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La squadra del secolo

Ho delle occhiaie che sembro Zio Fester della famiglia Addams e quando ho spiegato in ufficio le motivazioni che sono poi le stesse vostre mi hanno guardato come fossi un marziano. Ma ho anche un carico di soddisfazione che faccio fatica a misurare, cammino a qualche spanna da terra ed oggi ho dovuto mettere un paio di sassi nella tasca della giacca altrimenti decollavo. Vincere è sempre bello e ve lo dice uno che era un pessimo perdente, chiunque mi abbia incrociato su un campo da basket può confermarlo, ma questa vittoria è davvero fantastica, è qualcosa in più rispetto alle altre volte perchè accompagnata da un livello di eccellenza baseballistica che non avevo mai visto. Chiaro … gli Immortali del 2004 rimarranno per sempre i capostipiti del nostro XXI° secolo dorato, li ameremo sempre, ma questi Red Sox del 2018 sono la cosa più vicina alla perfezione che mi sia mai stato concesso di vedere su un diamante.

E’ il momento di provare di buttar giù qualcosa di tecnico, non so se ne sarò capace. Comincio dal nostro punto forte che come sappiamo tutti è il bullpen ah ah ah ah ah. Qualche cifra spicciola, tipo la media battuta concessa a quota .187, un 2.71 di ERA e così via. Qui c’è tanto merito da assegnare a Cora nel momento che s’è reso conto che una certa debolezza congenita implicava scelte rischiose ma da prendere, un uso così sistematico dei partenti come rilievi non si era mai visto ed è stata la mossa vincente, unita ad una scrematura molto precisa di chi far lanciare del bullpen originale e chi no. In molti s’aspettavano di affossarci dal 6° inning in poi, invece è proprio lì che i nostri hanno vibrato i colpi decisivi.

Passando di reparto beccatevi queste cifre, d’accordo che stiamo parlando di un campione piccolissimo (5 partite di World Series) ma sono significative. Bogaerts .136, Moreland .125, Betts .217, JBJ .231, Devers .214 … sembrano le cifre di una squadra che ha perso una serie, di quelli che quando perdono devono cominciare a spiegare, invece non è andata così. Il motivo è l’impatto fuori dall’ordinario dei “blue collar” i giocatori di complemento ed il fatto che le statistiche vanno lette ed interpretate, si batteva pochino ma si è battuto nei momenti giusti.

C’è poi un qualcosa che va ben al di là delle cifre per spiegare la vittoria. Sembrerà retorica ma c’erano tutte le componenti che remavano dalla stessa parte, uno mi può dire che è facile, la squadra è partita vincendo 17 delle prime 19 partite, che in questo modo si è stemperato il carico di pressione che ci sarà sempre sui Sox. Discorso che non condivido, la squadra si è trasformata in fretta da una contender di seconda fascia in una squadra che DOVEVA vincere, per tenere a posto il morale della squadra è stato fondamentale (ancora) l’uomo al comando, Cora ha difeso con autorevolezza JBJ quando batteva meno di Mendoza, Price quando aveva i suoi problemi trasformandolo letteralmente in un giocatore diverso, è riuscito a trasformare Eovaldi e Pearce in due che non dovranno mai più pagarsi una birra nel New England, anche tra trent’anni, tanto ci sarà qualcuno che farà a gara per offrirgliela, io non so cosa abbia quest’uomo, vorrei assistere ad una suo team meeting, vorrei capire di più, giudicando oggi verrebbe da dire che abbiamo Re Mida come manager, ha fatto in modo che un gruppo di personalità molto eclettiche (dolce eufemismo) rinunciasse ad una fetta di “IO” per averne una più grande di “NOI” … e questo non è poco, è tantissimo. Poi annotatevi i nomi dei rosiconi che troverete in rete in questi giorni, vi diranno che i Sox hanno vinto perchè avevano il monte stipendi più elevato, avere disponibilità finanziarie aiuta, ne sono consapevole, i Sox sono il primo payroll, i Dodgers terzi … già ma chi sono i secondi ? Sono i San Francisco Giants autori di una stagione grigissima, quindi non basta spendere, ci vorrà anche qualcos’altro, quel qualcosa costruito mirabilmente da un manager rookie che nonostante questo è stato fatto lavorare col massimo supporto possibile dalla proprietà dal primo giorno d’allenamento in Florida. Ripeto … segnate i nomi dei rosiconi di cui sopra, spesso targati NY, è possibile che ritornino loro ad avere il payroll “bomba” … vedremo se sarà abbastanza.

Siamo in fondo amici, quarto titolo in 15 anni quando ci sono state generazioni e generazioni di tifosi dei Sox che vedevano un titolo come un miraggio, più lontano di Shangri-La. La squadra del secolo dicevo nel titolo, la squadra che in un quinquennio cambia tutti gli uomini tranne uno (Bogey) e torna a vincere, gli Immortali del 2004 hanno indicato la strada … e c’era un corpulento rappresentante ieri a fare festa a fine partita in campo, abbiamo però una nuova generazione che ha raccolto il testimone. Sappiamo che le regole giocano un po’ contro di noi e non sarà facile confermare tutti questi Sox del 2018 negli anni a venire a partire anche dal prossimo, intanto però si è goduto di un baseball d’una bellezza incommensurabile, s’è goduto d’una squadra che verrà ricordata anche nei decenni a venire. Al futuro pensiamoci dalla prossima settimana …

Un carissimo saluto a “tutti quelli della bacheca messaggi” dove la pazzia regna sovrana e difatti io mi trovo benissimo venendo da Imola che è universalmente conosciuta come “la città dei matti” ed un saluto in generale a tutti coloro che hanno letto i miei deliri in questa fantastica stagione 2018, se ricordate cominciò con una incredibile sconfitta a Tampa, chi dice che il buongiorno si vede dal mattino direi che non c’ha preso … e ricordatevi stasera di accendere la stufa e di tornare a dormire ad orari consoni, forse non siamo più abituati.

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La quinta è il trionfo – 2018 WORLD CHAMPS !!!

GRAZIE RED SOX !!!

Più tardi o domani scriverò semmai qualcosa di più sensato a mente fredda, al momento godiamoci il trionfo di una squadra semplicemente immensa. 119 vittorie, 11-3 ai playoffs battendo in striscia Yanks, Astros e Dodgers, mica le squadrine dell’oratorio. Semplicemente immensi

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La quarta è dolce come l’attesa

Cosa posso dire io di una partita, di una serie del genere ? Fanno fatica a scrivere cose sensate giornalisti che vengono pagati decine di migliaia di dollari, io che sono un impiegato che si diletta di baseball posso esprimere concetti su una epopea simile, su una squadra simile con degli attributi più grandi di una mongolfiera ? Ci provo … ma non credo venga fuori un Picasso.

Alla fine del sesto era persa ed i Dodgers avevano il vento alle spalle e le loro vele erano gonfie, un attacco asfittico stava offrendo la seconda brutta partita consecutiva ed Hill (sul quale i Sox a suo tempo non ci capirono molto) sembrava meglio di Sandy Koufax che dal suo posto in tribuna annuiva. Poi è partita quella che si può chiamare “la rivolta degli umili” , non sono state le star a risollevare i Sox bensì i giocatori di complemento, ovvero Moreland, Pearce, Holt & Co. , alla fine se facciamo la classifica della “trade dell’anno” non so se vincerà Pearce o Eovaldi; se devo essere sincero un po’ la partita ce la vince anche Roberts, tra una conduzione aggressiva della stessa e l’eccesso di “overcoaching” a volte il confine è molto labile, il cambio di Hill per Alexander l’hanno capito in pochi, l’aver inserito subito dopo Madson sul quale ci divertiamo spesso sfugge alla mia comprensione.

Diciamo che sul monte ci siamo salvati, sia Rodriguez che Kelly forse sono rimasti un po’ più del normale a lanciare, ma con bullpen in riserva la scelta era obbligata; Kelly sta facendo un grandissimo playoff, qualche giorno fa ho scritto una sciocchezza su di lui, ovvero che poteva essere il nuovo closer per il 2019 diventando free agent Kimbrel, concetto anche condivisibile se non fosse che lo stesso Kelly sarà free agent, Rodriguez ha fatto il Rodriguez, cinque inning eccellenti, il sesto è crollato, ma in una situazione normale sono sicuro che sarebbe stato rilevato prima, piuttosto quello che indispongono sono certi limiti di concentrazione, tipo al secondo inning quando praticamente non ha corso sulle basi, la sua storia è piena di casi simili, chissà … forse un domani sarà più intenso nel gioco.

Alcune cose a livello ambientale : m’ha impressionato la tirata fatta da Sale nel dug-out verso i suoi compagni, anche questo è un deja-vu, mi viene in mente Big Papi a St.Louis nel 2013, onestamente se rivedete le due scene quella di Big Papi trasuda autorevolezza e tutti erano intorno ad ascoltare, quella di Sale francamente sembrava più uno sfogo, se non altro però ha portato fortuna perchè dopo la squadra ha incominciato a bastonare. Altra cosa che voglio segnalare è la standing ovation rivolta ieri ad Eovaldi da tutti i giocatori e lo staff al ritorno nella clubhouse dopo la sfida sfortunata di gara-3, come dice Al Pacino : “questo è essere una squadra”. Altra cosa che voglio rimarcare è il numero enorme di membri della Nation in trasferta in California, un sacco dei nostri sulle tribune del vecchio Dodger Stadium (che belli gli stadi senza sponsor !).

Finisco con una polemica : il nostro amico Machado ha riprovato con Pearce il giochetto che provò con Milwaukee ovvero entrare sulla caviglia del prima base. Ero curioso di sapere se negli uffici della MLB in mezzo a Park Avenue a Manhattan sono svegli oppure se coi primi freddi sono andati in letargo come l’Orso Yoghi a Yellowstone. Non esisteva un codice di regolamento ? I corridori verso la prima ed il difensore del sacchetto si incontrano da secoli, capita solo a Manny Machado di finire sulla caviglia dell’avversario, pensa che strano. Per l’ufficio del Commissioner tutto ciò è normale ? Nulla da dire ? Svegliaaaaaaaaaaaaaa !!!!

Insomma siamo avanti 3-1 e la reazione dopo gara-3 c’è stata, ora vedremo come reagiranno loro dopo aver perso un match che sembrava vinto, un altro separatore tra le grandissime squadre e quelle solo grandi è proprio la reazione che mostrano dopo aver subito un cazzottone. Stanotte vedremo cosa saranno capace di fare. One more ! One more !! One more !!!

PS – Stanotte tenete a mente che in America c’è ancora l’ora legale

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La terza è un’agonia

Diciamocelo apertamente : non è una sconfitta qualsiasi, questa non è una sconfitta che conta 1 nella colonna delle L, questa vale uno e mezzo o addirittura uno e tre quarti, conta molto di più di una partita normale perchè il contraccolpo fisico e psicologico non sarà piccolissimo, il famoso “momentum” se non è passato ai blu californiani è di sicuro molto più in bilico rispetto a 24 ore fa.

Io lo ammetto, non ho capito moltissimo questa partita sotto l’aspetto “filosofico”; da come è stata giocata, per le scelte che sono state fatte sembrava che la squadra sotto 2-0 fosse la nostra, abbiamo capito che Cora è uno che dirige ed abituati ad anni di “non-decisionismo” farrelliano il cambio è totale; però buttare tutte le carte sul tavolo in questa situazione di punteggio è stato un azzardo, gli azzardi a volte pagano ed a volte invece li paghi a prezzi da usura e questa gara-3 ricade nell’ultima categoria, perchè ci ritroviamo un’amarissima sconfitta con una squadra che sta raggiungendo un’usura dei lanciatori (specie il bullpen) che arriva a livelli pericolosi.

Cosa poteva succedere perchè andasse diversamente ? La risposta è mille cose, ovvio che tutti noi ora pensiamo all’errore imbarazzante di Kinsler, l’errore non è tanto nella scivolata che può capitare a chiunque, l’errore è stato non dare nemmeno un’occhiata al battitore che correva, Kinsler aveva tutto il tempo dopo la piccola scivolata per riguadagnare la postura corretta per fare l’out, accidenti … ma questa è proprio una boiata sesquipedale, da Devers che è un bimbo ancora con l’acne me lo posso aspettare, da Kinsler no.

L’altra cosa che ovviamente c’ha tarpato le ali alla fine è il tourbillon di lanciatori / pinch hitter / pinch runner che ha comportato di aver giocato quasi una partita completa con un lineup senza molte mazze di valore e col povero Eovaldi che s’è dovuto immolare per la causa, su molti siti stamattina si spara su Cora, comportamento abominevole da parte di gente che fino all’altra sera lo giudicava un genio (vi raccomando la bacheca di Over The Monster). Il nostro manager gioca così, ha giocato nella stessa maniera che c’ha fatto vincere le prime due ed almeno altre tre o quattro nei primi due turni, forse poteva essere un po’ più cauto in certe situazioni, ma non può non cavare JD Martinez se c’è da farlo correre visto che ha una caviglia non messa benissimo. Se poi i due uomini che devono accendere il tuo attacco (Betts & X-Man) si esibiscono in uno 0/15 nel box, sprecando un sacco con parecchi turni orrendi, Cora non può fare altro che sacramentare come tutti noi.

Ora c’è da aspettarsi una gara-4 non dico disperata, ma di sicuro in salita. Los Angeles andrà con Rich Hill che è intonso, da noi non c’è stato nemmeno l’annuncio, i candidati sono tre : Sale, Rodriguez e Pomeranz. Alla fine credo che la scelta ricada su Rodriguez, ha fatto solo sei lanci (più il riscaldamento), speriamo che se la cavi; se Sale fosse quello vero non avrei dubbi e gli chiederei lo sforzo in “three days rest”, ma questo Sale è la controfigura di quello vero, anzi … nella mia testa c’era l’idea che potesse essere valido posticipargli la partenza a gara-6 con qualche artifizio, sarei stupefatto di vedere Pomeranz fare il partente, non lancia da un mese e secondo il mio parere era meglio che fosse stato già liberato dai suoi impegni agonistici, se poi stasera il partente dovesse cedere in fretta forse lancerà qualcuno sorteggiato tra il pubblico.

Fatemi fare una chiosa finale da vecchia zitella livorosa : vorrei ridomandare stamattina a DD se è ancora convinto che il famoso rilievo mancino che pervicacemente non ha preso in varie sessioni di mercato fosse davvero inutile, per chiudere i nostri inning abbiamo fatto fare i rilievi ad i partenti ed ora però Cora si deve inventare acrobazie degne del Barone Rosso per fare 27 out. Lo so … sono una zitella acida come uno yogurt scaduto.

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La seconda è migliore

Se devo essere sincero gara-2 m’è piaciuta ancora più di gara-1, è sembrata la classica partita che una squadra deve fare a questi livelli se vuole alzare il Commissioner Trophy ovvero monte, difesa e battute valide al momento giusto. Le grandi squadre possono vincere in una molteplicità di modi, picchiando forte col bastone come in gara-1 o alzando il muro come in gara-2. Il quartetto dei lanciatori salito in pedana ieri ha messo assieme uno spettacolino da 16 out consecutivi, per meglio dire : noi l’abbiamo percepito come spettacolo, Los Angeles l’ha percepito come una saracinesca abbassata rinforzata come l’ingresso di Fort Knox.

Sul discorso del “timely hitting” c’è poco da dire, basta andare a leggere stamattina la slavina di cifre circa il comportamento dei nostri coi 2 out ed i corridori in situazione punto, soprattutto mi piace sottolineare come si siano costruiti i punti ovvero con calma nel box, Vazquez che fa la valida sotto di due strikes, Benintendi che con pazienza ottiene 4 balls con applicazione, con battute in foul prolungando il turno; sembra banale dirlo ma questo è il distillato del gioco, è il suo cuore, io vi posso dire che dal giorno in cui mi portarono per la prima volta in un campo da baseball ho visto pochissime squadre avere questo livello di applicazione; come sia nato questo mix davvero non lo so, di sicuro l’hombre de Puerto Rico qualcosa conta, ma ricordatevi che poi in campo ci vanno i giocatori, perchè Benintendi adesso sembri un terminator programmato per il baseball e l’anno scorso fosse “solo” una promessa del gioco io non posso certo dirvelo, lo sanno i diretti interessati, il sospetto però resta quello, ovvero il comandante con capacità che guida i soldati che gli riconoscono quella capacità. Si parla tanto di leadership, cosa altro è quella di Cora se non leadership che viene esplicitata nella maniera corretta ?

Archiviata gara-2 è ora di pensare a gara-3, Porcello sul mound ed il solito giochino su chi sta a vedere visto che non avremo il DH. Il candidato numero 1 al momento è JBJ, è abbastanza chiaro che dei candidati è quello con la mazza più leggera. Alla fine la scelta ci sta, qualcuno nella bacheca ha scritto : “come si fa a rinunciare a Martinez ?” Vero … Però ricordatevi anche che parecchie partite le abbiamo viste ANCHE in difesa, ovvio che la coperta sia corta, da qualche parte dobbiamo scoprirci, di sicuro se le partite si dovessero mettere bene bisogna cogliere il momento per sacrificare semmai un po’ di attacco per avere più difesa, come dite voi “Alex conosce il momento esatto” anzi “Alex sa”, slogan fantastico per la sua brevità, potrebbe essere il nostro mantra; io comunque, per farla breve, non scarterei una rotazione degli uomini da panchinare.

Altro piccolo discorso tattico che riguarda non tanto noi, ma i nostri avversari di questa finale ed un po’ in generale una tendenza del baseball : non si esagera un po’ troppo coi matchup destro/mancino ? I Dodgers non schierano nel lineup i loro tre migliori fuoricampisti in quanto mancini. Non è questa l’estremizzazione di un concetto per altro giusto ? Stavo anche pensando se potevamo sfruttare questa cosa. Per esempio in gara-4 far partire E-Rod è così una follia ? D’accordo che è un po’ fuori dai giochi in questa postseason, però se Roberts resta così iper-reattivo su questa casistica è una eventualità che potremmo anche considerare, poi chiaro … se E-Rod dovesse imbarcare acqua in fretta lo cambiamo semmai un uomo prima del dovuto, lo facciamo con Price o con Sale figurarsi se non possiamo farlo con lui. La butto lì …

Avanti così … ora una sacrosanta notte di riposo per tutta la Italian Nation, con le ore di sonno consone, poi la trincea di Los Angeles, non vedo l’ora …

 

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La prima è andata

Pensieri sparsi in una pausa lavorativa dopo gara-1, sforzandomi di tenere gli occhi aperti. Se di solito in questo blog scrivo cavolate oggi sarà peggio perchè la stanchezza di questo ottobre si sta facendo sentire sul mio fisico, cinque anni fa fu più facile … almeno per il sottoscritto.

  • Il momento chiave direi che è stato Machado a basi cariche, che ha battuto una volata di sacrificio ma che poteva causarci molti danni in più. Non so in quanti di voi in quel momento avrebbero tenuto Brasier a lanciare. Io assolutamente no, infatti io scrivo su un piccolo blog in Italia ed Alex Cora invece sta riscrivendo il libro dei record dei manager rookie. Comunque se ricominciamo coi partenti che lanciano solo quattro inning (e nemmeno bene) può essere un bel problema.
  • A proposito del partente … altra prova con molte più ombre che luci per Chris Sale, domande assolutamente legittime sulla salute della sua spalla, domande per altro esplicitate chiaramente anche dal commento di John Smoltz su Fox; io spero che i Sox facciano tutte le analisi cliniche del caso perchè dobbiamo ricordarci che pochi giorni dopo la fine delle World Series i nostri vertici devono far valere l’opzione per il 2019 su Sale, opzione a quota 13,5. L’incubo che ho, vedendo giocare questa pallida controfigura di Sale, è che i Sox facciano valere l’opzione e poi pochi giorni dopo il dottore ci dica che occorre un’operazione. Il nostro monte stipendi già pesante non ne godrebbe … ovviamente con un Sale sano l’opzione a 13,5 è un affarone per noi.
  • Immaginate la cosa : sei un ragazzino cresciuto a pane e baseball, hai sognato le World Serie decine di volte giocando con gli amici in campetti spelacchiati. Fai una carriera velocissima e ti ritrovi al Fenway in gara-1 e porti a casa la bellezza di quattro valide. Una persona normale andrebbe fuori di testa, uno come Puig forse decollerebbe anche senza bisogno dell’aereo, Andrew Benintendi invece sembrava quasi timido rispondendo alle domande. Se, come dicono in tanti, questo migliorerà la sua produzione di “long balls” ci ritroveremo in casa un altro fenomeno indiscusso … e già ora comunque se non è un fenomeno è un suo parente prossimo.
  • Cora penso che veda le partite in anticipo, OK il match-up contro il mancino, entra Wood, nonostante quello io, quando ho visto Nunez invece che Devers, due improperi li ho tirati, solo due però … non c’era mica il tempo per il terzo perchè … boom ! I Sox hanno l’opzione per Nunez per il 2019 a quota 4 milioni; con Pedroia che non sappiamo se torna, come torna, quando torna stiamo a discutere ? Ci stiamo a pensare ?
  • Ovviamente non so come finirà questa serie, di sicuro i Dodgers stanno capendo che coi nostri c’è davvero poco su cui scherzare; sbagli un pop, una giocata qualsiasi ed i Sox fanno pagare tutto con tassi da usurai. L’hanno capito subito al primo inning con Freese che fa cadere una pallina da prendere in foul, con Puig che manca il taglio e con un paio di punti in saccoccia. A ben vedere anche la difesa di Pederson nell’inning dell’homerun di Nunez è assai rivedibile. Far pagare gli errori è una delle essenze del gioco.
  • Molto bene Kelly e Kimbrel, dateci un bullpen che regge e vedrete come ci divertiamo. Chissà … forse nelle mie parole, mettendo Kelly e Kimbrel assieme, ho immaginato un passaggio di consegne per il 2019. Non so se probabile, di sicuro possibile.
  • Non abbiamo ancora vinto nulla, ma secondo me sta passando molto sotto silenzio il fatto che i Sox sono 8-2 nella postseason e con un calendario terrificante che dice Yanks, Astros ed ora Dodgers. Meritava lodi molto più sperticate di quelle che abbiamo sentito fino ad ora.

Per oggi basta così, stanotte Price vs Ryu. il quale non è il ragazzo delle caverne dei cartoni della mia infanzia ma bensì è un altro mancino da prendere con le molle. Chissà se Price, dopo essersi finalmente tolto la scimmia dalla spalla della prima vittoria da partente non entro in uno di quei periodi dove è intoccabile. La mia sveglia è già puntata alle due. La vostra ?

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Beat LA !

Per chi, come il sottoscritto, s’è innamorato dello sport USA grazie alle leggendarie telecronache NBA di Dan Peterson a metà anni ’80, una sfida Boston vs Los Angeles accende il cuore a prescindere, non ci saranno Bird e Magic, nessuno sarà vestito di biancoverde o di gialloviola, ma la sfida che andrà in onda tra poco più di 48 ore è così eccitante che se esistesse un termometro per misurare l’attesa probabilmente farebbe esplodere il mercurio. Non me ne vogliano i Brewers, ma non è nemmeno paragonabile il grado di coinvolgimento che il baseball sull’intero Pianeta Terra riceve da una sfida tra due vecchissime franchigie cariche di glorie e di onori come Sox e Dodgers rispetto a quello che avremmo avuto affrontando i Birrai del Wisconsin.

Mi sono sentito abbastanza neutrale nel dilemma se era meglio affrontare i Dodgers o i Brewers, per certi aspetti preferivo gli uni, per altre caratteristiche gli altri, prendo chi mi ha dato il destino quindi ben vengano i blu della California, come tutte le squadre di vertice hanno saputo anche sconfiggere alcune avversità nemmeno piccole, Seager out da tanto tempo, Kenley Jansen fermato da problemi cardiaci, Kershaw che sebbene ancora fortissimo ha comunque frequenti viaggi nella injured list e così via … fateci caso comunque, chi arriva in fondo dimostra di saper andare contro anche queste avversità sconfiggendole, chi resta a piangere sugli infortuni di solito va a sbattere contro il muro.

Dicevamo dei Dodgers : rotation molto forte ed accidente se a noi riesce di far uscire dalle Minors un bimbo come Walker Buehler, bullpen con cifre non particolarmente eccitanti, abbastanza simile alle nostre, onestamente nel prosieguo della partita avrei avuto molto più paura di Hader & Co. rispetto ai Dodgers. Il lineup è forte non fortissimo, facendo il classico giochino ruolo per ruolo prendo il nostro. Onestamente non so se l’approccio da esaltati di personaggi come Puig e Machado potrà essere un fattore, tra la reazione di Puig ieri dopo il fuoricampo e quella avuta da Devers a Houston preferisco la nostra, se i suddetti cominceranno a provocare chissà quale sarà la reazione, cerchiamo di restare focalizzati sul match. Eccellente la guida di Roberts, l’Uomo-Che-Rubò-La-Base non è per nulla uno sprovveduto.

Dai nostri uffici trapelano poche notizie, confermato Sale per gara-1, Wright annuncia che può essere disponibile, non so se Cora vorrà cambiare qualcosa, ovviamente se entra uno deve uscire qualcun’altro, Kelly o Hembree, direi nettamente il secondo. Credo che si stia anche discutendo animatamente di come affrontare le partite a LA con le vetuste regole della National. Dal sito MLB emerge un’idea interessante, ovvero Betts in seconda base con Martinez nell’outfield, il nostro slugger in esterno mi ricorda un po’ Big Papi in prima, anzi … forse il rischio è maggiore ma altrimenti cosa facciamo ? Vedremo con quale punteggio si andrà in California, io farei considerazioni molto diverse a seconda di come finiranno le due sfide al Fenway, andassimo a casa di LaSorda in parità o peggio ancora sotto vorrei avere il mio lineup più forte, fossimo 2-0 potrei essere più conservativo e prendermi meno rischi.

Ho iniziato questo post evocando il coro “Beat LA” che rombava dagli spalti del vecchio Boston Garden (quello vero), due città che non si sono mai amate moltissimo, troppo diverse, non sembrano nemmeno facenti parti della stessa nazione, la composta e seriosa Boston, la flamboyant Los Angeles. Bastano pochi secondi per capire dove starebbe meglio uno quadrato come il sottoscritto, bella la California … eh … ma non mi ci vedo a passeggio tutto l’anno in shorts ed infradito, meglio una buona birra in un pub irlandese parlando con Mr.O’Reilly o con Mr.Hogan. Anche per questi motivi un solo grido : Beat LA ! Beat LA ! Beat LA ! Beat LA !

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AL Champs !!!

Confessiamolo tutti … dopo aver perso gara-1 nessuno di noi avrebbe dato un centesimo sul vincerne quattro in fila. Ed invece in una nottata magica si è compiuto quello che io avevo chiamato ieri un esorcismo. Price ha cavato un coniglio … anzi un elefante dal cilindro, un paio di picchioni lunghi, il bullpen che regge ed i Sox vanno strameritatamente alle World Series !

E’ raro vedere una squadra che riesca a tradurre in pratica tutte le potenzialità, i Sox stanno facendo esattamente questo, non c’è un singolo aspetto del gioco che possa essere sviluppato in maniera migliore rispetto a come è stato fatto, se si poteva avere 100 si è ottenuto 100, in questo momento, con queste condizioni di forma che io continuo a ritenere non eccezionali, infatti spero che vi siate resi conto che stasera per esempio si è vinto con Betts, Benintendi e Bogey che hanno assommato un bello 0/14 nel box. In generale … vi sareste mai aspettati di vincere con Houston 4-1 nella serie con Betts a .217, Benny a .208 e così via ? Questa squadra ha dimostrato di riuscire a trovare risorse anche quando sembra che il serbatoio sia vuoto ed il merito in questi casi è dell’uomo che li comanda dal dug-out perchè a vincere quando tutto va bene sono capace anch’io, farlo quando il tuo lanciatore superstar perde gara-1 e poi finisce all’ospedale oppure quando il tuo lineup produce meno del dovuto è maledettamente più complesso.

Ovviamente vanno spese due parole extra su Price … esorcismo riuscito ! Nelle condizioni peggiore ha lanciato una gemma, forse aveva ragione chi ha scritto di voi che il fatto di mandarlo sul monte in condizioni certo non ottimali, con un matchup sfavorevole, ma in una situazione di punteggio ottima poteva servirgli per sbloccarsi, direi che è andata davvero così, uomo comunque indecifrabile con degli up & downs inspiegabili per gente come noi che vede le cose dal di fuori.

Jackie Bradley ha vinto il premio di MVP della serie, io però se devo dare il mio voto dico Nathan Eovaldi, forse giudizio eccessivo visto che poi nella serie ha lanciato in tutto sette inning, ma il momento chiave è stata gara-3 a mio modesto parere, ci siamo trovati con il partente n.1 al Massachussetts General Hospital, il n.2 che era stato pestato abbastanza e non aveva perso solo grazie all’attacco e con un bullpen dove oramai c’era gente con la lingua che toccava terra, aver giocato così bene gara-3 ha indirizzato la serie, ha indicato la strada; se date un occhiata all’elenco giocatori per il 2019 vedrete che un partente a costi accettabili dobbiamo prenderlo, io comincerei a fare qualche discorsino al succitato Eovaldi, perchè non proseguire un rapporto se entrambi i partner si trovano bene ?

Ora Los Angeles o Milwaukee ? La logica dice i Dodgers, la speranza i Brewers, dico speranza perchè è umanamente impossibile sostenere una squadra se ha tra le sue fila Manny Machado, forse addirittura qualcuno della sua famiglia tifa contro di lui. Ci sarà comunque tempo da qui a martedì per parlare di questo, intanto godiamoci il pennant che vale davvero tanto essendo il frutto di un playoff durissimo dove chiunque dei Sox, dai massimi vertici a chi pulisce i bagni del Fenway, ha fatto il massimo dello stramassimo. Non so che faccia abbiate voi stamattina, la mia assomiglia a quella che metto qui sotto : il volto della Nation felice

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Tra un infarto e l’altro

Come sia possibile andare avanti con questa sequenza di spaventi davvero non lo so. Ogni partita è un’avventura, anzi ogni inning, ogni out, sembra uno di quei videogiochi sparatutto, ad ogni angolo c’è un possibile agguato, gara-4 è stata la sublimazione di questo concetto ed è stata una sofferenza iniziata al primo inning e terminata solo con quell’ultimo meraviglioso out di Benintendi. In una epopea come quella andata in onda in Texas ci sono mille momenti che potevano essere decisivi, proverò di esplicitarne alcuni, ma sono così stravolto che non sono sicuro di riuscire ad esprimermi in maniera compiuta.

Al primo inning abbiamo conosciuto il primo spavento : il quasi-HR di Altuve. Stamattina tutti a ripassare il regolamento, per capire meglio la scelta della crew arbitrale, immagino lo abbiate fatto anche voi. Per fare un po’ di informazione faccio un copia/incolla dal sito MLB :

APPROVED RULING: If spectator interference clearly prevents a fielder from catching a fly ball, the umpire shall declare the batter out.

Further, Rule 6.01(e) states: No interference shall be allowed when a fielder reaches over a fence, railing, rope or into a stand to catch a ball. He does so at his own risk. However, should a spectator reach out on the playing field side of such fence, railing or rope, and plainly prevent the fielder from catching the ball, then the batsman should be called out for the spectator’s interference.

Joe West (autore della chiamata poi confermata al video) quindi ha inteso che senza l’intervento dello spettatore Betts avrebbe fatto il catch, onestamente mi sembra una presunzione abbastanza “pesante”, Betts è un fenomeno ma che facesse al 100% la presa resta un assunto complicato da dimostrare in un catch al recinto. Molto civilmente Hinch ha obiettato, lo posso capire, mi sembra una chiamata molto stretta, la maggior parte dei commentatori (giocatori compresi) da ragione agli arbitri; comunque stiamo parlando di centimetri, a volte i centimetri ti premiano a volte ti castigano. Direi che le Majors dovrebbero cominciare a pensare a rendere obbligatoria una qualche separazione tra il pubblico dei bleachers ed il fuoricampo, cosa complessa in certi stadi (Fenway compreso), ma direi che cominci ad essere un’esigenza.

L’altra cosa che mi pare chiaro è che i nostri stanno costruendo una piccola grande impresa, il motivo è che oggi, con la forma dei nostri lanciatori, mettere insieme 27 out è davvero complesso. Cora si sta rigirando una coperta che pare un po’ corta, cortissima se Kimbrel resta questo pitcher che non sa più controllare la biglia. A fronte di ciò sono rimasto un po’ interdetto quando ho visto che gli veniva chiesta una salvezza da 6 out, mai fatta in carriera. Scelta rischiosissima è vero, poi però a mente fredda mi chiedo dove fossero le alternative e faccio fatica a vederle. Il sudoku da risolvere per il nostro staff è davvero complicato, mi viene sempre più da pensare che in questo ottobre stiamo ottenendo più del massimo, se mai ciò è possibile.

Fatemi finire con l’elogio del nostro meraviglioso trio di esterni, sembrano quasi essere nati per stare insieme, ripetiamolo per l’ennesima volta : devono essere il nostro outfield per molti anni a venire, spezzare il trio mi pare un delitto, mi sembra rovinare un’immensa opera d’arte, come quel pazzo che prese a martellate la Pietà di Michelangelo parecchi anni fa. Questo deve essere l’inverno delle estensioni per Betts e JBJ, chiudersi in una stanza ed uscirne solo col contratto firmato, a costo di lasciarli a pane ed acqua. In un famoso conclave a Viterbo nel Medioevo il popolo, stanco del fatto che i cardinali discutevano da tre anni senza eleggere il nuovo Papa, chiusero i prelati in una stanza, li misero a dieta ristretta e cavarono pure il tetto, casualmente la scelta fu fatta in poco tempo. E se agissimo anche noi così ?

Intanto stasera gara-5 Verlander vs. Price in short rest. OK così Sale può avere due giorni in più per rimettersi dopo il malanno che ha avuto, stasera però siamo alla ricerca del miracolo o poco meno. Chissà … se la maledizione di Price al playoff deve finire, potrebbe essere con un esorcismo. Questo lo è

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L’urlo della Nation terrorizza l’Occidente

Parafrasando i titoli leggendari dei film “kung fu fighting” di Bruce Lee, ieri ore 2.30 del mattino un urlo ha squarciato la notte fonda in Italia, l’urlo della Nation che incurante dei rapporti di buon vicinato ha ritenuto giustamente di sfogare la proprio gioia quando JBJ ha raggiunto Johnny Damon, l’Hawaiiano volante, JD Drew e Big Papi nella ristretta cerchia di coloro che hanno consegnato l’ovetto da quattro punti in una partita da playoff, il picchione da quattro ha un potentissimo effetto cabalistico che non voglio assolutamente esplicitare qui, ma che tutti dovreste aver capito ed è stato fatto notare anche dai telecronisti americani.

Ring of honor

  • Nathan Eovaldi – Fantastica dichiarazione del post-partita : “nelle prossime settimane mi renderò conto del percorso che ho fatto dal Tommy John Surgery a queste serate incredibili, ora non sono in grado”. Credo che come rapporto costo/benefici siamo ai massimi livelli di sempre. Vogliamo essere molto cattivi ? Ha fatto molto di più Eovaldi ai playoff in due partite che David Price in tutta la sua carriera. Bregman (gran giocatore) aveva scassato le balle consegnando alla rete un video di giugno dove Eovaldi beccava 3 HR in stecca, non gli ha portato molta fortuna, come “New York, New York” per Judge. Porta male sfottere i Sox !
  • Ryan Brasier – Se il percorso a queste serate di Eovaldi è stato accidentato, quello di Brasier è stato simile al Camel Trophy. Avevo già parlato del fatto che per raggranellare qualche soldo fosse finito in Giappone. 30 inning a Hiroshima l’anno scorso ed addirittura un po’ di minors nipponiche. Domanda quasi filosofica : ma quanti Brasier ci sono nel sommerso che svernano in campionati dove mangi un panino tra una trasferta in pullman e l’altra ?
  • Jackie Bradley – Poche valide ma buone, in stagione regolare a basi cariche ha fatto 1/17, in due sere ha fatto due valide e 7 RBI. Per la 240° volta : possiamo avere questo trio di esterni per molti anni a venire ?
  • Steve Pearce – A Toronto credo abbiano cominciato ad urlare : “ridacci i soldi !!!”. Perchè ricordiamoci che i Blue Jays ci pagano una quota per farlo giocare. Avviato nella strada dei Gomes, Nava, Carp di un glorioso passato ? Poi questo è confesso membro della Nation da quando portava i calzoni corti. Da urlo !!!
  • Big Papi – Le sue performances negli studi della Fox entrano di diritto negli annali della TV. Cercatevi anche lo shampoo fatto con birra a A-Rod per fargli pagare la scommessa persa nelle ALDS. Sebbene ora sia vestito tutto azzimato con giacca e cravatta e non più in maglietta e spikes il nostro “Lider Maximo” guida ancora il suo popolo in ottobre. Ne avesse voglia … che addizione sarebbe con un ruolo effettivo nel team !!!

E’ tutto – Gara 4 è in arrivo

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