Cronaca di un atteso ritorno

A più di 16 mesi dalla firma di un contratto biennale da 38,5 milioni di dollari e 577 giorni dall’ultima apparizione in una partita della Major League, stanotte Lucas Giolito è salito sul monte di lancio per affrontare Toronto, nella sua prima partita di stagione regolare con la divisa dei Red Sox.

Giolito ha trascorso l’intera stagione 2024 nella lista infortunati, dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico al gomito, per un infortunio subito durante il training primaverile 2024. Anche quest’anno si è fatto male a primavera. Uno stiramento al bicipite femorale sinistro, subito durante la sua prima partita di allenamento, lo ha costretto a cominciare la stagione con un mesetto di ritardo. 

Finalmente l’attesa era finita ed ero molto curioso di vedere all’opera il giocatore le cui prestazioni, secondo me, potrebbero essere decisive per le sorti dell’intera stagione dei Red Sox.  Il responsabile del baseball Craig Breslow, in una delle sue prime mosse importanti dopo la sua assunzione, aveva ingaggiato Giolito puntando sulla solidità del suo curriculum sia riguardo le prestazioni che la salute, avendo lanciato 160+ inning nelle cinque precedenti stagioni consecutive. Diciamo che fin qui le aspettative erano state drasticamente deluse.

Tuttavia Breslow con il rafforzamento del pitching e Giolito ritorna in una squadra che coltiva ambizioni di post season, colmando l’ultimo buco fra i titolari di una rotazione che sembra all’altezza del compito. 

Vediamo com’è andata la sua partita, prescindendo, ove possibile, dalla rovente delusione per la conclusione della partita. Anticipiamo subito che i risultati sono stati migliori del previsto. Dopo cinque inning, Giolito, che era in total control del match, non sembrava affatto un lanciatore che non lanciava in una partita della Major League dal 1° ottobre 2023.

Entra in campo inning primo con la squadra in vantaggio per 2-0. Toronto sta giocando una partita di bullpen schierando sul monte il lanciatore destro Yariel Rodríguez, alla sua prima partita da starter. Per l’attacco di Boston ci sono le premesse per continuare a martellare come la notte precedente e dare un valido run support alla difesa. Purtroppo il primo punto per Boston va sprecato in circostanze insolite. Con 0 out, Duran in prima per BB, Devers trasforma il quarto lancio di Rodríguez in un lungo drive line drive sulla recinzione del campo destro. Si ha l’impressione che sia un batti e corri perchè, quando la mazza tocca, Duran è già a metà corsia. Probabilmente, non avendo potuto stimare la profondità della battuta, si attarda sul cuscino di seconda invece di proseguire nell’azione, così che quando la palla ritorna verso casa base, è in grande ritardo e viene facilmente eliminato. Un verò peccato che Duran abbia corso un rischio inutile, perchè il lanciatore avversario prosegue con WP e un balk, che portano a casa Devers, e concede una solo homer di Bregman. Il punto sarebbe comunque entrato ed ero  decisamente infastidito da questo misero punticino in meno, come se avessi saputo poi si sarebbe rivelato decisivo.

Giolito ha concesso un singolo in apertura prima di indurre Guerrero a alzare un pop up e di eliminare Santander per strikeout, trovando il limite della zona con una una bella palla veloce. Dopo aver concesso una base su ball a Springer, il più pericoloso battitore avversario, con una media oltre 400 proprio contro di noi, elimina un altro brutto cliente come Daulton Varsho per strikeout. Il conto dopo il primo inning è di 23 lanci: non pochi, me neppure troppi.

Nella parte alta del secondo inning Raffaela e Duran fanno quello che vogliono sulle basi, con la difesa di Toronto incapace di fermare le loro rubate. Il secondo doppio della serata di Devers fissa il punteggio sul 4-0. Comincio a pensare che Giolito ce la possa fare e che comunque, in caso di crisi, sarebbe entrato Whitlock rimettere le cose a posto.

Giolito ha dominato un secondo inning da 11 lanci, continuando a lavorare sui bordi della zona di strike con la palla veloce a 90 mph, resa ancora più efficace da un cambio di velocità eccezionale. Gran parte del merito va dato anche al ricevitore Narváez per averlo aiutato a destreggiarsi quando si è reso conto che il suo slider non atterrava dove voleva. Il nostro catcher era così abile nel pitch-framing che l’allenatore dei Blue Jays si è così tanto arrabbiato con le chiamate dell’arbitro capo da farsi espellere.

Dopo aver concesso due singoli all’inizio del terzo, Giolito si è immediatamente ripreso mettendo strikeout Guerrero con una palla a 96 mph, il lancio più potente della sua serata. Dopo un flyout, si è lavorato d’astuzia Springer, mettendolo K tre cambi di velocità consecutivi, contando sul fatto che Springer non si sarebbe aspettato che utilizzasse per tre volte lo stesso lancio che aveva toccato due volte in foul all’inizio del turno di battuta. Nei successivi due inning Giolito praticamente non fa vedere mai la palla agli avversari che vengono eliminati in ordine (con solamente 7 lanci nel quarto). 

Giolito è entrato nel sesto inning con il conto di 66 lanci, 47 strike, e un vantaggio di 6-0, perchè il suo compare Narváez aveva sbattuto una pallina nel secondo anello portando il punteggio sul 6-0. Sebbene il cambio di velocità rimanesse efficace, improvvisamente Giolito ha cominciato ad avere problemi di controllo. Dopo due eliminazioni rapide e essersi portato sullo 0-2 su Springer, Giolito improvvisamente si è spento e ha cominciato a non trovare più la zona. Springer ottiene la base per quattro ball, tra cui una al limite della zona di strike, chiamata “ball four”. Finire improvvisamente la benzina è una cosa che non avrebbe dovuto stupire, quando un lanciatore è la prima volta, dopo quasi due stagioni, che riesce ad andare così in profondità in una partita di Major League. 

Giolito se ne rende conto, si vede che è innervosito e spreca un po’ di tempo chiamando per consultazioni il ricevitore sulla collina. Cora tuttavia non è proprio pronto a reagire (mi aspetto a proposito un commento sarcastico di Davide), anche se dopo la partita ha ammesso che con la base concessa a Springer la partita ha svoltato, sembra proprio (almeno io non l’ho visto) che non ci fosse nessuno nel bullpen a scaldarsi, casomai fosse servito un pompiere. Varsho non si lascia sfuggire l’occasione e, ancora una volta sul conto di 0-2, manda il change up di Giolito negli spalti  sul destra-centro. Due lanci dopo  un altro cambio di velocità frutta a Kirk un altro homer. Giolito alla fine riesce a concludere l’inning, ma le mazze dei Blue Jays erano state rivitalizzate mentre le nostre erano già sotto la doccia. 

Finisce così la partita del trentenne lanciatore destro dei Boston Red Sox. Il ruolino riporta 3 punti concessi e guadagnati sul lanciatore, 5 valide e 2 basi su ball, con 7 strikeout. Ha lanciato strike ben 61 dei suoi 90 lanci (il 67,8%). Con questi numeri si può dire che Giolito ha messo la sua squadra in condizione di vincere con una partenza di qualità e avrebbe potuto essere un trionfo se lo avessero sostituito prima un po’ prima che subisse i due fuoricampo back to back che hanno posto le basi per il disastro prossimo venturo.

C’erano ancora motivi per essere ottimisti, ma Whitlock, che era in serie positiva sei partite consecutive senza subire punti e aveva registrato una ERA di 1.72 in 10 apparizioni come rilievo, non è riuscito a mantenere il vantaggio di tre punti, concedendo tre valide, incluso un fuoricampo da tre punti di Santander che ha pareggiato la partita. Alla fine abbiamo perso al decimo senza più avere l’opportunità di segnare e rammaricandoci ancora per quel misero e decisivo punticino sprecato all’inizio.

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Aggiustare Tanner Houck

Ho rinnovato l’abbonamento Netflix solo per poter vedere The Clubhouse. Non ho ancora avuto il tempo per finire la prima puntata che mi ha già catturato. Ero diffidente perché parlava di una stagione straziante dei Red Sox e temevo di infliggermi dolore inutilmente. C’è anche questo, ovviamente, ma i “dietro le quinte” che arricchiscono il contenuto valgono da soli il prezzo del biglietto, per così dire. Mi ha particolarmente incuriosito l’approccio innovativo portato da Andrew Bailey al pitching, basato anche su un uso spinto della tecnologia che permette di catturare e analizzare i movimenti corporei per individuare possibili criticità a innescare azioni correttive. In un’intervista Breslow, che è ha fortemente voluto dare quell’incarico a Bailey, rivela che fra i possibili lanci le fastball siano ampiamente sopravvalutate perchè invece statisticamente, contrariamente al senso comune, si dimostrano i lanci preferiti dai battitori avversari.

Questa cosa mi ha colpito perchè stavo raccogliendo fatti e opinioni sulle prestazioni di Tanner Houck che dopo 29,2 inning (inclusa la disastrosa partenza di sabato) registra la peggior ERA della rotazione 7,58 ERA, un FIP di 6,20, una BB% del 10% e una K% del 16,4%. Questo è molto deludente perché Houck proviene viene da un 2024 con convocazione allo SG ed è uno dei pilastri su cui si basa il successo dell’attuale stagione. E’ quindi naturale chiedersi perchè un giocatore con potenziale elevato, dotato di mix di lanci molto forte, sia così in difficoltà. 

Storicamente, la sua più grande debolezza è stata affrontare i mancini. C’è infatti una grande discrepanza nelle statistiche se si considerano i dati della carriera mancini vs destrimani: il FIP sale da 2.83 a 4.45, BB% dal 6% al 10%, K% dal 20% al 25%

Nel 2023, Houck introdusse un cutter come arma aggiuntiva contro i mancini migliorando di molto le sue prestazioni in quella stagione, con un xSLG di .378 (il miglior xSLG avversario tra i suoi lanci) e una percentuale di conversione da due strike del 27%. L’ha usata come palla veloce principale contro i mancini, lanciandola il 19% delle volte. Nonostante questo successo, Houck ne ha limitato significativamente l’utilizzo nel 2024, lanciandolo solo il 3% delle volte contro i mancini, e nel 2025 lo ha eliminato del tutto. Al suo posto, ha reintrodotto un four-seamer fastball nel suo repertorio, smentendo proprio quanto affermava il suo CBO l’anno scorso. Chissà perchè!?

Ci sono almeno due evidenti problemi con questa decisione. In termini di controllo la mappa termica disponibile su Savant mostra che che finisce sempre sopra la zona e quindi non può funzionare per cercare il K. L’utilizzo come chase pitch (cioè effettuato per far girare a vuoto il battitore) non è giustificato: dei 18 four-seamer che ha lanciato finora contro i mancini ha ottenuto solo uno swing and miss. Se i battitori vedono un lancio forte e alto possono tranquillamente lasciarlo passare.

Per quanto riguarda il movimento la four-seamer non è la più indicata con i mancini. Hock infatti ha un punto di rilascio della palla molto basso, con il braccio disteso quasi lateralmente rispetto al corpo. Con queste caratteristiche è molto più naturale ottenere un movimento est-ovest, tipico del cutter, rispetto al nord-sud della fastball. Inoltre, per quanto riguarda i mancini, il cutter tende a stringere verso l’interno. Accade esattamente il contrario della four-seamer che andando verso l’esterno risulta più facile da battere per un mancino e giustifica le statistiche decisamente peggiori.

La presenza di questi problemi necessariamente impatta  anche sulla qualità del piano partita. Il tasso di strikeout di Houck al primo lancio è del 63%, in linea con la sua carriera e rimane al di sopra della media MLB. Eppure, il suo tasso di strikeout è solo del 13% e il suo tasso di ground ball è al minimo dal 2021. 

Bisogna che Baley cominci ad adottare contromisure adeguate, aumentando il numero di lanci in cui sembra più efficace (in particolare sembra che debba aumentare l’uso dello splitter, riducendo parimenti l’uso del sinker e della sweeper), cercare di essere più imprevedibile e aumentare il numero di ground ball. Non possiamo permetterci uno spot 2 della rotazione così carente.

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Reversus a Bello

Mi sono un po’ defilato in questo inizio di stagione perchè mi è risultato veramente difficile trovare un filo conduttore per capire e commentare la poco decifrabile e per nulla narrabile stagione 2025 dei Red Sox. Alti e bassi, incoerenze, prestazioni altalenanti sono stati il fattor comune delle prime 26 partite durante le quali i nostri eroi sono stati spesso inguardabili (nonostante qualche protagonista ogni tanto sembri trovare un buon ritmo), a volte ingiocabili, ma sempre alla ricerca di una fisionomia e di una stabilità: siamo una squadra potenzialmente forte che stenta a trovare continuità o siamo una squadra mediocre che ogni tanto indovina la prestazione? L’incoraggiante situazione in classifica non aiuta rispondere a questo quesito perchè la division appare molto meno competitiva rispetto al passato, antagonisti per la vittoria come Toronto hanno appena inanellato 5L consecutive e questo contribuisce a camuffare il fatto che abbiamo giocato due serie con White Sox senza ricavarne molto.

In questa situazione è difficile fare delle previsioni e crearsi delle aspettative. Sembra sempre che le cose vanno un po’ peggio di quanto dovrebbero andare ed è difficile trovare le ragioni per un entusiasmo duraturo.

Certamente una delle possibili cause dell’attuale stato di cose è attribuibile alla carenza di partenti titolari nella rotazione e quindi il ritorno dalla lista degli infortunati sul monte di lancio di Brayan Bello, avvenuto nella notte di martedì, andava nella giusta direzione. Il compito avuto in sorte si presentava tutt’altro che facile dovendo affrontare un attacco dei Seattle Mariners in grande spolvero, arrivati ​​al Fenway Park con un record di 9-3 nelle ultime 12 partite, con una media battuta di .266 e un OPS di .822 in trasferta,

Già nel primo inning la partita di Bello iniziava in salita. Dopo aver concesso un solo homer a Jorge Polanco, Bello riempie le basi con una BB e due HP. Rowdy Tellez si presenta nel box con un out e batte una potente radente verso la prima base.Triston Casas cattura e assiste a Story, che rapidamente restituisce la palla. Bello, sopraggiunto in copertura del cuscino, è costretto a tuffarsi per prendere il tiro spostato verso il campo esterno e completare l’eliminazione. Nei replay sembrava che il piede di Bello potesse essersi staccato dalla base, ma i Mariners hanno lasciato esaurire i 15 secondi di tempo massimo per contestare l’azione e così l’inning si è concluso con un doppio gioco decisivo e tre uomini rimasti in base. Il fatto che sia riuscito a uscire da una situazione difficile, seppur in modo rocambolesco, potrebbe essere indicativo per il futuro.

Bello ha tenuto a bada i corridori in base nei successivi tre inning, sebbene, nel quarto, abbia dato qualche preoccupazione: con due out, dopo il lancio che concede la base a Mastrobuoni, Bello si tocca il polpaccio destro provocando l’interruzione del gioco. Dopo la visita del manager, Bello è rimasto in campo e l’inning si è concluso poco dopo con un colto rubando, a mérito del nostro ricevitore Carlos Narváez ha chiuso l’inning. (Anche se Bello ha mostrato ancora fastidio nel seguito non si prevede che il fatto provochi un nuovo inserimento in IL, anche se il giocatore verrà rivalutato).

All’inizio del quinto inning, con il conteggio dei lanci già a 76, Bello concede un doppio con un out e una base per ball prima di far eliminare al volo sulla sinistra un pericoloso battitore come Cal Raleigh, già autore di 9 HR.  A questo punto, con la partita ferma sul 2-1 per la squadra di casa, arriva al piatto l’ex Tampa Bay Randy Arozarena, con il conto di Bello vicino ai 100 lanci. Vi suggerisco di andare a vedere il pitching duel che ne segue perché è stato molto emozionante. Bello tenta dapprima di lavorarsi l’impetuoso Arozarena con dei lanci fuori, ma l’avversario è disciplinato e, sul conto di 3-1, Bello è costretto a entrare decisamente nella zona. Si tratta di una grossa opportunità per Seattle, ma la palla è lasciata passare e siamo sul conto pieno. Il lancio successivo è basso e esterno, Arozarena, che questa volta gira la mazza e sembra abbia abboccato, riesce comunque in extremis a sprizzare la palla in foul. Bello, che si era già avviato verso il dugout, smaltisce la cocente delusione trasformando la camminata in una sequenza di salti, sempre più in alto, mentre sotto la collina deve invertire la marcia. Non è usuale per un professionista lasciar trapelare in maniera così evidente le sue emozioni. Tutto questo però non sembra abbia influito più di tanto sulla concentrazione, visto che Arozarena gira a vuoto lo slider successivo, piazzato proprio sul filo superiore della zona, e incassa il terzo strike che conclude l’inning.

Bello ha chiuso con 97 lanci, 51 strike e sette swing and miss. In cinque inning, Bello ha concesso un solo punto al potente attacco di Seattle, subendo quattro valide con tre basi per ball e tre strikeout, aiutando i Red Sox a battere i Mariners per 8-3. Non è stata la sua prestazione migliore, ma, per essere stata la sua prima partenza stagionale, possiamo dire che ha gestito bene la situazione.

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Inguardabili

Domenica sera, dopo aver sweeppato i Cards, l’intera squadra dei Red Sox è stata rapita dagli alieni che hanno sostituito ogni giocatore originale con delle brutta copie, degli androidi malfatti incapaci di simulare i più semplici fondamentali del gioco, evidentemente dotati di un sistema AI, appena all’inizio del suo periodo di autoapprendimento.

Dopo aver segnato 13 punti venerdì e 18 punti nella seconda partita della doppia sfida domenica, l’attacco dei Red Sox è scomparso. Hanno segnato solo otto punti in quattro partite contro Toronto e hanno evitato di essere travolti solo con la collaborazione degli avversari, i quali hanno contribuito a una penosa sagra degli errori.

Nella debacle non è coinvolto Devers. Sebbene abbia iniziato la stagione nel peggiore dei modi, 0/ 21 e 15 strikeout nelle prime cinque partite, ha trovato il suo ritmo. Da quella prima settimana erò, ha chiuso con un 15 su 35 (.428) con un fuoricampo, cinque doppi e otto punti battuti a casa. L’attacco nel suo complesso, come la squadra, è stato discontinuo. Gli strikeout si sono accumulati questa settimana, con 14 mercoledì e 12 martedì. Giovedì ne hanno aggiunti altri 10, e sono in testa alla MLB con 135.

Tuttavia quello che è successo ieri contro i ChiSox lascia pochi dubbi sul fatto che vediamo all’opera una squadra contraffatta. Affrontavamo la squadra detentrice del record MLB di 121L in una stagione, venivano da otto sconfitte consecutive. Nessuno aveva dubbi che i Sox sbagliati erano la squadra giusta da affrontare per ritrovare forma e entusiasmo, eppure e il loro partente, Davis Martin, che iniziava la partita con una media PGL di 4.71 in sole 27 partite della Major League, è stato dominante nei primi sei inning, concedendo quattro valide e mettendo a segno sei strikeout. Per fare questo gli sono bastati solo 83 lanci in sei inning prima di uscire a metà del settimo. Semplice come tagliare un panetto di burro con una lama calda.

Gli imbarazzanti avatar dei Red Sox hanno commesso cinque errori, concesso sei punti non guadagnati, ottenuto solo sette valide e chiuso con un 1 su 9 con RISP. Da lunedì la squadra ha messo a segno solo nove punti (1,8 a partita).

Triste in particolare la prestazione di Triston Casas che di fatto, da solo, ha messo fine alla partita al quarto inning. Con un out e un uomo in prima, già in svantaggio per 2-0, Narváez ha battuto una palla a terra sulla prima base, dandogli la possibilità di chiudere l’inning con un doppio gioco. Casas però ha perso la palla nel trasferimento dal guanto e ha pasticciato abbastanza a lungo da non riuscire a fare l’out sulla base forzata. Chicago ne ha approfittato mettendo a segno tre valide consecutive con due out, portandosi sul 6-0, per poi vincere 11-1 nella partita d’apertura della serie al Rate Field.

All’errore di Casas vanno aggiunti quelli di Winckowski e Rafaela, oltre a due falli di interferenza attribuiti al ricevitore Blake Sabol. È la prima volta che i Red Sox commettono cinque o più errori dal 21 agosto 2021, e questa proprio non è la statistica giusta per supportare un mediocre Sean Newcomb, che spero possa tornare presto in tripla A per lasciare spazio a un partente titolare. Perdere contro i White Sox è già abbastanza brutto, non c’è motivo per renderlo imbarazzante. Ora dobbiamo vincere le prossime due partite per andare a Tampa con un minimo di possibilità di riportare a casa la pelle.

Con Connor Wong fuori gioco per il prossimo futuro a causa di una frattura al mignolo, i Red Sox hanno raggiunto un accordo per un contratto di minor league con il ricevitore Yasmani Grandal. Grandal è ancora considerato uno dei migliori ricevitori difensivi della lega, classificandosi tra i primi 10 nella classifica difensiva la scorsa stagione con i Pittsburgh Pirates. Carlos Narvaez ha giocato per la maggior parte del tempo dopo l’infortunio di Wong. I Red Sox hanno anche richiamato Sabol dal Worcester di Tripla A, ma Cora ha affermato che Narvaez sarebbe stato il ricevitore principale.

Il trentaseienne Grandal ha battuto .228 con un OPS di .704 in 72 partite la scorsa stagione. Era free agent in questa offseason ed era considerato l’opzione migliore rimasta sul mercato. Dato che non ha partecipato al training primaverile con nessuna squadra, probabilmente avrà bisogno di almeno un paio di partite prima di poter dare una mano. Sapevamo di avere un problema con il ricevitore, ma speravamo che non fosse così evidente così presto.

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Una sosta rigenerante

Lunedì scorso, all’inizio di questa settimana (o della settimana scorsa se guardate le cose da oltre atlantico),  una squadra in rotta, con un lineup affetto da insufficienza cronica nei suoi migliori elementi, una rotazione falcidiata dagli infortuni per 2/5 (o forse per 3/6), si presentava a Baltimora schierando sul monte un esordiente, che riusciva a concedere quattro punti prima di a lanciare il primo strike.

L’attacco rendeva di nuovo contendibile il match, mettendo assieme 3 RBI negli inning successivi su un partente degli Orioles non proprio in grande spolvero. Tuttavia i buchi di continuità nell’ordine di battuta, Devers in primo luogo, hanno impedito ai nostri di recuperare, fino quando il disastroso ingresso di Slaten all’ottavo, metteva fine alla partita.

Quando la situazione sembrava critica e il manager mostrava piccoli segnali di panico, con alcune mosse schizoidi, giustamente stigmatizzate anche dalla bacheca, come spesso succede nel baseball, le sorti si sono repentinamente capovolte. Il calendario per martedì prevedeva un inconsueto rest day in trasferta per i Red Sox e qualcosa dev’essere successo, perché da quella sosta sono tornati rigenerati.

Certo grande merito per il successo di mercoledì va dato a Garret Crochet, il cui contratto era stato esteso un paio di giorni prima. Una prestazione di dominio assoluto: otto inning, quattro valide, una base su ball, nessun punto subito e otto strikeout, con oltre 100 lanci all’attivo. Tutto questo contro l’attacco, tutt’altro che scarso, della franchigia che dobbiamo battere per accedere ai play off (così almeno dicono quelli bravi che fanno le previsioni). In attacco su tutti Trevor Story 3/4 con il suo primo fuoricampo della stagione e da evidenziare i due singoli di Ciccio Devers che finalmente che si sblocca.

Nel rubber game del giovedì la prestazione poco soddisfacente di Houck, rimasto sul monte per soli 4 inning, è stata ampiamente oscurata da un attacco di nuovo efficace, che ha toccato duro i lanci avversari con una sequenza di 2RBI homer da parte di Bregman poi Campbell e infine Casas. Diventiamo consapevoli del fatto che i Red Sox hanno un attacco pericoloso dal primo all’ultimo uomo (o quasi). Certo siamo ancora molto molto distanti dalla forza che possono mettere in campo alcune squadre della National League West Division, ma sulla costa est possiamo farci valere. Il bullpenn, a partire da Kelly, che veniva dato come il reparto più debole, non ha mai deluso e, in questa occasione, ha completamente silenziato gli Orioles.

Ha un andamento analogo la vittoria nell’opening day casalingo il venerdi contro STL. Per il manager si tratta della prima volta che vince all’esordio con i Red Sox, dalla sua prima stagione del 2018, in quanto nel 2020, nel campionato dalla pandemia, Cora era in castigo a Portorico.

In questa circostanza l’attacco è stato ancor più esplosivo del giorno precedente tanto che già nel primo inning tutti i giocatori del lineup sono andati al piatto e il punteggio veniva fissato sul 5-0. Un big inning in cui hanno battuto valido cinque dei primi sei battitori, fra cui Trevor Story e Abreu autori di due fuoricampo consecutivi. Nel seguito l’attacco ha continuato a martellare con altri quattro inning multi-run, mettendo a segno 13 punti consecutivi, frutto di 16 valide complessive con sette giocatori multi-hit  

Tuttavia non è stato un massacro perché nella sua prima partita in casa Walker Buehler è stato piuttosto fallimentare. Nonostante abbia avuto un buon inizio e abbia potuto usufruire di un largo run support, nel quarto ha iniziato ad entrare in affanno, consentendo ai Cardinals di rifarsi sotto quando, dopo un doppio di Arenado e un singolo di Burleson, Herrera ha sparecchiato, per proseguire nel quinto, quando il solo homer di Donovan ha fissato il punteggio sul 6-5. 

Buehler ha terminato la partita concedendo 5 ER e sette valide (2 HR) in cinque inning completi di gioco. In due partenze indossando l’uniforme dei Red Sox, ha ottenuto un’ERA complessiva di 8,68 estremamente insoddisfacente, rispetto alle aspettative riposte in lui.

Devers, sorvegliato speciale per il prolungato slump di inizio stagione, ha avuto una buona giornata raggiungendo la prima base quattro volte, 2 BB e 2 singoli nelle sue prime due nel sesto e settimo inning (nelle sue ultime tre partite, Devers ha raggiunto la base otto volte).

Il ricevitore di riserva Carlos Narváez, che ha difeso il piatto per il secondo giorno consecutivo, è stato autore di una confortante prestazione offensiva, raggiungendo la base quattro volte. Nel terzo con due out, ha aggiunto un insurance run con un singolo RBI, portando a casa Campbell che si trovava in seconda . Dopo due basi su ball, Narváez ha battuto un doppio RBI, abbastanza profondo da sbattere sulla recinzione al centro. Narváez sta battendo .400 dopo aver stabilito i massimi della sua carriera in valide, RBI, basi su ball e avanzamento sulle basi. Molto confortante visto che questi sono numeri che Wong stenta a realizzare.

Con il punteggio di 13-6 i Cardinals sembravano domati all’inizio del nono così Cora ha pensato bene di far esordire Cooper Criswell al posto di Bernardino per chiudere l’incontro. Dopo il primo out, Winn alza un pop up verso l’esterno destro che non riesce ad intercettare perché il giovane e esuberante seconda base tenta, senza successo, una presa al volo fuori posizione. Sono un po’ dubbioso sulla chiamata del classificatore che non gli addebita l’errore, ma forse si trattava di un errore mentale non punibile: la presa che Campbell ha tentato richiedeva più di uno sforzo ordinario, mentre il fatto che forse la sottraesse ad un compagno meglio piazzato non rileva

Comunque l’appuntamento con l’errore è appena rimandato al turno successivo, quando Nootbaar gli batte una facile rimbalzante sul guanto, ma Campbell perdeva la palla in modo goffo nel trasferimento. Una riuscita banale assistenza in seconda base, con Winn a metà corsia, avrebbe prodotto quasi sicuramente un DP. 

Tutto questo non deve aver fatto piacere a Criswell, che si sarebbe volentieri avviato a fare la doccia e ora deve gestire due uomini in base con un out. C’era tensione in quel momento nell’aria a casa mia, che con l’età divento sempre più apprensivo. Il fatto che i battitori successivi, Contreras e Donovan, trovavano due singoli RBI consecutivi sull’esterno centro, portano il punteggio sul 13-8, non contribuisce a tranquillizzarmi.

Tocca ora ad Arenado, un nome circolato in alternativa a Bregman per il posto di terza base, e gli interni si riuniscono in un piccolo meeting sulla collina, durante il quale tentano di rassicurare Criswell. Intanto però Cora, ad ogni buon conto, fa scaldare Aroldo. 

Arenado, dopo averci fatto sobbalzare alzando una palla in foul sulla sinistra, gira un line drive in batti e corri su Bregman. Il terza base intercetta la palla, si gira, si coordina ma a questo punto, inspiegabilmente, assiste in seconda del tutto fuori dalla portata di un Campbell disturbato anche dal corridore in arrivo. Secondo errore dell’inning per una difesa Red Sox tornata per un attimo sui livelli del 2024. Chapman subentrato a freddo concede una base a Baker dopo un lungo pitching duel, così che Herrera, che prende posto nel box, rappresenti il potenziale punto del pareggio. Sul conto di 1-1 Herrera tocca lo slider di Chapman direttamente nel guanto di Bregman, che questa volta non ha difficoltà ad avviare il Doppio Gioco 5-4-3 che chiude l’incontro, riportando i Red Sox a quota 500 in classifica.

Ieri la pioggia ha costretto Saint Louis a un rest day in trasferta. Speriamo che su di loro non abbia lo stesso effetto.

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Campebellmania

La carriera in Major League Kristian Campbell è iniziata da pochi giorni, nessuno si sarebbe meravigliato di un periodo di rodaggio, e invece è entrato subito nelle partite, portando una sana e abbondante carica agonistica, impressionando sia in battuta che in campo, nonostante la sua tenerà età infiere ai 23 anni.

In 4 partite, Campbell ha totalizzato 6 su 14 al piatto, incluso un 2 su 3 sabato, quando ha realizzato il suo primo HR in carriera, seguito da un doppio nel turno successivo. In particolare il fuoricampo verso sinistra-centro nel quarto inning di gara 3, ha raggiunto una distanza di 431 piedi, con una velocità di uscita di 112 mph: la palla più dura battuta da qualsiasi giocatore dei Red Sox in questa stagione.

Nelle tre partite passate a presidiare il cuscino di seconda non si è fatto notare per sbavature nellw manovre, ostentando una accresciuta fluidità nei movimenti rispetto a quello che si era visto durante gli spring training, quando aveva sostenuto numerose sessioni all’inizio dell’allenamento, per rafforzare la sua meccanica nei doppi giochi e nelle assistenze. Evidentemente con buon profitto. 

Nella partita di sabato Cora lo ha spostato nel campo sinistro per portare Hamilton in seconda. Alla sua prima giocata in questo ruolo, è stato autore di una presa da urlo. Con due on e due out, nella parte bassa del primo, Garcia ha toccato una profonda volata a sinistra. Campbell è scattato verso il punto di caduta e poi si è tuffato realizzando una presa Impossibile (Statcast la daa al 15%).  L’ha presa nel guanto, ma sfortunatamante quando ha toccato terra, la palla è uscita fuori dal guanto, consentendo ai due giocatore in base di segnare i 2 punti che alla fine hanno determinato la L attribuita a un Buehler da rivedere (4.1 IP, 7H, 4 ER, 1 HR, 3K, 0 BB, 1 HBP). 

Si dice che tutto questo non sia stato accolto con indifferenza dal Front Offce: Campebell ha confermato l’avvio di trattative per l’estenzione del contratto. Trattative che vanno avanti anche per Crochet, per lo stesso motivo. Dopo l’estenzione di Raffaela i Red Sox sembrano impegnati in questa pratica per estendere precocemente il controllo delle giovani promesse, invece di aspettare e vedere come va, come si faceva di solito. Questa pratica rischiosa evidentmente è indotta dall’insicurezza generata da vicende del passato, quando non siamo riusciti a trattenere, per mancanza di budget adeguato, giocatori su cui avevamo tanto investito.

È da un po’ che i Red Sox non vedono un battitore così giovane distinguersi all’inizio della stagione. Il record in battuta di Campbell è il migliore fra i giovani dai tempi di Xander Bogaerts nel 2014, ma non è stato lui il più prolifico della serie, anche se con lui non sono in corso trattative contrattuali. L’esterno destro WilyerAbreu ha realizzato 7 valide su 10 turni alla battuta, di cui 2 doppi e 2 HR (che ci hanno fruttato l’unica W nell’opening day), ha segnato 5 punti e ne ha battuti a casa 6, ha incassato 5 BB e senza nessun K e trovato anche la maniera per rubare una base. Questo il suo slash mostruoso. .700/.800/1.500. 

Visto che tutti le sconfitte sono arrivate di misura, magari sarebbe bastato una prestazione ordinaria della parte alta del lineup per ottenere qualcosina in più. Invece Cicco Devers è stato un disastro totale: zero su 16 con 12K. 12K: record negativo MLB di tutti i tempi. Ha toccato il cuscino di prima solo due volte, per altrettante BB, con un RBI per punto forzato. Ragazzi, se questo è il contributo dato alla causa da quello che è considerato il giocatore simbolo della franchigia, abbiamo un grosso grosso grasso problema. 

Purtroppo non è neppure l’unico problema a cui l’Hitting Coach Peter Fatse dovrà dare una risposta: Casas 1/16 con 9K, Story 1/11 con 3K, Wong 1/12 con 4K, Rafaela 1/12 con 2K completano un quadretto desolante. Bregman .235 Duran . 250, non si elevano al di sopra di un’aurea mediocritas, inferiore alle aspettative. Anche Hamilton, che dovrebbe farsi trovare pronto dalla panca quando gli viene data una chance, a picchiato un orribile 0/7, in due partite.

Sembra impossibile che si possa trovare un rimedio in tempi brevi e già la squadra è volata a Baltimora per affrontare i rivali di divisione da battere per un posto nei play off. Rivali reduci da una vincente trasferta in Canada. 

Eppure le cose non erano iniziate male, con la vittoria del secondo Opening Day a guida Cora. Prima di questa partita, i Red Sox ne avevano giocate ben 336, senza che un solo lanciatore riuscise a superare le 100 miglia orarie. L’ultimo, 23 settembre 2022, era stato Kaleb Ort. 

Nel giorno di apertura Crochet ha infranto questo limite, anche se era apparso molto più dominante in primavera. Alla fine ha concesso due punti su cinque valide e due basi su ball, mentre ha eliminato al piatto quattro uomini in cinque inning. Negli inning iniziali ha avuto problemi di controllo arrivando a 47 lanci in due inning. Nelle interviste finali ha ammesso che questo è stato frutto anche dell’emozione per l’esordio: cercava di fare tutto da solo, cercando swing-and-miss che non arrivavano. Più avanti nel gioco, ha iniziato a fidarsi della difesa lanciando, il più possibile nella zona ed ha chiuso con 88 lanci, di cui 61 strike. Può fare meglio, molto meglio. 

Cora si è rivolto a Garrett Whitlock per un rilevo lungo di due inning nel sesto e nel settimo, prima di chiamare Chapman in un punto chiave dell’ottavo e Slaten per chiudere la partita. Il bullpen è stato il reparto che ha dato le migliori prestazioni nella serie, peccatto che non abbia più avuto la possibilità di difendere ancora una volta, una situazione di vantaggio. Avremmo avuto questa occasione in gara 4, ma, come vedremmo, è stata mancata.

Nella partita successiva Tanner Houck ha esordito con una prestazione così poco brillante da essere preoccupante. I numeri dicono che con 89 lanci (55 strike), ha concesso quattro punti, sette valide, tre BB e due K, e due solo homer allo stesso Jonah Heim, quando in 30 partenze la scorsa stagione gli HR concessi erano stato solo 11.  Il raffronto con il passato è inivitabile con uno che è stato All Star. Quando Houck era al suo meglio, riusciva a trovare regolarmente la zona con lo splitter e questo gli permetteva di ottenere numerosi whiff. In questa occaione ha lanciato 19 splitter, di cui solo quattro nella zona senza nessun swing and miss. Preoccupante!

Mentre Houck potrebbe essere stato addirittua fortunato, nel senso che poteva incassare ancora più punti, non altrettanto si può dire di Buehler in gara 3. Sebbene sia stato tutt’altro che brillante, non ha commesso errori macroscopici, ma quelli ordinari gliene hanno fatti pagare a caro prezzo. 

Alla fine il lanciatore che ha più impressionato è stato il rookie Richard Fitts. È stato così bravo che Cora lo ha lasciato sul monte nel sesto inning e non è andata a finire bene. Dopo essere uscito con un solo punto al passivo in una situazione di basi cariche e nessun out nel secondo, Fitts ha ottentuto una sequenza di 12 battitori eliminati, riuscendo a completare il quinto con solo 56 lanci. 

Nella parte alta del sesto eravamo passati in vantaggio 2-1, grazie a un doppio RBI di Wilyer Abreu e all’errore di lancio di Ezequiel Duran. All’inizio della parte bassa del sesto toccava andare nel box al cuore dell’ordine di battuta dei Tangers, per la terza volta nella partita ed era chiaro che sarebbe stato un un punto di svolta. Cora tuttavia ha dichiaratodi averlo visto dominanre e non aver minimamente considerato il cambio, chiamando magari lo stesso Withlock di gara 1. Quindi Fitts, alla sua quinta partenza nella major league, ha preso di nuovo la palla e Cora non ha preso nessuna precauzione per tornare su questa decisione dopo che, appena 4 lanci dopo, Wyatt Langford,  con un solo homer uscito di misura sul campo destro, permettesse a Texas di pareggiare la partita. Dare fiducia a Fitts poteva essere una mossa valida per il prosieguo della stagione, ma magari, con un po’ cambio più tempestivo, avremmo impedito al solito Garcia di decidere la partita. Il solito senno del poi.

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Che lo spettacolo cominci …

Questo era il titolo Posted on 30/03/2011 by pberti. Era la prima stagione di questo Blog  e anche allora eravamo alla vigilia di un esordio in Texas con i Rangers. Le analogie finiscono qui. Allora i Red Sox guidati dalla premiata ditta Epstein Francona, iniziavano la stagione come franchigia favorita, potendo schierare giocatori come Adrian Gonzalez e Jon Lester. Fu un disastro. I nostri furono sbaragliati in tutte e tre le partite della serie e continuarono beccando una sweep anche nella successiva serie a Cleveland. 

Quattordici anni dopo la situazione è completamente ribaltata. I Rangers, campioni 2023, con il comeback di Bruce Bochy, uno dei manager più talentuosi che abbia mai visto all’opera, hanno avuto una stagione post titolo piena di infortuni (il CF Evan Carter e il terza base Josh Junge) e prestazioni insufficienti (il RF Adolis García e il 2B Marcus Semien). Queste avversità  li hanno tenuti fuori dai playoff e ora sembrano proprio ansiosi di prendersi una rivincita. Le prospettive sembrano esserci tutte, tanto che molti li quotano come la migliore compagine AL, inferiori solo a Dodgers e Braves per la corsa al titolo.

Più modestamente i Red Sox sono in corsa per apparire di nuovo sul palcoscenico a Ottobre, da cui latitiamo da 5 anni consecutivi. Quelle passate sono state stagioni deprimenti dal punto di vista sportivo, ma questo non ha scosso la positiva visione della vita di Mr. Henry, visto che la scorsa stagione i Sox sono stati i migliori nel baseball in termini di profitto, incassando 120 milioni di dollari di reddito operativo, il 50% in più rispetto alla seconda squadra più redditizia.

Per questa stagione gli investimenti sono aumentati, non tanto da sanare tutti i punti critici mostrati dalla formazione, ma abbastanza per renderci di nuovo elettrizzati alla vigilia di un opening day.

Questa dovrebbe essere la formazione che scenderà in campo nella prima partita:

  1. Jarren Duran , LF
  2. Rafael Devers , DH
  3. Alex Bregman , 3B
  4. Tristan Casas , 1B
  5. Trevor Story , SS
  6. Connor Wong , C.
  7. Wilyer Abreu , RF
  8. Kristian Campbell , 2B
  9. Cedanne Rafaela , CF

Devers è la star della formazione e la presenza alle sue spalle della grande mazza di Bregman dovrebbe dargli la massima possibilità di brillare in attacco. La presenza di Kristian Campbell, il prospetto n. 7 della Pipeline MLB, rappresenta la scommessa per rendere il lineup equilibrato e pericoloso anche nella parte bassa.

Sul monte partirà Garrett Crochet, atteso alla prima stagione dove conteranno i successi e non sarà avvicendato al quinto, come quando stava sul catalogo vendite dei White Sox. Ha avuto una primavera brillante durante la quale ha ottenuto un’ERA di 0,57 con 30 strikeout in 15 2/3 inning nelle sue cinque partenze, mostrando una fastball regolarmente sopra i 90 mph, abilmente mescolata da sinker, cutter e sweeper. Scopriremo vivendo la sua stamina quando dovrà effettuare 100 lanci ogni 5 giorni, per alcuni mesi. 

Cora ha scelto Aroldis Chapman, che ha tenuti gli avversari a una media di .120 con 14 strikeout in 7 1/3 inning, come closer per iniziare la stagione. Credo che la decisione sia stata un ripiego e presa con poco entusiasmo, ma obbligata per mancanza di alternative vista la deludente primavera di ​​Liam Hendriks. E’ una grande preoccupazione perché il ragazzo sembra privo di cervello e non ha la più pallida idea su dove finirà la palla che sta lanciando. Almeno questo è quello che pensavo di lui quando giocava altrove e sono ansioso di essere smentito. Justin Slaten, Garrett Whitlock e Justin Wilson sono i principali rilievi pronti a scendere in campo in caso di partita in bilico.

Bruce Bochy ha detto che l’attacco non sta ancora funzionando a dovere, anche se diversi giocatori chiave sembrano aver trovato il loro ritmo proprio nell’ultima settimana di gioco della Cactus League. Effettivamente se Joc Pederson è stato il migliore ad andare lungo con solo quattro fuoricampo, il massimo della squadra questa primavera, Corey Seager ha realizzato uno slash di .412/.565/.941 con due HR, due doppi e otto RBI, nelle ultime 8 partite. In 10 partite questa primavera, l’esterno Wyatt Langford ha realizzato .481/.548/.815 con due HR e sette RBI. Dopo un inizio lento anche il seconda base Marcus Semien ha avuto un OPS di .837 nelle sue ultime nove partite.

Tutto questo comunque è scritto sulla sabbia, vista la scarsa affidabilità delle statistiche primaverili. Tanti auguri a tutti noi!

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Playoff notes

Stanotte i Phillies sono stati eliminati. Erano la squadra data per favorita nei pronostici giornalistici ed anche la mia preferita fra quelle andate ai playoff. Purtroppo per loro il caso li ha messi di fronte al cavallo entrato di rincorsa fra i canapi che gode spesso di un vantaggio competitivo. Sto parlando evidentemente dei Mets che hanno raggiunto i playoff vincendo gara 162 ad Atlanta e, avendo perso la successiva, determinando l’inopinata esclusione di Arizona. Un destino analogo sembrano avere anche i Tigers, cioè la squadra che gioca i playoss al posto nostro in AL. Sapevatelo!

Non sono tuttavia molto abbattuto della eliminazione perchè questa era questa la NLDS dei buoni e, dal mio punto di vista, anche i Mets sono una squadra “simpatica”, perchè è l’altra franchigia di NYC, opposta all’Impero del male, e ingaggia giocatori che ho molto apprezzato nel passato. Mi riferisco specificamente a Iglesias, guanto eccezionale, cresciuto nei Red Sox all’inizio degli anni 10, tagliato fuori dalla seconda base da Pedroia, ma troppo bravo per scaldare la panca. E’ tornato con noi nel ‘21 e ci avrebbe fatto comodo anche quest’anno, quando è riuscito a progredire a livelli altissimi e incredibili con la mazza, dato che abbiamo giocato un’intera stagione senza un seconda base di ruolo.  

Nella NLDS dei cattivi, gli odiosi puffi stanno pareggiando 2-2 con i San Diego Padres, che normalmente sarebbero i meno peggio, se non avessero ingaggiato quel criminale di Manny Machado e quindi devono morire tutti fra grandi tormenti. Stanotte i Dodgers hanno vinto un elimination game,  approfittando di un Mookie Betts che, finalmente, ha trovato il modo di battere valido durante una post season e schierando  come opener, un eccellente Brazier che da noi era un ectoplasma.

Riguardo i lanciatori che avrebbero voluto restare a Boston. ma ci siamo lasciati sfuggire dalle mani, ho trovato sulla rete questo simpatico elenco:

  • Jeffrey Springs – che ha trovato il successo a TB ed è stato scaricato dopo 16 partite
  • Martín Pérez – E’ diventato un all-star, 12-8 2.89 ERS, 10-4 (WS) e 3-1 con SD
  • Nathan Eovaldi – 12-5 (all-star) Playoff ed eroe del WS; 12-8
  • Ryan Brasier – 2-0 0,70 ERA in 39 partite l’anno scorso
  • Eduardo Rodríguez – 13-9 3.30 l’anno scorso
  • Michael Wacha – 14-4 3.22 ERA nel 2023; 13-8 3.35 ERA nel 2024
  • John Schreiber – 59 partite 3,66 ERA
  • Matt Strahm – 9-5 3.29 ERA nel 2023; 6-2 1,87 ERA nel 2024
  • Chris Sale – Vincitore della tripla corona 2024: 18-3 2.38 ERA 225 KO

Ve l’ho messo perchè non era giusto che soffrissi solo io

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Che vitaccia!

Se tenere aperto questo blog fosse una professione, anche ben retribuita, sarebbe comunque una delle più frustranti in circolazione. Il fatto che invece si tratti di una passione coltivata a titolo gratuito, rende le cose ancora più deprimenti. 

Siamo a quattro gare dalla fine della stagione e i maledetti Red Sox hanno infilato una serie di 4 vittorie consecutive che tengono accesa la speranzucola che loro stagione regolare porti ancora a un insperato accesso ai play off. Sia chiaro: punto 1 non accadrà, punto 2 qualora accadesse non cambierebbe il giudizio su una stagione evidentemente non soddisfacente.

Uso questo termine anodino perché è stata una stagione dove hanno vissuto fianco a fianco diverse situazioni dichiaratamente contraddittorie e incompatibili, che meritano di essere esaminate e discusse.

Tuttavia, preliminarmente, occorre accettare un presupposto senza il quale ogni discussione sarebbe vana: sebbene la loro screditata comunicazione sostenga il contrario, l’unica cosa che è diventata maledettamente chiara e incontrovertibile in questa stagione è che a FSG e a John Henry non importa più niente di vincere, soprattutto di vincere un altro campionato. Vorrei che la smettessero di parlare di acquisizioni prestigiose, di stagioni di svolta e quant’altro. Soprattutto, dopo che abbiamo visto questo film andare avanti per 5 anni di fila con lo stesso deprimente finale, dovremmo noi smettere di andare loro appresso. Bisogna semplicemente accettare che la proprietà non spenderà ciò che è dovuto per ottenere i lanciatori e le mazze necessarie per competere ad alto livello. E nessuno può farci nulla!

Avendo allevato, Dio mi perdoni, un calciofilo fra le mie pareti domestiche, mi è capitato di vedere in una trasmissione di commento, mi pare su Sky, un tizio che in maniera convinta e consapevole affermava che “.. il calcio non è dei presidenti, il calcio appartiene dei tifosi…”. Dico davvero, lo giuro! Diceva proprio così. E gli astanti, lungi dal ridergli in faccia, assentirono in modo grave.

Non voglio certo abbattere le loro certezze, ma sono abbastanza convinto che non funzioni funzioni così. Anche laddove un diffuso malcontento genera conseguenze pratiche, dirottando spettatori nel palazzetto dei Celtics, campioni del mondo, o allo stadio dei Patriots (non come pagare il biglietto e entrare mezzoretta dopo!), il parere dei tifosi viene comunque  bellamente ignorato.

Quindi siamo qui ancora una volta a piangere per ciò che poteva essere e non è stato. Addirittura è ancora peggio: quest’anno la squadra messa in campo era decisamente più forte di compagini come Kansas City, Minnessota o Detroit. Decisamente più forte. Il fatto che non siamo comunque andati ai playoff dipende da numerose circostanze che analizzeremo nelle prossime settimane (avremo purtroppo molto tempo per le chiacchiere), ma il roster era competitivo per il terzo posto della WC.

Il problema però è che per me, questo livello è insoddisfacente. Io non voglio che i Red Sox battano Kansas City, Minnessota o Detroit (chi se ne frega di questi), voglio che competano per il titolo mondiale, come è capitato all’inizio di questo secolo. Purtroppo dovrò continuare a fare docce fredde (e questo lavoro ingrato) fino a quando o la proprietà cambi atteggiamento e propensione alla spesa o arrivi un’altra proprietà con migliori intenzione e i mezzi per soddisfarle.

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Imprevedibili

Devo sbrigarmi a scrivere un commento in occasione di una spettacolare vittoria delle amate calzette rosse, perchè altrimenti il vostro blogger, se ricominciano con la solita solfa, cade in depressione e non si alza più dal divano, maledicendo ogni divinità del pantheon in ordine alfabetico. Il fatto è che questi ragazzi sono imprevedibili. Rob Refsnyder ieri è entrato in campo con una media battuta di .176 (12 su 68), una percentuale di arrivo in base di .222 e una percentuale di slugging di .265 in 24 partite a partire dal 4 agosto. Più o meno il periodo in cui l’intero attacco dei Red Sox si è squagliato per il caldo record da cambiamento climatico, lasciando al loro posto dei mediocri replicanti.

Al suo rientro il “vero” Refsnyder ha raggiunto la base cinque volte, registrando quattro valide, tra cui due fuoricampo, battendo a casa il record di carriera di cinque RBI. E cosa dire di O’Neill, che ha lo seguiva nel turno di battuta che ha realizzato 2 back to back homer. O’Neill, che ha realizzato 29 HR, con la prova di ieri ha portato a sette le sue partite multi-homer in questa stagione, a pari merito con il battitore degli Astros Yordan Álvarez per la leadership MLB. O’Neill ha battuto un homer quattro volte nelle ultime tre partite, così come in sette delle sue ultime 13 valide. 

Eppure non c’erano grandi aspettative per la serata.  Purtroppo gli Orioles a Bello, il nostro miglior partente al momento, avevano contrapposto un mancino (Cade Povich) e i Red Sox hanno avuto serie difficolta contro i partenti mancini, stabilendo in questa stagione lo striminzito record di appena 16-24. Ieri sera però tutta un’altra musica. Dopo che Bello aveva limitato i danni nel primo inning, sono saltati addosso a Povich rifilandoli quattro punti nei soli 4.2 inning di durata della sua partita.

Nella parte alta dello sesto inning Bello infrangeva la soglia dei cento lanci e Cora lo faceva scendere con un solo out. All’ingresso di Bernardino tutti erano assillati dai fantasmi delle numerose partite sprecate dal bullpen. Nella parte bassa però Ceddanne Rafaela realizza lo 2-RBI double spezza partita, che riduce al silenzio gli Orioles, tenuti efficacemente a bada per il resto della gara da Winckowski, al quale è attribuita la salvezza.

Ieri sera si è rivisto anche Ciccio Dever, autore di tre valide (e dell’errore numero 106). Speriamo bene. Senza il suo contributo costante non si va da nessuna parte e, incredibilmente, si potrebbe ancora andare da qualche parte, nella Manfred Legue. Nonostante quello che siamo riusciti a combinare, Minnie ci tiene a tenere aperta la Wild card race perdendo a raffica. E’ assurdo, ma ci sono ancora 4 squadre mediocri in lizza per i playoff a questo punto della stagione e fra queste i Red Sox. Non cambierebbe di un ette il mio giudizio sulla stagione, ma sarebbe carino se succedesse.

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