Molte conferme poche sorprese

Durante gli Spring Training Crochet non aveva brillato. Sembrava non riuscire a recuperare il controllo dello scorso anno, mentre cercava di ampliare il suo repertorio di lanci e cominciava a serpeggiare qualche preoccupazione. Ma quando si à cominciato a fare sul serio il nostro asso della rotazione si è confermato alla grande, annichilendo i Reds per i primi cinque inning. Al sesto inning, tuttavia, dopo una base su ball e due singoli, si è trovato con le spalle al muro.

Poi ha fatto quello che fanno gli assi.

Per prima cosa ha eliminato Eugenio Suarez con un cutter a 90 mph. Poi, dopo aver lavorato Steer con fastball four seamer sempre più veloci contro Spencer, Crochet lo ha fatto girare a vuoto con un altro cutter a 90 mph nella parte alta della zona, uscendo indenne dall’inning con un poderoso un urlo di gioia mentre abbandonava il monte di lancio.

A seguire Slaten, Whitlock e Chapman sono stati quasi impeccabili, concedendo solo due corridori in base negli ultimi tre inning. Per il pitching questo è stato un buon inizio, in linea con quello che abbiamo visto la scorsa stagione. Abbiamo anche dei segnali di ciò che ci si può aspettare nella stagione 2026: questi ragazzi sono eccezionali, ma non potranno giocare tutti i giorni. 

Bisognerebbe che il nostro attacco aumenti la produzione e vinca qualche partita prima di arrivare negli inning finali, consentendo di usare con serenità altre porzioni del bullpen. Invece l’attacco dei Red Sox, che ha avuto la meglio su un Abbott esordiente al posto di un Green indisponibile, non è riuscito a segnare fino al settimo inning, lasciando 10 uomini in base. 

Purtroppo sembra che i ragazzi siano tornati esattamente da dove erano partiti l’anno scorso: tanto contatto per portare i corridori in base, ma poca potenza per portare punti sul tabellone. Un grave problema che sapevamo di avere, che è stato aggravato il 15 giugno dello scorso anno, ma che non solo non è stato risolto, ma neppure affrontato seriamente. Eppure l’ultima volta che ho controllato nel baseball per vincere bisogna portare gli uomini ad attraversare il piatto, non c’è una giuria, come nel pattinaggio artistico, che premia i giocatori più armoniosi ed eleganti.

Se fosse così Roman Anthony (3 su 4, 1BB, 1R, 1K) sarebbe il più forte di tutti. Ieri è stato il più giovane giocatore dei Red Sox di SEMPRE con più di una valida al suo primo Opening Day, tre singoli e una base su ball ottenuta grazie a una challenge ABS. 

E’ stato il fattore in più che ci ha consentito di prevalere superando le lacune di un lineup che deve migliorare se vogliamo arrivare a qualche risultato importante. IKF (0 su 2, 1 K) Contreras (0 su 4, 1 BB, 1 K) Durbin (0 su 3, 1 BB) hanno avuto esordi insipidi e molto al di sotto delle aspettative. Durbin inoltre si è caricato subito di un errore abbastanza clamoroso, mancando una rimbalzante sulla terza che avrebbe dovuto gestire con relativa facilità. 

Menzione d’onore invece per Marcelo Mayer che non è partito titolare oggi contro un lanciatore mancino, ma ha avuto un impatto decisivo nel finale con un singolo, un doppio e due punti segnati. Aspettiamo di vedere come se la caverà con il guanto in seconda base, ma con la sua mazza ci siamo.

Sappiamo bene che Cora segue il lefty/righty matchup per costruire il lineup e quindi nessuno si è stupito prima della partita di vedere Majer in panchina, ma giustamente gli è stato chiesto come avesse scelto l’alternativa perchè Monasterio aveva fatto bene in primavera e anche lo scorso anno aveva una media superiore a Kiner Felafa. Cora non ha risposto limitandosi a dichiarare. “We can use Mona later in the game, but today it was Izzy’s turn”. E speriamo che i futuri Mona turn siano migliori degli Izzy turn. 

Per finire una nota sull’esordio dell’ABS. Le squadre avranno a disposizione due challenge in ogni partita. Una contestazione che si conclude con un ribaltamento della decisione arbitrale consente alla squadra di conservare la possibilità di contestare ancora. Le regole sono le stesse che per gli IR riguardo le azioni sulle basi, solo che i lanci durante una partita sono un numero enormemente superiore. Quindi bisogna farlo con giudizio 

Nella partita di ieri abbiamo capito che, a partire da questa stagione, sarà fondamentale il colpo d’occhio e l’intelligenza del ricevitore per utilizzare al meglio questa risorsa. Carlos Narváez ha fatto un lavoro fenomenale con le challenge dietro il piatto, chiudendo la giornata con 2 su 3 e dimostrando che l’espressione smart dipinta sulla sua faccia non è affatto apparenza. La chiamata che ha trasformato la BBl concessa a Suárez per chiudere il quarto inning è stata importante, ma è la challenge di Anthony al nono inning quella che ha avuto un maggior impatto. L’arbitro aveva chiamato strikeout che avrebbe chiuso l’inning, lasciando Marcelo in base, ma trasformandolo in una base su ball che ha innescato dei punti di sicurezza per chiudere la partita.

Continuo a pensare che l’ABS sia contro lo spirito del gioco, ma mi rendo conto che comunque, anche nelle stagioni precedenti, per chi guardava le partite da remoto, le chiamate dell’arbitro erano subito analizzate dai robot,  che evidenziavano senza rimedio strafalcioni epocali. Come spettatore apprezzo la possibilità di correggere un errore evidente, specialmente quando l’errore ci penalizza, e che al ricevitore venga dato il nuovo compito di assumersi un rischio calcolato per ottenere una chiamata accurata. Rende il gioco più strategico, che è appunto la qualità che più mi fa apprezzare questo sport.

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Opening day

Finalmente, la pausa invernale è ufficialmente terminata. Una emozionante edizione del World Baseball Classic, con la memorabile vittoria del Venezuela, ha contribuito a sedare la fame di baseball e far dimenticare la dolorosa eliminazione dai playoff dello scorso anno. Oggi però si ricomincia a fare sul serio con i ragazzi che fra poche ore scenderanno in campo a Cincinnati per l’Opening Day 2026.

Per i Red Sox, la situazione si presenta un po’ diversa, dopo diverse stagioni con una squadra completamente tagliata fuori dalla competizione molti dicono che  questa è la rosa più forte che i Red Sox abbia schierato dal 2018. Non sono così convinto di questo. Certamente abbiamo un roster che complessivamente si presenta più equilibrato, senza nessun settore in cui giocano per disperazione elementi improponibili e anche quest’anno potremmo ambire ad un posto nella post season.

Ma c’è un divario considerevole tra una squadra in lizza per i playoff e una in grado di vincere le World Series. Questo salto di qualità dipenderà dal modo in cui tutti i nuovi elementi si integreranno ed è un fattore che emerge a volte emerge nel corso della stagione. Quindi potrebbe capitare anche a noi.

Molto più spesso però si contendono il titolo franchigie che hanno investito cazziliardi di dollaroni, per assicurarsi i migliori giocatori su piazza e questo non è proprio il nostro caso. 

La squadra non ha rinnovato il contratto a nessuno dei suoi free agent, nonostante i numerosi tentativi di ingaggiare Bregman (che ha firmato con i Chicago Cubs) e Wilson (ritiratosi). Ci sono state inoltre alcune perdite rischiose di giovani lanciatori promettenti che sono stati ceduti in cambio di alcuni veterani che sono andati a colmare alcuni evidenti buchi nel roster evidenti fino allo scorso anno. Naturalmente questa è una coperta sempre troppo corta: i veterani non te li danno in cambio di una pacca sulla spalle e potrebbe succedere, fra un po’, di accorgersi di aver svenduto la promessa della MLB.

Ciononostante, si tratta di una rosa notevolmente migliorata, con una delle migliori rotazioni di lanciatori partenti di tutto il baseball. Oviedo, il cui acquisto è costato la perdita di un prospetto tra i primi 100 come Garcia, non è riuscito nemmeno a entrare nella formazione iniziale, cedendo il posto a Connelly Early, che esordirà  titolare in Gara 3. Con Payton Tolle e Jake Bennett pronti in Triplo A, questo è un gruppo ricco di talento e con una notevole profondità. 

Non altrettanto si può dire dell’attacco che ha perso l’esperienza di Bregman (quando è stato in salute), e il talento di un clean up hitter come Ciccio Devers. Però non è il caso ora di porre limiti alla provvidenza perché, se peschiamo un paio di jolly dal mazzo, questo potrebbe diventare uno dei roster più completi del campionato. Ma lo scopriremo vivendo.

Sicuramente Cora sarà al settimo cielo perchè avrà molto più materiale umano per miscelare i suoi cocktails. Oggi Marcelo Mayer non sarà in campo dall’inizio, al suo posto Kiner-Falefa in 2B, ma durante la serie molto probabilmente dovrebbe esordire. Anthony e Jarren Duran dovrebbero alternarsi tra il ruolo di battitore designato e quello di esterno sinistro, il che significa che Yoshida potrà guardare le partite senza pagare il biglietto.

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Bollettino Primaverile

Una spigolatura di notizie sulle calzette rosse per scaldare i motori in vista dell’avvio della stagione regolare:

  • Sembra che Cora abbia finalmente deciso come assegnare i ruoli fra i due interni ancora in predicato: Marcelo Mayer e Caleb Durbin. I Red Sox rimandato la decisione perchè ancora c’erano opzioni disponibili sul fronte degli scambi. Le cose sono cambiate la scorsa settimana, quando la possibilità di prendere Isaac Paredes dagli Astros è definitivamente tramontata a causa di una frattura al dito del forte interbase, consolidando il roster dell’opening day. Cora ha ripetutamente fatto pressione su Mayer affinché non si sentisse sicuro del posto da titolare, una tattica che sta ha dato i suoi frutti perché il ragazzo, che l’anno scorso ha giocato solo 44 partite, lasciando molto a desiderare in attacco, si è molto impegnato durante l’inverno per mantenersi in forma in questa stagione. All’inizio della offseason Mayer sembrava destinato in terza base, dopo aver confrontato le prestazioni difensive rispetto alla seconda base. Ma questo è stato prima dello scambio di Durbin all’inizio di questa primavera. Durbin ha dimostrato nel corso di un’intera stagione di poter essere un difensore di livello in terza base, registrando due out sopra la media l’anno scorso e sembra quindi deciso che inizierà l’anno lì con Mayer in seconda base. Per vedere di cosa sia capace Durbin, guardate questo video dal minuto 0.53 https://www.youtube.com/watch?v=a5Tez9VI4Qg.
  • Rimanendo all’interno del diamante, Andruw Monasterio potrebbe essere il nuovo caso di un giocatore relativamente sconosciuto che, arrivato a Boston insieme a Durbin, che riesce a guadagnarsi un posto nel roster dell’Opening Day con le prestazioni durante gli allenamenti primaverili. In attacco, Monasterio è stato migliore di quanto chiunque potesse immaginare. Nelle sue prime otto partite, ha una media di .389/.522/.611 con un fuoricampo e due basi rubate. È stato incredibilmente affidabile al piatto quando era in partita e avendo ben gestito i lanciatori mancini potrebbe approfittare del fatto che, purtroppo, Romy Gonzalez sta ancora soffrendo per un alla spalla che potrebbe richiedere un intervento chirurgico. Monasterio si sta facendo valere anche in difesa. Ha fatto diverse apparizioni in prima, interbase e terza base. Si ritiene che sarà il compagno di plotone di Marcelo Mayer in seconda base in questa stagione, ma è probabilmente il suo lavoro in prima base, di rincalzo a Willson Contreras è ciò che rende molto più probabile il suo ingresso nel roster. Anche in questo caso approfitterebbe dell’assenza di Triston Casas. Alla fine Monasterio potrebbe essere ricordato come il miglior acquisto inaspettato che Breslow abbia mai fatto durante il suo mandato a Boston.
  • Lo stato di Campbell rimane un argomento molto dibattuto dopo il buon esordio dello scorso anno finito in un disastro. Campbell ha lavorato molto in questa offseason per ricostruire il suo swing e ma il lavoro è ancora in corso. In difesa, il piano a lungo termine è che diventi un difensore versatile, in grado di muoversi tra l’esterno e l’interno. Ma per il momento questa variabile è trascurabile: occorre farlo concentrare sulla battuta affinchè torni a livelli accettabili per le major. Per questo motivo quasi certamente inizierà l’anno in Tripla A, dove potrà avere turni in battuta costanti e minutaggio per continuare lo sviluppo. Prima o dopo possono sempre capitare circostanze che aprono la porta al richiamo di Campbell, a patto che si faccia trovare pronto. 
  • Tolle ha dato un’ottima prestazione contro i New York Yankees la scorsa settimana, durante la quale ha eliminato sette battitori su 10, di cui cinque di fila, e ha raggiunto le 100,4 miglia orarie con la sua fastball a quattro cuciture, che rimane il suo lancio più importante. La cosa molto interessante però risiede nell’avanzamento dello sviluppo dei suoi lanci secondari. Contro gli Yankees, quattro dei suoi sette strikeout sono arrivati ​​con la palla curva e un altro con cutter. A qualcuno quindi, sentendo Breslow parlare della necessità di rafforzare il bullpen, è venuto in mente che Tolle poteva rendersi utile anche in quel modo. Tuttavia questo non succederà. Partente e rilievo sono ruoli tecnicamente diversi, anche se entrambi sono coperti da un lanciatore. Richiedono allenamenti diversi e lo sviluppo di diverse attitudini. Davanti alla necessità queste ragioni tecniche potrebbero passare in secondo piano se non che esistono ben più salde ragioni finanziarie: e indispensabile che Tolle (così come Early) trascorrano una cinquantina di giorni in Tripla A, per prolungare di un altro anno il controllo della squadra.  E quindi dimentichiamoci di Tolle, almeno in avvio di stagione.
  • Martedi scorso Sonny Gray ha lanciato la sua seconda partita durante gli Spring Training e non è stato entusiasmante: ha concesso un fuoricampo da due punti, con una base su ball e quattro strikeout, in quattro inning di gioco. Ha lanciato 36 strikeout su 59 lanci, inducendo quattro swing-and-miss. Gray tuttavia ha definito la sconfitta di martedì un miglioramento rispetto alla sua prima partita, in cui ha concesso due punti su tre valide in 1.3 inning. Gray preferisce lavorare sui backfield invece che in partita nella prima metà del ritiro principalmente dal suo perchè il suo repertorio prevede tanti lanci diversi ed è laborioso trovare il ritmo e i punti di rilascio all’inizio della stagione, richiede tempo e ha bisogno di un’impostazione più intenzionale. Contro i Tigers Gray ha impiegato otto lanci diversi, principalmente four-seamer, curva e sweeper, ma ha anche inserito nel mix changeup, sinker, slider, cutter e slow curve.  Questo modo di allenarsi è tipico di Gray. Anche la scorsa primavera non ha particolarmente impressionato, sebbene abbia registrato una media PGL di 4.28 in 32 partenze nella stagione regolare con 201 strikeout in 180.2 inning.
  • A meno di tre settimane dall’Opening Day, sei rilievi, Aroldis Chapman, Garrett Whitlock, Greg Weissert, Justin Slaten, Zack Kelly e Jovani Morán sembra abbiano un posto nel bullpen. Questo significa che ci sono ancora due posti vacanti e Cora ha nominato cinque lanciatori che lo hanno incuriosito durante il ritiro, che potrebbero candidarsi. Si tratta dei destrimani Tayron Guerrero, Noah Song, Kyle Keller e Seth Martinez, nonchè del mancino Tyler Samaniego.
    • Guerrero è un ragazzone che lancia una four-seamer a 160 km/h con uno slider e uno splitter, ma deve ancora sviluppare il controllo e potrebbe trovare un periodo con il club più avanti nella stagione
    • Cora ritiene opportuno avere un rilievo lungo nel bullpen e ha individuato Keller e Martinez come potenziali candidati. Keller ha lanciato in Giappone nelle ultime quattro stagioni e l’anno scorso ha registrato una media PGL di 3.11 con 49 strikeout in 46 1/3 inning. Martinez ha lanciato 117 partite come rilievo nelle ultime cinque stagioni per Houston e Miami, e attualmente sembra in vantaggio.
    • Samaniego non ha mai lanciato oltre la Doppia A, ma è avvantggiato di essere  l’unico mancino, oltre a Morán, su cui i Red Sox potrebbero puntare in questa stagione. 
    • Da notare che Cora non ha menzionato Ryan Watson che ha avuto diverse difficoltà questa primavera. Watson, che è stato scelto al draft Rule 5, deve essere inserito nel roster attivo oppure tornare agli Athletics.
    • Prima di questi ragazzi però ci dovrebbero essere, Patrick Sandoval e Kutter Crawford. Crawford è indietro nella preparazione e potrebbe non uscire dalla lista degli infortunati, mentre Sandoval non ha ancora lanciato in una partita, il che rende il suo rientro sempre meno probabile. Se nessuno dei due è pronto per l’Opening Day, uno dei giocatori menzionati da Cora potrebbe essere in lizza il 26 marzo.
  • Intanto si sta giocando il World Baseball Classic dove l’Italia ha strapazzato gli USA per 8 inning e Greg Weissert ha chiuso la partita mettendo K Gunnar Henderson and Aaron Judge to seal a memorable upset Tuesday night. In ambito Red Sox Duran e Yoshida sono entrambi ottimi candidati per il titolo di MVP del torneo, con Duran in testa alla classifica dei fuoricampo (3), mentre Yoshida è secondo sia nei fuoricampo (2)  sia nelle valide (6).  Questa è un’ottima notizia per i Red Sox, sia nel caso in cui Yoshida resti, per sfruttare le sue doti di battitore di contatto, sia nel caso che possa trovare altrove un buon proseguimento per la sua carriera.
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Pronta la formazione 2026, con qualche dubbio marginale.

Dopo una offseason priva di clamorosi colpi di scena i Red Sox hanno iniziato gli allenamenti primaverili con un roster attivo di 26 uomini abbastanza ben definito, almeno nei suoi tratti essenziali, nella mente del manager Alex Cora. Difficilmente quindi assisteremo, nelle scarse tre settimane ancora disponibili, ad aperte competizioni per mostrare il proprio valore ed assicurarsi un posto nell’opening day a Cincinnati il prossimo 26 marzo.

Dalle dichiarazioni fin qui rilasciate da Cora è possibile individuare con una certa accuratezza giocatori titolati e lo faremo iniziando dai nove che costituiranno il line up iniziale: 

La scorsa settimana abbiamo saputo che Anthony sarà il lead-off della formazione seguito da Trevor Story che l’anno scorso ha segnato il miglior risultato della squadra, battendo in seconda posizione. Duran quindi va a battere per terzo, sperando che a questo punto le basi saranno abbastanza cariche in modo da dare a Contreras le migliori opportunità per brillare come cleanup hitter. Fortunatamente potremo schierare Abreu in protezione subito dopo Contreras (il nostro esterno destro potrebbe puntare a 30 fuoricampo dopo averne battuti 22 in sole 115 partite l’anno scorso).

D’altra parte è momento in cui non abbiamo proprio l’imbarazzo fra i battitori di potenza e accendiamo tutti lumi a Padre Maronno, affinché Willson e Wilyer stiano in salute e non capiti loro neppure un raffreddore. 

Il turno di battuta degli altri giocatori non è scolpito nel marmo, tranne Rafaela, la cui velocità suggerisce di farlo battere nono come ha giocato ì per gran parte della scorsa stagione. 

Per quanto riguarda i ruoli difensivi ancora Cora non ha annunciato dove giocheranno esattamente Mayer e Durbin (entrambi hanno giocato in seconda e terza posizione in questi spring training) ed è possibile che l’incertezza si prolunghi anche alla stagione regolare. 

Cora ha già detto che Rafaela e Abreu saranno esterni titolari al centro e a destra. Duran probabilmente giocherà al centro durante i day rest di Rafaela, e Anthony sarà schierato all’esterno destro quando Abreu è fuori. È improbabile che Duran e Anthony giochino in campo esterno contemporaneamente, il che significa che uno dei due sarà spesso il battitore designato, ma Cora dovrà trovare turni di battuta per Masataka “Palla al piede” Yoshida, costringendo almeno uno di quei giocatori a stare in panchina in alcuni giorni. Magari entrambi visto che anche Contreras potrebbe giocare come DH, specialmente se Casas riuscisse a tornare dall’infortunio al ginocchio già a maggio.

Per ora Yoshida ha un posto in panchina perché non ha altro posto dove andare. Ha dimostrato di essere un battitore solido a tratti, ma i Red Sox hanno opzioni più forti sia come esterno che come DH  e potrebbero ancora provare a scambiarlo prima dell’opening day. Sfortunatamente l’impresa sembra impossibile considerando i 37,5 milioni di dollari che gli sono dovuti per i prossimi due anni. Dato il perdurare di questa frustrante situazione sembra difficile che  Yoshida si faccia trovare sempre pronto ogni volta che gli capiterà un’occasione.

Insieme a lui sulla panchina si siederanno sicuramente Wong (come riserva di Narváez) e Kiner-Falefa come veterano che può mostrare una difesa sopra la media in qualunque ruolo da interno. 

Per l’ultimo posto sembra che siano in rialzo le quotazioni del nuovo arrivato Andruw Monasterio, acquisito nello scambio Durbin.  Monasterio ha impressionato Cora anche per la buona media battuta contro i mancini della scorsa stagione, seppur con un campione limitato (OPS .837 in 50 apparizioni al piatto). Questa caratteristica potrebbe compensare ciò che mancherà ai Red Sox finchè non tornerà Gonzalez, che è stato tra i migliori battitori contro i mancini della lega nelle ultime due stagioni.

Questa situazione lascia poco spazio sia a Eaton, un giocatore produttivo dalla panchina la scorsa stagione, e a Campbell, che si sta impegnando al massimo per tornare a giocare in prima squadra. Eaton e Campbell sarebbero probabilmente i primi a cui verrà data una chance in caso di infortuni, ma per il momento affiancheranno Nick Sogard e Mikey Romero in Tripla A.

Secondo FanGraphs la nostra rotazione avrà il miglior fWAR della Major League nel 2026: 18.1. Davvero bravi a fare previsioni, dato Crochet, Suárez, Gray e Bello saranno sicuramente i primi quattro titolari, anche se non necessariamente in quest’ordine nelle posizioni di rincalzo, ma sul nome del quinto titolare ancora c’è una piccola incertezza. 

Cora ha dichiarato che la squadra non utilizzerà una rotazione a sei e quindi, almeno all’inizio, Connelly Early e Payton Tolle sono destinati a continuare crescere a Worcester. Questo lascia Johan Oviedo in pole position per il quinto posto, potendo contare su un buon repertorio e maggiore esperienza. Tuttavia ha anche opzioni per le leghe minori ed è stato inefficace nella sua prima stagione. I Red Sox sanno che non è un prodotto finito a causa di problemi di controllo che, se non fossero risolti, i Red Sox potrebbero essere costretti a scambiarlo con Tolle o Early.

Kutter Crawford probabilmente inizierà l’anno nella lista infortunati, dato che si sta ancora riprendendo dagli interventi chirurgici a polso e ginocchio; ha appena iniziato ad affrontare i battitori in allenamento di battuta dal vivo. Patrick Sandoval, reduce dall’intervento di Tommy John, ha affrontato i battitori in allenamento di battuta dal vivo, ma non ha ancora giocato una partita e probabilmente non sarà pronto per un carico di lavoro completo da partente entro la fine del ritiro.

Tuttavia poichè a Cora piace avere un lanciatore di rilievo a inizio stagione in grado di proteggere il carico di lavoro dei partenti Sandoval potrebbe adattarsi a questo schema. Sebbene abbia giocato da titolare per gran parte della sua carriera, Sandoval ha un’esperienza limitata come rilievo e ha dichiarato all’inizio di questo ritiro che sarebbe disposto ad accettare qualsiasi ruolo disponibile. Inoltre, non ha altre opzioni, quindi dovrà essere inserito nel roster attivo dei Red Sox per tenerlo, a meno che non inizi la stagione nella lista degli infortunati.

Continuando a parlare di bullpen Aroldis Chapman e Garrett Whitlock sono confermati lanciatori per la fase finale della partita, mentre Slaten, Weissert e Kelly dovrebbero gestire il sesto e il settimo inning.

Tra i nuovi nomi c’è Ryan Watson, scelto quest’inverno con la Rule 5, che i Red Sox dovranno rimandare agli Athletics se non dovesse trovare un posto nel roster attivo.

Oltre a Chapman, Jovani Morán è l’unico altro mancino nel bullpen. Non ha alternative, e i Red Sox sono rimasti colpiti dalla sua velocità e versatilità, anche se continuano a cercare sul mercato un alternativa.

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Una soluzione per la seconda base

Finalmente i Red Sox hanno fatto una mossa di mercato razionalmente comprensibile, nel senso che sono andati a prendere un giocatore che effettivamente  va a colmare un evidente buco del roster. Qualche anno fa questo non avrebbe provocato alcun stupore, sarebbe stato del tutto normale, ma nei tempi che stiamo vivendo non era affatto scontato.  Anzi c’era il timore che con l’arrivo di  Isiah Kiner-Falefa si fosse considerato risolto il problema.  Invece dopo che diverse trattative (Pete Alonso, Alex Bregman Isaac Paredes) sono naufragate, questa settimana i Boston Red Sox hanno deciso di scambiare giocatori per Caleb Durbin, un giocatore che potrebbe risultare un fattore stabilizzante sia del campo interno, affetto da un alto il tasso di errori, sia del line up, che aveva bisogno di uno swing destrorso che tragga vantaggio dal muro che si erge sulla sinistra del Fenway Park.

​​La scorsa stagione, Durbin ha battuto .256 con un OPS di .721, 11 fuoricampo e 25 doppi in 136 partite con i Milwaukee Brewers. Ha rubato 18 basi e ha mostrato una forte disciplina al piatto con una percentuale di strikeout del 9,9%, ben al di sotto della media del campionato del 22%. Cora ha già detto che Durbin potrebbe battere come sesto del line up dopo Wilyer Abreu. Ha poi aggiunto “I don’t see Caleb becoming like he’s gonna hit 40 home runs, but he’s a guy that he’s gonna drive in runs, he’s gonna get on base, he’s gonna be part of the solution, right?” 

Io interpreto queste parole come: “Grazie, Caleb è un buon giocatore, ci serviva, ma ancora non vedo nessuno che possa sostituire l’ottimo clean up hitter che avete cacciato”. Magari mi sbaglio, ma forse Core voleva ricordare che disporre di uno che la caccia fuori, potrebbe far aumentare il numero di vittorie a fine stagione. 

Non è ancora stato annunciato dove giocherà Durbin, ma evidentemente farà coppia con Marcelo Mayer per coprire i cuscini di seconda e terza base durante gli allenamenti primaverili, mentre il club determinerà quale sia la posizione migliore per ciascuno di loro. Fino ad oggi sembrava che ci fosse una preferenza per Mayer in terza base, ma ora questa opinione potrebbe essere cambiata.

Corbin ha giocato seconda base per gran parte della sua carriera nelle leghe minori e ha inizialmente faticato a Milwaukee, dove doveva giocare in terza, all’inizio della sua stagione come rookie. Poi,  dopo un duro lavoro con il loro allenatore degli interni, è stato adattato al ruolo, concludendo la stagione con 2 out sopra la media. Sembra quindi pronto a giocare per Boston ovunque ci sia bisogno. Dall’ultima partita di Pedroia nel 2019, il club ha schierato ben 33 giocatori in seconda base. Ora si spera che, in un modo o nell’altro, possiamo trovare un po’ di stabilità in quel ruolo.

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Le petit pet

Finalmente l’attesa è finita. Per colmare la grossa lacuna nella difesa in campo interno, i Boston Red Sox hanno ingaggiato Isiah Kiner-Falefa con un contratto annuale, salvo imprevisti emergenti dalla visita medica.  Ora questa sarebbe stata una mossa perfetta se Boston fosse stata alla ricerca di un giocatore di utilità per dare profondità ad una formazione solida, ma rispetto alle esigenze della squadra è del tutto sconcertante.

Breslow aveva recentemente espresso il desiderio di aggiungere un forte interno difensivo, visti i recenti arrivi di lanciatori con un tasso più elevato di ground ball, come Ranger Suarez e Sonny Gray e IKF fornisce ai Red Sox un “difensore d’élite in più posizioni”, secondo una fonte interna alla squadra.

I numeri difensivi effettivamente rispondono a questa esigenza, Isiah Kiner-Falefa è una riserva perfetta da avere in squadra. Può coprire tre ruoli in campo interno e li gioca bene in tutti, forse meglio di chiunque altro attualmente nei Red Sox. Il problema è che le riserve ce le abbiamo già, quello che ci manca sono i titolari, a cominciare dalla seconda base. Per questo ruolo è in corso una giostra, con gente che sale e che scende, da quando Dustin Pedroia ha smesso, e che forse si sarebbe potuta evitare se Kristian Campbell fosse stato adeguatamente formato sul campo.

IKF quindi rischia di rappresentare un incremento marginale della qualità del roster, perchè per poter giocare titolare avrebbe bisogno di un DH che vada a battere per lui. Nel box è un battitore di contatto, che non incassa molti strikeout e oltretutto è destrorso, il che è importante per i Red Sox. Ma con questo le buone notizie sono finite. Kiner-Falefa ha giocato otto stagioni nella Major League. La sua media battuta in carriera è .262/.311/.349. Non ha mai registrato un OPS di .700 o più in una stagione intera e soprattutto non ha mai battuto più di otto fuoricampo, cosa che ha fatto solo due volte. A Breslow credo sia piaciuto per il costo ragionevole visto che viene da un finale di stagione piuttosto deludente a Toronto. Curiosamente 6 milioni di dollari lo stesso contratto annuale che Rob Refsnyder ha firmato con i Seattle Mariners in questa offseason.

Tuttavia non bisogna disperare. Fonti interne alla squadra ci dicono che sono ancora alla ricerca di un altro battitore potente, che rimedi alla scellerata cacciata di Devers. A meno di una settimana dall’inizio degli allenamenti primaverili sono dichiarazioni risibili. Il mercato free agent è esaurito e diventa sempre più difficile coinvolgere le altre franchigie in complicate trattative per uno scambio ad alto livello. 

PS Mercoledì mattina, i Red Sox hanno acquisito il ricevitore/interbase Mickey Gasper dai Washington Nationals tramite waiver. Gasper ha debuttato con i Red Sox nel 2024, prima di essere ceduto ai Minnesota Twins durante la offseason. Insomma ora abbiamo qualcuno che si possa accucciare dietro il box di battuta in casi estremi.

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La regola del silenzio

Ciao ragazzi, qualcuno di voi potrebbe aver notato la lunghissima pausa intercorsa dall’ultimo mio contributo su questo blog e potrebbe chiedermene conto, visto che dovrei essere io quello che anima la discussione.  Ebbene, non essendo stato ricoverato per abuso di Prozac, non posso offrire ragioni valide al perdurare del mio silenzio, salvo l’assoluta assenza di cose intelligenti da dire, o anche stupide, divertenti, ecc. Normalmente cerco sempre di attenermi alla celebre massima di Ludwig Wittgenstein «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere» (proposizione 7 del Tractatus logico-philosophicus), ma a una certa è obbligatorio rompere il silenzio.

A mia discolpa devo dire che, anche seguendo quotidianamente la stampa specializzata, è difficile ricavarne qualcosa. Non so se valga per l’intera MLB, ma sicuramente gli articoli che riguardano i Red Sox in genere si compongono di una rassegna delle carenze da colmare nel roster seguite delle opportunità disponibili sul mercato degli scambi e dei giocatori free agent. In genere però tutto questo chiacchiericcio non ha nessuna attinenza con quello che bolle veramente in pentola. A posteriori tutti sembrano brancolare nel buio, senza alcuna idea di come si sviluppino le trattative finché qualcuna finalmente va in porto e Jeff Passan può pubblicare un tweet in anteprima in cui ne annuncia l’esito (solitamente inaspettato).

Oramai siamo molto più vicini all’inizio degli spring training che dalla fine della scorsa stagione, i Red Sox continuano ad avere una sovrabbondanza di titolari in campo esterno, non hanno rimpiazzato l’ottimo slugger che avevano in organico fino a giugno, senza peraltro conservare l’ottimo terza base che ne aveva causato la dipartita. Ci sono ruoli in campo interno che non possono essere presidiati da giocatori sicuramente nella media MLB e il club non ha ancora capito come Masataka Yoshida e Triston Casas, che sembrano destinati a contendersi lil ruolo di DH, possano inserirsi nella formazione.

L’unica cosa di cui siamo certi è che nel 2026 saremo in grado di schierare una rotazione competitiva, con rincalzi che offrono sufficienti garanzie per fronteggiare possibili, o forse inevitabili infortuni. Pochi giorni dopo aver fallito l’ingaggio di Alex Bregman, i Red Sox hanno cambiato radicalmente direzione, aggiungendo il loro terzo partente in questa offseason per rafforzare ulteriormente una rotazione di partenza già nutrita. Al momento, la rotazione dei Red Sox vede Garrett Crochet al primo posto con Suárez al secondo, seguito dal nuovo arrivato Sonny Gray e dal partente cresciuto in casa Brayan Bello. I Red Sox hanno anche i partenti in fase di riabilitazione Kutter Crawford (operato al ginocchio) e Patrick Sandoval (operato a Tommy John), oltre a un altro acquisto di questa offseason, Johan Oviedo, come opzioni per il quinto partente. E questo senza contare i prospetti Connelly Early e Payton Tolle.

L’accordo quinquennale da 130 milioni di dollari con Ranger Suarez, ma rappresenta il contratto da free agent più lungo stipulato dal nostro CBO. L’unico precedente allo stesso livello è il contratto che Trevor Story ha firmato per sei anni e 140 milioni di dollari nel 2022.

Al momento, il monte stipendi di Boston, ai fini della CBTo, si dovrebbe attestare tra i 265 e i 270 milioni di dollari, al di sopra del limite della seconda fascia e il sesto più alto nel baseball per la stagione 2026. Sebbene i Red Sox non siano in grado neppure di avvicinarsi alle squadre finanziariamente più forti come i Dodgers, non solo spendono più che in passato, ma con questo sacrificano le loro future scelte al draft. Considerando che Breslow ha operato esattamente al contrario negli ultimi due anni siamo di fronte a un cambiamento notevole.

Oltretutto il mercato dovrebbe essere ancora in corso e la situazione dovrebbe cambiare, a meno che Breslow non pensi di poter affrontare una stagione schierando un lanciatore come interno e senza potenza nel box. Potendo escludere che la proprietà allenti ancora il cordone della borsa sembra verosimile che l’idea sia quello di attivare qualche scambio, attingendo al surplus di lanciatori e di esterni, anche se Breslow assicura che, almeno questi ultimi, dovrebbero essere al sicuro. Ma vai a sapere. L’unica cosa certa è che non ti dicono cosa stanno per fare.

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Come ascoltare Breslow e vivere felici

Avevamo anticipato che I Red Sox si sarebbero presentati ai Winter Meeting di Orlando, con la dichiarata intenzione di aggiungere un clean up hitter nel loro line up, rattoppando l’enorme buco nel roster provocato dalla scellerata cessione ai Giants di Devers. Questo era il principale obiettivo residuo, dopo aver ingaggiato Sonny Gray, il famoso n°2 della rotazione.

Almeno questo era il messaggio pompato dalla stampa amica, per nulla smentita dal club, che ha generato la diffusione innumerevoli dossier sulle caratteristiche tecniche e umane dei principali obiettivi. Senza grandi colpi di scena i loro dirigenti torneranno invece a Boston senza aver fatto mosse degne di nota e mancando i free agent più promettenti, Kyle Schwarber e Pete Alonso, che finiscono per firmare, rispettivamente con i Phillies e gli Orioles.

Non riesco proprio a penetrare la strategia comunicativa di Breslow. I Red Sox avrebbero avuto le risorse per tentare con Alonso, che ha accettato un contratto quinquennale da 155 milioni di dollari con i Baltimore Orioles, ma l’ha perso senza combattere presentando un’offerta inferiore sia in termini di durata che di importo rispetto a quella degli Orioles, come confermato da diverse fonti a conoscenza delle trattative. Perchè fare tanto chiasso per non concludere mai nulla?

Durante l’incontro con i media di mercoledì pomeriggio, Breslow non ha voluto entrare nei dettagli sulle trattative di Boston per Alonso. “The profile that I’ve talked about wanting to add, is certainly one that he would fit, but these things don’t always line up,” ha dichiarato. “We’ve got to make the best decisions that we can for the organization. And players have to make the best decisions for themselves and their families and now we’ve got to figure out another way to improve our roster.” Queste parole confermano sempre di più l’impressione di un front office in balia degli eventi, incapace di selezionare i propri obiettivi tattici, per la mancanza di un coerente quadro strategico. 

La scorsa stagione, i Red Sox hanno concluso al quindicesimo posto nella Major League per HR, con 186. Trevor Story ha guidato la squadra con 25 fuoricampo. Gli infortuni di Roman Anthony, Wilyer Abreu e Triston Casas, insieme allo scambio di Rafael Devers, hanno ridotto la produzione di fuoricampo della squadra, che quindi rimane un’area di cui c’è ancora bisogno di un rafforzamento, mentre sussistono carenze sui giocatori di posizione.

Ora il monte stipendi dei Red Sox si attesta sui 224 milioni di dollari, ovvero 20 milioni di dollari in meno rispetto alla prima soglia della tassa di lusso. Per raggiungere i propri obiettivi, è probabile che tale soglia verrà superata anche se l’uscita di scena di Schwarber e Alonso, rende improbabile il club superi la seconda soglia. 

Nel frattempo aumenta la pressione determinata da una divisione che si fa sempre più competitiva. Gli Orioles non solo hanno preso Alonso, ma anche il battitore Taylor Ward e il rilievo Ryan Helsley. I Toronto Blue Jays hanno ingaggiato il free agent Dylan Cease e il rilievo Cody Ponce. I pigiami devono ancora muoversi, ma non ci si aspetta che rimangano con le mani in mano.

In questo contesto Breslow torna a Boston senza nulla in mano, dopo una settimana deludente. L’unica cosa degna di nota è l’uscita di Grissom, l’ultimo giocatore rimasto dallo scambio di Sale, definita come la trattativa con il risultato peggiore di sempre nella storia Red Sox.

“We came in committed to doing what we can to improve our roster, the timing didn’t work out such that we were able to do that during these three days here in Orlando,” ha finito per dire Breslow. “But we’re going to head back to Boston and continue to work at putting the best team on the field that we can in 2026.” 

Continuano quindi le voci sull’interesse dei Red Soz per Eugenio Suarez, che ha battuto 49 fuoricampo in 159 partite la scorsa stagione, ma anche per Isaac Paredes di Houston e Ketel Marte  di Arizona. Si continua a dire che sembra proprio che Alex Bregman tornerà perchè rimane un obiettivo per via del suo solido attacco complessivo, della sua forte difesa e della sua leadership nello spogliatoio. Ma poi fonti interne dicono che sarà Marcelo Mayer il terza base per l’opening day. 

Alla fine dei Winter Meetings 2025, mentre si confermano i dubbi sulle capacità e l’affidabilità del CBO di approntare una squadra competitiva, continua la sarabanda di dichiarazioni contraddittorie con l’effetto di continue docce scozzesi per i tifosi, che avranno molto bisogno di assumere qualche inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (come il prozac), indicato per migliorare l’umore e ridurre sintomi di ansia e depressione. 

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Ci hanno hackerato Garcia?!

Non ho mai parlato dell’acquisto di Sonny Gray dai St. Louis Cardinals del 25 novembre, non perchè non me ne sia accorto, ma perché proprio non mi va. Gray non rappresenta certo il numero 2 della rotazione che ci permetterebbe un salto di qualità. Si tratta solo di un veterano maturo che va a rimpiazzare Giolito, si spera con una tenuta fisica migliore. Ci può stare, ma l’identikit di quello che ci servirebbe veramente assomiglia molto a quel Ryan che Breslow ha molestato questa estate, senza riuscire ad andare in buca. E Gray non gli assomiglia per niente.

Anche se la testa mi dice da tempo che non saremo accontentati e non ci sarà quindi nessun grande colpo di mercato, sopravvive una speranza mal riposta sostenuta dal cuore, che però oggi ha preso un brutto colpo quando il promettente esterno Jhostynxon Garcia ha preso la strada di Steel City per il lanciatore Johan Oviedo, nell’ambito di uno scambio che ha coinvolto cinque giocatori.

Era scontato che The Password ci lasciasse, visto l’affollamento di esterni nel roster di Boston, ma questa mossa ci priva di una pedina molto attraente da utilizzare in uno scambio di alto livello (che quindi plausibilmente non ci sarà) in cambio di un giocatore che ancora una volta Breslow sembra abbia pescato dalla discarica dei giocattoli difettosi. 

Le statistiche di Oviedo, (un ragazzone alto quanto me, ma di una stazza superiore di un quarto di quintale) sarebbero buone, almeno quelle risalenti a due anni fa. Nelle ultime due stagioni infatti Oviedo ha giocato solo nove partite da titolare. Alla fine della stagione 2023 ha subito un intervento Tommy John che ha vanificato l’intera stagione 2024. Al rientro, per un nuovo infortunio muscolare, ha dovuto rimandare il suo debutto stagionale fino all’inizio di agosto, ottenendo poi una media PGL di 3,57 in 40 1/3 inning. Niente di trascendentale, ma ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

Oviedo, con il suo arrivo, va a competere con Patrick Sandoval, Kutter Crawford, Hunter Dobbins, Brayan Bello, ecc per la rotazione centrale di Boston. Sono un numero così esorbitante che qualcuno di loro potrebbe entrare in qualche scambio entro la primavera. Ricordiamoci che dobbiamo trovare ancora un terza base e un valido sostituto di Devers.

Per fare spazio nel roster di 40 giocatori ai nuovi acquisti i Red Sox hanno designato Cooper Criswell, poco impiegato lo scorso anno, ma magistrale contro gli Astros nella sua unica occasione. Ora Criswell nei prossimi giorni sarà esposto alle deroghe e potrebbe partire per nuovi lidi, a meno che il contratto 800.000 dollari per un anno, stipulato all’inizio di questa offseason, non scoraggi i possibili acquirenti. Ancora una volta ci dobbiamo fidare del fiuto di Breslow per i lanciatori.

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Un parassita di nome John W. Henry

Durante la stove league capita spesso di leggere sulla stampa come la “Luxury Tax” sia uno dei parametri principali che determina le politiche di mercato delle franchigie MLB, o, perlomeno, è un indice della voglia di vincere della proprietà. Forse questo merita un approfondimento per chiarire di cosa si sta parlando ed avere così la possibilità di farsi un’opinione personale con miglior cognizione di causa. 

Il nome ufficiale delle Luxury Tax è Competitive Balance Tax (CBT), ed è riferito a un sistema di norme che penalizza finanziariamente le squadre che superano determinate soglie sull’ammontare della spesa salariale totale impegnata per il loro roster. Si tratta di una sorta di tetto salariale “morbido”, che permette comunque alle squadre di superarlo sostenendo però dei costi aggiuntivi. 

L’obiettivo principale della CBT, introdotta nel 1997, è promuovere un maggiore equilibrio competitivo, riducendo il divario di valore dei roster tra le squadre con grandi risorse di mercato e quelle con risorse minori. Dopo quasi 30 anni possiamo serenamente affermare che questo obiettivo è decisamente fallito. Vediamo meglio come funziona.

Sono quattro i limiti salariali stabiliti dalla  CBT (241, 261, 281 e 301 milioni di dollari), con sanzioni pecuniarie (determinate dalla percentuale sull’importo in eccesso) sempre più severe. L’effettiva sanzione dipende anche dalla recidività in quanto aumenta progressivamente in caso di infrazioni consecutive per le prime tre stagioni. Oltre alle sanzioni finanziarie, le squadre che infrangono i limiti della CBT possono incorrere in penalità relative al draft, come l’arretramento di 10 posizioni della loro scelta più alta nel draft successivo. 

La CBT si applica al valore medio annuo (AAV) dei contratti garantiti e tutti i pagamenti da e verso altre squadre. Non è considerato esattamente l’importo effettivamente pagato ad ogni giocatore, per esempio quello derivante dai buyout delle opzioni contrattuali. Per stabilire l’effettivo AAV occorre inoltre considerare che:

  1. il valore dei contratti con pagamenti differiti è inferiore a causa della struttura dei pagamenti e si basa sul tasso di inflazione indicato nel contratto. 
  2. sono inclusi anche i compensi percepiti da giocatori non più presenti nel roster da 40 uomini, indipendentemente dal fatto che siano stati opzionati o rilasciati. 
  3. sono inclusi gli stipendi di tutti i giocatori presenti nel roster di 40 uomini, compresi quelli guadagnati militando nelle leghe minori.
  4. lo stipendio di un giocatore acquisito durante la stagione in corso pesa sull’AAV pro quota in base al momento dell’acquisizione.

Insomma, come vedete, è un gran casino fare i conti esatti della CBT effettivamente dovuta e quindi valutarne l’effettivo impatto sul mercato. Secondo me la stampa pone un’enfasi eccessiva su tali aspetti, che d’altra parte però costituiscono il solo parametro economico oggettivo relativo ai bilanci delle squadre di baseball, che per il resto non sono pubblici. Sarebbe molto più interessante avere maggiori ragguagli riguardo gli utili societari, che invece sono disponibili solo sulla base di stime di soggetti come Forbes.

Dalle informazioni sui contratti dei Red Sox, reperibili qui, è possibile vedere che l’AAV stimato per il 2025 è stato di $244.630.739, quindi superiore alla prima soglia CBT. Per questa stagione la cifra impegnata è notevolmente più bassa, ma, per fare un solo esempio, ora la terza base è ancora sguarnita mentre prima ci giocava Bregman per 40M. Per questo motivo le proiezioni della stampa specializzata prevedono per quest’anno un modesto incremento dell’AAV e questo si rifletterebbe in un’altra stagione senza nessuna chance di successo.  

Si conferma ancora una volta la modesta propensione della società a investire (non è che servisse proprio la sfera di cristallo!) che si traduce in una più che modesta propensione a vincere, anche se questo, sembra, non abbia inciso in modo catastrofico sugli utili. Naturalmente non è questo che ci racconta la comunicazione di FSG, che, anche quest’anno, ha fatto trapelare che sperano di concludere la stagione con una “modesta perdita”. Modestamente ritengo che siano tutte balle perché è arcinoto che le squadre della MLB siano molto, molto redditizie. Questa affermazione è dimostrabile almeno per gli Atlanta Braves che, essendo quotati in borsa, devono pubblicare trimestralmente i bollettini sulla loro situazione finanziaria. E sarebbe veramente strano che siano gli unici con il bilancio in attivo.Concludendo le squadre MLB (ma questo vale per qualsiasi impresa nello sport professionistico) sono galline che depongono uova d’oro. Un proprietario completamente imbecille, che però è bravo a fare il pesce in barile e non si sbatte per prendere iniziative rischiose per tentare di vincere, riesce comunque a fare degli ottimi profitti.  Ora non credo proprio che Mr Henry sia un imbecille, ma è molto chiaro che non ha più interesse a vincere con i Red Sox. Un proprietario così è un parassita che sfrutta la passione di tanti tifosi senza dare nulla in cambio. Bisognerebbe che passasse la mano, ma non a un’altro proprietario. Per le società sportive il modello vincente è quello di una proprietà detenuta da un azionariato diffuso composto principalmente da tifosi. I club con questo tipo di proprietà tendono a privilegiare la vittoria sportiva e quindi a reinvestire gli utili per acquistare i migliori giocatori e ammodernare le infrastrutture. Nel calcio il Real Madrid e il Barcellona sono gli esempi luminosi che si citano a supporto di tale affermazione, ma da poco è possibile anche citare la squadra degli Hearts, che domina il campionato scozzese, storicamente appannaggio dei binomio Celtic o Rangers.

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