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Un “magico” 69

Mi rendo conto che il titolo presta il fianco a facili ironie, ma sappiate che non ho intenzione di parlare di acrobazie da Tripla X, bensì semmai di baseball di Triplo A, infatti i Sox in questa ultima settimana non dovrebbero portare il nome Boston, bensì quello Pawtucket.

Avevo una paura, che il nostro gruppo di ragazzotti imberbi e forse nemmeno molto di talento non riuscisse nemmeno a pareggiare il totale di vittorie raccolto dalla scombiccherata banda capitanata nel 2012 da Bobby Valentine. Alleluja !!! Ce l’abbiamo fatta !!! Abbiamo addirittura l’occasione per fare anche meglio, quattro partite per arrivare almeno a 70. Il dubbio onore di essere lo skipper dei peggiori Sox da decenni merita di restare sulle spalle di Bobby V.

Se però i peggiori Sox sono quelli del 2012, non è che quelli del 2014 siano poi tanto meglio, sembra un gruppo di scolari un po’ somari con grosse necessità di ripetizioni ed infatti gli insegnanti sembrano aver già assegnato i compiti delle vacanze ad alcuni; di sicuro Castillo dopo due anni di assenza causa i suoi problemi con la famiglia Castro giocherà di sicuro una Winter League, probabilmente quella di Puerto Rico; un altro che dovrebbe essere impiegato quest’inverno per ricercare un po’ più di forma è Middlebrooks, i Sox infatti avrebbero espresso il desiderio di vederlo in azione da qualche parte al caldo dei Caraibi, la cosa poco bella è che il giocatore nicchia. Scusatemi ma se davvero è così non ci siamo proprio : già Middlebrooks resta in formazione solo grazie ad infortuni ed a mancanza di un’alternativa plausibile, se poi non accetta di sottoporsi ad un percorso richiesto dal management allora può davvero togliere il disturbo.

Per il resto c’è da segnalare che parecchi si rendono conto che ormai abbiamo più esterni che capelli in testa, ci sono tante cose da decidere; per esempio si comincia a dire che un personaggio come Cespedes debba giocare a destra, dove può far valere il suo braccione ma non sotto il Monster che sembra essere per lui un rebus irrisolvibile, spostandolo però pesterà i piedi a Victorino anche se occorrerà vedere cosa ci potrà dare il magico hawaiiano; resta poi il grosso punto di domanda chiamato Allen Craig; le sue cifre non le scriverò, per carità di patria, ma siete comunque in grado di leggervele da soli, il dubbio di aver acquisito la “bufala del secolo” comincia ad albergare nella mente di parecchi, leggo anche di molti scout che si arrovellano non capendo come far uscire da questa buca un giocatore che aveva dimostrato di valore.

Fatto sta che siamo all’ultimo capitolo di questa disgraziata stagione, posso avvisarvi che il dubbio se Jeter giocherà o meno l’ultima serie al Fenway non mi fa dormire la notte (ovviamente scherzo), non scherzo invece quando dico che finisco la stagione con un dente un po’ avvelenato, essere passati dal trionfo del 2013 a questo obbrobrio è triste. Che in Yawkey Way ci sia la volontà di invertire il trend degli ultimi 5-6 anni (con l’esclusione della magnifica eccezione 2013) è un dubbio assolutamente legittimo. Non manca molto ed avremo la risposta … la stove league è finalmente vicina.

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L’ultimo gradino … il più difficile

I Pawtucket Red Sox hanno vinto per la seconda volta in tre anni l’International League, ok … hanno perso contro Omaha quella specie di World Series del Triplo A ma ricordatevi sempre che il baseball in partita singola è un non-sense. Inoltre se alle due vittorie nel 2012 e 2014 sommate anche la vittoria nella division nel 2011 e 2013 ne viene fuori un quadro che fa della squadra del Rhode Island l’autentica “powerhouse” del Triplo A.

Detto questo mi sorge spontanea una domanda : com’è che a questi successi al piano di sotto non corrisponde (o corrisponde in maniera parziale) una produzione adeguata di giocatori per il livello di sopra ? Sembra che lo sviluppo dei nostri giocatori proceda benissimo fino al penultimo gradino ma quell’ultimo gradino resti un rebus irrisolvibile per tantissimi dei nostri. E’ un’impressione sbagliata ?

Chiaro che queste valutazioni debbano essere fatte coi piedi di piombo, specialmente la valutazione dei pitcher richiede un supplemento d’indagine, spesso è un ruolo che richiede una maturazione lenta, tanto per farvi un esempio il Gausman importantissimo per questi Orioles vincenti nei primi tempi beccava cannonate in fondo al recinto; fatto salva questa logica cautela mi chiedo se le scelte che vengono fatte non portino però a creare delle Minors con buoni giocatori ma senza stelle ovvero delle buone squadre, vere squadre, compatte, decise ma mancanti un po’ di talento, politica questa buona per vincere i campionati di Triplo ma che non riesce a produrre i talenti per le Majors.

Per vedere di confutare questa tesi sono andato a ripescare il roster di Pawtucket che vinse nel 2012, i partenti più impiegati erano Justin Germano, Duckworth, Billy Buckner (oh mamma), Nelson Figueroa. Nel lineup c’erano Andersen (ex promessa fallita), Mauro Gomez (visto dal sottoscritto giocare in Giappone), Lavarnway e Hassan (che sono ancora lì) e poco altro. Ne viene fuori una bella compilation fatta da veterani del Triplo A e da giovani che dovevano esplodere come bombe e che invece non sono stati nemmeno dei petardi. Insomma verrebbe da dire che si cerchi di vincere il campionato, quando invece servirebbe più produrre due campioni coadiuvati da broccacci e chi se ne frega se l’International League non finisce a Pawtucket.

Viste le difficoltà dei vari Ranaudo, Workman & Co. e i flop dei vari Lavarnway e Bradley, viene da chiedersi se anche la generazione del 2013/14 sia un’altra compilation di giocatori buoni per il Triplo e nulla più; mi ritorna anche in mente la valutazione fatta da Farrell qualche tempo fa circa il gap sempre crescente tra le Minors e le Majors. Forse lo schema che prevede di draftare giocatori di 19 anni per svilupparli in 5-6 anni fino alle Majors comincia ad essere non più attuale. Faccio fatica ad immaginare come ciò possa attuarsi ma mi piacerebbe che tra draft ed effettivo impiego passasse poco tempo, nella NBA chiami Kyrie Irving e quello produce subito, idem dicasi nella NFL. Scommettere su dei bambini imberbi mi pare un gioco pericoloso per un mondo iper-competitivo come le Majors, chiaro che passare ad un sistema “NBA-style” non garantisce dalle bufale, per esempio credereste che Darko Milicic sia stato chiamato come n.2 prima di Dwayne Wade, Bosh e Carmelo Anthony ?

Detto ciò, speriamo di ricevere un “boost” per la nostra prima squadra dai giovanotti … e che invidia vedere gli Orioles festeggiare !!!

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Siamo ai saldi

Sono stato un po’ troppo speranzoso o semplicemente sono stato improvvido e me la sono tirata un po’ addosso, avevo detto che i nostri continuavano a stare sul pezzo nonostante le lacune che la squadra di questa fine d’anno indubbiamente ha. Direi che l’ultima settimana di gioco ha sancito il definitivo “rompete le righe”, un po’ per le giuste precauzioni verso dei veterani che necessitano di una sosta ai box e un po’ anche perchè le motivazioni che possiamo avere noi oggi non sono certo quelle che possono avere gli affamati Orioles che finalmente torneranno a vincere la AL East dopo 17 anni di astinenza.

Dicevamo che qualche veterano logoro s’è fermato, qualcuno per qualche partita e qualcun’altro per il resto della stagione; proprio in questi momenti Pedroia si sta sottoponendo all’intervento chirurgico al polso sinistro che l’ha fatto dannare in questi ultimi anni. Pedroia ha convissuto con questo malanno praticamente per gli ultimi due anni, molti pensano e sperano che il suo vistoso calo di potenza sia ascrivibile a questo problema. La regressione nella media bombardieri (SLG) è chiara : 2011 .474, 2012 .449, 2013 .415, 2014 .379, il malanno gli impediva di spingere col bastone, speriamo che tutto vada bene e che torni ad essere nel box il giocatore che ricordiamo, in difesa ha continuato a dare spettacolo ma ad una squadra anemica nel box come la nostra serve un Pedroia da 15 HR e 70/80 RBI. Quindi portiamo pazienza se da qui alla fine vedremo in maglia Sox onesti mestieranti come Jemile Weeks o semi-sconosciuti come Carlos Rivero che se non altro porta lo stesso cognome del giocatore che pochi giorni fa m’ha fatto vivere la più grossa goduria baseballistica che mai abbia vissuto in un diamante italiano.

Aggiornamento sulle audizioni : Workman non sembra proprio avere l’X Factor ed ha messo insieme una stecca come nemmeno una campana stonata potrebbe fare, francamente credo che il suo livello massimo sia quello di un onesto rilievo ed onestamente se finisse nel trading block per arrivare a qualche grosso calibro non credo che si straccerebbero le vesti in molti. Bel momento di Bogaerts, mi piace che non si sia smontato dopo dei mesi centrali orribili e che sia rimasto concentrato, Betts sempre molto sveglio, Craig che resta imbarazzante (un bel 5/50 per lui da quando è a Boston) e s’è rivisto anche Bradley … con 0/4 nel box, e segnamoci il giovane Barnes che ha debuttato (bene) seppure in una partita che non aveva più molto da dire in quel punto.

Per evitare di rivivere nel 2015 questo melenso 2014 occorrerà munirsi di ben’altri giocatori e poche ore fa Tom Werner ha rilasciato dichiarazioni bellicose dicendo che i Sox saranno aggressivi nel mercato dei free-agent; di sicuro di altri Sizemore o di altri Pierzynski non sapremmo che farcene. Posso già fare una mia lista dei desideri ? Ovviamente il n.1 ed il n.2 della rotation, un terza base veterano che ci dia due anni di qualità per vedere nel mentre se Cecchini diventa il Wade Boggs del XXI ° secolo … o il gemello di Middlebrooks, un interbase di riserva affidabile (un Alex Cora tanto per interderci) che possa darci un po’ di sollievo difensivo dato che il guanto di Bogaerts è ancora un punto di domanda e se si trovasse un “Davis Ross” un po’ più abile nel box di David Ross sarebbe un aiuto, chiaro che se arriva un simil-polacco teniamoci Ross fino al giorno del giudizio. Sugli esterni c’è tutto un discorso da fare, un discorso prematuro oggi dato che ci mancano dei parametri importanti come il valore di Castillo. Ne riparleremo più avanti. Secondo voi sono troppo pretenzioso o la mia wish-list è realistica ?

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Se non altro i nostri non mollano

Lo ammetto … avevo paura che l’ultima parte della stagione, soprattutto dopo la partenza di Lester e Lackey, fosse vissuta da tutto l’ambiente con un’aria di svacco totale, un po’ come successe in quel settembre 2012 surreale con Bobby V già insalutato ospite, con un ambiente che necessitava di una sveglia. Quest’anno non accade, si perde (abbastanza spesso), si vince (non come vorremmo tutti), ma non si fanno quelle figuracce da cioccolatai che vedemmo nel 2012; il motivo è semplice, il bambino “settembre 2012” fu il frutto di una gravidanza indesiderata (se così possiamo dire), il settembre 2014 invece è un alunno che deve fare ancora tantissima strada davanti ma che se non altro porta dietro di sè tante speranze dei suoi genitori, che saremmo un po’ tutti noi.

Mi piace molto che le squadre in lotta per la post-season perdano qualche partita coi nostri, se non altro è un segno di serietà che non vedemmo due anni fa, peccato per non aver portato via la serie allo Yankee Stadium, una partita contro Chris Capuano mi aspetterei di portarla a casa ma sappiamo tutti cosa sia successo in quel nono inning, comunque siamo sul pezzo e si gioca a baseball, dovessimo farlo con questa intensità fino alla fine, e non c’è segno che le cose cambino, potermmo archiviare questo disgraziato 2014 non certo col sorriso sulle labbra ma se non altro con una certa speranza per il 2015.

Le nostre audizioni andate in onda negli ultimi giorni ci danno un Bogaerts in gran spolvero, un Mookie Betts che sembra un giocatore vero anzi “super-vero” , un Vazquez che mostra più arte da catcher in un mese di quanta ne abbia mostrata Pierzynski in una carriera, un Webster che invece si merita ancora una volta dei grossi punti interrogativi anzichè i punti esclamativi che vorremmo dargli, però oltre a queste note segnamoci la partita di stanotte perchè una squadra che in teoria dovrebbe essere in vacanza che rimonta due volte una partita persa contro una squadra ancora in lotta per la post-season dimostra di essere una squadra ancora fortemente motivata … e le squadra che giocano motivate fanno mandare più facilmente giù una stagione perdente ai suoi tifosi.

Il tema più caldo però è la situazione Uehara. Anzitutto andrebbe fermato per questa stagione, poi si dovrà decidere cosa fare con lui quest’inverno. Non ha senso tirargli ancora nel collo, non fai nemmeno il suo bene a fargli prendere delle cannonate visto che è free agent, anch’io sono tra quelli che pensa che sia soprattutto un problema di stanchezza, oltretutto parlando di un giocatore che ha avuto qualche problema di infortuni. Per il futuro si vedrà, ovviamente i nostri maggiorenti analizzeranno la sua situazione medica per capire se davvero questo grosso calo sia solo un fattore momentaneo come speriamo o se sia il segno di un giocatore logoro. Koji-san è un giocatore che ne ha viste tante, con più di 200 partenze in Giappone coi suoi Yomiuri Giants, addirittura con 56 partite complete, poi con una carriera da rilievo di primissima fascia in America, che ci possa essere un po ‘ di logoramento ci potrebbe anche stare a quasi 40 anni. Anch’io mi aspetto che i Sox un’offerta la facciano, certamente un’offerta annuale e credo anche molto distante dalla “qualifying offer”, il giocatore addirittura qualche tempo fa vagheggiò una richiesta pluriennale, sebbene io adori Koji credo proprio che i Sox non debbano fare un’offerta simile e sono sicuro che non la faranno, non avrebbe senso e sarebbe un rischio. Alternative ? Il giocatore che avrei visto come alternativa l’abbiamo venduto a Baltimore, altre idee al momento non ne ho.

Questo è il punto della situazione. E se qualcuno pensa a Papelbon fatemi dire la mia. No .. Grazie

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