in carica dell’American League. Che questa annata sia importante dopo un 2010 abbastanza deludente è chiaro, basta vedere le reazioni ad annunci molto di routine fatti da Francona in settimana, annunci che hanno dato adito a dibattiti molto intensi … pure troppo.

  • E’ stato comunicato che dopo Lester la rotation vedrà Lackey e poi Buchholz, questo per dare a Beckett un avvio più “dolce” a Cleveland, cosa normale se è fatta per proteggere un lanciatore inesperto, considerazione inusuale invece parlando di un pitcher che dovrebbe essere l’asso del tuo staff. Ergo c’è da pensare che questo avvio di training campo molto in salita per Beckett sia fonte di pensieri per tutto lo staff a partire dal nuovo pitching coach Curt Young. Anche l’uscita di ieri contro Pittsburgh, vista dal sottoscritto, è stata da 6 meno meno meno.
  • Giustamente, Josè Iglesias è stato mandato al Minor League Camp, assieme ad altri bei prospetti emersi in queste amichevoli come Lars Andersen o Juan Carlos Linares. Una squadra come questa che parte con molti pronostici a favore non può e non deve caricare di troppe responsabilità i propri giovani; Andersen deve rimettersi dopo un’annata down e deve capire che il baseball non è solo HR o strikeout … c’è anche una via di mezzo; su Iglesias s’è già detto tutto, lo aspettiamo il 1° settembre quando i roster saranno di 40 giocatori e dopo i 3-400 turni nel box in Triplo A
  • E’ stato annunciato da Francona che Ellsbury sarà molto probabilemente il lead-off, pronostico generale del line-up ad oggi: Ellsbury – Pedroia – Crawford – Gonzalez – Youkilis – Ortiz – Drew/Cameron – Saltalamacchia – Scutaro. Coi lanciatori mancini è facile immaginare Cameron titolare subito dopo Youk, con Ortiz settimo (!!!) oppure addirittura non titolare

Jacoby Ellsbury in uno dei suoi travestimenti più riusciti

  • Cresce la possibilità che Okajima non faccia la squadra, le prove del rilievo mancino sono in linea col bruttissimo 2010, non è escluso che Reyes alla fine possa soppiantarlo; dispiace molto, ma sembra un giocatore arrivato a fine corsa.
  • Se lo status di Okajima preoccupa, quello di Papelbon rischia di causare problemi di cuore a parecchi, anche nell’ultima uscita il closer non è riuscito a completare un inning dopo aver beccato 4 punti sul groppone; al momento il comando sulla location latita, come d’altra parte notato nella scorsa stagione, oltre a denunciare esso stesso problemi nella meccanica di lancio. Certo che da un giocatore da 12 milioni di $ ci si aspetterebbe di più. Molto di più …..

Non ho parlato dei risultati di questi ultimi giorni, al momento il record è in perfetta media .500 (12-12), con una striscia di 3 sconfitte consecutive, cosa che non conta molto tanto è vero che oggi la squadra col miglior record nell’American League è quella dei Kansas City Royals … e con tutto il rispetto che si deve ad una franchigia gloriosa, non credo proprio che i “royal blue” del Missouri giochino il prossimo mese di ottobre.

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Aggiornamento dal training camp

Dopo aver represso il moto d’invidia che mi prende quando vedo la gente che si gode il sole della Florida, mentre io sono all’umido di questo marzo piovoso in Romagna, andiamo un po’ a vedere cosa stanno combinando i Red Sox a Fort Myers dando semmai un’occhiata extra a quegli uomini che di solito non sono al centro del palcoscenico.

Il record dice 11W-9L, ma questo a marzo è la cosa meno importante, specie nelle prime 2 settimane quando i roster contano 60 elementi ed i titolari giocano 4 inning o poco più.

Degli uomini col bastone è apparso molto in palla Ellsbury, d’accordo che lo spring training vale anche meno di una partita giocata con lo Strat-O-Matic ma il ragazzo sembra essere partito col piede giusto, è aperto un dibattito molto intenso su quale debba essere il suo ruolo nel line-up, con l’arrivo di Crawford molti hanno pensato che lo spot del lead-off fosse automaticamente assegnato al trentenne texano, con Pedroia 2, Gonzalez, Big Papi e Youk nel cuore del line-up per Ellsbury resterebbe lo spot n.9 , per avere comunque il doppio punch di velocisti con la sequenza Ells-Crawford. Io ci penserei bene : se Ellsbury dovesse fare quel salto in avanti atteso da tempo nella consistenza nel box sarebbe complicato immaginarlo in un posto diverso dal lead-off. Altro uomo sotto i riflettori è Josè Iglesias, sono in tanti a pensare che se non fosse stato per un dito rotto la scorsa stagione, il ventenne cubano sarebbe già lo shortstop titolare, questo probabilmente è un’ipotesi azzardata, la consistenza nel box (forse) non è ancora quella che ci si aspetta da un titolare in una franchigia di vertice, ma difensivamente il ragazzo c’è già, eccome se c’è … non credo che farà la squadra all’Opening Day, ma se i segnali che ha mostrato in questo marzo saranno confermati avremo trovato il pezzo che manca da tanto …. troppo tempo per completare alla grande un diamante da cinque stelle. Per gli altri buone cosa da Ortiz, Cameron (seppure con un utilizzo abbastanza limitato) e Pedroia, mentre sembrano un po’ indietro ancora Youk, Crawford e Lowrie.

La prima notizia ufficiale circa gli uomini sulla collina riguarda Jon Lester che è stato ufficialmente nominato Opening Day Starter, onore meritato che, visti gli attributi del soggetto, non sarà un onere. Lester è pronto, anzi prontissimo per essere l’asso della rotation e per affrontare i n.1 delle altre squadre, d’altra parte che paura può avere uno di affrontare Sabathia, Price, Lee se ha già affrontato e battuto un nemico pericoloso come il cancro.

L’uomo fino ad ora più impiegato sul monte è, abbastanza a sorpresa, Matsuzaka; già 4 sono le partenze, lo score non è certo dei migliori ovvero una gemma (l’ultima contro Detroit) e 3 mezzi disastri, tanto è vero che è stato ipotizzato un suo passaggio in injured-list per assorbire un non meglio precisato problema alla spalla. Nei rumors che girano come ipotetico rimpiazzo nella rotation vengono fatti i nomi di Bowden, Aceves e …. perchè no Rich Hill, giocatore che ha avuto una passato molto promettente, un presente così così ed un futuro che rischia di essere nebuloso, a volte l’essere profeta in patria può essere complicato, Rich Hill è bostoniano D.O.C. ma per un giocatore che è passato nel tritacarne dei Cubs pinielliani non dovrebbero esserci problemi a giocare davanti alla propria gente, l’annata scorsa in Triplo è stata da 6 in pagella, questo spring-training da 9 … chissà che alla fine il mancino non possa meritare qualcosa più della maglia di Pawtucket. Per il resto benissimo fino ad ora Lackey e Buchholz, malino invece Beckett e lo staff dei rilievi quasi al completo (Oki, Papelbon e Bard). Non male Dennys Reyes, che a fronte di una silhouette abbastanza inquietante, non è mai stato un figurino però adesso sembra Cecil Fielder, ha fornito delle buone prove seppure con un utilizzo abbastanza limitato … e visto il punto di domanda che c’è tra i rilievi mancini chissà che il veteranissimo messicano non possa essere un’addizione importante …..

Alla prossima …

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Season Preview : Outfield & DH

Si può essere certi di una cosa : qualora lo staff degli esterni dei Red Sox fallisse in blocco potrebbe avere una seconda chance nello sport provando di qualificarsi per la finale olimpica della 4×100. Diciamo …. Ellsbury, Crawford, Cameron, McDonald valgono davvero un bel tempo sul giro di pista … Tornando seri e lasciando l’atletica ai commenti del grande Franco Bragagna, vediamo un po’ cosa aspettarci dai ns, jardineros. Il terzetto titolare dovrebbe essere composto da Ellsbury, Crawford e Drew.

Ellsbury torna (speriamo) a pieno diritto nel roster titolare dopo una stagione che a forza di infortuni l’ha visto impegnato solo in 18 occasioni. Preferiamo ricordare le 120 rubate tra ’08 e ’09 ed è proprio questo che deve essere il punto di partenza del mezzosangue navajo e proprio con la pazienza e la costanza dei nativi occirre che Jacoby si avvicini alla stagione. Le prime due settimane di spring training sono state molto incoraggianti, riacquistando i suoi skills mano a mano. E’ facile dire che per salire l’ultimo gradino e per diventare l’arma illegale da lead-off che può essere, occorre appianare un po’ quel rapporto tra strikeout e 4-balls che l’ha visto costantemente attorno al 2:1, difensivamente non dovrebbero esserci problemi anche perchè per un velocista come lui il campo sinistro del Fenway Park sembrerà perfino troppo piccolo da difendere, per diventare perfetto deve solo imparare un po’ a giocare al rimbalzo con quella specie di flipper chiamato Green Monster.

Carl Crawford ai Red Sox ci fa dire prima di tutto : ” per fortuna non ci giochiamo più contro”. Nemico storico negli anni passati al caldo di Tampa Crawford arriva in Masschussetts con il peso di un contratto che chiama 20 milioni di $ all’anno per i prossimi 7. Giocatore a tutto tondo capace di battere almeno .300 in 5 delle ultime 6 stagioni e di rubare 45 basi in 7 delle ultime 8, Crawford unisce a queste statistiche eccellenti un guanto di prima classe come il Gold Glove vinto l’anno scorso sta a testimoniare. Inutile dire che aspettiamo tantissimo da lui, sarà sotto una pressione notevole e dopo 5 minuti capirà l’enorme differenza che esiste tra la stampa bostoniana sempre abbastanza sul pezzo (eufemismo) e quella della Florida dove il baseball è un intermezzo tra due stagioni del football.

J.D.Drew comincia il quinto anno ai Red Sox con tanto da dimostrare : non è un mistero che Drew sia in forza ancora ai Red Sox soprattutto grazie al suo oneroso contratto firmato anni fa. L’uomo dei mille malanni fisici (una specie di Geremia del Gruppo TNT) era fino all’anno scorso l’uomo più pagato della squadra e questo dimostra come alcune scelte degli ultimi anni non siano state proprio così lungimiranti. Chiaro che occorre qualcosa in più delle cifre mostrate l’anno scorso per poter proseguire la sua carriera bostoniana. L’overdose di battitori mancini nel lineup può ulteriormente complicare la vista all’ormai 36-enne giocatore della Georgia che è logicamente il primo candidato alla sostituzione qualora servisse inserire un battitore destro, in più tanto per cambiare la stagione è iniziata con un problemino ai tendini del ginocchio. Ma và ……

Il 4° esterno alla data di oggi è Mike Cameron, altro giocatore che frequenta spesso l’injured list e con un contratto pesante sulle spalle. Nonostante questi aspetti sgradevoli, Cameron può essere comunque un’arma tattica importante qualore restasse in salute. Anche ammettendo che non sia più l’uomo da 25 HR automatici come molte volte in carriera, Cameron può davvero supportare la squadra dando un minimo di punch dal box destro, non è un caso che in questa preseason abbia anche evoluito nel ruolo di DH, immaginiamo quindi che in un futuro possa surrogare Ortiz contro i lefties, oltre a uno degli esterni sempre per lo stesso motivo.

Kalish, McDonald, Nava e Reddick forniranno supporto nelle emergenze oltre che a giocare full-time a Pawtucket. Ryan Kalish dei 4 è certamente il più intrigante, una specie di Ellsbury un po’ più grosso; Reddick è reduce da un’annata “down” ed è stato certamente sorpassato da Kalish nella classifica dei prospetti. I veterani Nava e Mc Donald dopo essersi guadagnati rispetto nella scorsa stagione, saranno pronti a dare una mano se necessiterà.

L’analisi dei Red Sox 2011 finisce con David Ortiz. Onestamente non avremmo scommesso la casa che i Red Sox confermassero (avevano un’option) il dominicano anche per questa stagione. Nessuno dimentica i meriti di Big Papi nel passato e nessuno discute l’affetto che ogni tifoso deve avere per l’uomo che simboleggia, più di ogni altro, la rinascita dei Sox nel XXI secolo. Quello che purtroppo c’è da discutere di Ortiz è il presente che dice di una monodimensionalità nel box, leggasi grossa difficoltà a battere sui mancini, oltre ad un tassametro degli strikeout che comincia ad essere preoccupante. Il fatto che David si sia presentato agli allenamenti a Fort Myers in buona forma, depone certamente a suo favore; come depone a suo favore il fatto di essere sempre e comunque una presenza stabilizzante nello spogliatoio. E poi … come si possono immaginare i Red Sox senza Mr.Clutch ?

 

 

 

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Season Preview : Infield

La cinquina che difenderà l’infield è una componente assolutamente stabilizzata nel panorama della squadra, almeno all’inizio.

Dietro il piatto il titolare sarà Jarrod Saltalamacchia : diciamo subito che la notizia non ha certo scatenato entusiasmi nel New England. Nel panorama dei Red Sox 2011 il ruolo del catcher titolare è il punto di domanda principale. Il baseball che m’è stato insegnato prevede che le grandi squadre vengano costruite soprattutto sulla bisettrice del campo : catcher, pitcher, keystone ed esterno centro. Affidarsi ad un giocatore che in 4 anni di carriera ha cambiato 3 squadre facendo una spola continua tra Majors e Minors non è forse ciò che ci sarebbe aspettato da una squadra con grandi ambizioni, tanto è vero che non è raro trovare “rumors” su possibile trades a stagione inoltrata. Chiaramente “Salty” per avere una lunga carriera a Boston deve aver risolto i suoi punti deboli emersi nella prima parte di carriera : blocchi psicologici nel lancio verso il pitcher (incredibile … ma vero), una bassa percentuale di colti rubando (15% nel 2009, non contando le 12 partite della stagione scorsa) ed un numero di strikeout subiti nel box francamente eccessivo.

Il backup sarà il sempiterno capitano Jason Varitek; essendo un giocatore che ha la tendenza ad andare in forma subito per poi andarsi a spegnere nel corso della stagione, c’è da aspettarsi che possa avere ad inizio stagione una percentuale maggiore di partite rispetto all’una su cinque che dovrebbe giocare

La prima sarà il regno di Adrian Gonzalez : senza tanti giri di parole da Gonzalez ci si aspetta che sia la risposta a Mark Teixeira, i 160 HR in 5 anni a San Diego, ovvero in un ballpark nemico giurato dei battitori, fanno venire l’acquolina in bocca alla Nation, considerando che il Pesky Pole è ufficialmente a 302 piedi dal piatto. La riabilitazione dopo l’infortunio alla spalla sembra essere andata bene e ci si aspetta che in pochi giorni Gonzalez possa cominciare con le prime partite di pre-season,. Un eccellente selettore di lanci, solo Fielder e Pujols hanno ottenuto più BB di lui nel 2010, può davvero diventare un’arma illegale al Fenway. Sebbene sia sotto contratto solo per una stagione, c’è da aspettarsi (secondo le voci) che ne firmi uno nuovo immediatamente dopo l’Opening Day.

Di Dustin Pedroia ormai si sa vita, morte e miracoli. Stoppato a metà di una stagione che era avviata ad essere strepitosa da un maledetto foulball, Dustin è pronto per tornare a flirtare con una stagione da .300 di media, 25 HR , 70-80 RBI, oltre a coprire un territorio grande come il Texas dietro la seconda base. Si discute molto sulla sua collocazione nel line-up, a mio modesto parere Pedroia è un n°2 fatto e sputato, con Crawford davanti pronto per la sua consueta messe di rubate. Non preoccupa il suo inizio lento nel box durante questo spring training, anzi conforta averlo visto molto mobile

La cooperativa Scutaro/Lowrie gestirà il ruolo di shortstop nell’attesa semmai di Josè Iglesias. Scutaro comunque parte coi gradi di titolare, reduce da un 2010 positivo nel box e sulle basi (92 runs) ma parecchio titubante col guanto, il 35-enne venezuelano raggiunge il secondo ed ultimo anno del suo contratto coi Red Sox; non credo serva un dottorato ad Harvard per capire che quella di Scutaro sia una soluzione ponte per coprire il ruolo in questa stagione, nella speranza poi di trovare un titolare legittimo e durevole in una posizione nella quale i Red Sox faticano a trovare stabilità; il numero di interbasi che si sono avvicendati nel ruolo dopo la partenza di Garciaparra è maggiore del numero di mariti di Liz Taylor e dopo i vari Renteria, Gonzalez, Lugo c’è necessità di un qualcuno che posso essere compagno di keystone con Pedroia per lungo tempo. Lowrie potrebbe essere questo giocatore ??? Abbastanza difficile … intanto è un giocatore con una spiacevole tendenza a viaggi frequenti nella injured list, poi c’è da dire che è in corso una sua traslazione verso la prima base, dove dovrebbe fornire alcune partite nei giorni di riposo di Adrian Gonzalez; questa moltiplicità di ruolo può creare confusione da un lato, ma aiutare dall’altro un giocatore con una mobilità laterale non eccelsa. Riuscire a giocare molto e ripartire dall’eccellente finale della scorsa stagione sono le chiavi della stagione di Lowrie arrivato a quella che è l’annata decisiva della sua carriera, l’annata che deve dire se si tratta di un giocatore da Red Sox.

Kevin Youkilis eredita dai grandi Beltre e Lowell l’hot corner. Dopo alcuni anni passati in prima, portando anche a casa un Gold Glove nel ruolo, torna in quell’angolo caldo sentito sempre dal giocatore come il “suo” ruolo. Limitato a 100 partite da malanni nella scorsa stagione, Youk dovrà fornire i suoi consueti numeri in attacco (diciamo .300 – 30 HR – 90 RBI)  in uno spot compreso tra il 3 ed il 5 dell’ordine di battuta. Giocatore costante se ne esiste uno, Kevin deve essere la portaerei che guida la flotta bostoniana. Possiamo anche attenderci una partenza lenta senza che questo possa sconvolgere questo grande fighter, sarà anche importante la sua “presenza”  in uno spogliatoio che presenta alcuni soggetti di non facile gestione. L’uomo con la C è Jason Varitek, ma il capitano non ufficiale, ma per nulla occulto è Youk … e questo è chiaro a tutti

 

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Season preview : Rilievi

Il settore rilievi dei Red Sox è quello che più necessita di un assestamento in vista della nuova stagione. I ruoli non sono ancora definiti in toto e non c’è nemmeno certezza al 100% su chi riuscirà a far parte dell’Opening Day Roster e su chi invece partirà dal Triplo A a Pawtucket.

Tra le conferme per nulla scontate al termine della scorsa stagione ci sono Papelbon e Okajima, entrambi reduci da un paio di stagioni con molte più ombre che luci. Il “Papajima show” , come venne chiamato da Curt Schilling nel magico 2007, non risulta più funzionale come in un passato anche recente. Specie Okajima sembrava arrivato a fine corsa, nella scorsa stagione ha avuto l’annata peggiore in quasi tutte le statistiche ed è stata una grossa sorpresa la notizia del contratto annuale firmato proprio a Capodanno, certamente nella scelta si deve leggere una certa mancanza di certezze nel ruolo di setup mancino ed anche una speranza che Oki possa avere un’annata di rinascita dopo il brutto 2010, anche considerando che stiamo parlando di un giapponese che bene s’è integrato nella realtà bostoniana al contrario del suo connazionale Matsuzaka.

Papelbon parte anche quest’anno come closer titolare dopo aver siglato un contratto annuale da 12 milioni di $ (!!!!) nella offseason per evitare l’arbitration. La cifra è certamente esagerata ed il giocatore sarà comunque free agent a fine stagione, considerando questi parametri e mettendo in conto anche rapporti non più idilliaci con la dirigenza Red Sox non è escluso che a fine stagione le parti si lascino, addirittura non viene escluso del tutto una possibile trade anche se a quelle cifre sarà necessario per i Red Sox contribuire in parte al pagamento dello stipendio anche nel caso di un trasferimento ad altra squadra. Sarà importante valutare Paps nei primi due mesi. Se sarà il giocatore dell’anno scorso, con 8 blown saves, è possibile proprio che si arrivi ad una separazione.

Daniel Bard si candida al ruolo di vice-Papelbon : dopo aver lasciato l’anno scorso gli avversari ad una media battuta di .176 e con una ERA sotto il 2, Daniel  viene dato da tutti come il closer del futuro. L’unico aspetto ancora da migliorare è una tendenza a subire extrabase, rischio sempre presente per un uomo che tira fastball, fastball ed ancora fastball, seppure dando del tu alle 100 miglia orarie.

Wakefield comincia la sua 17°stagione in maglia Red Sox col ruolo di 6°partente/rilievo lungo. Wake è reduce da un’annata con un’ERA così brutta come non capitava dal 2000, ormai di lui si conosce tutto, pregi e difetti, da verificare l’intesa col suo catcher designato che sarà Saltalamacchia che ha un’esperienza quasi nulla nella gestione di un lanciatore che tira knuckleball.

I volti nuovi per rimpolpare il bullpen sono Jenks e Wheeler : Bobby Jenks arriva per riprendere una carriera che rischiava di deragliare dopo l’esperienza molto caotica nell’ultimo periodo con i White Sox dove aveva perso lo storico ruolo di closer. Ai Red Sox parte con i gradi di setup, l’adattamento non è sempre automatico, solo per andare in un passato recente è una cosa che Gagne non fu capace di fare al contrario ad esempio di Billy Wagner. Ovviamente baserà il suo gioco sulla fastball che sembra essere il plafond di quasi tutti i rilievi. Da sperare anche che abbia risolto i suoi problemi al gomito destro.

Dan Wheeler arriva ai Red Sox dopo tre eccellenti stagioni come setup a Tampa Bay. Wheeler passa per essere un eccellente “blue collar worker” , talento non immenso, giocatore che è capace comunque di tirare molti strikes e che storicamente faceva remare controcorrente parecchi del ns. lineup. Alcune cifre del ns. line-up contro Wheeler : Pedroia 0/10, Drew 2/14, Ortiz 2/11, Varitek 2/11, Scutaro 2/10, Youkilis 2/11. Difficile quindi che ci siano scontenti per l’acquisto del 33-enne nativo del Rhode Island.

Gli ultimi posti nel roster saranno il premio di una battaglia tra vari interpreti : Albers, Aceves, Atchison, Miller, Reyes, Bowden, Hill. Forse i nomi dai quali ci si può aspettare di più sono Albers e Aceves. Albers è reduce da una buona stagione coi Baltimore Orioles, dove è stato impiegato per 62 occasioni e ben 25 volte per un impiego superiore all’inning, record stagionale questo per i rilievei dell’American League.

Il messicano Alfredo Aceves è la puntata del gambler Epstein per la stagione 2011. Dopo una stagione buonissima nel 2009 con gli Yankees, nel 2010 Aceves ha visto la sua annata stopparsi a maggio con dei problemi alla schiena perduranti e con un totale di soli 12 inning lanciati. Il primo impatto allo spring training è stato positivo come rimarcato anche dallo stesso Francona, non sappiamo se questo sarà abbastanza per “fare la squadra”. La speranza è che ci riesca, anche perchè sarebbe bello dire agli Yankees : “Pensavate fosse rotto, avete visto invece …..”

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Prime note da Fort Myers

Primo resumè dal training camp di Fort Myers dopo la prima settimana di partite amichevoli. La buona notizia, dopo la terrificante serie di infortuni della stagione scorsa, è che stanno tutti (chi più chi meno) bene. L’unico problemino è stata una pallata in testa presa da Beckett, tenuto prudenzialmente a riposo per un scheduled start. Visti all’opera in buona forma alcuni degli infortunati storici della scorsa stagione, soprattutto un Pedroia che ha ripreso la sua proverbiale mobilità laterale. Anche Gonzalez sta riprendendo dopo l’intervento alla spalla, comincia in questi momenti il primo batting practice stagionale e in una decina di giorni dovrebbe essere pronto per il campo per essere prontissimo per l’Opening Day. Va segnalato un Ortiz presentatosi in eccellente stato di forma, contrariamente al solito, all’inizio degli allenamenti, con la speranza che non abbia la solita partenza diesel, d’altra parte questo anche per Big Papi è un “contract year” . Sul fronte lanciatori da annotare ottime performance per Buchholz e la new-entry Aceves, definito “rotto” senza tanti complimenti dal suo ex datore di lavoro Brian Cashman, chissà che la fiches piccola piccola giocata da Epstein (1 anno – 650k $) su Aceves non dia grandi dividendi. In coda al gruppo al momento il duo nipponico Okajima-Dice K, che nei 7 inning giocati hanno preso cannonate da chiunque.

Gradevole la polemichetta con gli Yankees (sai che novità) circa il ruolo di favoriti nella AL East, con gli attori della stessa (Francona e Cashman) a dirsi reciprocamente : “i favoriti siete voi ….” . Molto meno gradevole invece l’ennesima puntata della telenovela tra Bobby Jenks (non male in questo inizio di camp) ed il suo ex manager Ozzie Guillen con un Francona impegnato in un ruolo alla Kissinger. In poche parole il buon Terry ha preso il suo pitcher da parte e gli avrebbe detto di piantarla, e con una mail avrebbe fatto presente a Guillen che ha una certa età e dovrebbe dimostrarsi più posato. Ma immaginarsi un Guillen posato è come immaginarsi Charlize Theron in camera mia stanotte …. pura fantascienza

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Season Preview : Partenti

In teoria una rotazione da sogno, non tanto distante da quella da delirio dei Phillies, ma in pratica ? Guardando la cosa razionalmente qualche dubbio c’è. Analizziamo gli uomini :
Lester : ormai è una sicurezza, pitcher che mette quintali di stamina a delle doti molto buone, non eccezionali. Molto probabilmente sarà l’Opening Day Starter, onore più che meritato per uno che l’anno scorso ha tirato la carretta. Parafrasando una nota pubblicità : di Lester c’è da fidarsi.
Buchholz : dovremo ringraziare in eterno Theo Epstein per essersi opposto in passato a qualsiasi trade che prevedesse il trasferimento di Buchholz, chiaro che possiamo anche aspettarci che possa avere un rimbalzo (speriamo piccolo) rispetto all’annata stellare dello scorso anno (17 W – 2.33 ERA), comunque un giocatore che dovrebbe essere nei fantasy team di parecchia gente visto che stiamo parlando di un lanciatore con molta varietà di lanci, una fastball che fischia, rischia di essere il n.4 della rotation : in pratica uno stra-lusso.
Beckett : chiaro che rispetto all’anno scorso si può solo migliorare. Chiunque abbia letto qualcosa su qualsiasi sito di baseball MLB si sarà trovato davanti fieri propositi di riscatto da parte del texano (a proposito … 3 texani su 5 lanciatori partenti), i propositi di rinascita a marzo sono frequenti come le promesse dei goleador (presunti) al sabato. Su cosa si può basare la speranza di Beckett ? Anzitutto stiamo parlando di uno che ha vinto 65 partite in 4 anni, un giocatore con un caratterino un po’ così, ma certamente un fighter, non si esclude che si stia pensando ad un riarrangiamento nel parco lanci di Beckett, forse la fastball non è più il razzo di una volta, e la cosa (in uno stadio come il Fenway) può essere pericolosa. Avrà Varitek come suo catcher dedicato … e questa è una buona cosa.


Lackey : Diciamo pure che i primi 16 e passa milioni di $ nel suo contrattino da 82 milioni sono stati buoni per il conto in banca del ragazzo e della sua splendida consorte, non altrettanto buoni per il fegato dei membri della Nation. L’adattamento al Fenway è stato un mezzo disastro e il dubbio che la bomboniera di Boston sia un ostacolo ostico per lui è reale, se qualcuno di volesse prendere la briga di guardare le statistiche di Lackey divise per stadio vedrà che il Fenway è lo stadio nel quale ha le statistiche nettamente peggiori, uno stadio dove anche in maglia Angels ha spesso subito batoste. Annata importante per John … molto.
Matsuzaka : qui il tema è diverso, non è questione di lanci o di adattamento, il tema è differente : un vero corpo estraneo alla squadra e questo in uno sport dove per 7 mesi vivi più assieme ai tuoi compagni rispetto alla tua famiglia è importante. Chiaro che siamo alla resa dei conti : è già stato difficile per la dirigenza mandare giù le frequenti esternazioni sulla preparazione, sui medici, sul pitching coach, che il ragazzo ha fatto in passato coi media nipponici. Deve dimostrare di avere voglia … il resto verrà di conseguenza- O si rimette in carreggiata o i suoi giorni in Massachussetts saranno contati

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