Non eravamo preparati

Dobbiamo ammetterlo tutti : noi tifosi, giornalisti e commentatori vari, mi verrebbe da dire anche gli stessi Red Sox, insomma … ci aspettavamo un certo tasso di sofferenza sul monte di lancio, invece ora ci ritroviamo un corpo di lanciatori che, sebbene con un po’ di alti e bassi, sta cominciando ad assestarsi; peccato che, come per una dantesca legge del contrappasso, la crescita dei lanciatori coincida col crollo quasi verticale del box di battuta.

Il problema più grosso al momento è proporre un lineup accettabile contro i lanciatori mancini, non che contro i destri si vedano fuoco e fiamme … sia chiaro, però quello che vediamo contro i southpaws fa veramente paura. Non sappiamo letteralmente chi mettere : la situazione dice che al momento ci sono giocatori come Sandoval che ha contro i lefties una media battuta di .049, Ortiz a .140, Betts poco sopra e Pedroia a .171. Se ciò stia diventando una specie di blocco psicologico ovviamente non so spiegarvelo, aggiungiamo anche un Ramirez che ha fatto veramente fatica dopo essere tornato dalla sosta dovuta allo scontro brusco con muro del Fenway, un Napoli che non fa differenza tra destri e mancini nel collezionare “swing & a miss” ed ecco che vengono confezionati risultati contraddittori come quelli raccimolati nella trasferta ad Ovest, dove si sono battuti fenomeni come King Felix e Sonny Gray per poi perdere da mancini appena discreti come Paxton o proprio mediocri come Happ.

Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante questi problemi, la trasferta ad Ovest non è andata malaccio, abbiamo riportato a casa 4 vittorie quando da quelle parti abbiamo di solito raccolto delle cannonate e questo in una divisione dove non si riesce a vedere chi possa prendere il bastone del comando. Il famoso progetto di resistere in attesa di tempi migliori sembra ancora reggere, guardando la classifica nuda e cruda; peccato però che le sensazioni non inducano così tanto all’ottimismo, soprattutto vengono a mancare quelle che dovevano essere le “punte”, prendendo la ormai onnipresente statistica combinata WAR dobbiamo scendere fino alla 69ma posizione per trovar il primo dei nostri battitori (Pedey) ed entro le prime cento posizioni ne abbiamo solo un altro (Betts).

A fronte di ciò diventa davvero difficile trovare dei correttivi, quando un intero staff cede diventa quasi ridicolo cercare di modificare le cose : Castillo può essere un tentativo ma non dobbiamo aspettarci il nuovo Trout, si potrebbe abbassare Betts dallo spot di lead-off (buco che dalla partenza di Ellsbury non è mai stato coperto degnamente) anche se poi c’è da capire chi metterci al n.1, sarebbe anche bene che Sandoval provasse a battere sempre dal box di sinistra, un po’ come fece Victorino, ma anche questo non è il rimedio salvifico … insomma … davvero un bel rebus che un Farrell non nel suo momento migliore dovrà risolvere in fretta. La strada è in salita, al momento l’ascesa è ancora pedalabile, continuando di ‘sto passo rischia di diventare peggio del Mortirolo.

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Passaggio a Nord-Ovest

Dopo una serie vinta in quel di Oakland, grazie ad un’imprevista vittoria di Miley contro l’ottimo Sonny Gray, vittoria dove la Dea Bendata ha palesemente aiutato i Sox, i nostri si spostano nel lontano Nord-Ovest tra i boschi, i vulcani e gli splendidi panorami di Seattle. Certamente i Sox non avranno il tempo per fare escursioni che non siano quelle al Safeco Field, i parchi nazionali resteranno terreno per turisti, semmai per turisti-tifosi non certo per la nostra squadra che non si può certo definire guarita dopo la vittoriuccia nel panorama metropolitano di Oakland.

Dicevamo di quel che s’è visto ad Oakland : di sicuro per un po’ non si vedrà più Masterson che, se possibile, sembra ancor peggiore di quello spentissimo giocatore che i Cardinals non fecero nemmeno giocare negli scorsi playoffs, la comica è il passaggio in injured list con Masterson che cinque minuti prima aveva dichiarato di essere in perfetta salute, i Sox prima se ne sono usciti con una generica “arm fatigue” quando invece sono i nostri occhi ad essere molto affaticati vedendo Masterson lanciare, l’ultima del giorno invece invoca una ancor più misteriosa tendinite alla spalla destra. Poche storie : Masterson se ne starà un po’ in disparte semplicemente perchè è un lanciatore che sta lanciando in maniera orrenda e si spera (che vive sperando muore c….) che tra un quindicina di giorni sia in forma migliore, considerando anche che è materialmente impossibile che la forma vada peggiorando … più in basso di così; lascia perplessi che il suo rimpiazzo per la partita di domenica a Seattle sia il knuckleballer Wright con un altro giro saltato per i prospetti delle Minors, prima o poi ce li faranno vedere … forse.

Se il monte continua a traballare (ed era una cosa prevista anche in antichissimi testi egizi), comincia però a preoccuparmi l’attacco, mediocre contro i destri e molto peggio che mediocre contro i mancini. Un po’ di numeri : abbiamo costantemente almeno tre titolari sotto le cifre del nostro amico Mendoza e quel che è peggio sembrano molti quelli in forma calante, Bogaerts e Betts per esempio. C’è poi il problema che dicevo capita quando s’affrontano i mancini : siamo abbastanza sulle tele da tanto che abbiamo le gomme sgonfie ( ooops … non dovrei parlare di cose che si sgonfiano come sanno bene a Foxboro), sgonfissimo è Ortiz che contro i mancini batte .143, sgonfi anche i bambini B & B, in pratica contro i southpaws abbiamo Pedroia e Ramirez, che dovrebbe però limitare quel suo approccio un po’ troppo “tutto o niente”, e quasi nient’altro. Sarete lieti di sapere che contro Seattle giocheremo contro tre mancini e l’unico che non è mancino si chiama però King Felix Hernandez … insomma … non si presenta il weekend più agevole della storia.

Cosa si potrebbe fare ? Abbastanza poco, l’unica cosa che vorrei provare è vedere Castillo in prima squadra. Jackie Bradley resta tale, Victorino resta identico a Bradley, Nava è in una buca profonda quanto la Fossa delle Marianne, beh … ricordiamoci che in Triplo abbiamo un giocatore costato la bazzecola di 72 milioni di $. Poi semmai non cambierebbe nulla eh ??? Castillo sembra anche parecchio soggetto ad infortuni e l’ultimo, sebbene modesto, gli è capitato ieri. Ma nonostante questo cosa abbiamo da perdere ? Se poi anche Castillo dovesse uniformarsi al trio Nava, Shane, JBJ al limite resteremmo coi problemi che abbiamo e potremmo cominciare a pensare al 2016, altrimenti mi spiegate il senso di spendere una barca di soldi per il cubano ?

Insomma … non ci si annoia, vedremo il risultato nel Nordovest e tanto per cambiare vi dico che un bel pareggione 2-2 sarebbe bene accetto; se mi dite che a forza di pareggi si fa fatica a ritornare in scia agli Yankees io vi dico che avete ragione, ma se vedete in questa squadra le qualità per poter fare un rimonta io vi dico che siete degli inguaribili ottimisti, il tempo delle rimonte mi sembra tanto tanto lontano.

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Toccato il fondo si può cominciare a scavare

Ammetto che dopo il fuoricampo di Encarnacion ho chiuso il pc ed ho pensato che uscire di casa al sabato sera, seppure con un programma non certo entusiasmante, fosse meglio che assistere allo scempio che andava in diretta dal vecchio Skydome di Toronto. Una birra con gli amici è meglio che vedere lanciare Kelly e due chiacchere sulla vita cittadina sono meglio che vedere Allen Craig nel box di battuta, e sappiate che secondo alcuni ricercatori vedere il suddetto vestire la nostra gloriosa maglia provoca persino l’aumento del tasso di colesterolo nel sangue.

Non funziona nulla, ma proprio nulla; ci siamo crogiolati per tutto l’inverno coll’attacco che avrebbe dovuto sopperire alle prevedibili carenze del monte di lancio; al 10 maggio le carenze del monte di lancio si sono trasformate in qualcosa di molto peggio ovvero in un gruppo di lanciatori di qualità risibile, giocatori tremebondi che si consegnano alle mazze avversarie; in compenso l’attacco s’è infilato in una buca da cui non esce, con giocatori in palese difficoltà come Napoli o altri su cui comincia ad aleggiare il dubbio che l’età cominci ad avere un certo peso ed il riferimento al nostro lider maximo non è certo casuale.

Quando non funziona una cippa puoi fare tutti i discorsi del caso sulle modifiche da apportare, ma sappiamo bene che un’inversione a U come quella che servirebbe ai nostri per tornare a contare qualcosa in questa stagione è assai difficile che accada; non so se avete letto qualcosa dall’America ma la paura di passare un’estate a discutere sul nulla ovvero se arriveremo a 70 o a 72 W, comincia ad essere negli incubi di parecchi giornalisti anche di quelli solitamente più posati ed è stato un vero colpo al cuore leggere ieri le battute sarcastiche tipo una fantomatica edizione speciale del Boston Globe di oggi per festeggiare finalmente un RBI battuto da Pedroia.

Dicevamo le mosse da fare o che sono state fatte : la prima è il siluramento di Nieves e scusatemi se mischio il sacro col profano, mi pare sempre più la ricerca del capro espiatorio, una mossa degna d’uno Zamparini o d’un Cellino qualsiasi. Al suo posto arriverà Carl Willis, una vita passata soprattutto nell’organizzazione degli Indians, tanti auguri a lui perchè ne ha davvero bisogno, perchè per trasformare in un qualcosa di valido questo gruppo di lanciatori non occorre un pitching coach, servirebbe Re Mida. Ci sarà qualche cambio anche nel roster : Craig (che ha ancora options disponibili) dovrebbe essere mandato a Pawtucket al suo posto salirebbe Jackie Bradley che sappiamo benissimo essere un battitore scadente ma almeno sa difendere, cosa che riesce non benissimo a Craig. Già … Craig … Kelly … ma che trade meravigliosa è stata quella coi Cardinals nella scorsa estate !!! Quasi bella come l’acquisto di Balotelli per il Liverpool che nel cuor mi sta, secondo me a St.Louis sono ancora lì che sghignazzano per le bufale che c’hanno mollato. A ciò si aggiunge anche il possibile passaggio nel bullpen di Miley ( un altro bel giocatorino ) con la salita al livello superiore d’uno dei ragazzi che stanno lanciando bene a Pawtucket … sperando di non beccare un altro Bowden o Ranaudo.

Questo, cari miei fratelli di fede, è il quadro sconfortante di questo 10 maggio, dobbiamo ubriacarci tutti insieme per dimenticare il presente ?

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Parte la ghigliottina

Dopo un’altra brutta serie con Tampa, dove è stato già molto aver vinto una partita, dalle parti di Yawkey Way s’è messa in moto la ghigliottina; non so se è un caso, non credo assolutamente lo sia, ma due giorni fa John Henry ha parlato ed ha mostrato scarso entusiasmo (puro eufemismo) per come le cose stavano evolvendo, c’è stata una riunione con Farrell e Cherington, e come per magia due giorni dopo Juan Nieves salta. Non credo sia dietrologia immaginare che John Henry si sia trasformato in un novello Monsieur Guillotin, se poi questa mossa abbia un senso è tutto un altro paio di maniche.

Come al solito mi piace dire la mia, prendo in prestito le parole di un giornalista (Scott Lauber) : “è come silurare il Ministro dell’Agricoltura se c’è una siccità prolungata. ”  La mossa sembra proprio la ricerca del capro espiatorio a poco prezzo, non so se seguiranno delle note stampa o delle conferenze, ma  sarebbe carino sapere di cosa è accusato Nieves, forse è colpevole di non aver trasformato Masterson in quello che era circa un lustro fa, potrebbe essere colpa di Nieves se Miley s’è dimostrato fino ad ora il mediocre giocatore che l’anno scorso faceva fatica a reggere l’attacco mitraglia dei Padres o dei Rockies, evidentemente Nieves doveva essere questo : l’uomo in grado di trasformare il rospo in un bellissimo Principe Azzurro.

Juan Nieves è lo stesso che fu riempito d’elogi per come il pitching staff resse la stagione 2013 con Anello annesso, se qualcuno se lo ricorda … ora invece è lasciato a spasso e davvero non è facile per me capire, io mi chiedo invece la giustezza delle scelte e da quello che leggo in giro cominciano ad essere parecchi quello che hanno i miei stessi dubbi, su come avvenga la selezione del personale da almeno un anno a questa parte. Un piccolo dato : nella Hot Stove subito dopo il trionfo del 2013 abbiamo portato a casa i seguenti campioncini : Chris Capuano, Grady Sizemore, AJ Pierzinski ed il neo-tagliato Edward Mujica per un esborso totale di 21 milioni e per il risultato che tutti voi avete visto, per i sabermetrici (-1,0 totale di fWAR). Quest’anno la musica sembra la stessa, le cifra dei nostri acquisti le sapete leggere anche voi, abbiamo 6 pitcher nuovi nello staff e tutti tranne Porcello sono stati deleteri : colpa di Nieves ? Non lo so … stanno maturando tutte le condizioni per mandare la stagione a “donne di dubbia moralità”, al momento non abbiamo il rimpiazzo di Nieves … vedremo.

Un discorso che forse potrà sembrarvi poco connesso con l’attuale situazione ma invece secondo me c’è attinenza. Mi chiedo sempre più cosa sia stato il 2013 per questa franchigia, come sia stato possibile aver prodotto quella stagione magnifica, che è l’assoluta anomalia nei nostri ultimi 5-6 anni, in mezzo ad un mare di cacca. Due aspetti : perchè abbiamo sbagliato tante scelte e perchè molti di quei Cavalieri che fecero l’Impresa da quel momento in poi abbiano perso la magia, gente come Napoli, Breslow, Saltalamacchia (perchè no ?) sembrano che abbiano finito l’energia, come sembra che il nostro Management, da Cherington in giù, non sia più in grado di reggere il timone. Sono in parecchi che cominciano a credere che Monsieur Guillotin abbia ancora da lavorare tra qui e poco e se la situazione precipiterà sarà dura evitare il taglio delle teste.

Vi prego … non fatemi risentire questa musica, già dato …

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Ohi … che sberla

Mamma mia che schiaffone che ci siamo presi … proprio uno di quelli che ti fanno voltare la faccia, con l’impronta della mano che ti resta stampata sulla guancia. I “cari” Bronx Bombers sono venuti al Fenway e come Cesare contro Pompeo hanno applicato lo schema “veni – vidi – vici” e se ne tornano a casa con una sweep come mancava da nove anni, tra parentesi ricordo quella sweep del 2006, fu addirittura in una serie da cinque partite e segnò il colpo decisivo che mandò in vacca quella stagione; questa sweep non avrà quel risultato finale, siamo ancora al principio di maggio e non a ferragosto come quell’anno, ma di sicuro manda un segnale che a tutti noi credo sia arrivato forte e chiaro.

Dirò una cosa nuova e non ancora esplicitata da nessuno : abbiamo un monte di lancio (non solo i partenti) composto mediamente da giocatori di qualità non eccelsa. Toh che novità !!! I ragazzi stanno facendo i turni e si passano il testimone nell’ideale staffetta del “vediamo chi viene ribaltato in questo giro”, stavolta è toccato a Kelly, semmai la prossima volta saranno Miley e Masterson o chi diavolo volete voi, non c’è verso … la consistenza media lascia a desiderare ed il bullpen a sua volta è sotto stress, un po’ per limiti oggettivi ed un po’ per via del sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto.

Un piccolo discorso che volevo fare : sia l’anno scorso che quest’anno i Red Sox sono posizionati al quinto posto circa come monte stipendi, insomma non saranno più al secondo posto come ai tempi delle “Guerre Stellari” di qualche anno fa ma sono comunque tra le squadre con le tasche più profonde. Con questo payroll è proprio impossibile costruire una squadra bilanciata ? Una squadra con tutte le componenti che servono per provare a vincere ? L’anno scorso avevamo un buon monte di lancio mixato con un attacco pericoloso quanto l’esercito della Repubblica di San Marino, giustamente quest’anno s’è rinforzato il box di battuta col risultato di ritrovarsi dei lanciatori che rischiano di riscrivere parecchi record negativi nella più che centenaria storia dei Sox. Con quel payroll non si riesce a comprare una coperta che copra sia la testa che i piedi ?

Mi rendo conto anch’io che le dinamiche dello sport USA sono parecchio diverse da quelle dello sport italiano o europeo in generale. Dalle nostre parti c’è un rapporto quasi direttamente proporzionale tra soldi spesi e vittorie ottenute ed i casi di scudetti assegnati a chi batte i “ricconi” sono rari (mi vengono in mente solo Atletico Madrid e Borussia Dortmund), in America non essendoci le discrepanze enormi che ci sono da noi non c’è questo rapporto diretto, resta comunque da sottolineare come non si riesca ad assemblare una squadra con quel che di completezza che occorre per vincere. La speranza per come siamo messi può venire solo dal nostro interno, ovvero che si completi (finalmente) il percorso di qualche giovane tra le Minors e la prima squadra. Pensare a rinforzi esterni è ridicolo, alle trades mancano tre mesi ed abbiamo visto (anche l’anno scorso) che a luglio, sotto certo aspetti, le bufale sono ancora più in agguato che durante la Stove League.

C’è da rialzarsi dopo il cazzottone preso, nella box il valore di un puglie si vede da come reagisce dopo il primo knockout, l’immenso Rocky Marciano era uno dei “nostri” (nativo di Brockton, poco fuori Boston), purtroppo però i nostri Red Sox non assomigliano a Marciano, semmai di questi tempi ricordano più un pugile suonato. Reagire mi pare doveroso, partendo dalle prossime sfide con Tampa, leggendo gli accoppiamenti però partiamo sfavoriti nettamente in almeno un paio di incontri, spendere quello che si spende per poi trovarsi questo bel monte di lancio comincia ad essere una domanda più che pertinente, domanda da inviare verso gli uffici di Yawkey Way.

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L’attesa

Scrivo ora, tre ore scarse mancano alla prima visita degli Yanks al Fenway, che è sempre un evento e con quelli del Bronx che sembrano oggettivamente meglio di ciò che ci aspettavamo, non saranno certo delle passeggiate. In più, col monte di lancio che ci troviamo, erratico come nessuno, non esiste una partita facile in questo emisfero nemmeno a cercarla col lanternino. In quali condizioni si presentano i nostri alla serata nella quale occorre vestire la “giacca buona” ?

Le condizioni le avete viste anche voi, non sappiamo letteralmente cosa possa offrire il nostro monte, i partenti ma anche i rilievi. Nella serie vinta con Toronto, squadra con un lineup potente ma con un monte che pareggia il nostro, abbiamo visto tutto ed il contrario di tutto, cose positive come la bella prova di Porcello o le salvezze “vintage” di Uehara, ma anche un’altro match dove non siamo stati capaci di presentare un pitcher che fermasse le mazza canadesi. Dico brevemente le mie sui casi più scottanti :

1) Buchholz a mio parere è stato orrendo e continua nella sue altalene (e sarebbe la meno), continua a dare l’impressione di essere davvero poco solido mentalmente (ed è un casino). Mettete questo : un pitcher si trova 4-0 in vantaggio, mette un uomo in base e comincia a dare l’impressione che la partita gli sfugga via, ditemi se è possibile. Leggo però in giro una cosa che mi lascia abbastanza interdetto : i guru sabermetrici continuano a dare fiducia a Clay, perchè le statistiche avanzate lo fanno vedere in una luce migliore rispetto a quello che sembra. Spero abbiano ragione loro ma resto tanto, tanto, tanto perplesso.

2) Miley invece fa paura anche ai sabermetrici, tanto è vero che mi chiedo se non era il caso di fargli saltare gli Yankees, col giorno di riposo al giovedì avremmo potuto, ovviamente invece Farrell gioca col “manuale”. Io che ho sempre amato quelli che fanno scelte un po’ contro-corrente lo avrei apprezzato, continuasse col rendimento da mani nei miei scarsi capelli e con un paio di ragazzi che a Pawtucket son partiti alla grandissima, si potrebbe anche pensare all’infortunio di prammatica.

3) Il campione di partite è ancora piccolo ma comincio anche a pensare che anche il bullpen sia non proprio fortissimo : Varvano già andato, Mujica che continua ad essere impiegato per motivi comprensibili ai più quanto la meccanica quantistica, Ross che ci da la misura di quanto poco fosse valutato Ranaudo visto che abbiamo fatto uno scambio alla pari. Insomma … anche qui non c’è da stare tranquilli e considerando che gli Yanks hanno il duo Betances – Miller c’è da stringere le chiap…

Siamo questi : costruttori e distruttori, meravigliosi ed avvilenti, alfa ed omega, yin e yang. Con questo menù aver chiuso il primo mese con un 12-10 non è per nulla male. Due meglio del par direbbero i golfisti e continuassimo a guadagnare due partite su media .500 al mese si finirebbe a quota 87. Io la firma la metterei già oggi …

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Febbre a Boston … e non solo lì

Il vostro blogger è steso da ieri con un’influenza come non capitava da decenni, con tutti gli ammennicoli classici : gli agrumi sul comodino, la tachipirina per fare delle sudate epiche ed il termometro a portata di mano, ho avuto però il buonsenso di non provarmi la febbre mentre gli Orioles stavano passeggiando su qualsiasi lanciatore gli presentassimo di fronte, probabilmente l’avessi fatto avrei visto la colonnina di mercurio arrivare ad altezze inesplorate e sarei stato giudicato clinicamente morto. Febbre o non febbre chiudiamo comunque una brutta settimana, la febbre mia fatica a calare, quella dei Sox sta invece crescendo.

Il nostro monte di lancio sembra davvero colpito da un serio dissesto idrogeologico, come troppe parti del nostro Stivale, non m’aspettavo molto ma quello che troviamo fa rabbrividire e dopo l’ennesima prova orrendo di un nostro partente ci troviamo con una media ERA molto vicina al 6. Non ce l’ho con Wade Miley, anzi mi fa perfino tenerezza sebbene abbia quelle sembianze da tagliaboschi del Montana, l’impressione è quella di uno che arrabatta con quel (poco) talento che Madre Natura gli ha fornito, uno a cui gli vengono richieste cose che non è in grado di espletare, un po’ come uno della filodrammatica della parrocchia che viene inviato a cantare l’Aida all’Arena di Verona, mah … e noi gli abbiamo pure dato un’estensione triennale, non vorrei mai che ci venisse portato via un siffatto campione. C’è poi Porcello che sta beccando homerun come piovesse … e questa invece è un’amara sorpresa.

Il discorso Uehara è assai diverso, m’ha fatto specie la chiarezza e la mancanza di reticenza del Gran Maestro Jerry Remy nell’affrontarlo nella sua introduzione al match di ieri sera, Uehara ha un lancio (la sua splitter), se quel lancio cala di velocità o di location il buon Koji viene massacrato, vale quello che abbiamo sempre detto ovvero che se è in forma è un fenomeno assoluto, se cala anche solo un po’ siamo rovinati e sembra che i problemi degli ultimi due mesi del 2014 siano ancora presenti, venerdì ha ottenuto la salvezza ma ce la siamo fatta sotto e sabato invece s’è consegnato a dei Carneadi, come un po’ dicemmo quest’inverno, l’estensione biennale, che copre il 40° e 41° anno di Koji, sembra un po’ troppo. Alternative ? Non so se abbiamo alternative, forse Ogando, non Taz che mi piace nel suo ruolo di setup, mi sembra gossip puro invece il ritorno di fiamma per Papelbon che qualcuno avrebbe paventato, occorrerebbe che Amaro si mangiasse la fetta predominante del suo stipendio, non credo proprio che accadrà anche se Paps durante l’Opening Series a Phila fece una sviolinata verso i Sox come poche altre volte mi sia capitato d’ascoltare.

S’inizia quindi un’altra settimana con ancora partite divisionali, Jays e Pijamas nel programma, tra parentesi un calendario molto strano con un mese quasi filato di partite all’interno della AL East, sono partite che valgono doppio e ci vorrebbe qualche certezza in più, ad ora queste certezze non ci sono e speriamo di trovarle strada facendo, sai mai che Miley impari a cantare l’Aida.

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Chi ha pane non ha denti

Come da consolidata tradizione : quando il monte di lancio comincia a lavorare bene, l’attacco si ferma. Nelle partite giocate nel sempre detestabile stadio di Tampa i nostri hanno messo insieme un ragguardevole 1 su 23 coi corridori in posizione punto e senza errori degli avversari, una cosa di cui abbiamo beneficiato ampiamente in queste settimane, facciamo una bella fatica a segnare. Che il monte di lancio non fosse esattamente il migliore al mondo potevano anche aspettarcelo, che l’attacco battesse in testa come un motore sbiellato invece è una brutta sorpresa di questa prima parte di stagione.

Diciannovesimi come average, diciottesimi come OPS e parecchi giocatori, intendo parecchi di quelli che dovrebbero contribuire, che non riescono ancora a farlo; abbiamo quattro titolari che sono sotto la famigerata Mendoza Line e fa specie vedere in questa lista Ortiz e Napoli che sono il cuore del lineup e Betts che dopo la partenza fiammeggiante s’è parecchio assopito. E fatemi dire che con questi inceppamenti non capisco, seppene mi impegni, come non portare al livello di titolare conclamato Brock Holt.

Momentaccio fisiologico in un campionato lungo eterno o qualcosa d’altro ? Io credo al momentaccio che può cambiare da un momento all’altro, non lo dico per fare un auspicio da “nuvoletta rosa”, lo dico perchè credo a quello che mi dicono i miei occhi, in primis. Per esempio, stanotte in gara-3 abbiamo avuto un paio di palle davvero sfortunate nel warning-track e al quinto s’è girata la partita su un mezzo miracolo di Kiermayer.

Correttivi ? Calma un passo … non intendo correttivi come mosse sul mercato o simili, intendo piccoli accorgimenti : sfrutterei un po’ di più i giocatori in forma, di Holt ho già detto, altra cosa : visto che siamo all’inizio e non credo che i giocatori siano stanchi, vedrei d’evitare di dare dei “day-off” ad uno come Ramirez che è tra i pochi veramente incisivi, specie se il cambio è Craig che mi sembra che giri la mazza ad una velocità che potrei fare anch’io. Poi c’è il discorso Victorino : non so davvero come affrontarlo nel senso che è un giocatore che m’è sempre piaciuto e per il quale ho provato un rispetto sincero sin da tempi non sospetti, in difesa è sempre una sicurezza ma in attacco sembra proprio non averne più, brutti turni, anche come “pitch selection” non pare avere più l’occhio. Insomma … cosa fare ? Non possiamo retrocederlo in Triplo, potremmo solo tagliarlo, di sicuro appena torna dal leggero infortunio penserei ad un ruolo più defilato (quarto o quinto esterno), qualora poi Castillo si rimettesse in sesto e mostrasse segni di ciò che ha fatto decidere ai Sox di affibbiargli quel contratto pesante bisognerebbe davvero pensare anche a quel “designed for assignment” che nessuno vorrebbe considerare.

Ci si sposta quindi a Baltimore ed il mio auspicio per un pareggione in questa settimana comincia a traballare : nel 3-3 che avevo in testa c’erano due vittorie al Tropicana ed una a Camden Yards; i Rays, sebbene abbiamo ceduto alcune nostre nemesi storiche, continuano a dimostrarsi un osso duro da rodere, gli Yankees sembrano meglio del previsto (davvero ottimi in quel di Detroit), Toronto ha un attacco tosto … insomma duri in trincea e resistere, resistere ed ancora resistere in attesa di tempi migliori, d’altro parte non può durare che Mike Napoli abbia gli stessi RBI di Bartolo Colon … ho detto B-A-R-T-O-L-O-C-O-L-O-N !!!

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Un punto muove la classifica

Tipica frase del nostro calcio, specie di quello votato ad un sano catenaccio anni ’60. Io ho sempre detestato i pareggi, non a caso amo degli sport che il pareggio l’hanno abolito o non l’hanno mai concepito; il baseball, che è uno di questi sport, reintroduce il pareggio in un certo senso nelle serie con un numero di partite pari.

Ma, nonostante la mia idiosincrasia per i pareggi, questo 2-2 con gli Orioles lo porto a casa con una moderata soddisfazione, il risultato è ancora sub-judice visto che il match al Fenway deve essere ancora ufficialmente chiuso, ma lo do ormai per acquisito … e se qualcuno vuole darsi una toccatina sui gioielli di famiglia può tranquillamente farlo. Un pareggio che, come nel calcio dei Nereo Rocco ed Helenio Herrera, serve ai Sox per mantenere la posizione muovendo la classifica di quel tanto che basta per resistere in prima posizione, che a questo punto dell’anno conta poco o nulla ma fa morale.

Onestamente un motivo in più per accettare il pareggio con un mezzo sorriso è che, essendo sotto 2-1 e con Masterson schedulato sul monte per gara-4, ci stava di beccare la sconfitta 1-3. Già … ma perchè eravamo passati in svantaggio nella sfida ? Lo eravamo perchè, di nuovo, la nostra rotation s’è mostrata molto inconsistente, stavolta è stato il turno di Porcello di toppare in maniera clamorosa e già c’è chi comincia a dire che l’extention fattagli firmare sia stata eccessiva. Abbiamo capito che la stabilità di rendimento dei nostri “cinque” non è il massimo, comincio a credere che il problema non sia l’assenza dell’asso sulla quale stiamo discutendo da quando mangiavamo le caldarroste, ma la consistenza media del pacchetto.

Non so se cominciano ad esserci dei dubbi, ma m’ha fatto specie la partita di Buchholz l’altro giorno, partita fatta passare dai più come una buona partita. Io ho un concetto profondamente diverso per le buone partite, 11 valide in 6 innings sono tanta roba, sembra quasi che si stia tentando un’opera di auto-convincimento per inculcarci che le cose vanno meglio di quello che i nostri occhi percepiscono. Non lo so … fatto sta che il nostro team composto (in teoria) di ground-ball pitchers becca qualcosa come 15 HR (terza peggior squadra) e la media ERA dei partenti è (nettamente) la peggiore tra tutte.

Una attenuante, che mi pare conclamata, è che i nostri partenti restano sul monte un po’ troppo. Farrell continua a mostrarsi lento nei cambi, capisco che a questo punto dell’anno non si voglia sovraccaricare di lavoro un bullpen che ha comunque qualche punto interrogativo di troppo, ma fatto sta che anche ieri sera Porcello è uscito troppo tardi (almeno 2 uomini di troppo), cercando di lucrare un inning abbiamo affondato una partita che comunque sembrava un scialuppa avviata verso gli scogli.

Inizia quindi una nuova settimana on the road, la prima sortita verso i rinnovati Rays e poi rendiamo la visita agli Orioles nel sempre meraviglioso catino di Camden Yards; non so se sono stato colpito da una forma aggravata di “pareggite” ma portare a casa un onesto 3-3 da queste sei partite non mi sembrerebbe malaccio. A proposito … leggo proprio ora che gara-4 contro gli Orioles è stata dichiarata chiusa e quindi il pareggio con gli uccellini del Maryland è ufficiale. Dalla loro nuvoletta Nereo Rocco ed Helenio Herrera certamente approvano.

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Grasso che cola

Terza serie giocata e terzo 2 a 1 per noi … e sono sempre più convinto che sia un risultato che meriterebbe caroselli coi clacson, forse esagero ma il 6-3 che compare nella nostra classifica mi sembra un gran bel risultato, il nostro piano di battaglia mi pare chiaro : si tratta di resistere con questo personale arrivando a fine luglio in condizioni di classifica buone sperando di ricevere un boost da un affare nel mercato estivo o dalla crescita di qualche ragazzo dalle minors.

Già detto così sembra facile, l’attacco macina … eccome se macina, produce tanto, fa passare serate complicate a pitcher di primissima fascia ed è difficile da fermare perchè non è il classico team con un paio di punte ma è profondo nella sua pericolosità : Ramirez si diverte come un bimbo a Gardaland, Pedroia col polso nuovo è un terminator, Betts fa … il Betts e Holt fa … l’Holt; insomma da questo lato del campo il sole splende come meglio non potrebbe.

Già … ma c’è anche l’altro lato del campo. Chi ha avuto la pazienza di leggermi nei cinque anni di vita di questo blog ha certamente capito che io ho un occhio di riguardo per l’attacco. Che sia calcio, basket, baseball o anche lo storico ruzzolone, io credo che le squadre debbano essere costruite col 60% di attacco ed il 40% di difesa; solo che quel 40% di difesa ci deve essere, nel baseball quel 40% è rappresentato per la parte predominante dal monte di lancio e sebbene non mi aspettassi certo faville dallo staff assemblato quest’inverno, la realtà fino ad ora è anche peggio delle pur scarse mie aspettative; tanto per darvi qualche cifra spicciola prima di stasera i nostri starter erano posizionati al 23mo posto come media ERA e dopo la prova orripilante di Miley stasera dovremmo scendere ancora di parecchio … e fortuna che le squadre sono solo trenta sennò chissà dove arriveremmo.

OK … mi aspetto l’obiezione, ovvero che questi dati statistici sono molto volatili dato che abbiamo giocato ancora una parte infinitesimale della stagione. Vero … ed aspettiamo un attimo prima di tirare fuori sentenze già passate in tre gradi di giudizio. Però non possiamo nasconderci dietro un dito : fino ad ora … ripeto … fino ad ora quello che doveva essere il nostro punto debole si sta mostrando davvero tale e reggiamo grazie all’attacco e grazie ai regali che qualche benefattore ci fa, tipo ieri sera quando il meraviglioso Jerry Remy ad un certo punto ha urlato : “it’s Christmas Day !!!”

Quindi … alla fine mettiamo questo fieno in cascina che tornerà buono più avanti, un giorno di riposo e poi una serie importante contro gli Orioles, probabilmente una squadra un po’ più debole dell’anno scorso, il Cruz che sta facendo il fenomeno a Seattle è difficile da sostituire, ma una squadra che negli ultimi anni ha assunto il ruolo che avevano i Rays ovvero “quelli che fanno i fenomeni contro i Sox”

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