La trama si complica

Ecco che Breslow stanotte finalmente ha parlato e sarebbe stato molto meglio se avesse taciuto. Questi i punti principali sostenuti durante la conferenza stampa:

  1. Breslow respinge l’accusa che abbia voluto principalmente disfarsi dell’oneroso stipendio di Devers  (circa 250 milioni di dollari rimanenti)
  2. Breslow si assume, pro forma, parte della colpa per la mancata comunicazione che ha portato a un divorzio complicato
  3. ha visto la mossa come parte di uno sforzo per ristabilire una cultura di squadra 
  4. e, dulcis in fundo, ritiene che i Red Sox siano migliori dopo l’accordo. (Sic!)

Alla conferenza stampa era presente anche il presidente e CEO dei Red Sox, Sam Kennedy, che, come di consueto, non ha contribuito in nessun aspetto della discussione. 

Breslow cerca di declassare a mera misura disciplinare la mossa che ha scioccato il mondo dello sport domenica sera, dopo mesi di tensione pubblica tra la dirigenza dei Sox e il pilastro della franchigia Rafael Devers, ma non convince nessuno. La stessa contropartita mediocre ottenuta dallo scambio dimostra quanto lo volessero fuori dalle balle. Breslow e la proprietà sembravano preoccupati che Devers, che si era inasprito con la dirigenza, avrebbe instillato quella mentalità nei giocatori più giovani della squadra.

Nessuna parola riguardo la tempistica del trasferimento, che ha richiesto a Devers di sbarcare dal volo charter della squadra diretto sulla costa occidentale e ha lasciato tutti a bocca aperta, anche coloro che non erano rimasti sorpresi dal suo trasferimento. Perchè tutta questa fretta? Era proprio necessario trovarcelo contro, incazzato come un bufalo, il prossimo fine settinamana?

Nessuna parola sulla stupidità della mossa dal punto di vista sportivo. La flessibilità finanziaria è ottima per una squadra di piccolo mercato come Tampa Bay o Cleveland. Ma per i Boston Red Sox non dovrebbe essere una priorità. Dovresti mettere in mostra la tua forza finanziaria e cercare di vincere le World Series. Potresti cedere Devers quando e se inizi a fare schifo, ma non quando è un battitore top 10. Le squadre non scambiano spesso giocatori del calibro di Devers, e di certo non lo fanno in una stagione in cui sono ancora in corsa per il titolo. I Red Sox avevano vinto cinque partite di fila ed erano fuori di mezza partita nella corsa per la wild card al momento dello scambio. Stanotte ha battuto Toro nello slot numero 2 e no, non era la stessa cosa, anche se abbiamo vinto.

Nessuna parola sulla stupidità della mossa dal punto di vista finanziario. Nessuna parola sulla segretezza delle trattative. Diversi allenatori e osservatori ritengono che sarà difficile persino per un allenatore veterano come Alex Cora accettare questo scambio per la squadra del 2025 come qualcosa di diverso da una decisione finanziaria, che non migliorerà in alcun modo il gruppo di quest’anno. Una decisione finanziata attuata con modalità cretine, perchè se vuoi davvero un riscontro economico perché non allargare le trattative e dare vita a un’asta? 

Per concludere osservo che ancora non si capisce cosa sia andato a fare Henry a Cleveland, cosa si sono detti, cosa hanno concordato, cosa è andato storto successivamente. Probabilmente rimarrà un mistero per sempre. L’unica cosa chiara è il capro espiatorio. Se alla fine, come è probabile, le cose andranno male e la squadra non riuscirà ad andare ai playoff, c’è già qualcuno che sarà chiamato a pagare per tutto questo casino e sarà Craig Breslow. Sam Kennedy continuerà a ricevere uno stipendio per motivi misteriosi e insondabili e John Henry sceglierà un’altra vittima sacrificale per giustificare le cazzate prossime venture.

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Devers is gone

Ieri sera ho chiuso il computer felice per la sweep finalmente rifilata ai MFY, che sembra aprire rosee prospettive per il futuro, neppure il tempo per festeggiare, che stamattina mi sveglio con questa tranvata fra capo e collo, che riporta il cielo da sereno a plumbeo. All’inizio penso a una fake, ma non è un rumors, lo scambio è stato già fatto. Il giocatore simbolo della franchigia, ultimo della formazione che vinse le WS nel ‘18, lascia Boston per SF e ora la sua prospettiva è quella di incontrare illustri ex compagni di squadra nelle sfide con i rivali LA Dodgers e Padres.

Sono stati due mesi lunghi e strani per Devers, che ha ripetutamente respinto le pressioni per farlo giocare prima base dopo l’acquisizione di Alex Bregman in offseason. L’insistenza di Devers sul fatto che fosse il pezzo forte della franchigia e dovesse restare nell’angolo caldo, nonostante fosse praticamente il peggior difensore in quel ruolo, alla fine ha portato la squadra, il manager Alex Cora e il battitore stellare ai ferri corti. Di certo non sembra aver influenzato Devers in battuta, visto che ha ottenuto un wRC+ di 145 in stagione nonostante quel famigerato weekend di apertura senza valide.

A complicare ulteriormente la situazione c’è l’estensione contrattuale decennale da 313,5 milioni di dollari che Devers ha firmato con i Red Sox prima dell’inizio della scorsa stagione. Quei soldi e quella durata sembravano consolidare Rafael, appena 27enne al momento della firma, come il volto della franchigia, il superstite di quel nucleo di campioni che aveva portato Boston sulla vetta del mondo e ora non ne è rimasto nemmeno uno.

La cosa che fa veramente schifo è che gli Yankees, i loro tifosi e il loro asso Cole, possono tutti tirare un gran sospiro di sollievo e potrebbero essere un motivo di perfida soddisfazione, dopo averne perse 5 su 6 nel giro di una settimana.

Devers è uno degli avversari più duri e costanti che New York abbia dovuto affrontare nelle ultime otto stagioni. Nessuno ha più presenze in battuta contro di loro né più fuoricampo in effetti nessuno ha nemmeno più basi su ball intenzionali. Nello specifico Raffy domina Cole in un modo che non si vede spesso, con una media di .350/.435/.975 e 8 fuoricampo in 46 partite giocate contro il vincitore del Cy Young. Il saluto a quattro dita rivolto a Cole al suo grande rivale, quando concesse una IB a basi vuote, è una stata una massima dimostrazioni di rispetto mista a paura. Ci sono giocatori che hanno battuto leggermente meglio di Devers contro gli Yankees, ma c’era qualcosa di specifico nella persistente pestilenza di Devers, e nel modo in cui perseguitava l’uomo che in molte occasioni è stato il miglior lanciatore dell’AL, che ora non vedremo più.

Mi chiedo quale effetto questo scambio abbia sui Red Sox, in particolare sul loro nuovo nucleo in crescita. Roman Anthony, Marcelo Mayer e Kristian Campbell si trovano tutti in una situazione non troppo diversa da quella di Devers, Betts e gli altri quasi dieci anni fa. Il club scommette il suo futuro su questi giovani talenti – Campbell ha già ottenuto un rinnovo contrattuale, per esempio – ma lo stesso club ha già dimostrato, più di una volta, di non tenere in nessuna considerazione la lealtà o i successi della franchigia. I rinnovi non sembrano significare molto in quest’era di leadership dei Red Sox, e questo non potrà che incidere nella mentalità del nuovo nucleo di giovani.

Questo modo di fare è come costruire sulle sabbie mobili. Nel lungo periodo probabilmente porta a massimizzare gli utili che provengono dall’indotto, dal merchandising e quant’altro, ma non tiene in nessun conto il successo sportivo, l’unica cosa che sta veramente a cuore a chi segue la squadra con passione. Questo modo di fare punta ad avere dei spettatori clienti che spendono e disfarsi dei fan che tifano (e criticano). Purtroppo è un atteggiamento che pervade lo sport professionistico in generale e accomuna un po’ tutti i principali attori. A questo punto occorre levarsi il cappello davanti alla proprietà Yankees che ha fatto tutto il possibile per tenere Aaron Judge in maglia a righe per sempre. (Guarda te cosa mi tocca dire!)

A questo punto non vale neppure la pena di valutare la contropartita, che comunque sembra proprio di basso livello, e non resta che concludere qui.

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OH MIO DIO!

Improvvisamente i Red Sox si sono messi a giocare, soprattutto i partenti che non prendono un punto da sette partite e torniamo sopra 500.

E’ una gioia incredibile e inaspettata. Ora godiamocela poi torneremo per un’analisi più approfondita.

Un minuto di raccoglimento in onore del manager più scemo dell’universo. Nella foto sta guardando tornare a sedersi l’uomo colto rubando 1-6-3 alla metà del terzo. E’ evidente che sta cercando di capire cosa sia successo.

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Un’epica gara 1

Un basso brontolio si è trasformato in un boato quando la folla del tutto esaurito al Fenway Park è scattata in piedi in piedi quando Garrett Crochet è uscito di corsa dalla dugout, con il punteggio di 1-0 in nostro favore, per dirigersi verso il monte di lancio all’inizio del nono inning. Cora aveva lasciato che l’asso della rotazione tentasse di conseguire il suo primo shutout in una partita completa.

L’impresa andava ottenuta contro gli odiati MFY e comportava affrontare ancora una volta Judge nel suo incombente quarto turno di battuta. Crochet aveva  eliminato Judge nelle prime sei occasioni in cui lo ha affrontato quest’anno, nell’ultima settimana, compresi i tre strikeout swinging ottenuti nei precedenti turni, ma quando un grande campione è a secco da troppo tempo bisogna stare attenti.

Certamente nessuno questa volta poteva biasimare Cora, come in una partita dello scorso maggio, se questa volta avesse dato la palla in mano a un altro lanciatore, ma secondo me ha fatto bene. Aver avuto questa opportunità sarà sicuramente una milestone nella crescita personale del nostro lanciatore, che darà i suoi frutti in futuro.

Ma come eravamo arrivati fin lì? Il lineup annunciato prima della gara appare rivoluzionato. Duran viene tenuto per la prima volta a riposo (lo scorso anno giocò 160 partite, perdendone due sole per una squalifica assurda) per essere sostituito da Refsnyder come lead off batter. Stessa sorte per Mayer, che comporta lo spostamento in terza di Toro per far posto a Romy Gonzalez. Confermato Narváez come clean up hitter, seguito da Roman Anthony in copertura, anche se non gode di buone statistiche con i mancini, come Ryan Yarbrough, il partente dei pigiamini, la ragione di tutte queste mosse.

Boston è riuscita a mettere in difficoltà i rivali, ma senza affondare il colpo anche dopo un precoce vantaggio, quando, al secondo inning Raffaela spingeva a casa Story che si trovava in seconda per singolo e rubata sul K di Toro. Purtroppo lo stesso Story, con Duran e Mayer rientrati come pinch hitter, non ha trovato la valida che avrebbe chiuso la partita, quando è entrato nel box con 2 out e le basi cariche e contro un Fernando Cruz incerto e fortunato. 

Sull’altro fronte un Crochet non lasciava ai rivali molte possibilità di rimpiangere occasioni perse. Solo al quinto è dovuto uscire da una brutta situazione con corridori agli angoli e nessun out. Domínguez ha raggiunto la base su errore del terza base Toro, per poi rubare la seconda e avanzare in terza base di singolo di LeMahieu. A quel punto Crochet ha chiuso le porte, eliminando al piatto Wells (strikes out on a foul tip) e Oswald Peraza (strikes out swinging), usando principalmente la sua micidiale fastball a 4 cuciture, per poi indurre Goldschmidt, sul conto di 3-1 a una battuta a terra una innocua palla verso l’interbase, con un cutter al centro del piatto. Un’arma che è stata sapientemente usata in situazioni di svantaggio.

Per 8.1 inning è stata una sfida da puristi del baseball. Garrett Crochet, il giovane talento sul monte per Boston, ha incantato il pubblico con una prestazione dominante con New York che sembrava anestetizzata, incapace di trovare il varco giusto. Ma il baseball è lo sport maggiormente capace di creare storie drammatiche per cuori romantici e ha messo di nuovo di fronte i due massimi protagonisti dello scontro di nervi all’interno della partita.

Crochet si porta subito in vantaggio nel conto fino a trovarsi a un solo strike dal regalare a Judge il suo primo grand sombrero della stagione. Judge non abbocca al sesto lancio, una fastball, che fischia a 100.2 mph (velocità massima della partita ottenuta al lancio n° 106), bassa e interna, ma inquadra  107° lancio di Crochet, un’altra fastball,spedendo la palla oltre il muro per il suo 26° home run stagionale, riportando la partita in parità (1‑1) e regalando altri 42 minuti di partita strazianti e pieni di eventi. 

Se le cose fossero andate come accadeva all’inizio di questa stagione adesso commenteremo un’altra amara sconfitta, ma questa volta la reazione dei Red Sox è stata confortante. Forse sono diventati più resilienti. Chapman chiude l’inning con una ventina di lanci, nella parte bassa del nono i Red Sox non pungono e si arriva agli extra inning che hanno offerto uno dei finali più caotici della stagione. 

Nella parte alta sale Whitlock sul monte, che non è stato una gran sicurezza in precedenza.  I pigiamini cercano di metterlo sotto pressione con Volpe, in seconda come corridore automatico, che viene colto rubando in terza dopo una chiamata controversa corretta dal replay dopo la chiamata di Cora. Volpe era stato dichiarato salvo prima che i Red Sox chiedessero una revisione. Diversi minuti dopo, la decisione è stata annullata, cancellando un corridore chiave.

Whitlock mette K Domínguez e fa battere LeMahieu sul prima base Toro. Durante il suo turno però LeMahieu batte un potenziale doppio sull’esterno destro: giudicato foul dagli arbitri, i replay non ribaltano la decisione. Le proteste portano a una doppia espulsione: fuori LeMahieu e Aaron Boone (il manager più idiota del mondo), visibilmente incazzato per la gioia dei tifosi di Boston che non hanno mancato di dirgli il fatto suo.

Boston, forte del contraccolpo emotivo, si presenta al bottom del 10° con la giusta determinazione. Dopo che Duran fa avanzare Hamilton in terza e Devers riceve la IB, arriva Mayer con il compito di portare a casa il punto della vittoria, anche con un sacrificio. Fallisce e quindi tocca a Carlos Narváez ad entrare nel box. Va subito sotto sullo 0-2 e dopo un ball deve difendere il piatto toccando un paio di volte la palla in foul. Al sesto lancio tocca una palla, una fastball sul filo esterno, che vola profonda fino a impattare il green monster. Il Fenway esplode. È walk-off, è 2‑1 Red Sox. Si tratta della prima vittoria di Boston sugli Yankees in rimonta dal 12 agosto 2022.

Il giovane ricevitore ha più che superato le aspettative e ha aggiunto al suo curriculum il suo primo walk-off hit. “È davvero speciale”, ha detto Crochet. “Chiama le partite come se le facesse da 10 anni a The Show. Nei suoi turni di battuta al piatto, nei momenti decisivi, non molla mai.” e aggiungerei anche che è un asso anche a bloccare la corsa sulle basi. Il 12 dicembre 2024 Crochet e Narváez hanno firmato  contemporaneamente per i Red Sox. Speriamo che i due eventi rimangano parimenti memorabili.

Boston ha meritato. Ha saputo gestire le emozioni nei momenti chiave, ha avuto un bullpen solido e ha colpito al momento giusto. Speriamo che sia il segno di una svolta nella stagione. Ma la partita lascia strascichi: gli Yankees sono sembrati nervosi, quasi troppo. La frustrazione esplosa nel 10° è lo specchio di una serata dove le cose sono sfuggite di mano.

Boston affronterà altri due  lanciatori partenti mancini nelle sue prossime partite con gli Yankees: Carlos Rodón e Max Fried.

Yarbrough è stato solido sia nella rotazione che nel bullpen per New York in questa stagione, ma Rodón e Fried sono stati due dei migliori lanciatori dell’American League. Rodón ha registrato una media PGL di 2.87 con un WHIP di 0.94 e 103 strikeout in 84.2 inning finora. Se la vedrà con Hunter Dobbins, il baldanzoso rookie anti MFY. 

I Red Sox sono stati abbastanza fortunati da evitare l’ERA di 1.84 di Fried l’ultima volta, ma domenica, in orari fruibili dall’Italia, Bello non avrà la stessa fortuna. Fried ha registrato un WHIP di 0.93 e 81 strikeout in 88 inning di gioco. 

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Forza Toro Alè

Se c’è una cosa che questo weekend ha confermato è che i Red Sox 2025 sono una squadra che sta facendo dilapidare montagne di soldi agli scommettitori. Dopo aver preso una sonora bastonata venerdì sera, Boston ha reagito come fosse una vera contender, portandosi a casa la serie con due vittorie su tre contro i MFY, in un Bronx come sempre sull’orlo di una crisi di nervi.

Venerdì: Buehler torna dove tutto era cominciato – e affonda

Walker Buehler, ex eroe Dodgers, ora in calzette rosse, è tornato sul mound del Bronx per la prima volta da quella memorabile ultima notte delle World Series 2024, ma stavolta il film era un horror. Neanche due inning completati, 67 lanci e 7 run incassati hanno reso la partita inutile e uggiosa. I Red Sox sono finiti subito sotto 7-0 con Jazz Chisholm che ha rispedito sugli spalti una knuckle curve  con un HR da 417 piedi. Unica nota positiva Marcelo Mayer che ha messo a segno il suo primo fuoricampo in carriera – un bel momento personale in una serata amara chiusa 9-6 per gli Yankees.

Sabato: Crochet si prende la scena, Judge ko tre volte

Nella partita di sabato è stata fondamentale la prestazione di Garrett Crochet. Anche se 5 punti in 6 inning, non fanno pensare a una serata memorabile, conta che ha messo al piatto nove battitori, incluso Aaron Judge per tre volte, un’impresa riuscita solo ad altri due starter quest’anno. E questo è bastato per vincere grazie ad un attacco che finalmente ha girato: 10 punti segnati, con Trevor Story che torna a battere profondo e un Campbell ritrovato che mette a segno due RBI fondamentali.

Il bullpen ha tremato nel finale – Justin Wilson ha rischiato il disastro con 24 lanci da incubo – ma alla fine l’abbiamo spuntata 10-7.

Domenica: Bats on fire – I Red Sox hanno realizzato cinque fuoricampo, eguagliando il loro record in una singola partita nel nuovo Yankee Stadium.

La domenica c’è stato il break even: 11-7 per i Sox in una slugfest dove i Bombers sono stati bombardati da cinque homer, roba che non si vedeva dal 2010 in casa Yankees.

Menzione speciale per Hunter Dobbins che prima della partita ha dichiarato al Boston Herald: “Se gli Yankees fossero stati l’ultima squadra a offrirmi un contratto, mi sarei ritirato”.

Hunter, uno di noi, che gioca per la squadra del cuore della sua infanzia, ha avuto un bel coraggio a stuzzicare gli avversari. “Sono sorpreso perchè ho sentito dire questo solo a Ken Griffey [Jr.]”, ha detto Aaron Judge quando gli è stato chiesto un commento, prima di scendere in campo a battere il fuoricampo nel primo inning, che sarebbe rimasto l’unico segno sul tabellone fino al sesto, quando Kristian Campbell ha pareggiato il match con un two-run bomb.

Carlos Narváez – ex Yankee – ha affondato il coltello con un three-run shot nel sesto inning, mentre Toro, Story e Devers hanno messo in cascina i punti della sicurezza.

Hunter Dobbins, rookie sul mound, ha fatto il suo in 5 inning, concedendo solo tre punti. Il bullpen ha retto nonostante qualche brivido, e la squadra ha portato a casa una serie pesantissima.

In mezzo al caos, agli alti e bassi, agli esordi e agli esperimenti, ci sono due giocatori che stanno silenziosamente tenendo in piedi l’attacco dei Red Sox: Abraham Toro e Trevor Story.

Toro si sta rivelando un vero e proprio jolly nel lineup di Alex Cora. L’infielder ha infilato una serie di prestazioni solide e concrete: sabato ha firmato un singolo da RBI nel momento chiave, e domenica ha dato il via all’allungo finale con un solo shot nell’ottavo inning. Senza troppi riflettori, sta battendo con regolarità e fornendo quella profondità al lineup che a inizio stagione mancava come l’aria. Il suo impatto? Silenzioso ma letale.

Poi c’è Trevor Story, che dopo settimane di passaggi a vuoto inguardabili, appena ho implorato  di metterlo da parte,  sembra aver finalmente risolto i problemi di mira. Il veterano ha chiuso la serie con cinque RBI tra sabato e domenica, tra cui una shot da tre punti sabato e un altro fuoricampo domenica, seguiti da un single clutch nel nono. Per uno che veniva da un periodo nero al piatto, questo weekend potrebbe rappresentare la svolta.

Con un record ancora negativo (32-35), i Red Sox devono trovare continuità. Il weekend a New York ha mostrato una squadra che può tenere testa a chiunque – ma anche una ancora fragile, che può crollare in un attimo quando non è sostenuta dall’adrenalina delle grandi sfide.

PS: Il titolo di questo post è dedicato all’infielder che non ti aspetti, ma anche quella che è stata la squadra del cuore della mia infanzia, fino a quando ho capito che il calcio è un gioco truccato.

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Bilancio al memorial day tra sogni, mediocrità e frustrazione

A un terzo della stagione MLB 2025, Boston è una squadra in bilico: incapace di decollare, intrappolata in un limbo di promesse non mantenute e sconfitte che lasciano il segno, ancorché spesso di stretta misura. Una realtà che fa male, soprattutto dopo gli investimenti e le aspettative generate in offseason con gli arrivi di Alex Bregman e Garrett Crochet.

L’attacco sembra essere il tallone d’Achille in questo momento. Capace di esplodere con una pioggia di punti (vedi il 19-5 rifilato a Baltimore), salvo poi sparire nei successivi tre match con appena quattro punti segnati. L’ultimo esempio è stata la sconfitta 5-1 contro Milwaukee, decisa da una grand slam di Christian Yelich al decimo inning, con l’unico punto messo a segno che era arrivato su lancio pazzo, che pure aveva consentito a Chapman di lanciare per la salvezza al nono.. 

L’infortunio al quadricipite di Alex Bregman è stata una botta durissima da riassorbire. Senza di lui, Rafael Devers è un’isola nell’attacco. Guida l’American League in walk (43), si appresta a battere il suo record personale fissato appena lo scorso anno, ma è chiaro ora che nessun lanciatore ha paura di affrontare chi lo segue nel lineup. Senza protezione, gli avversari lo evitano come la peste e il resto dell’ordine di battuta non capitalizza.

Avere molti giovani in formazione —Marcelo Mayer, Kristian Campbell, Carlos Narváez, Ceddanne Rafaela e Wilyer Abreu—rende tutto più complicato. I rookie sbagliano, è naturale, ma il rendimento collettivo è sotto le aspettative. Lo stesso Jarren Duran, nonostante una buona media (.277), ha ammesso di sentirsi sempre sotto pressione e di avere l’ansia di cercare il colpo risolutivo ad ogni turno alla battuta: il metodo sicuro per non combinare nulla in attacco.

C’è poi Il caso Trevor Story: contratto pesante, impatto nullo Il suo contratto da oltre 75 milioni di dollari fino al 2028 pesa come un macigno. A maggio ha battuto appena .222 con due extrabase e ben 65 strikeout. In difesa è un’ombra: range ridotto, -4 outs above average e -3 defensive runs saved. L’idea di un suo DFA non è più eresia ma comincia a prospettarsi come necessità. I Dodgers, padroni del “win-now mode”, che hanno tagliato veterani come Chris Taylor e Austin Barnes per far spazio ai giovani che meritano, potrebbero costituire un modello di riferimento. Boston dovrebbe prendere appunti: Roman Anthony, prospetto #1 secondo Baseball America, sta demolendo i lanciatori Triple A (.321 AVG, .971 OPS, 8 HR in 47 gare). Recentemente ha sparato un homer da 417 ft con exit velocity di 115.5 mph. Cosa deve fare ancora per ricevere la chiamata?

Con Bregman fuorigioco, Alex Cora ha provato a cambiare registro: meno fuoricampo, più basi rubate e gioco situazionale. Contro Milwaukee hanno avuto alcune occasioni, ma le hanno sprecate tutte: 1 su 9 con corridori in posizione punto, 10 uomini lasciati sulle basi. E questo risulta ancora più frostrante perchè avviene in contemporanea a prestazioni di lancio notevoli. Crochet, nonostante l’ennesima prestazione da asso (6.2 IP, 11 K), si è beccato un’altra L.

Il problema è che questo gruppo non sembra saper reagire. Non c’è urgenza, non c’è slancio, non c’è lucidità nel prendere decisioni difficili. Intanto il tempo passa e il divario con i Yankees (già +7.5 partite) cresce.

Abbiamo superato il Memorial Day checkpoint. Non si può più parlare di “inizio di stagione”. 

Bisogna smetterla di tentare di far quadrare il cerchio con giocatori fuori ruolo e veterani inutili. Bisogna smetterla di fare esperimenti. Se Kristian Campbell deve giocare in prima base è meglio che lo faccia a Worcester, lasciando il posto nel box di battuta a qualcuno che si ricorda come far roteare il bastone. Mayer va lasciato al suo ruolo naturale (shortstop) e si dia stabilità al diamante. Serve chiarezza, responsabilità e fame di vittoria

In un mondo ideale Devers dovrebbe mettersi un guantone e accettare di giocare in difesa. Non succederà, bisogna accettarlo. Bisogna accettare che ci sono cose necessarie che non si riesce a fare.

Io credo che Questi Red Sox non sono la squadra mediocre. Hanno messo a posto il pitching, il fattore che ci ha escluso dai play off per oltre un lustro e c’è ancora tempo per cambiare le cose. Per fortuna i tre accessi alla WC sono una speranza per tutti e per essere fuori dai giochi a metà settembre devi essere i White Sox. Ma servono mosse concrete e tempestive. Se il front office e lo staff tecnico continueranno a galleggiare, sperando che i problemi si risolvano da soli, allora sì: questo sarà un altro anno buttato.

Oltretutto la prospettiva non può essere quella di giocare una gara ad ottobre, ma avere la speranza di andare un po’ più in profondità.

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L’infield è un work in progress

Domenica mattina, prima dell’ultima partita della serie di quattro partite contro Baltimore, il Fenway Park era praticamente deserto. Ma a due ore dal primo lancio Marcelo Mayer e Kristian Campbell erano in campo e si allenavano a raccogliere grounder sotto la supervisione dell’infield coach José Flores. Nessuno dei due occupava il suo spot naturale. Mayer prendeva rimbalzanti come terza base e sparava assistenze verso Campbell in prima, il quale non ha ancora mai giocato una singola partita da pro in questo ruolo..

Questo evento mostra la drammaticità del momento dei Red Sox, costretti a ridisegnare completamente l’infield a causa degli infortuni a catena che hanno falcidiato i titolari e ora il coaching staff deve fare gli straordinari per incastrare i pezzi del puzzle.

Sabato Mayer ha debuttato in MLB direttamente come third base, pur essendo uno shortstop. Prima di allora, aveva giocato solo sei partite nel ruolo tra Double-A e Triple-A. Domenica Boston ha giocato con tre rookie presenti contemporaneamente nell’infield iniziale, quando si sono aggiunti Campbell in seconda e Hamilton  interbase, al posto di uno Trevor Story in crisi profonda. Abraham Toro era unico veterano avendo poco più di due anni di servizio in MLB. 

E questa sarà l’ordinaria amministrazione nelle prossime settimane. Nel breve periodo, l’infield sarà un gioco a incastri. Mayer giocherà principalmente in terza ma la sua versatilità sara utile per coprire buchi in short e seconda. Campbell, second base di formazione con esperienza anche da esterno, si allena a tappe forzate per coprire la prima base subito dopo l’infortunio di Casas, e potrebbe debuttare già nelle prossime serie. Tutto queste rotazioni diventano una necessità anche per il fatto che Devers resta inamovibile dal ruolo di DH e non tornerà in campo. D’altra parte sia le stellari prestazioni di Ciccio, che il suo carattere ombroso e infantile, sconsigliano caldamente di mettere ancora mano in quella polveriera.

Tutto questo ha ripercussioni anche sul line-up, sempre più sbilanciato dalla presenza di mancini, con l’avvicendamento di Bregman, il miglior battitore destro dei Sox. Domenica, i primi tre spot del lineup erano occupati da Duran, Devers e Abreu — tutti mancini — mentre Narváez, che il Signore Iddio ce lo conservi a lungo con il suo .835 OPS, è salito fino al cleanup spot.

L’unico possibile punto d’appoggio per riequilibrare il lineup a livello di handedness sarebbe Trevor Story, ma al momento è un’arma spuntata. Negli ultimi 28 match, Story batte appena .126 (14×111) e quindi potrebbe sedersi in panca anche lunedì a Milwaukee per staccare la spina e ritrovare la lucidità mentale. Nel frattempo, l’allineamento sarà: Hamilton short, Campbell in seconda e Mayer in terza. Toro e Sogard restano opzioni di rotazione.

I Red Sox stanno affrontando una fase di transizione piena di incognite. Difficilmente Bregman potrà tornare in campo prima di due mesi di sosta. Gli infortuni muscolari hanno un decorso abbastanza definito e il nostro terza base non è più un ragazzino. Bisogna sperare che questo rappresenti un’opportunità per Mayer e Campbell che da elementi importanti per il futuro della squadra, ora sono chiamati a dare contributi reali nel presente, in maniera improvvisata e priva del necessario approccio metodico, imparando al volo tra errori e inevitabili aggiustamenti. 

D’altra parte non essendoci alternative occorre fare di necessità virtù, e con un calendario complicato in arrivo (Milwaukee, Atlanta), ogni piccolo progresso conterà per restare a galla. Il momento è piuttosto delicato. Red Sox hanno perso 5-1 contro gli Orioles, ultimi in classifica, concludendo un complicato homestand di 10 partite con cinque vittorie e cinque sconfitte, pareggiando 2-2 la serie contro l’insulsa squadra degli Orioles, scendendo a una partita sotto il .500 (27-28). I Sox sono solo due partite sopra il .500 (16-14) a Fenway, uno stadio che le in loro favore. La squadra 2024 ha chiuso l’anno con un record di .500 (81-81). I Red Sox sono a sole due partite sopra il .500 (234-232) a Fenway dall’inizio della stagione 2019.

Il partente dei Red Sox, Walker Buehler, ha lanciato 5 inning domenica. I partenti di Boston hanno lanciato meno di cinque inning in sei delle 10 partite della serie casalinga, mettendo il bullpen in una situazione di grande difficoltà. L’attacco è stato altalenante: venerdì ha segnato 19 punti, per poi farne solo due nelle ultime due partite contro gli Orioles.

Questo sarebbe il momento ideale per piazzare una lunga serie di vittorie consecutive, cosa che non ci capita da anni. La striscia vincente più lunga dei Red Sox quest’anno è di cinque partite. Non hanno avuto una striscia vincente di oltre cinque partite dal 2023. La loro ultima striscia vincente di 10 partite risale al 2018. Tutto lascia supporre che dovremo attendere un altro po’

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Devers esta loco?

Generalmente non ho la più pallida idea di quello che succede riguardo la gestione del roster nelle altre franchigie. A mala pena trovo il tempo per informarmi sui Red Sox e rimpiango i tempi quando di questi aspetti se ne occupava Paolo! Mi trovo quindi in difficoltà a fare un parallelo fra il casino che è scoppiato a casa nostra, con Ciccio Devers che ha dato fuori di matto, e quello che succede nel baseball in generale. Quello che posso dire è che la stampa sportiva americana, estremamente incline a fare paragoni storici, questa volta non ha trovato riferimenti minimamente comparabili. Temo quindi che ci troviamo di fronte ad un unicum assoluto, anche allargando il campione a tutti gli sport professionali di squadra. Sulla questione la discussione è abbastanza cerchiobottista, ma personalmente non sono d’accordo: su questa specifica vicenda non mi sento di condannare il management. 

Devers gioca con i Red Sox dal 2017 e ha firmato un contratto che lo legherà alla squadra fino al 2033, per l’ingaggio più alto all time della franchigia. Non credo proprio che sul quel contratto ci sia scritto che, tutti quei soldi, Devers li prende per fare il 3B a vita. Al massimo ci sarà stato un gentlemen agreement su questo e i Red Sox hanno effettivamente dato a Devers una grandissima chance per giocare in terza base, facendolo iniziare la partita in quella posizione in 886 games di otto (8!) differenti stagioni consecutive, per un totale di 8268.2 inning e non ha funzionato. Lo ridico affinchè sia ancora più chiaro: NON HA FUNZIONATO! Devers, che è un atleta professionista, dovrebbe essere il primo a saperlo, ma se non ci riesce potrebbe dare un’occhiatina alla statistiche, per capire che non è un grande 3B, neanche un buon 3B, forse, dopo molti anni e molti sacrifici alla fine era diventato un mediocre 3B, con una tutt’altro che straordinaria fielding % di .960 nel 2024, il suo anno migliore. Un professionista avrebbe dovuto aspettarsi che una squadra che vuole vincere, prima o poi, vada sul mercato e cerchi un upgrade per le posizioni critiche. D’altra parte lui stesso lo aveva chiesto la scorsa stagione e non può non sapere che fra queste posizioni ci sarebbe stata anche la sua.

Molti dicono che Breslow avrebbe dovuto essere più chiaro e preparare meglio l’introduzione di Bregman nel roster. Mi sembra un’obiezione lunare. Ricordo che la trattativa è stata lunga, incerta ed estenuante e in quel periodo non credo che il CBO avrebbe dovuto trovare il tempo per tenere la manina a Devers. Oltretutto le ricostruzioni parlano di un Kennedy e Cora favorevoli a Bregman e Breslow piuttosto scettico sull’opportunità dell’operazione. Non credo tanto avesse dubbi sul valore del giocatore, ma piuttosto sul contratto costoso che prevede ogni anno delle opt aut che consentirebbero a Bregman di incrementarlo giocando altrove. Insomma la situazione è in divenire e ci sono quindi (o ci sarebbero visto il punto in cui stiamo) scenari futuri in cui potrebbe avere senso ricollocare Devers in terza, chi può saperlo?! Il punto però che deve essere chiaro è che non lo decide lui. Non lo può decidere lui, perché il criterio di scelta è vincere le partite non rendere felice Ciccio bello! Non mi sembra un concetto complicato, mi sembra interiorizzato da tutti i professionisti MLB e credo che lui non abbia diritto di risentirsi, neppure se non viene preventivamente informato. Non mi sembra che la squadra, in questa circostanza, si sia dimostrata confusa, al contrario mi sembra abbia operato applicando canoni classici.

Oltretutto è difficile definire  “sacrificio” la richiesta di fare il DH. Non vi devo certo spiegare che tecnicamente non è neppure una transizione perchè ciò significa perdere un ruolo difensivo, mantenendo quello offensivo. Devers non ha dovuto affrontare un faticoso periodo di tirocinio per andare nel box a sventolare il bastone, essendo una cosa che Devers ha fatto per 4215 apparizioni al piatto nella sua carriera. Posso capire la frustrazione per non essere cresciuto abbastanza da mantenere un prestigioso ruolo difensivo, ma sei un professionista e non dovresti farne uno psicodramma. Oltretutto cinicamente si potrebbe osservare che lavori di meno a parità di stipendio 🙂

A un certo punto si fa male Casas, chi lo deve sostituire non è proprio in lizza per vincere la tripla corona nel batting, la squadra non va proprio a gonfie vele e a molti viene in mente di spostare Devers in prima in modo da poter usufruire della mazza di Yoshida o addirittura cominciare a saggiare la consistenza di Anthony. Nessuno può dire che sia un’idea strampalata.  

Dal punto di vista tecnico un trasferimento in prima base non sarebbe banale. Il ruolo comporta diversi automatismi, magari poco appariscenti, ma cruciali per difendere bene e difficili da imparare specie per chi, come Devers, non ha mai ricevuto un addestramento specifico. C’è il forte rischio che non funzioni, c’è il rischio che cali il contributo offensivo, vanificando parte del beneficio e sì, c’è anche il rischio di infortuni, per un giocatore che sta imparando il ruolo a tappe forzate. Il rischio di collisioni in base è reale e perdere Devers per infortunio perché sta cercando di giocare in prima base sarebbe senza dubbio un duro colpo per la squadra.

Personalmente capisco e sostengo la reticenza di Cora a prendere questa strada, tuttavia mi sembra anche naturale l’iniziativa di Breslow che convoca il giocatore per sentire cosa ne pensa, perché comunque l’ipotesi è sul campo e il parere di Devers è una preziosa e necessaria informazione per farsi un quadro preciso della situazione. 

Apriti cielo! La reazione di Devers è stata a dir poco scomposta e sulla stampa sono comparse sue dichiarazioni che definirei deliranti: accusa i Red Sox di essere venuti meno alla parola data (quale? Boh!), di chiedergli una cambio di ruolo dopo soli due mesi da una richiesta simile  “To all of a sudden have me try to play another position … from my end, it doesn’t seem like a good decision”, (abbiamo già discusso che non c’è stato un vero e proprio cambio di ruolo), il tutto condito da frecciatine ostili nei confronti del CBO, che sarebbe un incompetente, che chiede l’impossibile invece di fare il suo lavoro, cioè andare sul mercato a trovare un sostituto di Casas e via discorrendo.

Parole fuori dalla grazia di Dio che hanno provocato un tale danno di immagine da costringere il top management e la proprietà a prendere contromisure urgenti per recuperare un rapporto sereno con il giocatore più pagato, che si incazza quando non lo consulti, si incazza anche quando lo consulti, ma nel contempo è uno dei fattori obbligati per una stagione di successo.  

La situazione sembra rientrata, nel senso che la discussione non continuerà sui giornali, ma nelle segrete stanze come è giusto che sia. Quando a Cora è stato chiesto quando Devers avrebbe iniziato a raccogliere rimbalzanti in prima base ha risposto: “That‘s not the plan right now. The plan is to keep having conversations.” Io spero che la cosa finisca qui oppure, se andrà avanti e ci saranno degli sviluppi, lo sapremo solo a cose fatte e decisioni prese, con comunicati ufficiali concordati fra le parti.

Dispiace dover dedicare tanto spazio a questo mentre la stagione va avanti e ci sarebbero belle partite da commentare. Nella partita di ieri sera i nostri hanno impattato la serie contro KC, dopo la dura sconfitta agli extra il giorno prima. Merito principalmente di un Crochet che, dopo aver preoccupato in una balorda partenza domenica contro Texas, ha ritrovato la sua spettacolare fastball raggiungendo una velocità massima di 98,5 mph (al settimo inning) e una media di 96,7 mph, un tick in più rispetto alla sua media stagionale. I numeri di questa straordinaria esibizione sono sono 7H, 1R, 9K insieme al dato più rilevante: la stamina! 7.0 IP hanno dato ad un bullpen esausto, dopo i 6 inning lanciati il giorno precedente, la possibilità di rifiatare dopo. Non solo. Al settimo inning con i buoni in vantaggio per 7-1, punteggio ampio ma ancora non del tutto rassicurante, KC riempie le basi dopo 2 single, 2 out e 1 BB in sequenza.  Bayle va a trovare Crochet sulla collina per un consulto al termine del quale rimane a lanciare. Tanto bisogna solo affrontare il loro battitore Bobby Witt Jr, che mi piacerebbe tanto vestisse una casacca biancorossa. Comunque sia Crochet esordisce con una veloce esterna e un cutter alto che Witt tocca in foul. Seguono due Four-Seam Fastball rispettivamente a 97.3 mph al centro e a 97.8 mph, basso e interno. Sono i due Swinging Strike (lanci numero 107 e 108) che chiudono l’inning e virtualmente la partita.

Piccola nota a margine: Devers chiude 4/4, 1R, 3RBI, 1BB, 0K. Amore mio, se quando t’incazzi reagisci così, fallo più spesso, che diamine!

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Un brodino caldo per i Red Sox

I Red Sox sono arrivati ​​alla partita di ieri sera dopo aver perso cinque delle sei partite precedenti, oltretutto con prestazioni imbarazzanti date da un partente imbarazzante, un bullpen abulico, un attacco silente e una difesa impanicata. C’era la necessità di raccogliere le forze e riuscire a disputare una partita che potesse segnare un’inversione di tendenza rispetto alla mediocrità nelle prime cinque settimane della stagione. Insomma, come per un convalescente, c’era bisogno di un brodino ricostituente (come dicono dalle mie parti).

Credo che per ottenere questo risultato Cora si sia affidato ad Alex Bregman, un giocatore esperto che ha iniziato la partita con una media battuta di .315 e un OPS di .973, il miglior inizio della sua carriera decennale. Fortunatamente i Rangers hanno scelto di sfidarlo nel momento decisivo della partita.

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Immediatamente nonostante un Houck più che decente, riusciamo ad andare in svantaggio, subendo il primo punto in circostanze piuttosto strane e del tutto irripetibili. Nella parte alta del terzo, con 1 out, terza e seconda occupata, Langford batte una palla a terra che si ferma sulla destra del monte. Houck la raccoglie in tempo per una comoda eliminazione in prima, ma accelera, commettendo un errore di tiro e costringendo Gonzalez a staccarsi dalla base per tentare di raccogliere la palla sulla linea di foul. Langford quasi inciampa per schivare Gonzalez e continua la sua corsa mancando di toccare la prima. Gonzalez raccoglie la palla e tocca la base, ma Langford è stato chiamato salvo nello sconcerto generale, e lo hanno confermato nonostante l’immediato challange di Cora. In termini di regolamento poiché il corridore aveva superato la base, non la si poteva più considerare una base forzata e per l’eliminazione si sarebbe dovuto toccare il corridore. Gonzalez ne avrebbe l’opportunità, ma essendone inconsapevole, non essendo un prima base di ruolo, si preoccupa di fermare l’uomo in terza.

Questo errore ci costa un punto al terzo, e ne subiamo altrettanti al quarto e al quinto. Quindi, nonostante due solo homer di Bregman e Abreu, che avevano momentaneamente pareggiato nella parte bassa del quarto, siamo sotto per 3-2 al sesto inning.

Bregman batte, con un po’ di fortuna, un lead off double, il suo 15° doppio stagionale, e Kristian Campbell lo porta in terza con un singolo. Abreu entra nel box di battuta con un mancino sul monte. Si tratta di un’innovazione per Cora, che l’anno scorso lo avrebbe senza dubbio sostituito con Refsnyder. Abreu premia la fiducia ricevuta, battendo una palla al volo profonda, che va a sbattere sulla recinzione al centro, per un doppio che porta a casa Bregman, mentre Kampbell viene chiamato out a casa in circostanze dubbie. A causa del cattivo esito del challenge in precedenza, non si poteva contestare la decisione, ma sembrava proprio che Campbell fosse riuscito a toccare il piatto con la mano sinistra prima della toccata del ricevitore.

Due battitori dopo, con 2 out e Abreu avanzato fino in terza base, Gonzalez batte una rimbalzante lenta sul terza base e sembrava arrivare salvo in prima. Qui va a scontrarsi con Smith, cadendo rovinosamente con una dinamica simile a quella dell’incidente di Casas. Sembrava che i Red Sox dovessero sterminare un paio di prima base a stagione, ma dopo diversi minuti si rialzò e iniziò a camminare. Nel frattempo la chiamata era stata ribaltata, accogliendo il challenge dei Rangers, l’inning terminava, cancellando il punto del nostro vantaggio. Gonzalez ha provato a giocare nella parte alta del settimo, ma presto è stato sostituito da Abraham Toro. Speriamo non debba andare nella IL.

Siamo così arrivati agli inning finali in cui, in molte partite di questa stagione, l’attacco dei Red Sox si è spento e non è riuscito segnare altri punti.  Wong però ha aperto il settimo inning con singolo ottenuto con un bunt sulla terza, e Rafaela lo ha imitato con un altro singolo sulla sinistra. Sembra ancora un’occasione sprecata perché  Duran e Devers sono eliminati, ma a questo punto i Rangers decidedono inspiegabilmente di affrontare Bregman, con due uomini in posizion punto, con il rookie Campbell sul monte. Bregman non si è lasciato sfuggire l’occasione, battendo un singolo sul Left Fielder, che porta due punti a casa e decide l’incontro.

Cora ha schierato Weissert per l’ottavo inning, invece Slaten, che ultimamente ha faticato, il quale ha risposto con un 1-2-3 inning. Nella parte bassa Abreu ha aggiunto sicurezza con un altro fuoricampo, nella prima partita della sua carriera con tre valide extra-base.

Nonostante Chapman abbia concesso un fuoricampo al primo uomo affrontato al nono inning, non è mai apparso in difficoltà, concludendo velocemente la partita e realizzando il suo quinto salvataggio della stagione. Fra le sue palle veloci una ha raggiunto la velocità di 103,8 miglia orarie, cioè il lancio più veloce mai lanciato nelle Major League in questa stagione. Hai capito che ti combina il vegliardo!?

Con questa partita dichiaro ufficialmente concluso il mio broncio perché hanno permesso a Bregman di giocare con la casacca dei Red Sox. Ora sono ufficialmente contento. Sembra un tipo a posto, molto diverso dallo stronzo altezzoso che giocava a Houston. Non credo che il mio giudizio dipenda dalle valide e dagli RBI che produce a ritmo costante per i Red Sox. Credo piuttosto  lui che si sia emendato spiritualmente e ora sembra aver capito il suo ruolo nel mondo. Lo si capisce da dichiarazioni di questo tenore: “When I decided to sign here, I signed here to win baseball games,” Bregman said. “I feel like we have a team that can do that and win a lot of baseball games. We haven’t started the way we want. We’ve lost some games that we should have won this year. And, we need to do a better job of executing, and preparing and just getting better as a team. And, I know, we hold ourselves to a high standard, and when you play in this market, everyone holds you to a high standard. We need to play like we played today and continue to compete and execute at a high level.”

Se la squadra gli va dietro siamo a cavallo!

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Sostituire Triston Casas

Si può porre le premesse di una stagione di successo, anche con un budget limitato, purché, nel mix fra attività di mercato e sviluppo dei prospetti dalle leghe minori, tu riesca a costruire un roster che contemperi sia una equilibrata qualità sia una indispensabile resilienza. Questa deriva da una profondità sufficiente per essere in grado di far fronte agli infortuni che dovessero capitare. Sfortunatamente non sono gli infortuni a mancare ai Red Sox 202 e vanno a colpire proprio laddove siamo più vulnerabili. 

Abbiamo rinunciato a Teel, un prospetto descritto come un probabile campione, che mi sarebbe tanto piaciuto vedere accucciato dietro il box con la nostra casacca, ma me ne sono fatto una ragione, considerato che in cambio abbiamo ottenuto un asso che rende competitiva la rotazione. Questa medaglia però ha un rovescio: se ora si fa male Wong son dolori.

Nulla però in paragone a quello che passeremo dopo il nuovo grave infortunio di Casas, curiosamente avvenuto più o meno nello stesso periodo di quello dello scorso anno. L’episodio si è verificato nella parte bassa del secondo inning quando Casas batte una check-swing chopper sulla linea di prima base. Mentre Casas corre verso la prima, sulla palla si avventa il lanciatore avversario in evidente vantaggio sul tempo. Sembra una banale giocata di routine quando Ryan perde la palla e Casas, che percepisce l’occasione di arrivare salvo, accelera verso il cuscino di prima. Il ragazzone grande e grosso, privo dell’agilità e della grazia di una ballerina, pur raggiungendo l’obiettivo, arriva goffamente sulla base e inciampa sul piede del prima base del Minnesota con la gamba sinistra, subendo una evidente distorsione. Casas rotola a terra e ci rimane per diversi minuti prima di essere portato via in barella. Lo sostituisce Romy Gonzalez, autore di una buona prestazione, impreziosita da bel doppio all’ottavo inning che chiude virtualmente la gara. Non ci sono ancora notizie certe, ma vista la dinamica  sembra molto probabile che l’incidente sia grave e Casas debba stare fuori per un periodo prolungato. Chi potrebbe sostituirlo?

Gonzalez è il platoon partner che di fatto viene abitualmente schierato contro i lanciatori mancini. avendo già  totalizzato in prima base quest’anno. In questo ruolo ha iniziato sette partite in prima base al suo posto in questa stagione per 60 ⅔ inning totali. Si tratta tuttavia di un giocatore di utilità multi-ruolo, impiegato preferibilmente in carriera come seconda base, con uno slash di .245/.277/.388 in 499 apparizioni al piatto. Sembra improbabile che i Sox vogliano affidarsi a lui nel lungo periodo.

Purtroppo non ci sono altre opzioni nel roster attivo. Non sembra che saranno presi in considerazione i giocatori che hanno avuto esperienza in prima:

  • Connor Wong ha provato per sei partite l’anno scorso, ma si era trattato solo di un espediente per aumentare le sue PA quando godeva di un eccellente stato di forma, sollevandolo dalla fatica delle ricezione. 
  • Rob Refsnyder ha collezionato 227 inning in carriera, ma solo prima del 2020.
  • Il ricevitore Carlos Narváez ha disputato 114 inning in prima base l’anno scorso in Tripla A con gli Yankees, ma ha già un delicato ruolo di backup da assolvere. L’unica possibilità è che e venga chiamato il veterano Yasmani Grandal dalla tripla A, ma sembra troppo fuori dagli schemi di Cora

A maggior ragione non è il caso di perdere tempo discutendo di giocatori come Hamilton e Kampbell, che di esperienza non ne hanno alcuna. Bregman e Devers sicuramente continueranno a fare quello che stanno facendo ora, anche perché lo fanno bene: insensato sarebbe coprire il buco in prima creandone uno in terza e Ciccio è bene che familiarizzi e si appassioni al suo ruolo di DH, prima di poterlo sviluppare per la prima base. Sicuramente non è comunque un’ipotesi da considerare finchè Yoshida sta male.

Guardando la tripla A vengono in mente Vaughn Grissom e Nick Sogard. Il primo ha giocato esclusivamente in seconda base lo scorso anno, ma nel frattempo ha accumulato quattro partite di esperienza. Sogard, che gioca su tutto il diamante, è stato impiegato in cinque ruoli diversi a Worcester. Se Grissom è quello con un potenziale offensivo più promettente (AVG.289 con tre fuoricampo e un OPS di .825 in Tripla A), Sogard potrebbe essere un’opzione disponibile a breve termine, data la sua familiarità con la posizione e la capacità di battere in entrambe le posizioni.

Fra gli altri candidati di provenienza WooSox il principale titolare, Nathan Hickey, non ha statistiche di attacco compatibili con la MLB, mentre non ha questo problema il veterano Abraham Toro che ha 365 partite nella Major League all’attivo e ha battuto bene quest’anno con un OPS di .917. Non gioca tuttavia a suo favore essere un seconda base di ruolo, il che lo renderebbe troppo simile a Gonzalez. 

Un anno fa, quando Casas si ruppe la cartilagine della gabbia toracica, Breslow si mise subito in azione, ingaggiando due prima base veterani in rapida successione. Il primo, Garrett Cooper, fu un disastro e cadde presto nell’oblio. Il secondo Dom Smith, che divenne il beniamino dei tifosi per il suo atteggiamento scanzonato e la sua dedizione nel gioco, sarebbe invece ancora disponibile dopo che ha rinunciato a un contratto di minor league con Tampa Bay.

Fra i free agent, sullo sfondo, rimane l’ipotesi Anthony Rizzo, che dopo l’opt out esercitata dai pigiamini, non ha trovato un’offerta abbastanza remunerativa per la sua percezione di se stesso. Contro di lui, oltre le pretese economiche, gioca il fatto di essere 35enne disoccupato, che non ha partecipato agli allenamenti primaverili, con uno stato di forma certo non al top. Sembra improbabile che, tutto sommato, Rizzo trovi un accordo con i Sox (essendo anche un fottutissimo FMY)

Peccato che di fronte a tutto ciò, la partita passi un po’ in secondo piano, perchè è stata veramente gradevole. Bello ha dato alla squadra la terza QS consecutiva, che finalmente è riuscita a convertire. Di fronte aveva Ryan, un cliente rognoso come che ci ha dato filo da torcere. 

Alla fine del sesto, con punteggio in parità 1-1 per due solo homer rispettivamente di Bregman e Jeffers, il confronto dei ruolini di fine partita sembra descrivere un perfetto equilibrio:

  IP H R ER BB K HR ERA
Bello 6.2 4 1 1 1 5 1 2.55
IP H R ER BB K HR ERA
Ryan 6.0 4 1 1 1 8 1 2.93

I numeri tuttavia nascondono i RISP lasciati in base che avrebbero dato la W a Bello. Al quinto Hamilton, con 1 out e nessuno in base, smorza un bunt vincente sulla linea di sinistra e, nel turno successivo, ruba, in sequenza, la seconda e la terza. Dopo di che Raffaela gira a vuoto per il K e Duran viene preso al volo.  Al sesto Devers, autore di un leadoff double, non si schioda più perché Bregman, Abreu e Story se ne vanno in ordine. 

La partita si sblocca finalmente al settimo. Nella parte alta Bello esce dopo aver messo K Jeffers, che non gira un sinker sul filo basso e l’inning si conclude con un CS mentre lancia Wilson. Nella parte bassa, quando finalmente Ryan non si presenta, Wong e Hamilton ne approfittano per battere due singoli in sequenza. Raffaela li fa avanzare con un Sac Bunt, e con 1 out Duran gira tutte le palle che Coulombe lancia oculatamente lontano dalla zona, fino a che non finisce strikeout swinging. Sembra un’altra occasione sprecata ma Devers è caldo. Batte con forza una radente che il 2B avversario non riesce a trattenere. La palla rimane ai limiti dell’erba, ma arriva a casa anche Hamilton dalla seconda, che non ci avrebbe messo di meno con un motorino e arriva a casa di gran carriera. La fantastica serata di Hamilton si prolunga anche all’ottavo, quando si rende autore di un doppio RBI sul mostro verde. In precedenza Greg Weissert era salito sul monte di lancio all’inizio dell’ottavo inning e aveva senza problemi eliminato tre dei quattro battitori affrontati. Well done!

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