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Nuove speranze (pending a physical)

Sarà stato un atto di solidarietà coi Sox ma anche io oggi sono “pending a physical”, nel senso che ho in programma tutta una serie di esami clinici, nulla di che … semplicemente esami di routine, tutto ciò se non altro mi accomuna a Eduardo Nunez e soprattutto a JD Martinez, che se otterrà risultati direttamente proporzionali a tutte le pagine che si sono spese nell’attesa, batterà tutti i record, compresi quelli ottenuti da Barry Bonds quando faceva il pieno con le “bombe”.

I miei esami non so come andranno ed al momento per la verità non sono ancora stati resi noti quelli di Martinez, se però per l’ex-Tiger non ci saranno problemi, avremo finalmente quel rinforzo che in molti ritenevano una condizione imprescindibile per competere nel 2018. Oramai non ci credevo più, nel senso che le parole che si sentivano in giro, sembravano preparare la Nation ad un affare sfumato, invece alla fine la firma c’è stata e diciamocelo subito che è una firma che mi piace assai. Saranno state le condizioni “strane” di questa Stove League, sarà stata l’assenza di squadre interessate a lui, ma fatto sta che questa firma avviene al 90% alle condizioni dei Sox ed al 10% a quelle di Boras, ergo è una cosa buona per noi.

Alla fine sono 2 anni a 25 milioni, il terzo a 22 e gli ultimi due a 19, il giocatore avrà l’opportunità di liberarsi dopo due anni o dopo il terzo, insomma noi siamo contenti perchè non ci blocchiamo per quei 7 anni che volevano Boras & Co, il giocatore può essere contento perchè, se lo riterrà opportuno, potrà testare il mercato anche solo tra due anni, anche se coi chiari di luna che si son visti quest’inverno sul mercato dei free agent, credo che convenga a tutti pensarci due o più volte.

Escludendo quei problemi fisici che hanno a volte toccato Martinez, la firma mi piace anche perchè ci da quel po’ di flessibilità che è molto utile, io spero in tante partite con Martinez DH perchè voglio toccare il meno possibile le tre Killer Bees dall’esterno, Martinez quando non sarà DH può fare le sue 40/50 partite nell’outfield quando c’è bisogno semmai di far riposare Bradley o Benintendi in slump. Restano quindi Moreland e Hanley per un posto solo da prima base. Anche qui barrando i problemi fisici ci sarà l’opzione di scegliere tra formazione offensiva o difensiva, tra parentesi crescono le possibilità che Hanley non raggiunga i 497 turni nel box, cosa che non farà scattare l’opzione automatica sul contratto di Ramirez facendoci risparmiare 22 milioncini … e se anche questo è un risultato indotto della firma di JD Martinez, capirete che la sua firma potrebbe addirittura piacerci di più.

Due parole anche per Nunez, buona firma per il complemento che ci serve, perchè ricordiamoci bene che l’infield non è così a prova di bomba come l’outfield, Devers è un bimbo ancora con l’acne, talentuosissimo ma pur sempre un bimbo, Bogaerts ha vacillato, Pedroia tornerà tra un po’ ed i ricambi come Holt e Marrero sono tutto tranne eccitanti. Anzi con l’arrivo di Nunez mi aspetto che qualcuno ci lasci, un po’ come l’arrivo di Martinez che ha comportato la cessione di Brentz, diciamo che al termine dello Spring Training un “designed for assignment” per qualcuno non mi sorprenderebbe.

Quindi finalmente, con qualche ritardo rispetto al previsto, i Red Sox sono fatti. Io, se devo essere sincero, vorrei vedere l’arrivo del famoso “specialista mancino” da fargli fare uno o due uomini nei momenti caldi all’ottavo inning … o giù di lì, quello che fu Breslow nel 2013, tanto per intendersi. Se non sarà ora semmai sarà a luglio, ma secondo me bisognerà farlo. Ora c’è tutto … le carte sono state servite, serve solo che si cominci a giocare e personalmente non vedo l’ora che si cominci

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Al diavolo la stufa …

Mi son rotto le scatole di titolare gli articoli della Stove League semplicemente con un numero, anche perchè la cosa ha portato sfortuna, nel senso che siamo stati condannati alla Stove League più noiosa ed amorfa che la nostra memoria possa ricordare; detto ciò ci sono però un paio di cose emerse nell’ultima settimana che meritano di essere dibattute.

La prima sono le supposizioni, i rumors circa l’offerta messa sul tavolo dai Sox per portarsi a casa JD Martinez. L’impegno quinquennale sembra confermato, la cifra in un primo momento era stata comunicata in 100 milioni di $, tale cifra poi è stata rettificata in 125 milioni. Siano 100 o più probabilmente 125, restiamo comunque assai lontani dai 190/200 che Boras vuole portare a casa, con un impegno semmai spalmato su 7 anni. Non lo so … ne abbiamo viste di tutti i colori in passato, comincio però a dubitare che due parti così distanti trovino un accordo; si potrebbe dire che, come capita spesso negli affari, ci si troverà a mezza strada, con un 6 yrs. nel range dei 150/160 milioni, però tutto mi sembra sempre più complesso ogni giorno che passa.

A meno che non sia davvero emerso, come si mormora in giro, che gli unici davvero interessati a Martinez siano i Red Sox. Si diceva anche un probabile interessamento dei D-Backs, ma gli stessi vorrebbero tenere sotto controllo il payroll e non avrebbero visto malvolentieri di liberarsi del contratto di Greinke (molto oneroso) per poi dare l’assalto a Martinez, se davvero l’hanno pensato comunque non ci sono ancora riusciti e non sarà davvero facile chi voglia impegnarsi con il pitcher di Arizona che deve ancora ricevere 4 anni di stipendio per complessivi 138 milioni (!!!). Quindi se anche i D-Backs non fossero in corsa e ci fossero davvero solo i Sox ? Sarebbe divertente vedere cosa succede. Ipotizziamo : DD non si sposta dall’offerta fatta, arriviamo allo Spring Training, anzi … semmai arriviamo all’immediata vigilia dell’Opening Day e Boras ha sulla scrivania solo quell’offerta dei Sox. Cosa farebbero ? Verranno a più miti consigli o resteranno sull’Aventino ? Semmai sperando che dopo un mese di campionato qualcuno molto disperato dia loro i soldi che vogliono. Vedremo … situazione comunque molto intrigante.

L’altra cosa di cui voglio parlare è il mancato accordo pre-arbitrato con Mookie Betts. Tutti i giocatori tranne lui han trovato l’accordo, non butta bene perchè è vero che mancano ancora 3 anni al momento nel quale Mookie diventerà free agent, ma se cominciamo subito con un arbitrato nel primo anno nel quale deve esserci un trattativa non partiamo certo bene, e diventa molto immaginifico pensare a quell’estensione che a Boston in molti caldeggiano. Non voglio fasciarmi la testa prima d’essermela rotta, ma comunque la cosa deve un po’ preoccupare noi tifosi.

Per oggi non c’è altro … ‘sta maledetta stufa funziona davvero male e non ci scalda. Arriverà la primavera …

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Stove News n.5

E’ passato il Natale, poi è arrivato Capodanno ed abbiamo stappato le bottiglie, poi si è fatta vedere anche la Befana che, come di consueto, mi ha recapitato un container pieno di carbone, cosa che peraltro io mi merito ampiamente … insomma il tempo passa e noi siamo fermi alla firma di Moreland, a qualche conferma con un accordo raggiunto tra i Sox ed alcuni giocatori evitando l’arbitrato (Carson Smith e Steven Wright) ed a qualche insignificante arrivo per le nostre Minors.

Insomma … più che chiamare il pezzo Stove News bisognava chiamarlo Stove No News, c’è però un aspetto … siamo in amplissima compagnia, salvo rare eccezioni tutte le squadre sono ancora alla ricerca di obiettivi primari per completare le formazioni, oggi al 10 gennaio solo 2 free agent nella lista dei primi 12 hanno trovato il contratto. Il motivo quale può essere ?

In questi giorni se ne leggono di tutti i colori, perchè una cosa del genere non era mai nemmeno lontanamente capitata; c’è che dice che siano le squadre che vogliano dare una lezione agli agenti, ma c’è anche chi dice (e a me la cosa mi suona credibile) che il fatto che la gran maggior parte dei free agent siano in mano a Scott Boras, che notoriamente è un “duro”, stia rallentando le chiusure degli affari. Non vorrei fare del moralismo da due soldi, ma se Hosmer (che è un buon giocatore ma che non s’è trasformato in George Brett) rifiuta un contratto 7 yrs/140 mil. ovvio che ci sia qualcosa che non va.

Per tornare a noi, avrete letto tutti dell’offerta messa sul tavolo per JD Martinez, 5 anni per un importo non precisato, offerta al momento sdegnosamente rifiutata, dopo di ciò i nostri sembrano stare alla finestra, DD dice che nelle trattative non ci sono delle date limite, a naso mi verrebbe da dire che con un quinquennale (che è l’offerta giusta per un giocatore dell’età di Martinez) il giocatore non lo porti a casa. Qui si apre il solito dilemma : offrire al giocatore un contratto che poi rischia di essere un fardello negli ultimi anni, oppure tenere il punto e vedere se il giocatore viene a più miti pensieri … specie se non gli arrivano altre offerte ? Per fare una valutazione completa bisognerebbe anche sapere, mistero dei misteri, se esiste un piano B e quale sia … notizie che al momento non si trovano nemmeno ingaggiando agenti del Mossad con l’incarico di infiltrarsi tra gli uffici di Yawkey Way.

Insomma siamo ancora immobili, ho voglia di scrivere di contratti, troppo alti o troppo bassi, inconcludenti o decisivi, insomma io di parlare del tempo ne ho poca voglia, ho voglia di baseball, anche solo parlato, quest’inverno è noioso e monotono … maledetto Scott Boras !!!

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Stove News n.4

La risposta a Stanton quindi è … Mitch Moreland !!! OK … detta così fa un po’ ridere, anzi fa molto ridere, confessiamo tutti di essere parecchio delusi, facendo un discorsino natalizio diciamo che Moreland sta ai rinforzi che ci aspettavamo così come il povero Spelacchio (l’abete mandato a morire in Piazza Venezia a Roma tra il sollazzo dei romani stessi) sta ad un vero abete natalizio rigoglioso.

Cosa significa questa firma ? Mi verrebbe da dire che si credeva poco alle alternative che c’erano in prima base, Hosmer veniva dato a cifre molto alte, cifre che caleranno con un potenziale acquirente in meno, Santana si è accasato a Phila, altre idee appetibili non se ne vedono e quindi DD è andato sull’usato sicuro; questi concetti però, che possiamo anche condividere, non aiutano certo a rinforzare il nostro attacco stitico, quindi se vogliamo rinforzarci, a meno che DD non si inventi qualcosa di molto creativo, non ci resta che potenziare il reparto esterni.

Torna quindi di prepotenza il nome di JD Martinez, già … di tutta questa storia Martinez /Moreland etc. mi convince poco la tempistica; così come ho detto prima che la firma di Moreland può abbassare il prezzo di Hosmer dato che c’è un acquirente in meno, la stessa firma rischia di far crescere ancora per noi il prezzo di Martinez, adesso parlando col suo agente ci sentiremo rispondere un concetto tipo : “visto che adesso questa è l’unica strada che hai se prima costava 100 adesso costa 120.” Insomma … era meglio firmare prima eventualmente JD per poi concludere il mercato con la ri-firma di Moreland.

E se Martinez non dovesse venire ? Ecco … allora potremmo rivedere la seconda stagione dei “Big Papi Orphans”, il nostro attacco che per fare un paio di punti doveva mettere in campo una decina di valide. Alternative a JD ? Io continuo a non vedere possibilità per rinforzi in altri ruoli, per esempio un Nick Cafardo sempre più in preda ad una crisi di nervi, sul Globe di qualche giorno fa, s’è esibito in una gran tirata dicendo che se Baltimore mette sul mercato Machado (probabile) noi dobbiamo prenderlo. Premesso che gli scambi tra squadre della stessa division son sempre complessi, spiegatemi il senso della cosa visto che poi dopo un anno sarebbe free agent e spiegatemi anche cosa faremmo poi con Devers. Un rinforzo all’interbase ? Andiamoci piano … X-Man è reduce da un’annata molto brutta e forse non è il campione che ci si attendeva ma aspettiamo un attimo a metterlo nel bidone dell’immondizia. Non lo so, sebbene la cosa non mi entusiasmi forse siamo davvero legati alla firma di JD, dipendere tutto da un unico giocatore è davvero una cosa che non mi piace.

Per concludere torno per l’ultima volta (lo giuro) sulla questione Stanton. Visto che il giocatore aveva tutti gli assi in mano, ovvero la possibilità di mettere il veto ad una trade, ha deciso dove andare nel senso che aveva indicato in Dodgers, Astros, Yankees e Cubs le uniche squadre per le quali avrebbe dato il suo necessario assenso, il desiderio del giocatore era “cercare di vincere subito”. I Red Sox non erano quindi nella lista delle squadre desiderate. Motivo ? Da un lato viene da chiedersi se i Sox vengano poi ritenuti così forti dalla percezione comune come i nostri maggiorenti dicono, insomma Giancarlino non credeva nei nostri giocatori. Questo può essere condivisibile o meno … decisione sua. Comincia però a girare un rumorino un po’ differente, ovvero che nella Lega, specie dopo l’anno scorso, comincia a passare la voce che l’ambiente Sox, la clubhouse Sox siano parecchio “tossiche” con nervi molto tesi, con un clima sgradevole. Beh … coi segnali che si sono avuti l’anno scorso questa cosa è anche credibile. Qui deve essere bravo Cora a riprendere in mano la barra del timone, quella barra che nell’ultimo periodo di Farrell sembrava veramente alla mercè di chiunque alzasse la voce (Price, Pedey, etc, etc,). Serve una guida che dalla partenza di Big Papi non c’è più, se Cora saprà esserlo allora avremo fatto un grande acquisto, anche più di un JD Martinez qualsiasi.

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Stove News n.3

Che oggi il morale sia depresso mi sembra dire un’ovvietà, come scrive Over The Monster : “dire che questa è una cattiva notizia per i Red Sox è una grossa sottovalutazione.” Già … Giancarlino nel Bronx è la notizia che non ci voleva, ampiamente attesa nel momento che le prime due squadre che avevano raggiunto un accordo coi Marlins, ovvero St.Louis e San Francisco, avevano fatto sapere che per loro Stanton aveva fatto valere la “no trade clause” che aveva nel contratto che firmò a Miami. E sotto quel che è peggio la contropartita è anche molto meno pesante di quello che era lecito attendersi, Castro (giocatore a cui gli Yankees possono rinunciare senza troppi problemi), un paio di prospetti buoni ma non certo top e per di più Miami pagherà anche tre milioni all’anno agli Yanks per i 10 anni a venire, così gli Yankees possono ancora tentare di restare sotto la luxury tax. E così alla fine il desiderio di Miami di fare un salary dump a tutti i costi e quello di Stanton di giocare in un contender ha prodotto quella che per noi a Boston è la tempesta perfetta.

E ora cosa si fa ? Non lo so … la paura è che ora si voglia fare qualcosa a tutti i costi, per esempio andando a prendere JD Martinez pagandolo uno sproposito oppure Hosmer dandogli uno sproposito bis. Quel che è peggio è che anche se prendiamo una di quelle mazze tra il nostro ed il loro attacco resta un bel gap. Chiaramente prima si dovrà vedere quali siano i desiderata della proprietà, per esempio fu proprio Mr.Henry che l’anno scorso ordinò si restasse sotto la luxury tax, c’è chi ha anche detto che la cautela con cui i Sox si stiano approcciando al mercato sia dettato proprio da una certa ritrosia dei maggiorenti a sparare alto.

Lasciando perdere la parte economica del baseball e tornado a quella tecnica, c’è poi da aggiungere un concetto : aver riempito la rotazione di lanciatori mancini rischia a questo punto di essere un problema visto che dovremo contrastare un attacco fatto di bombardieri destri. In ogni modo sarà davvero dura macinare eliminati contro quell’attacco, l’anno scorso il quartetto Stanton – Judge – Gregorius – Sanchez (non scordiamoci di lui) ha messo a segno un homerun in più di quanti fatti da tutti i Red Sox. Proprio perchè mi pare improbabile riuscire a chiudere il gap col loro attacco, mi chiedevo se non fosse il caso di controbattere in altro modo, per esempio cercando un altro partente di livello, giocando un match “attacco vs. difesa”. Può avere senso cercare Cobb o Darvish (butto due nomi a caso) al posto di un Wright che francamente non c’entra molto con questo contesto ? O al posto di un E-Rod sempre alle prese con una certa inconsistenza tecnica e con una salute cagionevole ?

Chiudiamo con una nota di ottimismo : una giornata simile, con l’Impero del Male che si regala una nuova potentissima arma, l’abbiamo già vissuta e credo parecchi se la ricordino bene; 15 febbraio 2004 … Alex Rodriguez in pinstripes e noi in angustie, con l’aggravante che A-Rod l’avevamo già preso due mesi prima, ma poi il Sindacato Giocatori si mise di traverso. Come finì quel 2004 lo sappiamo bene, voi mi direte che all’epoca avevamo un omone nero che stava prendendo il timone della nostra filibusta … e oggi di epigoni di quell’omone nero non se ne vede nemmeno l’ombra … OK … è vero … ma non ci hanno sempre detto che la storia si ripete ?

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Stove News n.2

Prima o poi Giancarlo Stanton lascerà Miami e si accaserà da qualche parte e finalmente questa Stove League, lenta, avara di notizie, si animerà un po’, sembra che il mondo intero stia aspettando dove Giancarlino deciderà di andare e poi finalmente anche chi non riceverà il suo augusto “placet” potrà cominciare a muoversi.

Sarò stato un po’ ironico, ma davvero non ricordo un’altra stagione con così poche mosse di mercato al 1° di dicembre; scherzi a parte la decisione dell’uomo di cui sopra sarà un ideale colpo di pistola per dare il via ufficialmente alla corsa del mercato, corsa un po’ tardiva, dove bisogna essere pronti e semmai preparati avendo imbastito bene degli abboccamenti. Non so se sia vero, ma i Sox la loro tela la starebbero tessendo in direzione Chicago sponda Sud, vedendo di portare a casa Abreu.

Ovviamente si discute sul nulla, come spesso accade da novembre in poi, ma ammetto di trovare la mossa intrigante. Chiaramente, se la trade andrà in porto, dovremo anzitutto valutare la contropartita ed io tremo sempre al pensiero di Dombrowski che cede troppo; ma escludendo questo Abreu è quello che ci servirebbe. Anzitutto è un prima base, non un fenomeno col guanto ma certamente meglio di Ramirez, è ancora sotto arbitrato per altri due anni, quindi non ci costerebbe di stipendio una follia come JD Martinez (per esempio). Una obiezione sarebbe quella dell’età, arriverebbe da noi a 31 anni compiuti, ma con un contratto corto non sarebbe un grosso problema. Batte destro e noi necessitiamo di un bastone che spari la palla verso il Monster e poi fino ad ora, ne suoi 4 anni a Chicago, è stato sempre costante : sempre almeno 145 partite, sempre tra 25 e 36 HR, tra 100 e 107 RBI. Insomma … se il prezzo è giusto la cosa si potrebbe anche fare, quale poi sia questo prezzo giusto lo lascio dire a voi, ripeto che stiamo parlando di un giocatore sotto controllo per due stagioni e poi sarà free-agent, non vorrei un salasso … ecco.

Qualche altra notiziola sparsa : anzitutto un giocatore l’abbiamo preso e diciamo che la cosa è passata abbastanza inosservata, ovviamente Esteban Quiroz non è certo un nome che accende la fantasia, sarà un altro dei numerosi candidati alla poltrona di vice-Pedroia, ormai siamo arrivati alla mezza dozzina di possibili seconda base. Buon giocatore da Lega Messicana, credo che sia comunque un long shot per Boston, più probabile a Pawtucket. A proposito dei possibili vice-Pedroia, uno che potremmo tornare a vedere è Brock Holt, infatti oggi è l’ultimo giorno nel quale le squadre possono richiedere di andare all’arbitrato con un giocatore oppure possono lasciarlo libero, noi ne abbiamo tantissimi in questa categoria (Betts, JBJ, Pomeranz, etc. etc.), nell’elenco c’era anche Holt e con tutti i problemi che ha avuto con vertigini e concussion non sarei stato sorpreso se i Sox lo avessero lasciato libero, invece sembra che i Sox lo blocchino e quindi l’utility sarà ancora con noi, diciamo che è un buon segno per la sua salute.

Infine voglio imbastire un piccolo discorso che guarda un po’ più lontano dell’oggi. Torno ad Abreu ed al concetto che non costerebbe di stipendio una fortuna (parametro MLB … ovviamente). Beh … se quest’anno non spacchi il porcellino dovrebbe restare qualcosa anche per l’inverno 2018-19 e buttando un’occhiata ai nomi che saranno free agent tra 12 mesi non mi sembra un’idea così malvagia. Se non ci saranno estensioni di contratto sarà una delle classi di free-agent migliore di sempre, Qualche nome : Donaldson, Machado, Dozier, McCutcheon, forse Kershaw, ma soprattutto Bryce Harper … ecco se spacchiamo il porcellino facciamolo con Harper, non con JD Martinez.

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Stove News n.1

Sarà per la nebbia che vedo fuori dalla mia finestra ma oggi è la prima volta che mi sento veramente in “stove mode”. Qualcosa è successo e qualcos’altro potrebbe succedere da qui al Winter Meeting al quale comunque manca un buon mese. Stagione quindi con un 50% di cose vere ed un 50% di fuffa come è normale che sia in questo periodo. Partiamo dalle notizie vere …

Tra le notizie vere ci sono anzitutto gli ingaggi degli assistenti di Cora, come era logico attendersi è stato un repulisti generale con una importante eccezione, tra i volti nuovi segnalo Ron Roenicke come bench coach, visto che normalmente il bench coach è un po’ il vice-allenatore e la coppia Goodwin / Febles come possessori del box di prima e di terza, visti i disastri occorsi nel 2017 col baserunning i due saranno un po’ al centro di molte valutazioni. L’unico superstite dello staff di Farrell è l’eccezione a cui accennavo prima, ovvero Dana LeVangie che ha oltretutto ottenuto una importante promozione a pitching coach. Dico subito che la cosa mi ha un po’ sorpreso, è vero che come ex-bullpen coach maneggiava anche i lanciatori, ma è anche vero che è stato sempre focalizzato sui catcher visto che compariva proprio anche come “catching coordinator” ed anche nei suoi giorni da giocatore era un catcher, sebbene arrivato al massimo al Triplo A. Insomma … è una cosa un po’ particolare, è come se un squadra di calcio facesse fare l’allenatore dei portieri ad un ex-centrocampista, se vedete gli altri pitching coach dell’American League son tutti ex-lanciatori, come mi parrebbe logico. Non so … da un lato son curioso della cosa e se è rimasto dopo il repulisti significa che è ben considerato, dall’altro lato mi pare una stranezza.

Ci son stati anche un po’ di premi, segnalo un altro Gold Glove per Betts che spero spenga per sempre la possibilità di riportarlo in seconda base, come ogni tanto si sente, abbiamo uno che difende da fenomeno in esterno e direi di lasciarlo lì; son rimasto basito che JBJ non sia stato preso in considerazione anche lui, addirittura non era nemmeno nel terzetto dei candidati, a me sembra un gradissimo col guanto, non dico che Buxton non lo sia, ma JBJ non credo riceva il credito meritato in questi due anni.

Passiamo ai rumors : notizie provenienti ieri da Miami dicono che i Sox, che sembravano in posizioni di rincalzo nella Giancarlo Race, sarebbero in rimonta. Allora … è normale che nel momento che viene posto sul mercato un pezzo pregiato come Stanton, le squadre con ambizioni facciano un indagine, ce ne saranno almeno una decina di squadre che interrogheranno i Marlins; tra parentesi si dice che la contropartita richiesta da Miami potrebbe non essere così esosa, visto che la priorità per la squadra della Florida è abbassare il payroll, un po’ come noi quando cedemmo Adrian Gonzalez, in cambio prendemmo degli scartini visto che l’obiettivo era di liberarci di molta zavorra. Resto comunque perplesso. Due motivi : va bene che Mr.Henry ha dato il semaforo verde per andare sopra la luxury tax ma mi piacerebbe sapere di quanto; l’altra cosa che mi lascia dubbioso che sia un affare è che tra tre anni Stanton avrà l’opportunità di uscire dal contratto, queste cose sono una iattura per le squadre, se Stanton dovesse andare bene rischieremmo di perderlo dopo solo tre stagioni, se invece andasse male il giocatore rinuncerebbe all’opzione e resteremmo con un libro paga molto appesantito.

Questo per il momento è il primo quadro della stove league, la prossima volta mi sa che andrò verso un’analisi delle possibili mosse, visto che di opzioni ce ne sono molte e parecchio diverse, soprattutto verso il mercato dei free agent, io resto dell’idea che quello debba essere il versante verso cui guardare, più che le trades. Negli ultimi anni abbiamo ceduto troppi giovani delle Minors e francamente non credo i Sox facciano bene a cedere quel poco che è rimasto.

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Il magnifico uno (speriamo …)

So benissimo che non si dice magnifico uno ma dopo il titolo sui tre pretendenti mi sembrava carino fare un richiamo. Ne resterà soltanto uno dicevano in Highlander (il film), e quell’uno è Alex Cora da Puerto Rico, per certi aspetti la scelta attesa ma per altri aspetti una scelta sorprendente.

Dico sorprendente perchè vista la lista dei pretendenti mi aspettavo che la scelta cadesse su Ausmus anche per il fatto che pensavo che tra i requisiti del nuovo coach ci fosse anche una certa esperienza manageriale dato che i Sox non sono un’automobile facilissima da guidare per un neofita neo-patentato. Un po’ sono anche sorpreso perchè per Cora erano entrati in ballo anche i Nationals, dove lui ha chiuso la carriera MLB e dove è ben conosciuto; Washington poi aveva da offrire un clima meno sfibrante ed un roster eccellente, ma alla fine fine la scelta è caduta sui Sox, così il nostro ex-utility player diventerà il primo manager latino-americano della nostra storia.

Come scrissi l’altra volta tutti siamo a chiederci che manager sarà e nessuno può razionalmente dirlo, data la giovane età per il ruolo mi aspetto che sia uno molto avanti nelle statistiche avanzate, di sicuro qualche ragionamento in più lo potremo fare dopo averlo sentito parlare, cosa che non accadrà prestissimo dato che andremo dopo le Series, poi vedremo quale sarà il suo staff e mi piace leggere che stiamo corteggiando Jim Hickey anche se l’ex pitching coach dei Rays potrebbe riunirsi al suo vecchio boss Maddon nel North Side di Chicago. Però vi ripeto che apprezzo l’idea che si sia voluto esplorare un territorio nuovo, qui Dombrowski a naso m’è piaciuto, aria nuova e spero nuove motivazioni, visto che le stesse mi rendo conto sempre più essere il vero differenziale del gioco, chiedere conferma di ciò a tale Justin Verlander che a Detroit ha giocato cinque mesi orrendi ed appena arrivato in un contesto ben diverso è diventato un mix di Pedro Martinez e Randy Johnson.

Non resta altro quindi che augurare un in bocca al lupo a Cora perchè ne ha veramente bisogno, tra breve ci saranno scelte non facili da prendere e poi dovrà godersi l’insana pressione che a volte staziona sopra i Sox. Qualche tempo fa il compianto sindaco di Boston Thomas Menino incontrando Francona ad una serata benefica gli disse che il lavoro di manager dei Sox era molto più difficile del suo di sindaco, ecco questo è ciò con cui dovrà confrontarsi Cora. Un ultimo aspetto : tra poche ore il nostro nuovo manager parteciperà all’ultimo evento come membro degli Astros, una bazzecola chiamata World Series. Mi fa ridere che pochi giorni prima gli sia stato concesso di fare audizioni per andare a lavorare presso qualche altra franchigia, vi immaginate una scena simile dalle nostre parti, in Italia o anche in Europa. Diciamo … il vice allenatore della Juve che tre giorni prima della finale di Champions League, col consenso della stessa Juve, va a parlare col Napoli per prendere la panchina l’anno dopo, a volte l’America è veramente un mondo a parte.

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I magnifici tre

In stretto ordine alfabetico : Brad Ausmus, Alex Cora e Ron Gardenhire; secondo la maggior parte dei commentatori il nuovo manager dei Sox uscirà da questo terzetto e la decisione potrebbe anche essere prossima, diciamo subito dopo il weekend; è possibili che le audizioni siano già terminate con questi tre nomi e che si tratti solo di tirare le somme. Dico la mia : lascerei stare Gardenhire, nulla contro di lui ma ammetto che vorrei vedere un certo ricambio generazionale, Gardenhire è un veterano che è aduso alle battaglie delle MLB ma il passaporto che possiede denuncia le sue 60 primavere, a Minnesota ebbe dei bellissimi anni ma anche un declino finale, insomma cerco aria nuova … idee nuove.

Se devo essere sincero Ausmus mi convincerebbe di più … se non fosse stato precedentemente alle dipendenze di Dombrowski, il rischio che possa funzionare da megafono del Boss Indiscusso c’è e se analizziamo le sue quattro annate a Detroit non è che poi venga fuori un quadro esaltante, un 2014 con un titolo divisionale ed una più che repentina uscita ai playoffs (sentimento che anche noi conosciamo), un 2015 oggettivamente distrutto da tantissimi infortuni a uomini chiave, un 2016 da 89 vittorie con una squadra che potenzialmente poteva dare di più ed un 2017 così brutto che più brutto non si può. Un curriculum che non è il massimo, ma se andate a vedere qual’era il curriculum di Francona prima di essere assunto dai nostri vi mettete a ridere, quindi prendete queste cose sempre con un amplissimo beneficio d’inventario.

Quindi se tiriamo una riga su Gardenhire e un’altra su Ausmus resta Alex Cora, Come sarebbe come manager ? Ovviamente non ne ho la minima idea e penso siano pochissimi che possano avercela questa idea. Di sicuro impressiona molto il fatto che dopo un solo anno da bench coach Cora sia finito nel taccuino praticamente di ogni team alla ricerca di un manager (Mets, Phillies oltre ai nostri). Avrà delle doti se tutti lo cercano, non possono essere impazziti all’unisono; non sarà molto ma non sono in grado di esprimere un giudizio più articolato. Di lui ricordo un bel guanto, una mazza molto leggera, ottime gambe e un ruolo non marginale nella crescita del giovane rookie Dustin Pedroia, con consigli e con un apporto in campo dando partite di riposo al giovane Dustin che ebbe un ingresso un po’ difficoltoso nelle Grandi Leghe.

Comunque chiunque sia il manager avrà un lavoro non semplicissimo visto che le prime avvisaglie di 2018 non sono positivissime con giocatori importanti che rischiano di cominciare la nuova stagione ancora convalescenti dopo interventi chirurgici. I punti dolenti sono Edu Rodriguez ed il già nominato Pedroia, a dire il vero l’intervento di Pedroia non è ancora sicuro al 100% ma è l’eventualità più probabile con una riabilitazione che potrebbe portargli via una considerevole parte della prossima stagione. Comprensibile che si vada verso l’operazione, data anche la fatica estrema a finire la stagione, ma un buco enorme da riempire. Soluzione ? Un buon veterano alla Nunez come d’altra parte mi aspetterei un simil-Fister per prendere il posto di Rodriguez. Se poi ovviamente il decorso post-operatorio non fosse positivo allora ci sarebbero da fare ben altre considerazioni … ma ci fasceremo la testa dopo essercela rotta.

Un ultimo spunto per questa prima puntata della Stove League : lo sapete che Stanton è disponibile ? Noooo … non ci credo. Scherzi a parte : da Miami Jeter fa sapere che i Marlins hanno in progetto una corposa riduzione del monte salari per avviare un rebuilding, Stanton da parte sua risponde che è a Miami da 7 anni e sono stati 7 anni di rebuilding e che quindi si sarebbe rotto le scatole. Che in Florida si cerchi una trade è assolutamente probabile e una squadra che possiede gli asset richiesti dai Marlins sono certamente i Sox. Qualora si cercasse davvero il colpo a sorpresa mi resta da capire come riempire i buchi che si aprirebbero con la partenza dei giocatori in contropartita, diciamo un paio tra JBJ, Devers, Benintendi & Co. Sono poi sempre più dubbioso che questa sia la strada da seguire, gli esempi degli ultimi anni (leggasi Royals, Cubs, etc.) ci dicono che le squadre vincenti si costruiscono con un “core” di giocatori allevati in casa a cui vengono aggiunti dei veterani “giusti” a coprire le lacune. Prima che di ingaggiare Stanton abbiamo un’altra necessità : che Bogey torni quello del 2016, JBJ pure e Ramirez anche, senza queste premesse anche uno Stanton rischia di essere un lusso quasi inutile, come una costosissima giacca di alta sartoria assieme a pantaloni dozzinali e semmai accompagnati a sandali e calzini bianchi degni di un qualsiasi tedesco in vacanza nella riviera romagnola. Non il massimo dell’eleganza … giusto ?

PS – Alla liste di squadre forti che vengono costruite con un fulcro di giocatori allevati in casa con l’aggiunta di qualche veterano che fa la chioccia rischia di aggiungersene un’altra : gli Yankees. Ci vogliamo mettere noi a fare quelli che cercano il colpo a sensazione per tacitare la piazza ?

 

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Un nuovo inizio ?

Sono stato via per lavoro un paio di giorni ed il nostro mondo è andato sottosopra, ho passato un po’ di tempo a leggere gli aggiornamenti ed i commenti in arrivo da Boston dopo il siluramento di Farrell. Ora dopo essermi un po’ acculturato sulla materia e sui retroscena sono pronto a buttar giù qualcosa.

Anzitutto fatemelo dire : ERA ORA !!! Nulla contro la persona … ovvio. Semplicemente un manager assolutamente mediocre già di suo, con l’aggravante che ha condotto la squadra, almeno nell’ultimo anno ma forse anche da un po’ prima, con uno solo scopo : cercare di salvare il posto, con la paura costante di essere esonerato; agendo quindi di conseguenza. E’ molto dibattuto il tema circa i partenti arrivati spompati al playoff, se si è tirato il collo a Sale e Pomeranz è anche perchè non si voleva correre il rischio di perdere le loro partite, semmai cambiandoli un inning prima.

C’è poi il discorso sulla gestione o sulla non-gestione dei casi spinosi occorsi tipo la querelle Pedroia – Machado o quella Price – Eckersley. Perchè ho scritto non-gestione ? Semplicemente perchè ha lasciato che i casi scorressero senza far nulla, causando con ciò un peggioramento di questi casi nella percezione generale, in parecchi hanno letto in questo comportamento un desiderio di non mettersi contro i veterani, non so se questa lettura è giusta, di sicuro il sospetto è presente. Che avessimo a che fare con un Don Abbondio mi pare abbastanza chiaro. Sotto questo aspetto poi il fondo s’è toccato con l’Apple Watch Gate. La frase infelice : “sapevo che succedeva qualcosa, ma non sapevo come” credo non gli abbia fatto una gran pubblicità. Sulla conduzione della squadra in campo poi ne abbiamo discusso e stra-discusso : i costanti e continui cambi ritardati nel monte sono ormai diventati proverbiali, le costruzioni di lineup fin troppo creative pure, credo comunque che questo aspetto non sia stato quello decisivo nella decisione di silurarlo.

Però, come scrissi nella bacheca la sera di gara-4, non è solo quella di Farrell la testa che deve rotolare. C’è per esempio il pitching coach Willis, credo che almeno un grado di corresponsabilità lo possa avere sul fatto che due playoff in due anni sono andati in vacca a causa di lanciatori che sono arrivati col serbatoio vuoto al momento che conta, Il batting coach Davis poi dovrebbe provare di spiegarci come è possibile che una squadra intera, dai veterani ai giovani, abbia reso molto di meno dell’anno prima col bastone in mano. Per chiudere poi con Butterfield che ci ha causato non so quanti punti mancati con l’out a casa.

Ed ora chi ? Sgombro subito il campo per chi ha scritto Ortiz nella bacheca, Papi ha detto chiaramente che non vuole un impiego continuativo, da dover stare con la divisa 7/8 mesi filati. Uno dei nomi che girano è Varitek, bene per il nostro cuore, ma non convincente date qualità comunicative sotto-media e saper comunicare in quel ruolo è importante. Si parla di Alex Cora, il solito Ausmus e di tanti altri, non so il tempo che ci vorrà ma la ricerca, ci dicono, è già partita.

Siamo così ad un nuovo inizio, i 5 anni di Farrell sono finiti, resta un anello (che mi sembra sempre più un unicum), due annate orrende con una squadra che poi non era così male e due titoli divisionali che hanno però lasciato un retrogusto amaro dopo playoffs sciagurati. Il primo passo che serviva è stato fatto, altri comunque ne serviranno

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